IMPIANTI Lavorare in sicurezza Piero Pardini Molti infortuni si verificano svolgendo attività banali e sottovalutando i rischi. Un ottima illuminazione dell ambiente e un impianto a norma rappresentano una valida tutela per la sicurezza di un lavoratore. Ecco la descrizione di un impianto in un mobilificio La falegnameria è da sempre considerata un luogo ove il rischio infortuni è molto elevato. Questo ambiente è assoggettato a particolari normative per l elevato rischio sia di incendio sia di esplosione per la presenza di polveri. L impianto che andremo a descrivere - realizzato dallo Studio R.DS, studio tecnico associato di Prato - è strutturato sulla base di due specifiche normative. L edificio è utilizzato da lavoratori dipendenti e quindi è soggetto al d.p.r. 547 e alla legge 12/8/82 n 597. L impianto elettrico è installato in luoghi a maggior rischio in caso di incendio e quindi rientra nell ambito di applicazione della norma Cei 64-8 cap. 11 sez. 8. L attività suddetta non è soggetta al controllo dei Vigili del fuoco perché non è presente un quantitativo di legname pari a 50 quintali. L impianto elettrico è stato installato presso la Falegnameria Oliver Port sita in comune di Campi Bisenzio (FI), Loc. Capalle. TIPOLOGIA DELL IMPIANTO ELETTRICO L impianto elettrico in oggetto è relativo ad una parte di un edificio a uso industriale e commerciale, con insediamento di tipo artigianale, alimentato dalla rete di distribuzione pubblica in bassa tensione da un contatore posto in cabina che alimenta tutto il complesso industriale. I locali interessati all impianto, con le relative destinazioni d uso, sono indicati nella planimetria costituente parte della documentazione di progetto: locale adibito a falegnameria, locale adibito a spogliatoio e servizi igienici. L impianto è dimensionato alla potenza di 65.500 kw (perché l Enel ha fornito al committente un contatore dal quale può prelevare 100 kw) in funzione della quale è stata ricavata la corrente di impiego Ib= 104 A. Dal gruppo di misura, costituito da un contatore di energia attiva e reattiva, posto nella zona vano contatori in cabina partirà la linea che andrà ad alimentare il quadro generale Qco. Esso è posto accanto al contatore NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO Gli impianti elettrici relativi alle opere descritte sono conformi alle seguenti normative: Cei 17-13 per i quadri elettrici; Cei 20-14, Cei 20-20 e Cei 20-22 per i cavi isolati in pvc e non propaganti l incendio; Cei 64-8 per l impianto nel suo complesso; Cei 17-5 per gli interruttori automatici di bassa tensione; Cei 23-3 per gli interruttori automatici per impianti domestici e similari; Cei 23-5 per le prese a spina per usi domestici e similari; Cei 23-8 per i tubi rigidi in pvc e accessori; Cei 23-9 per gli apparecchi di comando non automatici per usi domestici e similari; Cei 23-12 per le prese a spina per uso industriale; Cei 23-14 per i tubi protettivi flessibili in pvc e loro accessori; Cei 23-18 per gli interruttori differenziali puri e gli interruttori magnetotermici differenziali per usi domestici e similari; Cei 23-31 per i sistemi di canali metallici e loro accessori a uso portacavi e portapparecchi (canaline metalliche); Cei 34-1, Cei 34-12, Cei 34-16 per le lampade a incandescenza; Cei 34-3 per le lampade fluorescenti lineari; Cei 31-56 guida all applicazione della norma Cei 31-52, classificazione dei luoghi dove sono o possono essere presenti polveri combustibili. 46 Il Giornale dell Installatore Elettrico N. 7 10 Maggio 2007 www.elettricoplus.it 046-051_ART IMPIANTI.indd 46 18-04-2007 10:06:20
