Convegno Nazionale AIDI : Illuminazione delle città d arte Firenze, 27-28 28 novembre 2003 ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi Francesco Leccese Dipartimento di Energetica L. Poggi Facoltà di Ingegneria - Università di Pisa Via Diotisalvi, 2-56126 PISA f.leccese@ing ing.unipi.itit
INTRODUZIONE -1 L illuminazione delle città d arte e dei centri storici minori rappresenta una risposta alle esigenze di: fruibilità degli spazi urbani; valorizzazione del patrimonio storico-architettonico; sicurezza durante le ore notturne. Pisa - Lungarno Sonnino Convegno Nazionale AIDI : ILLUMINAZIONE DELLE CITTÀ D ARTE - Firenze, 27-28 28 novembre 2003
INTRODUZIONE -2 I recenti decreti di liberalizzazione del mercato elettrico e del gas (aprile 2001) hanno promosso l efficienza l energetica negli usi finali per ridurre i consumi di energia primaria a parità di servizio reso e senza arresti della crescita economica. A questo proposito la Federazione Italiana sull uso uso Razionale dell Energia (FIRE) propone per il settore della ILLUMINAZIONE ESTERNA : - la sostituzione delle lampade esistenti con altre più efficienti; - l installazione di dispositivi per il controllo del flusso luminoso; o; - l adozione dei piani comunali per il traffico. La pianificazione degli interventi di nuova realizzazione di impianti di illuminazione pubblica e la riqualificazione energetica degli impianti esistenti richiedono una programmazione territoriale, p.e. utilizzando nuovi strumenti urbanistici come i PIANI DELLA LUCE,, ed una maggiore competenza tecnica degli operatori del settore. F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
ILLUMINAZIONE URBANA E PIANI DELLA LUCE -1 E utile distinguere l illuminazione l artificiale notturna degli spazi esterni in: illuminazione stradale; illuminazione di grandi aree (p.e. aree industriali, impianti sportivi, s infrastrutture di trasporto); illuminazione urbana (oggetto( del presente lavoro). Nei primi due casi è prevalente l aspetto funzionale, mentre nel caso dell illuminazione delle città è richiesta una accurata progettazione illuminotecnica che possa integrare gli aspetti funzionali e di sicurezza con gli aspetti di arredo urbano, fruibilità degli spazi, valorizzazione del patrimonio storico-architettonico e delle emergenze monumentali, comfort della visione notturna. Pisa - Via Carducci Convegno Nazionale AIDI : ILLUMINAZIONE DELLE CITTÀ D ARTE - Firenze, 27-28 28 novembre 2003
ILLUMINAZIONE URBANA E PIANI DELLA LUCE -2 Negli ultimi anni alla luce è stato attribuito il compito di definire l immagine notturna delle città. L illuminazione è divenuta elemento di riqualificazione urbana ed ambientale in grado anche di creare atmosfere suggestive e particolari effetti scenografici, p.e. integrando la regia dinamica degli effetti luminosi con la sonorizzazione degli spazi Pisa - Via S.Lorenzo Pisa - Via S.Francesco Pisa - P.zza delle Erbe
ILLUMINAZIONE URBANA E PIANI DELLA LUCE -3 L illuminazione urbana deve rispondere ad esigenze prioritarie di sicurezza alla guida e personale durante le ore notturne. A questo proposito si può dimostrare che un adeguato miglioramento dell illuminazione favorisce una riduzione degli incidenti stradali e delle attività criminose ed una migliore percezione visiva dell ambiente circostante. Pisa - Via Buonarroti Pisa - Via Battelli
ILLUMINAZIONE URBANA E PIANI DELLA LUCE -4 La recente attenzione verso il contenimento dei consumi elettrici, i, la riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione pubblica esistenti, la compatibilità ambientale dell illuminazione notturna e la riduzione dell inquinamento luminoso prodotto da una eccessiva illuminazione ha favorito lo sviluppo di nuovi approcci progettuali all illuminazione urbana. Los Angeles Parigi Da ciò la necessità di adottare Piani Regolatori della Luce che abbiano il valore di veri e propri strumenti urbanistici comunali di programmazione, progettazione, esecuzione e gestione dell illuminazione pubblica. F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
