ALCUNE INTERVISTE A BADANTI/COLF FILIPPINE

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1 ALCUNE INTERVISTE A BADANTI/COLF FILIPPINE CASO A GIOVANNA (67) - E una ricerca che facciamo in tutta Italia e che serve semplicemente a conoscere i problemi delle donne che sono immigrate e che fanno il lavoro come lei di colf. Serve solo per conoscenza ed anche per far conoscere a tutti gli altri i problemi che queste persone hanno vissuto e vivono attualmente nel nostro paese. - Ce ne sono altre, anche delle mie amiche hanno già fatto queste interviste qui a Torino. - Sì ce ne sono parecchie di queste ricerche, ma è proprio per far conoscere.. - E che cosa farete con queste ricerche, farete un libro, farete qualcosa? - Sì, probabilmente faremo un libro ed anche un convegno al quale inviteremo le persone che hanno partecipato, quindi anche lei. - Potrò avere una copia del libro? - Sì, certamente. - Mi scusi, sono già chiacchierona, ma lo faccio per rompere il ghiaccio. - No, anzi! Meglio così. Volevo chiederle innanzi tutto qualcosa sulla sua famiglia di origine, il papà, la mamma, i fratelli, che cosa facevano, che lavoro facevano, che titolo di studio hanno, dove sono, un po tutta la storia della sua famiglia, questa è la prima cosa. - Lei chiede molto! Comunque, mio padre è, come si dice, un messaggero, messanger, in una grande ditta delle Filippine la Tandway whisky (?); non siamo una famiglia povera, sinceramente parlando. Mia madre era l ispettrice sul pullmann, sai i bus anni fa, non so se anche qua c era l ispettore. fa il biglietto, si paga, lei chiedeva se ce l avevi. - Ah sì, il controllore c era anche qui. Suo padre invece non ho capito, aveva un aziendina? - No, era messanger, fattorino, non mi veniva in italiano. - Delle poste? - Sì, è quello che sta in ufficio, è fattorino quello lì? - Sì, porta in giro le cose? - No, è lui che consegna. - Consegna le lettere, i pacchetti? - Quindi che titolo di studio avevano i suoi genitori? - Questo non saprei dirlo proprio, perché mia madre e mio padre erano separati, non vivevano più insieme, e non mi raccontavano tante cose. Io ero la dodicesima figlia, dopo che ha avuto mia sorella, ci sono 11 anni di differenza. - Undici anni di differenza fra lei e l ultima? - No, lei non è l ultima, non so se è quinta o sesta. Perché eravamo due femmine e gli altri maschi. E tutti quanti kaputt! - Come tutti kaputt? - amo rimaste solo io e mia sorella. - E gli altri? - Gli altri..c è un fratello, ma non lo riconosco come fratello, un fratellastro, diciamo. - Ma lei è figlia della seconda moglie? - Del secondo marito. - Del secondo marito di sua madre? Io le sto dicendo a lei come mi hanno raccontato, però tutto non so. Io sono andata via dalle Filippine che avevo 17 anni. A 11 studiavo e lavoravo già. Avevo la voglia di ballare, a casa ballavo sempre, allora mia madre ha letto sul giornale una selezione di ballerini per una..come si può dire? - Uno spettacolo? 1 - Qui c è a Rimini, Little Italia a Rimini, queste mappe, Italia in Miniatura, a Rimini. In Filippine c è anche, ma delle Filippine, l aveva fatta costruire la First Lady di Marcos, non era ancora morta. Lei ha costruito queste Piccole Filippine, dove poi ha voluto anche un balletto, in quel parco. - Era a Manila? - Sì, vicino all aeroporto. Allora mia madre mi ha detto Ti piace ballare, fai la selezione. C è un anno di come si può dire..la sto annoiando? - Ma, no, assolutamente! - Un anno in cui si è impegnate a ballare un ballo folkloristico con un coreografo che da noi è molto famoso, non so qui da voi, Ramon Obusan. - Non lo conosco. - Magari è più conosciuto in Asia. Lui ci ha impegnato, eravamo 200 partecipanti, dopo un anno c era la selezione, solo 50 o 30, non mi ricordo, sarebbero rimaste a ballare in quel posto lì. - E lei è stata selezionata? - Quanti anni aveva? - 11 o 12 anni. - E lei viveva con sua madre? - Vivevo con mia madre, la vedevo, perché ero sempre a studiare o a ballare. - Era divorziata da suo padre? - Non abbiamo il divorzio nelle Filippine. - Era separata? Mia sorella più grande lavorava in una fabbrica tessile. - Vediamo.. i suoi dodici fratelli? - L altro fratello non l ho mai voluto conoscere. Una volta che l ho perdonato ha combinato di nuovo dei guai, è uno che combina guai. - Questo è il figlio del primo marito di sua madre? - Quindi la famiglia di sua madre, diciamo, era composta da sua madre, suo marito, poi c era lei - No, non c era più suo marito, era già morto non so quanti anni prima. - Era già morto quando lei è nata? - Non mio padre, eh, l altro marito, il padre di mio fratello. Almeno credo.perché se è mio fratellastro vuol dire che abbiamo due padri diversi, perché lui ha anche un diverso cognome. - Lo vede ancora questo suo fratellastro? - Io sono otto anni che non torno nelle Filippine, da quando ho avuto la bambina piccola, alla mia età! - Comunque quando lei è nata c era sua madre.. - e mia sorella, mio padre non abitava già più con noi. - Vostro padre era già separato da vostra madre? - Sì, io dico da quando mi ricordo, dai sei anni in poi. - Quindi la sua prima infanzia l ha passata con sua madre che lavorava su questa autolinea di bus, quindi nei trasporti pubblici, a Manila.. - Sì, sì, - e con sua sorella? - Mia sorella invece prima ha studiato e poi è andata a lavorare in una fabbrica tessile di proprietà di un cinese. - Era più grande? - 11 anni più vecchia di me. - E quando lei è nata sua sorella andava a scuola e poi si ricorda che è andata a lavorare in fabbrica? - Prima ha guardato me, anzi forse ha smesso di studiare per guardare me, è diventata la mia mamma-sorella. Poi non lo (?) più, perché quando io sono andata alle elementari lei già lavorava in fabbrica. 2

2 - L operaia? - Sì, faceva tre turni, perché altrimenti non potevamo andare avanti se lei non lavorava anche mia sorella. - Stavate a Manila, o nei sobborghi? - A Manila. - Vicino a Manila? - Vicino. Prima era Harrison Park Thai City, ma poi è diventata area metropolitana, si è ingrandita ed è diventata tutta Manila. - Dove c era la base americana? Vicino all aeroporto? - No, vicino allo zoo. - Non ho presente. Quindi la sua infanzia l ha passata con sua madre e sua sorella? - Poi sua sorella ha cominciato a lavorare come operaia in questa fabbrica tessile? - Sì - E sua sorella è ancora a Manila? - Anche sua madre? - Mia madre è mancata due anni fa. - E morta due anni fa. Quindi adesso c è solo sua sorella che vive lì, come operaia? - Adesso non più, io parlo di quando ero lì. - Adesso che cosa fa? - Non saprei. Sono otto anni che non vado, due anni fa quando è mancata mia madre ci siamo solo parlate al telefono. Non ho tanto un buon rapporto con mia sorella, perché mi ha combinato un po di cose, comunque.. - Che cosa ha combinato? - Diciamo che non si riesce a fidarsi un po.quando si tratta di questo, lei lo sa che anche in Italia.. - è sposata sua sorella? - Non si è sposata, vive con un uomo che è già sposato, poi hanno adottato una bambina che adesso avrà 10 o 11 anni, un po cieca, questo lo so perché nel 92 sono andata a trovarla - Quindi è tornata nelle Filippine? - Nel 92, dopo 12 anni che non andavo. - Poi mi racconterà di questo viaggio dopo tanti anni. A Manila avevate una casa vostra? - Nell 89 si è bruciata la casa dove abitava mia madre. - Era in affitto o era la sua? - Era in affitto. E poi il governo, c era ancora forse Marcos - Imelda Marcos? - No, Marcos, perché era l 89 e lui è morto nel 91 o 92, mi pare..allora è venuto il diritto di costruire questa casa lì, dove ero nata, dove ero cresciuta. Mia madre l ha fatta a suo nome, a mio nome poi, perché ero io che compravo, potevo ancora farlo, ero io che compravo il materiale e costruivo questa casa, solo che poi mia madre di questa casa non ha preso anche il titolo del terreno. Che da noi, quando non c è quello, un giorno che il governo vuole togliertela non è molto diverso da qui te la toglie e la butta giù e buona notte al secchio! Allora quando sono andata nel 92 l ho venduta subito. Meno male che ho fatto un po di testa mia e anche di mio marito, che è italiano, e mi ha fatto intestare a me la casa. - Sua madre? - Mio marito ha voluto che intestassi a me la casa. - Ma prima a chi era intestata? - A nessuno, era in affitto. Quando poi è bruciato tutto hanno detto che l avevano fatto apposta. - Tutto il quartiere? 3 - Sì, tutto il quartiere è di un unico proprietario del terreno. L hanno bruciata perché forse questo non pagava niente e il governo voleva forse raccogliere qualcosa..queste sono tutte polemiche, non so se sono la verità. - Tutte speculazioni.però avete fatto questa casa vostra? - Sì una casa intesta a me, una casetta di due piani, solo che non era indipendente, le case sono tutte una attaccata all altra, ma non era questo il problema, era grande la casa, mi sono anche data da fare e ho mandato dei soldi. Solo che mia madre quella casa di due piani, 45 mq per piano, l ha data in affitto, un pezzo ad un meccanico e un pezzo a un fotografo. - E lei? - Quando sono arrivata eravamo in un piccolo buco di casa che era rimasta a noi. - L ha fatto per avere un po di soldi? - Sì, solo che il meccanico l ha presa in giro, da noi è un po così, è facile da noi, è un paese povero e si spiega anche perché mia madre è così, ad un certo punto non ha più pagato l affitto e diceva che quel pezzo era suo, sono andati in causa e mia madre perdeva la causa perché? Perché non pagava l avvocato. Ecco perché nel 92 sono tornata nelle Filippine. Sono andata subito dall avvocato e abbiamo messo a posto tutte gli atti, perché come mai mia madre perdeva la causa che la casa era intestata a me. La casa era così, vedi questo quadrato? Questo l ho fatto tutto io. - Certo. - Questo signore ha solo un pezzo, 8 mq. per lunghezza così, in una così. Come fa ad essere suo questo pezzo se il resto della casa è mio? Dovrebbe avere qualcosa firmato da me, non da mia madre, che è solo l amministratrice, perché è lì. - La casa era intestata a suo nome. - Allora così, guardando tutti gli atti, ho scoperto che c è un pezzo di carta che lui pagava l affitto a me. Allora ho detto avvocato, scusi, questo non l avevate visto? Senza di me non avrebbero visto niente. Allora mio marito gli ha detto che se vincevamo la causa gli avrebbe fatto anche un regalo. E poi abbiamo vinto. - Ah, avete vinto. Così poi è riuscita anche a vendere tutto? - No, volevo regalare quella casa lì guarda caso, a chi? a mia sorella e al mio fratellastro, che nel frattempo si erano fatti una famiglia. - Tutti e due? - Sì, e siccome erano poveri, invece di mandare tutti i mesi i soldi come facevo, ho pensato di dare un aiuto così. Potevano fare una piccola trattoria, anche da noi anche se si è poveri mangiano sempre, poi siamo vicini alla Banca Centrale di Manila, vicino a delle officine, una piccola trattoria per loro. Ma mia madre non ha voluto. - Non ha voluto cosa? - Che gliela regalassi. Perché io e mio marito gliela regalavamo. - Non ha voluto che la regalasse a sua sorella e al suo fratellastro. Quindi è rimasta intestata a suo nome? - Ma però mia madre l ha di nuovo affittata a uno che poi non la pagava e io non sono più riuscita a far prevalere il mio diritto. - Però lei mi ha detto prima che poi l ha venduta quella casa? - Quel pezzo lì! Perché ero in causa per quello piccolo e non potevo venderlo mentre ero in causa. E quella stessa persona mi ha affittato anche quel pezzo lì. Mi pagava, prima, non me, mia madre, perché ho detto invece di mandare i soldi, prendi quell affitto lì. Destino ha voluto che il marito, quello che mi ha comprato la casa e che mi ha affittato l altro pezzo, che non avevo ancora venduto, prima di comprarlo è morto e la moglie non ha voluto più pagare. Se l è presa lei - Un altra volta? Come prima? E dovreste fare un altra causa? - Ma adesso nessuno più le corre dietro, mia madre è mancata, io non ci sono, mia sorella non ha coraggio. - Quindi al momento lei ha venduto quel pezzetto di casa e il resto è così, quelli che sono dentro non pagano più l affitto. 4

3 - Non pagano più, approfittano del fatto che non sono più riuscita ad andare lì e mia sorella non abita più lì, sempre a Manila ma in un'altra zona. - Con suo marito? -, diciamo marito - Con il suo compagno. - Che poi è buono anche quello lì. Lavora quando vuole, fa il tassista, dice Tanto ho un cognato americano in Italia che ci manda soldi. Io sono scema così, ma poi mi sono svegliata e ad un certo punto ho detto Adesso arrangiatevi, perché anche il mio datore di lavoro, la signora che lavoro adesso mi ha detto Rosario, voi non li aiutate mandando soldi, li aiutate solo ad essere pigri. Però non è tutto come la mia situazione, perché ci sono anche filippini che mandano i soldi e là costruiscono qualcosa. Una mia amica ha aperto un negozio di computer perché là c è qualcuno che lo può mandare avanti, purtroppo il mio caso non è così. - Ho capito. Quindi la famiglia della sua infanzia era una famiglia abbastanza povera. Quanto prendevano allora sua madre e sua sorella quando lavoravano? - Non so, so soltanto che mia sorella consegnava tutto a mia madre e lei ci dava i soldi per il trasporto, se perdevo 5 centesimi dovevo andare a piedi a scuola. Però a dire la verità non saprei, ma credo, anni fa, se tutto andava bene, lire al mese. - Equivalenti alle lire al mese di qui, quindi in due lire al mese. - Non so mia madre, quando io sono cresciuto non ha più lavorato, perché quando ha avuto me aveva già 42 anni. Quando io ho girato il mondo avevo 17 o 18 anni, lei aveva sessant anni, era già in pensione. Mia madre ultimamente prendeva, prima che mancasse. - Quando è morta sua madre? - Due anni fa. Il 25 agosto di due anni fa, aveva appena compiuto 86 anni. - Quindi prendeva poca pensione? - Prendeva.sto facendo il conto pesos.adesso adesso con euro dovrebbe essere 100 euro euro, pochissimo. E suo padre non l ha conosciuto? - Sì, l ho conosciuto diciamo..ho ancora una lettera che mi ha scritto quando sono andata in Giappone, perché con questo balletto giravo. - Sì, poi mi racconterà di questo balletto, che mi interessa. - E poi cosa stavo dicendo? - Di suo padre, che l ha conosciuto - Sì, mi ha dato una lettera, che è l unica cosa che ho, dove dice tu sei la più giovane, ma sei anche più responsabile di tua sorella di non abbandonarle tutte e due, di tenerle come se fossi il capofamiglia. - Ma l ha visto, l ha conosciuto? - Sì, sì. - Vi vedevate ancora? - Come vede me, sono uguale a mio padre. E morto nell 83. Non l ho visto neanche, non ho potuto andare nelle Filippine, come due anni fa, perché in quell arco di tempo mio marito era senza lavoro, quindi lavoravo solo io. O andavo nelle Filippine o mandavo i soldi per il funerale. E ho sempre preferito mandare i soldi per il funerale. - Il quartiere dove vivevate era povero, mi diceva che c erano delle fabbriche? - Povero, ma diciamo C erano tante trattorie, mercati, un albergo a 5 stelle, perché eravamo vicino a Manila Bay, vicini allo zoo, agli uffici della Banca Centrale delle Filippine - Poi sarà cambiato anche lì, in questi anni - Non so, non sono più andata. - E ha fatto lì le scuole elementari? - Sì, le elementari, le medie e anche i primi due anni di.noi lo chiamiamo college, non so qui come si chiama. - College. Scuole medie superiori? 5 - Sì, superiori, credo. - Private o pubbliche? - Erano pubbliche quelle lì, però ho fatto un esame per avere la borsa di studio, non pagavo niente. - Era brava, allora? - L ho passato, un miracolo! - No, vuol dire che era brava se ha vinto la borsa di studio. - Sì, diciamo, io facevo quello e facevo il balletto dentro il Colelge per avere la borsa di studio e all esame sono stata una delle poche che è passata. - Quindi ha fatto 5 anni di elementari. - No, ne abbiamo 6 e 4 di media. - 4 di media, e poi? - College. Forse per quello noi non abbiamo le superiori, perché facciamo più anni di elementari e medie. - Quindi ha fatto in tutto 12 anni di scuola? - Sì, ma i due anni del college li ho fatti un po.. ad esempio ero nelle Filippine e facevo un semestre, poi andavo in Giappone, lavoravo e quando tornavo facevo il secondo semestre, facevo così - Non ha avuto il diploma del college? - No, perché i primi due anni sono preparativi, noi li chiamiamo così. Che poi puoi anche lavorare in ufficio, qualche cosa. Io volevo fare mass-comunicazione, siccome sono chiacchierona volevo fare la giornalista, il mio sogno era quello, quindi i due anni preparativi e altri due anni per maggiorare il diploma. - Però il biennio l ha fatto del college? - Cosa vuol dire biennio? - Due anni. Lei ha fatto i primi due anni. - e mancavano altri due. - Mancavano altri due anni per avere il diploma. E in questi due anni che cosa ha studiato? Lingue? - Tutto, marketing, lingue. - Era una scuola commerciale, per il commercio? - College. - Quindi lei ha trascorso l infanzia in questo quartiere con sua madre e sua sorella andando alla scuola pubblica.. - Scuola, danza, chiesa e poi casa. - Lei era cattolica? - Sua madre era cattolica? - Molto. - Quindi andavate in chiesa tutte le domeniche? E tutti i venerdì facevamo sempre un giro al Sacro Cuore di Gesù che è il mio patrono, qua le comunità filippine hanno la madonna Maria Vergine, invece noi filippini il venerdì stavamo a casa per il Sacro Cuore di Gesù. - La scuola però era una scuola statale, non cattolica? - Come statale? - Pubblica. - Sì, pubblica. - Non di suore? - No no. Forse all asilo ho fatto la privata, quando ancora mia madre stava bene e poteva pagare, perché mi ricordo che facevo la classica con il tutù. - Ha qualche fotografia? - No, le mie foto sono tutte bruciate. - Nell incendio? 6

