INTERRUTTORE CREPUSCOLARE

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INTERRUTTORE CREPUSCOLARE UK 785

Fig. 1 - Schema elettrico. CARATTERISTICHE TECNICHE Tensione di alimentazione: Corrente massima di commutazione: 220 Vc.a. Temperatura ambiente massima: 5 A 50 C Questo apparecchio, che completa le scatole di montaggio dedicate alle applicazioni delle fotoresistenze nella serie AMTRON, è di notevole interesse poiché permette di risolvere i problemi relativi al comando automatico degli impianti di illuminazione o di tipo similare. Esso, infatti, è in grado di accendere, Fig. 2 - Disposizione dei componenti dell'interruttore crepuscolare sul circuito stampato. o di spengere, l'illuminazione di locali, vetrine od altro genere di impianti elettrici, in funzione della variazione della luminosità esterna. interruttore crepuscolare UK 785, nel cui circuito oltre ad un fotoresistore sono impiegati due transistori e due diodi, rappresenta quanto di più moderno sia stato realizzato nel campo degli interruttori automatici elettronici di costo limitato. Esso, infatti, può essere regolato con estrema facilità entro una gamma di intensità luminosa molto ampia cosicché può comandare l'accensione o lo spegnimento di qualsiasi circuito elettrico, compatibilmente con il carico massimo ammesso che faccia capo al relè, ogni qualvolta l'oscurità, oppure la luminosità, trattandosi di un dispositivo reversibile, di un dato ambiente raggiunga un valore prefissato. L'UK 785 non necessita di alcuna manutenzione; una volta che si è proceduto alla regolazione di soglia per l'intensità luminosa d'intervento del dispositivo, nessun altro ritocco della stessa sarà necessario sia in relazione ai cambiamenti stagionali, con le conseguenti variazioni di durata del giorno e della notte, sia per altre cause che provochino la variazione della luminosità ambientale. Infatti, a differenza di quanto si verifica per i dispositivi ad orologeria che entrano in funzione ad una o più ore prefissate, l'intervento dell'interruttore elettronico avviene automaticamente o- gni qualvolta si manifestino le condizioni di luminosità prestabilite e ciò indipendentemente dall'ora.

Il principio di funzionamento dell'uic 785 si basa essenzialmente sulla proprietà caratteristica dei dispositivi fotoresistivi i quali in presenza della luce modificano il proprio valore resistivo, mentre i dispositivi fotoelettrici sono in grado di provocare l'emissione di elettroni. E' noto infatti che la luce, colpendo certi dispositivi, detti cellule fotoelettriche, dà luogo ad un particolare fenomeno denominato per l'appunto, «fenomeno fotoelettrico» sul quale non è il caso di intrattenerci in questa sede. Si può soltanto precisare che esistono delle cellule fotoemissive le quali, almeno dal punto di vista costruttivo, sono alquanto simili ai normali tubi elettronici, e le fotocellule a semiconduttore che sono anche dette fotoresistenze. Le cellule fotoemissive, comprese alcune cellule del tipo a semiconduttore, sono chiamate ad «elementi attivi» per il fatto che sotto l'azione della luce producono, come dicevamo più sopra, una certa tensione, mentre la maggior parte delle cellule a semiconduttore, dette ad «elementi passivi», hanno la particolarità di variare la propria resistenza interna in funzione dell'intensità luminosa dei raggi di luce che le colpiscono: esse presentano una resistenza molto elevata nella piena oscurità, resistenza che diminuisce gradatamente via via che l'intensità luminosa aumenta. Fig. 3 - Montaggio del relè e collegamenti dei terminali relativi. IL CIRCUITO ELETTRICO Se si considera il circuito elettrico dell'interruttore crepuscolare UK 785, illustrato in figura 1, si può rilevare come esso costituisca un trigger di Schmitt. Il fotoresistore in questo caso è integrato da un ponte divisore, costituito dal potenziometro PI, da 1 kfl e dal resistere RI, pure esso da 1 kfl. Agendo pertanto sul potenziometro PI è possibile fissare il potenziale di base del primo transistore che consente di ottenere un determinato valore di soglia. Abbiamo già precisato come il fotoresistore impiegato sia sensibile alla luce e che perciò presenta un valore di resistenza molto elevata quando si trova in un ambiente molto oscuro, valore che diminuisce sensibilmente quando esso è esposto all'azione della luce. Possiamo dunque affermare che la corrente che circola attraverso il fotoresistore dipende dalla condizione ambientale di luce e dalla regolazione del potenziometro PI. Quando il fotoresistore non è colpito dalla luce, si trova cioè in piena oscurità, la base del primo transistore TRI BC 108, risulterà polarizzata in maniera tale da rendere conduttore il transistore stesso. In queste condizioni il secondo transistore TR2-2N697 - resterà interdetto dato che la sua base alimentata tramite il partitore formato dai resistori R3, da 4,7 kn e R4 da 2,2 kfì non è polarizzata. Pertanto, non circolando corrente nel Fig. 4 - Modifica da ap portare al perno del potenziometro e cablaggio dello stesso. Fig. 5 - Aspetto della basetta a montaggio ultimato.