ILLUMINAZIONE URBANA E PIANI DELLA LUCE -5 Per esempio la Legge Regionale Toscana 37/2000 sulla prevenzione dell inquinamento luminoso istituisce due nuovi strumenti urbanistici: : il Piano Regionale di Prevenzione dell Inquinamento Luminoso (PRPIL) ed il Piano Comunale dell Illuminazione Pubblica (PCIP). In particolare il PCIP, in accordo con le linee guida definite dal d PRPIL, persegue gli obiettivi di: rendere più sicuro il traffico veicolare e delle persone; ridurre il fenomeno dell inquinamento luminoso; contenere i consumi energetici, p.e. attraverso l utilizzo l di lampade di maggiore efficienza, apparecchi ad elevato rendimento, dispositivi per il controllo del flusso luminoso nelle ore notturne di minore circolazione di mezzi e persone; migliorare la qualità della vita e le condizioni di fruibilità delle aree urbane e dei beni ambientali, monumentali e architettonici; ottimizzare i costi di esercizio e manutenzione degli impianti. Convegno Nazionale AIDI : ILLUMINAZIONE DELLE CITTÀ D ARTE - Firenze, 27-28 28 novembre 2003
NORMATIVA TECNICA E PARAMETRI DI COMFORT -1 Le fonti del diritto sono essenzialmente il Codice Civile,, per quanto riguarda l illuminazione l urbana, ed il nuovo Codice della Strada,, per quanto riguarda l illuminazione l stradale. L art.. 844 (comma 1) del Codice Civile rubricato immissioni recita: Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità,, avuto riguardo alla condizione dei luoghi. L applicazione di tale articolo è stata estesa a fattispecie non espressamente prese in considerazione (p.e. l inquinamento l atmosferico, marino e delle acque, da idrocarburi ed acustico) per dare risposta a nuove esigenze sorte in seguito alla crescente attenzione verso problematiche energetico-ambientali. L art.. 23 del Codice della Strada dispone: Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitandi sulle strade che per dimensione, forma, colore, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero rendere difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l efficacia, l ovvero arrecare disturbo agli utenti della strada o distrarne l attenzione l con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione. F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
NORMATIVA TECNICA E PARAMETRI DI COMFORT -2 La normativa tecnica nazionale è limitata alle seguenti: - UNI 10439 sull illuminazione di strade a traffico veicolare motorizzato; - UNI 10819 sull inquinamento luminoso. Per quanto riguarda l illuminazione l urbana, di strade ed aree a traffico misto (veicolare e pedonale) o traffico esclusivamente pedonale occorre e fare riferimento alle raccomandazioni pubblicate dall Associazione Italiana di Illuminazione (AIDI) o altri enti (ENEL, ASSIL, FederElettrica). A livello internazionale la Commission Internationale de l Eclairage (CIE) ha ampiamente trattato l illuminazione l di esterni, p.e. nelle seguenti: - CIE 140-2000 2000, Road lighting calculations. - CIE 132-1999 1999,, Design methods for lighting of roads. - CIE 100-1992 1992, Fundamentals of the visual task of night driving. - CIE 93-1992 1992, Road lighting as an accident countermeasure. - CIE 136-2000 2000,, Guide to the lighting of urban areas. - CIE 115-1995 1995, Recommendations for the lighting of roads for motor and pedestrian traffic. - CIE 94-1993 1993,, Guide for floodlighting. - CIE 150-2003 2003,, Guide on the limitation of the effects of obstrusive light from outdoor lighting installations. - CIE 126-1997 1997, Guidelines for minimizing sky glow. Convegno Nazionale AIDI : ILLUMINAZIONE DELLE CITTÀ D ARTE - Firenze, 27-28 28 novembre 2003
NORMATIVA TECNICA E PARAMETRI DI COMFORT -3 Nel caso di illuminazione stradale con esclusivo traffico motorizzato la UNI 10439 suggerisce i seguenti parametri illuminotecnici: la luminanza media orizzontale del manto stradale L m (cd/m 2 ); le uniformità generale U 0 e longitudinale U l di luminanza; l abbagliamento debilitante TI (Threshold( Increment). Nella tabella seguente sono riportati i valori minimi di L m, U 0 ed U l ed il valore massimo di TI, in funzione della classificazione delle strade e del tipo di traffico. Classe Tipo di strada ed ambito territoriale Indice della categoria illuminotecnica L m (cd/m 2 ) U 0 U l TI (%) Autostrade extraurbane A Autostrade urbane 6 2 0.4 0.7 10 B Strade extraurbane principali C Strade extraurbane secondarie 5 1.5 0.4 0.5 10 Strade urbane di scorrimento veloce 6 2 0.4 0.7 10 D Strade urbane di scorrimento 4 1 0.4 0.5 10 Strade urbane interquartiere 5 1.5 0,4 0,7 10 E Strade urbane di quartiere 4 1 0.4 0.5 10 Strade extraurbane locali F Strade urbane locali interzonali 3 0.75 0.4 0.5 15 Strade urbane locali 2 0.5 0.35 0.4 15 --- --- 1 0.3 0.35 0.4 15 F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