4 Mia madre non ha salvato niente, solo il suo unico piacere, la televisione. Non ha potuto, perché aveva la sua età. Proprio in quel momento mia sorella era scappata con quel signore perché non andava d accordo con mia madre, e mia madre era da sola e non ha potuto salvare niente, solo il televisore. - Quindi lei ha vissuto con sua madre e con sua sorella e poi sua sorella se ne è andata? - Quanti anni aveva lei quando sua sorella è andata via? - E andata via e poi è tornata. - Ah, è andata via per un po e poi è tornata? - Perché prima lei era in fabbrica ah no, non c ero già più io, quella volta, no, non avevo ancora viaggiato, lei era sempre in fabbrica, avrò avuto 15 o 16 anni. - Era già un po grande, allora, poteva già andare a scuola da sola? - Questa cosa della danza, che cosa è successo? Mi racconti. - Le ho già detto, ogni sabato e domenica, ogni volta che arrivava un presidente che faceva una passeggiata per vedere questa miniatura delle Filippine, qualcuno di noi, che rappresentava le varie regioni, ballavamo quando passava Imelda con questi ospiti. Dopo un po questo signor Ramon Obusan, questo coreografo, ha preso un po di noi per ballare nel suo gruppo. - Aveva una sua compagnia? Invece mia madre, che è quella che legge sempre il giornale, c è di nuovo una selezione, una signora Cichi Ocampo, una coreografa che era sotto Imelda Marcos, però la sua specialità erano i balli hawaiani, il tamurè. L aveva fatta studiare Imelda Marcos apposta in Hawaii, sempre per far vedere questi balli ai suoi ospiti. Alla fine poi loro hanno bisogno di ballerine folkloristiche come me. Ho partecipato all audizione, eravamo una decina e sono passata, anche non sapendo nessun ballo hawaiano, perché avevano bisogno di una ballerina folkloristica. - Quanti anni aveva? - 16, perché poi a 17 sono venuta via. - Quindi dagli 11 ai 16 anni ha fatto la danza. - Sì, un anno di preparazione, e poi non proprio come professionista, ma il sabato e la domenica guadagnavo qualcosa. Per un giovane va bene questo. Poi c è stata l altra selezione, sono passata e Cichi Ocampo ha voluto che per velocizzare la mia conoscenza dei balli hawaiani, tamurè, taishan, sa quello con la gonna di paglia.. - sì, ho capito -.ho dovuto venire quando lei faceva lezione a YWCA in palestra,. - Young Women Christian Association.? - Sì, in palestra sempre a Manila, o altrimenti a Makati al Rotary Club, c è una palestra lì, e seguivo le lezioni. C è voluto tre, sei mesi, un anno, forse, e poi mentre facevo questo corso mi inseriva nel loro spettacolo al ristorante di Makati come folkloristico e guadagnavo già. Andavo a scuola, studiavo la sera e ballavo. - Faceva scuola, faceva anche la scuola di danza e ballava la sera. - Perché sopra di noi c è Bayanihan. Bayanihan lei dovrebbe sapere che è il balletto nazionale delle Filippine, quello che gira per il mondo. E sotto c eravamo noi con l hawaiano. Io facevo soltanto un po e un po, perché stavo cominciando ad imparare. Poi dopo un anno, un anno e mezzo, sono potuta andare in Giappone. - Cioè, che cosa è successo con questo viaggio in Giappone? Mi racconti. - Il gruppo di Cichi Ocampo aveva già dei contratti per andare in Giappone, solo che anni fa in Giappone - sto parlando del 78, pensi quanti anni fa, ogni gruppo faceva 6 mesi di spettacolo folkloristico - Ma girava tutto il Giappone? 7 - No, no, in un albergo, sta in un posto sei mesi, poi quel gruppo deve uscire dal Giappone per sei mesi, poi può rientrare quello stesso gruppo o altri gruppi. Così in Giappone. Non fanno il prolungamento. Sono molto severi. - Quindi per due anni, ha detto, ha passato sei mesi in Giappone? - Una volta sola sono stata in Giappone. - Una volta sola? Sei mesi? - Poi dovevo tornare dopo sei mesi, ero nelle Filippine e dovevo tornare in Giappone, invece ho avuto un contratto qua. C era un impresario che aveva un contratto per l Europa. Per una giovane era allettante, perché logicamente, come anche il Giappone, non paghi niente e sei stipendiato. - In Giappone prendeva molti soldi? - Anni fa prendevo 500 dollari dollari? Al mese? - O no, forse 300 dollari, ma tutto pagato dollari erano per lei, con tutto pagato. - Non vorrei esagerare, ma era più o meno così. - Beh, era vantaggioso, era una bella risorsa. - Un bell aiuto per la mia famiglia. - Certo, un bell aiuto per sua madre. - A parte che prima ancora di quella lì, dopo che ho imparato bene il taishan, la signora Cichi Ocampo non voleva più fare le lezioni, sono subentrata io. - Ha preso il suo posto come insegnante? - Sì, come insegnante. Logicamente lei prendeva una percentuale e a me ne dava una parte, perché la classe era sua, non era mia. - Comunque, ha fatto una bella carriera nella danza! - Diciamo che facevo così per arrotondare, per aiutare la mia famiglia. - Poi c è stato questo contratto con l Europa? - Sì, siamo partiti poi - E il Giappone com era? Era bello? - Sì, anni fa sì, adesso non so, mi sembra che sia cambiato molto. - Dove stava? - Sono stata a..non mi ricordo. - Vicino a Tokio? - No no, quando siamo andati a Tokio ci sono state altre 4-5 ore di viaggio. - E viveva in questo albergo? In Giappone hanno due alberghi, il main, come si può dire, quello centrale e le filiali. - La dependance si dice. - Eravamo in 14, 4 uomini e 10 donne. amo in gruppi di 7, ci scambiamo, loro fanno il primo spettacolo al main e noi alla filiale, poi alle dieci e mezza ci scambiamo. E questi tutti, tutti quelli che lavorano in albergo avevano il loro appartamento a parte. In Giappone era così. Sono molto severi. Alle sette dovevamo svegliarci, era proprio nel contratto, dovevamo andare nella lobby per vendere prodotti giapponesi. Avevamo una percentuale, perché era una rappresentanza. - Lavoravate parecchio, allora? - Sì, ma non troppo. Finiamo prima di mezzanotte, andiamo a casa, mangiamo, dormiamo, alle sette ci svegliamo, poi dopo, se non ci sono le prove di danza perché cambiamo coreografia, siamo nell appartamento. - E stata una bella esperienza? - In Giappone lei vede uno che lavora alla reception, dopo un po lo vede alla filiale che fa il cameriere. In Giappone, anni fa, erano tuttofare. E non si può avere relazioni, rapporti, per carità, ti cacciano via. Questo era anni fa, adesso è cambiato tutto. Adesso fanno anche lo strip-tease, che prima non facevano mai. Adesso ne ho sentito di tutti i colori, che mi hanno molto meravigliato, perché da noi era un altra generazione. 8

5 - Che anno era, quello? - Era il 77, perché nel 78 ero in Iran, a Teheran. - Ah, dal Giappone a Teheran! - Sono tornata in agosto. - In agosto è tornata a Manila? - Sì, a Manila. Ho fatto un semestre, mentre facevo il semestre facevo anche la lezione alla YWCA, poi facevo lo spettacolo alla sera, e poi nel frattempo è arrivato questo impresario che ci faceva questo contratto. - Per l Iran? - No, per l Europa, però si doveva passare per Teheran, per Bagdad, per Egitto, via via un giro per arrivare in Europa. - Una tournee? - Per due anni fuori da Manila. - Una tourneè di due anni? In giro per gli alberghi in Iran, in Egitto? E lei l ha fatta tutta questa tourneè? - No, lei corre troppo. Ad agosto sono tornata a Manila, ho fatto il semestre, da noi la scuola finisce a marzo, dovevamo partire subito, poi ci sono stati problemi e siamo partiti ad agosto, mi sembra. Eravamo 9 ragazze e 4 uomini, ma non sono ballerini, ma suonano la chitarra..un gruppo - Una piccola banda, un complesso - Un complesso che ci accompagnava nel ballo folkloristico, con la chitarra elettrica. E poi c era il fatto che all estero non solo facevamo lo spettacolo, ma anche i tavoli. - Cioè, i tavoli? - Entreneuse. Ma noi non eravamo d accordo, perché non lo sapevamo. Ma ormai non si poteva far niente, perciò in questa cosa ci siamo un po trovate male, perché ci buttavano da un posto all altro perché non sapevamo fare. Non era per darci delle arie, perché siamo grandi. In questo gruppo di Cichi Ocampo io ero la più povera. Delle ballerine che erano con noi, una era nipote del proprietario di un albergo a 5 stelle a Manila, le altre erano tutte ricche, abitano nelle ville in città. Per loro questo andare in giro a ballare era un vizio. Per me era una necessità, per loro era un divertimento. - Certo, certo. - Perciò pensa come ci siamo trovate. C erano maestre, altre che lavoravano al computer, era un passatempo per loro. E poi, anche se stanno bene, quando mai gireranno il mondo gratis e anche pagate? - Certo, certo. Lei si trovava un po a disagio in mezzo a queste persone? Il mio coraggio era che sapevo ballare, ero io che avevo insegnato a loro il folkloristico, ero stata anche pagata per questo. Logicamente in questo gruppo c era un po di invidia, perché non sono passata, sa che ci sono i vari livelli per la paga, invece io sono subito passata avanti. Ci sono state anche riunioni per questo Come mai Rosario è passata subito, mentre noi no. Io ho detto no, ho un livello di vantaggio, è vero che non sapevo hawaiano, ho dovuto recuperare tutto, però sapevo folkloristico che loro non sapevano niente. Era il mio vantaggio. - E poi aveva anche più esperienza. - Poi con Ramon Obusan ero diventata forte, perché lui è il number one, anche adesso che ha già settant anni. E quindi c era un po di invidia. E poi lei sa che con il balletto ci sono anche tante tentazioni, come la droga, io fortunatamente non ho avuto quei problemi. Allora siamo andati a Teheran, e lì non abbiamo avuto problemi, perché eravamo proprio nel palazzo dello scià, solo che dopo un mese, sa che cosa ci è capitato? ricorda nel 78 quando è venuto Komeini e hanno abbattuto lo scià? - Quando c è stata la rivoluzione? - Sì, noi eravamo lì. - Oh, mamma mia! 9 - Pensa cosa abbiamo fatto! L 8 settembre era tutto chiuso, tutto black out nel palazzo dello scià dove eravamo, perché c erano diecimila persone fuori. - Ma lo scià è scappato! - E scappato e ci ha lasciato lì! Però a noi non ci hanno toccato. - Però eravate nel palazzo dello scià quando c è stata la rivoluzione? - Sì, poi siamo uscite, logicamente, cosa facevamo lì? Perché l hanno occupato. - Potevate andare in giro? - No, neanche. amo andate in un albergo, meno male che c era l impresario con noi, e abbiamo fatto passare il tempo. Ci hanno pagato per niente, ma ci hanno pagato ugualmente perché non era colpa nostra. Solo che alle tre di mattina ci alzavamo già per andare in banca a prendere un po di soldi, perché dopo non puoi più, perché c è una coda. Questa era la vita che facevamo. - La coda perché tutti andavano a ritirare i loro risparmi. - La coda per mangiare. - E siete rimasti lì per quanto tempo? - Non mi ricordo più, è passato tanto tempo. - Sei mesi chiusi lì in albergo? - Se uscivamo al limite, quello che succedeva era che ti toccavano il sedere, ma alle volte anche ti ammazzavano. Tedeschi sopra di noi. C era da aver paura. Io non ho neanche sentito troppa paura, forse perché ero troppo giovane, non pensavo che eravamo proprio in pericolo di vita. Non è che ci divertivamo, però non avevo quel pensiero. Dopo di lì siamo andati a Isfahan. - Dov è? - Sempre in Iran. E lì potevamo fare lo spettacolo, c era qualche americano. Poi ad un certo punto abbiamo fatto due giorni di viaggio per andare in Iraq. - Dall Iran in Iraq? Due giorni in autobus? - Sì, in autobus, senza aprire le finestre, nel deserto. - Senza aprire la finestra, perché era troppo caldo? - No, era troppo pericoloso. - In Iraq dove? a Bagdad? - Sì, a Bagdad. - E quanto siete rimasti? - Fino all 80, credo, perché poi prima di tornare nelle Filippine, perché ci hanno fatto andare via da Bagdad, siamo passati da Hong Kong apposta per me, perché mi era scaduto il passaporto e non potevo rientrare nelle Filippine. Allora siamo passati da Hong Kong dove ho potuto fare la certificazione.. - Perché ad Hong Kong c era il consolato filippino? - Sì - Invece in Iran o in Iraq non c era? - No. A Bagdad non c era. - Quindi lei ha avuto bisogno del rinnovo del visto? - No, non del visto. Ho dovuto rifare il passaporto, perché altrimenti non potevo rientrare nelle Filippine. - Doveva rifare il passaporto. E quindi siete dovuti andare dall Iraq a Hong Kong? - Sì, tre giorni a Hong Kong, era un regalo. Ci hanno pagato anche questi tre giorni, dopo tutto quello che avevamo passato. - Ma in Iraq lavoravate anche? - Avete fatto lo spettacolo in un albergo? - A Bagdad? Anche lì siamo state fortunate perché anche se dovevamo fare i tavoli, non guardavano quello perché gli piaceva lo spettacolo. 10