LAVORARE IN SICUREZZA IMPIANTI stesso e da esso parte la linea che alimenta il quadro generale QG collocato internamente accanto al portone di ingresso. Il montante, di lunghezza superiore a 3 m, è dimensionato per contenere la caduta di tensione entro l 1%, ed è realizzato con cavo multipolare FG7OR 0.6/1kV di sezione 3x70+1x35 mm 2 e 1x35 mm 2 per il conduttore di protezione cui corrisponde una portata Iz=154 A. È protetto da un automatico quadripolare magnetotermico differenziale, I n =125 A e I n =0.3 A, di opportuno ritardo, posto vicino al contatore ed inserito in un idoneo quadro contatori con bobina di sgancio a lancio di corrente. Ciò consente di togliere corrente al alternata trifase con neutro, con frequenza nominale 50 Hz; tensioni nominali: 230 V per i circuiti monofase, 400 V per quelli trifase; sistema di distribuzione: di tipo TT, con impianto di terra comune a tutte le sezioni di impianto; correnti di corto circuito: la corrente di corto circuito presunta per guasto trifase nel punto di installazione è stata assunta pari a 10 KA, in base al valore comunicato dalla Società elettrofornitrice; la determinazione della corrente di corto circuito nei vari punti dell impianto è riportata nella documentazione di progetto; caduta di tensione ammissibile: si assume pari al 4% tra il punto di origine e gli utilizzatori. TIPOLOGIA DEGLI IMPIANTI Tenendo presente il tipo di attività e la possibilità di formazione di Particolare del sacco di aspirazione localizzata per polveri fini capannone in caso di necessità o emergenza, ed è comandata da pulsante di emergenza installato all esterno dell edificio. A valle del montante è stato inserito l interruttore generale (sezionatore), alloggiato in Q.G. Tale interruttore generale è costituito da un int. automatico sezionatore In= 125A. Sono stati previsti un quadro generale e un quadro Qco oltre alle prese per l alimentazione degli utilizzatori. La linea che alimenta il quadro generale è realizzata con cavo FG7OR di sezione 3x70+1x35 mm 2, cui corrisponde una portata di 154A, posato in tubo protettivo in pvc interrato, di diametro esterno opportuno. Il quadro elettrico generale QG è a parete, realizzato in materiale metallico, collegato a terra con grado di protezione IP55, mentre il quadro contatore è di materiale isolante IP 55 a parete. Nel quadro sono installati interruttori quadripolari e non, con potere di interruzione 10kA e 6 ka. In 50 anni mai un passo-passo falso... CARATTERISTICHE GENERALI DEL PROGETTO Sono stati assunti i seguenti valori e caratteristiche: tipo di impianto: impianto elettrico utilizzatore di categoria I, con alimentazione dalla rete pubblica di bassa tensione; punto di origine: contatore elettrico trifase posto all interno della cabina; sistema di fornitura: corrente www.elettricoplus.it 10 Maggio 2007 N. 7 Il Giornale dell Installatore Elettrico 47 046-051_ART IMPIANTI.indd 47 18-04-2007 10:07:47
IMPIANTI LAVORARE IN SICUREZZA depositi di polveri è stato previsto un grado di protezione non inferiore a IP54 per gli involucri delle apparecchiature poste nella falegnameria. I componenti saranno inoltre del tipo per interno, con tensioni d impiego 230 V (circuiti monofase) e 400 V (circuiti trifase). La falegnameria è ubicata all interno di un capannone di circa 290 m 2 al piano terreno; è composta da un locale per la lavorazione e da un wc. MISURE DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI La protezione contro i contatti indiretti è effettuata mediante la tecnica della interruzione automatica dell alimentazione, ottenuta dal coordinamento tra l impianto di terra e le protezioni differenziali da predisporre nel quadro elettrico generale, secondo la relazione: RaI dn < 50 TABELLA 1 - ESAME DEI CARICHI DA ALIMENTARE Denominazione Alimentazione Tensione Potenza nominale (V) assorbita (kw) Pressa Trifase 380 21 Bordatrice Trifase 380 7 Piallaaspessore Trifase 380 4 Troncatrice Monofase 220 1 Squadratrice Monofase 220 5.5 Combinata Trifase 380 4 Segaanastro Monofase 220 3 Levigatrice Trifase 380 2.5 Aspiratori Monofase 220 3.5 Illuminazione falegnameria