LA LAMPADINA CHE ACCENDE IL SOLE. speciale energie rinnovabili

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1 IL SOLE CHE ACCENDE LA LAMPADINA SONO IN RAPIDA DIFFUSIONE NEL NOSTRO PAESE GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI, COMPLICI GLI INCENTIVI STATALI PREVISTI PER CHI LI REALIZZA. UN MODO PULITO PER PRODURRE ENERGIA ELETTRICA. E NON SOLO PER AUTOCONSUMO ATTILA OLDANO* La produzione di energia elettrica utilizzando impianti fotovoltaici è oggi in rapida diffusione e il mercato mondiale è in forte crescita. Anche in italia da qualche tempo, grazie all introduzione di incentivazioni a favore dell energia prodotta da impianti fotovoltaici, si sta diffondendo sempre più l interesse da parte di privati, aziende e pubblica amministrazione. In altri Paesi è già da diverso tempo che l atteggiamento è molto favorevole. Si pensi a tal proposito alla Germania, al Giappone e agli stati Uniti, dove le incentivazioni hanno contribuito a una diffusione su larga scala di questi impianti. La produzione di energia elettrica sfruttando la tecnologia fotovoltaica è nelle direttive principali dell accordo sottoscritto a Kyoto dai principali governi per la riduzione entro il 2012 dell 8% della produzione di CO 2 rispetto ai valori del In effetti l energia del sole è un energia pulita che permette di risparmiare l utilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. L ENERGIA DEL SOLE L energia irraggiata dal sole raggiunge il suolo terrestre in funzione di alcuni parametri: l angolo di incidenza dei raggi rispetto al piano irraggiato; 72 VQ NUMERO NOVE - NOVEMBRE 2MILA8

2 Tralasciando le tecnologie sperimentali e non ancora mature, le celle a oggi più diffuse sul mercato sono: Silicio monocristallino: il silicio a cristallo singolo, o monocristallino, è ottenuto da un prospeciale energie rinnovabili la posizione della Terra rispetto al Sole (variazione con ritmo stagionale); la rotazione della Terra attorno al suo asse (variazione con ritmo giornaliero); l altitudine (attraversando l atmosfera e passando da 1,353 kw/m 2 a circa 1,0 kw/m 2 al livello del mare). Durante l attraversamento dell atmosfera terrestre, l irraggiamento solare subisce inoltre diversi effetti dovuti alle condizioni atmosferiche. Una parte di esso viene infatti riflessa, una parte viene diffusa e una parte infine raggiunge il suolo. È ovvio quindi che tutte le considerazioni sull energia solare utilizzabile sulla Terra si basino sulla conoscenza statistica della distribuzione geografica dell intensità della radiazione solare. La radiazione solare viene generalmente misurata dai servizi meteorologici, che nel tempo hanno raccolto dati statisticamente attendibili. Questi dati sono stati elaborati ed oggi è possibile conoscere l irraggiamento solare medio mensile ed annuale (kw/m 2 ) in funzione della posizione geografica. La Comunità Europea ha creato un sito (http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/index.htm) dedicato allo sviluppo della tecnologia solare nel quale mette a disposizione tutte le carte attraverso le quali è piuttosto semplice ricavare i valori di irraggiamento medio. IL SILICIO E IL SOLE: L EFFETTO FOTOVOLTAICO Analizzeremo ora come sia possibile ottenere energia elettrica dal sole utilizzando il silicio. Le celle solari (figura 1) sono infatti composte da sottilissime fette di silicio provenienti da un cristallo cilindrico che si ottiene da un bagno di silicio fuso. Il cristallo viene drogato, con una piccola concentrazione di impurità che, grazie alla bassa conducibilità elettrica, diviene conduttore di elettricità. A seconda del tipo di drogante, il cristallo diventa conduttore di cariche negative (elettroni) e viene denominato di tipo n, oppure di cariche positive (lacune) e viene denominato di tipo p. Per far sì che il cristallo diventi di ti- po n normalmente viene utilizzato il Fosforo, mentre per renderlo di tipo p il Boro. Per realizzare una cella il primo passo è quello di tagliare il cristallo in fette, dette wafer, dello spessore di poche frazioni di mm. L operazione successiva consiste nella creazione della cosiddetta giunzione p-n. Per ottenerla, su un wafer di tipo n viene diffuso ad alta temperatura