[Da Il Sacro Libro del profeta Mumulet]

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "[Da Il Sacro Libro del profeta Mumulet]"

Transcript

1 La rivelazione Zumutawe si presentò sotto false spoglie a Kabrud, cittadino della bella Asmara e uomo saggio e onesto. Di notte, nel sonno, Egli si presentò alla coscienza di Kabrud, e la Sua voce tuonò forte a dar evidenza della Sua natura divina. Parlò Egli all'uomo e disse: «Kabrud, figlio di Yakur e splendente cittadino della bella Asmara, ti ordino di abbandonare ogni cosa a cui il tuo spirito e il tuo corpo siano legati per dedicare ogni tua forza a me.» Esitò Kabrud, non riconoscendo nella figura alcun dio che fosse a lui noto, ed ebbe timore che l'essere soprannaturale che gli stava innanzi fosse con lui adirato. «Se offesa ti ho recato, divino, lo feci involontariamente. Le tue forme mi sono ignote, né mai alcun segno della tua presenza mi giunse prima. Ma se esiste modo di rimediare, ogni azione compirò in tuo nome, ogni capo delle mie mandrie sacrificherò a te, ogni mio avere offrirò.» Così parlò Kabrud, ma il Dio non tardò a replicare: «Non il sangue delle tue bestie, né gli ori che in immensa quantità possiedi, voglio. Io comando che tu abbandoni i tuoi poderi e le tue mandrie infinite e le tue ricchezze rilucenti. Io comando che tutto sia da te lasciato e che di tutto ti liberi e che i tuoi passi ti conducano a oriente, lontano dalla bella Asmara» disse, scomparendo com'era venuto e lasciando che Kabrud riposasse sino al mattino. Memore del segno, Kabrud abbandonò ogni cosa possedesse e ogni persona gli fosse nota, e la bella città di Asmara lasciò alle sue spalle, non portando altro che le sue più povere vesti con sé. Vagò nel deserto che a oriente si estendeva infinito. Camminò finché ne ebbe forza; fin quando la fame, la sete e il sole crudele non l'ebbero vinta sulla sua volontà. Allora cadde tra le sabbie e ivi restò finché non venne sera. E allora giunse il suo Dio a destarlo. 1

2 «Bevi, mio discepolo, e mangia; che in forze tu sia per i compiti che ti voglio assegnare» disse Zumutawe. E l'uomo rispose: «Non vedo acqua e non vedo cibo, che ogni cosa abbandonai fuorché le mie più povere vesti per seguire il tuo comandamento.» «Bevi la sabbia e mangia la sabbia, allora, che non lascerò morire di fame chi ha fede in me» disse il Dio. E Kabrud bevve la sabbia e la mangiò, e con essa placò la sua sete e con essa si satollò. Quando l'uomo ebbe bevuto e si fu saziato, Zumutawe lo appellò ancora: «Kabrud, figlio di Yakur e splendente cittadino della bella Asmara, questo è il mio comandamento: alza gli occhi al cielo e le stelle innumerevoli conta, e ad esse assegna nomi buoni e giusti» disse, e sparì com'era venuto, lasciando l'uomo nuovamente solo. Per tutta la notte Kabrud contò le stelle e diede loro i nomi che la loro disposizione gli suggeriva. Guardò il suo lavoro e lo giudicò buono. Guardò il sole nascere su di lui e si pose in attesa, sopportando la sete e la fame fino a sera. Solo allora il Dio tornò, e placò la sua sete e saziò la sua fame come il giorno addietro aveva fatto. «Fu dunque svolto il compito che ti assegnai?» chiese quando l'uomo ebbe soddisfatto i propri bisogni. E disse Kabrud: «Ho contato le stelle e a loro ho dato i nomi delle cose a me note, credendo di fare così cosa giusta.» Il Dio guardò allora all'operato dell'uomo e disse: «Hai contato le stelle e a loro hai assegnato i nomi che più credevi giusti, ma al sorpikus manca la testa e all'ordio qualcuno ha mozzato la coda.» Kabrud alzò il capo alle stelle e vide ciò che gli era stato rivelato. Là, dove tredici stelle gli avevano suggerito la figura del sorpikus, ora solo dodici brillavano, e là, ove l'ordio fiero si stagliava, la stella segnante la corta coda era sparita. E allora il Dio un nuovo comando a lui diede: «Kabrud, figlio di Yakur e 2

3 splendente cittadino della bella Asmara, questo è il mio comandamento: riconta le stelle innumerevoli e a loro assegna nomi buoni e giusti.» Così parlò Zumutawe. E l'uomo tutta la notte trascorse a ricontare le stelle, e tutto il nuovo giorno ad attendere il ritorno del suo Dio. E quando giunse, Egli placò la sua sete e saziò la sua fame come i giorni precedenti aveva fatto, e al suo operato guardò nuovamente. «Hai contato le stelle e a loro hai assegnato i nomi che più credevi giusti, ma quell'ikkiragu è senza becco» disse, e Kabrud constatò che le Sue parole corrispondevano al vero e nuovamente ricontò le stelle innumerevoli e a loro assegnò nomi buoni e giusti. Per dieci notti Kabrud contò le stelle, e dieci volte il Dio gli mostrò le pecche del suo operato. Ma l'undicesima notte Egli tornò e disse: «Hai contato le stelle innumerevoli e a loro hai assegnato i nomi che più credevi giusti, ma quel varakua è zoppo.» Kabrud alzò gli occhi al cielo e vide che delle nove stelle solo otto rimanevano. Allora chinò il capo e disse: «Riconterò le stelle innumerevoli e a loro darò nomi buoni e giusti.» Ma il Dio stese una mano verso il varakua del cielo e fece apparire una stella a far da zampa al celeste animale, e disse: «Hai contato le stelle innumerevoli e a loro hai assegnato nomi buoni e giusti. Ora è questo il mio comandamento: Kabrud, figlio di Yakur e splendente cittadino della bella Asmara, rivela qual è il giusto nome del tuo Dio.» E Kabrud rispose: «Zumutawe, il creatore di stelle.» [Da Il Sacro Libro del profeta Mumulet] 3

4 Le vicende di Tora Tora aveva compiuto la sua ennesima rivoluzione attorno alla luminosa Dasia, che tutto nutriva con il suo calore. La vegetazione fiorente delle terre di Okidna sfoggiava il suo manto estivo; i ricordi già lontani e ricoperti dalla primaverile ricrescita. Le tracce della guerra civile, che tanto a lungo e profondamente aveva scosso il grande regno, mutati in tenui aloni. La gente non rammentava più le sofferenze e le morti, o si rifiutava di farlo. La vita continua, del resto; ma a lui restava ben poco tempo. Forse era per questo che la coltre dei ricordi esitava sulle sue stanche membra. Era un giorno di festa, quello. Un triste giorno di festa. Kamaruro Yaski si trascinò lontano dal cimitero di famiglia con la solita aria cupa. Era troppo pieno quel cimitero. Troppi lo avevano preceduto sul sentiero che conduce alla morte. Voltò le spalle ai dolorosi ricordi, ai fiori posti sulle tombe dei suoi figli maggiori: Agamiki e Sakuro, le sue più grandi gioie. Voltò le spalle al fantasma della moglie che, per strano scherzo del destino, aveva dato e ricevuto amore. Raramente i reali si univano in matrimonio spinti da qualcosa di diverso dei meri interessi politici. Raramente i sovrani sopravvivevano alla propria consorte... ai propri figli. Non pensare a tali disgrazie era l'unico modo per non affogarci dentro. Tornare a casa, godersi ogni piacere fosse ancora in grado di strappare alla vita, questo doveva fare. Ma ben poco gli rimaneva: solo i resti della sua famiglia. Morude, lontano e irraggiungibile, seduto sul trono e oberato da impegni ben più importanti dei desideri di un vecchio. Kiami, a capo dei corpi diplomatici di Okidna e altrettanto distante, in giro per il mondo. Saperla viva era tutto ciò che di lei poteva apprendere... Be', gli rimaneva pur sempre la dolce Siaka... Era vecchio; era questa la cosa più triste. 4

