LA MACROFOTOGRAFIA Concetti generali Originariamente per fotografia macro si faceva riferimento ad un tipo di fotografia in cui l'immagine acquisita tramite la macchina fotografica aveva dimensioni uguali (reali) o superiori rispetto al soggetto fotografato, mentre attualmente i confini tra macro e primi piani o fotografia a distanza ravvicinata sono molto più sfumati assumendo tali termini come veri sinonimi. Quindi il rapporto 1:1 significa che un soggetto grande 1cm. viene riprodotto sulla pellicola/sensore nella stessa grandezza; questo rapporto nasce con la fotografia analogica che utilizzava la classica pellicola 24x36mm o formato Leica e, quindi, nel formato digitale vale per le macchine dotate di sensore Full-frame cioè di misura 24x36mm. Con il digitale perciò prende il sopravvento il termine fotografia a distanza ravvicinata.
Attrezzatura 1) - La macchina fotografica Lo strumento migliore per realizzare le fotografie macro sono le macchine reflex sia con specchio che senza, ma con obiettivo intercambiabile. Le digitali compatte, anche se permettono di avvicinarsi al soggetto, hanno il limite di non poter focalizzare manualmente; a breve distanza l'automatismo di messa a fuoco può scegliere un soggetto diverso da quello che ci interessa. La reflex invece ci permette di vedere l'immagine attraverso le lenti dell'obiettivo esattamente come verrà registrata sul sensore e aiuta a distinguere quando il soggetto è a fuoco e il grado di sfocatura di ciò che lo circonda con la possibilità di controllare l'immagine in ogni suo dettaglio critico. 2) - L'obiettivo Naturalmente si parla di ottica macro e, ovviamente, di ottica fissa. Tali ottiche che attualmente sono disponibili nelle focali da 50mm. fino a 200mm. sono preferibili alle ottiche zoom (macro) per la maggiore luminosità e qualità delle immagini.
La lunghezza focale è molto importante. I macro sia da 50 o da 200mm di focale raggiungono lo stesso ingrandimento (1:1), l'obiettivo più lungo dà uno sfondo più sfocato e una maggiore distanza di lavoro. Quindi occorre fare attenzione sia alla minima distanza di messa a fuoco che alla distanza di lavoro. La minima distanza è la distanza più breve a cui si può mettere a fuoco: questa non è la distanza reale tra l'obiettivo e il soggetto, ma è solo la distanza tra il piano di messa a fuoco (il sensore) e il soggetto. E' perciò molto importante conoscere la distanza di lavoro - cioè la distanza tra l'elemento frontale dell'obiettivo e il soggetto. Ad esempio, con un 50mm Macro si ha una minima distanza di fuoco di 19 centimetri, ma la distanza tra l'elemento frontale e il soggetto è solo 7 cm, mentre se montate il paraluce, la distanza si riduce a 4-5 centimetri. Diventa dificile avvicinarsi così tanto a una farfalla o ad altri animali; in questi casi è preferibile una focale lunga. La tabella seguente elenca la distanza di fuoco e distanza di lavoro per le ottiche macro più diffuse. Lunghezza focale Distanza di messa a fuoco a 1:1 Distanza di lavoro a 1:1 (senza paraluce) 50 mm 19.0 centimetri 7.0 centimetri 60 mm 22.0 centimetri 9.1 centimetri 70 mm 25.7 centimetri 10.7 centimetri 90 mm 29.0 centimetri 12.0 centimetri 100/105 mm 31.0 centimetri 14.0 centimetri 150 mm 38.0 centimetri 18.8 centimetri 180 mm 46.0 centimetri 23.8 centimetri 200 mm 50.0 centimetri 25.2 centimetri 250mm (180 + 1.4x) 360mm (180 + 2.0x) 54.0 centimetri 30.1 centimetri 64.5 centimetri 37.3 centimetri
Alternative alle ottiche macro: Lenti addizionali: è un sistema semplice e pratico e poco costoso. La lente viene avvitata all'obiettivo come un filtro. Troviamo lenti da +1 diottria fino a +10 diottrie. Pro: facili e veloci da montare, funzioni fotocamera intatte, poco costose Contro: diversi kit in base al diametro degli obiettivi, l'immagine si degrada. Tubi di prolunga: si installano tra la fotocamera e l'obiettivo aumentando la distanza tra lente e sensore e consentono di ottenere ingrandimenti superiori al rapporto 1:1.
