S u stema e su gonfaloni de is ENTIS TERRITORIALIS (Regionis,

Documenti analoghi
LA STORIA DELLO STEMMA E DEL GONFALONE DEL COMUNE DI MARACALAGONIS SA STÒRIA DE SU STEMA E DE SU GONFALONI DE SU COMUNU DE MARACALAGONIS LO STEMMA

Ufficio del cerimoniale di Stato e per le Onorificenze. Caratteristiche tecniche degli emblemi araldici

COMUNE DI CENATE SOTTO PROVINCIA DI BERGAMO

COMUNE DI AVISE REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA REGOLAMENTO PER L USO DEL GONFALONE E DELLO STEMMA COMUNALE

REGOLAMENTO PER LA UTILIZZAZIONE DEL GONFALONE CIVICO

Immagini del costume di Maracalagonis Màginis de su costùmini de Maracalagonis

COMUNE DI VALLEDORIA Provincia di Sassari

COMUNE DI VILLENEUVE REGIONE AUTONOMA VALLE D AOSTA REGOLAMENTO PER L USO DEL GONFALONE E DELLO STEMMA COMUNALE

REGOLAMENTO PER LA RAPPRESENTANZA DEL COMUNE CON IL GONFALONE CIVICO

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

COMUNE DI CREVALCORE ( Provincia di Bologna )

COMUNE DI ALA Provincia di Trento. Regolamento per la concessione del patrocinio, dell uso dello stemma e del gonfalone comunale

REGOLAMENTO PER LA RAPPRESENTANZA DEL COMUNE CON GONFALONE CIVICO

C O M U N E D I C O D O G N O. ( Provincia di Lodi ) REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

GRESSONEY- LA - TRINITÉ

Cali lìngua? Cali ortografia?

S U C OS TùMIni sa rd u DE MA RACALAG ONI S

Di disciplina sull utilizzo dello stemma comunale e del gonfalone

Stemma e Gonfalone del Comune di Toritto

COMUNE DI GALATONE Provincia di Lecce

COMUNE DI CASATENOVO (Provincia di Lecco)

COMUNE DI FARA GERA D'ADDA REGOLAMENTO

Comitau Scientìficu po sa normalisadura de sa bariedadi campidanesa de sa lìngua sarda: Amos Cardia, Stèvini Cherchi, Nicolau Dessì, Màssimu

Città di Cantù REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

Dal 7 novembre 2008 lo stemma

Dal 7 novembre 2008 lo stemma

REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1 febbraio Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Martedì, 1 febbraio 2011

REGOLAMENTO PER L USO DEL GONFALONE DELLO STEMMA COMUNALE E DELLA FASCIA TRICOLORE

COMUNE DI SANT ARCANGELO (Provincia di Potenza) Corso Vittorio Emanuele C.A.P tel fax REGOLAMENTO

(4 MAJU MARTZU 1944)

COMUNE DI ARZENE (Provincia di Pordenone) REGOLAMENTO COMUNALE PER L USO DI STEMMA, GONFALONE, FASCIA TRICOLORE, BANDIERE E CONCESSIONE DI PATROCINIO

C O M U N E di MASI TORELLO (FERRARA)

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DELLO STEMMA, DELLA BANDIERA E DEL GONFALONE COMUNALE

REGOLAMENTO PER L ESPOSIZIONE DELLE BANDIERE E PER L UTILIZZO DEL GONFALONE

REGOLAMENTO. Comune di Follonica. per l uso dello stemma, del gonfalone, della fascia tricolore e delle bandiere

Ordine Militare d'italia

COMUNE DI ZANE Provincia di Vicenza REGOLAMENTO COMUNALE UTILIZZO DELLE BANDIERE ED INSEGNE DISTINTIVE

Città di Settingiano

REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL USO DEL GONFALONE E DELLO STEMMA DEL COMUNE

SU VERBU de AGIUDU (verbi ausiliari)

REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DI QUELLA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE.

Sa mama de funtana. Comunu de Xrèxei. Ufìtziu de sa Lìngua sarda. Contus antigus 2. Sighit sa tradutzioni in italianu.

Comune di Grado Provincia di Gorizia

L ARTE DEI CESTINI A MARACALAGONIS S ARTI DE SU STREXU DE FENU A MARACALAGONIS

Città di Cesano Maderno REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

REGOLAMENTO PER L'USO DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE E NECROLOGI DI PARTECIPAZIONE AL LUTTO

REGOLAMENTO PER L USO DEL GONFALONE E DELLO STEMMA COMUNALE

REGOLAMENTO per l uso dello stemma e del gonfalone.

Comune di Rieti Provincia di Rieti REGOLAMENTO COMUNALE PER L USO DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

PROVINCIA DI UDINE. Regolamento del protocollo cerimoniale, per l uso dello stemma e del gonfalone

Scuola Secondaria di 1 1 Grado G.Pascoli ERCHIE. La classe 3 3 C. presenta:

Allegato B (Articolo 5 e 11)

Comune di SANTA VENERINA REGOLAMENTO

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 22 2 LLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 37

PROVINCIA DI CATANZARO

COMUNE DI FOLGARIA Provincia di Trento. Regolamento per la concessione del patrocinio, dell uso dello stemma e del gonfalone comunale

CITTA DI CASTELLEONE Provincia di Cremona

Comune di Avellino REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELL'USO DEGLI EMBLEMI DEL COMUNE DI AVELLINO ART. 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE.

Sa limba de su famine? S italianu!

PREFETTURA DI MILANO ATTI AMMINISTRATIVI INTEGRAZIONE PARZIALE

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia

C O N S I G L I O R E G I O N A L E LEGGE REGIONALE (N. 135)

PREFETTURA DI MILANO ATTI AMMINISTRATIVI REGISTRI

Comune di Rieti Provincia di Rieti. REGOLAMENTO COMUNALE PER l UTILIZZO DEL LOGO DEL COMUNE DI RIETI

REGOLAMENTO SULL USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLE BANDIERE, DEL DISTINTIVO DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

5 Novembre de Donniasantu de su 1931

CERIMONIALE DEL COMUNE DI ANACAPRI

COMUNE DI NIMIS PROVINCIA DI UDINE REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI NOVARA COMUNE DI CAMERI CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE

Prot.18 /2011 Ai Cappellani, ai Cavalieri, ai Postulanti. Sede

ALLEGATO 1 SCHEDE TECNICHE PER LA FORNITURA DI DISTINTIVI DI GRADO PER IL PERSONALE DEL C.F.V.A.

