VENTILAZIONE NATURALE

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VENTILAZIONE NATURALE le guide pratiche del Master CasaClima 3 collana diretta da Cristina Benedetti

sponsorizzato da: collana diretta da: docenti del modulo: a cura degli studenti del Master CasaClima: progetto grafico a cura di: stampa: distribuzione: Cristina Benedetti Giuliana Leone, Gabriele Pasetti Monizza Giuliana Leone (capitoli 1, 5), Gabriele Pasetti Monizza (capitoli 2, 3, 4), Ilaria Brauer per l elaborazione dei contenuti. Marianna Marchesi Un ringraziamento particolare per la consulenza tecnica a Marco Baratieri e Irene Paradisi. Un ulteriore ringraziamento particolare a Maria Teresa Girasoli, Astrid Parteli e Julia Ratajczak. dipdruck, Bruneck/Brunico Freie Universität Bozen/Libera Università di Bolzano Bozen-Bolzano University Press Universitätsplatz 1 Piazza Università 39100 Bozen/Bolzano Italy T: +39 0471 012 300 F: +39 0471 012 309 www.unibz.it/universitypress universitypress@unibz.it 2011 Bozen-Bolzano University Press Bozen/Bolzano Proprietà letteraria riservata Diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo sono riservati per tutti i paesi. 1 a edizione, febbraio 2011 ISBN 978-88-6046-037-0

indice 1. Quando e perché 7 1.1 Il comfort 8 1.2 Ventilazione, comfort e progetto 10 1.3 Le carte bioclimatiche 12 - Carta bioclimatica di Olgyay 13 - Carta bioclimatica di Givoni 20 2. Il vento e la fisica dell atmosfera 27 2.1 Il vento e la classificazione dei moti 27 2.2 Le forze che agiscono nell atmosfera 32 2.3 Il vento nell atmosfera 39 2.4 La misurazione e la rappresentazione del vento 42 3. Il vento nell ambiente urbano 51

VENTILAZIONE NATURALE 3.1 L interazione tra vento ed ambiente urbano 51 3.2 Aerodinamica del tessuto urbano 58 3.3 Il metodo semplificato del CSTB 66 3.4 Il rilievo e la pianificazione della ventilazione urbana 83 3.5 Un caso studio per l analisi della ventilazione a livello urbano: l areale ferroviario di Bolzano 92 4. La ventilazione naturale nell architettura 103 4.1 Il quadro normativo in materia di ventilazione naturale degli ambienti 104 4.2 I principi fisici della ventilazione naturale 109 4.3 Le strategie di ventilazione naturale 116 4.4 L analisi e il dimensionamento dei sistemi di ventilazione naturale 129 - Modelli per la previsione approssimata delle portate d aria 130 - Modelli per la determinazione approssimata delle velocità delle correnti d aria interne 134

INDICE 5. Torri del vento: dalla storia ai dati progettuali 147 5.1 La storia 147 - Malqaf 149 - Badgir 153 5.2 Le formule 157 - Principi fisici di funzionamento delle torri del vento 157 - Apertura della torre: design, dimensioni e perdite di carico localizzate 161 - Il condotto: dimensioni, design e modalità di funzionamento della torre 166 - Il condotto: pressione, velocità e comfort 175 Bibliografia 195

1. QUANDO E PERCHE 7 Nella tradizione costruttiva dei climi caldi si sono sviluppate delle strategie progettuali che hanno consentito di mantenere all interno degli ambienti le condizioni di comfort. Si tratta di strategie progettuali che, intervenendo sugli aspetti architettonici dalla scala del dettaglio a quella dell edificio, modificano i parametri fisico-ambientali del microclima interno e di conseguenza agiscono sulla risposta fisiologica del corpo umano migliorando la sensazione di benessere. Queste strategie possono classificarsi in due gruppi: quelle mirate a modulare i carichi termici in ingresso (solar control e uso di elementi ad elevata inerzia termica); quelle che consentono di rimuovere il calore in eccesso dagli ambienti (raffrescamento radiativo, raffrescamento evaporativo, raffrescamento ipogeo e, appunto, ventilazione naturale). Gli edifici tradizionali delle zone climatiche calde sono tutti caratterizzati dall utilizzo di una o più di queste tecniche di raffrescamento passivo, a seconda del contesto geoclimatico in cui si sono sviluppate; fra queste strategie progettuali, la ventilazione naturale è la più utilizzata, soprattutto in climi caldo-umidi.