6 - Erano sempre alberghi per stranieri, immagino? Turisti americani, uomini d affari, era un po questo ambiente qua? Anche lì, come dappertutto, vedevi questi signori ricchi e poi dietro quelli che mangiavano solo pane. Poi siamo tornati nelle Filippine, ho fatto ancora un semestre, ma poi non era ancora finita, perché il contratto durava due anni. - E poi? - E poi siamo partiti in marzo, sempre con questo impresario, e siamo andati in Egitto. - In Egitto, al Cairo? - Al Cairo e ad Alessandria. - Anche qui alberghi grossi? amo stati per sei mesi, e poi in Italia. - Ah, finalmente! Quindi siamo nel.? , il 28 giugno. - Quindi il 28 giugno 1980 arriva in Italia, dove? - Prima a Milano, poi abbiamo fatto Asti. Solo che qui in Italia c è un guaio, che qui non fai il teatro ma il night, che voi chiamate entreneuse, perché dovevamo stare ai tavoli e qui abbiamo combattuto no, guardate che lo spettacolo è bello. Ad Asti invece ci è piaciuto. amo stati un mese, anche lì facevamo i tavoli ma non ci importava niente perché lo spettacolo è piaciuto. E lì ho conosciuto mio marito. In piscina.gli piaceva il nostro capo balletto (?), ma poi ho visto lui ed è cominciato tutto. Un mese lì, poi siamo andati a Milano e poi in altri posti. In un anno abbiamo viaggiato ogni due o tre giorni, perché ci cacciavano via perché non sapevamo fare, combattevamo per il nostro spettacolo. Non so se ha mai visto uno spettacolo folkloristico. - Non, non ho mai visto uno spettacolo folkloristico delle Filippine, mi piacerebbe... - Non guarda mai Alle falde del Kilimangiaro, ogni tanto li fanno vedere. Comunque ogni due o tre giorni facevamo le valigie. - E nel frattempo si teneva in contatto con il suo fidanzato? - Sì, mi seguiva dappertutto, e anche questo creava invidia, perché ero l unica che ero sempre seguita. E dopo un anno Rosario ha deciso di lasciare il balletto, ha fatto la sua valigia pian piano e la mattina presto è scappata con il marito, a Torino. - E ha abbandonato il balletto? E scappata proprio? - Sì, e poi erano tutte arrabbiate perché non ero il capo balletto ma ero il riferimento, perché se mancava qualcuno io potevo fare tutto. - E quindi senza di lei tutto lo spettacolo - Più o meno è così. E quando sono andata via io, man mano sono andate via anche le altre. - Quindi è crollato un po tutto? - Sì, si sono innamorate e sono andate via. - Ho capito, un po alla volta si sono sistemate tutte. E quindi siamo nel 1980? Nel settembre del 1981 ero a Torino e il problema, sempre, è del lavoro. Mio marito ha un fratello che ha una off-set - Una roto off-set, una macchina da stampa - Sì, comunque voleva assumermi perché parlavo inglese. Lei lo sa che qua, nell 80, l inglese non lo si parlava ancora. - Lei l inglese l ha imparato a scuola? - Noi parliamo inglese nelle Filippine, come se fosse la nostra lingua, ci sono stati gli americani. A scuola tutte le materie parliamo in inglese, con il nostro filippino come materia. - Non lo sapevo. Però ci sono stati anche molto gli spagnoli. - Sì, gli spagnoli, ma non è rimasto molto. - I vecchi forse parlano un po? - Un po di parole nostre derivano dallo spagnolo, come la messa, cochillo, quelle cose lì. - Anche un po i nomi delle persone? - Sì, come Rosario, che ho avuto problemi fino adesso perché nessuno lo accetta come femminile Perché sembra un nome maschile? - Quando sono andata a fare l elettrocardiogramma, guardi un po me l hanno messo nella fila dei maschi! - Perché in Italia esiste il nome Rosario, ma è un nome di uomo. - Ho avuto anche problemi all anagrafe anni fa, mi dicevano Non possiamo signora cambiare il suo nome?. Invece è così. Allora, dicevo, voleva assumermi perché loro stampavano riviste in Francia, all estero e voleva me perché sapevo l inglese. Vado all ufficio di collocamento e lì mi hanno detto Qua può fare solo la colf. I lavori d ufficio sono per gli italiani. - Questo le hanno detto all Ufficio di collocamento? - Sì, lo dico anche se non so se sia importante dirlo. - Dica pure tutto, che tutto è importante. - Mi ricordo che c erano 5 o 6 persone lì, mi hanno intervistato, ho detto che avevo questa opportunità.negato! - Che strano! - Ma a Milano no, perché le altre che erano con me a Milano hanno potuto fare import-export, lavorare in ufficio, a Torino no. - C è questa diversità fra le due città - Lo so, a Milano lo so, per questo abbiamo provato, invece no - Che strano! - A Torino è molto.a Torino è così, solo colf. - Solo colf. - Allora non era ancora colf, era domestica. - E questo glielo hanno detto all Ufficio di collocamento di Torino? Io non potevo stare senza lavorare, o facevo di nuovo il night, ma logicamente mio marito non poteva accettare una cosa così, però io dovevo lavorare perché non essendo sposata con lui lui era separato come faccio? Devo lavorare. Solo che non avevo mai fatto la colf in vita mia. - Stavate già assieme, allora, con suo marito? - Sì, quando sono scappata ero andata con lui. - Vivevate già assieme, qui a Torino? - E suo marito che cosa faceva, che cosa fa? - Faceva il tipografo. - In un giornale? - No, in una sua tipografia. Però dovevamo trovare qualcosa, prima abbiamo trovato il sistema che sua sorella mi ospitava, ma non potevo andar avanti così, io non sono abituata ad essere mantenuta, sono stata sempre abituata a guadagnare dei soldi, e poi come facevo ad aiutare i miei? - Perché doveva anche aiutare i suoi, insomma. E in tutti questi giri, anche qui in Italia, ha sempre continuato a guadagnare quella cifra lì che mi diceva, dollari? - Sì, lire. Con tutto pagato. - Allora, nel 1980? L ultimo stipendio che ha avuto, diciamo qui in Italia, quando era Asti per esempio? - Ad Asti non lo so, dovunque andiamo il patto era quello lì lire, però era tutto spesato. - Sì, tutto spesato, c era anche il budget per mangiare, quindi quello che prendevamo era pulito. - E riusciva a mandare a casa questi soldi? - Sì, perché c erano le banche, anni fa per farlo si pagava, comunque - Sì, adesso c è la West - Magari non mandavo per sei mesi, poi mandavo una bella cifre, perché altrimenti le spese erano troppo alte. - Ha sempre mandato per sua madre, per sua sorella e per il suo fratellastro? - No, no, solo per mia madre. 12

7 - Solo per sua madre e per sua sorella? - No, per mia sorella no. - Solo per sua madre. Senta, lei ha altri parenti, cugini, emigrati in giro per il mondo? - Sì, ho un cugino che va in nave, fa il marinaio sulle navi. - E figlio di sua zia, sorella di - dalla parte di mia madre. La sorella di mia madre. - E lui fa il marinaio. Lo sta facendo ancora? - Sì, lo sta facendo ancora, è tanto che non lo sento più, però..ecco, invece lì, vede, lui fa il marinaio, gira, ha la moglie, che è mia cugina - quella che contatto di più, perché hanno anche il telefono si è fatto la famiglia, ha comprato la casa, una loro figlia è anche mia figlioccia non l ho mai tenuta in braccio, ma da noi si usa anche quando non ci sei adesso già la mia figlioccia è sposata, sono tutti grandi, ma ha una bella vita, perché sua moglie ha potuto - è organizzata, ha saputo tenere la famiglia. Però lui continua a fare il marinaio, continua a girare per il mondo? - Sì, perché sta ancora pagando questa casa. - Quindi starà via sei mesi, poi ritorna. - Sì, sì. - Ci sono molti filippini che fanno il marinaio. - Non so esattamente cosa fa, so che gira con le navi. Una volta la sua nave è attraccata a Genova, ma ora che arrivavo lì era già ora di ripartire. - Non siete riusciti a vedervi! Però, se ho capito bene, con questa famiglia di suo cugino ha migliori rapporti che non con quella di sua sorella e del suo fratellastro? Ultimamente le mandavo i soldi, poi lei gestiva un po come darli, perché attraverso di lei riesco a far arrivare i soldi dove vorrei, e poi anche sono in contatto per i filippini che arrivano di qua, se c è da mandare qualche vestito lo mando da lei, perché hanno il telefono, invece mia madre non ha il telefono. Poi mia cugina ha il mio numero, che invece non ho dato né a mia madre né a mia sorella, perché tutte le volte che mi telefonano hanno bisogno solo di soldi, non mi hanno mai chiesto come stavo, se avevo bisogno di qualcosa, mai. Anzi, so quanto costa l elettricità e il gas nelle Filippine! (ride) - Costerà meno che qua, immagino. - Non ci faccio caso, anche se soffro, però dico va bene. - Ha sempre gestito sua madre i soldi in casa, anche quelli che lei dava in casa? - Ecco perché non posso neanche dare torto, giudicare è troppo facile, non posso neanche dire mia sorella ha fatto quello che ha fatto - perché lei, secondo mia madre, si è portata via delle cose però non posso neanche giudicare di queste cose, perché lei è sempre tirata, tirata. Io dovrei stare al posto di mia sorella per capire perché l ha fatto. Io non lo farei, perché sono sempre stata indipendente, più indipendente di lei. (controllando si vede che la cassetta si è già fermata, si è perso un pezzo di registrazione, si è arrivati all Iraq, si decide di fare un breve riepilogo). - Dall Iraq è tornata nelle Filippine passando per Hong Kong perché aveva il passaporto scaduto, da Hong Kong è tornata nelle Filippine, ha fatto il semestre, poi è andata in Egitto e poi finalmente in Italia, a Milano e Asti - Anche Padova, Pordenone, Viareggio, Ravenna, dappertutto, solo al Sud non siamo andati. - Ma in teatri o in alberghi? - Nei night solo che ci cacciavano dopo due o tre giorni, perché non sapevamo lavorare, solo a Milano e Asti è piaciuto il nostro spettacolo e siamo rimasti. - ricorda in che night è stata a Milano? - Non mi ricordo il nome, era in Via Torino. - Io abito lì vicino. Era forse una piazzetta che si chiama Santa Maria Beltrade? 13 - Può darsi. - E ad Asti ha conosciuto suo marito? - Sì, il 28 giugno eravamo a Milano, il 1 luglio l ho conosciuto, poi abbiamo fatto una festa nella piscina di Asti, lui mi ha offerto il visto e lì è cominciata la nostra storia. - Dopo un anno di balletto è scappata a Torino, è andata a vivere con lui, ha chiesto di poter lavorare con il fratello di suo marito e all ufficio di collocamento le hanno detto che poteva fare solo la colf perché questi lavori erano riservati agli italiani. - Questo è successo nell 80, anni fa. - Sì, ma mi sembra lo stesso molto strano. - Che non è come a Milano, che è un po più aperta come città, a Torino c è un altra mentalità. - Sì, che ci sia un altra mentalità è vero, però, mi sembra anche illegale. - Però è la verità quella che dico altrimenti non avrei lasciato perdere quella opportunità di lavoro. - Ma io le credo, le credo. Poi mi diceva che mandava i soldi a casa, che li ha sempre gestiti sua madre.. - Perché io non sono abituata ad essere mantenuta da mio marito, allora ho cominciato a fare la colf a una signora per un anno, una napoletana, grazie a lei ho imparato a lavorare come domestica, mi ha insegnato proprio. - Mi dica come è andata poi questa cosa? - Prima passavo come ospite della sorella di mio marito, per avere il permesso di soggiorno, mentre io cercavo un lavoro. In corso Peschiera c era questa famiglia napoletana, marito moglie e tre bambini e cercavano un aiuto per tre o quattro ore. E io ho cominciato lì, tramite conoscenze perché anni fa, se non avevi conoscenze - mia cognata, diciamo cognata anche se non lo era, era amica di una pianista che dava lezioni a questa signora e tramite lei ho imparato a fare la domestica. La signora era molto brava e mi ha insegnato. - A fare che cosa? - Pulizia. - Ha lavorato da lei, quindi è stato il suo primo lavoro? - Era una famiglia? - Sì, marito moglie e tre bambini. - Era una famiglia ricca, povera, cosa facevano? - Edile. - Lui era un impresario edile. E lì ha lavorato 4 ore al giorno? - E ha cominciato a imparare un po l italiano? - Già con mio marito, nel balletto perché il nostro vantaggio era che parlavamo inglese, allora mentre eravamo nel balletto leggevamo sa quei giornali dove ci sono le figurine.i fotoromanzi. Allora lì traducevamo dall inglese in italiano. Poi a mio marito scrivevo sempre, lui mi correggeva, poi parlo tanto, come vedi sono chiacchierona! - Va benissimo, anzi! - E imparo così, poi ad un certo punto, come dice mio marito, mi sono fermata. Ho saputo parlare italiano, ma non ho più migliorato. - Ma lo parla abbastanza bene! - Mah, per essere qui da 25 anni.non parlo molto bene. - No, non mi sembra. - Sbaglio perché ad esempio, invece di dire parlata perché è una femmina dico parlato. - Non sono cose importanti, è stata molto brava. - E lì ho cominciato. - amo nell 80? - No, nell 81, quando sono scappata. 14

8 - Sì, poi sono scappate anche tutte le altre, il balletto si è sciolto, mi ha raccontato anche che suo cugino fa il marinaio, ma ha lì la sua famiglia, una moglie e due figlie, che una è la sua figlioccia. - Sì, ha costruito una casa tutta per loro..ha fatto studiare i figli all università, la figlia ha avuto la possibilità di lavorare come guida turistica, voleva fare hostess sull aereo, ma non so se non è passata per l altezza, poi l ha fatto sulla nave. - Ah, ha navigato anche lei. Mi dica bene ora che cosa faceva in quel primo lavoro di 4 ore? - Facevo le pulizie, poi per subito, dato che sono un po diffidenti, portavo solo la figlia all asilo, dietro l angolo, e poi tornavo. - Mi dica ancora una cosa, tornando un attimo indietro. Come direbbe che era la situazione economica della sua famiglia nelle Filippine, con sua madre e sua sorella e con lei che lavorava come ballerina? Era una situazione economica molto bassa? - Non mi rendo conto, perché loro ogni volta che mi telefonano sono lamenti. - Sto parlando di quando lavorava come ballerina? Lei era brava, guadagnava parecchio? - Sì, sì, già allora chiedevano i soldi per mettere su un negozio, ma non si è mai fatto niente. - Sua madre le diceva questo? - Sì, ma non ho mai saputo dove finivano i soldi. Anche mio marito, quando siamo stati là ultimamente, diceva Boh, non so mai dove mia suocera mette questi soldi. - Non si capiva. - Non si capiva, non c era amante, non c era niente.. - Però i soldi mancavano sempre. Ma lei dava tutto a sua madre? - No, no. - teneva qualcosa anche per lei. - Poi alla fine mandavo così. - Anche mentre viaggiava come ballerina? - No, mentre viaggiavo era un altra cosa, ma poi quando sono stata in Italia con mio marito, anche perché non potevo mica, qui in Italia c erano tante spese e io guadagnavo soltanto per le 4 ore che lavoravo, mentre facendo la ballerina guadagnavo di più. Anni fa come colf si guadagnavano lire all ora, e quanto mandavo io? Tutto lo stipendio del mese? Ce l ho anch io qualche spesa, credo, non mi sono mai fatta mantenere da mio marito. Lei lo sa che la mentalità in Italia è diversa che nel mio paese. - Posso immaginare. - Nel nostro paese, e l ho detto sempre anche a mio marito, le donne come mia madre tengono i soldi e danno soltanto un budget al marito, ai figli. Qua in Italia non è così. - Lì da voi sono le donne in genere che amministrano i soldi? - Se lavora, e se non lavora amministra i soldi. - La casa che avevate fatto dopo che è stata incendiata era vostra? - Nell 89 è incendiata, poi nel l ho venduta. - Questa era di vostra proprietà? - Avevate il televisore lì? - La macchina non credo? - No. - Avevate elettrodomestici? la lavatrice? - No. - Il frigorifero? - Il frigorifero sì. - Com era il livello di vita rispetto all Italia? I prezzi. Che differenza c è tra i prezzi in Italia e nelle Filippine? - Non so, so che una maestra da noi guadagna solo, parlo di anni fa, lire al mese. - Adesso una maestra, un insegnante, guadagna 100 euro al mese? euro, 150 euro. - Un medico quanto guadagna nelle Filippine, adesso? - Pressappoco la stessa cifra. - Un operaio, sua sorella, quanto guadagnava? - Ancora meno della maestra, euro euro al mese? - Non so, io sto dicendo com era anni fa, però penso che sia cambiato poco. Perché adesso parliamo di euro, e per farlo in lire bisogna fare il doppio, giusto? - Sì, giusto. Nelle Filippine, quando è andata l ultima volta, quanto costava un cinema, un giornale? - Otto anni fa? Un euro andare al cinema. - Un euro nel Un litro di latte? - Il latte non saprei. - Una cena al ristorante? - Questa costa di più, perché logicamente si tratta di prodotti export, come la pasta, e costa tanto. Diciamo che da noi, al ristorante, con lire riesci a mangiare il pesce in 4 persone, avendo anche lo spettacolo. - Quindi in un buon ristorante. Lì, non è mai stata aiutata da bambina da altri parenti? C erano solo sua madre e sua sorella? O altre persone che venivano a prenderla, a portarla a scuola, a riportarla a casa? - Sì, perché quando mia madre lavorava ho avuto tante baby-sitter, poi siccome mia madre non sapeva stirare, veniva anche qualcuno a stirare, questo me lo ricordo. Una volta che mia madre ha stirato una sottoveste l ha bruciata! Perché mia madre, questo lo diceva lei, veniva invece da una famiglia benestante, ecco perché forse non è abituata ad avere pochi soldi e poco benessere. - E un po spendacciona, come si dice in Italia. Ma ha sempre lavorato come controllore sugli autobus? - Lì le donne lavorano parecchio.. Nell isola di Boracay, c è una signora mia amica. - Boracay, è un isola per turisti, credo - Sì, mio marito ne è innamoratissimo, questa signora vende collane, fa i massaggi. Boracay è composta solo di 7 Km. - Di spiaggia. - Lei va con la figlia, mi pare, fa i massaggi, vende le colane e il marito è a casa che guarda gli altri bambini. Anche il mio datore di lavoro, che è andata già nelle Filippine, ha capito che il mio paese è matriarcale. - Un paese matriarcale, dove le donne hanno potere, hanno forza. E il tempo libero come lo passava al suo paese? - mangiava da MacDonald, si passeggiava in quei grandi supermercati. - Lei andava in vacanza? - Quando poteva mia mamma mi ricordo che andavamo in montagna, in gita con l azienda dove lavorava mia mamma. - Andavate nel nord delle Filippine, dove ci sono le montagne? Andavamo anche a fare delle gite religiose, come fosse andare a San Giovanni. - Dei pellegrinaggi? - Sì, dei pellegrinaggi, perché mia madre come le ho detto, è molto religiosa. - E oltre che nel balletto, andava anche a ballare con gli amici? - No, ho girato nelle Filippine sempre con il balletto, siamo andati a Mindanao, poi sulle navi, facevamo questo spettacolo. - Sui traghetti per le isole? - Montserrat, non so se lo conosce. - Montserrat è un monastero in Catalogna. 16

