Raffaele Monti Letture e percorsi Piero della Francesca 1998 Sillabe srl Dal Dittico trionfale dei Signori d Urbino alla Flagellazione Una realizzazione editoriale s i l l a b e s.r.l. Livorno www.sillabe.it Prima edizione digitale Gennaio 2016 ISBN 978-88-8347-835-2 Questa pubblicazione è protetta dalla Legge sul diritto d autore e pertanto è vietata ogni duplicazione, commercializzazione e diffusione, anche parziale, non autorizzata. Sillabe declina ogni responsabilità per ogni utilizzo dell ebook non previsto dalla Legge direzione editoriale: Maddalena Paola Winspeare progetto grafico: Laura Belforte redazione: Federica Lehmann layout e coding dell ebook: Saimon Toncelli s i l l a b e
Giuseppe Zocchi, Veduta degli Uffizi dall Arno, Firenze, Museo Firenze com era. Il Dittico trionfale dei signori di Urbino Iniziamo il nostro percorso dagli Uffizi, dove si trova il Dittico trionfale dei Signori d Urbino. Le due tavolette presentano su un lato il Trionfo di Battista Sforza e il Trionfo di Federico da Montefeltro e sull altro i Ritratti di Battista Sforza e di Federico da Montefeltro. In origine i due ritratti avevano un unica cornice e costituivano un dittico portatile, chiudibile a libro. L inventario di Poggio Imperiale del 1652, oltre a identificare erroneamente i due personaggi con Francesco Petrarca e Laura, ci indica che le due valve erano conservate in una cornice a gangherate insieme, fatto testimoniato, tra l altro, anche dalla migliore conservazione della parte interna. Ma già nel 1692 esse apparivano dentro un ornamento scorniciato in parte e tutto dorato. La cornice attuale risale al 1835. Dal 1773 l opera è collocata alla Galleria degli Uffizi e solo nel 1834 si è giunti alla corretta identificazione dei due personaggi. 4
La sorte e la singolarità strutturale di quest opera, la sua perfezione formale, che sorge là dove la mente dell artista diviene divinazione del visibile, rendono oggi ardua, pur nell attuale e accurata conservazione museale, la sua piena comprensione. La pregevole cornice ottocentesca accentua infatti la frammentazione del dipinto in quattro immagini separate, sicché il dittico finisce per presentarsi come un piccolo altare laico, smontato e ricomposto entro uno spazio estraneo. L opera, come si deduce dalla sua decorazione bilaterale, era stata pensata come isolata e collocata praticamente in uno spazio vacuo. Ciò può essere confermato anche dalle misure della breve cornice originaria sulla quale era posta la cerniera che univa le due tavole. Solo il ripristino di tale cornice peraltro assai arduo ci permetterebbe di misurare la distanza originaria che intercorreva tra i due ritratti, distanza che oggi è osservabile solo su un lato delle tavolette (quello dove sono rappresentati il Trionfo di Battista Sforza e il Trionfo di Federico da Montefeltro) grazie alla perfetta continuità del paesaggio sullo sfondo appena interrotto al centro. 9
15 Questa sorta di gran fiala vitrea (Roberto Longhi) proprio per lo sgranare, per il volgersi e il cadere delle perle appare in perfetta sintonia con la struttura del busto che si avvolge nell ombra del paesaggio. Perfino la rotazione dell acconciatura attorno al gioiello frontale si esalta nell incredibile guglia di pieghe dietro la testa. Essa ferma l immagine a sinistra, ma al contempo imprime un movimento impercettibile che, grazie al volto diafano di Battista, proietta idealmente l intero volume verso l immagine del Duca. La sottile tensione, sorretta dal rientro meditativo dello sguardo che si staglia nel volto della Duchessa, ha il compito di assorbire l effetto della crescita delle proporzioni di Federico, accentuata dalla linea curva del cappello.
16 Alla linea continua dell orizzonte e quella contigua dei due menti l artista ha affidato il compito di assestare l equilibrio tra i due ritratti, un equilibrio che ben si rispecchia nel fatto che il Duca, e marito, non emana lume, ma è da esso uniformemente investito. Al pittore è concessa così la possibilità di esprimere i segni naturali della fisionomia umana: le rughe, le ombreggiature della struttura ossea... È dunque evidente e ciò è apparso subito chiarissimo dopo l ultimo splendido restauro che la sostanza luminosa nella quale sono incarnate le due figure si indora nella volumetria del ritratto di Federico.