CORSO TECNICO BRICOMAN
ADDITIVI
Nell ultimo decennio, il calcestruzzo è stato il materiale più ampiamente utilizzato nel mondo dell edilizia, soprattutto per il basso costo di costruzione e di manutenzione, rispetto alle stesse strutture realizzate con altri materiali. Questo ha comportato un notevole stimolo nella ricerca di tecnologie che fossero in grado di ridurre ulteriormente i tempi esecutivi, abbassare i costi di costruzione, senza dimenticare il miglioramento della durabilità per il contenimento delle spese manutentive e di restauro. Nel recente passato, la forte disponibilità di cemento Portland puro, consentiva l uso di grandi dosi d acqua d impasto, che, pur non penalizzando la resistenza meccanica del calcestruzzo, creava un elevata porosità dello stesso, comportando seri problemi di durabilità delle opere, specie se esposte ad ambienti particolarmente aggressivi. Gli additivi sono appunto insieme al cemento, acqua ed inerti, il quarto importante ingrediente, che nella tecnologia moderna del costruire viene sempre più spesso utilizzato (oggi oltre l 80% del cemento viene additivato). Gli additivi, impiegati normalmente in piccole percentuali, consentono di ottenere un miglioramento di specifiche prestazioni del calcestruzzo allo stato fresco, quali lavorabilità, coesività, pompabilità, ma anche un miglioramento delle prestazioni di un calcestruzzo indurito, quali resistenza, permeabilità ecc.
Gli additivi sono classificati in base alla funzione principale che esplicano: 1- fluidificanti; 2- super-fluidificanti. 3- ritardanti; 4- acceleranti; 5- antigelo; Oltre a quelli sopra citati ne esistono altri che riuniscono le funzioni sopra descritte, o che influiscono su altre caratteristiche del calcestruzzo, rendendolo idrofugo, colorato ecc. L impiego degli additivi può essere effettuato nella centrale di betonaggio, all inizio o alla fine dell immissione degli altri componenti, in virtù del tipo di additivo, ma anche a piè d opera prima del getto; l importante è che il prodotto sia distribuito in modo omogeneo nell impasto e non concentrato localmente.
Additivi fluidificanti (NSF) e superfluidificanti (MSF) Questi prodotti sono stati i primi ad essere impiegati nel calcestruzzo, in modo tale da permetterne il miglioramento della lavorabilità, senza aumentare il rapporto acqua/cemento. Sono additivi che contengono sostanze polimeriche idrosolubili quali principi attivi, che aderiscono ai granuli di cemento anidro. Questo comporta che le particelle di cemento, che normalmente a causa di forze elettrostatiche tendono a aderire tra loro, vengono disperse e separate nell acqua di impasto. Si ottiene così un impasto lubrificato, che a parità di composizione è più fluido e quindi più lavorabile. Additivi ritardanti Gli additivi ritardanti servono per ritardare la presa del cemento per conservare il più possibile nel tempo la lavorabilità del calcestruzzo. Normalmente sono associati all utilizzo di additivi fluidificanti e superfluidificanti. La presa ritardata, rallenta l indurimento del calcestruzzo, anche se dopo i 28 giorni si verifica un aumento delle resistenze rispetto a impasti non additivati, questo perché la bassa velocità di idratazione consente la costruzione di una struttura microcristallina più ordinata, che una volta stagionata, consente di ottenere una maggiore compattezza del materiale. Si consiglia l utilizzo di additivi ritardanti per trasporti di lunga durata, per getti tramite pompa, per getti estivi con temperature elevate e per getti di forte spessore. Sono anche usati per evitare, in caso di brevi interruzioni dei getti, la perdita di monoliticità e la formazione di giunti freddi; l impiego per l ultimo strato di un getto di calcestruzzo a lungo tempo di presa, consente dopo qualche ora di gettare fresco su fresco ; l impiego di vibratori permette poi di compenetrare perfettamente le porzioni di conglomerato gettate a distanza di tempo.
Additivi acceleranti Gli additivi acceleranti consentono di aumentare la velocità di indurimento della pasta di cemento e dei conglomerati cementizi. Questo comporta una maggiore velocità di reazione che si traduce in una lavorabilità che diminuisce più rapidamente. L effetto dell additivo accelerante consente l aumento della velocità di idratazione del cemento, che sviluppa nelle brevi stagionature maggiore resistenza rispetto ad un calcestruzzo non additivato. L utilizzo di quest additivo, deve essere però strettamente controllato, infatti, la velocità di reazione aumenta anche la velocità di sviluppo di calore di idratazione. Un riscaldamento eccessivo può portare a problemi di fessurazione della struttura causati da fenomeni di ritiro improvvisi. La velocità di formazione dei cristalli di idratazione del cemento, provoca anche la formazione di una struttura microcristallina più disordinata, che alle lunghe stagionature fa si che il calcestruzzo presenti una velocità di incremento della resistenza, inferiore a quella dei calcestruzzi non additivati. Queste problematiche evidenziate, giustificano il motivo per cui gli additivi acceleranti sono quasi esclusivamente impiegati per eseguire getti in clima freddo e per avere la possibilità di disarmare i manufatti in tempi brevi. Dato che l effetto di migliorare la resistenza meccanica, anche nelle brevi stagionature, può essere raggiunto riducendo il rapporto acqua cemento, è molto più diffuso l uso di additivi fluidificanti/acceleranti o superfluidificanti/acceleranti, rispetto agli additivi solo acceleranti.