9 - E il nome di una nave che gira lì. - Ho capito. Un nome spagnolo anche questo. - Da noi sono molto più ricchi gli stranieri dei filippini, il numero uno più ricchi è la comunità cinese. Da noi i filippini sono un po sfruttati dagli stranieri. Potrei dire che dagli spagnoli abbiamo ereditato un po di pigrizia, poi quelli che vengono qua hanno capito che qua si lavora, perché se non si lavora non c è niente, e cambiano. Io almeno posso dire che in parte sono cambiata, anche se già da giovane avevo voglia di ballare, di fare, non mi piacciono quelle donne che stanno lì dipende anche dal carattere. - Ma lei ha fatto una vita abbastanza particolare, si è mossa, ha conosciuto paesi, il Giappone, Iran, ha girato parecchio. - Per questo forse ho imparato a capire la gente, è bello, perché ho viaggiato ma non solo per turismo, se vai soltanto come turista non capirai mai la vita com è, forse questa è la mia sfortuna e la mia fortuna, nello stesso tempo. - Dell Italia cosa sapeva, prima di venire nel nostro paese? - Niente, niente. Forse quando andavo a scuola, ma chi se lo ricorda. Soltanto cily, mafia, quelle cose lì. - Mafia, queste erano le idee che aveva. Ma non aveva mai visto un film? - Sì, come si chiama quel film che è molto famoso.non mi ricordo più, quello abbiamo visto nelle Filippine. Uomini. - Mimì metallurgico? - No, non me lo ricordo era un film in costume. - Un film in costume? Non si ricorda che cosa mostrava questo film? - Forse di Garibaldi? - Un film storico? - Non mi ricordo, qualcosa del genere, una vostra cosa che era molto popolare come film. - Il Gattopardo? - Sì, il Gattopardo, eccolo qua. - Con Claudia Cardinale. - Ecco, quel film da noi è arrivato, tanto tempo fa. - Quindi non ha mai pensato di emigrare in Italia? - No, no. - E stato un caso? - E stato un caso, è stata una fortuna per via di questo balletto. Era il sogno di ognuna di noi. - Quello di venire via? - Sì, di venire via per lavorare, per migliorare rispetto alla vita nelle Filippine. Era già il mio sogno quando ero piccola, credo di tutti i filippini delle Filippine. - Quello è il sogno di tutti i filippini? Andare via? - Sì, di andare via, perché ci sono tanti filippini che sono andati in America, che hanno studiato medicina, quelle cose lì, per migliorare. - Sì, molti vanno per studiare. - Quella è la partenza. L idea. - L idea di tutti di partire. E ce l aveva anche lei sin da piccola? - Sì, ma non solo per emigrare, perché piace. Forse è un impulso così. - Invece sua sorella non l ha mai avuto questo impulso? - Mia sorella lei dice che io ho un carattere più estroverso. Anche dove lavoro adesso, ho avuto l opportunità di far venire in Italia anche lei. Io lavoravo sotto, prima, dove c erano marito, moglie e due bambini, e lei avrebbe lavorato sopra, dal notaio, una persona sola, sarebbe stata fissa. - Chi lei? - Mia sorella. - Ma è venuta qua, sua sorella? 17 - No, ho fatto le domande, solo che mia sorella, che in quel momento era tornata da mia madre e aveva anche cambiato lavoro, faceva l ispettore in una di quei grandi magazzini, come la Rinascente di qui, quella che controlla le commesse, è scappata di nuovo con quel signore. - E adesso fa ancora questo lavoro? - Nel 90, sto dicendo, quando ho trovato questo lavoro per lei. - Sì, sì, lei non è venuta qua ma ha trovato questo lavoro in un grande magazzino. - No, lei lavorava lì, è scappata con questo signore e ha lasciato quel lavoro bello, per amore. - Ho capito, adesso ho capito. - E guadagnava abbastanza, ha preso tutta la liquidazione ed è tornata con questa persona. E innamorata. L amore è cieco. - Quindi ogni tanto scappa con lui, poi ritorna. - Quando sta male torna da mia madre, perché ci sono io che gli do un apboggio. - E adesso sua sorella cosa fa? Vive ancora con questo signore? - Non lo so, non so più. Perché vive, non vive.prima che mancasse mia madre.perché anche lei è brava, perché nonostante tutto che mia madre non aveva un carattere facile, come lei avrà capito. - Io ho capito che lei ha un forte carattere! - Diciamo che mia madre era buona ma, diciamo, mi perdoni, prepotente. Io le voglio bene e anche se dicono che sono la cocca di mia madre, però sono anche un tipo ribelle, le rispondo. Mia sorella invece è quella bonacciona, e infatti ultimamente, quando stava con mia madre, l ha tenuta lei, e il marito l ha lasciata perché non va d accordo con mia madre. Poi ultimamente non potendo andare più a lavorare, faceva qualche lavoro così, perché ha anche un figlio e poi mia madre non si alzava più, doveva cambiarle i pannolini, non poteva più lasciarla da sola, ecco è lì è proprio mia sorella, anche se ha sbagliato, tutti gli sbagli di questo mondo, però non ha lasciato sola mia madre, perché siamo solo noi tre, diciamo, più o meno. Sui parenti non possiamo contare, perché nessuno andava d accordo con mia madre, neanche sua sorella. - I fratelli quelli dell altra famiglia non li ha proprio mai conosciuti? I suoi fratelli di primo letto? - C è solo il mio fratellastro. Mio zio è morto molti anni fa, quando io ho compiuto 18 anni. - Quindi li ha persi proprio completamente di vista. - I parenti suoi della provincia di Panpang non li ho mai conosciuti. I nonni.non ho mai conosciuto i nonni. - Lei non ha mai pensato di andare a vivere in un altro Paese, a parte l Italia? - Prima di avere il bambino credevamo io e mio marito di poter stare nelle Filippine, di poter costruire là, abbiamo comprato due terreni, uno a Boracay e uno fuori Manila, in provincia, sempre intestato a me, ma da quando abbiamo avuto la bambina - ete rimasti qui. - Sì, perché lui dice che abitare nelle Filippine con la bambina no, noi due è un altra cosa, bambina no, perché sapendo come è difficile la vita nelle Filippine, come è sporco, non è come in Italia. E come essere a Napoli! - Mi piacerebbe andare a visitare le Filippine, deve essere molto bello. - Basta che non sia Manila, basta che è fuori. - Deve essere molto bella la natura, le isole - Ha detto mio marito che c è tanta vegetazione. - Che bello! Mi piace tantissimo. - Però le dico io che sono delle Filippine, l Italia è bella. - Sì? - L anno scorso siamo riusciti ad andare a fare la crociera, ma più bella dell Italia non ce n è. - Meno male. Però non pensava prima di andare a vivere in Giappone o in un altro paese? - No, no, anche se il Giappone è bellissimo, pulitissimo, ma la mentalità non..poi da giovane non è che pensavo neanche - Ma da bambina pensava di venire via o di restare a vivere nelle Filippine? 18

10 - Di andare via. - Di andare via. Tutti i filippini sognano di andare via? - Quasi tutti. - Mi sa che ci sono moltissimo donne che vanno all estero a fare le colf? - Adesso! Perché io sono una delle prime che sono arrivate qua. - Immagino, dopo però ne sono arrivate tantissime - Sa, poi quando uno è qua chiama il parente, fa venire il cugino, per questo motivo sono aumentate. Perché come farebbero a venire qua se non c è qualcuno che gli cerca il lavoro, gli trova la signora? - Molte sono arrivate dopo che lei era già qua, perché nell 80 non mi ricordo che ci fossero filippini, lei è stata proprio una delle prime. - A Torino, non a Milano. Ma prima di me ci sono quelle arrivate nel 75, nel Ah sì, ci sono quelle arrivate ancora prima? - Sì, sì. Ci sono quelle che sono già pensionate. - Davvero? Io pensavo che fossero arrivate dopo dalle Filippine. Quando è venuta in Italia che visto aveva? - Artistico, contract worker. - Che visto? - Contratto, lavoratori con contratto, perché facevo il balletto. - Quindi un visto di lavoro? - Sì, non ero clandestina. - Non è mai stata clandestina? - No, ho soltanto cambiato il permesso di soggiorno da contract worker a domestica. - E poi si è sposata? - Presto, o siete stati insieme molto tempo? - Io e mio marito siamo insieme dal 1981, e ci siamo sposati nel Perché abbiamo dovuto aspettare la separazione di mio marito e il divorzio. - In quel periodo dall 81 al 90 lei aveva il permesso di soggiorno valido - Sì, valido. - Non è mai stata in clandestinità, ha sempre avuto il permesso di soggiorno? - Quindi alla frontiera nessun problema, evidentemente? - No no. - Il lavoro attuale. Mi può raccontare per cortesia che cosa sta facendo adesso? - Adesso faccio solo 3 ore. - Adesso sto facendo solo tre ore con il notaio, una persona soltanto. - E un anziano? - Ha 55 anni. - E vive da solo? Ho un orario un po brutto, dalle 11 alle 14, perché per un signore che vive sola è importante che qualcuno gli prepari da mangiare. - Gli prepara solo da mangiare? - No, anche la pulizia, però diciamo che l orario è quello, dalle 11 alle perché gli prepara anche da mangiare. - Mangiare! Pasta, pastina, insalata, carne saltata in padella, però tra preparare, cucinare e preparare, per lui è comodo avere qualcuno in quell orario. Io prima lavoravo già per sua cognata al piano di sotto. Per quello ci conosciamo già da 15 anni, dall Con questo sta facendo solo 3 ore? - E cucina e lava i piatti o pulisce anche la casa? - Anche la casa, e la terrazza Pulisce anche la terrazza. Stira? - Sì, stiro e lavo. - E in tre ore al giorno riesce a fare tutto? - Diciamo che mi organizzo, non c è da lavare e stirare tutto i giorni. Per esempio oggi è lunedì faccio tutte le pulizie, perché il sabato e la domenica nessuno fa niente, però normalmente lui il sabato e la domenica non c è, ha case a destra e sinistra, sta bene, insomma. - Sta bene di famiglia? - Sì, però quando torna ci sono le lenzuola che arrivano da qua a là. - Quindi il lunedì ha il grosso bucato? - Sì, il bucato e le pulizie. Poi il martedì stiro, e tutti i giorni faccio da mangiare. Poi il mercoledì faccio qualche pulizia particolare, come l argento. - E una casa grande? - Due piani di 120 mq. ciascun piano. - E una villetta? In quella casa vivono lui e suo fratello sotto. - E lei lavora solo per lui o anche per suo fratello sotto? - Solo per lui. - Come ha incontrato questa persona? Come è stata assunta? - Come le ho detto, anni fa ho cominciato con quella signora napoletana, che poi si è trasferita a Roma perché a Torino non c era più lavoro come edile, allora combinazione la cognata del notaio, quella che abita di sotto, cercava qualcuno e la signora è venuta personalmente a dare le referenze, ha detto che ero brava, di buona volontà, l unica cosa che ho la testa dura tutti dicono che il mio difetto è la testa dura e così mi hanno assunto. Mi ricordo che era l 89 perché è l anno che si è incendiata casa mia, ero tutta disperata, ho rotto un servizio di porcellana, però siccome sono bravi non mi hanno fatto pagare niente, hanno capito. - Non le è mai capitato di dover versare denaro per trovare lavoro, cose di questo genere? - No, sempre tramite conoscenze e referenze. - Ed è stata assunta da questo signore che di mestiere mi ha detto che fa? - Il notaio. - E scapolo, non ha moglie, è solo, e lei gli tiene un po in ordine la casa? - Però è abbastanza ricco, visto che ha una casa così grande? - Non ha altro personale di servizio? - Quello dell ufficio, basta. - Ma in casa è solo lei? - E assunta con il contratto? - La pagano regolare, i contributi, non ci sono trucchi? - No, no, tutto regolare, poi lui essendo notaio è molto preciso, al centesimo, anzi i bollettini dell Inps li faccio fare a loro, si fidano di me, vai tu che non ho tempo, non ci sono problemi, ormai mi conoscono, 15 anni a questa parte. - Da quanti anni lavora con lui? - Solo da lui..sono tornata nel Quindi dal 99 a oggi ha sempre lavorato con questo signore e sempre tre ore al giorno? - Quindi è una cosa consolidata, che va avanti così da sei anni e continuerà così? - Sì, con tutte le arrabbiature, tutto normale! Se si bisticcia con il marito e i fratelli, figuriamoci con il datore di lavoro! - Ha bisticciato con il suo datore di lavoro? 20