5 Il popolo si destò dal lungo sonno che si era potuto concedere, scialando sulle strade con sorrisi liberi dai crucci dei giornalieri impegni. Loro, che da nulla erano impediti, giustamente festeggiavano, scherzavano e cantavano la loro gioia. Per tutta la mattina i mercati sarebbero stati pieni di voci, grida e risate. Nulla avrebbe intristito quel giorno fausto; nessun problema sarebbe stato importante, non prima della prossima alba. Dopo pranzo anche la piazza prospiciente la residenza reale avrebbe indossato il vestito buono. Le bande militari a susseguirsi all'ombra del palazzo di sua maestà e gli araldi ad annunciare il suo discorso. Parole tese a ricordare gli avvenimenti dell'anno precedente. Parole che già sentiva echeggiare nella sua mente, che gli laceravano il cuore. Ma Morude non aveva ragione alcuna per non festeggiare l'anniversario della sua vittoria. Anche se quel giorno coincideva con la morte di suo fratello Sakuro. L'ampiezza desolante della residenza Yaski lo avvolse col suo manto di ricchezza e solitudine. Le colonne a spirale intente a salire verso la volta a botte dal sapore arcaico. Gli arazzi generosi a guardarlo dalle pareti, sfoggiando i colori accesi che la luce intensa penetrante dalle ampie vetrate rinvigoriva. Si fermò ove la sala d'ingresso sostava ad ammirare le porte del salone centrale, allargandosi in stanza cilindrica tappezzata di scale. I gradini rossi abbarbicati ai muri perfettamente incurvati, che si arrampicavano fino agli accoglienti piani superiori. Un tempo quelle scale rimbombavano delle voci allegre di cinque bimbi e delle urla dei mentori. Ora l'osservavano in silenzio, sfidandolo ad affrontare la faticosa ascesa. In fondo non era così vecchio: in qualche modo ce l'avrebbe fatta a trascinarsi fin lassù. E poi aveva concesso un giorno di libertà a tutta la servitù. Nessuno sarebbe giunto in suo soccorso. Nessuno lo avrebbe costretto a guardare in faccia il carico di anni che lo tallonava in pesante strascico. «Padre!» Ecco la giovinezza che accorreva a rammentargli la sua età. 5

6 «Padre, non dovreste sforzarvi in questo modo.» Kamaruro non si oppose alle delicate mani di Siaka. Lasciò che si intrufolassero tra le sue braccia per sostenerlo. «Non sono poi così malridotto» protestò. «Lo so, padre, ma che necessità c'è di affaticarsi, se esiste il modo per evitarlo?» Il vecchio coprì la mano della ragazza con la sua, sentendo i sentimenti dell'adorata nipotina trasudare dalla candida pelle. «A volte penso di essere un peso eccessivo, per te.» «Padre, ma cosa dite?» «Non mentire, Siaka, non a me. So che hai aspirazioni da soddisfare, e sono certo che nulla sia al di fuori della tua portata. Ma la mia presenza ti trattiene qui.» «No, padre, vi sbagliate. Io non ho altro desiderio che starvi vicino. Voi mi avete salvata quando io non ero in grado di badare a me stessa. Ora posso ripagarvi in qualche modo, anche se mai estinguerò il mio debito.» La dolce Siaka. La sua figlia preferita, nei suoi pensieri, solo la nipote, in realtà. Aveva sempre ammirato il carattere docile di sua sorella Giada, ed era stato felice di vederla unita a quell'uomo valoroso che era stato Ikamer Dolmen. La morte in battaglia di quest'ultimo e la salute cagionevole della parente, però, avevano lasciato la piccola Siaka orfana. Era stato suo preciso dovere accoglierla in casa sua. Era stato un grande piacere vederla crescere, vederla sfoggiare i lati migliori dei caratteri dei suoi genitori. Ma adesso era lei a sentirsi obbligata nei suoi confronti. E sapeva che non era possibile farla desistere da tale intento. Si fermò, divincolandosi dal premuroso abbraccio della nipote. Lanciò uno sguardo ai corridoi che dalle scale si dipanavano verso le stanze private. «Siaka, oggi è giorno di festa. Non vuoi onorare tale decorrenza come più si conviene?» «Certe ricorrenze portano con sé spiacevoli ricordi, padre.» Il sovrano abdicatario annuì gravemente e si portò fino al sa 6

7 lottino privato, lasciandosi tallonare dalla bella nipote. Anche le sue premure avevano due facce opposte e contrastanti: lei era la sua unica consolazione, ma era anche vero che gli doleva vederla girovagare irrealizzata per quelle stanze. Chiuse gli occhi, cercando quella pace che non riusciva a trovare. Pensò ai suoi figli; ai loro caratteri così diversi eppure così ben abbinati. Agamiki era la responsabilità fatta persona. Duro quando serviva, amabile nelle restanti occasioni. Capace e intelligente, aveva sempre avuto una buona visione di ogni evento e doti di giudizio sopraffine. Kiami era la decisione, e certo non brillava per sensibilità. La sua lingua, però, sapeva celare bene le rudezze del suo spirito. Poi c'era Morude. Furbo, e scaltro a sufficienza da saper sfruttare ogni situazione a suo vantaggio. Insidioso come un serpente, l'attuale re di Okidna era forse, tra i suoi eredi, quello meno adatto a governare. Egli era l'egoismo, il rappresentante dei suoi interessi personali e di null'altro. Ma era anche suo figlio, e forse l'età adulta aveva smussato i riprovevoli spigoli del suo animo. E infine Sakuro, il suo preferito... Non riusciva a decifrare il carattere del suo secondogenito; gli sembrava di non averlo mai conosciuto. Era senza dubbio la mente, ma era troppo delicato per poter agire senza un degno braccio. Di solito erano Morude e Kiami a sfruttare i suoi piani, a convincerlo a collaborare alle loro losche attività. Ragazzate, naturalmente, innocenti disastri... Eppure Sakuro aveva ucciso Agamiki. Non aveva mai dato segno di bramare il potere né mai aveva sopportato la violenza. Quelle erano le specialità di Morude. A Sakuro piaceva la fine strategia, la battaglia mentale... Eppure per quattro anni aveva strenuamente combattuto per il trono. Era confuso da quel cambiamento. Era spiazzato dagli eventi che avevano distrutto la sua famiglia proprio quando aveva abbandonato il ruolo di re per godersi una pacifica vecchiaia. 7

8 «Pensate a Sakuro, padre?» Colto sul fatto! Fece un sorriso imbarazzato e accettò la tisana di sibuk che la nipote gli porgeva. «Sì, a volte mi tormento coi ricordi» disse, sorseggiando lentamente la bevanda appena tiepida, come si usava nei mesi 1 estivi. «Quello che non capisco è come sia potuto accadere. Nemmeno nei miei peggiori incubi avrei immaginato due dei miei figli intenti a contendersi il trono. O meglio, me lo sarei aspettato da parte di Morude, ma Sakuro... Lui non è mai stato un grande condottiero.» Siaka celò la sua espressione dietro la tazza, sorseggiandone poi il contenuto con estrema eleganza. «In fondo è sempre stato un ottimo stratega, e anche un ottimo capo, sebbene non gradisse il ruolo.» «Non è l'abilità dimostrata sul campo di battaglia a stupirmi, ma la violenza con cui ha agito e le motivazioni che l'hanno spinto. Sakuro era solito rifuggire il potere, sebbene fosse probabilmente il più adatto ad averlo.» «A volte la vita ci cambia più di quanto vorremmo, padre.» «Lo pensi davvero?» Siaka esitò, quasi stesse riflettendo sulla domanda dello zio e non sui suoi crucci. «Non c'è altra spiegazione» mentì infine. «Già. Vorrei sapere quale evento possa aver provocato un mutamento così drastico nel mio Sakuro» replicò il vecchio; la sua voce quasi un pianto. Siaka non poté far altro che stringersi nelle spalle e ritirarsi nelle sue stanze, lasciando lo zio a rincorrere i propri pensieri. Si abbandonò sul letto e lasciò che la sua mente si riempisse 1 Sul Tora dei secoli bui, l'anno era diviso in dieci cicli, o mesi toriani, della durata di trentatré giorni (a parte uno, il primo, che ne contava solamente trentadue). L'anno iniziava al perielio (il giorno dell'anno in cui il pianeta è più vicino al suo sole) e seguivano, dal primo al quinto, i cinque cicli precedenti all'afelio (il giorno dell'anno in cui il pianeta è più lontano dal suo sole). Quindi veniva il primo ciclo post afelio, e in successione i restanti quattro fino al quinto e ultimo. 8

9 dei ricordi, che sempre la seguivano come ombra malevola. Lei era solo una cugina orfana di padre e di madre. Kamaruro l'aveva sempre trattata con equità, ma non altrettanto avevano saputo fare i suoi figli. Non rammentava con piacere la sua infanzia: la mente le riportava alla memoria solo gli scherzi insensibili di Morude e Kiami, l'indifferenza di Agamiki... Ecco, c'era cascata di nuovo. Non poteva rimproverare Agamiki. Lui era lontano per la drastica differenza d'età; lui era quasi un uomo che lei era ancora una bambina... E poi c'erano stati anche dei momenti felici. Sakuro! Ogni gioia della sua vita era legata a quel nome. Lui era sempre stato dalla sua parte. Lui era stato il suo più caro amico d'infanzia; il segreto amore della sua adolescenza... Si morsicò il labbro inferiore, imbarazzata anche dinanzi alla sua coscienza. Era stato tanto segreto, quell'amore, che nemmeno Sakuro ne aveva avuto sentore. E adesso era troppo tardi. A suo zio aveva detto che erano stati il tempo e gli eventi a mutare il carattere di Sakuro, ma non poteva mentire a se stessa. L'ostilità che i suoi cugini le avevano dimostrato durante l'infanzia e la prima adolescenza l'avevano spinta verso il suo unico sostegno. Conosceva ogni suo singolo pensiero; lo conosceva meglio di se stessa. Ed era certa che il condottiero che si era strenuamente opposto a Morude per quattro, lunghi anni non poteva essere il suo Sakuro. 9