suo circuito di collettore, il relè resterà a riposo. Quando invece il fotoresistore viene colpito dalla luce, la base del transistore TRI risulterà polarizzata verso il suo emettitore di modo che il transistore resterà a sua volta interdetto mentre il transistore TR2, contrariamente a quanto avveniva nelle condizioni di piena oscurità, diventerà conduttore e la corrente di collettore sarà sufficiente a far chiudere il relè. Quando l'illuminazione diminuirà, darà luogo ad un processo inverso per cui raggiungendo il valore di soglia prefissato, mediante il potenziometro PI, TRI condurrà e TR2 resterà nuovamente interdetto ed il relè si staccherà interrompendo il circuito esterno. Modificando la posizione del collegamento, indicato sullo schema elettrico con le lettere «A» e «B», è possibile rendere reversibile il funzionamento dell'interruttore elettrico per cui, passando dalle condizioni di luminosità a quelle di oscurità, si provoca la inserzione di un circuito esterno. Il relè impiegato permette di inviare ai contatti una tensione di 250 V senza che si verifichino scariche, mentre la corrente massima ammissibile di 5 A è più che sufficiente per gli usi normali. Qualora sia necessaria una maggiore potenza di commutazione si può ricorrere all'impiego di un servo relè. Il valore ohmico della bobina del relè è di 130 fi. Il circuito di alimentazione non presenta nulla di particolare: esso è infatti costituito dal trasformatore di alimentazione TA, che consente di ridurre la tensione di rete da 220 Vc.a. alla tensione di 12 Vc.a., che a sua volta è rettificata dal diodo D2 - IODI - e livellata dal condensatore elettrolitico CI da 500 u.f. MONTAGGIO DEI COMPONENTI Fig. 6 - Esploso di montaggio meccanicot In fig. 2 al fine di facilitare l'esecuzione dell'intero cablaggio è riportato un assieme di montaggio dei componenti con una vista serigrafica della basetta a circuito stampato. Volendo eseguire una successione logica di montaggio sarà senza dubbio utile procedere come segue: Montare gli ancoraggi per C.S. ai punti A-INPUT - B-OUTPUT e quindi i resistori R1-R2-R3-R4. Montare i diodi D1-D2 inserendoli con la giusta polarità, la quale è facilmente riconoscibile in quanto è riportata sul corpo dei diodi stessi. Montare gli zoccoli per transistori, rispettivamente il tipo piccolo per il transistore BC108 B e il tipo grande per il 2N697. Montare il trasformatore TA sulla basetta C.S. introducendo le linguette del serrapacco nelle apposite cavette praticate sulla basetta e piegarle verso l'interno, quindi saldarle. Prima di effettuare questa operazione è bene accertarsi della disposizione dei terminali tenendo presente che quelli bianco e nero indicano l'avvolgimento primario del trasformatore mentre i terminali verdi indicano il secondario. La medesima indicazione dei terminali è serigrafata sulla basetta C.S. Montare il condensatore CI rispettandone la giusta polarità come è chiaramente indicato in fig. 2. Collegare ai punti L e G (fig. 2) cm 5 di filo nero, al punto H cm 3 di filo verde, al punto F cm 5 di filo bianco, al punto E cm 4 di filo rosso. Montare il relè al circuito stampato