Monofase 220 2.3 Servizi Monofase 220 0.150 Illuminazione disicurezza Monofase 220 0.120 TABELLA 2 - CARATTERISTICHE DEI CIRCUITI PARTENTI DAL QUADRO GENERALE Circuito N fasi Vn (V) Pac (kw) Illuminazione 1 1+N 220 0.8 Illuminazione 2 1+N 220 0.3 Illuminazione 3 1+N 220 0.8 Illuminazione sicurezza 1+N 220 0.1 indicata dall articolo 413.1.4.2 della norma Cei 64-8 per gli ambienti ordinari dei sistemi TT, essendo Ra la resistenza del collegamento a terra della massa e Idn la corrente differenziale nominale dell interruttore. Solo per i contatti con gli involucri degli apparecchi illuminanti di sicurezza è prevista la protezione mediante componenti di classe II (doppio isolamento). Considerando il valore della resistenza di terra 166.66 Ω ed essendo pari a 0.3A la corrente differenziale nominale per l interruttore meno sensibile (contatti sulla struttura del quadro, protetti dall interruttore generale), si ha, trascurando la differenza tra Ra ed Rt: RtI dn = 166.66x0.3 = 50V Il collegamento a terra delle masse e delle masse estranee è eseguito installando i seguenti componenti: collettore di terra per la costituzione del nodo equipotenziale, realizzato mediante una barra conduttrice con morsetti, alla quale vanno collegati il conduttore di protezione e tutte le masse estranee. MISURE DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI La protezione contro i contatti diretti sarà di tipo totale, in modo da impedire sia il contatto accidentale che quello volontario, adatta per luoghi accessibili a persone non addestrate. Verrà posta in atto mediante l isolamento delle parti attive e l uso di involucri con grado di protezione IP54D per le parti che possono essere toccate, come richiesto dagli articoli 412.1 e 412.2 della norma Cei 64-8. La protezione addizionale mediante interruttori differenziali ad alta sensibilità (30 ma) è prevista per i circuiti dei locali servizi e per i quadretti prese della falegnameria. Particolare di macchina utensile Panoramica del reparto di lavorazione Particolare scatole di derivazione e tubazione metallica Pulsante di sgancio per vigili del fuoco 48 Il Giornale dell Installatore Elettrico N. 7 10 Maggio 2007 www.elettricoplus.it 046-051_ART IMPIANTI.indd 48 18-04-2007 10:08:04
LAVORARE IN SICUREZZA IMPIANTI valori della tabella 3. Tenendo conto dei valori commerciali, il potere d interruzione degli interruttori sarà pari a 10 KA per i tetrapolari e 6 ka per i bipolari. I valori di tali poteri di interruzione risultano più elevati nello schema unifilare per la scelta effettuata degli interruttori magnetotermici. IL CALCOLO ILLUMINOTECNICO Il livello di illuminamento sul piano di lavoro (altezza 0.85 m dal piano pavimento) riferito in particolare alla zona in cui si esercita il compito visivo è stato calcolato in funzione del tipo di attività, secondo quanto previsto dalla norma Uni 10380 tab. 6A, per ottenere un illuminamento medio di 500 lux. Sono stati previsti proiettori a sospensione o apparecchi lampade 2x58 W installabili a controsoffitto. I comandi per l impianto di illuminazione sono centralizzati sul quadro. Il livello di illuminamento sul piano pavimento è stato calcolato 1954 1960 1970 1980...serie 26 Finder: originale e garantita. Quadro elettrico generale POTENZA CONVENZIONALE E CORRENTI DI IMPIEGO Dall esame dei carichi da alimentare sono stati ricavati i dati riportati nella tabella 1. Il calcolo della potenza convenzionale dei vari circuiti e delle rispettive correnti di impiego è stato effettuato tenendo presente, oltre ai dati della tabella precedente, i seguenti criteri: per le macchine della falegnameria, in base alle informazioni ricevute dalla committenza relativamente al funzionamento delle stesse, è stato assunto un fattore di utilizzazione pari a 0.75; per gli altri carichi si è posto Ku = 1; gli apparecchi illuminanti del capannone