10 Evento secondo Gli occhi ambrati di Dasamine scrutarono il misterioso straniero, giudicandolo. Studiò le vesti abbondanti che ricadevano in mille panneggi, attorniando e celando il corpo che intuiva essere snello e slanciato. Era in ottima forma, e lo sguardo rivelava intelligenza. La larga tunica bianca era stretta in vita da una cintura in velluto nero, e neri erano i merletti addobbanti i polsini e i risvolti generosi. Era alto, superava la media dei rakuamiani di alcuni pollici. Ma era quel viso fiero e apparentemente a suo agio nelle vesti divine a sconcertare. La sua pelle era bianca quanto il latte e le sue iridi sembravano due pezzi di carbone. E nera era la folta chioma che scendeva in soffici volute fin sulle spalle. Era straordinario; non aveva mai visto un uomo di tali fattezze. Era naturale che apparisse tanto credibile: i rakuamiani raramente avevano capelli scuri, e mai corvini. Iridi color castano erano singolari, quelle nere le possedeva soltanto il Sommo. E nessuno aveva carnagione tanto pallida su Rakuama, nemmeno nelle province più settentrionali. Prolungò quel silenzio pesante, anche se si rendeva conto che era lui a soffrirlo maggiormente. Aveva bisogno di tempo, comunque, doveva riordinare i suoi pensieri, abituarsi a sostenere quello sguardo penetrante e quasi fastidioso. Esitava, e ciò era segno di debolezza; quella sicurezza che grondava dal nero di quegli occhi forse era arroganza. I modi con cui era giunto in quel luogo facevano propendere per quell'ipotesi, ma ora che lo poteva studiare da vicino si accorgeva di avere dato per scontate fin troppe cose. Le responsabilità che aveva sapevano atterrirlo; aveva la fede a sostenerlo, però. Il clero si attendeva una sola cosa da lui, ne era quasi certo, ma la sua correttezza trascendeva questi problemi politici. Certo era il giusto momento per la venuta del 10

11 Sommo Dio: mai la chiesa si era avvolta di tanta meschinità e nefandezza. Da tempo aveva perso fiducia nell'istituzione che rappresentava, ed era questa la fonte dei suoi timori e delle sue incertezze. Pensò a lui, alla sua venuta. Erano trascorsi solamente due giorni. Lui, ammantato dalle divine vesti, attorniato da luce ultraterrena e prorompente in voce e azioni era giunto. Era calato dal cielo come un dio, ma più simile a un ciarlatano in cerca delle sue vittime. La stella che aveva ingoiato brillava più del sole da poco tramontato; le sue parole capaci di annichilire ogni altro rumore e il suo aspetto sufficiente a convincere lo stolto popolo. Non c'era da stupirsi della reazione della gente, ma un dio non ha bisogno di entrate trionfali. Non poteva spiegare razionalmente i poteri che quell'uomo aveva dimostrato di possedere, né poteva dare delucidazioni sul suo singolare quanto appropriato aspetto. Eppure ciò non glielo faceva apparire più divino di uno dei sassi dell'acciottolato della piazza. No, quell'uomo poteva essere chiunque, qualunque cosa, ma del Sommo possedeva unicamente le sembianze. «Zumutawe, il creatore di stelle, è l'entità creatrice dell'universo. Egli è l'unità Primeva, il Perfetto Essere, il Sommo. Ogni cosa, ogni pianta, ogni animale e ogni uomo non sono che miseri frammenti della Sua essenza originaria. Voglio che ciò ti sia chiaro, straniero. Voglio che tu comprenda esattamente cosa significhi sostenere falsamente di essere la di Lui incarnazione.» «In me è il Suo spirito, e ciò mi rende partecipe della Sua conoscenza. La mia guisa mortale non deve trarre in inganno: in me risiede il seme dell'unità.» «Noi non pretendiamo che il nostro culto sia accettato da tutti, che infinite e misteriose sono le strade che portano all'unità, ma affermare falsamente di essere il Sommo Dio è eresia che non può essere tollerata!» «Mettere in dubbio le mie parole è parimenti grave, che io sono dio anche quando parlo attraverso fragili membra mortali.» 11

12 «Giusta osservazione. Ma è lecito dubitare di un uomo.» «Non spingere la tua lingua troppo innanzi, potresti ritrarla mozza!» «So fin dove mi è concesso giungere, perché conosco la natura dello spirito che mi sta innanzi.» «Molti tuoi simili non condividono le tue convinzioni.» «Sì, la tua spettacolare apparizione ha avuto il potere di rendere ciechi gli occhi degli stolti, ma non tutti gli animi sono così facili da manipolare.» «Nessuna prova è sufficiente a donare la fede all'incredulo.» Ancora una volta le parole del Sacro Libro. Di certo quell'uomo possedeva una buona conoscenza del culto di Zumutawe; di certo non era uno sciocco. Aveva ragione, in fin dei conti: lui non poteva spiegare razionalmente gli avvenimenti di quei giorni né la sua presenza su Rakuama. Aveva solo due possibilità: credere o non credere. La sua logica era costretta a scontrarsi con qualcosa che aveva l'aspetto del soprannaturale, se non l'essenza. «Perché mai il Sommo avrebbe scelto di incarnarsi? Esiste un motivo che richieda il verificarsi di un tale evento?» «La depravazione della chiesa che la mia fede professa non è forse avanzata a tal punto da avere sopraffatto i suoi originari intenti?» Dasamine annuì, poco convinto da quelle parole e ancora meno dalle sue stesse idee. Lo straniero non parlava a vuoto, sapeva dove colpire. Avrebbe desiderato un segno chiaro, una mancanza che lo aiutasse a prendere la decisione senza ledere il suo senso di giustizia. Il clero aveva affidato a lui l'esame contando sulla sua figura integerrima, sulla sua influenza sul popolo... sul suo profondo scetticismo. Sì, la chiesa era talmente corrotta che avrebbe rifiutato anche il vero Zumutawe. In quel momento un dio in terra era tremendamente scomodo, per il clero. Lo straniero era abile, ma forse poteva metterlo alle strette. Doveva smascherarlo, e conosceva un unico modo. Poteva rifiu 12

13 tarsi: il Sommo non deve dare prova di sé; ma sarebbe stato utile constatare come avrebbe reagito. In fondo non era richiesta tanto assurda. Forse offensiva, ma non assurda. «Se in te sono i poteri di Zumutawe, il creatore di stelle, dimostramelo» disse. Sakuro piantò il suo sguardo da fiera sul sacerdote, rovistando un attimo tra le sue conoscenze. Sfogliò le pagine del Sacro Libro, che la sua mente aveva memorizzato saldamente, e trovò facilmente ciò che cercava. Era giunta l'ora di sfruttare i lunghi mesi di studio sulla società e la religione di Rakuama. Nascose il sorriso che gli sorgeva spontaneo. Le parole che Adam gli aveva detto consegnandogli l'opera del profeta Mumulet a rimbombargli nella mente: Non è ammissibile che un dio scordi ciò che la sua voce ha ispirato. «Soddisferò la tua richiesta» disse, dopo aver dialogato silenziosamente col robot che lo guardiava da lontano. Poi si alzò e uscì dalla stanza. Il sacerdote gli fu subito dietro, ora più incuriosito che preoccupato, e un quartetto di soldati clericali non tardò a mettersi sulle loro tracce. Studiò la schiena dell'uomo che lo precedeva per i tentacolosi corridoi del palazzo clericale con la stessa sicurezza di chi vi abitava da anni. Era difficile ammettere di trovarsi a un passo da Dio, soprattutto per un sacerdote; soprattutto per un sacerdote schiacciato dalla consapevolezza dei suoi doveri. Lo aveva colto di sorpresa, ed era cosa rara. Si era aspettato un rifiuto che non c'era stato, e ciò poteva significare due cose: o aveva in serbo un trucco sensazionale, oppure era un pazzo convinto di essere per davvero il Sommo. Lo avrebbe scoperto tra breve, comunque. «Come andiamo, Adam?» pensò Sakuro. Il trasmettitore impiantato tra le sue sinapsi tradusse il pensiero in impulsi elettromagnetici e inviò il tutto attraverso l'etere e il vuoto spazio, giungendo fino alla Nova Spes e al robot intento a tramutare in realtà le richieste dell'uomo. 13