del Boro in quantità tale per cui un sottilissimo strato di tale superficie diventi di tipo p. Il materiale di tipo p, normalmente quello esposto alla radiazione solare, ha uno spessore dell ordine del µm, mentre quello di tipo n ha uno spessore di circa 200 µm. Nella zona di contatto della giunzione si crea una zona di svuotamento in quanto gli elettroni della zona n tenderanno a migrare verso la zona p, caricandola negativamente e LA CELLA FOTOVOLTAICA creando a loro volta lacune nella zona n, che si carica positivamente. Tale processo dura finché il campo elettrico che si viene a creare non raggiunge una differenza di potenziale tale da contrastare lo scambio. Quando un fotone (l unità elementare della forza elettromagnetica) urta la regione della giunzione p-n, la sua energia produce una coppia elettrone-lacuna. L elettrone tende a migrare verso lo strato di Silicio tipo n carico positivamente, mentre la lacuna migra verso la zona p carica negativamente. Se gli strati p e n sono connessi con fili conduttori, viene prodotta una corrente elettrica che può circolare in un circuito esterno di utilizzazione. Ogni cella, irraggiata da luce solare, produce tipicamente una tensione di circa 0,4-0,5 Volt. QUALE CELLA? Come si è visto, la cella fotovoltaica è l elemento di silicio elementare capace, grazie all effetto fotovoltaico, di convertire la luce in corrente elettrica. Figura 1 VQ NUMERO NOVE - NOVEMBRE 2MILA8 73

3 I moduli fotovoltaici costituiscono la parte più costosa dell impianto fotovoltaico e vanno quindi scelti con grande oculatezza. cesso detto di melting a partire da cristalli di silicio di elevata purezza che, una volta fusi, vengono fatti solidificare a contatto con un seme di cristallo. Durante il raffreddamento, il silicio gradualmente si solidifica nella forma di un lingotto cilindrico di monocristallo del diametro di cm, con una lunghezza che può raggiungere i 200 cm. In un momento successivo, il lingotto viene tagliato con speciali seghe a filo, in wafer dello spessore di µm. Silicio policristallino: ha costi di produzione inferiori a quello monocristallino. I cristalli si presentano ancora aggregati tra loro ma con forme e orientamenti differenti. L affinamento del processo produttivo delle celle di silicio policristallino consente ormai di realizzare celle con prestazioni elettriche solo di poco inferiori rispetto a quelle di silicio monocristallino. Silicio amorfo: è stato il primo e l unico antagonista del cristallino per tutti gli anni Ottanta e Novanta. Dal suo lancio sul mercato, la tecnologia amorfa è quella che ha realizzato i maggiori progressi, sviluppando soluzioni sofisticate e attenuando molti dei suoi problemi tecnologici. A differenza della tecnologia cristallina che utilizza wafer con spessore di qualche centinaio di micron, in questo caso la materia attiva è ottenuta in forma di gas, con il vantaggio di poter essere depositata in strati spessi pochi micron e su di una grande varietà di superfici di appoggio. Si possono così ottenere film di spessore totale pari a 1-2 millimetri, anche flessibili e leggerissimi. Purtroppo la natura stessa del silicio amorfo limita notevolmente la prestazione elettrica in termini di efficienza, che rimane ben al di sotto di quella del cristallino. Rimangono, inoltre da risolvere una serie di problemi legati alla stabilità delle prestazioni nel tempo. Ad esempio, il silicio amorfo perde già circa il 10% delle prestazioni di potenza dichiarate dal costruttore nelle prime ore di esposizione. Risulta quindi difficile stabilire a priori le vere prestazioni del- 74 VQ NUMERO NOVE - NOVEMBRE 2MILA8