Fig. 7 - Come appare la basetta inserita nel contenitore. ELENCO DEI COMPONENTI N. Sigla Descrizione 1 RI resistore da 1 kfi 2 R2-R4 resistori da 2,2 kfi 1 R3 resistore da 4,7 kfi 1 CI condensatore elettrolitico da 500 u-f 2 D1-D2 diodi IODI 1 TRI transistore BC108b 1 TR2 transistore 2N697 2 zoccoli per transistori 1 PR fotoresistore 1 RL relè 1 TA trasformatore 1 PI potenziometro da 1 kfi con dado 1 C-S circuito stampato 5 A-S ancoraggi per C-S 1 contenitore metallico 2 viti 3x6 4 viti 3 x 15 6 dadi 3 M 4 distanziatori C.S. 1 manopola 1 rondella dentata cm 15 trecciola rossa cm 20 trecciola bianca cm 20 trecciola nera cm 15 trecciola verde 1 cordone di alimentazione cm 15 filo nudo 0 1 mm 4 viti autofilettanti 1 confezione stagno XA/7323-12 tramite due viti da 3 M X.6, ponticellare con filo nudo del 0 di 1 mm solo i terminali di contatto come indica la fig. 3. In tal modo è possibile raddoppiare la potenza di commutazione. Infine collegare i fili precedentemente saldati ai punti L-H ecc. come chiaramente indicato nella citata fig. 3. Montare il fotoresistore PR in senso verticale alla basetta usando come filo di collegamento il conduttore del 0 di 1 mm il quale consente anche un adeguato fissaggio. Il fotoresistore deve essere posizionato in funzione del foro praticato sul coperchio del contenitore. Collegare al punto M cm 7 di filo rosso, al punto N cm 7 di filo nero, al punto S cm 7 di filo verde e ai punti INT cm 7 di filo bianco. Collegare infine detti fili al potenziometro come indica la fig. 4. Prima di tale operazione è bene accorciare il perno del potenziometro come riportato nella citata fig. 4. Tagliare a metà il cordone di alimentazione e collegare il pezzo con la spina agli ancoraggi INPUT e il pezzo con la presa, al punto OUT PUT e al punto B, se il carico applicato deve funzionare quando il fotoresistore è colpito dalla luce, oppure al punto A se deve funzionare con fotoresistore al buio. La prima parte di montaggio è cosi terminata e la basetta dovrà rispecchiare la fig. 5. A completamento del montaggio occorre sistemare la basetta precedentemente cablata, nel mobiletto osservando il disegno in esploso della fig. 6. La fig. 7 indica il fissaggio della basetta nel contenitore. N.B. - E' bene introdurre i cavi con presa e spina nei rispettivi fori praticati sul coperchio e annodarli come si può notare dalla citata fig. 7, ciò al fine di evitare che strappi causati involontariamente si ripercuotano sui terminali. A questo punto tutte le operazioni di montaggio sono terminate e l'apparecchio dovrà apparire come visibile nella figura del titolo. IMPIEGHI L'interruttore crepuscolare UK 785, può essere impiegato quando sia necessario provvedere alla accensione automatica delle lampade di illuminazione di un ambiente qualsiasi non appena l'intensità luminosa naturale discenda al di sotto di un certo valore, oppure, essendo il dispositivo reversibile, per far chiudere il circuito esterno quando la luminosità aumenti. L'UK 785 può essere utilizzato altresì per inserire in circuito talune apparecchiature non appena le condizioni di luminosità oltrepassino i limiti desiderati. Si possono pertanto fare entrare in funzione dispositivi di allarme, apparecchi antifurto ed altri del genere. Si tratta dunque di un altro apparecchio che permetterà ai tecnici e agli appassionati di elettronica di risolvere molti problemi con una spesa veramente modesta.