CITTA DI TAURISANO (Prov. Di Lecce) Regolamento di disciplina dello stemma, gonfalone, fascia tricolore e bandiere

REGOLAMENTO PER L USO DEL GONFALONE COMUNALE

C I T T À DI SURBO Provincia di Lecce ~~~~~~o~~~~~~ Settore Servizi Amministrativi

Allegato alla Deliberazione di C.P. n. 8 del

Come Premessa al racconto, una fantastica favola, sono stati citati due brevi pensieri di H. Kaplan e I. Singer, qui sotto riportati

COMUNE DI SAN FRANCESCO AL CAMPO

COMUNE DI SANT ANTONIO ABATE PROVINCIA DI NAPOLI

L.R. 22 agosto 2007 n. 9. Norme in materia di polizia locale e politiche regionali per la sicurezza BOZZA DISCIPLINARE. articolo 16 commi 1 e 2

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA

Verbale di deliberazione della Giunta Comunale

REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE. CONCESSIONE DEL PATROCINIO

Deliberazione n. 14/2003

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

Comune di Sorisole Provincia di Bergamo

Ordine al Merito di Savoia Statuto

E M A N A il seguente decreto legislativo:

COMUNE DI CAVEDINE. (Provincia di Trento) REGOLAMENTO PER L USO DEL GONFALONE E DELLO STEMMA COMUNALE

Comune di Tavazzano con Villavesco Provincia di Lodi REGOLAMENTO COMUNALE PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, E DELLE BANDIERE. Stemma.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Comune di Oggiono Provincia di Lecco

REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE. della Regione Puglia. ANNO XLVII BARI, 11 FEBBRAIO 2016 n. 13 suppl. Atti e comunicazioni degli Enti Locali

REGOLAMENTO PER L USO DELLO STEMMA, DEL GONFALONE, DELLA FASCIA TRICOLORE E DELLE BANDIERE

Lo Stemma del Comune di Udine

REGOLAMENTO PER L ESPOSIZIONE DELLE BANDIERE E PER L UTILIZZO DEL GONFALONE

N e 1955/BIS. Relazione della 1 Commissione Permanente

San Pietro e i suoi successori

Regolamento Comunale per l uso dello stemma, del gonfalone, della fascia tricolore e delle bandiere.

REPUBBLICA ITALIANA. Consiglio di Stato. Sezione Prima. Adunanza di Sezione del 15 giugno 2016

Transcript:

«L ORIGINE E L EVOLUZIONE DELLO STEMMA E DEL GONFALONE DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI» «SU NASCIMENTU E SA CAMBIÀNTZIA DE SU STEMA E DE SU GONFALONI DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU» Lo stemma e il gonfalone degli ENTI TERRITORIALI (Regioni, Province, Città e Comuni) e degli ENTI MORALI (Fondazioni, Università, Banche, Opere Pie, Nosocomi e Corpi Militari) godono di tutela giuridica da parte dello Stato, e sono altresì disciplinati nell'ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano, il R.D. 21 GENNAIO 1929, N. 61 ORDINAMENTO DELLO STATO NOBILIARE ITALIANO approvato con il R.D. 7 GIUGNO 1943, N. 651 e nel REGOLAMENTO PER LA CONSULTA ARALDICA, reso esecutivo con il R.D. 7 GIUGNO 1943, N. 652 che detta le disposizioni in materia di EMBLEMI S u stema e su gonfaloni de is ENTIS TERRITORIALIS (Regionis, Provìncias, Tzitadis e Comunus) e de is ENTIS MORALIS (Fundatzionis, Universidadis, Bancas, Òperas in agiudu a is pòburus, Spidalis e Corpus Militaris) tenint amparu giurìdicu de su Stadu, e funt disciprinaus finas in s'ordinamentu de su Stadu Nobiliari Italianu, su RÈGIU DECRETU 21 GENNÀRGIU 1929, NÙMERU 61 ORDINAMENTU DE SU STADU NOBILIARI ITALIANU aprovau cun su RÈGIU DECRETU 7 DE MESI DE LÀMPADAS 1943, NÙMERU 651 e in s' ARREGULÀRIU PO SA CONSULTA ARÀLDICA, chi dd ant fatu 1

ARALDICI (stemmi, gonfaloni e bandiere). DINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI) impone la sola adozione dello stemma attraverso deliberazione da parte del Consiglio Comunale (o Provinciale), il quale ne deve dare menzione nello Statuto proprio dell Ente (Comune o Provincia) non prevedendo altro passaggio burocratico. Lo stemma delle Regioni, invece, non è espressamente sogesecutivu cun su RÈGIU DECRETU 7 DE MESI DE LÀMPADAS 1943, NÙMERU 652 donendi is dispositzionis aingìriu de is SÌMBULUS ARÀLDICUS (stemas, gonfalonis e banderas). L istruttoria del procedimento per la concessione degli stemmi è soggetta a una precisa regolamentazione attraverso una procedura (recentemente semplificata) a cura dell UFFICIO ONOREFICENZE E ARALDICA istituito presso la PRE- SIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, che applica il REGOLAMENTO TECNICO-ARALDICO contenuto sempre nel R.D. 21 gennaio 1929, n. 61 e nel R.D. 7 giugno 1943, n. 652. S'istrutòria de su protzedimentu po sa concessioni de is stemas dd assugetant a d-un'arregolamentatzioni pretzisa po mesu d-una protzedura (de pagu tempus a oi aparixada) a incuru de s'ofìtziu ONOREFICÈNTZIAS E ARÀLDICA istituiu anca ddoi est sa PRESIDÈNTZIA DE SU CONSILLU DE IS MINISTRUS, chi àpricat s'arregulàriu TÈNNICU-ARÀLDICU de su Règiu Decretu 21 gennàrgiu 1929, nùmeru 61 e in su Règiu Decretu 7 de mesi de làmpadas 1943, nùmeru 652. È da dire, inoltre, che il nuovo TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI (D. Lgs 18 agosto 2000, n. 267 TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'OR- Nci dexit a nci aciungi chi su SCRITU ÙNICU DE IS ENTIS LOCALIS (Decretu Legislativu 18 austu 2000, nùmeru 267 SCRITU ÙNICU DE IS LEIS AINGÌRIU DE IS ENTIS LOCALIS) fait balli amarolla de arriciri su stema po mesu de una deliberatzioni de su Consillu Comunali (o Proviciali) sceti, chi ddu depit arremonai in su Statutu cosa sua de s'enti (Comunu o Provìncia) chentza de ddoi biri passadòrgiu burocràticu perunu. Su stema de is Regionis, po contras, no dd assugetant de 2

getto ad alcuna norma - nel 1943 le Regioni non erano ancora state istituite - ed è adottato dalle singole Regioni con atto legislativo proprio, sempre con menzione nello Statuto. Per questa ragione, gli emblemi di parecchie Regioni non seguono le regole araldiche: si tratta di veri e propri LOGHI grafici, spesso progettati da noti designers (ad eccezione della Val d Aosta, del Veneto, della Puglia, del Molise, dell Abruzzo, della Sicilia che alzano gli storici emblemi dei loro territori e, ovviamente, della Sardegna con i QUATTRO MORI). manera dereta a norma peruna in su 1943 is Regionis no ddas iant istituias ancora e dònnia Regioni imperat su suu cun un'àutu legislativu chi ddi spetat, sèmpiri arremonendiddu in su Statutu. Po custa arraxoni, is emblemas de paricis Regionis no ponint infatu a is arrègulas aràldicas: seus chistionendi de MARCADURAS gràficas verdaderas, chi designers famaus fatu-fatu progetant (chentza de sa Valle d'aosta, su Vènetu, sa Pùglia, su Molise, S'Abrutzu, sa Sicìlia e, po dda nai in craru, sa Sardìnnia cun is CUÀTURU MORUS). I l vocabolo italiano STEMMA [dal latino stemma, «corona appesa ai busti degli avi; albero genealogico», a sua volta dal greco antico στέμμα «benda; corona di alloro», dal verbo στέφειν «incoronare»] indica la figurazione composta da: Su fueddu italianu STEMMA [ndi benit de su latinu stemma, «corona apicada in is bustus de is bisajus; tauledda de s'ereu», chi ndi benit de s aregu antigu στέμμα «fàscia; corona de lau», de su verbu στέφειν «incoronai»] amostat sa figura cumposta de: A) SCUDO B) CORONA C) ELEMENTO DECORATIVO e ORNAMENTI ESTERIORI A) SCUDU B) CORONA C) MUDADURA e CUNCÒRDIA A PARTI DE AFORAS 3