4 l impianto realizzato dopo il degrado iniziale e confrontare economicamente l amorfo con altre scelte a pari potenza acquistata. L aspetto estetico di questi moduli è tuttavia decisamente attraente, grazie alla possibilità di realizzare moduli flessibili, e quindi prodotti prevalentemente a uso architettonico o in sostituzione agli elementi edilizi. Film sottile: sono celle composte da strati di materiale semiconduttore depositati generalmente come miscela di gas su supporti a basso costo come vetro, polimero, alluminio che danno consistenza fisica alla miscela. La deposizione di un gas consente l immediato beneficio di un utilizzo minore di materiale attivo: lo spessore si riduce dai 300 µm delle celle cristalline ai 4-5 µm di quella a film sottile. Inoltre, il processo produttivo dei film sottili consente una riduzione delle fasi di lavorazione che, oltretutto e a differenza del cristallino, possono essere automatizzate. DALLA CELLA AL SISTEMA FOTOVOLTAICO Una volta prodotte, le celle vengono poi assemblate e collegate tra di loro in un unica struttura formando il cosiddetto modulo fotovoltaico. Un insieme di moduli, connessi elettricamente tra loro, formano il campo fotovoltaico che, insieme ad altri componenti meccanici, elettrici ed elettronici, consente di realizzare un sistema fotovoltaico. Per sua natura un sistema fotovoltaico, nel suo insieme, capta e trasforma la radiazione solare incidente e la rende disponibile sotto forma di energia elettrica. Poiché l utenza utilizza tipicamente corrente alternata, mentre il campo fotovoltaico produce corrente di tipo continuo, tra i dispositivi necessari c è quasi sempre un inverter, in grado di trasformare l energia elettrica da continua in alternata. Principalmente esistono due tipi di impianti: Stand-alone e Grid-connected. Gli impianti Stand-alone (o Off-Grid) risultano isolati dalla rete. Sono sistemi autonomi in cui l energia elettrica viene prodotta in eccedenza rispetto al carico elettrico e accumulata all interno di batterie, al fine di poter essere utilizzata in momenti di bassa insolazione o di buio. Questo tipo di sistema si applica bene a ripetitori radio, utenze isolate, lampioni fotovoltaici etc. Gli impianti Grid-connected sono invece quelli collegati alla rete elettrica, con i quali l energia prodotta viene convertita in corrente elettrica alternata, immessa nella rete nazionale e contabilizzata con un contatore doppio, in grado di gestire la corrente in entrata e quella in uscita. Questi tipi di impianto sono quelli attualmente più richiesti grazie all introduzione del Nuovo Conto Energia, che ne incentiva la realizzazione al punto da farli considerare un investimento interessante.

5 PROGETTARE UN IMPIANTO GRID-CONNECTED La progettazione di un impianto fotovoltaico, com è logico, ha molte caratteristiche in comune con quella di un impianto elettrico. Tuttavia occorre che vengano presi in considerazione alcuni aspetti importanti che non hanno nulla a che vedere con gli impianti elettrici ma risultano esclusivamente legati alla produttività dell impianto. Dopo una prima valutazione preliminare di massima sull esposizione, sulle superfici disponibili, sulla possibilità di integrazione nell edificio ecc. con il fine di valutare la fattibilità nonché i costi e la produttività di massima dell impianto per valutare l interesse all investimento, occorre far predisporre un progetto esecutivo. È molto importante che il progettista o la società a cui ci si rivolge abbia tutte le competenze necessarie per fornire la giusta valutazione preliminare, effettuando tutte le considerazioni necessarie a garantire la massima produzione prevista e la massima durata dell impianto. In particolare occorre costruire un accurato diagramma delle ombre, per valutare correttamente tutti gli eventuali ostacoli ed il percorso delle rispettive ombre durante la giornata e le stagioni. Una cattiva valutazione può infatti portare a un errata progettazione PRODUZIONI DI ANIDRIDE CARBONICA A CONFRONTO FONTE ENERGETICA Da corrente continua ad alternata È preferibile installare un unico inverter o più dispositivi di questo tipo? Entrambe le soluzioni sono valide ma hanno costi diversi e garanzie diverse in caso di guasto. Mentre l utilizzo di un inverter unico è la soluzione sicuramente più economica, sebbene l affidabilità di questi dispositivi sia buona, in caso di guasto la produzione di corrente verrebbe interamente sospesa. Quando sono previsti più inverter, il costo è di certo un po superiore, ma nel caso di malfunzionamento di uno di essi la produzione continua con gli altri. In certi casi è possibile valutare l ipotesi di far installare un inverter di riserva da far entrare in funzione qualora uno degli altri abbia un fault. La scelta dell inverter delle stringhe di