14 «Siamo pronti» fu la risposta. Sakuro annuì e si fermò, essendo ormai giunto al cortile interno del palazzo. Dasamine lo affiancò e alzò uno sguardo curioso. «Cosa aspettiamo?» chiese. «La notte.» «Il sole è già calato.» «Non avere fretta, uomo di chiesa. Dimostra che non sono solo parole quelle che un tempo ispirai al profeta Mumulet e che tu insegni al popolo. Eterni sono i tempi di Zumutawe, e dunque è grande l'uomo che sa attendere il giusto tempo di ogni evento. Piccolo è invece l'animo di chi pretende che tutto alla sua misura si adegui, ché non comprende di essere misero frammento dell'unità.» «Giuste parole.» «Non dovrai attendere a lungo, comunque.» Dasamine annuì e si pose in attesa. In silenzio, i due guardarono il cielo farsi buio, mentre il manto oscuro della notte fagocitava il rossore del crepuscolo. Farab, la stella più luminosa del cielo di Rakuama, si rese visibile, e lentamente le sue simili la imitarono. Sakuro, intanto, riceveva da Adam le informazioni che gli sarebbero state necessarie, e quando il firmamento si mostrò in tutto il suo splendore, alzò il braccio destro a indicare la costellazione del Kopur. «Guarda le stelle che la figura del mansueto kopur formano. Dimmi quante esse sono in numero» comandò. «Sono undici stelle. Due per la testa, quattro per le zampe, tre per il corpo e altre due per la coda.» Sakuro sorrise e ordinò ad Adam di dare inizio allo spettacolo. Spostò il braccio a indicare un punto relativamente privo di stelle, leggermente a destra della costellazione del Kopur. Dasamine seguì il movimento e spalancò gli occhi, nel notare la stella improvvisamente apparsa dove prima non c'era che il buio della notte. Fissò Sakuro colmo di uno stupore tanto intenso da mutarsi in terrore. Si rese vagamente conto che il suo corpo trema 14

15 va. Sconvolto da ciò che vedeva, il suo raziocinio affondò nel mare d'attonita paura che era la sua mente. «Dasamine, figlio di Ikamer, rivela qual è il giusto nome del tuo dio» comandò Sakuro. E Dasamine rispose: «Zumutawe, il creatore di stelle.» La stella appena nata si spense lentamente. Il sacerdote parve non accorgersene. Se ne rimase lì, fissando quella luce che la notte aveva ormai fagocitato. Poi si volse verso Sakuro e lo guardò a lungo, come a chiedergli spiegazioni. Il mormorio dei soldati, rimasti sotto i portici attornianti il giardino, a giungere fino a lui. «É sparita» diceva uno. «Forse non c'è mai stata» replicava un altro. «L'abbiamo vista tutti. Non possiamo essercela immaginata...» Dasamine scrollò il capo e si lasciò alle spalle giardino e miracoli vari. Non era certo di ciò che aveva visto; non era certo di nulla, in quel momento. Quella vocina, però, si era fatta più forte adesso. Accompagnò il suo strano ospite alle stanze che gli erano state riservate e lo lasciò alle attenzioni delle guardie. Non lo degnò di un saluto; se ne andò avvolto in un silenzio profondo quanto il suo turbamento. I piedi a portarlo a zonzo per i corridoi fino a farlo giungere dinanzi ai suoi alloggi. Varcò la soglia con gesti automatici e fissò istupidito i mobili semplici e solidi che le rendevano accoglienti, sentendo i moti della sua mente ritrascinarlo in luoghi lontani. Una stella brillava là, ove il rincorrersi dei suoi dubbi portava. Il letto lo accolse nel suo abbraccio, quando lui vi cadde sopra con gli occhi spalancati da qualcosa di prossimo al terrore. Il soffittò lo guardò curioso a chiedere lumi, ma lui non rispose. Non sapeva rispondere, né spiegare le sue sensazioni. L'essere giunto in guisa divina possedeva realmente dei poteri ultraterreni. Non era Zumutawe, di questo era certo, ma non tutti gli 15

16 dei conoscono la propria natura. Sentiva istintivamente il che di speciale che quel corpo umano racchiudeva. Gli faceva paura! E lo riempiva di gioia. Fermò i suoi pensieri, ma essi galoppavano incontrollabili. L'indomani avrebbe dovuto fare rapporto al consiglio dei primi sacerdoti e ancora non sapeva come agire. Conosceva le intenzioni dei suoi colleghi e superiori. Gli avevano affidato l'incombenza di quell'esame confidando sul suo scetticismo. Mokou, l'incredulo, così lo avevano soprannominato i confratelli del convento di Breis. Aveva sempre onorato quel nomignolo, ma adesso la situazione era diversa. Rimase a lungo a elaborare la tattica atta ad affrontare il consiglio, e il sonno giunse senza farsi notare. Si addormentò. Le vesti ancora indosso; la mente offuscata da preoccupazioni e un presentimento che stimolò Morfeo a colmare la sua notte con tetri presagi. Sogni malefici lo tallonarono fino all'alba, ingigantendo i pericoli che il suo raziocinio distingueva. Incubi lo aggredirono e agitarono il suo riposo, per poi sciogliersi nella luce del giorno e sparire senza lasciare traccia alcuna. Il sapore amaro che sentiva in bocca a rammentargli le sensazioni provate. L'acqua fredda con cui si sciacquò il viso e quella gelida in cui lo immerse per lavar via la sporcizia dei suoi crucci non si rivelarono adatte all'uopo. Uscì dalle sue stanze, ripulito ma ancora piegato sotto il carico delle sue preoccupazioni. Si sentiva vecchio e stanco, molto più di quanto fosse in realtà. E quello era solamente l'inizio. Si diresse al giardino del palazzo, lasciandosi avvolgere dalla sua pacata bellezza. Le fronde generose lo ritemprarono e, due ore più tardi, si sentì pronto ad affrontare il consiglio. Solo le borse sotto gli occhi erano rimaste a testimoniare la brutta nottata. E fu con sicurezza che superò l'uscio della vasta sala. I suoi pensieri intenti a navigare placidamente sul mare della sua mente, nonostante i rischi che la rotta intrapresa comporta 16

17 va. «Dasamine, siamo felici di vedere che sei sopravvissuto all'incontro col nostro dio!» Era Urmeni di Cator, naturalmente, e ovviamente era pesante il tono ironico con cui aveva pronunciato la parola dio. «Che tu possa giungere all'unità, Urmeni. E che voi tutti possiate, miei insigni fratelli.» I saluti di rito vennero ricambiati da tutti i presenti. La vasta sala era arricchita dai sessantasei alti sacerdoti del consiglio. I loro volti parevano severi, più che curiosi, quasi volessero comunicargli che non avrebbero ammesso errori. Sapeva cosa volevano udire, ma non era disposto ad accontentarli. Misurò i passi necessari a raggiungere il suo posto, prendendo tempo. Si accomodò con lentezza, mentre sbirciava gli sguardi che attendevano in silenzio. «Allora, a quali conclusioni sei giunto?» chiese la voce di Berion di Pluma, quando il collega fu al suo posto. Era la domanda. Era il quesito scritto negli occhi di tutti, ma non era la natura dello straniero giunto tre giorni addietro su Rakuama a preoccuparli. La risposta avrebbe rivelato la sua fedeltà al clero. Non era il miscredente che si spacciava per Zumutawe ad essere sotto esame, ma lui: Dasamine di Ikamer. La chiesa era affetta da un morbo che è destinato a intaccare ogni centro di potere. I sessantasei servitori del Sommo lì riuniti erano divisi da rancori e invidie, alla faccia del Culto dell'unità. Ma, nonostante ben conoscesse tutto ciò e ben sapesse i motivi per cui era stato lui il prescelto, non poteva esimersi. «Signori, vi prego, lasciate che l'onorato Dasamine di Ikamer respiri e riordini i suoi pensieri. Quando sarà pronto, sarà lui stesso a cominciare l'esposizione e allora, se vi parrà il caso, potrete formulare le vostre domande.» Dasamine ringraziò con lo sguardo e la parola Foran di Gladis, il Primo Sacerdote, e approfittò del tempo così concessogli. Lasciò che i minuti si trascinassero lenti e indagò nella sua me 17

18 moria per trarne sicurezza. Stava per scrivere da sé la propria condanna, ma forse c'era ancora qualcosa di buono nei cuori di quegli uomini. Narrò i fatti della sera precedente, arricchendoli di impressioni e riflessioni. Non rivelò il miracolo con cui lo straniero aveva fatto apparire una nuova stella, volendo tenere da parte la sua carta migliore. Per ora voleva solo giudicare le reazioni dei colleghi e poter distinguere gli alleati dai nemici. «Signori, a quanto pare Dasamine è rincitrullito!» esclamò Urmeni, schierandosi come previsto dall'altra parte della barricata. «Urmeni, calmati. Le parole del nostro fratello rivelano quanto sia rimasto impressionato dall'incontro con lo straniero. Egli non è incarnazione del Sommo, questo lo sappiamo tutti bene, ma probabilmente in lui c'è qualcosa di speciale.» Urmeni replicò con sguardo irrisorio e crudele. «Marbiat, non facciamoci impressionare dai trucchi che usa. Il Culto dell'unità accetta che un uomo professi una fede diversa da quella predicata dal Grande Profeta, ma farsi passare per il Sommo è offesa intollerabile!» disse; la faccia grassa e tonda resa paonazza della foga con cui aveva parlato. La stanza si animò di mille voci intente a dar ragione all'uno o all'altro, cedendo al caos. «Signori, vi prego!» tuonò allora il Primo Sacerdote. Il silenzio piombò su quegli uomini intenti a mutare la riunione in una disputa da locanda di quart'ordine. Foran era tipo calmo e posato, e probabilmente molti dei presenti lo udivano urlare per la prima volta. «Credo sia nostro dovere dare credito a Dasamine, che sempre è stato fedele servitore di Zumutawe» proseguì Foran, recuperando il tono basso e pacifico che più gli era congeniale. Gli occhi, però, non persero la luce dura che li animava. «Dasamine di Ikamer, hai affermato che lo straniero è il Sommo perché egli usa le parole del Sacro Libro nel suo dire. Hai definito la sua sicurezza segno di superiorità e non di arroganza. Hai rivelato 18