A) L o SCUDO generalmente adottato è di tipo SANNITICO, FRANCESE o MODERNO (vedasi: fig. 1 pag. 5). Ha forma rettangolare i cui angoli inferiori sono arrotondati e aguzzo in punta. Le sue proporzioni sono 7 moduli di larghezza e 8 moduli di altezza, gli angoli inferiori sono arrotondati di un quarto di cerchio. Lo scudo ha quattro lati: in alto, il capo; in basso, la punta; un fianco destro; un fianco sinistro. Lo spazio interno dello scudo, ossia il fondo, è detto CAMPO (forse alludendo a un campo di battaglia in cui i combattenti potevano mostrare la loro abilità) se contiene smalti o figure. E importante ricordare che nel linguaggio araldico la destra dello scudo è la sinistra per chi guarda e, viceversa, la sinistra è la destra. Bisogna immaginare, nel descrivere lo scudo, di trovarsi nella parte di chi lo imbracciava e, quindi, in una posizione speculare (rovesciata) rispetto a chi osserva. A) Su SCUDU chi imperant po su prus est de arratza SANNÌTICU, FRANTZESU o MODERNU (baxei a castiai: fig. 1 pàgini 5). Sa forma est retangulari cun is furrungonis de bàsciu arretundaus e acutzu in sa punta. Sa mannària sua est de 7 mòdulus de largària e de 8 mòdulus de artària, is furrungonis de bàsciu funt arretundaus de unu cuartu de circu. Su scudu est ingiriau de cuàturu ladus: in sa parti de apitzus, sa conca; in sa parti de bàsciu, sa punta; unu costau a manu dereta; unu costau a manu de manca. Su logu a parti de aìnturu de su scudu, est a nai su fundu, ddi nant CAMPU (capassu chi assimbillit a unu campu de batalla anca is chi gherrant podiant amostai sa balèntzia insoru) chi ddoi tenit smaltus o figuras. Est de importu a arregordai chi in su fueddàriu aràldicu sa parti a manu dereta de su scudu est sa de sa manu de manca e, a su contras, sa manu de manca est sa dereta. Abisòngiat a bisai, chistionendi aingìriu de su scudu, de si-nci agatai in sa parti de chini si-dd'assetiàt in su bratzu e, duncas, a s'imbressi (a s'àtera parti) faci a chini est castiendi. 4

IL CAPO SA CONCA IL FIANCO DESTRO (A SINISTRA PER CHI GUARDA) IL FIANCO SINISTRO (A DESTRA PER CHI GUARDA) SU COSTAU A MANU DERETA (A MANU DE MANCA PO CHINI CÀSTIAT) SU COSTAU A MANU DE MANCA (A MANU DERETA PO CHINI CÀSTIAT) LA PUNTA SA PUNTA Fig. 1 - SCUDO DI TIPO SANNITICO Fig. 1 - SCUDU DE ARRATZA SANNÌTICU B) L a CORONA vigente per le Province (come anche per le Città e i Comuni) figura blasonate negli articoli 95, 96 e 97 del Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 652. Nello specifico, per la corona di Provincia (vedasi: fig. 2 pag. 6) l'articolo 95 del R.D. 7 giugno 1943, n. 652 così prescrive: B) Sa CORONA in fortza po is Provìncias (diaici puru po is Tzitadis e is Comunus) dd agataus blasonada in is artìculus 95, 96 e 97 de su Règiu Decretu 7 de mesi de làmpadas 1943, n. 652. Arraxonendi a fundu, po sa corona de Provìncia (baxei a castia: fig. 2 pàgini 6) l'artìculu 95 de su Règiu Decretu 7 de mesi de làmpadas 1943, n. 652 narat diaici: 5

«è formata da un cerchio d'oro gemmato colle cordonature lisce ai margini, racchiudente due rami, uno d'alloro ed uno di quercia al naturale, uscenti dalla corona, decussati e ricadenti all'infuori». «est formada de unu circu de oru ingiriau de prendas cun is cordonaduras lisas in is orus, chi pinnigat paris duus cambus, unu de lau e s'àteru de suèrgiu a naturalesa insoru, chi nci bessint de sa corona, ingruxaus e chi funt arruendi-nci aforas». RAMO DI QUERCIA CON LE GHIANDE CAMBU DE SUÈRGIU CUN SU LÀNDIRI RAMO DI ALLORO CON LE BACCHE CAMBU DE LAU CUN SA BAGA Fig. 2 - CORONA DI PROVINCIA Fig. 2 - CORONA DE PROVÌNCIA 6

C) L' ELEMENTO DECORATIVO, che costituisce la terza parte di uno stemma di un Ente, consiste C) Sa MUDADURA, sendi sa de tres partis de unu stema de un'enti, consistit «in due rami di quercia con ghiande e di alloro con bacche, il tutto al naturale, fra loro decussati sotto la punta dello scudo e annodati da un nastro dai colori nazionali, di verde, di bianco e di rosso». «in duus cambus de suèrgiu cun làndiri e de lau cun baga, in sa naturalesa insoru, ingruxaus apari asuta de sa punta de su scudu e annuaus cun d-una feta de is tintas natzionalis, birdi, biancu e arrùbiu». P assando in rassegna, ora, il GONFALONE, il vocabolo deriva dall'antico francese gonfalon, ossia «stendardo da guerra», dall'antico franco-germanico gundfahne, ossia «bandiera di guerra» e dallo scandinàvo gunnefane, ossia «bandiera da battaglia». Spreculitendi imoi aingìriu de su GONFALONI, su fueddu ndi benit de su frantzesu antigu gofalon, est a nai «ghioni de [imperai in] gherra», de su francu-germànicu gundfahne, est a nai «bandera de gherra» e de su scandinavu gunnefane, est a nai «bandera de [imperai in] gherra». L articolo 5 del REGOLAMENTO PER LA CONSULTA ARALDICA, approvato con il R.D. 7 giugno 1943, n. 652, stabilisce la foggia del gonfalone (vedasi: fig. 3 pag. 9) avvertendo che non può S'artìculu 5 de s'arregulàriu PO SA CONSULTA ARÀLDICA, aprovau cun su Règiu Decretu 7 de mesi de làmpadas 1943 n. 652, stabilessit su sètiu de su gonfaloni (baxei a castiai: fig. 3 7

mai assumere la forma di bandiera, ma deve consistere pàgini 9) faendi sciri chi no podit tenni mai sa forma de una bandera, ma depit consìstiri «in un drappo quadrangolare di un metro per due, del colore di uno o di tutti gli smalti dello stemma, e caricato dell'arma della città o della provincia, con l iscrizione centrata in oro recante la denominazione dell'ente, sospeso mediante un bilico mobile ad un'asta, ricoperta di velluto dello stesso colore del drappo, con bullette dorate poste a spirale, terminante in punta da una freccia rappresentante l'arma dell'ente e nel gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati». «in d-unu drapu a cuàturu furrungonis de unu metru po duus, de sa tinta de unu o de totu is smaltus de su stema, e cun apitzus s'arma de sa tzitadi e de sa provìncia, cun sa scrita de oru in mesu amostendi sa manera de nomenai s'enti, pèndiu po mesu de un'acotzu mòbili in d-un'asta, cun apitzus su velludu de sa tinta etotu de su drapu, cun puncixeddas indoradas postas a furriotus, acabendi in punta d-una frècia chi arrapresentat s'arma de s'enti e in su cambu intacau su nòmini. Corbata cun fetas a tres tintas chi ndi benint de is tintas natzionali cun fràngias de oru. Is partis in metallu e is cordonis funt indoraus». 8