campo con conseguente significativo calo di produttività. Un campo fotovoltaico è infatti costituito da diverse stringhe tra loro collegate in parallelo. Poiché ciascuna stringa non è altro che un insieme di moduli collegati in serie, e ciascun modulo funziona come un generatore di corrente in serie agli altri, se uno di essi è in ombra tutta la stringa produce una corrente pari a quella del modulo in ombra. Definita una corretta distribuzione dei moduli e delle rispettive stringhe, occorre scegliere accuratamente soprattutto per impianti di una certa potenza la soluzione per la trasformazione della corrente continua del campo fotovoltaico in corrente alternata (inverter, vedere box). PRODUZIONE g CO 2 /kwh incenerimento rifiuti solidi urbani 940 impianti tradizionali a carbone 900 impianti a carbone pulito 800 olio combustibile 720 impianto a gas tradizionale 500 impianto a gas a ciclo combinato 370 Tab. 1 Produzione media di CO2 relativa alle fonti energetiche non rinnovabili utilizzate in Italia. deve considerare che ciascun dispositivo inserito tra il campo fotovoltaico e la rete è causa di perdita di potenza. Un buon inverter ha un rendimento di picco superiore al 94% e in certi casi può giungere al 96%. Gli inverter devono essere certificati dal costruttore come rispondenti alla normativa DK 5940 per poter essere interfacciati alla rete. Altri parametri che possono essere tenuti in considerazione per la valutazione di un inverter sono la possibilità di connettere l inverter a un unità di supervisione o in rete, l esistenza di un software di monitoraggio dei principali parametri di produttività e la possibilità di monitoraggio mediante un browser. SCEGLIERE I COMPONENTI I moduli fotovoltaici sono ovviamente una parte molto importante di un impianto fotovoltaico anche perché sono i più costosi e vanno quindi scelti con grande oculatezza. Infatti la bontà dell investimento è proporzionale alla loro qualità. Moduli con prezzo ridotto ma cattive performance disattendono inevitabilmente le aspettative di ritorno dell investimento (Roi) e anche se inizialmente si ha la sensazione di aver fatto una buona scelta perché si è speso di meno, ben presto ci si accorge che la produzione non è quella attesa. Il parametro più importante di un modulo è la potenza di picco, indicata come Wp. Essa indica la potenza ottimale alla tensione di massimo rendimento generata quando il modulo viene irradiato con una energia luminosa standard di 1000Wh/m 2 a una temperatura di 25 C. Tale valore si misura ovviamente in laboratorio. Generalmente questo parametro viene espresso attraverso il rendimento, che è la percentuale di energia captata e trasformata rispetto a quella totale giunta sulla superficie del modulo. Tale valore può essere considerato un indice di correlazione tra watt erogati e superficie occupata e, a parità di produzione elettrica richiesta, la superficie occupata dal campo fotovoltaico sarà tanto minore quanto più alto è il valore del suo rendimento. I valori tipici in commercio sono: 16% per i moduli in silicio monocristallino, 13% per quelli in policristallino, 8% per quelli in silicio amorfo. 76 VQ NUMERO NOVE - NOVEMBRE 2MILA8

6 Ne consegue che il silicio amorfo, per produrre la stessa quantità di corrente di un impianto a moduli monocristallini, occuperà il doppio dello spazio. Per dare un idea, lo spazio richiesto da pannelli di tipo mono o policristallino è tipicamente di 7-8 m 2 /kwp, mentre per l amorfo si raggiungono i 20 m 2 /kwp. Un altro parametro di riferimento importante è la potenza minima Pmin che il pannello è in grado di generare a causa delle tolleranze di lavorazione che fan sì che un pannello non sia mai uguale all altro. La Pmin si ricava dalla tolleranza t dichiarata dal costruttore e sarà pari a: Pmin = Pmax (t/100)*pmax. È ovvio che occorre scegliere possibilmente moduli con un t piccolo per essere sicuri di avere un pannello con Wp il più vicino possibile a quella per il quale è venduto. Due altri aspetti fondamentali nella scelta del pannello sono la garanzia e le certificazioni. Le garanzie devono riguardare sia i difetti di fabbricazione (durata da 2 a 5 anni) sia i rendimenti del modulo nel tempo. In genere