19 che il suo aspetto non è contraffatto, che la somiglianza con le rappresentazioni divine non è un trucco. Questo hai detto, e ne prendiamo atto. Ora, però, vorremmo sapere qual è l'evento che ti ha talmente impressionato da farti giungere alla conclusione che quell'uomo è incarnazione di Zumutawe.» «A te, che rappresenti l'unità su questa terra, non posso negare nulla, né è mia volontà celare oltre i miei ricordi al consiglio» replicò Dasamine. «La sua apparenza e il suo dire possono impressionare il popolo, ma un sacerdote del Sommo guarda oltre. Scettico a proposito della divina natura dello straniero, gli chiesi una prova che confermasse le sue parole. Naturalmente era mio intento studiare le sue reazioni. Nulla avrebbe rivelato una risposta negativa, che un dio non è chiamato a doversi sottoporre al giudizio degli uomini, ma il suo corpo avrebbe parlato per lui, sconfessandolo. «Egli, però, riuscì a sorprendermi. Accettò di buon grado la proposta e mi condusse al giardino del palazzo. Lì giunti, mi disse di attendere, e così io feci. Il sole era già tramontato, ma lui rimase fermo e in silenzio finché il firmamento non ebbe riempito il cielo. Poi indicò la volta celeste e diresse la mia attenzione sulla costellazione che ha le forme del Kopur. Là, tra le undici stelle che formano la figura del pacifico erbivoro, con un solo gesto accese un altro astro. Così egli rivelò ai miei occhi la sua vera natura, ché solamente il Sommo è capace di tali azioni» disse. Stavolta fu il silenzio ad accogliere le parole di Dasamine. Ora tutti lo guardavano attoniti, sinceramente impressionati. Aveva estratto l'asso dalla manica e, a quanto poteva constatare, gli altri stavano bluffando. Persino Urmeni non trovò parole per replicare. Forse era stato pessimista; forse aveva malgiudicato il clero e frainteso le sue intenzioni. I sacerdoti parevano smarriti e quasi inclini ad accettare l'idea di un dio in terra. Ma bastò incrociare lo sguardo di Foran perché le sue illusioni crollassero di schianto. 19

20 Quelle iridi dai riflessi verdi lo fissavano, chiedendogli cosa volesse ottenere. Il sorriso di sfida era aperta minaccia, e Dasamine sapeva di non potersi opporre al Primo Sacerdote. Foran di Gladis non era disposto a cambiare lo stato delle cose. Lui non avrebbe mai accettato la presenza di un dio sul suolo di Rakuama; e le straordinarie capacità dello straniero erano un motivo in più per sbatterlo in prigione. Quello sguardo lo fissava quasi divertito, gli chiedeva se davvero fosse quello il suo intento. Vuoi combattere questa battaglia anche sapendo che sarò io il tuo avversario? diceva. Fabio Pontelli 20

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione

Dal libro Per Amore solo per Amore - Introduzione I poeti generalmente amano i gatti, perché i poeti non nutrono dubbi sulla loro superiorità. Marion C. Garrety che per prima leggi nel mio dolore e silenziosamente ti offri a lenirlo senza chiedere nulla

Dettagli

Racconti di me. Un regalo

Racconti di me. Un regalo 1 Racconti di me di Cetta De Luca Un regalo Io non regalo oggetti. Magari un sogno, un emozione qualcosa che rimanga nella vita di valore. A volte solo un ricordo, a volte me stessa. 2 Apparenza Tu che

Dettagli

IL SIGNORE È VICINO A CHI HA IL CUORE FERITO

IL SIGNORE È VICINO A CHI HA IL CUORE FERITO IL SIGNORE È VICINO A CHI HA IL CUORE FERITO Come mai chiedi da bere a me? Domenica 9 Novembre 2014 DIOCESI DI MILANO SERVIZIO PER LA FAMIGLIA DECANATO SAN SIRO Centro Rosetum Via Pisanello n. 1 h. 16.30

Dettagli

Scopri il piano di Dio: Pace e vita

Scopri il piano di Dio: Pace e vita Scopri il piano di : Pace e vita E intenzione di avere per noi una vita felice qui e adesso. Perché la maggior parte delle persone non conosce questa vita vera? ama la gente e ama te! Vuole che tu sperimenti

Dettagli

Claudio Bencivenga IL PINGUINO

Claudio Bencivenga IL PINGUINO Claudio Bencivenga IL PINGUINO 1 by Claudio Bencivenga tutti i diritti riservati 2 a mia Madre che mi raccontò la storia del pignuino Nino a Barbara che mi aiuta sempre in tutto 3 4 1. IL PINGUINO C era

Dettagli

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR

Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR Scuola Secondaria di I grado di Lavagno Istituto Comprensivo don Lorenzo Milani LAVAGNO - VR PERSONE DA AIUTARE Ci sono persone che piangono dal dolore, li potremmo aiutare, donando pace e amore. Immagina

Dettagli

PARROCCHIA SACRO CUORE FESTA DEL PERDONO TI STRINGEVO TRA LE BRACCIA

PARROCCHIA SACRO CUORE FESTA DEL PERDONO TI STRINGEVO TRA LE BRACCIA PARROCCHIA SACRO CUORE FESTA DEL PERDONO TI STRINGEVO TRA LE BRACCIA 2 maggio 2015 Canto iniziale Cel. Nel nome del Padre TI PORTAVO IN BRACCIO Una notte un uomo fece un sogno. Sognò che stava camminando

Dettagli

http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip

http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip Scarica questo libretto Ascolta le canzoni in MP3 http://www.veronicaetony.com/download/accordivet.pdf http://www.veronicaetony.com/download/ascoltamp3.zip Canti con accordi 1 Lo spirito e la sposa z do

Dettagli

BENEDIZIONE DELLE MAMME E DEI PAPÀ IN ATTESA

BENEDIZIONE DELLE MAMME E DEI PAPÀ IN ATTESA I A6 BENEDIZIONE DELLE MAMME E DEI PAPÀ IN ATTESA Parrocchia Domenica CANTO D INIZIO NEL TUO SILENZIO Nel tuo silenzio accolgo il mistero venuto a vivere dentro di me, sei tu che vieni, o forse è più vero

Dettagli

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ======================================================================

============================================ II DOMENICA DOPO NATALE (ANNO C) ====================================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO 03.01.2016 Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Bianco ============================================ II DOMENICA

Dettagli

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19

Angeli - Voglio Di Piu' Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 01:19 01 - Voglio Di Piu' Era li', era li', era li' e piangeva ma che cazzo hai non c'e' piu',non c'e' piu',non c'e' piu' e' andato se ne e' andato via da qui Non c'e' niente che io possa fare puoi pensarmi,

Dettagli

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29

Scritto da Simona Straforini Martedì 03 Marzo 2015 11:27 - Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Marzo 2015 15:29 Sono qui da 15 giorni e ho già avuto il primo grosso scombussolamento emotivo: un ondata di dubbi, paure, rabbia, senso di inadeguatezza, solitudine e chi più ne ha, più ne metta. Il tutto stimolato da

Dettagli

LOCUZIONI AL MONDO. Il mistero di ogni persona (22/4/2013 24/4/2013) Testi tradotti dai messaggi originali pubblicati sul sito Locutions to the World

LOCUZIONI AL MONDO. Il mistero di ogni persona (22/4/2013 24/4/2013) Testi tradotti dai messaggi originali pubblicati sul sito Locutions to the World LOCUZIONI AL MONDO Il mistero di ogni persona (22/4/2013 24/4/2013) Testi tradotti dai messaggi originali pubblicati sul sito Locutions to the World 2 Sommario 1. La decisione della SS. Trinità al tuo

Dettagli

BEATI VOI MI FA#-7 LA MI LA MI FA#-7 LA6 MI LA Beati voi, beati voi, beati voi, beati voi. BEATI VOI

BEATI VOI MI FA#-7 LA MI LA MI FA#-7 LA6 MI LA Beati voi, beati voi, beati voi, beati voi. BEATI VOI BEATI VOI MI FA#-7 LA MI LA MI FA#-7 LA6 MI LA MI FA#-7 Se sarete poveri nel cuore, beati voi: LA6 MI sarà vostro il Regno di Dio Padre. MI FA#-7 Se sarete voi che piangerete, beati voi, LA6 MI perché

Dettagli

La cenerentola di casa

La cenerentola di casa La cenerentola di casa Audrina Assamoi LA CENERENTOLA DI CASA CABLAN romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Audrina Assamoi Tutti i diritti riservati Questa storia è dedicata a tutti quelli che

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

S. DOMENICO di Guzman

S. DOMENICO di Guzman Carissimi bambini, abbiamo pensato di farvi una sorpresa... sapete che questo è il giornalino del rosario, ma vi siete mai domandati chi ha inventato il rosario? Nooooo?! E allora, bambini e bambine, in

