RIFLESSIONI PER LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI



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RIFLESSIONI PER LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI I) Il Corpo di Cristo Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 26, 26-28) Mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati». Il Santissimo Sacramento, che portiamo oggi in processione, è Gesù Cristo Stesso sotto l'apparenza di pane. Non è che Gesù Cristo esista in o sotto il pane, e nemmeno che il pane sia simbolo di Gesù Cristo. Con le parole della Consacrazione non esistono più né il pane né il vino: l'unica sostanza che esiste è Gesù Cristo Stesso sotto la loro apparenza, è la Transustanziazione. San Cirillo afferma: «Non mettere in dubbio se questo sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore: perché essendo Egli la Verità, non mentisce». Professiamo la nostra fede nel mistero della Santissima Eucarestia e diciamo: Signore, noi crediamo in Te. Fa' che crediamo sempre più alla tua Reale Presenza nelle specie eucaristiche. Fa' che Ti testimoniamo e ti annunciamo con coraggio a tutti i nostri fratelli. Sostienici tra le prove e le sofferenze che patiamo nella nostra vita. Guarisci nel corpo e nello spirito gli infermi che nutri col tuo Santissimo Corpo.

II) Il nostro corpo, tempio vivo di Dio Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 6, 17-20) Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall'impurità! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all'impurità, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo! Ogni volta che ci accostiamo al Sacramento della Comunione ci uniamo al Signore e gli diamo ospitalità nel nostro corpo e nel nostro spirito. Chi di noi, nell'accogliere un ospite importante, lo farebbe entrare in una casa sporca e disordinata? Molto più per il Signore Nostro, dunque, dobbiamo preparare una degna accoglienza. Per questo dobbiamo mantenerci lontani da ogni peccato, e soprattutto dall'impurità, con la quale, offendendo il nostro corpo, offendiamo Gesù Cristo Stesso, che con la Sua Passione ha sofferto per rimodellarlo a sua immagine. Riconoscendo tutta la nostra indegnità di fronte al grande dono del Corpo di Cristo, supplichiamolo, fiduciosi nella sua Divina Misericordia: Signore, abbi pietà di noi. Perdona i nostri peccati, che ci rendono indegni di riceverti sacramentalmente. Aiutaci ad accostarci spesso e bene al Sacramento della Confessione, col quale Tu ci riconcili a Te. Tu che non hai disdegnato gli insulti e gli sputi sul Tuo Santissimo Corpo per ridare all'uomo l'originale bellezza. Fa' che comprendiamo la gravità dei peccati di impurità nel nostro corpo per desiderare sempre più la conversione e la Comunione con Te.

III) Il rispetto dell'eucarestia Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 11, 26-29) Ogni volta [infatti] che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. Se crediamo che la Santissima Eucarestia è la Presenza Reale del Signore Gesù Cristo, dobbiamo tributargli il dovuto rispetto. Innanzitutto accostandoci alla Comunione soltanto se in stato di grazia, liberi dal peccato mortale; e se così non fosse dobbiamo Confessarci, per avere la certezza del perdono del Signore. Ma dobbiamo anche riguardare il nostro atteggiamento nel ricevere la Comunione, riservare un po' di tempo, dopo la Messa, per il silenzio e il ringraziamento, curare il decoro degli abiti e dei gesti quando siamo in chiesa, dove è presente Gesù Cristo nel Tabernacolo. Facciamo il possibile per adorare e ringraziare il nostro Signore! Pieni di riconoscenza e di gratitudine per l'immenso dono dell'eucarestia, rivolgiamoci al nostro Salvatore: Signore, noi ti supplichiamo. Perdona le nostre mancanze e le nostre offese di fronte alla Tua Reale Presenza nel Santissimo Sacramento. Rendici affamati non solo del cibo che perisce ma soprattutto del Cibo che dura per la vita eterna, che è il Tuo Corpo. Fa' che ci adoperiamo con tutte le forze e senza vergogna per testimoniare la nostra fede in Te nell'eucarestia, dono d'amore per il nostro tempo. Converti tutti coloro che hanno perso la fede in Te e nella tua presenza nel Santissimo Sacramento..