verranno divisi in 3 circuiti partenti dal quadro generale. Le caratteristiche dei circuiti partenti dal quadro generale sono riportate nella tabella 2. Il valore della potenza convenzionale di progetto è stato calcolato in base alle potenze assorbite convenzionali della tabella 2, tenendo conto di un fattore globale di contemporaneità come di seguito indicato: somma delle potenze assorbite convenzionali: 54.7KW; fattore di riduzione globale per contemporaneità: 0.75; potenza convenzionale: 40.55 KW. In base a questo ultimo valore è stata effettuata la richiesta alla società elettrofornitrice, che sarà pari a 42 KW. Relè ad impulsi passo-passo 1 o 2 contatti 10 A 6 sequenze disponibili Morsetti a vite Bobina AC Montaggio a pannello o ad incasso Contatti senza Cadmio Progettato e prodotto interamente in Italia. Primo relè ad impulsi omologato da IMQ DETERMINAZIONE DELLA SEZIONE DELLE LINEE PRINCIPALI Per il calcolo della sezione delle linee principali è stato usato il criterio della massima caduta di tensione ammissibile (assunta pari al 4 %), secondo il metodo della caduta di tensione unitaria, valutata dalla tabella Cei-Unel 35023-70. Le sezioni sono state poi verificate in base alla portata dei cavi e al tipo di posa. La determinazione della corrente di corto circuito massima, alla fine delle linee, è stata eseguita tenendo conto della riduzione della corrente di corto circuito causata dalle impedenze delle linee, in base ai ISO 9001:2000 ISO 14001:2004 FINDER S.p.A. 10040 Almese (TO) S.p.A. Produttore di relè e temporizzatori dal 1954 Tel 011.934 6211 Fax 011.9359079 Prodotto conforme alle norme CEI di sicurezza sotto controllo permanente dell IMQ catalogo on-line www.finder.it www.elettricoplus.it 10 Maggio 2007 N. 7 Il Giornale dell Installatore Elettrico 49 046-051_ART IMPIANTI.indd 49 18-04-2007 10:09:52
IMPIANTI LAVORARE IN SICUREZZA secondo quanto previsto dalla norma Uni 10380 tab. 6A per ottenere un illuminamento medio di 190 lux, e pertanto saranno previsti apparecchi per illuminazione generale del tipo a tubi fluorescenti, disposti a soffitto o parete. Per l illuminazione dei servizi le linee sono posate in tubazioni a vista. L impianto di illuminazione ha comandi localizzati. È stata prevista, inoltre, la realizzazione di un impianto di emergenza, a mezzo di plafoniere per lampade fluorescenti da 24 W, complete di batterie ermetiche al piombo ricaricabili, gruppo di ricarica in tampone e spia di funzionamento, aventi un autonomia non inferiore ad un ora. Esse sono ubicate in numero e in posizione tale da dare una intensità luminosa sufficiente da evidenziare le vie di esodo, in conformità alla legge 626 del 19/9/94, che entrano immediatamente in funzione al mancare dell alimentazione principale e in caso di guasto dell impianto elettrico. TABELLA E DIAGRAMMI DI COORDINAMENTO DELLE PROTEZIONI Per la scelta dei dispositivi di protezione i criteri adattati sono i seguenti: per tutte le linee la protezione dal sovraccarico e dal cortocircuito è affidata a un unico dispositivo, posto nel quadro elettrico generale, nel punto di origine; mentre la scelta del dispositivo di protezione è stata effettuata secondo le relazioni di coordinamento: Ib < In < Iz; If < 1,45 Iz Indicati dalla norma Cei 64-8, riassumibile soltanto nella prima disequazione per gli interruttori automatici magnetotermici usati, aventi If 1,45 In: il potere di interruzione è stato scelto di valore non inferiore alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione; le linee che alimentano i quadri secondari non subiscono variazioni di sezione e di caratteristiche fino all arrivo e quindi non sono necessari dispositivi di protezione intermedi; le prese di servizio dell officina e quelle installate negli altri locali sono protette da interruttori automatici con corrente nominale non superiore a quella