11 - Sì, però forse lui questo lo apprezza, perché anche se è il mio datore di lavoro, quando ho qualcosa da dire lo dico. Quando dice qualcosa Notaio, io lavoro!, magari lo dico con un po più di garbo, però rispondo. - E giusto. - Cioè anche se è il mio datore di lavoro esigo il rispetto, non è che quando non c è lui io non lavoro, quindi gli spiego Per far questo ci vogliono queste ore, per questo ci vuole questo limite qua. - Perché alle volte chiede di più? - Quando è arrabbiato per il suo lavoro si sfoga con me quando torna a casa. E lo stesso quando sono arrabbiata io, lui dal buongiorno se ne accorge già E arrabbiata oggi Rosario, vero? Sì lui fa così con me, io faccio così con lui, quando ho qualcosa da dire lo dico. - Fa bene, è giusto. - Forse anche mio marito mi ha migliorato sotto questo lato qua, forse prima non osavo per paura di offendere, lui mi dice no, è meglio così perché anche lui è così, e io adesso sono diventata peggio di mio marito. - Quanti giorni lavora alla settimana? - Dal lunedì al venerdì. - Quindi tre ore al giorno per cinque ore la settimana, poi sabato e domenica liberi. Posso chiederle quanto guadagna all ora? - Sono dodicimila lire, non ho mai cambiato. - Quindi 6 euro all ora. - Ma con tutto a posto. - E ci sono alcune cose che fa più volentieri a altre meno? - Stirare mi piace, mi sento più tranquilla quando stiro. - E invece una cosa che le piace di meno? - Le piante, quando devo bagnare il giardino anche lui alle volte non si fida. Gliel ho anche detto Notaio, non ho il pollice verde, è inutile. Se vuol far morire le piante chiami me, se le vuol far vivere non mi chiami. Poi quando vengono i giardinieri allora sì che mi dà fastidio, perché io sono un po strega su queste cose, perché sporcano, non fanno attenzione - Ma lei deve tenere tutta la casa in tre ore, non è poco? - Anche la mansarda di sopra, mamma mia! - Quindi tre ore non sono poche? - Ma come le ho detto, mi organizzo, poi spesso lui il lunedì e venerdì lui non c è, allora invece di fare da mangiare faccio altre cose, come mettere a posto negli armadi o quelle cose lì. Non ha tante pretese, solo che quando gira così allora sì, allora mi incavolo anche per quello. - Sì, in tre non è che possa prendersi molte pause, lavora intensamente? - Sì, non pranzo neppure, ormai sono anni. Anche stamattina per colazione ho preso solo il caffè tanto per svegliarmi. - Le ultime tre ore che ha fatto sono state oggi? - Mi dica esattamente che cosa ha fatto in queste tre ore oggi? - Oggi? Allora, ho fatto le pulizie di tutti i giorni, sotto, non nella mansarda, quella la faccio domani. Oggi ho fatto solo la camera da letto, il salone, lo studio, il corridoio, i due bagni, la cucina. - Le pulizie. Gli cambia anche il letto? - Sì, l ho fatto venerdì perché non c era a dormire. Venerdì ho cambiato le lenzuola. Poi è arrivato l elettricista, avevo paura che tardasse, doveva venire all una e mezza, è arrivato alle due meno dieci, doveva controllare perché in mansarda sono rimasta senza luce. - Quindi deve fare anche questi lavori di manutenzione? - No, devo aspettare l elettricista. Però alle volte me la cavo da sola. Ho imparato da sua cognata ee anche dalla signora napoletana prima di chiamare vedi se riesci a farlo tu. - Lei cucina per lui, lo serve anche a tavola? 21 - Sì, sono lì. C è il fornello lì. Mentre servo lavo i piatti che ha usato, così non mi fermo mai. - Ha le chiavi di casa? - Le dà anche altre incombenze, commissioni da fare fuori, fare la spesa, pagare le bollette? - Qualche volta, ma ha avuto pietà di me, perché non ho la macchina e ho troppe cose da fare. Il pane lo compro tutti i giorni. - Qualche volta quindi fa la spesa? - Sì quando ce la faccio, il latte per la colazione, i bollettini dell Inps, ci pensa lui, ha la segretaria. - Altri incarichi di fiducia? - No, quando lavoravo per la Graziottin sì. - Poi mi racconterà. Vi fate dei regali? Le ha fatto mai qualche regalo? - Adesso, perché domenica fa la prima comunione mia figlia. ccome voleva farmi fare qualcosa in più questa settimana, io gli ho detto di no perché mia figlia faceva la prima comunione, non racconto bugie, e allora lui, non sapendo cosa fare, mi ha dato un po di soldi. Un pensierino, non è che si spreca tanto, il mio datore di lavoro! - A Natale, Pasqua? - Mi dà 30 euro. Però non è che me li aspettavo, mi basta avere il mio lavoro. Nessuno è perfetto, ma se mi ha tenuto tanti anni vuol dire che andavo bene. - Ha conosciuto i suoi amici, i suoi parenti? - Sì, sua mamma e suo papà li ho conosciuti, c ero già quando sono mancati. - Vi capita di frequentarvi fuori dall orario di lavoro? - Sì, quando ha la cena servivo io. Io non volevo servire, gli ho detto di chiamare altri, ma lui vuole me, perché io so servire a tavola, l ho imparato. Io non so cucinare bene, gliel ho detto, so cucinare alla buona. Allora lui prende il mangiare al ristorante e lo fa servire da me, perché si fida solo di me. - Quindi fa anche ore in più, oltre quelle tre ore? - Le capita anche di fermarsi durante il giorno qualche ora di più, qualche volta? Però cosa faccio? Non lo conto neppure, perché quando posso uscire prima lui non dice niente, facciamo in questo modo qua. - Ho capito, c è una certa elasticità. - Allora logicamente quando lui va via, perché alle volte va anche fuori Italia, che cosa faccio io lì, se ho già fatto tutto? Magari per due giorni non vado. - Però è onesto sulle ore? Se fa qualche ora in più? - Lui non controlla, sono io che faccio tutto. Gli dico soltanto Questo mese sono tante ore e bon, è finito così, perché sa che se avesse dei dubbi su di me io me ne vado subito. Lo sa come sono, sono un po balorda. - Vi date del tu? - No, sempre del lei. E il mio datore di lavoro, non mi permetterei mai. - Un uomo così da solo magari ha bisogno ogni tanto di raccontarle le sue storie. C è della confidenza? Le chiede un aiuto psicologico? - Ogni tanto si confida, sì. Sa che rimane tra me e lui soltanto, perché è uno sfogo. Trova in me una confidente. - Di problemi anche personali? - Sì, e anch io ogni tanto mi confido, ma deve rimanere fra noi due, non mi piace che altri lo vengano a sapere. - Però in tanti anni avrà conosciuto anche il suo giro di amici? - Sì, sì, poi i suoi amici sono quasi uguali a quelli della cognata che abita sotto, c è una signora che mi conosce da molti anni e che è stata anche molto gentile con me. - Quindi si è instaurato un rapporto abbastanza di amicizia? 22

12 - No, amicizia no, per me l amicizia è qualcosa di più profondo. E sempre un rapporto fra datore di lavoro e domestica, c è sempre una barriera. - Ho capito. - Sì, ci sono cose che non può permettersi di dire a sua cognata e le dice a me, tutto lì. - Quello che deve fare lo stabilisce lui o lei? - No, lo stabilisco io. Qualche volta che ha bisogno qualcosa mi dice Rosario, fai quello, e io lo faccio logicamente, perché è sempre il mio datore di lavoro, però generalmente mi programmo e mi organizzo, e glielo dico anche notaio, non mi dica niente, perché se non mi dice niente io mi faccio il mio programma e faccio tutto. - Beh, se è durato sei anni, vuol dire che è un rapporto che prosegue abbastanza bene? - Sì, anche perché non sono mai andata d accordo con nessuno! Quante ne ho passate! - Qualche litigio? - Specialmente quando chiede Rosario, dov è questo? Non so dove l ha messo lei!. Poi l ultima è questa del vino. Ma come è possibile! Nei pochi momenti che è rimasto a casa sabato e domenica ha preso del vino da suo fratello. Lunedì c ero io e non trovava più questo vino, ma di sicuro non era scappato, allora quando è sceso da suo fratello ho guardato io e gli ho detto è questo? E allora è sempre stato qua, è perché non guarda mai bene!. Che poi una che lavora lì può offendersi, perché magari pensa che l ho preso io. Ma io mica l ho detto a lei! E però il suo stomaco dice così! Se non rispondi in questa maniera non riesci a ottenere rispetto. - Lei fa bene a farsi valere, evidentemente. - Lui del resto dice che è meglio così, perché una persona zitta zitta magari dietro fa qualcosa che non va. - Da quello che ho capito però è una persona corretta, ad esempio non c è mai stato nessun atteggiamento da parte sua nei suoi confronti come se fosse una straniera? - No, anche se si arrabbia qualche volta, mi dice sempre Lei, quando le dicono qualcosa, non dica che è una domestica, dica che è una governante, vedrà che con quelle del Sud. Ce l hanno con quelle del Sud. - Mi può fare un po tutta la storia dei lavori fatti? Abbiamo cominciato nell 81 che faceva quelle prime ore - Poi mi hanno mandato via perché erano in una villa e avevano bisogno del custode. Allora ho dovuto cercare un altro lavoro. - Per quanti anni? - Fino all Dall 81 all 85. Un solo lavoro? - Qui a Torino? - Come colf? - Come domestica. - Cosa faceva qui? Spesa, cucina, pulizie? - No, la spesa no, e neanche cucinare perché la signora lo faceva lei. - Pulizia, stirare? - Sì, pulizia, stirare. - Guardare il giardino, accompagnare i cani? - No, erano in appartamento, non ne avevano. - Non erano anziani? - No erano giovani. - Solo pulire, lavare i piatti, rifare i letti? - Passare il battitappeto, avevano tappeti dappertutto meno che in cucina. - Era un appartamento questo? - Sì, sì Era un contratto regolare questo? - Ai primi tempi no, alla fine sì, perché anche il marito aveva un po paura, sa com è - Di un controllo? - Sì, però prima volevano essere sicuri. - Però non viveva con loro, non ha mai vissuto con la famiglia? - No, non ho mai fatto la fissa lì, no. - Lei stava con suo marito. - Poi loro sono una famiglia riservata, su queste cose. Però lì sono stata trattata come una di famiglia. Una volta mi è capitato di servire a cena, con la signora, io non cucinavo, solo per aiutare a servire a tavola. Hanno mangiato l aragosta? Erano in sei. Il datore di lavoro, non come quello dove lavoro adesso, ha detto che le aragoste dovevano essere 7, perché c ero anch io e dovevo mangiarla anch io. - Quante ore faceva alla settimana? - Penso 3-4 ore al giorno, non mi ricordo, forse due o tre volte la settimana. Non ricordo bene, perché erano proprio gli inizi. Poi è stato un po spezzato il mio lavoro con loro, perché poi ho dovuto andare via appunto perché si sono trasferiti in collina. - è licenziata lei? - No, ma lì in collina avevano bisogno del custode, e poi mi è successa qualche disgrazia, se posso non dirla, ho sofferto tanto. - Cosa è successo, non lo può dire? - Mio marito ha avuto problemi con la giustizia. Io non c entro niente, comunque essendo convivente.allora ho dovuto cercare un lavoro come fissa, avevo 23 o 24 anni, parlo dell 85, non avendo nessuno, sono andata da una signora che stava alla Crocetta. La filippina che c era prima non voleva più stare, perché usciva solo il giovedì e la domenica pomeriggio verso le 3 o le 4 e doveva tornare alle 7 di sera. Io, non sapendo come andava a finire con mio marito, ho accettato. - Quindi è andata a vivere lì come fissa? - Quanto è rimasta? Dall 85 fino a? - Sono rimasta pochi mesi. Giugno, luglio, agosto, poi a ottobre sono andata via. Ho capito che è un altra cosa essere fissa. - Era a contratto, lì? - No, non mi ha messo a posto. Diceva di sì, diceva di sì, ma poi non l ha mai fatto. - E lei lavorava lì tutto il giorno e tutta la notte? Come le dicevo, la filippina che c era prima andava via soltanto giovedì e domenica dalle 3 alle 7, per quello era andata via. Per me andava bene. Poi mi ha portato al mare per tre mesi, a Sanremo, e aveva bisogno. C erano anche dei cugini che venivano dall America, così oltre lei c erano anche loro. Comunque nella casa alla Crocetta c era la cucina, la sala da pranzo dove c è l ascensore, mi chiamava con il campanello.. - Era vestita da cameriera? - Sì, con il grembiule, tempo fa si usava così. - Quanto prendeva lì? lire, o mila. - Invece nel primo lavoro quello dall 81 all 85 quanto guadagnava? - Era solo mezza giornata, , lire al mese lire al mese, 4 ore al giorno. - Forse anche meno, non ricordo bene, non vorrei dire una cosa per un altra, pero suppergiù. - Che famiglia era, questa dove è stata dall 81 all 85, era un libero professionista? - Era un impresario edile. - Invece questa signora era ricca? 24

13 - Mi sembra che avesse una farmacia prima. Mi contava i biscotti che mangiavo, la carne che mangiavo. La mia camera era vicino alla cucina, era un corridoio, c era più loro armadio che mio letto. Non potevo riposare perché andava avanti e indietro. - Qui siamo a Torino o a Sanremo? - A Torino o a Sanremo è uguale. - Sono stati tre mesi brutti, insomma? - Sì, ma ho stretto i denti, avevo bisogno di lavorare. - Da qui se ne è andata lei, mi pare? - Sì, quando eravamo a Sanremo. Combinazione a Sanremo c era il proprietario della casa dove affittavamo io e mia cognata. Mia cognata voleva che prendessi il suo appartamento perché lei si trasferiva e comprava una casa. Allora per non perdere la caparra e tutto il resto potevo passare dall altra parte, però essendo sola. - Diciamo che è stata brava in questo periodo. - Fortunata anche, perché ho potuto prendere la casa di mia cognata, mentre se avessi dovuto tornare in quella vecchia erano lire al mese di affitto, nel 1985, camera e cucina e 5 piani senza ascensore. Quindi, con quello che ho guadagnato. -.si è presa questa casa. Dov era? - Era in corso Montecucco. - Qui a Torino? - Quindi si è presa questa casa e ha trovato anche un altro lavoro? - Nell 85? - Nell 86. Sa dove ho trovato lavoro? Dall ingegner Peirone, che era il figlio del sindaco di Torino anni fa. - Quindi immagino una famiglia benestante? Era bravo l ingegnere. Una mattina si era allagata la cucina perché la lavastoviglie che perdeva l acqua, se non me lo diceva lui non me ne accorgevo perché aveva già pulito tutto lui. E lì sono stata anche poco, perché c era invece la signora.. - Quanto ci è stata? - 10 mesi, neanche un anno. Perché io quando è così non ci riesco, il lavoro per quanto sia non mi pesa, però il rapporto con chi lavoro deve essere buono, altrimenti no. può sopportare tutto ma basta che sei d accordo nell ambiente dove sei, perché non è che si arrabbiava con me, però si arrabbiava con i figli, sbatteva la porta. - Quindi c era questo ambiente un po così - Lei sola, perché i figli e l ingegnere no. C era anche un cane, un pastore tedesco che portavo fuori. Poi quando sbagliava mi portava le rose per farsi perdonare, ma uno, due, tre volte, poi dopo non riesci più. - Viveva insieme a loro? - No, facevo 8 ore e guadagnavo lo stesso lire al mese. - A contratto, qui? - Sì sì sì. - Qui è stata poco perché c era questo ambiente pesante, questa signora? - Sì, piangevo quando sono venuta via, i figli e l ingegnere volevano che restassi, ma io ho fatto compiere 18 anni alla figlia e sono venuta via, perché ti chiedeva scusa, ti portava dei fiori, però ormai l offesa l aveva fatta. - Ho capito il tipo, si arrabbiava, faceva delle sfuriate, poi chiedeva scusa, quel tipo lì. - Poi dopo di là dove siamo andati? Sono tornata dai napoletani, quelli dell 81. Perché anche se avevano il custode, la signora non riusciva a trovare qualcuno che va bene come lavorare. - Questo impresario edile? - Questi custodi non sono capaci di fare il lavoro di casa, non la signora lei, l anziana, non trovano nessuno che va bene, allora mi hanno preso di nuovo a me. Lavoravo dal lunedì al sabato, sabato mezza giornata e lunedì e venerdì dalle 8 fino alle x 5 fa 40 più 4, lavorava 44 ore la settimana? - E guadagnavo lire. - E qui sempre come colf? - Senza dormire lì? - No, però sono 4 piani da pulire, perché è una villa, il giardino non è mio, il cane non è mio, mangiare non è mio. - Quindi non si curava del giardino e del cane? - No, solo la casa 4 piani più lavo e stiro, però lavora anche la signora con me, altrimenti quattro piani.. - Cucinava? - No, no. - Solo pulire e stirare? - Capitava di rado che tardava, allora facevo bollire l acqua, tutto lì. - E quanto tempo è rimasta? - Fino all 89 quando sono arrivata alla famiglia Boggio. - E poi dall 89 al.? - al 94 sono stata dalla famiglia Boggio, che è il fratello di questo notaio. - Ed è notaio anche lui? - No, è ingegnere. E proprietario di un campo di golf, adesso. - Però! Sempre a contratto? - Sì, poi nel 94, eccola qua, sono andata via dopo tanti anni, con la scusa che volevo l aumento di stipendio ma non era vero. Con loro avevo un buon rapporto, come le ho detto, finché un giorno che era il mio compleanno e al compleanno ci tengo tanto, di essere tranquilla, di essere serena arrivo alle 8 mi urlano Rosario, ma tu cosa hai fatto, mi hai bruciato la casa! e qua e là. Il giorno prima alle 5 è arrivato l ingegnere e sentiva la puzza, la signora non sentiva niente ma il naso dell ingegnere è molto fine. Fino alle 11 non sapevano cosa fosse, alla fine alle 11 di sera l ingegnere entra nella stanza di lavoro, dove c è la lavatrice, dove c è lo stiro, e l ha visto, il ferro da stiro giù, stava bruciando già la casa. Fortunatamente il tavolo è antincendio, non prende fuoco, si brucia tutto intorno, ma non prende fuoco. Eccolo qua: chi è stato? Rosario, perché l unica che lavora è Rosario. Arrivo, una scenata! Ho pianto perché non mi hanno detto neanche Buon Compleanno, magari non lo sanno neanche, però almeno chiedermi Rosario, sei stata tu? No, era scontato che sono stata io. Ho chiesto come avevano trovato questo ferro da stiro e loro Giù, ma io non lo lascio mai giù, o almeno fino ad oggi che parliamo io ho sempre quella cosa che lascio il ferro da stiro in questa posizione. Poi se ho il dubbio torno indietro per controllare tutto, perché la casa non è mia, è una grande responsabilità anche questa, come lei sa. E tutta la mezza giornata mi ha fatto passare proprio. - E questo l ingegnere? - No, no, la signora. Che ho tanta confidenza, ho sempre avuto un buon rapporto. Mi ha portato fortuna perché nel 90 mi sono sposata, poi - è sposata nel 90? - Nell 89 mi è bruciata la casa, nel 90 mi sono sposata, nel 92 ho potuto tornare nelle Filippine dopo 12 anni, è il mio portafortuna, però non ho potuto accettarlo, perché lei non immagina come mi hanno insultato! Poi all una arriva il figlio più grande - Questo quando è successo? - Nel Quindi poi è andata via da lì dopo? 25 26