Dettagli

IL SOGNO di GIUSEPPE Canzoni

IL SOGNO di GIUSEPPE Canzoni IL SOGNO di GIUSEPPE Canzoni CANZONE: QUESTO VESTITO BELLISSIMO Giacobbe: Ecco, figlio qui per te una cosa certo che ti coprirà, ti scalderà, e poi sarà un pensiero mio per te. Ti farà pensare a me, al

Dettagli

Poesie, filastrocche e favole per bambini

Poesie, filastrocche e favole per bambini Poesie, filastrocche e favole per bambini Jacky Espinosa de Cadelago Poesie, filastrocche e favole per bambini Ai miei grandi tesori; Elio, Eugenia ed Alejandro, coloro che ogni giorno mi fanno crescere

Dettagli

Mario Basile. I Veri valori della vita

Mario Basile. I Veri valori della vita I Veri valori della vita Caro lettore, l intento di questo breve articolo non è quello di portare un insegnamento, ma semplicemente di far riflettere su qualcosa che noi tutti ben sappiamo ma che spesso

Dettagli

UN FIORE APPENA SBOCCIATO

UN FIORE APPENA SBOCCIATO UN FIORE APPENA SBOCCIATO "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). uesto verso racchiude tutto

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

LE NOSTRE CANZONI DI NATALE

LE NOSTRE CANZONI DI NATALE CANZONE: LE NOSTRE CANZONI DI NATALE VIENI BAMBINO TRA I BAMBINI Quando la notte è buia E buio è anche il giorno, non credi che il domani potrà mai fare ritorno. Quando la notte è fredda C è il gelo nel

Dettagli

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese

Canti per i funerali. Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese Canti per i funerali Ciclostilato in proprio Parrocchia di Castiglione Torinese SYMBOLUM 77 (84) 1. Tu sei la mia vita, altro io non ho Tu sei la mia strada, la mia verità Nella tua parola io camminerò

Dettagli

SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013]

SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013] SCUOLA DELLA FEDE [4] La risposta dell uomo a Dio [5.03. 2013] 1. La risposta a Dio che ci parla; a Dio che intende vivere con noi; a Dio che ci fa una proposta di vita, è la fede. Questa sera cercheremo

Dettagli

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE

QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE QUESTIONARIO DI OFFER PER ADOLESCENTI SULLA IMMAGINE DI SE INTRODUZIONE AL QUESTIONARIO Questo questionario viene usato per scopi scientifici. Non ci sono risposte giuste o sbagliate. Dopo aver letto attentamente

Dettagli

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE

FAVOLA LA STORIA DI ERRORE FAVOLA LA STORIA DI ERRORE C era una volta una bella famiglia che abitava in una bella città e viveva in una bella casa. Avevano tre figli, tutti belli, avevano belle auto e un bel giardino, ben curato,

Dettagli

Un uomo mandato da Dio

Un uomo mandato da Dio Bibbia per bambini presenta Un uomo mandato da Dio Scritta da: Edward Hughes Illustrata da: Byron Unger; Lazarus Adattata da: E. Frischbutter; Sarah S. Tradotta da: Eliseo Guadagno Prodotta da: Bible for

Dettagli

Gruppo G.R.E.M. Piemonte e Valle d Aosta. Attività di animazione: LA FAMIGLIA KIT DI ANIMAZIONE

Gruppo G.R.E.M. Piemonte e Valle d Aosta. Attività di animazione: LA FAMIGLIA KIT DI ANIMAZIONE Gruppo G.R.E.M Piemonte e Valle d Aosta Attività di animazione: LA FAMIGLIA KIT DI ANIMAZIONE Il kit, pensato per l animazione di bambini, ragazzi e adulti sul tema famiglia è così composto: - 1 gioco

Dettagli

La Sagrada Famiglia 2015

La Sagrada Famiglia 2015 La Sagrada Famiglia 2015 La forza che ti danno i figli è senza limite e per fortuna loro non sanno mai fino in fondo quanto sono gli artefici di tutto questo. Sono tiranni per il loro ruolo di bambini,

Dettagli

Catechismo di iniziazione cristiana dei fanciulli SETTIMA UNITÀ

Catechismo di iniziazione cristiana dei fanciulli SETTIMA UNITÀ Catechismo di iniziazione cristiana dei fanciulli SETTIMA UNITÀ Siamo figli di Dio Dio Padre ci chiama ad essere suoi figli Leggi il catechismo Cosa abbiamo imparato Ci accoglie una grande famiglia: è

Dettagli

INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010.

INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010. INTERVENTO ALLENATORI-DIRIGENTI CSR Introduzione ai tre appuntamenti di formazione 9 gennaio 2010. Introduzione E appena passato il tempo delle feste. Tradizionale è lo scambio di regali Quale il regalo

Dettagli

Il principe Biancorso

Il principe Biancorso Il principe Biancorso C era una volta un re che aveva tre figlie. Un giorno, stando alla finestra con la maggiore a guardare nel cortile del castello, vide entrare di corsa un grosso orso che rugliava

Dettagli

Candela bianca. Silvia Angeli

Candela bianca. Silvia Angeli Candela bianca È successo ancora. Il buio della stanza mi chiama alla realtà. Abbandono riluttante le coperte calde, rifugio sicuro e accendo una candela bianca, con la sua fiamma dorata. È successo di

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Come migliorare la tua relazione di coppia

Come migliorare la tua relazione di coppia Ettore Amato Come migliorare la tua relazione di coppia 3 strategie per essere felici insieme I Quaderni di Amore Maleducato Note di Copyright Prima di fare qualunque cosa con questo Quaderno di Amore

Dettagli

Sono stato crocifisso!

Sono stato crocifisso! 12 febbraio 2012 penultima dopo l epifania ore 11.30 con i fidanzati Sono stato crocifisso! Sia lodato Gesù Cristo! Paolo, Paolo apostolo nelle sue lettere racconta la sua storia, la storia delle sue comunità

Dettagli

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza

Attimi d amore. Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Attimi d amore Scende come la pioggia un petalo di rose e quando ti vedo perdo la testa per te mia cara ragazza Distesa davanti alla collina Occhi verdi come il prato distesa e non pensi a nulla. Ricordo

Dettagli

Gesù bambino scrive ai bambini

Gesù bambino scrive ai bambini Gesù bambino scrive ai bambini Leonardo Boff scrive a Gesù Bambino sul materialismo del Natale Il materialismo di Babbo Natale e la spiritualità di Gesù Bambino Un bel giorno, il Figlio di Dio volle sapere

Dettagli

Obbiettivo dell incontro: accompagnare i bambini verso la comprensione che per credere in Gesù dobbiamo amarlo e non dubitare mai del suo Amore

Obbiettivo dell incontro: accompagnare i bambini verso la comprensione che per credere in Gesù dobbiamo amarlo e non dubitare mai del suo Amore Traccia: Obbiettivo dell incontro: accompagnare i bambini verso la comprensione che per credere in Gesù dobbiamo amarlo e non dubitare mai del suo Amore Per la preghiera: vedi in allegato. Sviluppo dell

Dettagli

Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Perugia. Corso di Psichiatria. Massimo Piccirilli

Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Perugia. Corso di Psichiatria. Massimo Piccirilli Facoltà di Medicina e Chirurgia Università di Perugia Corso di Psichiatria Massimo Piccirilli Psichiatria branca della medicina che tratta della prevenzione, diagnosi e cura delle malattie mentali E difficile

Dettagli

Perché un libro di domande?

Perché un libro di domande? Perché un libro di domande? Il potere delle domande è la base per tutto il progresso umano. Indira Gandhi Fin dai primi anni di vita gli esseri umani raccolgono informazioni e scoprono il mondo facendo

Dettagli

VI INCONTRO IL CRISTIANO ADULTO E LA COSCIENZA. chi ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (def.dizionario)

VI INCONTRO IL CRISTIANO ADULTO E LA COSCIENZA. chi ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (def.dizionario) VI INCONTRO IL CRISTIANO ADULTO E LA COSCIENZA Cerchiamo il significato delle due parole: ADULTO CRISTIANO chi ha raggiunto il completo sviluppo fisico e psichico (def.dizionario) colui che ha deciso di:

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1)

Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1) Abbi il piacere di leggere fino alla fine...(poi pensa... E scegli l opzione numero 1) Cos è il virtu@le? Un giorno entrai di fretta e molto affamato in un ristorante. Scelsi un tavolo lontano da tutti,

Dettagli

TEMI PRINCIPALI DEI MESSAGGI

TEMI PRINCIPALI DEI MESSAGGI TEMI PRINCIPALI DEI MESSAGGI PREGHIERA E IL S. ROSARIO N.B. Queste apparizioni della Madre di Dio non sono ancora state né approvate né smentite dalla Santa Sede. E stata costituita dalla Chiesa una commissione

Dettagli

Il Keisuke: Sono un ottimo studente e il senso della mia vita è studiare.