Fig. 3 - GONFALONE DI PROVINCIA Fig. 3 - GONFALONI DE PROVÌNCIA 9

Nell ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO è contenuta la documentazione (Fondo: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI UFFICIO ARALDICO, Collocazione: busta 002P, fascicolo 8600.617 Categoria Province) da cui apprendiamo che STEMMA e GONFALONE della PROVINCIA di CAGLIARI sono stati concessi da due REGI DECRETI, il R.D. 17 marzo 1938 concessione di stemma e il R.D. 9 febbraio 1939 concessione di gonfalone, RR.LL.PP. ( Regie Lettere Patenti ) 4 marzo 1940, registrati alla CORTE DEI CONTI e trascritti nel LIBRO ARALDICO DEGLI ENTI LOCALI. In s'arcivu TZENTRALI DE SU STADU ddoi funt totu is paperis (Fundu: PRESIDÈNTZIA DE SU CONSILLU DE IS MINISTRUS OFÌTZIU ARÀLDICU, Collocatzioni: busta 002P, fascìculu 8600.617 Categoria Provìncias) de aundi beneus a sciri chi STEMA e GONFALONI de sa PROVÌNCIA de CASTEDDU ddus iant cuntzèdius cun duus RÈGIUS DECRETUS, su Règiu Decretu 17 martzu 1938 concessioni de stema e su Règiu Decretu 9 friaxu 1939 concessione de gonfaloni, RR.LL.PP. ('Règias Lìteras Patentis') 4 martzu 1940, assentaus in sa CORTE DEI CONTI e copiaus in su LÌBURU ARÀLDICU DE IS ENTIS LOCALIS. L o STEMMA DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI, dunque, è stato concesso con decreto 1938-03-17 R.D., concessione di stemma la cui descrizione araldica è la seguente (vedasi: fig. 4 pag. 13): Su STEMA DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU, duncas, dd'iant cuntzèdiu cun su decretu 1938-03-17 Règiu Decretu, concessioni de stema chi sa descridura aràldica est sa chi sighit (baxei a castiai: fig. 4 pàgini 13): «Partito: al 1 d'argento caricato da una croce di rosso accantonata da quattro teste di moro bendate. Sulla croce, al centro, un disco ovale carico di un'aquila al naturale coronata d'oro, con le ali spiegate, portante in petto lo scudetto sabau- «Partziu in duus campus: in su primu de prata cun apitzus una gruxi de arrùbiu chi acumpàngiat a dònnia parti cuàturu concas de moru fasciaus. In sa gruxi, in mesu, unu discu ovali cun apitzus un'àchili a naturalesa sua incoronada de oru, a 10

do e cioè di rosso alla croce d'argento; al 2 inquartato, al 1 e 4 di rosso alla croce d'argento, al 2 e 3 d'argento al torrione aperto e finestrato sormontato da tre torrette di cui la mediana più alta, uscente da un mare fluttuoso» Degne di nota sono, dal canto nostro, le seguenti osservazioni: le quattro teste di Moro hanno la benda calata sugli occhi; al centro dell aquila vi è l ovale che riporta i colori dello stemma de Ducato di Savoia (scudo di colore rosso con croce bianca al centro); la concessione dello stemma risale al periodo fascista. Nella documentazione prodotta dall Amministrazione alas obertas, amostendi in is piturras su scudetu sabàudu est a nai de arrùbiu cun sa gruxi de prata; in su de duus partziu in cuàturu partis, in sa primu e in sa de cuàturu de arrùbiu cun d- una gruxi de prata, in sa de duus e in sa de tres de prata a turratza oberta e cun fentanas portendi apitzus tres turrixeddas, sa de mesu est prus in artu, chi ndi bessint d-unu mari a undas a undas» Nci dexint a ddas amostai una infatu de s àtera is fainas chi eus spreculitau: is cuàturu concas de Moru amostant sa fàscia a caladura in is ogus; in mesu de s àchili ddoi est s ovali chi torrat a amostai is tintas de su stema de su Ducau de Savòia (scudu tintu de arrùbiu cun d-una gruxi bianca in mesu); sa concessioni de su stema ndi bessit a pillu in su tempus de su fascismu. In totu is paperis de s'aministratzioni Provinciali de insandus, duncas, su stema fiat 11

Provinciale, pertanto, lo stemma sarà affiancato dal simbolo del FASCIO LITTORIO (vedasi la figura riportata in basso in questa pagina). È un insegna di origine etrusca costituito da un mazzo di verghe e da una scure, tenute insieme per mezzo di corregge: è il simbolo del potere coercitivo della legge, quindi dell autorità dello Stato. Era portato da Littori, ossia gli ufficiali di scorta al servizio degli alti magistrati Romani che con il loro ufficio comminavano pene corporali e capitali. Fu il simbolo di FASCI ITALIANI DI COMBATIMENTO di Benito Mussolini. acumpangiau de su sìmbulu de su FÀSCIU LITÒRIU (baxei a castiai sa figura chi agatais in bàsciu de custa pàgini). Est un insinna de orìgini etrusca formada de pèrtias aciuntas apari e de una segura, acapiadas cun d-unas cantu corrias: est su sìmbulu de su poderi imponidori de sa lei, duncas de s autoridadi de su Stadu. Si dd atuànt is Littori, est a nai is ofitzilis acumpangiadoris a serbìtziu de is magistraus mannus Romanus chi cun is fainas insoru detzidiant de mallai o de bociri. Est stètiu su sìmbulu de is FÀSCIUS ITALIANUS DE CUMBATIMENTU de Benito Mussolini. 12

Fig. 4 Stemma della Provincia di Cagliari (R.D. 17 MARZO 1938, concessione di stemma) Fig. 4 Stema de sa Provìncia de Casteddu (RÈGIU DECRETU 17 MARTZU 1938, concessioni de stema) 13

A quasi un anno di distanza, invece, il GONFALONE DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI è stato istituito con decreto 1939-02- 09 R.D., concessione di gonfalone, la cui descrizione araldica è la seguente (vedasi: fig. 5 pag. 15): A pagu prus de un'annu de insandus, po contras, su GONFALONI DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU dd iant istituiu cun su decretu 1939-02-09 Règiu Decretu, concessioni de gonfaloni, chi sa descridura aràldica cosa sua est sa chi sighit (baxei a castiai: fig. 5 pàgini 15): «drappo partito di rosso e d azzurro riccamente ornato di ricami d oro e caricato dello stemma con l iscrizione centrata in oro Provincia di Cagliari. Le parti di metallo e i cordoni saranno dorati. L asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori alternati di rosso e d azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Provincia e sul gambo inciso il nome. Cravatta dai nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d oro» «drapu partziu de arrùbiu e de asulu mudau meda-meda de arricamus de oru e cun su stema atuau a sa scrita in mesu in oru Provincia di Cagliari. Is partis in metallu e is cordonis ant a essi indoraus. S'àstia dereta at a essi atortoxada de velludu cun is tintas intreveradas de arrùbiu e de asulu cun punciteddas indoradas postas a furriotus. In sa frècia ant a arrapresentai su stema de sa Provìncia e nci ant a intacai su nòmini. Corbata cun is fetas de is tres tintas chi ndi benint de is tintas natzionalis cun fràngias de oru» 14