delle prese. In base a quanto previsto dagli articoli 435.1 e 533.3 (sezione commenti) della norma Cei 64-8 e dall articolo 2.2.5 della guida Cei 0-2, essendo le condutture protette sia dal sovraccarico che dal corto circuito da un unico dispositivo di tipo limitatore, la verifica dell integrale di Joule mediante la determinazione della corrente di corto circuito minima e della lunghezza massima protetta non è necessaria; essa si intende soddisfatta avendo scelto gli interruttori in base alla protezione contro le sovracorrenti. I circuiti di uscita dal quadro Qco, foglio 1, sono di seguito indicati: linea quadro generale-trifase; in cavo FG7OR sezione 3x70 mm 2 +1x35 mm 2, protetto da interruttore M.T. 4x125 A. I circuiti di uscita dal quadro QG, sono di seguito indicati: linea linea sega-trifase; in cavo N1VV-K sezione 2.5 mm 2, protetto da interruttore M.T. 3x16 A; linea linea levigatrice-trifase; in cavo N1VV-K sezione 2.5 mm 2, 4x10 A; linea linea troncatrice-monofase; in cavo N1VV-K sezione 6 mm 2, 2x20 A. =32 A; I n 1 macchine). linea pressa-trifase; in cavo N1VV-K sezione 10 mm 2, protetto da interruttore magnetotermico differenziale I n =40 A; I n =0.03A; linea squadratrice-trifase; in cavo N1VV-K sezione 4 mm 2, protetto da interruttore M.T. 4x16 A; linea pialla a spessore-trifase; in cavo N1VV-K sezione 6 mm 2, 4x16 A; linea bordatrice-trifase; in cavo N1VV-K sezione 6 mm 2, protetto da interruttore M.T. 4x20 A. =40 A; I n TABELLA 3 - DETERMINAZIONE DELLA CORRENTE DI CORTO CIRCUITO AL TERMINE DI UNA LINEA TRIFASE* Corrente di cortocircuito Correnti di cortocircuito Icc 1 in ka Icc in ka 3 3 3 2.5 2.5 2.5 2.5 2 2 2.5 1.5 1 3.5 3.5 3 3 3 3 2.5 2.5 2 2 1.5 1 3.5 3.5 3.5 3.5 3.5 3 3 2.5 2.5 2 1.5 1.5 4.5 4 4 4 3.5 3.5 3 3 2.5 2 2 1.5 5 5 4.5 4.5 4 4 3.5 3 3 2.5 2 1.5 6 5.5 5.5 5 5 4.5 4 3.5 3 2.5 2 1.5 7 6.5 6.5 6 6 5.5 5 4 3.5 3 2 1.5 8 7.5 7 7 7.5 6 5 4.5 3.5 3 2 2 10 10 8.5 8 7.5 7 5.5 5 4 3 2 2 12 10.5 9.5 9.5 8.5 7.5 6.5 5 4 3 2.5 2 14 12 11.5 10.5 9.5 8 6.5 5.5 4 3 2.5 2 17 14.5 13.5 12 10.5 9 7 5.5 4 3.5 2.5 2 20 16 15 13 11 9.5 7.5 5.5 4.5 3.5 2.5 2 22 17.5 16 14 12 10 7.5 6 4.5 3.5 2.5 2 25 19 17.5 15 12.5 10 8 6 4.5 3.5 2.5 2 sezione in mmq Lunghezza della linea in metri 4 1 1.3 1.8 2.4 3.2 4.4 6 8.4 11 15 20 6 1.5 2 2.7 3.6 4.8 6.6 9 12.6 16.5 22.5 30 10 2.5 3.3 4.5 6 8 11 15 21 28 37.5 50 16 4 5.2 7.1 9.5 12.5 17.5 24 33.5 44 60 80 25 6.3 8.1 11.3 15 20 27.5 37.5 52.5 70 94 125 * in funzione della corrente di cortocircuito iniziale e della lunghezza della linea stessa. Si suppone pari a 10kA la corrente di cortocircuito nel punto di origine e tenendo presente le lunghezze indicate, si ottengono i valori indicati della corrente di cortocircuito trifase a fondo linea inferiore a 10 ka Particolare prese Cee 2 macchine). linea compressore-trifase; in cavo N1VV-K sezione 10 mm 2, 4x25 A; linea aspiratori-trifase; in cavo N1VV-K sezione 2.5 mm 2, protetto da interruttore M.T. 3x16 A; linea combinata-trifase; in cavo N1VV-K sezione 4 mm 2, protetto da interruttore M.T. 4x16 A. =63 A; I n 3 macchine). linea prese Cee 16A 400V - trifase; in cavo N1VV-K sezione 6 mm 2, protetto da interruttore M.T. 4x16 A; linea prese Cee 16A 230V - monofase; in cavo N1VV-K sezione 6 mm 2, protetto da interruttore M.T. 2x20 A. =40 A; I n prese Cee). linea 1 illuminazione-monofase; in cavo N1VV-K sezione 2.5 mm 2, 2x10 A; linea 2 illuminazione-monofase; in cavo N1VV-K sezione 2.5 mm 2, 2x10 A; linea 3 illuminazione-monofase; in cavo N1VV-K sezione 2.5 mm 2, 2x10 A; linea emergenza-monofase; in cavo N07V-K sezione 1.5 mm 2, 2x10 A. =20 A; I n illuminazione). Detti circuiti sono sezionabili tramite interruttore posto sullo stesso quadro. Il quadro generale, chiudibile a chiave, è metallico ed è collegato a terra. Dal quadro generale partono i cavi, che vanno ad alimentare le utenze. CARATTERISTICHE DELLE CONDUTTURE ELETTRICHE Sono stati adoperati cavi multipolari e unipolari del tipo non propaganti l incendio a norma Cei 20-22 II, e posati in canale pvc e/o 50 Il Giornale dell Installatore Elettrico N. 7 10 Maggio 2007 www.elettricoplus.it 046-051_ART IMPIANTI.indd 50 18-04-2007 10:10:01