Additivi antigelo e aereanti Gli additivi antigelo e aeranti, vengono utilizzati per migliorare la resistenza del calcestruzzo ai cicli di gelo e disgelo Questi additivi, aggiunti in quantità modeste all impasto del calcestruzzo consentono la formazione e l inglobamento nella pasta cementizia di bollicine d aria aventi un diametro da 50 a 250 micron. Il numero di queste bollicine ai fini dell efficacia del prodotto, deve essere grandissimo e la loro distanza dovrebbe variare tra i 100 e i 300 micron. La presenza delle bollicine aeranti, fa si che durante le fasi di gelo e disgelo, le tensioni meccaniche che si sviluppano a seguito dell aumento di volume, trovino sfogo nelle porosità dell impasto che fungono da vasi di espansione. L aria introdotta influisce però sensibilmente sulla resistenza a compressione del conglomerato (circa 5% di resistenza in meno per ogni % d aria inglobata), anche se, questo effetto negativo, è attenuato dal miglioramento della lavorabilità degli impasti dovuto alla presenza di una miriade di particelle minute e deformabili, che consentono una riduzione del rapporto acqua/cemento. Questa breve panoramica di prodotti e tipi di additivi, dimostra come questi materiali, frutto di attenti studi e considerazioni riguardanti il miglioramento prestazionale del calcestruzzo, siano sempre più indispensabili per la realizzazione di manufatti che rispondano in termini di costi e applicazioni alle moderne esigenze del costruire.
PLASTOCRETE N Plastocrete N è un additivo per calcestruzzi, ottenuto dalla combinazione stabile di un componente tensioattivo a specifica azione fluidificante ed aerante con un componente ad effetto idrofugo UTILIZZO Plastocrete N è specificamente indicato per il confezionamento di calcestruzzi impermeabili (di spessore elevato, che devono garantire impermeabilità all'acqua) quali, ad esempio, quelli impiegati nelle seguenti applicazioni: vasche, canali, piscine, fondazioni, platee e muri a contatto con acqua di falda, strutture in ambienti aggressivi. CARATTERISTICHE Plastocrete N, oltre a consentire la realizzazione di calcestruzzi con elevato grado di impermeabilità, assicura i seguenti vantaggi: migliora la lavorabilità del calcestruzzo, anche adottando un basso rapporto acqua/cemento; incrementa sensibilmente la resistenza meccanica e la durabilità dei manufatti; agevola lo scarico ed il pompaggio, in quanto determina un'attenuazione dei fenomeni di disgregazione del calcestruzzo; riduce i tempi di vibrazione meccanica, in quanto migliora il compattamento del getto; assicura una diminuzione dei fenomeni di ritiro e fluage (deformazione viscosa); consente una migliore e più regolare rifinitura dei getti a vista; è completamente inoffensivo nei confronti delle armature metalliche e delle strutture metalliche; è un prodotto largamente collaudato, di facile impiego. Dosaggio raccomandato: 0,5% sul peso del cemento (125 ml ogni sacco di cemento da 25 kg), dosaggio massimo consentito 1% (250 ml ogni sacco di cemento da 25 kg) - 1 tanica permette di trattare da 20 a 40 sacchi di cemento da 25kg Collocazione ideale prodotto di fianco a cemento Lavorabilità: permette di ottenere calcestruzzi a consistenza plastica con una riduzione dell acqua d impasto del 10-12% Tempo di lavorabilità nei dosaggi consigliati, non altera sostanzialmente i tempi di lavorabilità e di presa del calcestruzzo
SIKA LATEXCRETE Additivo liquido per migliorare la lavorabilità e l adesione di malte cementizie. Formulato per confezionare intonaci, malte da riparazione e da allettamento applicate a mano o a spruzzo. Idoneo per ottenere malte cementizie di alto potere adesivo e con caratteristiche di elasticità e resistenza migliori rispetto a quelle di una malta tradizionale confezionata in cantiere, con conseguente limitazione delle fessurazioni superficiali e migliore adesione al substrato. UTILIZZO per migliorare l adesione di intonaci su substrati esistenti non abbastanza scabri per confezionare malte per riparazioni e riporti su substrati in calcestruzzo deteriorato per confezionare malte per riporti, anche in piccolo spessore, su pavimentazioni danneggiate per migliorare la lavorabilità, la compattezza e l impermeabilità dell impasto CARATTERISTICHE prodotto unico per migliorare l adesione, la coesione e la lavorabilità di malte cementizie da cantiere utilizzabile sia per impasti a mano sia in betoniera non richiede specifiche attrezzature di miscelazione Impiego Lavorabilità Dosaggio Sika LatexCrete Cemento:Sabbia Sprizzo di aggrappo Malta fluida 10% sul cemento (mezza tanica da 5kg per ogni sacco di cemento) 1:1 (sabbia 0/8 mm) Malta da riparazione Malta plastica 10% sul cemento (mezza tanica da 5 kg per ogni sacco di cemento) 1:3 (sabbia 0/6 mm) o da intonaco Consumo 350-500 g/m2 per cm di spessore Collocazione ideale prodotto di fianco a cemento
