CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013

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1 Bilancio al 31 dicembre

2 INDICE PROFILO DELLA SOCIETA... 3 ORGANI SOCIALI... 4 RELAZIONE SULLA GESTIONE... 5 PROSPETTI DI BILANCIO NOTA INTEGRATIVA PARTE A POLITICHE CONTABILI PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO PARTE D - ALTRE INFORMAZIONI ALLEGATO D RENDICONTO DEL PATRIMONIO DESTINATO DEGLI IMEL E DEGLI ISTITUTI DI PAGAMENTO IBRIDI D.1 SCHEMI DI BILANCIO ISTITUTI DI PAGAMENTO IBRIDI PARTE A POLITICHE CONTABILI PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE PARTE C INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO PARTE D ALTRE INFORMAZIONI

3 PROFILO DELLA SOCIETA DENOMINAZIONE Consum.it S.p.A. Gruppo Bancario Monte dei Paschi di Siena SEDE LEGALE Calenzano (FI) - Via Vittorio Emanuele 10 DIREZIONE GENERALE E UFFICI Calenzano (FI) Via Vittorio Emanuele, 10 Telefono Fax AZIONISTI Banca Monte dei Paschi di Siena 100% 3

4 ORGANI SOCIALI CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Vice Presidente Consigliere Consigliere Consigliere Giuseppe Pajardi Giancarlo Pompei Giancarlo Barbieri Beatrice Bruni Alessandro Poggio COLLEGIO SINDACALE Presidente Sindaco effettivo Sindaco effettivo Sindaco supplente Sindaco supplente Gianluigi Fiorendi Massimo Innocenti Manuela Olastri Paolo Bocci Vittorio Marroni DIREZIONE GENERALE Direttore Generale Vice Direttore Generale Andrea Poletto Marco Sarnacchiaro SOCIETA DI REVISIONE Reconta Ernst & Young. S.p.A. 4

5 Quadro generale di riferimento RELAZIONE SULLA GESTIONE La crescita dell attività economica mondiale e degli scambi internazionali prosegue a ritmi moderati. Negli Stati Uniti vi sono segnali di rafforzamento dell economia, cui contribuisce anche una minore incertezza sulla politica di bilancio. La crescita nelle economie emergenti continua; su di essa gravano tuttavia rischi al ribasso connessi con condizioni finanziarie globali meno espansive. Nell area dell euro una modesta ripresa si è avviata, ma resta fragile. La debolezza dell attività economica si riflette in una dinamica molto moderata dei prezzi al consumo, che si traduce in tassi di interesse più elevati in termini reali e in una più lenta riduzione dell indebitamento privato e pubblico. In questo contesto, il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto i tassi ufficiali in novembre 2013 e ha ribadito con fermezza che rimarranno su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un periodo di tempo prolungato, utilizzando se necessario tutti gli strumenti a disposizione per mantenere un orientamento accomodante della politica monetaria. Le condizioni sui mercati finanziari europei e italiani sono ulteriormente migliorate; vi hanno contribuito le prospettive di ripresa, la politica monetaria accomodante, i progressi nella governance dell area dell euro e l auspicio di una stabilizzazione del quadro interno in Italia. I tassi di interesse a lungo termine sui titoli di Stato italiani sono diminuiti; il differenziale rispetto al rendimento del Bund decennale è sceso a circa 200 punti base. È tornato l interesse dei non residenti per le attività finanziarie italiane. In Italia il PIL, sostenuto dalle esportazioni e dalla variazione delle scorte, ha interrotto la propria caduta nel terzo trimestre del Sulla base dei sondaggi e dell andamento della produzione industriale, la crescita del prodotto sarebbe stata appena positiva nel quarto trimestre. Gli indici di fiducia delle imprese sono ancora migliorati in dicembre, collocandosi sui livelli osservati all inizio del Il quadro congiunturale è tuttavia ancora molto diverso a seconda delle categorie di imprese e della localizzazione geografica. Al miglioramento delle prospettive delle imprese industriali di maggiore dimensione e di quelle più orientate verso i mercati esteri, si contrappone un quadro ancora sfavorevole per le aziende più piccole, per quelle del settore dei servizi e per quelle meridionali. Nonostante i primi segnali di stabilizzazione dell occupazione e di aumento delle ore lavorate, le condizioni del mercato del lavoro restano difficili. L inflazione in Italia ha continuato a diminuire, più di quanto previsto alcuni mesi fa, scendendo allo 0,7% in dicembre. La debolezza della domanda ha contenuto i prezzi fissati dalle imprese in misura più accentuata che in passato; l aumento dell IVA di ottobre è stato traslato solo in piccola parte sui prezzi finali. Nel terzo trimestre del 2013 si è attenuata la flessione dei consumi delle famiglie; essi restano però frenati dalla debolezza del reddito disponibile e dalle difficili condizioni del mercato del lavoro. Si è interrotto nel quarto trimestre il recupero della fiducia in atto dall inizio del Nell ultima parte dell anno sono emersi segnali di stabilizzazione della spesa delle famiglie. In ottobre il volume delle vendite al dettaglio ha ristagnato; in dicembre le immatricolazioni di autoveicoli sono rimaste in prossimità dei livelli, assai bassi, prevalenti dall inizio del Nei mesi estivi i consumi sono diminuiti dello 0,2%; la flessione è stata la più contenuta dall avvio della recessione. All aumento della spesa in beni semidurevoli (+1,4%) si è contrapposto il calo di quella in beni non durevoli e in servizi (-0,3% per entrambe le componenti) e, in misura più marcata, in beni durevoli (-1,0%). Alla diminuzione dei consumi si è affiancato un lieve aumento del reddito disponibile delle famiglie consumatrici: resta comunque negativo il saldo nel confronto annuale. 5