14 - Dopo qualche mese, quando ho trovato qualcosa ho trovato la scusa che volevo lo stipendio un po più alto, sapevo che non voleva darmelo. - Era sempre a libretto? Quanto prendeva? - Guadagnavo già da lei ? - No, lire all ora. - E quante ore faceva dall ingegnere? - 6 ore, la casa era di due piani. La signora mi chiamava Speedy Gonzales. Perché i bambini erano piccoli. - Ma tu accudivi anche i bambini? - Quando non c è la baby sitter sì. Oppure se una baby sitter non riesce a trattenere i bambini chiama me, perché io sono di polso, mi chiama tedesca, oltre che Speedy Gonzales. Perché la baby sitter è più permissiva, invece io.. - E magari c era anche il giardino e un cane? - Il giardino qualche volta, ma non è che facevo.veniva il giardiniere. - E il cane? - Il cane no, l ingegnere non lo voleva. I gatti no, quelli li hanno presi quando io non c ero più. - Quindi da qui è andata via appena ha potuto? - Ho trovato un lavoro da una maestra, che sono rimasta poco anche lì, neanche un anno un anno. - Nel 94 siamo arrivati. - Dalla fine del 94, fino a quando ho comprato Alessandra, fino al 96, solo che mi hanno messo a posto solo. - Quindi E poi è nata mia figlia, non mi hanno neanche messo a posto come maternità cioè no, non hanno potuto - Questa era una maestra? - Una era maestra e l altra pediatra. Cioè le otto ore erano divise fra due datori di lavoro, perché erano vicine: una pediatra e una maestra. Fino al 15 novembre ho lavorato così, loro volevano che lavorassi fino alla fine di novembre, ma non ho potuto perché ho avuto Alessandra il Quante ore lavorava con queste due? - 8 ore, 7 o 8 ore al giorno. - E anche dall ingegnere lavorava tutto il giorno? - Quale ingegnere? - Quello di prima, dove c è stato l incendio. - 6 ore, dal lunedì al venerdì, niente sabato. - Poi nel 96 è arrivata sua figlia. Quando è nata lei ha cominciato a lavorare un po di meno? Non mi hanno potuto mettere la maternità, non ho avuto niente, perché non avevo due anni consecutivi, perché mi ero fermata. - Così non ha preso neanche la maternità? - L Inps non me l ha data. Allora dopo ho fatto un part-time qui, un part-time là, perché avendo una figlia come si fa? Io lavoravo con mia figlia nel marsupio. Io non sono capace a fermarmi. - Ma qualcuno l ha aiutata a tenere sua figlia? Non ha mai avuto bisogno dell aiuto di qualcuno? - No perché, avendo la tipografia.io aiutavo mio marito in tipografia poi, dopo quel problema che ha avuto, ha ricominciato a ricostruire questa attività.. Nell 87, pian piano, con il mio stipendio che guadagnavo bene, pagavamo l affitto, suo fratello gli ha dato dei soldi per comprare di nuovo il macchinario, e di lì abbiamo ricominciato, per cui respiravo un po, ecco. - Ho capito, quindi ha fatto ore, da quel momento? - Poi, dopo il lavoro da Boggio o di qua e di là, lo aiutavo in tipografia. Facevamo solo conduzione familiare e lì ho imparato a usare il computer, facevo io la composizione dei biglietti da visita Volevo andare a scuola, ma alle serali hanno tolto il corso di.come si dice per imparare il computer? 27 - Computer grafica. - Ecco, allora mio marito ha comprato il computer, io ho preso un libro e mentre leggo pratico, e così ho imparato. - Che brava! Molto brava. - Sì, poi mio marito è anche un po capace, perché è il suo lavoro. - Quindi ha fatto sempre un po di ore qua e un po di ore là, fino ad adesso dal 96? - Mi faccia ricordare, tipografia, poi ho lavorato part-time da una dottoressa, poi ho preso la cittadinanza nel 97, che l ho chiesta, e poi lavoravo solo poco, perché poi ho potuto mettere mia figlia all asilo nido, però ho sempre lavorato mezza giornata, part-time, perché mio marito aveva bisogno là. - Part-time vuol dire 4 ore al giorno? - Sì, più o meno. Poi nel 98 arriva fresco fresco il cugino di mio marito, che ha un albergo in Liguria, ce l aveva, e poi ci ha invogliato a farci soci con lui a prendere un albergo, sempre in Liguria. Mio marito, essendo suo cugino, gli sembrava tutto buono, la Liguria va bene per la bambina, un po di sacrificio e poi diventiamo soci, perché noi non entriamo con i soldi, ma con il lavoro, mentre lui metteva i soldi, e poi noi guadagnavamo lire al mese, così. Io come femmina, come intuizione femminile, non mi piaceva. La mettevo un po sul ridere. Lui è del segno dei Pesci, mio marito anche, allora dicevo Non andrete d accordo, non mi piace un Pesci! io che ho sposato un Pesci. No, non mi va, perché ci sono problemi, una donna riesce a vederli. Avendo una bambina piccola, l albergo è grosso. amo in 5 soci, lui e la sua convivente, lui fare l amministrazione, la moglie e Carlo in sala, io sono alle camere, 60 camere, e il cuoco. Lui avrebbe il 50% logicamente, 20 il cuoco e noi tre il 10. Pagheremmo prima la nostra quota, prima di essere soci. Io ero titubante, perché mio marito mi aveva messo in mente questo fare società non è mai bene, ma lui era un cugino, è bravo..in quattro e quattr otto, nel settembre del 98, siamo partiti per la Liguria, lasciando la casa e la tipografia. Il macchinario l aveva fatto portare via, perché non era riuscito a venderlo in pochi mesi soltanto. E qui è venuto fuori come era veramente il cugino. Era prepotente, davanti agli altri ci umiliava, e poi non è andato bene come albergo, perché si lavorava a settembre, però c erano cose che non mi andavano, anche per mio marito, ma più che altro era prepotente proprio. Io so fare il mio lavoro, facevo anche la reception, lui metteva il naso e io Guarda che so rispondere al telefono. - Faceva anche la receptionist? - Qualche volta. Arrivati lì la moglie si è ammalata, così ho fatto anche la sala. Perché lui per non chiamare aiuti, per non far uscire altri soldi extra, diceva di fare noi quello che potevamo. Così ho fatto la sala, con tutte quelle persone. Ho fatto la lavapiatti, perché quella che lavava i piatti erano dipendenti della proprietà precedente, però ci hanno seguito per i primi tempi per vedere com è, non è che ci possono lasciare subito a lavorare da soli, l ex proprietario ci dava una mano. - E un albergo grosso con 60 camere? - Sì, a Varigotti, era molto bello. Facevo anche la lavapiatti, perché quello che lavava i piatti si è ammalato e ha dovuto essere operato ad una gamba. - Ma prendevate qualcosa o lavoravate solo per pagare la vostra quota per diventare soci? lavoravate per prendere la vostra parte di proprietà dell albergo? - Sì, però poi a novembre siamo tornati a Torino. Perché ultimamente..io non ho problemi, però in un albergo c è un altra pulizia, io non ho mai usato i guanti, ma in quell albergo ho imparato ad usare i guanti, con mille persone che entrano ed escono dall albergo, ma il vero problema era il carattere del cugino. Allora alla fine ero diventata balorda, lavoravo lo stesso ma non parlavo più con nessuno e a mio marito non piace quando faccio così. Allora abbiamo deciso di tornare qui, senza casa, senza lavoro, senza niente. amo andati da suo fratello a Chivasso, quello che lo aiuta sempre. -.quello della tipografia.. - solo che se stiamo a Chivasso, come faccio a trovare lavoro? Magari per me è più facile trovare che non lui, data la sua età, abbiamo 15 anni di differenza tra me e mio marito, con la bambina 28

15 ancora. Ho tribolato tanto per cercare una scuola lì in Liguria, perché come faceva una bambina a crescere in un albergo così? Ma non c era una materna che me l accettasse perché non aveva ancora tre anni e non volevano i pannolini, c era solo a Loano. - Quindi doveva tenersi anche la bambina, una vita durissima. - Ma a me non interessava, basta che ci fosse l armonia. - Sì, ho capito che per lei l importante sono i rapporti. - Poi, se proprio devo lavorare tanto perché mi dice che dopo tre anni sono socia, ma le parole si fanno presto a dire, io non ci credo, comunque se è una cosa che va bene, non per me, ma per mia figlia che diventa proprietaria di qualcosa - Ha deciso lei di venire via? - No, mio marito, perché sa che io sono balorda, e quando comincio a non parlare più - Comunque mi sembra di aver capito che fra lei e suo marito alla fine è lei che decide le cose. - Mah, sembra così, ma non è proprio così, apparentemente! - Se l ho capito io! - Dicono tutti, ma comunque.se avessi deciso io non sarei andata in Liguria. Io volevo aiuto dal fratello o dai parenti, ma non l hanno dato perché dicono Quando Carlo è con quella lì, campa cavallo, non la puoi cambiare, perciò nessuno mi seguiva. Perché poi hanno detto Ma lo sai, Carlo, che tuo cugino non l ha fatto per aiutare te, che avete il bambino, ma è perché ha visto Rosario, Rosario è straniera e lui sa che le straniere, specialmente le filippine, lavorano tanto. Infatti è così, ma mio marito allora gli credeva. - Quindi siete tornati dopo 3 mesi? - Sì, e poi ho detto a Chivasso cosa faccio? Non posso trovare lavoro lì. Qua allora c è, la conosci, Laura, Minda, della nostra associazione, mia amica, mia comare - La vostra associazione di filippine? - Qui abbiamo una associazione, l Acfil. - Mi può parlare dopo di questa associazione? - Sì, senz altro. Allora mi ha detto di andare a casa sua, abitano qua. - E una sua amica, questa? - Sì, nel mio quartiere, a due passi da qua, così potete trovare, e siamo rimasti due settimane. - Ed è andata a vivere da lei? - Con sua figlia? - Figlia, marito e bagagli! Lei ha una casa grande, anche tanti parenti, però è gentile. - Questa è una signora filippina? - E fa anche lei la colf? - Sì, fa assistenza agli anziani, più che altro. - Una sua amica, quindi? - Lavora da Bodrato. - Cos è, un paese? - No, un politico. - Ah, Bodrato, ho capito. - Sono rimasta lì e intanto le suore mi hanno aiutata a trovare un lavoro. - Le suore della Caritas? - No, sono suore filippine. Mi hanno dato un lavoro, dalla dottoressa Graziottin. - Questo nel 98? - Sì, a dicembre, perché a novembre siamo tornati dalla Liguria. - Anche lì ha fatto la colf? - Sì, è lì che ho fatto un po di esperienza, mi ha fatto fare delle commissioni in banca, con gli assegni, quelle cose lì. - Quanto tempo è rimasta da questa signora? 29 - Poco. - Aveva il contratto? - No. Sa perché sono andata via? Perché nel colloquio io avevo detto che, da nessuna parte dove ero stata, avevo mai pagato la quota di contribuzione che spetta alla colf. - Hanno sempre pagato gli altri, bene. - Dappertutto. - E quante ore faceva qui? - 4 o 5 ore. - E quanto prendeva? - Prendevo lire l ora già, mila lire al mese. Allora le ho spiegato che non pagavo la mia quota, mi ha detto sì, va bene, poi quando mi hanno messo a posto - ho fatto tutto il mese di dicembre come prova, dice lei e a gennaio mi ha messo a posto, vedo che mi ha tolto la mia parte. Allora le ho detto Dottoressa, avevamo detto che non avrei pagato la mia quota, l avevo detto subito al colloquio. Ma la legge mi dà il diritto di togliere la tua parte Sono sciocchezze, lire al trimestre, ma non è quello, è che non ha rispettato gli accordi e sono andata via per quello. A parte le altre che non ero in buoni rapporti.la segretaria italiana che c era prima..ah, poi rispondevo anche per le visite, perché lei aveva lo studio lì.forse per mettere zizzania, mi diceva che da quando ero arrivata io mi faceva lavare tutto a mano, le camicie di Lacoste, oppure altre cose che prima portava in tintoria, perché quella che c era prima non glielo faceva, a me le faceva lavare sempre a mano. Io ho notato questo. Dicono che sono prevenuta, ma non è che sono prevenuta, cioè quando so di doverlo fare lo faccio, non sapendo che quella persona italiana, dietro le mie spalle, andava a dire che non ero capace, che facevo male qua, che mi girava la testa e non potevo andare su.e poi quel lavoro che era diventato mio, mentre prima magari chiamavano qualcun altro, sono poco furba in questo, sono scema. - Quindi è andata via per questo? - Sì, per un motivo e per l altro. Perché sennò io sto lì, faccio tutto in 4 ore, faccio la spesa - Faceva anche la spesa? - Sì, cucinavo..è vero che non c era mai, però facevo la spesa e cucinavo, perché quando arriva vuole trovare qualcosa da mangiare. - Caspita! - Perché uno che non lavora in casa non si rende conto che ci vuole tempo. Come dico al mio datore di lavoro, il notaio Lei dice una cosa e per lei è già fatta, ma a dirlo ci vuole un secondo, mentre a farla ci vuole un po. Poi da lì sono tornata dal notaio, ed eccoci qua. - Quindi è tornata dal notaio, nel 98? - No, nell ottobre, novembre del 99, dalla Graziottin sono rimasta ancora un po. E mi ha detto ancora Perché se ne va, qui era trattata con i guanti Dottoressa, se ero trattata con i guanti non andavo via non sono così matta ancora, in 25 anni che sono qua qualcosa avrò imparato, anche se sono un po sciocca lo stesso. - No, no, signora, per carità. - Non mi chiami signora, mi chiami Rosario, perché signora si nasce, non si diventa. - Rosario, d accordo. Quindi dal 99 ad adesso sei dal notaio, fai tre ore al giorno, quello che prendi me l hai già detto lire, 6 euro. - Il primo lavoro che hai fatto, che era con questa famiglia di napoletani, mi puoi dire come era il rapporto di lavoro con queste persone? - Bene, ci sono rimasta tanto, ho imparato da lei, lei è stata il mio maestro di lavoro.da lei ho imparato bene. Anche lei diceva Rosario, sai qual è la tua differenza? E che hai buona volontà e infatti dopo di me non ha più trovato nessuno, quando sono andati a Roma. Una volta mi ha telefonato soltanto per chiedermi se volevo trasferirmi a Roma. Le ho risposto Sa, mio marito è piemontese, bugia nen e infatti quella volta col cugino ho dovuto traslocare sul momento. Perché a 30

