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CERIMONIA 25 APRILE 2015 70 ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE. A 70 anni dopo il 25 aprile 1945, oggi ricordiamo l anniversario della riconquista della libertà e la fine dell occupazione fascista e della dittatura. E oggi l occasione per riflettere sul passato, ma anche sul presente, sulla necessità di difendere la libertà conquistata grazie al sacrificio di tutti gli italiani nella consapevolezza che senza libertà non si può avere né pace, né giustizia. I tragici avvenimenti che colpiscono oggi tanti popoli nel mondo e rispetto ai quali non possiamo rimanere differenti, ci fanno comprendere il valore della libertà perché la dignità e la pace sono un diritto irrinunciabile di ogni essere umano. 1

La Libertà, che dà un senso alla nostra vita, che ci permette di sperare in un mondo migliore guardando con fiducia al nostro futuro, un mondo in cui sono riconosciuti e garantiti i diritti sociali civili ed economici delle persone; la libertà, in cui oggi tutti ci riconosciamo e che tutti ci unisce. In tanti hanno sacrificato la propria vita per questa nobile causa e il 25 aprile 1945 rappresenta la data in cui furono riaffermati i principi di libertà, uguaglianza, giustizia e democrazia: è necessario dunque, non disperdere la memoria di quegli eventi che consentirono la nascita della nostra Repubblica. Questi principi costituiscono, infatti, i valori pregnanti della nostra Costituzione le cui disposizioni fondamentali sono ancora attuali e vitali. Bisogna sempre tramandare il ricordo della Resistenza non certo per mantenere vive le divisioni, ma per rendere più 2

salda l unità nazionale dell Italia repubblicana fondata sulla democrazia conquistata per tutti gli italiani. Mi piace sottolineare che la celebrazione di oggi non è una retorica manifestazione fine a se stessa, ma serve a non dimenticare, ricordare soprattutto alle giovani generazioni che bisogna avere sempre consapevolezza che i diritti civili oggi riconosciuti a tutti noi sono un patrimonio prezioso, molto caro ai nostri avi, che va salvaguardato ed alimentato ogni giorno con il vigile impegno di ognuno di noi. Festeggiare il 25 aprile non è soltanto un semplice quanto doveroso gesto di omaggio nell osservare una ricorrenza, nel deporre una corona di fiori, nel fermarsi a riflettere, con riconoscenza e commozione, di fronte alle lapidi che testimoniano la pagina più alta e dolorosa della nostra storia. Dev essere invece il richiamo profondo e sincero, che coinvolge le Istituzioni e la società civile, a ripercorrere il cammino duro e sanguinoso che ha permesso, 3

attraverso il coraggio e la generosità nel dare se stessi di migliaia di uomini e donne, di ricostruire questo Paese dandogli un impronta libera e democratica. Aiutiamo i nostri giovani a capire quanto straordinario sia stato il cammino che i nostri patrioti hanno percorso per aprire la strada al rinnovamento morale e materiale della Nazione. Ma soprattutto diamo loro l esempio del nostro impegno a ribadire ancora una volta che crediamo nella democrazia, nell equità e nel rispetto delle persone, nella libertà come diritto e come dovere da osservare nei confronti del prossimo. E un giorno che ricorda, a tutti ed in particolare ai giovani, i valori ispiratori di quella libertà che abbiamo il privilegio di vivere e il dovere di custodire, traendo le linee-guida per i nostri comportamenti di oggi improntati al dialogo fra le parti politiche ed ai valori di una democrazia serena e operosa, luogo d'incontro di culture politiche rispettose le une delle altre. 4

Concludo richiamando alcune riflessioni di Giorgio Napolitano apparse sul Corriere della Sera qualche giorno fa, da cui emerge un significato di questa giornata che sento di condividere ossia la convinzione che il Settantesimo della Resistenza possa essere sentito come proprio dagli italiani senza alcuna distinzione, e certamente non come punto di riferimento e patrimonio privilegiato di qualche singolo partito. E a ciò ha certamente contribuito l accresciuta distanza nel tempo che ci separa da quella grande pagina della nostra vita collettiva, consentendo reazioni più distaccate rispetto, poniamo, a dieci anni fa o anche meno. Se c è qualcosa che ancora preoccupa è piuttosto il rischio di una disattenzione, se non distrazione, da parte di molti, di fronte a una ricorrenza pur così ricca di significati e di implicazioni. Ed è un peccato, perché celebrando oggi il 25 aprile possiamo trovare in quell esperienza motivi forti di orgoglio e di fiducia come italiani, oltre che rendere memore riconoscente omaggio a quanti combatterono e a quanti in quei 19 mesi caddero per la libertà e l indipendenza - 5

e per la stessa riunificazione - del nostro paese. Anche il Presidente Sergio Mattarella, nel sottolineare che "la Liberazione dal nazifascismo costituisce l'evento centrale della nostra storia recente" ricorda che "ai Padri costituenti non sfuggiva il forte e profondo legame tra la riconquista della libertà, realizzata con il sacrificio di tanto sangue italiano dopo un ventennio di dittatura e di conformismo, e la nuova democrazia". Impegniamoci, quindi, tutti, dai titolari delle pubbliche responsabilità ai comuni cittadini, a fare il nostro dovere nel lavoro, nella famiglia, nella società. Facciamolo semplicemente ma con convinzione, nel rispetto di tutti quelli che lo hanno fatto fino in fondo, fino al sacrificio della loro vita, nella loro azione per la difesa e la sicurezza di tutti noi. Sono questi i tanti eroi che dobbiamo oggi onorare. Questo è il nostro augurio e questo deve essere il 25 aprile: E un giorno che continuerà, negli 6

anni, a rappresentare un momento di formazione civile, di memoria, di speranza per il futuro, di riflessione sui valori che uniscono, tengono vivo e vitale il Paese: i valori della Costituzione repubblicana, fondamento delle nostre libertà,nel cui testo vive ed opera lo spirito del 25 aprile. Carlo Sessa 7