6 Nello stesso periodo il debito delle famiglie in rapporto al loro reddito disponibile è rimasto pressoché invariato attorno al 65%, sensibilmente al di sotto di quello medio dell area dell euro (pari a circa il 100%). Gli oneri sostenuti dalle famiglie italiane per il servizio del debito (spesa per interessi e restituzione del capitale) sono scesi al 9,2% del reddito disponibile, dal 9,4%, proseguendo il calo continuo registrato negli ultimi due anni (fonte: Bollettino economico Banca d Italia edizione 1/2014). Secondo i dati ASSOFIN sui nuovi flussi di erogazioni, i 45,4 miliardi erogati del 2013 costituiscono il peggiore dato annuale a partire dal 2005 in poi: il tasso di contrazione (-5,3%) sembra però segnalare un timido rallentamento della caduta (era -11,7% un anno fa). La contrazione appare diffusa anche se non omogenea: la Cessione del Quinto si riporta su un livello positivo rispetto a dodici mesi prima (+3,1%), dopo un 2012 ancora difficile (-20,7% il trend del 2012). Il dato degli Altri Finalizzati (-4,8%) e delle Carte di Credito (-1,9%), inoltre, si conferma poco sotto i livelli L Auto segna un decremento (-6,6%) contenuto rispetto al trend fortemente negativo degli ultimi anni (era -18,0% un anno fa) ma comunque performa peggio del mercato. Sono però i Prestiti Personali, che da soli rappresentano un terzo dei volumi totali espressi dal mercato, ad evidenziare il dato peggiore, con un -9,6% migliore del dato del 2012 (-15,5%), ma decisamente sotto al dato medio di mercato. Sviluppo Commerciale Alla fine del primo trimestre del 2013, la Capogruppo ha definito per Consum.it un percorso di contenimento dello sviluppo volto a garantire i livelli di deleveraging dichiarati dal Gruppo al mercato e alle autorità di vigilanza nazionali e comunitarie. Alla luce di ciò, nel 2013 Consum.it ha visto contrarsi il proprio business in maniera significativa, erogando nuovi flussi di finanziamento per milioni, in forte calo (-35,3%) rispetto all esercizio In forte riduzione anche la quota di mercato detenuta sul campione ASSOFIN: al 31 dicembre 2013 è pari al 3,58%, 166 bps sotto il dato con cui si è chiuso il 2012 (5,25%). Dal punto di vista dei Prodotti, i Prestiti Personali, pur risultando in forte contrazione, si confermano il prodotto largamente preponderante: con 845,9 milioni (-38,5% vs 2012) assorbono circa il 52% delle erogazioni. Delta significativi si registrano sulla Cessione del Quinto (67,3 milioni erogati vs 180 milioni del 2012), sugli Altri Finalizzati (82,8 milioni vs 187,3 del 2012) e sull Auto (51,2 milioni vs 186,6 del 2012). Nel primo caso il calo è stato meno marcato a causa della coda delle posizioni già autorizzate dalle mandatarie, che alla luce dei contratti sottoscritti e nonostante la disdetta dei plafond, hanno determinato comunque erogazioni fino al mese di ottobre. E corretto sottolineare che Consumit, d intesa con la Capogruppo, ha interrotto le erogazioni di questo prodotto tramite le filiali di BMPS a partire dal 1 ottobre Auto ed Altri Finalizzati scontano una forte contrazione rispetto all anno precedente a seguito della chiusura del canale, ad eccezione di meno di 200 nominativi, selezionati dalla Rete MPS. Le carte Revolving sono in flessione rispetto all anno precedente (141,9 milioni erogati, -11,0% vs 2012): il calo è dovuto alla diminuzione delle nuove emissioni ( pezzi, -33% vs 2012). Le carte attive a fine anno sono (- 4,2% alle del 2012). 6