8 VENTILAZIONE NATURALE (1) Secondo B. Givoni, lo stress termico è principalmente influenzato da tre parametri ambientali: temperatura, umidità e velocità del flusso d aria. L incisività di uno dei parametri rispetto agli altri dipende poi dall entità di ciascuno rispetto al valore degli altri due. 1.1 Il comfort La sensazione di comfort dipende dalla capacità di adattamento del corpo umano alle condizioni ambientali esterne. In generale, in climi caldi il corpo umano deve perdere calore per mantenere la sua temperatura costante. Questo è possibile attraverso i meccanismi di convezione, conduzione e irraggiamento (dry heat loss), fin quando sussiste una differenza di temperatura positiva fra il corpo umano e l ambiente. Quando i tre meccanismi diventano insufficienti, perchè la temperatura ambiente ha raggiunto un valore critico, la dispersione di calore è affidata alla sudorazione (traspirazione, wet heat loss). La temperatura critica non è però definibile in modo assoluto ma in funzione di altri parametri ambientali e in particolare dell umidità relativa e della velocità dei flussi d aria (1). La sudorazione aumenterà, quindi, al crescere del bilancio termico interno del corpo umano e sarà tanto più efficace quanto maggiore saranno i movimenti d aria che lambiscono il corpo e quanto minore sarà il tasso di umidità degli stessi. Il coefficiente di regolazione di sudorazione E sw esprime quindi la risposta di adattamento del corpo umano, in funzione della produzione metabolica M, della cessione di calore sensibile e latente dovuto alla respirazione (rispettivamente C res, E res ) e delle perdite di calore attraverso la pelle E dif. A tali processi si associano i meccanismi di scambio convettivo e radiativo a onde lunghe (DR e C v ): E sw = [M - (C res + E res + E dif )] + ( R + C v )

1. QUANDO E PERCHE 9 Tutti questi fattori risultano influenzati a loro volta da: condizioni termo-igrometriche esterne (temperatura, umidità relativa e pressione del vapore); caratteristiche dell abbigliamento (scambi conduttivi) e posizione degli occupanti rispetto al sole, al cielo e agli elementi dell ambiente circostante (scambi radiativi); velocità dei flussi d aria che lambiscono il corpo (scambi convettivi); attività svolte dagli individui. (2) La temperatura della massa d aria può essere moderata grazie a sistemi di raffrescamento evaporativi e/o radiativi sfruttando la presenza di elementi a elevata massa termica (come la struttura muraria - night ventilation; o il terreno - earth cooling). L aumentare del coefficiente E sw esprime, quindi, la risposta di adattamento del corpo umano a una condizione anomala di discomfort (E sw > 0). Affinchè venga ripristinato l equilibrio fra le condizioni ambientali esterne e il corpo umano è necessario, quindi, modificare uno o più fattori. Stesse condizioni di comfort possono essere ottenute con diverse combinazioni di questi parametri ma, dal punto di vista progettuale, è possibile agire diminuendo la temperatura dell aria (2) o modificando i parametri ambientali che influiscono sugli scambi radiativi e convettivi corpo umano/ambiente. In particolare, intervenendo sulla velocità dell aria e sulla temperatura delle superfici che circondano gli occupanti di un ambiente è possibile modificare rispettivamente gli scambi convettivi e radiativi.

10 VENTILAZIONE NATURALE (3) Quando i flussi d aria lambiscono le superfici, il coefficiente di scambio convettivo fra le pareti e l ambiente aumenta, cosicché la temperatura superficiale della massa muraria diminuisce e, di conseguenza, diminuisce anche la temperatura operante interna, migliorando ulteriormente la sensazione di benessere degli individui. fig. 1.1 Differenti effetti della ventilazione sulle condizioni di comfort interno 1.2 Ventilazione, Comfort e Progetto Attraverso la ventilazione naturale è, quindi, possibile modificare le condizioni ambientali interne (introducendo flussi a temperatura inferiore, raffrescamento ambientale) o intervenire sui termini DR e C v. A seconda del posizionamento delle aperture, infatti, possono ottenersi effetti differenti (fig. 1.1): raffrescamento delle superfici della massa muraria tramite scambio convettivo (raffrescamento strutturale) (3) ; miglioramento delle condizioni di comfort attraverso l attivazione del meccanismo di evapotraspirazione del corpo umano (raffrescamento corporeo). La sensazione di comfort rispetto al flusso d aria dipende anche dalla sua velocità. La scelta della velocità ottimale deve però essere effettuata considerando in modo complessivo il problema. Valori troppo bassi del flusso d aria, infatti, non hanno effetti a livello fisiologico sulle condizioni di comfort; livelli eccessivi, invece, possono causare disagio psico-fisico negli occupanti degli ambienti. E relativamente semplice, quindi, individuare un limite inferiore in relazione alla risposta fisiologica dell organismo umano. Più complessa è, invece, la determinazione del limite superiore che dipende anche da aspetti psicologici, dalle capacità di adattamento e dalle aspettative degli individui.