Funzionamento DATARISCH
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- Vittorio Scarpa
- 9 anni fa
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1 Funzionamento DATARISCH Il funzionamento del programma consta di tre fasi. - La prima fase è la compilazione online, assistita da una guida, di una scheda lavorativa da parte dei dipendenti, organizzata in dodici sezioni, alcune generiche per tutti gli utenti ed altre studiate per rispondere alle necessità degli utenti esposti a rischi specifici. Nella compilazione della suddetta scheda, vanno descritti tutti gli aspetti della propria attività lavorativa: il luogo di lavoro (ufficio, laboratorio), il tipo di lavoro (descrivendo la propria attività), le eventuali esperienze lavorative precedenti, l uso del videoterminale, l eventuale esposizione a radiazioni ionizzanti o a rischio biologico. Una particolare attenzione, tanto da dedicare due schede apposite, è rivolta all utente esposto a rischi dovuti all utilizzo di agenti chimici e o cancerogeni. - Nella seconda fase, definita di validazione, le schede in precedenza compilate devono essere validate dai responsabili dell attività di ricerca e dal direttore di dipartimento di afferenza. - La terza ed ultima fase, definita di valutazione dei rischi, interessa principalmente il medico competente di Ateneo ed il responsabile del servizio di prevenzione protezione (RSPP), i quali visioneranno la scheda e i dati da essa estrapolati saranno inseriti nel documento di valutazione dei rischi in base D. Lgs. n. 81/2008, Art. 17, 28 e 29. Nello specifico il programma è costituito da una scheda lavorativa, organizzata in dodici sezioni alcune generiche per tutti gli utenti ed altre studiate per rispondere alle necessità degli utenti esposti a rischi specifici. Per alcune sezioni l eventuale mancata compilazione di un punto risulta bloccante per il procedere della compilazione, per facilitare l utente nella compilazione abbiamo redatto una guida (allegato I). La compilazione parte dal primo punto, dati personali, ove il dipendente deve inserire i dati anagrafici, il domicilio, numeri di telefono e l indirizzo . Nel secondo punto, attività esterne e precedenti, va dichiarato se al momento della compilazione della scheda l interessato svolge per conto dell università attività esterne comportanti particolari rischi (per esempio un professore universitario che svolge anche attività ospedaliera), e se sono state svolte attività lavorative comportanti particolari rischi antecedenti alla data di compilazione della presente scheda, si possono inserire fino a tre attività, ad ogni attività va indicato quale è il rischio presunto e se si era esposti a sostanze cancerogene indicando il nome e il numero CAS (identificativo numerico che individua in maniera univoca una sostanza chimica) delle sostanze, questo è un punto fondamentale per il medico competente che può quindi in funzione di tali informazioni programmare una serie di checkup. Il terzo punto, posizione nei confronti dell università, è un punto fondamentale, perché si sceglie il dipartimento, il centro o l area di appartenenza alla quale viene collegato in maniera automatica il responsabile validatore della scheda lavorativa. Per la funzionalità della definizione di afferenza del lavoratore, abbiamo fatto un lavoro d inserimento delle dodici strutture di cui 7 dipartimenti, 4 centri e l amministrazione centrale ed ad ognuna di esse è stato collegato il responsabile che avrà il compito di
2 visionare e validare tutta la scheda lavorativa nel suo complesso. Nel punto numero quattro, attività lavorativa, va individuato il laboratorio e/o centro dell'università ove l'interessato opera principalmente e a esso è assegnato sempre in modo automatico il responsabile dell attività di ricerca il quale sarà, validatore delle eventuali schede di rischio chimico e o cancerogeno. In questa scheda si posso scegliere anche altri luoghi ove l interessato opera. In più va descritta la propria attività, indicando inoltre il tipo di orario lavorativo (giornaliero, 1-3 giorni/settimana, turni notturni), la presenza o meno di sistemi di aspirazione e l utilizzo di dispositivi di protezione individuali. In questo punto abbiamo inserito gli oltre 300 laboratori dell Ateneo ed ad ognuno di esso è stato assegnato il responsabile dell attività di ricerca, il che comporterà anche in seguito un lavoro di aggiornamento continuo di associazione laboratorio - responsabili dell attività di ricerca visto che quest ultimi sono soggetti a frequenti cambiamenti e spostamenti. I successivi punti vanno ad individuare eventuali esposizioni a vari rischi lavorativi. Il quinto punto, rischi da uso di videoterminale, è principalmente