IV) L'Eucarestia, dono dell'amore Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 16-18) Dio [infatti] ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. Nel Sacrificio della Croce vediamo l'amore autentico, quello di Dio, perché Dio è Amore. Un Amore così grande per gli uomini che arriva al punto di sacrificare il Suo Figlio Unigenito, che è Dio Stesso, pur di salvarli dai loro peccati e dalla morte. Eppure spesso noi uomini, rinnegando l'amore di Dio, chiamiamo amore cose diverse, contaminate ed aberrate dal peccato e dall'impurità; in questo modo rinneghiamo il nome dell'unigenito Figlio di Dio. L'Eucarestia, invece, ci ricorda in ogni momento l'amore di Dio, con il suo Sacrificio sulla Croce. Colmi di letizia per essere i destinatari di un così grande Amore da parte del nostro Signore, rivolgiamoci a Lui, fiduciosi: Signore, insegnaci ad amare. Aiutaci a purificare il nostro amore per renderlo conforme al Tuo, che arriva a dare la vita per i fratelli. Donaci uno spirito di orazione e di lode, perché con la preghiera assidua e costante manifestiamo il nostro amore per Te e per i fratelli. Converti i nostri cuori, perché non cerchiamo mai di sostituirti con gli idoli della lussuria, della cupidigia e dell'avidità. Aiutaci a perdonare ai nostri fratelli come Tu perdoni le nostre offese dall'alto della Tua Croce.

V) L'importanza della Santa Messa per i cristiani Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 2, 2-5) Gesù Cristo è la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c'è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Quante persone pensano che si può essere cristiani ugualmente senza frequentare la Chiesa! Ma non possiamo dire di conoscere il Signore Gesù Cristo se rifiutiamo di partecipare alla Santa Messa domenicale, e ci priviamo così del cibo eterno che è il Suo Corpo Santissimo. La Santa Messa è il sacrificio che Gesù Cristo fa di Se Stesso, che Egli ci ha comandato di ripetere come suo memoriale. E, come ci ricorda papa Benedetto XVI, l autentico soggetto della Liturgia è la Chiesa: non sono il singolo o il gruppo che celebrano la Liturgia, ma essa è primariamente azione di Dio attraverso la Chiesa, il corpo mistico di Gesù Cristo, in comunione con i santi nel Cielo. Fiduciosi nella Divina Misericordia del nostro Redentore, che sulla Croce ha perdonato i suoi carnefici, invochiamolo: Signore, noi ti ringraziamo. Perché nella Santa Messa ci concedi di ascoltare la Tua Parola e ti rendi realmente presente nel Santissimo Sacramento. Perché nella Santa Messa ci fai pregustare già qui sulla terra l'immensa gioia del Cielo. Perché, nella perpetuazione del Tuo Sacrificio Redentivo, prendi sul Tuo Corpo Santissimo i nostri dolori e le nostre sofferenze. Per la comunione nella Santa Chiesa, che ci rende membra vive del Corpo Mistico del nostro Salvatore Gesù Cristo.

VI) L'Adorazione eucaristica Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 4, 19-21.23-24) [La samaritana disse a Gesù]: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». Scrive sant'agostino: «Nessuno mangia quella carne senza averla prima adorata, sicché non pecchiamo adorandola, ma anzi pecchiamo se non la adoriamo». Adorare Dio è un dovere che il Signore ci ha imposto per Amore, per poter essere da Lui beneficati. L'Adorazione proviene dalla Messa e ci porta alla Messa; per questo la Chiesa conserva le Sante Ostie anche dopo la celebrazione Eucaristica: per la Comunione agli ammalati, per presentarle ai fedeli in solenne venerazione e per portarle in processione. Come diceva papa san Pio X, adorando e nutrendosi del Sacramento il fedele potrà dominare la libidine, purificarsi dalle lievi colpe quotidiane ed evitare i peccati gravi. Prostrati umilmente dinanzi al Signore, realmente presente nel Santissimo Sacramento, rivolgiamogli la nostra lode: Signore, noi ti adoriamo. Per le immense grazie che ci derivano dalla tua Morte e Risurrezione. Perché nel Sacramento dell'eucarestia ci dai l'opportunità di adorarti in spirito e verità. Perché attraverso l'adorazione e la preghiera davanti al Tuo Corpo Santissimo ci purifichi da tutte le nostre colpe. Perché sei presente in tutte le nostre chiese nel Tabernacolo.