LAVORARE IN SICUREZZA IMPIANTI Particolare dei corpi illuminanti Particolare di illuminazione e lampada di emergenza taz, canale metallico e passerella a filo metallico in vista, sotto pavimento e nel controsoffitto, di dimensioni adeguate per contenere il numero di cavi. Per le discese al punto di comando luci ed alle prese, i cavi sono stati installati in tubo protettivo resistente agli urti di materiale metallico. I dispositivi di protezione contro il sovraccarico sono stati installati all inizio delle condutture, per cui intervengono anche quando la conduttura è interessata da un guasto franco. Le condizioni di posa, comuni alle varie linee, sono rilevabili dallo schema planimetrico e comportano tratti entro passerella a filo metallico e canale metallico, con tubo in pvc per la derivazione ai proiettori e derivazioni entro tubo taz per le calate. Il grado di protezione IP54 interessa tutto l impianto della falegnameria. SCHEMI DELLE APPARECCHIATURE ASSIEMATE DI PROTEZIONE E DI MANOVRA Il documento è costituito dagli schemi elettrici unifilari del quadro generale e del quadro contatore: quadri modulari a parete, in lamiera metallica verniciata per il quadro generale, in materiale plastico per il quadretto denominato Qco; installazione per interno con gradi di protezione contro la penetrazione di solidi e liquidi IP55; conformi alla norma Cei 17-13/3 (EN 60439-3) per i quadri Asd installati in luoghi accessibili al personale non addestrato; accesso ai comandi con barriera contro i contatti diretti; tenuta al corto circuito per corrente di corto circuito trifase nel punto di installazione pari a 10 KA; frequenza nominale di tutti i circuiti: 50 Hz; tensione nominale d impiego dei componenti: 230 V monofase, 400V trifase; tensione nominale di isolamento: 500 V; caratteristica d intervento degli interruttori magnetotermici: di tipo C. Gli interruttori magnetotermici, magnetotermici differenziali e differenziali puri hanno funzione di sezionamento e di protezione combinata dai sovraccarichi e dai corto circuiti (quelli differenziali anche per i contatti indiretti). L interruttore magnetotermico differenziale generale a valle del contatore, posto a protezione dei contatti con la struttura del quadro, sarà di tipo selettivo ritardato, per evitare conflitti di intervento con quelli installati a valle. IMPIANTI LUCE E FORZA MOTRICE INTERNI L impianto di illuminazione è dimensionato per la struttura e per le attività che si svolgeranno in essa, tenendo anche conto dell affidabilità e della sicurezza. Esso è stato eseguito seguendo tra l altro la norma Uni 10380, assicurando sempre i valori di illuminamento ben superiori ai minimi richiesti, grado di uniformità adeguato, limitazione dell abbagliamento, equilibrio delle luminanze. I criteri di base più salienti presenti nella progettazione illuminotecnica riguardano la funzionalità, il contenimento dei consumi energetici e la rispondenza delle caratteristiche degli apparecchi di illuminazione agli specifici compiti visivi esistenti. Tutti i corpi illuminanti previsti negli schemi di progetto rispettano le caratteristiche di potenza specificate nonché il tipo di plafoniera descritto con il relativo grado di protezione. Le plafoniere per tubi fluorescenti, sono del tipo cablato e rifasato a cosfi 0.90, complete di schermo di protezione policarbonato o similare, grado di protezione adeguato. In particolare per la distribuzione della luce sono state utilizzate le tubazioni preesistenti con la sostituzione dei cavi ed infilaggio dei nuovi. Per la distribuzione