rivolto agli amministrativi va indicato il numero di ore di utilizzo del videoterminale scegliendo in una scala da meno di 10 ore settimanali, tra 10 e 20 ore settimanali e più di 20 ore settimanali. Con il sesto punto, radiazioni ionizzanti, gli eventuali esposti a tali radiazioni dovranno selezionare una delle seguenti categorie di radiazioni, classificato in Cat. A, classificato in Cat. B, classificato come non esposto, non ancora classificato (D.Lgs 230/95 e s.m.i.) Per gli esposti a rischio biologico, c è il settimo punto della scheda lavorativa, dove bisogna indicare le esposizioni più frequenti o quelle particolarmente pericolose (animali sani, animali malati, agenti biologici classificati gruppo 2, gruppo 3 e gruppo 4, colture cellulari, liquidi biologici umani, microrganismi geneticamente modificati) e il numero di volte che questi agenti vengono utilizzati viene quantificato mediante tre livelli: A = abituale (frequente) O = occasionale (saltuario, qualche volta al mese) R = raro (sporadico, qualche volta all'anno). Con l ottavo punto, si vanno a individuare fonti di rischio derivanti dall uso di particolari agenti ed attrezzature come polveri, derivanti da lavorazioni di legnami e da lavorazioni metallurgiche; saldature (stagno, elettrodo, plasma); gas compressi non tossici e tossici; se si effettuano lavori in altezza (superiore a due metri), e se si movimentano dei carichi manualmente. Il nono punto è interamente dedicato ai rischi fisici, e va indicata la sorgente di rischio e a ognuna di essa la frequenza di utilizzo. Le sorgenti di rischio possono essere campi elettrici e campi magnetici statici; campi elettromagnetici ad alta e bassa frequenza; infrarossi; laser; rumore; ultrasuoni. Al decimo e all undicesimo punto, rischio chimico e rischio cancerogeno, sono state dedicate due schede specifiche. Queste due sezioni sono quindi fondamentali per la saluta e la sicurezza di tutti i lavoratori che utilizzano agenti pericolosi durante le attività di ricerca, perché è proprio dall analisi delle schede chimiche e cancerogene che medico competente ed Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) valutano i rischi connessi. La scheda chimica si apre con l identificazione dell attività, indicando data d inizio e se conosciuta anche la data di fine attività, una
3 breve descrizione di quelle che sono le metodiche utilizzate, vanno individuate e precisate le apparecchiature che vengono impiegate e se durante il processo vi sono stati eventi accidentali rilevanti. Inoltre deve essere specificato l intervallo entro cui si trova la massima temperatura cui si possono trovare gli agenti chimici nell ambito dell attività scegliendo tra una serie d intervalli (inferiore a 20 C, tra 20 e 60 C, superiore 60 C). Deve essere poi indicato l intervallo di durata non tanto dell attività nel suo complesso ma piuttosto la durata delle fasi che comportano manipolazione ed esposizione degli agenti chimici (< 15 minuti, tra 15 e 30 minuti, tra 30 minuti e 2 ore, tra 2 e 4 ore, tra 4 e 8 ore). Altri parametri da indicare sono la frequenza di svolgimento (< 1 volta al mese, 1-2 volte al mese, 1 volta a settimana, 2-3 volte a settimana, 3-5 volte a settimana) e con la possibilità di scegliere tra cinque diversi gradi: ciclo aperto senza controllo; ciclo chiuso con carico e scarico manuale senza controllo; ciclo aperto con sistema di contenimento; ciclo chiuso con carico e scarico manuale con sistemi di contenimento; ciclo confinato con utilizzo di apparati automatici con sistemi di contenimento. La compilazione prosegue con la selezione del laboratorio e degli agenti utilizzati. Per quello che riguarda la selezione degli agenti si può ricercare l agente d interesse tra un elenco di sostanze, ad ogni agente è associata una scheda dove vengono riportate le frasi H e i pittogrammi secondo la classificazione CLP; oppure si ha la possibilità di creare un nuovo agente immettendo il numero CAS e il nome dell agente e riportando tutti gli hazard statements (frasi H) e tutti i pittogrammi presenti nella scheda di sicurezza (SDS); fatto ciò il nuovo agente dovrà essere prima visionato e validato dal medico competente e solo successivamente entrerà a far parte del database degli agenti e potrà essere selezionato da tutti gli utenti. A questo punto la scheda chimica per quell attività può essere completata, le schede di rischio chimico saranno visionate e validate dal responsabile dell attività di ricerca, al quale saranno inviate automaticamente nel momento in cui saranno dichiarate complete. Una copia per conoscenza sarà inviata al servizio prevenzione e protezione (SPP). Il responsabile delle attività, valida la scheda, oppure può motivare il suo