Fig. 5 - Gonfalone della Provincia di Cagliari (R.D. 9 FEBBRAIO 1939, concessione di gonfalone) Fig. 5 - Gonfaloni de sa Provìncia de Casteddu (RÈGIU DECRETU 9 FRIAXU 1939, concessioni de gonfaloni) 15

L a LEGGE 8 GIUGNO 1990, N. 142 ORDINAMENTO DELLE AUTO- NOMIE LOCALI ha fatto partire il diritto e l obbligo agli stessi Comuni e Province di dotarsi un apposito STATUTO nel quale vengono riportate, tra gli elementi identificativi dell Ente locale, la descrizione grafica e anche quella descrittiva (detta blasone, dal germanico blasen : annunziare col suono del corno che indicava l appello dei cavalieri partecipanti ad un torneo), importanti caratteristiche personali dello stemma e del gonfalone di appartenenza. Sa LEI 8 DE MESI DE LÀMPADAS 1990, NÙMERU 142 ORDINAMENTU DE IS AUTONOMIAS LOCALIS ndi at fatu benni su deretu e s'òbrigu a is Comunus e a is Provìncias etotu de ndi arriciri unu STATUTU insoru chi scòviat, intra is ainas chi faint arreconnosci s'enti locali, sa descridura gràfica e finsas s'arrapresentatzioni a fueddus (sa chi dda nant 'blasone', chi ndi benit de su germànicu blasen : fai sciri sonendi su corru chi inditàt su ndi fai aproillai is cavallieris chi pigànt parti a unu torneu), inditus pròpius de importu de su stema e de su gonfaloni de apartenèntzia. L o STATUTO DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI, pertanto, adottato con DELIBERA C.P. N. 82 del 21 GENNAIO 1999, dedica l articolo 4 Titolo I DISPOSIZIONI GENERALI allo stemma e al gonfalone. Il comma 1 del suddetto articolo descrive lo stemma (vedasi: fig. 6 pag. 18) come formato da uno: Su STATUTU DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU, duncas, arriciu cun DELÌBERA DE SU CONSILLU PROVINCIALI NÙMERU 82 de su 21 GENNÀRGIU 1999, dèdicat s'artìculu 4 Tìtulu I DISPOSITZIONIS GENERALIS a su stema e a su gonfaloni. Sa corriedda 1 de s'artìculu chi eus giai arremonau narat chi su stema (baxei a a castiai: fig. 6 pàgini 18) est formau de unu: 16

«scudo partito, un primo in campo d'argento croce rossa con quattro mori bendati, sopra tutto in campo d'argento l'aquila imperiale con una croce rossa in campo bianco sormontata da corona; nel secondo, partito in quattro, nel primo e nel terzo croce bianca in campo rosso, nel secondo e nel quarto torre al naturale sorgente dal mare fluttuoso in campo d'argento; il tutto sormontato da una corona civica guarnita da due rami» «scudu partziu in duus, unu primu in campu de prata gruxi arrùbia cun cuàturu morus fasciaus, apitzu totu in d-unu campu de prata s'àchili imperiali cun d-una gruxi arrùbia in campu biancu cun apitzus una corona; in su de duus, partziu in cuàturu partis, in su primu e in su de tres ddoi at una gruxi bianca in campu arrùbiu, in su de duus e in su de cuàturu una turri a naturalesa stantargendisì de su mari a undas a undas in campu tintu de colori de prata; una corona tzivica mudada de duus cambus est apitzus de totu» R ispetto a quanto descritto nel DECRETO 1938-03-17 R.D., notiamo che l articolo 4 dello STATUTO apporta alcune modifiche allo STEMMA (vedasi ancora: fig. 6 pag. 18): A faci de su chi ant scritu in su DECRETU 1938-03-17 R.D., bieus chi s'artìculu 4 de su STATUTU ndi betit unas cantu mudàntzias a su STEMA (baxei a castiai torra: fig. 6 pàgini 18): 17

b) c) a) Fig. 6 - Stemma (articolo 4 comma 1 STATUTO DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI ) Fig. 6 - Stema (artìculu 4 corriedda 1 STATUTU DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU ) 18

a) l AQUILA IMPERIALE ha sul petto una croce rossa in campo bianco (vale a dire lo SCUDO DI SAVOIA ) e ha il piumaggio di color nero; a) s'àchili IMPERIALI amostat in is piturras una gruxi arrùbia in campu biancu (est a nai su SCUDU DE SAVÒIA ) e is pinnas tintas de nieddu; b) la CORONA, sebbene non se ne faccia menzione nel testo dello Statuto, presenta la scritta sabauda FERT. Si tratta del motto dell ORDINE SUPREMO DELLA SS. ANNUNZIATA inizialmente chiamato ORDINE DEL COLLARE. Quest ordine cavalleresco fu istituito da Amedeo VI di Savoia nel 1364. Per quanto concerne il significato, molte sono le interpretazioni proposte per fornirne una spiegazione. Tra queste, nel periodo più remoto si riteneva che la parola FERT scaturisse dalle iniziali della frase latina FORTITUDO EIUS RHODUM TENUIT ( La sua fermezza tenne Rodi ) con allusione alle spedizione di Amedeo VI a Rodi b) sa CORONA, mancai su Statutu no dd arremonit, amostat sa scrita sabàuda FERT. Est su dìciu de s'òrdini SUPREMU DE SA SANTISSIMA ANNUNTZIADA chi a primu ddi narànt ORDINE DEL COLLARE. Custu òrdini cavallierescu dd'iat istituiu Amedeo VI de Savoia in su 1364. Po su chi pertocat su sinnificau, paricis funt is propostas po ndi ddu bogai a luxi. Intra de custas, de diora meda creiant chi su fueddu FERT ndi bessiat a pillu de is lìteras a primìtziu de dònnia fueddu in sa frasi latina FORTITUDO EIUS RODHUM TENUIT' ( Sa firmesa sua iat poderau Rodi ) arreferendi-sì a sa speditzioni de Amedeo VI a Rodi. c) i DUE RAMI DI QUERCIA e DI ALLORO sono sprovvisti di frutti (le ghiande per l una e le bacche per l altra) c) is DUUS CAMBUS DE SUÈRGIU e DE LAU no ddoi tenint su frutu (su làndiri po s unu e, po s àteru, sa baga) N el comma 2 apprendiamo che la Provincia adotta un GONFALONE descritto come: In sa corriedda 2 beneus a sciri chi sa Provìncia arricit unu GONFALONI chi dd acrarant diaici: 19

