LE BEATITUDINI DELL EDUCATORE

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PIER GIORDANO CABRA LE BEATITUDINI DELL EDUCATORE Queriniana

Premessa «Da quando Dio volle essere bambino, è un privilegio e una beatitudine educare l infanzia e la gioventù»! Proviamo disagio di fronte alle Beatitudini, così come vengono proposte nei vangeli: esse toccano i punti nodali dell essere cristiani, vanno controcorrente, eppure sono la nuova legge che Gesù ha affidato a chi sceglie di seguirlo. Nel nostro essere educatori partiamo spesso da situazioni di disagio, per porre la nostra fiducia in Dio e per dare risposte ispirate al vangelo e quindi umanizzanti per noi e per i bambini, i ragazzi e i giovani che ci vengono affidati. L essere umano, nel suo cammino per realizzare se stesso, è mosso da desideri contraddittori. C è in noi una forza che va orientata e canalizzata perché diventi energia costruttiva. Ciò richiede un dominio di sé, una educazione di noi stessi per trasformare il volere in un potere buono. Le Beatitudini possono giocare un ruolo benefico in questa trasformazione, in questa conversione. Siamo chiamati beati perché Dio è dalla nostra parte, e Dio è e sarà la nostra ricompensa: soprattutto se riusci-

6 Le Beatitudini dell educatore remo a fare come ha fatto Gesù, maestro e modello. Le Beatitudini indicano il modo divino di vivere, il modo che ci viene rivelato per la nostra umanizzazione. Intendiamo attualizzare qui il discorso della Montagna, ossia le Beatitudini, per l educatore. E questo comporta il porci alcuni interrogativi: Come essere fedeli al nostro essere cristiani? Come essere sereni e pazienti nell educare? Quali obiettivi porre alla nostra attività e quale senso, quale gratificazione o felicità cercare in essa? Le Beatitudini, infatti, riguardano non tanto e comunque non solo il che cosa fare, ma il come ; non principalmente i programmi, ma assai di più gli atteggiamenti interiori; non soltanto le tecniche educative, ma soprattutto il cuore. Si tratta, per chi accetta la missione di educare e soprattutto di educare in senso cristiano, di interrogarsi sulle prospettive mentali e spirituali, sui criteri di orientamento più veri e autentici secondo cui orientarsi nelle diverse situazioni. E le attualizziamo anche per i bambini, i ragazzi, i giovani. Questo comporta altri interrogativi: Come aiutarli a crescere coltivando gli atteggiamenti interiori tipici delle Beatitudini? Come trarre da essi, alla luce delle Beatitudini, le energie migliori che rafforzino il loro essere interiore, l uomo nuovo, che si rinnova di giorno in giorno? Le Beatitudini, infatti, possono essere un potente mezzo di crescita umana ed evangelica, in quanto offrono alle persone orizzonti aperti in cui dare spazio alle idealità, ai progetti, alle esperienze. E possono offrire senso alla vita e prospettive vere di autorealizzazione. Le Beatitudini parlano di un già (buona coscienza, gioia, certezza di essere nel giusto) e di un non ancora

Premessa 7 (felicità, ricompensa, riuscita della vita): di un già felice perché l uomo sa che Dio è con lui, che Dio sta dalla sua parte, che ciò che fa ha un valore eterno; di un non ancora, perché questa realizzazione sarà ampiamente riconosciuta alla maniera di Dio; di un già che è crescita umana, interiore e civile e di un non ancora che sarà dono di Dio! Con le Beatitudini un raggio del mondo futuro entra nel mondo presente: cresce l uomo nuovo, fatto a immagine e somiglianza di Dio. I risultati dell educazione non sono sempre immediati. La verifica è sul periodo lungo. A chi crede, tuttavia, le Beatitudini dicono: chi opera nello spirito di esse ha il risultato finale garantito, poiché Dio stesso promette di completare l opera, nella sua globalità. Dio si impegna a portare a termine quello che manca al nostro lavoro. A noi si chiede di operare con gli atteggiamenti delle Beatitudini, oltre che con la professionalità, e di conservare serenità d animo, perché certi di non perdere il nostro tempo: il già è per noi la promessa di Dio, della sua approvazione, più sicura dei risultati visibili. Educare diventa, dunque, un lavorare con fiducia, un seminare con tranquillità, e ciò può essere fonte di ottimismo. Anche per coloro che si dichiarano laici, le Beatitudini possono rivelarsi umanizzanti : esse, infatti, promuovono quanto è umano sia nell educatore sia nelle generazioni da educare; favoriscono la crescita personale, rafforzano l interiorità, oggi spesso trascurata o svilita a vantaggio dell esteriorità. Una solida dimensione interiore è tuttavia essenziale per affrontare responsabilmente la vita. Per questo lo spirito delle Beatitudini richiede coraggio, ma lo ripaga trasformando le persone.

8 Le Beatitudini dell educatore Lo stare in mezzo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani esige pertanto una forte formazione sul piano personale, per resistere alle frustrazioni, alla stanchezza, alle delusioni, ad attese eccessive. Presuppone l aggiornamento necessario nei diversi settori, ma senza l atteggiamento giusto, interno ed esterno, il nostro educare avrebbe armi spuntate. Per vivere lo spirito delle Beatitudini occorrono almeno due atteggiamenti pratici: guardare a Gesù, il vero beato, leggendo e meditando il suo vangelo, e pregare lo Spirito Santo, l energia divina che trasmette e attualizza nell oggi lo spirito delle Beatitudini. In questo senso le Beatitudini possono essere lette come espressione della paidéia divina, della elevazione umana da parte del maestro divino. In questo senso e in questo orizzonte ci auguriamo e auguriamo alle lettrici e ai lettori di queste riflessioni di ritrovare in esse spunti per il loro progettare e stimoli al loro agire, ma soprattutto fiducia in sé e orientamento positivo nell essere educatori veri. Queste pagine sono frutto della collaborazione con il Prof. Gianni Francesconi, che ha adattato per la pubblicazione una serie di mie riflessioni, arricchendole della sua esperienza pedagogica e della sua competenza teologica. Questo lavoro non sarebbe mai nato, senza la sua insistenza e il suo apporto. Un grazie anche a Padre Giorgio Turriceni, che ha compilato le schede di approfondimento.