Pro: facilità d'uso, non pregiudica la qualità dell'ottica Contro: costo; è un tubo vuoto con contatti elettrici. Altri sistemi: Anelli di inversione dell'ottica Anelli di inversione ottica con contatti elettrici Soffietto di prolunga
3) - Il treppiede Il treppiede è uno strumento da utilizzare senza riserve; infatti evita le vibrazioni della fotocamera che si avvicina al soggetto stabilizzando la medesima. Deve essere quanto più solido possibile e comunque adeguato al peso della fotocamera e dell'obiettivo.
4) Il flash L'utilizzo del flash incorporato nella fotocamera è sconsigliabile per la fotografia dei primi piani; potrebbe causare un effetto ombra e la luce troppo potente. Meglio un flah esterno da usare di lato o dall'alto, magari con un cartoncino bianco come riflettore o uno schermo diffusore. Sono disponibili anche flash anulari con luce diffusa. Composizione e messa fuoco Quando fotografiamo un paesaggio, magari con un grandangolo tipo un 28mm. di lunghezza focale, la profondità di campo si può estendere da pochi metri davanti alla fotocamera fino all'infinito. (vd. seconda lezione su pdc). Nella fotografia di primi piani, la PDC è molto ridotta fino a pochi millimetri; occorre quindi impostare lo scatto con la priorità di apertura (Av o A) impostando una apertura ridotta che però comporta una velocità di otturazione bassa aumentando il rischio di mosso. Se occorre una esposizione breve bisogna incrementare gli ISO.
La maggior parte degli obiettivi macro ha una focale tra f/2.8 e f/4. Un diaframma più ampio non ha molta importanza in un obiettivo macro, dato che a questi ingrandimenti solitamente si chiude almeno a f/8 per avere una buona profondità di campo. La profondità di campo è una delle difficoltà principali della fotografia macro. Occorrono diaframmi relativamente chiusi per avere abbastanza profondità, ma se il diaframma è troppo chiuso la foto peggiora a causa del tempo di scatto lento, oltre a sfondo poco piacevole e diffrazione. In genere, si scattano le foto macro con diaframmi tra f/8 and f/16; l'utilizzo di f/22 solo quando serve veramente il massimo della profondità di campo. E' meglio perciò evitare diaframmi più chiusi di f/16, perchè portano a una grande perdita di nitidezza e contrasto, a causa della diffrazione. Consigli per lo scatto Occorre molta pazienza, ed effettuare diversi scatti Specie se si tratta di insetti. Usate sempre un treppiedi: nella macrofotografia, se non si usa un obiettivo macro molto luminoso, i tempi di scatto si allungano. Evitiamo il mosso usando un treppiedi. Usate lo scatto remoto: con uno scatto remoto, wireless o telecomando, eviteremo il micro-mosso causato dalla pressione del nostro dito sul pulsante di scatto. Inoltre manteniamo una certa distanza dal soggetto. Utilizziamo il live-view: ci aiuta in caso di inquadrature scomode rasenti a terra, ci permette di vedere in anteprima la nostra composizione e migliorare la messa a fuoco. Alzate lo specchio: Sempre per evitare il micro-mosso, alcune reflex professionali permettono di alzare lo specchio qualche istante prima che l otturatore si apra, in questo modo il movimento meccanico dello specchio non va ad influire sulla nostra immagine. Con il treppiedi evitate la stabilizzazione dell immagine: Anche un refolo di vento con fotocamera su treppiedi può far uscire una foto mossa a causa dello stabilizzatore attivato. Usiamo la regola dei terzi: Anche se lo sfondo è quasi sempre sfocato, non dobbiamo scattare foto centrate ai soggetti. Cerchiamo sempre pose originali rispettando sempre la dinamicità della foto resa dalla regola dei terzi. Usiamo anche la scatto ritardato: almeno 2 secondi
Altri accorgimenti: per migliorare l'illuminazione del soggetto si può utilizzare un pannello riflettente oppure un piccolo illuminatore a led; è bene dotarsi anche di un cartoncino nero opaco da utilizzare come sfondo ed anche di un telo (o sacco di plastica) per poter fotografare rasenti a terra appoggiandosi o per distendersi sul terreno. ALCUNI ESEMPI DI IMMAGINI