«drappo partito di rosso e d'azzurro riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma, descritto nel comma precedente, con l'iscrizione centrata in oro: "PROVINCIA DI CAGLIARI-PROVINCIA DE CASTEDDU". Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. Dall'asta penderanno due nastri frangiati d'oro, uno con i tre colori della bandiera italiana, l'altro con i tre colori della bandiera sarda» «drapu partziu de arrùbiu e de asulu mudau meda-meda de arricamus de oru e a stema apitzus, chi ant descritu in sa corriedda de agoa, cun sa scrita in mesu de oru: PROVÌNCIA DE CASTEDDU. Is partis de metallu e is cordonis ant a essi indoraus. De s àstia ant a pendi duas fetas cun fràngias de oru, una cun is tres tintas de sa bandera italiana, s àtera cun is tres tintas de sa bandera sarda» D all esame di alcuni opuscoli pubblicitari contenuti nell ARCHIVIO DI DEPOSITO DELL AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE anteriori all emanazione dello STATUTO appena summenzionato, abbiamo notato (vedasi: fig. 7 pag. 21) che lo stemma mostra nel primo campo dello scudo (la prima metà a sinistra) la croce non interamente rossa, ma solo il braccio orizzontale è rosso mentre quello verticale è bianco. E rappresentato così anche lo stemma della Provincia riportato nella copertina del libro REGOLE PER ORTOGRAFIA, FONETI- CA, MORFOLOGIA E VOCABOLARIO DELLA NORMA CAMPIDANESE DELLA LIN- S preculitendi in mesu de unus cantu libureddus de arrecramu aìnturu de s ARCIVU DE DEPÒSITU DE S AMINISTRATZIONI PROVINCIALI innanti de ndi essi bogau a campu su Statutu chi eus giai arremonau, eus biu (baxei a castiai: fig. 7 pàgini 21) chi su stema amostat in su primu campu de su scudu (sa primu metadi a manu de manca) sa gruxi tinta no totu de arrùbiu, est tintu de arrùbiu s arrogu corcau sceti, po contras cussu stantàrgiu est biancu. Ant fatu diaici finas su stema de sa Provìncia chi ant postu in s imboddicamentu de su lìberu ARRÈGULAS PO ORTOGRAFIA, FONÈTICA, MORFOLOGIA E FUEDDÀRIU DE SA NORMA CAMPIDANESA DE SA 20

GUA SARDA a cura del Comitato Scientifico per la Norma Campidanese del Sardo Standard stampato nel 2009. Da notare che siamo dieci anni dopo lo Statuto sopraccitato. LÌNGUA SARDA a incuru de su Comitau Scientìficu po sa Norma Campidanesa de su Sardu Standard chi ant imprentau in su 2009. Labai chi seus apustis de dexi annus de su Statutu chi eus nau apitzus. Fig. 7 - Stemma presente in alcuni opuscoli pubblicitari anteriormente allo STATUTO (DELIBERA C.P. N. 82 del 21 GENNAIO 1999) e nella copertina del testo delle Regole della Norma Campidanese del 2009 Fig. 7 - Stema chi agataus in d-unus cantu libureddus de arrecramu prima de su STATUTU (DELÌBERA C.P. N. 82 de su 21 GENNÀRGIU 1999) e in s imboddicamentu de su lìberu de is Arrègulas de sa Norma Campidanesa de su 2009 21

L o STEMMA ATTUALE DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI è stato ridisegnato in tutti i suoi elementi. L opera di redesign è stata realizzata nel maggio del 2010 e nasce dalla collaborazione tra Stefano Asili della Facoltà di Architettura dell Università di Cagliari e socio professionista AIAP ( Associazione Italiana Design della Comunicazione visiva ) e Alessandro Cortes, anch egli socio professionista AIAP. Due sono state le strade percorse in questo lavoro di VI- SUAL DESIGN: Su STEMA DE IMOI DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU dd ant torrau a disinniai in dònnia cosa. Sa faina de redesign dd ant fata in su mesi de maju de su 2010 e ndi bessit de s agiudu intra Stefano Asili de sa Facultadi de Architetura de s Universidadi de Casteddu e sòtziu professionista AIAP ( Assòtziu Italianu Design de sa Comunicatzioni visiva ) e Alessandro Cortes, sòtziu professionista AIAP issu etotu. Duus funt stètius is tretus conca a innui ant impunnau in custu traballu de VISUL DESIGN: - la RIQUALIFICAZIONE GRAFICA e - il RESTAURO CONSERVATIVO - su TORRAI A ASSETIAI A NOU SA GRÀFICA e - s ARRÀNGIU CONSERVADORI E cioè: da un lato la riprogettazione dello stemma della Provincia, che sarebbe diventato una sorta di marchio con Est a nai: de un atza su torrai a progetai su stema de sa Provìncia chi iat a essi una spètzia de marcadura cun s aciunta 22

l inserimento degli elementi principali dello stemma araldico sfrondando le ripetizioni e le sovrapposizioni; dall altra il rispetto fedele alla descrizione dello stemma contenuta nella concessione della CONSULTA ARALDICA. de is ainas de importu de su stema aràldicu boghendi-nci de mesu is arrepitiduras e is acabiddaduras; de s àtera s arrispetai in totu sa manera de comenti ant descritu su stema de sa concessioni de sa CONSULTA ARÀLDICA. Prendendo le mosse dalla descrizione araldica dello stemma contenuta nello STATUTO DELLA PROVINCIA (articolo 4, comma 1), notiamo che sono stati ridisegnati gli elementi seguenti (vedasi: fig. 8 pag. 24): Movendi de sa descridura aràldica de su stema de su STATUTU DE SA PROVÌNCIA (artìculu 4, corriedda 1), bieus chi is ainas afatantis ddas ant torradas a disinniai diaici (baxei a castiai: fig. 8 pàgini 24): 23

F) B) C) D) A) E) Fig. 8 - Stemma attuale Fig. 8 - Stema de imoi A) la forma dello scudo sannitico è stata allargata e resa più morbida nelle curve per diventare un contenitore più capiente e consentire una maggiore leggibilità delle diverse figure. Inoltre l allargamento della forma rende A) sa forma de su scudu dd ant amanniada e amoddiada de prus in is incruaduras po ddoi fai capi prus cosas e permiti de mellus is paricis figuras. In prus s amanniamentu de sa forma bilanciat totu paris su 24

più equilibrato l insieme generale dello stemma con corona e elementi decorativi (ossia i rami di alloro e quercia) stema cun corona e mudaduras (est a nai is cambus de lau e de suèrgiu) B) le quattro teste di Moro non hanno niente di negroide ma, intervenendo sull aspetto somatico, sono stati resi mori anche nelle fattezze del volto e la benda non è più sugli occhi bensì sulla fronte. I Quattro Mori sono voltati a sinistra e non a destra: in araldica le direzioni destra e sinistra sono ribaltate rispetto all osservatore poiché convenzionalmente riferite all ipotetico cavaliere che imbracciava lo scudo R icordiamo che l art. 1 della LEGGE REGIONALE n. 10 del 15 APRILE 1999, BANDIERA DELLA REGIONE, e la revisione ultima del 2005, ha stabilito che i Quattro Mori debbano rappresentarsi su campo bianco crociato di rosso, la benda sulla fronte e siano voltati a destra di chi guarda e non più a sinistra. B) is cuàturu concas de Moru no amostant nudda de un òmini de peddi niedda, ma intervenendi apitzus de sa cara insoru, ddus ant fatus morus finsas in is lineamentus de sa faci e sa fàscia no est prus a caladura in is ogus ma in su fronti. Is Cuàturu Morus funt furriaus a sa parti a manu de manca e no a manu dereta: in aràldica sa parti a manu dereta e a manu de manca funt a s imbressi de chini càstiat sigumenti ca po acòrdiu si arreferit incapas a su cavallieri chi s assetiàt su scudu in su bratzu A rregordaus chi s artìculu 1 de sa LEI REGIONALI n. 10 de su 15 de ABRILI 1999, BANDERA DE SA REGIONI, e s assètiu ùrtimu de su 2005, at stabiliu chi is Cuàturu Morus ddus depant arrapresentai in campu biancu cun d-una gruxi arrùbia in mesu, sa fàscia in su fronti e furriaus a manu dereta de chini càstiat, e no prus a manu de manca. 25