16 Roma non trovava nessuno con la mia buona volontà questo lo diceva la signora, non lo dico io. Questo anche quando lavoravo con la Boggio, la cognata del notaio.. - Questa prima famiglia è stata un esperienza buona, questa dove lui era imprenditore edile? - Sì, lui se non era per me, voleva anche che mangiassi con loro a tavola. - Qui cucinava, faceva la spesa, rispondeva al telefono? - No, la spesa non la facevo perché ci voleva la macchina. - Però cucinava lei? - No, cucinava la signora. - Quindi solo pulizie? - Pulizie, lavare e stirare. Portavo qualche volta all asilo la bambina. Questo nell 81. Che atmosfera c era, allora? lei era in Italia da poco tempo. - Sì, diciamo che loro erano un po diffidenti. Erano gentili e nello stesso tempo diffidenti. - Ma aveva le chiavi di casa? - No, no, mi apriva lei. Non ho mai avuto le chiavi di casa, lì. E quello che le sto dicendo, delle diffidenza. Ma non solo con me, anche con tutti gli altri dipendenti che hanno avuto. Sono molto gentili, ma su quella cosa lì no. Anche il custode, quando non ci sono, i custodi sono lì, non è che entra in casa loro. - Però avevate confidenza? Vi davate del lei? - No, a me dava del tu e mi chiamava Sara. - Sara? - Perché diceva che Rosario è troppo lungo, meglio Sara. - Le aveva dato un nome nuovo! Ma vi scambiavate regali? - Sì, mi ha dato qualche vestito. - Guardavate la televisione assieme? - No, no, come faccio, lavoravo a ore. - Doveva essere vestita da cameriera? - No, il grembiule, tanto per non sporcarsi, una cosa informale. - Lì ha conosciuto gli amici, i parenti? - I parenti, sì. Quando sono arrivati i genitori da Napoli, mi hanno portato i torcetti, che sono delle specialità di lì. - E lei aveva più rapporti con la moglie o con il marito? - Sempre con la moglie. - Parlavate di problemi personali? Però, ecco, questo signore napoletano mi ha aiutato a preparare la documentazione per la cittadinanza, ha fatto tutto lui, di spese non ho speso niente. - L ha aiutata in questo senso qui? - Sì, sì è occupato di mandare avanti i fogli, dai Carabinieri, dalla Polizia. è interessato di tutto lui. Mi diceva Così magari migliori la tua vita, non fai più la colf, fai qualcos altro. - Ed è lì che ha avuto la cittadinanza? - No, le ho detto che me l hanno negata! - Gliel hanno negata la prima volta? - Andava in gita, o in vacanza, con questi signori? - No, sono andata soltanto una volta a Sanremo con quella signora. Spero che mai più nella vita debba fare la fissa, è difficile, io ammiro quelle mie compaesane che fanno la fissa, devono avere tanta pazienza. Mi stanco tanto a fare la giornata, perché quando fai la fissa non devi programmare, quello che non fai oggi fai domani, però la stanchezza non mi fa paura, perché è nel mio carattere anche la cognata del notaio mi dice sempre No, non potresti mai fare la fissa, perché non sei capace di stare ferma. - Sì, mi dicono tutte che è una cosa molto difficile, questa, molto dura. - Sei sempre chiusa tra quattro mura, esci soltanto, come nella mia esperienza, il giovedì e la domenica dalle 3 alle E ha avuto litigi con questa prima famiglia? - Una volta, non so che cosa era successo, non ho salutato e lei mi ha ripreso il giorno dopo. Ed era giusto, perché sono stata maleducata, non ho salutato perché ero offesa, però in linea generale niente. - Eravate in confidenza, vi raccontavate le vostre storie? - Sì..però.poi con i bambini, lui è andato all ospedale e sono rimasta a casa con i bambini a fare la torta, il pasticcio, però come le ho detto, non c era la fiducia, non mi davano le chiavi. Con tutti, non solo con me. - Cioè l hanno aiutata molto, però. - Sempre in modo distaccato, c era sempre una barriera. - E con i bambini? - I bambini li ho sentiti ancora l anno scorso, o due anni fa. Non mi hanno trovato dal notaio e mi hanno cercato da Boggio. Da Boggio mi hanno lasciato e da Boggio mi hanno trovato. Volevano che andassi lì perché si è sposata la primogenita, poi ho parlato con la più piccola Sara, ce l hai già la macchina? No Oh, mamma mia, io sì! Adesso avrà 28 anni, nell 81 ne aveva 3. - Secondo lei come dovrebbero essere distribuiti i compiti domestici, in una famiglia ideale? - Diciamo che io lavoro sì, faccio pulizia, ma in modo che non ci sia troppo da fare, in modo da poter seguire meglio i vari lavori, così rendo di più. - Ma l uomo non dovrebbe fare niente? - No, soltanto.per esempio, io metto a posto quei fogli lì, non è che domani devo trovare di nuovo tutto sparso. Essere ordinato il mio datore di lavoro e avere rispetto del mio lavoro, perché il tempo che perdo per rifare quel lavoro potrei occuparlo a farne un altro. Per esempio il notaio, è ordinato, mette la maglia come la metto io, nel sacchetto e la rimette al suo posto, perché soltanto a mettere a posto mi porta via molto tempo. - Ma nella sua famiglia, nel suo paese, nella famiglia, è solo la donna che fa i lavori domestici? - Anche i bambini. Nel mio caso, perché io sono povera. Io lucidavo, pulivo, mia madre guardava la televisione (ride) - Anche i bambini, ma gli uomini no? - Non so, non saprei dirlo, perché mio padre non è stato con noi. In generale nelle Filippine gli uomini vanno a lavorare, quelli che stanno bene hanno i domestici. - Lei lavora ancora con suo marito, al computer o altro? - No, da quando siamo andati in Liguria mio marito lavora sì e no, così. - Non avete più la tipografia? - Cosa vuole che faccia mio marito, alla sua età? Lavora come libero professionista, una volta ogni tanto. - Ha una pensione? - No, neanche. - Quanti anni ha adesso suo marito? Beh, non è anziano. - Però si dà da fare, tiriamo avanti lo stesso. - Tirate avanti lo stesso, ha delle attività? - Sono ancora io che vado. - E lei che tiene in piedi la baracca. E spera di continuare così anche per il futuro? - No, spero di trovare qualcos altro, però non è facile alla mia età. - Quanti anni ha lei adesso, se può dirmelo? - Io? 45. Una cosa vorrei, vorrei cambiare. Poi mi chiedo Sarei capace? Con gli studi che ho fatto cosa potrei fare? Potrei andare in un ufficio, adesso che ho la cittadinanza italiana, ma in quale ufficio prendono una come me, li prendono più giovani. - Sì, questo in parte è vero e poi come vede adesso la situazione non è molto buona. Quindi pensa di continuare con questo lavoro? 32

17 - Io se ho la possibilità volevo fare qualcos altro, ma cambiamo sempre un po idea, volevo fare una scuola per avere il permesso di aprire un piccolo bar. - Una scuola per fare il barista? - Sì, perché nelle Filippine se servi da mangiare o liquidi, devi avere un permesso, non puoi aprire così. - E suo marito sarebbe d accordo, su questo? - Sì, dovevamo farlo adesso, ma sono subentrate altre cose, non so se si fa o no. Questa sarebbe una possibilità, anche se lavori di più però è sempre meglio che domestica. - Insomma questo lavoro di domestica vorrebbe anche superarlo e fare qualcosa di diverso? - Credo che sia così per tuti. Come le mie amiche, che adesso hanno negozi di alimentari, negozi di gioielleria, solo che per diverse cose che è difficile spiegare, non ci riesco mai. Non ho paura di andare a scuola. Però alle volte sono un po titubante, sinceramente parlando, perché non vorrei, non dico abbandonare, ma trascurare mia figlia. Ha un età adesso che se non la prendo non la tengo più. Adesso cerca di rispondere, fa i capricci. - Quanti anni ha, sua figlia? E va bene a scuola? - Sì, ma è troppo chiacchierona. Mi ha detto la maestra E intelligente, ma è troppo chiacchierona. Chissà da chi ha preso? (ride). Da me, però anche mio marito non scherza. - Ci sono vantaggi e svantaggi nel lavoro che fa? lei vede qualche vantaggio e qualche svantaggio in questo lavoro di colf, ormai ha una certa esperienza? - Vantaggi in che senso? - Vantaggi potrebbero essere nell avere un po più di tempo libero, di poter adattare l orario alle esigenze? - Sì, con questo lavoro di tre ore sì. - Le chiedo questa cosa perché lei ha molta esperienza. Secondo lei sono trattate in modo diverso ad esempio una donna straniera che fa questo lavoro da una donna italiana? - Sì, le dico subito di sì. Perché una donna italiana qualche volta riesce a girarla come vuole, sinceramente parlando. Magari dicono che non è vero, ma è così. Non dico che è sbagliato. Come le dicevo prima, che a me dicevano di lavare la roba a mano, a un italiana non riescono a farlo fare, perché trovano delle scuse. Riescono a girarla in questo senso. Invece a una filippina lo dicono subito, devi lavare a mano, dico filippina perché io sono filippina, ma lo fanno anche con le altre straniere. Oppure di salire sulla scala, trovano la scusa che gli gira la testa. Io anche se mi gira la testa faccio attenzione e salgo lo stesso. - E i lavoratori che non hanno il permesso di soggiorno, secondo la sua esperienza, sono trattati peggio di quelli che il permesso di soggiorno ce l hanno? - Tante volte invece questi pretendono troppo. Quello che abbiamo passato noi che sono tanti anni che siamo qua, quello che passano loro non è la metà di quello che abbiamo passato noi. - Quelli che non hanno il permesso di soggiorno, i nuovi venuti? Io poi so che altri stranieri, appena lo hanno un po di esperienza se ne vanno, oppure appena li mettono a posto, bon, finita lì. - In che senso? - mettono incinta, se ne vanno, trovano qualcosa di meglio. - Ho capito, cercano di lasciare questo mestiere. - Altri invece, non so, non hanno mai lavoro, non hanno documenti, poi trovano lavoro.qui però non posso entrare nella situazione, perché io sento solo il loro parere, ma a me piace sentire due parti, perché se ne senti solo una logicamente quello dice la sua. - Lei conosce qualcuna delle Filippine o di qualche altro paese che faceva la colf ed è riuscita a cambiare? - Gliel ho detto prima, quella che ha il negozio di alimentari, una che sta cercando di aprire un phone center 33 - Queste sono qui da molti anni? - Sì, più o meno come me. Come le ho detto prima, una ha anche aperto un negozio di computer in Filippine, perché ha qualcuno di fiducia lì. Dicevo anche a Laura Laura, fammi fare l assistente segretaria! - Ma lei un lavoro impiegatizio potrebbe trovarlo, conosce l inglese, sa usare il computer. - Però non ho esperienza, la conoscenza è limitata, non so fare un granché, più che altro grafico. Per la Prima Comunione di mia figlia ho preparato io l invito, però poi mi corregge mio marito, per esempio il carattere più piccolo - Io conosco molto bene le tipografie, perché ho fatto per molti anni il sindacalista dei tipografi, ho girato molto le tipografie. - Ma è mio marito che è capace di fare quel lavoro. - Ma trova anche da lavorare adesso, lui? - Non tanto, perché sa che adesso le tipografie non vanno più tanto, adesso fanno tutto col computer. - Sì, certo, bisogna specializzarsi un po in quello. - Lui è riuscito a prendere il computer e avrebbe voluto avanzare nel lavoro, se non avesse avuto quel problema. - Ma dalle Filippine nessuno le ha mai chiesto aiuto per venire qua? Dai parenti che ha lì, nessuno le ha mai chiesto Tu che stai lì, dacci una mano che adesso mandiamo qualcuno? - Sì, sì, ma non ho avuto l opportunità. - Suoi parenti? - Solo mia sorella, che poi sa che cosa ha combinato. - Solo sua sorella che voleva venire qui? - E poi ci sono quelli che lavoravano sulla nave, quando le ho detto che abbiamo fatto crociera, tanti filippini in nave come camerieri e servi che ci dicevano amo stufi di lavorare sulla nave, potete trovarci qualche lavoro lì e noi Guardate che è difficile. Dovevamo vederci qua, poi non hanno più chiamato. - E quando le ha conosciute queste persone? - Quando abbiamo fatto la crociera l anno scorso. - Una crociera? - Mio marito ha fatto un lavoro che ci ha permesso.ci hanno regalato una vacanza. 11 giorni, ma 11 giorni indimenticabili. - Immagino! - Che poi io dicevo Non mi piace. Meglio in aereo. C è la piscina lì, c è il mare, io non so nuotare, cosa faccio? A Savona ho comprato delle riviste, così almeno leggo, faccio i cruciverba. Non le ho mai aperte, le ho riportate tutte nuove. Sono stata la coccola della nave, perché lì, dal cuoco ai camerieri, erano tutti filippini. - Quindi ha conosciuto un bel po di gente - Mi sembrava di essere a casa mia, per dire. Sono andata in palestra, perché ho detto Mamma mia, per la prima volta nella mia vita vado in palestra. E stata proprio una bella esperienza. - Dove siete stati? - A Barcellona, a Malaga, Tenerife, Marocco. - Bello! - Sì, bello davvero. - Qui voi avete l automobile, il televisore? - Sì, sì. - Riesce a vedere qualche volta alla televisione qualcosa delle Filippine? - Come le ho detto, Alle Falde del Kilimangiaro e qualche filmato un po più brutto. Ma come mai quando fanno vedere un filmato, come si chiama?...un reportage dalle Filippine, fanno sempre vedere quelli brutti sulla povertà, sulla prostituzione, perché non fanno vedere qualcosa di bello qualche volta? 34

18 - Ah, sì sì, ma queste sono le televisioni, sono così. - Una volta facevano..quando facevano il giro del mondo.qualche volta lo vedo, solo pochissime volte però, sono più quelli brutti che vedo. - Mi può parlare un po del tempo libero? Che cosa fa nel tempo libero, che persone frequenta? - Abbiamo questa associazione. - Ecco, mi può parlare un po di questa associazione? - Nel 96, quando ho avuto mia figlia, è giusto nata questa associazione ACFIL, Associazione Culturale Filippine del Piemonte. Era un idea di una mia amica. - ACFIL, Associazione Culturale Filippine del Piemonte. Ed era un idea di una sua amica? - Sì, vedendo i giovani che stanno diventando tanto..cioè dove si può andare..per il futuro delle Filippine, anche per l integrazione, ma anche per conservare i nostri usi. Allora sono entrata in questo gruppo, come sempre nella danza. - Eh, lo stavo per dire! Lo stavo per dire! - Ho insegnato a ballare a più di 100 persone, e quando abbiamo fatto l inaugurazione abbiamo fatto uno spettacolo di due ore di folcloristico. - Lei ha fatto l insegnante per un gruppo? - Sì, adesso è poco che ho smesso, perché sa, la vecchiaia! - Ma quale vecchiaia, signora, lei è giovanissima! - Ma è cieco, lei? Ho male di ginocchio, male ai piedi, fra un po non mi alzerò più dalla sedia. - Ma no, per carità! - Facevamo degli spettacoli, il Comune di Torino ci chiamava quando c era la festa Identità e differenza. - Delle feste tra comunità. - Poi abbiamo Minda, più che altro, perché solo lei ha 30 parenti qua, e allora riusciva proprio parenti? - Sì, tra nipoti e.lei non è sposata, però ha la voglia di aiutare, di far valere. - Mi sembra una persona molto interessante, da quello che mi sta raccontando? - Sì, interessante, con un carattere un po così, però le voglio bene e lei mi vuole bene. - Chi è questa signora? - E una delle madrine di mia figlia. Sono 15 madrine e 15 padrini. - Mamma mia! - Da noi si usa così. E sono pochi ancora. - Chissà che festa farete dopo! - Peccato che non c è, perché adesso lavora ad Alessandria. - Fa la colf, questa signora? - No, lei guarda una malato. C è qualcuno che fa le pulizie. - Fa l infermiera? - No, la badante, come la chiamate. - Sì, badante si dice, anche se è un nome che non ci piace. - Infatti siamo andate a Roma, non so se c era anche lei - Sì, me l ha detto. Mi dica ancora qualcosa di questa associazione. Vi vedete? - Sì, la domenica c è la riunione. Adesso è un po che sono poco attiva, perché in questo periodo seguo tanto mia figlia, visto che ha cominciato la scuola e poi c è stata la prima comunione, ma quando serve aiuto vengo sempre. Per esempio, l ultimo programma che abbiamo fatto come Acfil è stata la Festa della Mamma. C ero io come presentatrice, ho ballato anche, poi ho letto delle lettere che i bambini hanno scritto alle loro mamme, e poi ancora prima l Acfil ha organizzato, come organizzano sempre, con il Consolato che c è a Milano. - Il Consolato Filippino? - Sì, quello di Milano. - Non c è il Consolato Filippino a Torino? - Prima c era, ma non faceva il passaporto Il Consolato Filippino a Milano è vicinissimo a casa mia. - E vicino al Duomo. - Sì, e io sto due vie più in là. - Ecco, loro vengono qua, sono venuti il 25 aprile per fare i passaporti e noi abbiamo fatto una programma. amo gli unici autorizzati, perché è l unica associazione di Torino registrata in Comune. Ci sono altre associazioni ma non le riconoscono perché non sono registrate. Abbiamo organizzato quella volta un programma, io ero vicino a quelli che consegnavano i passaporti. Organizziamo qualche volta qualche programma, qualche gita. Abbiamo una sede, ci riuniamo nella Chiesa Cattolica San Giovannino che c è in Corso Vittorio. Qui c è padre Bena, padre Gianni Bena, che è stato nelle Filippine per 35 anni, parla il filippino meglio di tanti filippini, e lui che è il nostro parroco, il nostro chaplin. - Ha un direttivo, questa associazione? - Il presidente è Minda, io sono presidente della cultura, danza e spettacolo. - Quindi ha un incarico proprio? - Sì, un incarico - Ci sono molti addetti, molti iscritti a questa associazione? - Sì, siamo sui 250. Prima eravamo 500, ma sa, è sempre questione di idee. Altre sono andate in altre associazioni.sa, un po di arie, un po di carattere. - Diciamo anche di idee politiche? - Sì, perché Minda è bravissima, però non a tutti piace come carattere, e allora.tutti noi abbiamo difetti, lei è quella che mi ha aiutato nel momento cruciale di difficoltà e io queste cose non me le dimentico. Anche se domenica non è venuta alla comunione, non ci parlo insieme, lei sa che ce l ho con lei, per una volta che volevo che venisse alla comunione di mia figlia lei non c è. Però c è una scusa valida. Nella sua famiglia hanno l abitudine di essere in armonia, in unione proprio, e quella domenica avevano una riunione, perché adesso tra un impegno e l altro non si vedono mai tutti insieme, e combinazione avevano una gita. - Ma ha anche incarichi qui alle Acli Colf? - No, non ho incarichi. Sono tesserata qui, solo che Laura ha voluto che partecipassi all Assemblea generale che abbiamo fatto a Roma. Magari! Le dicevo Laura, assumimi subito verrei. - Però si è interessata anche a questi problemi delle Acli Colf? - Sì, come rappresentante delle Acli. Sa che abbiamo il giornale nostro e devo fare il rapporto. Sa che non ho ancora fatto il rapporto. - Quindi collabora anche col giornale dell Associazione? - No, non collaboro, ma visto che sono stata a Roma devo fare un rapporto. - Questa Associazione si tiene informata anche di quello che succede nelle Filippine? - Lei riesce a seguire un po gli avvenimenti? - Più che nelle Filippine, quello che succede qua, le leggi di qua, ecco. - Segue un po la situazione italiana? Nel nostro paese ci sono i giornali di oratorio e la chiesa ce li manda. - Arrivano? - Sì, quella mia amica che le dicevo ha cambiato vita e che vende al mercato, gestisce anche un edicola a Porta Nuova. - E lì si trovano i giornali che arrivano? Perché vedo che anche a Milano arrivano molte riviste filippine. - E un edicola dove si vendono tutti i giornali, di tutto il mondo, della Germania, delle Filippine. - Sì, vedo che a Milano arrivano molte riviste filippine, e poi dove c è il Consolato, che è vicinissimo a casa mia, ci sono la domenica delle bancarelle dove vendono case nelle Filippine. - Ah sì? - Ci sono proprio le fotografie delle case. - Quelle di Boracay, in multiproprietà? 36