dissenso in questo caso una copia per conoscenza sarà inviata al servizio di prevenzione e protezione (SPP) che interviene insieme al medico competente per fare chiarezza. I lavoratori che hanno più attività in corso nello stesso periodo dovranno creare un ugual numero di schede chimiche quante sono le attività di ricerca svolte in quel momento. E ogni qual volta abbia inizio una nuova lavorazione o c è un cambiamento rilevante nelle attività già avviate che può comportare particolari rischi, bisognerà creare una nuova scheda chimica. Per quanto riguarda la compilazione delle schede cancerogeni, il primo passo è quello dell inserimento dell agente, per ogni sostanza o miscela cancerogena utilizzata, va creata una scheda di rischio cancerogeno. Quindi una volta inserito l agente, va indicato se è utilizzato puro oppure se viene usato in soluzione indicandone la percentuale. Va scelto il laboratorio, e va descritta l attività, facendo particolare attenzione alle fasi di manipolazione del cancerogeno (si possono inserire fino a tre fasi successive), nella descrizione delle fasi bisogna indicare lo stato fisico della sostanza (solido, liquido, gassoso, gel), la quantità impiegata mediamente in ogni singola manipolazione (inferiore o uguale a 50 ml/1g, tra 50 ml/1g e 250
4 ml/100g, superiore di 250 ml/100g), il numero di giorni di utilizzo all anno, il tempo di esposizione in minuti continuativi e se vengono utilizzati dispositivi di aspirazione localizzata. Il punto successivo è rivolto alla protezione e prevenzione, infatti vengono chiesti i dispositivi di protezione individuali (DPI) utilizzati (guanti, occhiali, maschera con filtro) e se vi è o no la possibilità di sostituire la sostanza nel caso non fosse possibile questa impossibilità dovrà essere motivata. Infine sarà possibile completare la scheda, ed il processo di validazione sarà lo stesso delle schede chimiche, le schede di rischio cancerogeno saranno visionate e validate dal responsabile dell attività di ricerca, al quale saranno inviate automaticamente nel momento in cui saranno dichiarate complete. Una copia per conoscenza sarà inviata al servizio prevenzione e protezione (SPP). Il responsabile delle attività, valida la scheda, oppure può motivare il suo dissenso in questo caso una copia per conoscenza sarà inviata al servizio di prevenzione e protezione (SPP) che interviene insieme al medico competente per fare chiarezza. Il rapporto tra le schede cancerogene create ed il numero di agenti cancerogeni utilizzati è di uno a uno, quindi per ogni cancerogeno va compilata una scheda rischio cancerogeno. La scheda lavorativa continua con la compilazione del dodicesimo punto, altri rischi ed osservazioni, ove vengono individuate altre fonti di rischio, dallo stress psicofisico, al surmenage (utilizzo intensivo) o al malmenage (utilizzo eccessivo) della voce, al lavori a turni, ai turni di notte e se il lavoro si svolge in particolari condizioni climatiche e ad ognuno di esso si deve indicare la frequenza. Sempre in questa sezione il dipendente ha la possibilità di fare delle osservazioni. A questo punto si può procedere con il processo di completamento della scheda lavorativa che non potrà essere ultimato se le schede di rischio chimico e/o cancerogeno sono ancora in attesa di validazione da parte del responsabile dell attività di ricerca. Nel momento in cui tutti i punti della scheda lavorativa sono stati correttamente compilati, e tutte le schede chimiche e/o schede cancerogeni associate a quella specifica scheda lavorativa siano state validate, si potrà procedere con il completamento della scheda lavorativa. Una volta che la scheda lavorativa viene dichiarata completata dall utente sarà inviata automaticamente una al responsabile validatore (direttore di dipartimento o direttore generale o direttore di centro) che avrà il compito di validare la scheda, una copia per conoscenza viene inviata al servizio prevenzione e protezione. Una volta che il processo di compilazione e completamento da parte dell utente, e di validazione da parte dei responsabili sia ultimato, la scheda lavorativa e le schede chimiche e/o cancerogeni ad essa associate potranno essere importate e visionate in tutti i loro campi dal medico competente e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Per le schede chimiche il software fa una valutazione del rischio chimico, delineando diversi livelli di rischio irrilevante, basso, medio, alto. Il modello di valutazione del rischio chimico utilizzato nel Software DATARISCH è basato sull indicizzazione del sistema estesa alle attività lavorative, agli agenti e alle caratteristiche dei luoghi di lavoro.
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