C) la forma del castello triturrito è stata semplificata, e reso lineare il disegno dei flutti che, attraverso una semplice ondulazione della campitura azzurra, hanno reso identificabile l immagine del castello sul mare C) sa forma de su casteddu a tres turris dd ant aparixada, e su disènniu de is undas dd ant fatu a lìneas chi, gràtzias a un onduladura sintzilla de sa campidura tinta de asulu, sa màgini de su casteddu in su mari dd ant pòtzia arreconnosci D) nel simbolo sabaudo, ossia l AQUILA NERA DELLA CONTEA DI MORIANA (oggi MAURIENNE) - emblema del Ducato di Savoia - è stata rispettata la tradizione: l aquila imperiale al centro della croce di San Giorgio (croce rossa in campo bianco) è stata riprogettata con una simmetria più piacevole e semplice. Nello stemma provinciale la croce è rappresentata come l arme propria del Regno di Sardegna fino al 1861: formata dalla croce caricata in cuore dall aquila al naturale di Moriana, il più antico possedimento sabaudo, caricata a sua volta in petto dell emblema del Ducato di Savoye: tecnicamente, in araldica, si dice che lo stemma [di Savoia] è accollato all aquila di [Moriana-Maurienne] D) in su sìmbulu sabàudu, est a nai s ÀCHILI NIEDDA DE SA CONTEA DE MORIANA (oindii MAURIENNE) - emblema de su Ducau de Savòia - su connotu dd ant arrespetau: s àchili imperiali in mesu de sa gruxi de Santu Giorgi (gruxi arrùbia in campu biancu) dd ant torrada a progetai assetiendi-dda mellus e prus praxìbili a dda biri. In su stema provinciali sa gruxi dd arrapresentant comenti a s arma verdadera de su Rènniu de Sardìnnia finas a lompi a su 1861: est formada de sa gruxi chi si atuat in sa parti de mesu s àchili in sa naturalesa de Moriana, sa prus sienda sabàuda antiga, amostendi issa etotu in is piturras s emblema de su Ducau de Savoye: a considerai sa tènnica, in aràldica, nant chi su stema [de Savòia] est accollato a s àchili de [Moriana-Maurienne] 26

E) è stato corretto l errore che vedeva lo scudo di Savoia, di cui era caricata l aquila secondo la tradizione, rappresentato con un inversione dei colori (non croce rossa in campo bianco, ma croce bianca in campo rosso). Anche nelle croci sono state apportate alcune correzioni che tenessero conto della diversità di forma delle campiture, in modo da rendere sempre visivamente al centro l incrocio dei due bracci delle stesse E) ant currìgiu sa farta chi amostàt su scudu de Savòia, cun apitzus s àchili cunforma a su connotu, furriendi is tintas (no sa gruxi arrùbia in campu biancu, sa gruxi bianca in campu arrùbiu incapas). Finsas in is gruxis ddis ant fatus unas cantu assetiadas chi pighessint in consideru is formas dissimbillantis de is campiduras, aici de nci biri sèmpiri beni in mesu s ingruxadura de is duus arrogus de issas etotu F) particolarmente violenta è stata la semplificazione della corona: il nastro è diventato un rettangolo sobriamente decorato, e da cui è stato strappato il motto sabaudo FERT, un assoluta contraddizione in termini proprio dell elemento che designa attualmente un Ente della Repubblica. Le fronde di alloro e di quercia sono state disegnate in modo da renderle immediatamente identificabili esaltando la forma degli attributi esterni, le bacche (ramo di alloro) e le ghiande (ramo di quercia). Le coccarde della bandiera italiana sono state fatte coincidere con il prose- F) sa corona dd ant aparixada a is malas: su frocu dd ant furriau in d-unu retàngulu mudau chentza de si nci scialai meda, e ndi ant bogau de mesu su dìciu sabàudu FERT, ca no tenit nudda de biri sigumenti ca arrapresentat imoi un Enti de sa Repùbrica. Is follas de lau e de suèrgiu ddas ant disenniadas po ddas fai arreconnosci a lestru marchendi beni sa forma de su chi ndi bessit aforas, is bagas (su cambu de lau) e su làndiri (su cambu de suèrgiu). Is frocus de sa bandera italiana ddus ant aciuntus paris faendi sighiri is cambus apalas 27

guimento dei rami dietro la corona. de sa corona. T ecnicamente, dunque, ogni elemento dello stemma è stato riprogettato in modo che non ci fossero mai sovrapposizione o adiacenze di segni, di tracce o di campiture. Ogni area disegnata è indipendente dalle altre. Ciò ha permesso di avere uno stemma perfettamente leggibile, anche quando monocolore. A considerai sa tènnica, duncas, dònnia cosa dd ant torrada a assetiai aici chi sìnnius, trastìgius o campiduras perunu no si-nci amisturessint unu apitzus de s àteru o si apicighessint apari. Dònnia parti de su stema dd ant torrada a disenniai dònniuna po contu suu. Custa faina at permìtiu de lompi a unu stema chi podeus ligi d-unu totu, candu dd amostant finas a una tinta sceti. LO STEMMA DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI NELLA DOCUMENTAZIONE DELL ARCHIVIO STORICO DELL AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE SU STEMA DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU IN MESU DE IS PAPERIS DE S ARCIVU STÒRICU DE S AMINISTRATZIONI PROVINCIALI L o stemma della Provincia di Cagliari non è stato sempre così. Presso l ARCHIVIO STORICO DELL AMMINISTRAZIONE Su stema de sa Provìncia de Casteddu no at tentu sèmpiri custa bisura. In s ARCIVU STÒRICU DE S AMINISTRATZIONI 28