19 - Sì, penso che siano quelle. - Io delle fotografie dei filippini non mi fido, comunque. - Però c è anche una televisione, adesso, fanno vedere le case e le case sono nelle Filippine e le vendono. Lì a Milano, il Consolato la domenica mattina è aperto, quindi arrivano molte persone anche la domenica mattina e hanno messo delle bancarelle fuori e vendono le case. - Sì, le case, il mangiare, tutto. - I suoi migliori amici, qui in Italia, al di là di suo marito e sua figlia, se dovesse dire amici e amiche. - Pochissimi, perché io sono balorda, non vado d accordo con nessuno perché quando devo dire qualcosa lo dico e i filippini tante volte si offendono. Italiani pochi, anche. - Ma qualche amico ce l avrà? - Pochissimi, pochi ma buoni. - Pochi ma buoni. Mi dica quali sono i migliori? - Ce n è una che conosco da poco, fa anche colf con me, non una filippina. Quando sono andata via da quella zona e sono andata ad abitare in un altra, dice è come se mi avessero tolto un braccio perché ho sempre fatto di tutto per aiutarla. Anche se adesso abito qua, se ha bisogno corro fino da lei dall altra parte. E lei invece, quando due anni fa è morta mia mamma, eravamo al mare, eravamo insieme, non avevo nessuno e dovevo tornare a Torino per mandare dei soldi. Ho chiamato lei a Torino, dalla Liguria, e lei ha mandato qualcuno per mandare i soldi da parte mia, mi ha prestato anche i soldi. - Ha avuto anche bisogno di aiuto economico da questa persona? - Sì, sì, ma glieli ho restituiti subito. - Ha avuto bisogno di altri aiuti? - Come Minda, quella volta, che ci ha ospitati. Dare a disposizione la propria casa, anche se hai altri parenti, non è da tutti, diciamoci la verità. - Quindi ha avuto anche delle persone che l hanno aiutata. Ma ha avuto bisogno di aiuti economici solo in queste occasioni o altre volte? - No, fortunatamente no. Quando mi si è bruciata la casa ho chiesto un prestito al mio datore di lavoro, ma dato che non avevo la figlia e stavo ancora bene, l ho potuto restituire. - Per mettere a posto la casa là, e poi li ha restituiti. - E poi anche quando abbiamo comprato i terreni là, però l ho chiesto in banca. - Un mutuo? - No, ho chiesto un prestito qua, perché c è più interesse se lo chiedo nelle Filippine. - Senta, qui dove vivete la casa è vostra? - No, in affitto. - E qui a Torino? - Avete il televisore, elettrodomestici? - Sì. - La macchina? - Ha preso la patente, lei? - No. - Però il telefono cellulare, queste cose, le ha? - Sì, guarda il mio cellulare, è talmente antico! Ma tanto io lo uso solo per necessità. - Sì, sì, ma anche il mio è vecchiotto. Senta, quando ha avuto bisogno di cose burocratiche, ha avuto a che fare con uffici? Quello del lavoro me l ha raccontato, ma altre volte, quando ha avuto bisogno di pratiche burocratiche, a chi si è rivolta. Qui all Acli Colf, per esempio? - No, qui all Acli Colf solo per i conti. - Non ha mai avuto problemi di fare causa ai suoi datori di lavoro perché hanno mangiato, rubacchiato? 37 - No, no. - Non ha mai avuto problemi di conteggi fatti male, sbagliati? - Sì, con la Graziottin, ma ho lasciato perdere. Potevo fare, ma ho lasciato perdere. Perché ho fatto il preavviso di otto giorni ma non me l ha dato, ma ormai sa, io sulle questioni di soldi, per me..chi ha fatto torto a me prima o poi paghiamo i nostri torti, credo quelli che possono facciano causa. - Quando ha avuto problemi di salute o bisogno di andare dal medico? Ha un medico di base? - Con questo medico dove vado non ho mai avuto problemi. Ne ho avuto con l ingegner Peirone, quello dell 86, la signora sempre, sono andata anche con loro in vacanza non l avessi mai fatto e il sabato e la domenica tornavo a Torino. Quando ero al mare alle 7 dovevo già andare a prendere la focaccia, una volta avevo la febbre, ma lei non voleva sapere niente. Mi ha mandato lo stesso a prendere la focaccia. Poi quando ero in collina, nell 80, stavo male, c era una neve! La neve era molto forte, in collina era difficile andare, invece di dirmi Se c è troppa neve non viene, mi hanno detto Ci vediamo domani. - Beh, insomma. - Poi ce n è una che ha detto che le avevo rubato l anello, io se non c è da mangiare non mangio, ma rubare no. Poi alla fine l hanno trovato. Non è bello come lavoro, perché ci sono tante responsabilità, devi stare attenta ogni cosa che fai. Anche la paga non credo che sia abbastanza, loro dicono che adesso siamo pagati bene, non credo che sia abbastanza per tutta la responsabilità che devi prenderti. - Certo, certo. Comunque il medico di base ce l ha? Per le visite non ha mai avuto problemi? - No. - Ha sempre fatto ricorso al medico di base quando ha avuto bisogno? - Sì, sì. - I soldi a casa mi ha detto per un periodo li mandava a sua madre - Adesso è un po che non ne mando, da quando è mancata mia madre.no, da un bel po, anche prima che mancasse mia madre. - Perché prima li mandava quasi tutti? - Perché poi l affitto di quel pezzo di casa l ho lasciato a loro, poi le facevo stare con la pensione di mia madre, quella che ha. - E adesso non ne manda più? - Non so neanche dove sta mia sorella, sinceramente parlando. - Non la sente più da parecchio tempo? - Da quando è mancata mia mamma. - Prima che morisse sua madre mandava anche dei regali? - Sì, quando qualcuno andava nelle Filippine, ma non mandavo un esagerazione. Qualche vestito, qualche cioccolato, cose così. - Mi racconta ancora due minuti qualcosa su questo viaggio che ha fatto nelle Filippine nel 92? - Eh, dopo 12 anni non le riconoscevo più, avevo paura sia per me che per mio marito. Già io per me non le riconosco, figuriamoci poi far vedere a mio marito. Cosa devo far vedere a mio marito, se io non sapevo già più? Poi arrivo a questa casa che io ho costruito, un quarto solo è mio perché è affittata, il giorno dopo che sono arrivata ero già dall avvocato a vedere tutti i fogli della causa, però quando siamo andati lì, siamo andati per 5 anni consecutivi, 92, 93, 94, 95 e 96, prima di comprare mia figlia. - Cioè ogni anno andavate nelle Filippine? - In agosto. - Con suo marito? - Sì, perché allora aveva la tipografia, potevamo ancora. - Anche con la bambina? - Non era ancora nata la bambina, gliel ho detto. Per quello potevamo, la bambina è nata nel Ah, sì, ogni tanto mi perdo. 38

20 - Allora stavamo a Manila giorni, per rispetto verso mia madre che faceva il compleanno, il 10 agosto, poi giravamo. - Le portavate dei regali, per il compleanno? - Sì, e preparavamo anche una piccola festa per lei, su questo era d accordo anche mio marito. - Ma lei era molto legata a sua madre, insomma? - Non esageratamente ma legata, sì, e poi come le ho detto, ero la sua cocca. Perché con lei ero ribelle, ma anche dolce nello stesso tempo. Lei ancora era il tipo che non si faceva baciare - Però era molto legata a sua madre, per quello che quando poteva andava a trovarla. Le portava regali, vestiti, qualcosa? - Solo nel 96, l ultimo anno che sono andata, ero in attesa di mia figlia, non ho potuto vedere mia madre. Quando sono scesa all aeroporto mi hanno detto di non farmi vedere da mia madre perché altrimenti mi avrebbe fatto causa. Perché non so perché, diceva che io avevo venduto la casa senza la sua approvazione. Che anche se vincessi la causa, avrei dovuto restare nelle Filippine per forza, io non volevo fermarmi tanto perché avevo il lavoro qua, ma finché non finisce la causa se mi vede firmare un foglio o consegnare un foglio di causa, non posso muovermi dalle Filippine. Allora mi è dispiaciuto molto, ma non ho potuto vederla. Due anni fa, prima che mancasse, mi ha chiesto perdono, e io le ho detto Perdono non lo devi chiedere a me, io sono solo umana, a me non hai fatto niente, sono tua figlia ed è lassù che devono decidere cosa fare. - Prima ogni quanto mandava soldi a sua madre? - Dipende, dipende, non c era una regola fissa. Perché le spese di invio erano alte e allora aspettavo un po di avere una cifra più grossa. C erano anche i periodi che li mandavo ogni mese, perché continuavano a chiedermeli. - Quanto mandava di solito? - Quando stavamo bene anche 100, lire che mio marito diceva è troppo, è troppo, mandagli lire per vivere. E aveva ragione perché quando mandavo di più quel giorno facevano la festa e il giorno dopo non avevano di nuovo da mangiare. - Era così la storia? - Sì, io non l avevo capito, ho capito un po in ritardo ma ho capito. Quando sono andata giù nel 92, mi sono resa conto. Prima non andavo e non capivo, pensavo ah, poverini, poverini, tu sei qua, stai bene qua e loro non hanno niente, invece non è così. E non sono l unica persona così, ce ne sono anche altri. - Ah, è un po tutto così? Anche gli altri che mandano rimesse lì, poi vengono usate per far festa? - L ultima cosa, poi andiamo. Lei è credente, anche praticante? - Andate a Messa la domenica? - Anche con la famiglia? - Come sua madre, insomma. La ringrazio tantissimo. - Mi faccia poi sapere qualcosa. - Senz altro e mi farà piacere venirla a trovare nella sua associazione. Informazioni di base: - Ha una figlia di 14 anni nata in Italia che vive con lei e il marito - Conosce l inglese, il filippino, un po di spagnolo (parlato), l italiano scritto e parlato - Ha la cittadinanza italiana - Vive in un appartamento di proprietà con il marito e la figlia CASO B SCINTILLA (113) Ti chiedo di presentarti. Chi sei,da dove vieni,quanti anni hai? Io sono SCINTILLA delle Filippine, Manila. Ho 43 anni, con 4 figli e un marito, un marito solo. Il più grande figlio ha 23 anni, è sposato l anno scorso a dicembre, ha un figlio. La seconda figlia ha 20 anni. A marzo ha finito 4 anni del suo collegio, all università. La sua professione è infermiera e il terzo figlio di 18 anni e studia da infermiere da 3 anni in collegio. Ah, il primo mi sono dimenticata già, un figlio ha già finito di studiare computer poi si è sposato dopo. E questo è il più grande? Il più grande. Ha finito computer- scienze ed è sposato con un figlio. Il terzo figlio è maschio, ha 18 anni e studia anche da infermiere al terzo grado di collegio e l ultimo ha 16 anni, 3 anni di terza media. Mio marito prima lavora però adesso ha problema di salute e allora Che lavoro fa tuo marito? Mio marito prima avevamo la macchina,come i tassisti che portano persone in città e poi dopo un po è stancato per il suo lavoro, abbiamo comprato una macchina tipo furgone che porta l acqua, poi dopo un po si stanca di nuovo, ha venduto quella sua macchina e sono già tipo pensionato e poi dopo quando sono nelle Filippine io ho il ristorante, prima di venire in Italia c era un ristorante sotto casa mia perché abbiamo casa a due piani. Al primo piano abbiamo il ristorante. Io facevo la cuoca, da sola perché i miei figli mi aiutano a servire e poi in questo lavoro mi campa perché i soldi arrivano tutti i giorni e quando i miei figli sono diventati più grandi mia cognata mi ha chiesto se io volevo venire in Italia, non subito sono andata in Italia perché io vedo che il mio lavoro ci ha fatto vivere come famiglia e quando mio marito decide che non vuole lavorare allora mia cognata ha detto: se vuoi venire,vieni in Italia. Non subito. Poi dopo, 2 anni dopo io ho chiuso il mio ristorante. Io ho deciso di venire qui in Italia. Perché hai deciso di chiudere il ristorante? No, perché quel tempo erano poche le persone che venivano a mangiare Non c erano tante persone? No, non c erano più tante persone perché vicino a casa nostra ci sono tanti ristoranti come ho fatto io prima, perché ci sono tanti negozi vicino ci sono tante persone che hanno guardato che le robe di mangiare fanno vivere, veramente guadagnare soldi e poi quando decido di chiudere io accetto la proposta di mia cognata che verrò in Italia. E tuo marito aveva già smesso di lavorare quando tu hai chiuso il ristorante o ha smesso dopo? Ha smesso dopo quando ha detto che perché quando ho lasciato il mio figlio, già 6 anni col mio piccolo, già 6 anni, aveva 6 anni quando il mio piccolo figlio. Adesso sono già 16 anni, allora sono 10 anni che sono qui in Italia. Invece rispetto alla casa. Tu hai detto che stavate bene., adesso quando mio figlio diventa grande, crescono, per studiare è difficile perché da noi c è la scuola privata e i miei figli preferisco vadano a scuola privata e poi per studiare hai bisogno di più soldi. Prima c erano 4 figli che studiano. A casa chi gestiva il denaro, tu o tuo marito? Adesso, da quando sto qui mio marito. Quando invece stavi nel tuo paese chi lo gestiva Io Ha detto che c era questa casa e il ristorante sotto. La casa era vostra, di vostra proprietà?, di nostra proprietà E avevate il personale di servizio, persone che vi aiutavano a casa? No, solo i miei figli e io, qualche volta mio marito quando faccio la spesa, mi accompagna a fare la spesa, poi per cucinare faccio io, a pulire i piatti a aiutare i miei figli. E più o meno quanto guadagnavi al mese con il ristorante? 39 40

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