i moduli sono garantiti per il 90% della potenza minima dopo 10 anni e l 80% dopo 20 anni. Le certificazioni sono importanti per poter ottenere accesso al Conto energia quando occorre esplicitamente la certificazione IEC o CEI EN Un altra certificazione che, per quanto non obbligatoria, è meglio ci sia, è La TUV SKL II, che garantisce la presenza di un isolamento di classe II per la protezione delle persone. Tutta la componentistica scelta, a esclusione dei pannelli, costituisce un sottosistema dell impianto definito Bos (Balance of System). Si tratta quindi dei cavi, degli switch, degli inverter dei supporti ecc. Parte di questi elementi costituiscono a tutti gli effetti un carico per il generatore fotovoltaico e quindi dissipano parte dell energia prodotta. Spesso quindi viene definito Bos il rendimento di tutti questi componenti necessari a trasferire l energia prodotta dai pannelli fotovoltaici alla rete elettrica. Mediamente un valore ritenuto valido di Bos è circa l 85%. ASPETTI AMBIENTALI E PAESAGGISTICI Per meglio comprendere il beneficio ambientale che si ottiene con l installazione di un impianto fotovoltaico, è opportuno confrontarne la produzione di anidride carbonica (nulla) con quella delle altre fonti energetiche utilizzate in Italia (tabella 1). Considerando che nel nostro Paese il valore medio di produzione di CO 2 da impianti termoelettrici nel 2004 era pari a 650 g CO 2 / kwh e che ciascun kwp installato produce in media all anno circa kwh/anno nel Nord Italia, kwh/anno nel Centro Italia e kwh/anno nel Sud Italia, si ottiene un risparmio di produzione di CO 2 pari a 0,85 t di CO 2 /anno/kwp installato al Nord, 0,98 al Centro e 1,17 al Sud. I COSTI DEL FOTOVOLTAICO Il fotovoltaico è una tecnologia pulita e innovativa ma deve tenere sempre in considerazione un aspetto altrettanto importante quale è il paesaggio, spesso individuato come elemento qualificante di un territorio. I moduli fotovoltaici sono costruiti con materiali innovativi e spesso l inserimento degli stessi può migliorare l aspetto di un edificio e può diventare una caratteristica estetica. La possibilità di integrare i pannelli nella struttura dell edificio fornisce, oltre all opportunità di non alterare il paesaggio, una maggiore retribuzione dell investimento grazie ai maggiori incentivi destinati agli impianti integrati. Fig. 2 Le diverse voci di costo che discendono dalla progettazione e installazione di un impianto fotovoltaico. FACCIAMO I CONTI Con l introduzione del Conto Energia, gli impianti fotovoltaico sono diventati per molti un investimento interessante, anche tenendo conto del fatto che la quota di energia prodotta e autoconsumata viene acquistata oggi a un prezzo vantaggioso restando al riparo da eventuali forti aumenti dei costi energetici. Per ogni progetto, soprattutto se questo ha uno scopo di natura commerciale, occorre effettuare un attenta analisi economico-finanziaria che tenga conto dell investimento da effettuare, dei costi di gestione, manutenzione e assicurazione dell impianto, dei ricavi attesi, degli oneri finanziari e del regime di tassazione da applicare. Qui di seguito analizzeremo gli aspetti principali da tenere in attenta considerazione per una corretta analisi dell investimento e per la determinazione del Roi. I costi Essi sono generalmente distribuiti come descritto nella figura 2. Il prezzo medio di installazione di un impianto si aggira dai ai euro/kwp, in funzione naturalmente della taglia dell impianto. Il costo annuo di manutenzione è generalmente basso e si stima in circa l 1% del costo d impianto. In tale stima sono compresi anche gli eventuali costi di manutenzione straordinaria, dovuti alla VQ NUMERO NOVE - NOVEMBRE 2MILA8 77