Il Keisuke: Sono un ottimo studente e il senso della mia vita è studiare. 1.1. Ognuno di noi si può porre le stesse domande: chi sono io? Che cosa ci faccio qui? Quale è il senso della mia esistenza, della mia vita su questa terra? Il Keisuke: Sono un ottimo studente e il senso

Dettagli

ADE CERCA MOGLIE. Completa. Rispondi

ADE CERCA MOGLIE. Completa. Rispondi IL DIO ADE Il dio Ade è fratello del dio Zeus. Ade è il re dei morti. Per gli antichi greci, dopo la morte, gli uomini vanno negli Inferi. Gli Inferi sono un luogo buio e triste che si trova sotto terra.

Dettagli

Ci sono gesti che sono semplici, che non

Ci sono gesti che sono semplici, che non famiglia oggi Donare, per salvare una vita di Giorgia Cozza Storia di Laura e della sua grave malattia. E di come la speranza possa di nuovo tornare, attraverso un donatore di midollo osseo che risiede

Dettagli

Oggi si parla tanto di ricchezza, ma poco

Oggi si parla tanto di ricchezza, ma poco Cammino di perfezione/4 Le ricchezze della povertà Oggi si parla tanto di ricchezza, ma poco di povertà. Invece la povertà bisogna amarla come una madre. Di quanti beni è feconda la povertà e di quanti

Dettagli

La felicità per me è un sinonimo del divertimento quindi io non ho un obiettivo vero e proprio. Spero in futuro di averlo.

La felicità per me è un sinonimo del divertimento quindi io non ho un obiettivo vero e proprio. Spero in futuro di averlo. Riflessioni sulla felicità.. Non so se sto raggiungendo la felicità, di certo stanno accadendo cose che mi rendono molto più felice degli anni passati. Per me la felicità consiste nel stare bene con se

Dettagli

Ogni gruppo, partendo dalla 1a elementare fino alle Medie, presenta un segno ed il motivo del ringraziamento (vedi allegato)

Ogni gruppo, partendo dalla 1a elementare fino alle Medie, presenta un segno ed il motivo del ringraziamento (vedi allegato) Conclusione dell anno catechistico Elementari e Medie Venerdì 30 maggio 2014 FESTA DEL GRAZIE Saluto e accoglienza (don Giancarlo) Canto: Alleluia, la nostra festa Presentazione dell incontro (Roberta)

Dettagli

PAOLO VA A VIVERE AL MARE

PAOLO VA A VIVERE AL MARE PAOLO VA A VIVERE AL MARE Paolo è nato a Torino. Un giorno i genitori decisero di trasferirsi al mare: a Laigueglia dove andavano tutte le estati e ormai conoscevano tutti. Paolo disse porto tutti i miei

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

Un pensiero per la nostra Maestra Grazie Maestra Carla!

Un pensiero per la nostra Maestra Grazie Maestra Carla! Un pensiero per la nostra Maestra Grazie Maestra Carla! Quarta Primaria - Istituto Santa Teresa di Gesù - Roma a.s. 2010/2011 Con tanto affetto... un grande grazie anche da me! :-) Serena Grazie Maestra

Dettagli

Lo Yoga è nato in India

Lo Yoga è nato in India Lo Yoga è nato in India 1 Più esattamente nel nord dell India, circa 5mila anni fa, presso una civiltà molto sviluppata e raffinata, che abitava in una zona molto fertile, nella valle tra il fiume Indo

Dettagli

Grido di Vittoria.it

Grido di Vittoria.it COME ENTRARE A FAR PARTE DELLA FAMIGLIA DI DIO La famiglia di Dio del Pastore Mario Basile Il mio intento è quello di spiegare in parole semplici cosa dice la Bibbia sull argomento, la stessa Bibbia che

Dettagli

«Io sono la via, la verità e la vita»

«Io sono la via, la verità e la vita» LECTIO DIVINA PER LA V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A) Di Emio Cinardo «Io sono la via, la verità e la vita» Gv 14,1-12 Lettura del testo Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12) In quel tempo, Gesù disse ai

Dettagli

L albero di cachi padre e figli

L albero di cachi padre e figli L albero di cachi padre e figli 1 Da qualche parte a Nagasaki vi era un bell albero di cachi che faceva frutti buonissimi. Per quest albero il maggior piacere era vedere i bambini felici. Era il 9 agosto

Dettagli

ESSERE FELICI E MEGLIO!

ESSERE FELICI E MEGLIO! ESSERE FELICI E MEGLIO! I 5 MOTIVI PER ESSERLO di Carla Favazza Questo manuale contiene materiale protetto dalle leggi sul Copyright nazionale ed internazionale. Qualsiasi riproduzione senza il consenso

Dettagli

Diego e Ilaria 26 Luglio 2013

Diego e Ilaria 26 Luglio 2013 Diego e Ilaria 26 Luglio 2013 Musica J.Pachelbel, Canone R. Wagner, Marcia Nuziale da Lohengrin Poesia di: Alan Douar Quando ti chiedo cos è l amore, immagina due mani ardenti che si incontrano, due sguardi

Dettagli

Adorazione Eucaristica

Adorazione Eucaristica Adorazione Eucaristica Pregare come i Santi I santi sono coloro che hanno creduto e vissuto con amore il mistero di Cristo. Essi hanno saputo vivere nel difficile nascondimento la preghiera, sottratta

Dettagli

TAVOLA ROTONDA Programmazione della gravidanza e diabete: i diversi punti di vista. PENSO ALLA GRAVIDANZA ed ho il diabete

TAVOLA ROTONDA Programmazione della gravidanza e diabete: i diversi punti di vista. PENSO ALLA GRAVIDANZA ed ho il diabete TAVOLA ROTONDA Programmazione della gravidanza e diabete: i diversi punti di vista PENSO ALLA GRAVIDANZA ed ho il diabete Una cosa sola è certa del mio futuro... VOGLIO avere dei figli! il diabete non

Dettagli

N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio

N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio N. e N. 45 anni nella grazia del matrimonio Celebrare un anniversario non significa rievocare un avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento di grazie una realtà presente che ha

Dettagli

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo.

Estate_. - Se fosse per te giocheremmo solo a pallamuso. - aggiunse Morbidoso, ridendo. Estate_ Era una giornata soleggiata e piacevole. Né troppo calda, né troppo fresca, di quelle che ti fanno venire voglia di giocare e correre e stare tra gli alberi e nei prati. Bonton, Ricciolo e Morbidoso,

Dettagli

Amare il rischio Amare gli altri. Amare l amato. Amare la vita Amare il mondo

Amare il rischio Amare gli altri. Amare l amato. Amare la vita Amare il mondo Amare il rischio Amare gli altri Amare l amato Amare la vita Amare il mondo Amare l amato In ognuno di noi è forte il desiderio di amore: la fame e la sete di amicizia, di intimità, di unione e di comunione

Dettagli

M I S T E R I D E L D O L O R E

M I S T E R I D E L D O L O R E M I S T E R I D E L D O L O R E Mio Dio, dona a tutti, a tutti gli uomini, la conoscenza di te e la compassione dei tuoi dolori. Le rosaire. Textes de, Monastère de Chambarand, Roybon 2009, p. 27 1. L

Dettagli

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO C)

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO C) SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO C) Grado della Celebrazione: Festa Colore liturgico: Bianco INTRODUZIONE Il brano evangelico di oggi ci offre il ritratto di ogni famiglia nelle sue componenti

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

Articolo giornale campo scuola 2014

Articolo giornale campo scuola 2014 Articolo giornale campo scuola 2014 Condivisione, stare assieme sempre, conoscersi? In queste tre parole racchiuderei la descrizione del campo estivo. Sono sette giorni bellissimi in cui si impara prima

Dettagli

Sussidio realizzato dall Azione Cattolica Ragazzi

Sussidio realizzato dall Azione Cattolica Ragazzi 6-8 anni Sussidio realizzato dall Azione Cattolica Ragazzi Diocesi di Ferrara-Comacchio Hanno collaborato: Debora Curulli, Manuela Pisa, Ottavia Persanti, Elena Sambo, don Enrico Garbuio Finito di stampare:

Dettagli

Maurizio Albanese DONARE È AMARE!

