IL CAPPELLO MAGICO RITA SABATINI
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- Simone Vittore Fabiani
- 10 anni fa
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1 IL CAPPELLO MAGICO RITA SABATINI
2 Da quando il signor Bartolomeo aveva perso tutti i suoi capelli era diventato molto triste. Dapprima i capelli erano diventati grigi e avevano iniziato a diradarsi. Poi avevano cominciato a cadere sempre più in fretta finchè non ne era rimasto più neanche uno. Se la ricordava ancora quella mattina quando, tentando di pettinare l ultimo ciuffetto rimasto, si era ritrovato con la testa liscia e lucida come quella di un bambino appena nato. Senza capelli non si piaceva proprio. Le sue grandi orecchie a sventola gli sembravano enormi e si sentiva ridicolo. Non voleva più farsi vedere in giro e non si fermava a parlare con nessuno perché aveva paura di essere deriso. Quando arrivava il freddo, poi, il signor Bartolomeo senza i suoi capelli prendeva un mucchio di raffreddori. Il naso allora si gonfiava e diventava paonazzo e con le orecchie così grandi gli sembrava di assomigliare a un elefante. Aveva comprato tanti cappelli per nascondere la testa ma finiva sempre col perderli. Se c era un po di vento il cappello volava via. Quando saliva sull autobus affollato il cappello spariva e a casa sua c era un tale disordine che non trovava mai dove l aveva lasciato. Alla fine aveva deciso di non comprarne più e di restare in casa. Usciva raramente solo per fare un po di spesa. Quando faceva già buio camminava velocemente a testa bassa raggiungendo il negozio più vicino e poi, quasi di corsa, tornava a casa. Ma una sera d autunno successe una cosa davvero strana. Stava camminando svelto senza guardarsi troppo attorno quando andò a sbattere con la fronte contro la vetrina di un negozio che si trovava proprio in mezzo al marciapiede.
3 2 - Che strano! pensò il signor Bartolomeo - non avevo mai visto questo negozio prima d ora. E poi mettere un negozio in mezzo al marciapiede è proprio un idea bizzarra!- La vetrina era piena zeppa di cappelli ed il signor Bartolomeo decise di entrare perché faceva talmente freddo che aveva bisogno di scaldarsi un po. Dentro c erano scaffali di legno altissimi pieni di cappelli di ogni forma e colore. Ce n erano di enormi che sarebbero andati bene a dei giganti e di minuscoli giusti appena per degli gnomi. Si vedevano eleganti cilindri per andare a teatro, cappelli in feltro di tutti i colori e berretti sportivi con buffe visiere. C erano cappelli di lana con grandi pon pon arcobaleno, cappelli di paglia pieni di fiori di tutti i tipi, cappelli di stoffa a quadretti viola e verdi e cappelli con lunghe piume di pavone. Sembra incredibile ma c erano perfino dei cappelli da fata che emettevano una brillante luce azzurrognola Dietro al bancone c era una vecchia signora con un grande sorriso stampato tra due guance paffute. Aveva degli occhialini tondi ed indossava una camicetta bianca tutta di pizzo. Sembrava proprio che provenisse da un altro secolo. - Vorrei un cappello - disse il signor Bartolomeo meravigliandosi della sua decisione improvvisa. - La stavo aspettando, ho proprio quello che desidera. Ecco un cappello davvero speciale! -disse la negoziante porgendogli un cappello rosso. - Che cos ha di speciale? - chiese il signor Bartolomeo provandosi il cappello che sembrava fatto apposta per lui. - un cappello magico, non lo perderà mai. Basta chiamarlo per nome e torna subito sulla testa del suo proprietario - sussurrò l anziana signora facendogli l occhiolino.
4 3 Al signor Bartolomeo quella signora era subito sembrata strana e adesso era convinto che fosse un po matta. Però fuori faceva talmente freddo che decise di comprare il cappello. - Si ricordi che si chiama Gedeone! - gli disse la signora mentre usciva. - Che strana gente si incontra! - pensava il signor Bartolomeo camminando per la strada. Ad un tratto si alzò un forte vento che fece volare il cappello lontano. - Anche questo è perso! Lo sapevo che non dovevo più comprare cappelli! pensò nervosamente il signor Bartolomeo guardando il suo cappello nuovo che volava sopra il tetto di una casa. - E magari adesso dovrei anche mettermi a chiamare Gedeone per la strada! esclamò con rabbia così forte che una signora che gli camminava davanti ebbe un sussulto e rovesciò le borse della spesa piene di arance. Il Signor Bartolomeo stava cercando di aiutare la signora rincorrendo le arance per tutto il marciapiede quando, improvvisamente, sentì il cappello tornare sulla sua testa. - Sarà stato il vento - pensò il Signor Bartolomeo sorpreso ma al tempo stesso contento che il cappello fosse ancora sulla sua testa in quella sera fredda. Visto che cominciava a piovere decise di prendere l autobus per tornare a casa più in fretta. L autobus, come al solito, era pieno di persone e, nella confusione, il cappello sparì. Se ne accorse solo mentre scendeva ma ormai non poteva più tornare indietro. - Chissà che fine avrà fatto Gedeone? - sussurrò tra sè. Ed ecco che a quelle parole il cappello rosso volò fuori dall autobus un attimo prima che le porte si richiudessero e andò a posarsi sulla sua testa.
5 4 - Forse qualcuno me l avrà lanciato - pensò il signor Bartolomeo rallegrandosi di avere ancora quel caldo copricapo. Finalmente arrivò a casa, si tolse il cappello, mangiò un po di minestra e andò a letto perché si sentiva molto stanco. Quando si svegliò non ricordava più dove aveva messo il suo cappello nuovo. Era davvero disordinato. C erano oggetti e indumenti sparsi dappertutto: giornali spiegazzati sul pavimento, calzini appesi ai quadri, coperte ciondolanti dallo specchio, sciarpe sotto il letto Il signor Bartolomeo in mezzo a tutta quella confusione non riusciva proprio a trovare niente. - Se fossi più ordinato adesso troverei Gedeone! - esclamò ad alta voce. Ed ecco che da sotto una pila di giornali il cappello rosso cominciò a volteggiare. Si alzò pian pianino dondolando su se stesso e dopo aver fatto un piccolo volo si mise sulla sua testa. - Ma allora è proprio un cappello magico - pensò specchiandosi ancora incredulo questo significa che non dovrò più aver paura di perderlo! - Da quel giorno il signor Bartolomeo non perse più il cappello magico e non si sentì più nemmeno ridicolo. Era talmente felice che la sua espressione cambiò. Non aveva più quell aria scontrosa come se fosse sempre arrabbiato. Passeggiava per la strada sorridendo alle persone che incontrava e tutti gli ricambiavano il sorriso. Prese l abitudine di fermarsi a chiacchierare con le persone al parco. Giocava con i bambini e si divertiva a raccontare loro delle bellissime favole. Decise di riordinare la sua casa e cominciò ad invitare i nuovi amici a prendere il tè.
6 5 Ormai era talmente sicuro di non perdere più il suo cappello che cominciò a non farci neanche più caso. E non si accorse neppure quando, una mattina, Gedeone divenne dapprima trasparente e poi scomparve del tutto. Anche se aveva le orecchie a sventola le persone non lo prendevano affatto in giro e ricambiavano sempre i suoi sorrisi. I bambini erano felici di ascoltare le sue storie e di passare a trovarlo per fare una buona merenda assieme. Grazie a Gedeone finalmente non era più solo.
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