7 sostituzione di qualche componente dell impianto. Il costo di esercizio è limitato al canone annuo da pagare alla società elettrica per il secondo contatore (circa 30 euro). I ricavi Essi presentano diverse componenti: incentivazioni del conto energia, autoconsumo, vendita dell energia prodotta in eccesso. La fonte di ricavo principale di un impianto fotovoltaico è il Nuovo Conto Energia, che comporta l erogazione di un incentivo proporzionale alla produzione di energia elettrica. Le tariffe alle quali viene incentivata l energia prodotta variano secondo l integrazione dell impianto nella struttura e secondo la potenza installata, come illustrato in tabella 2. Per gli impianti che entreranno in funzione dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2010 le tariffe incentivanti sono decurtate del 2% per ciascuno degli anni successivi al Vi è poi un ulteriore incentivazione qualora sull edificio in cui è stato realizzato l impianto siano effettuati interventi che migliorino l efficienza energetica dell edificio stesso di almeno il 10%. La maggiore incentivazione sarà pari alla metà della percentuale di riduzione ottenuta (per un massimo del 30%) e partirà dall anno solare successivo alla domanda. Inoltre ulteriori interventi migliorativi rinnovano il diritto al premio, sempre con un tetto del 30%. È interessante segnalare che vi è un ulteriore incremento del 5% delle tariffe nei seguenti casi: per impianti non integrati con potenza nominale superiore a 3 kwp, i cui soggetti responsabili consumino almeno il 70% dell energia prodotta VENDERE ENERGIA Fig. 3 - Il bilancio energetico del sistema è dato da U E = P C. M1 e M2 sono i contatori che forniscono le indicazioni per il calcolo. Quando P > C si cede energia alla rete, mentre quando P < C la si acquista. per impianti integrati in superfici esterne elettrica prodotta dall impianto, che può essere di involucri di edifici, fabbricati, strutture edilizie di destinazione agricola, in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto. Le incentivazioni vengono corrisposte per un periodo di 20 anni e rimangono costanti per tutto il periodo. Un ulteriore fonte di ricavo per il soggetto responsabile è costituita dalla valorizzazione dell energia autoconsumata o venduta al mercato. L autoconsumo è un vantaggio di tipo implicito, che consiste nell utilizzo di una parte dell energia prodotta con conseguente riduzione della bolletta elettrica. La vendita al mercato è invece una fonte di ricavo esplicita (figura 3 e box dedicato). Oneri assicurativi Buona parte dell impianto, la parte spesso più costosa, si trova all esterno ed è quindi

8 soggetta al rischio di furto o di danneggiamenti meteorologici, come fulmini o grandine. È quindi buona prassi prevedere una polizza assicurativa contro questi eventi straordinari. Gli oneri assicurativi vanno a concorrere nel calcolo del ritorno dell investimento. Oneri finanziari Qualora si decida di finanziare l investimento per verificarne il ritorno occorre tenere conto dell incidenza degli interessi passivi. Per facilitare i finanziamenti, il Gse (Gestore dei Servizi Elettrici) permette la cessione al soggetto finanziatore dei crediti derivanti dall ammissione alle tariffe incentivanti. A tal proposito il Gse ha sottoscritto un accordo quadro con numerosi istituti di credito che consente loro di avvalersi di modalità semplificate per la cessione del credito. Il regime fiscale Il regime fiscale di tassazione agisce sui ricavi ottenuti sia tramite le tariffe incentivanti sia tramite la vendita dell energia. Le modalità di tassazione dei suddetti ricavi dipendono dal tipo di servizio effettuato dall impianto (scambio sul posto o cessione alla rete) e risultano quindi strettamente legate anche alla Vendere o compensare? Le modalità di cessione alla rete dell energia prodotta possono essere di due tipi: regime di vendita oppure regime di scambio sul posto (per impianti con potenza 20 kwp). Il regime di vendita può essere effettuato in modalità indiretta, mediante la stipula di una convenzione di ritiro dedicato da parte del gestore della distribuzione locale, oppure in modalità diretta, attraverso la vendita in borsa o la vendita a un grossista, previa iscrizione al mercato dell energia elettrica. La vendita indiretta è consigliabile sia per la semplicità gestionale sia per la maggiore redditività dei prezzi minimi garantiti rispetto ai prezzi di mercato. I prezzi minimi garantiti per la vendita di energia da impianti di potenza inferiore a 1 MWp sono pari a: fino a kwh annui: 0,096 /kwh; da a di kwh annui: 0,081 /kwh; da a di kwh annui: 0,071 /kwh; energia eccedente i di kwh annui: prezzo è pari a quello di cessione dall