NORMATIVA TECNICA E PARAMETRI DI COMFORT -4 Nel caso di traffico esclusivamente o prevalentemente pedonale,, in assenza di norme tecniche specifiche, i parametri illuminotecnici raccomandati sono: gli illuminamenti orizzontali medio E Hm (lx)) e minimo E Hmin (lx)) e l illuminamento l semicilindrico E SC (lx). Nella tabella seguente sono riportati i valori minimi di E Hm, E Hmin ed E Tipo di area SC Strade commerciali con traffico misto Strade commerciali con traffico solo pedonale Strade residenziali E Hm (lx) E Hmin (lx) E SC (lx) al centro delle citt à 25 10 10 in quartieri periferici 20 8 8 al centro dei paesi 10 4 4 al centro delle citt à 15 5 5 in quartieri periferici 10 3 4 al centro dei paesi 8 2 3 ad alta densit à abitativa 8 4 3 a media densit à abitativa, strade di collegamento fra quartieri o fra centro 5 2 2 e quartieri a scarsa densit à abitativa 3 1 1 Strade industriali 5 2 2 Sentieri in aree urbane 10 4 3 Sentieri e vialetti nei parchi 5 2 2 in aree centrali 25 10 10 Attraversamenti pedonali in aree residenziali 16 4 5 Scalinate 40 E V 20 Rampe - 40 - isolate 3 1.5 - Piste ciclabili SC per i più comuni tipi di aree urbane con traffico misto. Sottopassaggi pedonali o ciclabili fiancheggianti strade 5 2.5 - negli attraversamenti stradali 10 5 - giorno 100 50 25 notte 40 20 10 Parcheggi e autosilos 10 2.5 -
LAMPADE ED APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE -1 Recentemente la legislazione regionale sull inquinamento luminoso ha introdotto particolari restrizioni alle tipologie di lampade ed apparecchi da utilizzare per l illuminazione l di esterni. A titolo di esempio la Legge Regionale Toscana 37/2000, nell allegato C - Criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna,, prescrive per gli apparecchi di illuminazione di: evitare sistemi si illuminazione a diffusione libera o che comunque emettano un flusso luminoso nell emisfero emisfero superiore eccedente il 3% del flusso totale emesso in tutti i casi di realizzazione di nuovi impianti di illuminazione. Tipologie non conformi Tipologie conformi F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
Pisa - Apparecchi adottati per l illuminazione di strade a traffico misto
Pisa, centro storico - Apparecchi adottati per l illuminazione l di strade a traffico prevalentemente pedonale Pisa - Apparecchi per l illuminazione l di portici
Pisa - Apparecchi adottati per l illuminazione di parchi, giardini, percorsi pedonali e parcheggi Pisa - Apparecchi per l illuminazione l dei lungarni
LAMPADE ED APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE -5 Anche per quanto riguarda la scelta delle lampade la legislazione regionale sull inquinamento luminoso suggerisce l utilizzo l di sorgenti ad avanzata tecnologia ed elevata efficienza, p.e. ai vapori di sodio a bassa o alta pressione, fatta eccezione per i casi in cui risulti indispensabile un elevata resa cromatica ed è ammesso l utilizzo l di lampade ad alogenuri metallici, fluorescenti compatte e al sodio a luce bianca purché risultino funzionali in termini di massima efficienza e minore potenza p installata. A titolo di esempio la Legge Regionale Toscana 37/2000, nell allegato C - Criteri tecnici per la progettazione, realizzazione e gestione di impianti di illuminazione esterna,, prescrive per le lampade di impiegare preferibilmente sorgenti luminose a vapori di sodio ad alta pressione. F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
Tipi di lampade consigliati in relazione al tipo di area urbana Tipo di area Strade commerciali con traffico misto Strade commerciali con traffico solo pedonale Strade residenziali Strade industriali Sentieri in aree urbane Sentieri e vialetti nei parchi Attraversamenti pedonali Scalinate Rampe Piste ciclabili Sottopassaggi pedonali o ciclabili Parcheggi e autosilos al centro delle città in quartieri periferici al centro dei paesi al centro delle città in quartieri periferici al centro dei paesi ad alta densità abitativa a media densità abitativa, strade di collegamento fra quartieri o fra centro e quartieri a scarsa densità abitativa in aree centrali in aree residenziali isolate fiancheggianti strade negli attraversamenti stradali giorno notte Tipo di lampada e