Maurizio Albanese DONARE È AMARE! Donare è amare! Maurizio Albanese DONARE È AMARE! raccolta di poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Maurizio Albanese Tutti i diritti riservati Ai miei genitori Santo e Maria L associazione Angeli

Dettagli

Manuel Loi ----------------------------------------------------- Lorenzo Di Stano

Manuel Loi ----------------------------------------------------- Lorenzo Di Stano Manuel Loi Vedo un campo di spiche di grano tutto giallo, con un albero di pere a destra del campo, si vedeva un orizzonte molto nitido, e sotto la mezza parte del sole all'orizonte c'era una collina verde

Dettagli

IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE

IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE Rappresentazione teatrale degli Alunni dell'ic di San Cipirello Esplorazione della Memoria Alle radici del Primo Maggio A.S. 2014 / 15 Narratore È il primo maggio. Un'anziana

Dettagli

Lasciatevi incantare

Lasciatevi incantare Lasciatevi incantare Rita Pecorari LASCIATEVI INCANTARE favole www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Rita Pecorari Tutti i diritti riservati Tanto tempo fa, io ero ancora una bambina, c era una persona

Dettagli

un tubicino che gli entrava nell'ombelico.

un tubicino che gli entrava nell'ombelico. Un altro Miracolo Quel bimbo non aveva un nome né sapeva se era un maschietto o una femminuccia. Inoltre non riusciva a vedere, non poteva parlare, non poteva camminare né giocare. Riusciva a muoversi

Dettagli

ADDORMENTARSI PERCHÉ NON SAPEVA CHE COSA FARE IL GIORNO DOPO. ALLA FINE SI RICORDÒ CHE MANCAVANO POCHI GIORNI AL PERIODO DURANTE IL QUALE

ADDORMENTARSI PERCHÉ NON SAPEVA CHE COSA FARE IL GIORNO DOPO. ALLA FINE SI RICORDÒ CHE MANCAVANO POCHI GIORNI AL PERIODO DURANTE IL QUALE CAPITOLO II DON ABBONDIO NON RIUSCÌ AD ADDORMENTARSI PERCHÉ NON SAPEVA CHE COSA FARE IL GIORNO DOPO. ALLA FINE SI RICORDÒ CHE MANCAVANO POCHI GIORNI AL PERIODO DURANTE IL QUALE NON SI POTEVANO CELEBRARE

Dettagli

NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco

NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco NATALE DEL SIGNORE (ANNO C) Messa del giorno Grado della Celebrazione: Solennità Colore liturgico: Bianco INTRODUZIONE Il tempo di Natale è un tempo di doni - un dono dice gratuità, attenzione reciproca,

Dettagli

Giovanna Quadri ROCCONTI

Giovanna Quadri ROCCONTI Racconti Giovanna Quadri ROCCONTI Paura e coraggio. Queste donne con il loro coraggio, il loro amore, nella società e nel farsi prossimo, hanno vinto il male con il bene. La giustizia a trionfato. però

Dettagli

Occhi, naso, bocca, orecchie, mani... per pregare

Occhi, naso, bocca, orecchie, mani... per pregare Il Signore ci fa suoi messaggeri Abbiamo incontrato Gesù, ascoltato la sua Parola, ci siamo nutriti del suo Pane, ora portiamo Gesù con noi e viviamo nel suo amore. La gioia del Signore sia la vostra forza!

Dettagli

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013

QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI. elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 QUESTIONARIO SULLE DIPENDENZE da MEZZI TECNOLOGICI elaborato dagli alunni della 3E a.s. 2012-2013 F= risposta degli alunni/figli G = risposta dei genitori F: 1- Cosa pensi della dipendenza elettronica?

Dettagli

Chiesa di Cristo in Ferrara Studi Biblici e Riflessioni

Chiesa di Cristo in Ferrara Studi Biblici e Riflessioni Chiesa di Cristo in Ferrara Studi Biblici e Riflessioni Chiesa di Cristo, Via Paglia 37, Ferrara Telefono: 0532 760138 http://www.chiesadicristofe.org NOTA: Iniziamo la presente serie con brevi puntualizzazioni

Dettagli

Roberta Santi AZ200. poesie

Roberta Santi AZ200. poesie AZ200 Roberta Santi AZ200 poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Roberta Santi Tutti i diritti riservati T amo senza sapere come, né quando né da dove, t amo direttamente, senza problemi né orgoglio:

Dettagli

Parco naturale La Mandria

Parco naturale La Mandria Parco naturale La Mandria La favola di Rosa Ciao bambini io sono Turcet, il topolino che vive qui al Castello! Quando ero piccolo mio Nonno Topone mi raccontò la storia del Re Vittorio Emanuele e della

Dettagli

L AUTOVALUTAZIONE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI

L AUTOVALUTAZIONE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI L AUTOVALUTAZIONE DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI Mi figura dla rujenedes Meine Sprachenfigur La mia figura delle lingue Silvia Goller Scuola dell infanzia Santa Cristina/Val Gardena Le bambine e i bambini

Dettagli

VIVERE IL LUTTO SIGNIFICA AMARE

VIVERE IL LUTTO SIGNIFICA AMARE Anselm Grün VIVERE IL LUTTO SIGNIFICA AMARE Vivere le nostre relazioni al di là della morte Queriniana Introduzione Nel nostro convento tengo regolarmente dei corsi per persone in lutto, in particolare

Dettagli

RECITA MUSICALE DELLA PACE 4 ottobre 2007

RECITA MUSICALE DELLA PACE 4 ottobre 2007 ATTORI: 3B RECITA MUSICALE DELLA PACE 4 ottobre 2007 CANTANTI: 4B Narratrice Valentina Massimo Re sì Re no Orsetto Farfalla Uccellino Cerbiatto Lepre Popolo del paese sì Popolo del paese no Sophie Dana

Dettagli

Enzo l incontro con Gesù

Enzo l incontro con Gesù Enzo l incontro con Gesù Enzo Casagni ENZO L INCONTRO CON GESÙ Autobiografia www.booksprintedizioni.it Copyright 2015 Enzo Casagni Tutti i diritti riservati A Gesù che mi ha sempre seguito fin dal seno

Dettagli

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE Urlo d amore Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE racconti brevi www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maria Antonietta Bafile Tutti i diritti riservati A tutti gli innamorati... A tutti gli amori assurdi

Dettagli

LAURA, IN CINA TRA KUNG FU E CANTI TRADIZIONALI (Come un estate in 中 国 ha cambiato la mia vita)

LAURA, IN CINA TRA KUNG FU E CANTI TRADIZIONALI (Come un estate in 中 国 ha cambiato la mia vita) LAURA, IN CINA TRA KUNG FU E CANTI TRADIZIONALI (Come un estate in 中 国 ha cambiato la mia vita) Credevo di essere pronta a questa esperienza. Credevo di essere pronta a passare un intero mese dall altra

Dettagli

Song Book WWW.ALPHAGENERATION.IT/PDGWT

Song Book WWW.ALPHAGENERATION.IT/PDGWT Parola della Grazia Worship Team Song Book WWW.ALPHAGENERATION.IT/PDGWT Ti servirai di me ( 2006 Giovanni Di Sano & Marta Cascio) Verse Sol#Min Si5 Fa#5 Mi Mio Signore Mio Salvatore Fatti Conoscere Sol#Min

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

CHE COSA TI FA VENIRE IN MENTE QUESTA PAROLA?

CHE COSA TI FA VENIRE IN MENTE QUESTA PAROLA? CHE COSA TI FA VENIRE IN MENTE QUESTA PAROLA? Mi fa pensare all'oscurità, perchè l'ombra è oscura, nera e paurosa. Penso ad un bambino che non ha paura della sua ombra perchè è la sua. Mi fa venire in

Dettagli

***! Le letture di Edgar Cayce parlano molto a favore dell importanza del matrimonio.!

***! Le letture di Edgar Cayce parlano molto a favore dell importanza del matrimonio.! Gli Aspetti Spirituali del Matrimonio nelle Letture di Cayce *** Le letture di Edgar Cayce parlano molto a favore dell importanza del matrimonio. D: Il matrimonio come l abbiamo è necessario e consigliabile?

Dettagli

Le tentazioni di Gesù. e le nostre. Camminando verso la Pasqua. e le nostre. Prima settimana di Quaresima «anno A»

Le tentazioni di Gesù. e le nostre. Camminando verso la Pasqua. e le nostre. Prima settimana di Quaresima «anno A» Prima settimana Le tentazioni di Gesù e le nostre «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo» (Mt 4,1-11). 1. Osserviamo il disegno. Tenendo presente il brano del Vangelo

Dettagli

IL RITMO ROVINOSO CHE PORTA ALLA FOLLIA

IL RITMO ROVINOSO CHE PORTA ALLA FOLLIA Associazione culturale per la promozione del Teatro Musicale contemporaneo P.Iva 04677120265 via Aldo Moro 6, 31055 Quinto di Treviso - Tv IL RITMO ROVINOSO CHE PORTA ALLA FOLLIA TERZA VERSIONE autore:

Dettagli

Wretched - Libero Di Vevere, Libero Di Morire. Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 03:35

Wretched - Libero Di Vevere, Libero Di Morire. Scritto da Joel Lunedì 11 Agosto 2008 03:35 01 - Come Un Cappio Un cappio alla mia gola le loro restrizioni un cappio alla mia gola le croci e le divise un cappio che si stringe, un cappio che mi uccide un cappio che io devo distruggere e spezzare

Dettagli

Quasi stelle di Marcella Bettini

Quasi stelle di Marcella Bettini Quasi stelle di Marcella Bettini Illustrazione di Simonetta Fratini Quasi-stelle C era una volta una casa con tante finestre con le persiane verdi a pallini blu che, quando si aprivano, sembravano ali

Dettagli

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 Zeta 1 1 2 NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 2010 by Bonfirraro Editore Viale Ritrovato, 5-94012 Barrafranca - Enna Tel. 0934.464646-0934.519716

Dettagli

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA

AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA AMA TE STESSO PUOI GUARIRE LA TUA VITA HEAL YOUR LIFE WORKSHOP 4/5 OTTOBRE 2014 PRESSO CENTRO ESTETICO ERIKA TEMPIO D IGEA 1 E il corso dei due giorni ideato negli anni 80 da Louise Hay per insegnare il

Dettagli