Acquirente Unico alle imprese distributrici per la vendita al mercato vincolato. Lo scambio sul posto risulta conveniente per impianti di potenza inferiore ai 20 kwp e per i quali il punto di immissione e di prelievo dell energia elettrica dalla rete coincidano. Esso consiste nell operare un saldo annuo tra l energia elettrica immessa in rete e quella prelevata dalla rete. Se il saldo annuale risulta positivo, questo è portato come credito per la compensazione di un eventuale saldo negativo nell anno successivo. Il saldo positivo di un dato anno, può essere utilizzato per compensare eventuali saldi negativi per un massimo di 3 anni, dopodiché il credito residuo viene annullato. Poiché con tale disciplina non è possibile vendere l energia prodotta in eccesso ma solo compensarla, il servizio di scambio sul posto risulta vantaggioso solo se, su base annua, il consumo di energia elettrica sia pari o superiore alla produzione. In caso contrario è consigliabile scegliere il regime di vendita precedentemente illustrato. potenza dell impianto e dal profilo giuridico fiscale del soggetto responsabile (persona fisica, persona giuridica, condominio ). La durata dell impianto I calcoli per ottenere i ricavi totali vengono effettuati sulla vita minima dell impianto con- GLI INCENTIVI DEL NUOVO CONTO ENERGIA Entrata in esercizio Potenza nominale Senza integrazione Integrazione parziale Integrazione totale 1 kw P 3 kw 0,40 0,44 0, kw < P 20 kw 0,38 0,42 0,46 Tab. 2 - Tariffe incentivanti ( /kwh) e periodo di diritto previsti dall art. 6 del DM 19/02/07. P > 20 kw 0,36 0,40 0,44

9 I moduli fotovoltaici odierni hanno una vita stimata di circa 80 anni, ma plausibilmente vengono dismessi dopo un ciclo di vita massimo di anni. venzionalmente fissata in anni. In realtà i moduli fotovoltaici odierni hanno una vita stimata di 80 anni circa, anche se è plausibile ipotizzare che vengano dismessi dopo un ciclo di vita di massimo anni. Il Roi Tenendo conto di tutti i fattori appena esposti ed esaminando impianti di piccola taglia (3 kwp) che operano in regime di scambio sul posto, si possono ottenere stime del tempo di ritorno del capitale investito, che nel nostro Paese varia, vista la diversa insolazione, da Nord a Sud, collocandosi su valori tra 11 e 13 anni al Nord, tra 9 e 11 anni al Centro e tra 7 e 9 anni al Sud. Al crescere della taglia dell impianto, il ritorno dell investimento si abbrevia sempre più, rendendolo sempre più interessante soprattutto per coloro che possono pensare di usufruire di un buon autoconsumo. IL FOTOVOLTAICO IN CANTINA Ormai da qualche anno diverse cantine, anche di fama nazionale e internazionale, hanno cominciato a installare impianti fotovoltaici che coprono parte del loro fabbisogno di energia elettrica. Le ragioni sono sia di natura commerciale sia di natura economica. Da un lato è ormai diverso tempo che si è risvegliato nel mercato un senso di eco-sostenibilità che induce i produttori a prendere in considerazione l uso di fonti rinnovabili per dimostrare al consumatore la propria attenzione verso l ambiente e verso il proprio territorio. Dall altro lato l investimento in immagine diventa anche economicamente sostenibile grazie agli incentivi e al continuo crescere delle tariffe energetiche. Oltre a quella elettrica, le cantine necessitano di un altra forma di energia: quella termica. È infatti necessario disporre di impianti che mantengano le condizioni climatiche entro parametri ideali. Una nuova frontiera per ottenere questo in modo eco-sostenibile è l uso della geotermia a bassa entalpia. Un impianto geotermico per il suo funzionamento necessita tuttavia di una certa quantità, anche se modesta, di energia elettrica. Tale energia elettrica può essere ottenuta installando un impianto fotovoltaico. In questo modo è possibile ottenere un sistema di climatizzazione quasi autosufficiente e a impatto ambientale quasi nullo, con un ritorno d investimento molto rapido. È possibile richiedere l elenco dei riferimenti normativi validi per l Italia in materia di realizzazione e gestione degli impianti fotovoltaici a *C.C.R. Ingegneria Srl Torino 80 VQ NUMERO NOVE - NOVEMBRE 2MILA8

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