PROVINCIALE abbiamo consultato la carta intestata contenuta nelle MINUTE IN USCITA dal primo decennio per giungere fino alla metà del XX secolo. PROVINCIALI eus spreculitau su paperi intestau de is MINUTAS IN BESSIDA de is primu dexi annus finas a nci lompi sa metadi de su de XX sèculus. La MINUTA è la brutta copia del documento che viene trattenuta nell archivio del soggetto giuridico produttore, ossia l autore del documento. Sa MINUTA est sa còpia greza de su documentu chi dda lassant in s arcivu de su sogetu giurìdicu faidori, est a nai s autori de su documentu. Nel nostro caso, il soggetto giuridico autore dell originale in bozza è l Amministrazione Provinciale. Invece l originale del documento, corretto in ogni sua parte, viene spedito e, pertanto, sarà contenuto presso l archivio storico dell Ente che lo ha ricevuto andando a confluire nella sua documentazione in entrata. Torrendi a nosu, su sogetu giurìdicu chi scriit s originali de primu manu est s Aministratzioni Provinciali. Po contras, s originali de su documentu, apustis de ddu essi currègiu comenti si spetat, nci ddu imbiant e duncas s at a agatai aìnturu de s arcivu stòricu de s Enti chi dd at arriciu andendi a nci acabai in totu su paperi cosa sua in intrada. Le serie archivistiche che abbiano consultato sono quelle relative a GOVERNO REGIONI ORGANI DI CONTROLLO ONORANZE E COMMEMORAZIONI (SERIE 52), CAUSE E LITI (SERIE 14), CON- CORSI (SERIE 13), ACCASERMAMENTO (SERIE 44). Is fileras arcivìsticas chi eus spreculitau funt is chi dexint a su GUVERNU REGIONIS ÒRGANUS DE AVERIGUAMENTU ONORÀNTZIAS E ARREMONAMENTUS (FILERA 52), CÀUSAS E ABÈTIAS (FILERA 14), CONCURSUS (FILERA 13), ACASERMAMENTU (FILERA 44). 29

Riportiamo, di seguito, qualche esempio di stemma della Provincia di Cagliari contenuto nella carta intestata con l indicazione della segnatura archivistica e breve descrizione dello stemma. Amostaus, unu infatu de s àteru, calincunu esempru de stema de sa Provìncia de Casteddu de su paperi intestau amostendi-sì sa marcadura arcivìstica e narendi duus fueddus apitzus de su stema. Precisiamo che la SEGNATURA ARCHIVISTICA è costituita dall indicazione dei seguenti elementi: Pretzisaus chi sa MARCADURA ARCIVÌSTICA est formada de s inditu de is ainas afatantis: il FONDO (A1 = fondo dell Archivio Storico dell Amministrazione Provinciale) la SERIE (S) eventualmente anche la SOTTO-SERIE (sts) la BUSTA (b.) a cui fa loro seguito il NUMERO DEL FASCICOLO (n ) in cui il documento è contenuto e, infine, l ANNO su FUNDU (A1 = fundu de s Arcivu Stòricu de s Aministratzioni Provinciali) sa FILERA (S) capassu chi ddoi siat finsas s ASUTA-FILERA (sts) sa BUSTA (b.) e avatu insoru su NÙMERU DE SU FASCÌCULU (n ) anca ddoi est su documentu e, a parti de coa, s ANNU 30

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta della DEPUTAZIONE PROVINCIALE DI CAGLIARI (A1 S14 b.344 n 504 1911). Il documento, da cui abbiamo digitalizzato questo stemma (in tal modo si è proceduto pure per gli stemmi successivi), riporta la data topica e cronica: CAGLIARI, 23 MAGGIO 1911 Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de sa DEPUTATZIONI PROVINCIALI DE CASTEDDU (A1 S14 b.344 n 504 1911). Su documentu anca eus digitalizau custu stema (diaici etotu eus fatu po is stemas chi sighint infatu), amostat sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 23 MAJU 1911 31

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta della DEPUTAZIONE PROVINCIALE DI CAGLIARI - DIVISIONE AMMINISTRATIVA (A1 S14 b.344 n 504 1912). Data topica e cronica: CAGLIARI, 7 NOVEMBRE 1912 Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de sa DEPUTATZIONI PROVINCIALI DE CASTEDDU - PARTZIDURA AMINISTRATIVA (A1 S14 b.344 n 504 1912). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 7 DE DONNIASANTI 1912 32

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta della DEPUTAZIONE PROVINCIALE DI CAGLIARI (A1 S14 b.344 n 504 1915). Data topica e cronica: CAGLIARI, 21 AGOSTO 1915 Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de sa DEPUTATZIONI PROVINCIALI DE CASTEDDU (A1 S14 b.344 n 504 1915). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 21 AUSTU 1915 33

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta (A1 S13 sts2 b.302 n 381 1925). Mittente: COMMISSIONE REALE PER LA STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI. Data topica e cronica: CAGLIARI, 2 OT- TOBRE 1925 Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta (A1 S13 sts2 b.302 n 381 1925). Chini at imbiau su documentu: COMISSIONI REALI PO SA STRAORDINÀRIA AMINISTRATZIONI DE SA PROVÌNCIA DE CASTEDDU. Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 2 DE MESI DE LADÀMINI 1925 34

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta dell Amministrazione Provinciale (A1 S14 b.344 1928). Data topica e cronica: CAGLIARI, 29 AGOSTO 1928. Il R.D. N. 1048 del 27 MARZO 1927 stabilisce che le amministrazioni autorizzate a far uso dello stemma di Stato debbano aggiungervi l'emblema del FASCIO LITTORIO accollato a sinistra (a destra per chi guarda) Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de s Aministratzioni Provinciali (A1 S14 b.344 1928). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 29 AUSTU 1928. Su RÈGIU DECRETU N. 1048 de su 27 DE MARTZU 1927 stabilessit chi is aministratzionis autorizadas a imperai su stema de Stadu ddoi depint aciungi s emblema de su FÀSCIU LITÒRIU acanta de pari a manu de manca (a manu dereta po chini càstiat) 35

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta dell Amministrazione Provinciale (A1 S14 b.344 n 507 1932). Data topica e cronica: CAGLIARI, 20 GIUGNO 1932 Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de s Aministratzioni Provinciali (A1 S14 b.344 n 507 1932). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 20 DE LÀMPADAS 1932 36

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta dell Amministrazione Provinciale. Mittente: UFFI- CIO TECNICO PROVINCIALE RELAZIONE DEGLI UFFICI (A1 S52 b.715 n 1232 1939). Data topica e cronica: CAGLIARI, 13 SETTEMBRE 1939. XVIII Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de s Aministratzioni Provinciali. Chini at imbiau su documentu: OFÌTZIU TÈNNICU PROVINCIALI ARRELATU DE IS OFÌTZIUS (A1 S52 b.715 n 1232 1939). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 13 DE CABUDANNI 1939. XVIII 37

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta dell Amministrazione Provinciale (A1 S44 sts1 b.689 n 1130 1940). Data topica e cronica: CAGLIARI, 6 DICEMBRE 1940. XIX Custu stema est aìnturu de su paperi intestau de una minuta de s Aministratzioni Provinciali (A1 S44 sts1 b.689 n 1130 1940). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 6 DE IDAS 1940. XIX 38

Questo stemma è contenuto nella carta intestata di una minuta dell Amministrazione Provinciale (A1 S52 b.715 n 1233 1952). Data topica e cronica: CAGLIARI, 9 GENNAIO 1952 Custu stema est aìnturu de su paperi intestau deuna minuta de s Aministratzioni Provinciali (A1 S52 b.715 n 1233 1952). Sa data cun su logu e sa dii: CASTEDDU, 9 GENNÀRGIU 1952 Ricerca storico-archivistica e traduzione in sardo a cura dello SPORTELLO DELLA LINGUA SARDA della PROVINCIA DI CAGLIARI Circa stòricu-arcivìstica e furriadura in sardu a incuru de su PORTALITU DE SA LÌNGUA SARDA de sa PROVÌNCIA DE CASTEDDU 39