caratteristiche cromatiche (R a indice di resa cromatica, T C temperatura di colore) Vapori di sodio alta pressione a luce corretta (R a =65, T C =2200K) Vapori di sodio a luce bianca (R a =80, T C =2500K) Vapori di alogenuri metallici (T C =3000K) Vapori di mercurio (T C =3000K) Vapori di sodio alta pressione a luce corretta (R a =65, T C =2200K) Vapori di sodio a luce bianca (R a =80, T C =2500K) Vapori di alogenuri metallici (T C =3000K) Vapori di mercurio (T C =3000K) Fluorescenti compatte (T C =3000K) Alogeni (a bassissima tensione) Vapori di sodio alta pressione (R a =25, T C =2000K) Vapori di sodio alta pressione (R a =25, T C =2000K) Vapori di mercurio (T C=3000K) Vapori di sodio alta pressione (R a=25, T C=2000K) Vapori di mercurio (T C =3000K) Vapori di sodio bassa pressione Vapori di sodio alta pressione (R a=25, T C=2000K) Vapori di sodio bassa pressione Vapori di sodio a luce bianca (R a =80, T C =2500K) Vapori di alogenuri metallici (T C =3000K) Vapori di mercurio (T C =3000K) Vapori di sodio bassa pressione (con tonalit à di colore differente da quella del resto della strada per attirare l attenzione degli automobilisti sulla particolarità dell area) Vapori di sodio alta pressione a luce corretta (R a=65, T C=2200K) Vapori di sodio a luce bianca (R a =80, T C =2500K) Vapori di alogenuri metallici (T C =3000K) Vapori di mercurio (T C =3000K) Fluorescenti compatte (T C=3000K) Vapori di sodio alta pressione (R a =25, T C =2000K) Vapori di sodio bassa pressione (dipende dalla strada fiancheggiante) Vapori di sodio bassa pressione (con tonalit à di colore differente da quella del resto della strada per attirare l attenzione degli automobilisti sulla particolarità dell area) Vapori di sodio alta pressione (R a =25, T C =2000K) Vapori di alogenuri metallici (T C =3000K) Fluorescenti compatte (T C =3000K) Vapori di sodio alta pressione a luce corretta (R a=65, T C=2200K) Vapori di alogenuri metallici (T C =3000K) Vapori di mercurio (T C =3000K) Fluorescenti compatte (T C =3000K)
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE -1 L eterogeneità delle aree urbane ed i vari parametri di comfort della visione notturna raccomandati dalle norme tecniche (alcuni anche di difficile calcolazione), la presenza di edifici di pregio storico-architettonico, di emergenze monumentali, di parchi e giardini, impongono una diversit versità, a volte assai rilevante, nelle tipologie degli impianti di illuminazione inazione pubblica installati in una stessa città,, sia per le caratteristiche delle lampade che degli apparecchi di illuminazione. Il progettista illuminotecnico dovrà tenere nella debita considerazione: lo stato dei luoghi, l illuminazione l dell ambiente circostante (p.e. facciate di edifici, vetrine di negozi), la presenza di alberature od altri elementi schermanti, la tipologia dell installazione (p.e. altezza, dimensioni e forma dell apparecchio e della struttura di sostegno, caratteristiche estetiche), la temperatura di colore T C e l indice l di resa cromatica R a delle lampade. F. Leccese ILLUMINAZIONE URBANA: esigenze di comfort della visione notturna e aspetti normativi
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE -2 Il recente disegno di legge n.1269 Norme sulla prevenzione e sulla riduzione dell inquinamento luminoso,, presentato dal Sen. Moncada Lo Giudice, introduce all Art Art.. 2, comma 3, la figura del tecnico competente avente profilo professionale idoneo ad effettuare la progettazione, le misurazioni, le verifiche per l ottemperanza l ai valori definiti dalle norme nazionali e regionali, la preparazione dei piani di risanamento luminoso.... E auspicabile che una più intensa attività legislativa e normativa in materia, una maggiore attenzione alla formazione professionale da parte delle associazioni di settore ed una programmazione più coordinata delle amministrazioni pubbliche possa, nel tempo, produrre un miglioramento mento delle condizioni di illuminazione notturna delle città,, per evitare spazi urbani illuminati in modo inadeguato e talvolta fastidioso. Convegno Nazionale AIDI : ILLUMINAZIONE DELLE CITTÀ D ARTE - Firenze, 27-28 28 novembre 2003
Pisa, centro storico - Zone a traffico misto in prossimità delle mura urbane Pisa - Parcheggio in prossimità di P.zza dei Miracoli (ore 4:00) Pisa - Parcheggio in prossimità di Porta S. Zeno (ore 4:00)