Sika Fibresint Fibra sintetica alcali-resistente per armatura diffusa di malte, betoncini e calcestruzzi migliora il legame meccanico con il cemento; impedisce la propagazione delle fessurazioni dovute al ritiro; aumenta la tenacità del calcestruzzo, assorbendo la maggior parte dell energia e del carico in corrispondenza della fessurazione; aumenta la duttilità del calcestruzzo e quindi la sua resistenza all urto; non subisce corrosione o reazioni chimiche da parte degli alcali e della maggior parte degli acidi; riduce i costi di esecuzione della struttura grazie al risparmio sia della rete elettrosaldata, sia della mano d opera impiegata. Per la sua elevatissima finezza e per l altissimo numero di fibre introdotte per mc di miscela, esercita una valida azione di ritenzione dell acqua d impasto del conglomerato, riducendo i dannosi fenomeni di bleeding. Sika Fibresint un armatura secondaria distribuita uniformemente nella matrice cementizia di massetti e calcestruzzi, con la funzione principale di sostituire le reti elettrosaldate nell assorbimento delle tensioni interne in fase di indurimento. Sika Fibresint non può essere considerata sostitutiva dell armatura statica ma è utilizzabile esclusivamente quale armatura secondaria per impedire la fessurazione, grazie alla sua disposizione tridimensionale all interno dell impasto cementizio. Alcune tipiche applicazioni di Sika Fibresint sono le seguenti: realizzazione di lastre cementizie prive di armatura statica (pavimentazioni, strade, rivestimento di canali, marciapiedi, fioriere ed altri elementi costruttivi decorativi); realizzazione di strutture portanti, per la ripartizione delle fessure da ritiro (pavimentazioni su substrati non portanti, scale, balaustre, telai per porte e finestre, pannelli di tamponamento). Impiego: Sika Fibresint va aggiunta direttamente in autobetoniera contemporaneamente al cemento ed agli aggregati. Non deve essere aggiunta insieme alla sola acqua di impasto al fine di garantirne la migliore dispersione nella massa. Sika Fibresint può essere aggiunta anche direttamente nell autobetoniera, in cantiere, ad impasto idratato. Il tempo di miscelazione dopo l aggiunta di Sika Fibresint dev essere di almeno 5 minuti. Dosaggio consigliato 0,6 kg per m3 di impasto Collocazione ideale prodotto di fianco a cemento/massetti/intonaci
Sika Separol LE Disarmante per casseforme in legno di vario tipo Separol-LE Plus è un formulato a base sintetica esente da oli minerali e solventi per il trattamento disarmante di casseforme in legno di vario tipo, da diluire in acqua fredda in rapporto volumetrico fino a 1 : 20, formando un liquido lattiginoso e fluido applicabile a spruzzo (Porre in un recipiente ben pulito fino a 20 parti in volume di acqua e aggiungere gradualmente una parte in volume di Separol-LE Plus mescolando con cura in modo da ottenere una miscela omogenea esente da grumi. Per tavolame nuovo o molto assorbente consigliabile utilizzare una emulsione costituita da un rapporto volumetrico Separol-LE Plus: acqua = 1:10. Procedere a un ulteriore miscelazione subito prima dell applicazione, che può essere effettuata con pennello o pompa a zaino. Il prodotto una volta emulsionato con acqua teme il gelo Agevole disarmo della cassaforma Ottima finitura superficiale dei manufatti con assenza di macchie e riduzione delle bolle Facilmente emulsionabile in acqua Preserva le casseforme in legno o in compensato da un precoce invecchiamento impedendo la formazione di incrostazioni Aumenta la durabilità dei pannelli Le superfici disarmate risultano esenti da residui antiadesivi Resa: 50-90 mq/l su tavolame nuovo; 100-200 mq/l su tavolame vecchio; i valori variano in base all assorbimento del sottofondo. Collocazione ideale prodotto di fianco a casseri legno
FINE
GRAZIE DELL ATTENZIONE