F.M. sono state previste prese opportunamente protette in funzione dei luoghi di installazione, ovvero il collegamento diretto degli utilizzatori e dei quadretti prese Cee Atex. INDICAZIONI GENERALI I quadri sono del tipo prefabbricati modulari componibili, scelti e impiegati correttamente secondo le applicazioni impiantistiche e le indicazioni riportate dai fabbricanti, cataloghi e fogli di istruzione, in modo tale da realizzare quadri elettrici per BT rispondenti alla norma Cei 17-13/I. Quanto sopra nel rispetto delle prescrizioni della stessa norma per quello che riguarda le apparecchiature Ans. Ogni apparecchio elettrico o elettronico è conforme alle direttive Cee relative alla compatibilità elettromagnetica secondo il decreto legislativo 4/12/92 N 476 con apposite marcature CE sul prodotto, sull imballaggio e sulla documentazione accompagnatoria, in cui devono essere specificate le prove effettuate dal costruttore. Il quadro Qco è posto nel vano contatore (cabina), mentre il quadro segnato Q.G. è ubicato nella posizione indicata sulle tavole allegate, e servirà per il sezionamento e protezione delle linee principali e secondarie, avente le caratteristiche indicate nelle tavole allegate. NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO L impianto in oggetto è conforme alle seguenti normative: legge n 46 del 5/3/90 (norma per la sicurezza, la progettazione, l installazione e la manutenzione degli impianti elettrici); d.p.r. n 447 del 6/12/91 (regolamento di attuazione della legge 46/90); d.p.r. n 547 del 27/4/55 (impianti elettrici sui luoghi di lavoro); norme Cei 11-8 (impianti di messa a terra); norme Cei 11-17 (impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica, linee in cavo); norme Cei 17-5 (interruttori automatici); norme Cei 17-13 (apparecchiature costruite in fabbrica Acf, quadri elettrici per tensioni non superiori a 1000 V in corrente alternata); norme Cei 20-21 (portata dei conduttori elettrici); norme Cei 20-22/I (cavi non propaganti l incendio); norme Cei 23-5 (prese a spina per usi domestici e similari); norme Cei 23-12 (prese industriali); norme Cei 23-8 (tubi protettivi rigidi in pvc e loro accessori); norme Cei 34-21 (apparecchi di illuminazione); norme Cei 34-22 (apparecchi di illuminazione di emergenza); norme Cei 64-8 (impianti elettrici utilizzatori); norme Cei 23-19 (canali portacavi a battiscopa); norme Cei 64-50 II edizione (impianti residenziali). PROVE E COLLAUDI IN CORSO D OPERA Tutti gli impianti sono stati soggetti a collaudi e prove in corso d opera e finali allo scopo di verificare: la corrispondenza delle forniture agli impegni contrattuali; la corretta esecuzione delle opere nel rispetto delle prescrizioni e comunque secondo le buone regole dell arte ; lo stato di funzionamento delle varie apparecchiature a livello delle singole prestazioni. Si elencano qui di seguito alcune prove eseguite: verifica di sfilabilità di cavi: consiste nell estrazione di un cavo dal tratto di tubo tra due cassette o scatole successive e nell osservare se questa operazione abbia danneggiato il cavo. La verifica è eseguita di preferenza su tratti di tubo non rettilinei ed è estesa a tratti di tubo per la lunghezza complessiva compresa tra 1% e il 5% della lunghezza totale dei tubi dell impianto; verifica della corretta esecuzione dei circuiti di protezione contro le tensioni di contatto: consiste nel controllare la continuità elettrica del conduttore di terra a partire dai morsetti di terra delle prese a spina e dal morsetto di terra degli apparecchi fissi, fino al dispersore di terra. BIBLIOGRAFIA Il progetto è stato realizzato da R.DS, Studio Tecnico Associato - Prato. Le apparecchiature utilizzate sono state fornite da Bticino. www.elettricoplus.it 10 Maggio 2007 N. 7 Il Giornale dell Installatore Elettrico 51 046-051_ART IMPIANTI.indd 51 18-04-2007 10:10:17