7 In crescita le carte Option (425,6 milioni, +3,9% vs 2012), che rappresentano ormai il secondo prodotto per volume di erogazioni dopo i Prestiti Personali. In questo caso il numero delle carte attive alla fine del periodo è stabile rispetto all anno precedente ( vs ; -1,3%), nonostante le minori emissioni (17.068; vs ; -37,9%). Relativamente ai principali canali, le Banche del Gruppo con 1.101,6 milioni (-21,0% vs 2012) si confermano la fonte d affari principale con oltre il 68% dei volumi; segue il Canale Diretto con 233,9 milioni (-42,9% vs 2012) la cui attività, come visto, è stata però limitata dalla Capogruppo nell ambito delle azioni di deleveraging definite. Risultano dimensionalmente minori e tutti in calo sul 2012 i canali non captive come i Dealer (137 milioni; -64% vs 2012), le Reti Terze (78 milioni -57% vs 2012) le Banche Partner (64 milioni; -51% vs 2012). Gli ultimi 2 hanno interrotto definitivamente le proprie erogazioni a partire dal 31 luglio. Durante l esercizio sono state registrate estinzioni anticipate per 278,4 milioni, inferiori al dato di un anno prima (-22%): in particolare, 211,3 milioni non risultano rifinanziati da Consum.it (-10% vs 2012), con un incidenza del 76%, in aumento rispetto al 66% di un anno fa. Risulta determinante la variazione dei tassi mensili di estinzione sugli impieghi in essere (0,44% vs 0,53% 2012): in particolare per i Prestiti Personali (0,47% vs 0,60% 2012), la diminuzione del tasso anno su anno è effetto della sospensione nel 2013 delle campagne ricarica sui prestiti, realizzate nell ultima parte del Per quanto concerne il business assicurativo, il volume dei premi netti (25,5 milioni) risulta inferiore all anno precedente (-54,6%): è stata determinante la contrazione delle erogazioni cui sono collegate le polizze, ma anche la minor penetrazione assicurativa registrata su tutti i prodotti ad eccezione delle Carte Revolving. In particolare, visti i volumi sottostanti, ha un impatto significativo il delta sui Prestiti Personali intermediati dalle Banche Gruppo (71,8% vs 78,1% del 2012), che non hanno recuperato totalmente il gap creatosi dalla scorsa estate, quando l intervento del regolatore ha tolto la possibilità di rendere obbligatoria la copertura assicurativa oltre determinate soglie di durata. In questo contesto, risulta generalizzato l aumento del TAN medio praticato sui vari comparti di prodotto. Sui Prestiti Personali si attesta al 9,98%, in aumento rispetto al 2012 (9,82%); sull Auto passa dal 8,02% al 8,29%; stesso andamento per degli Altri Finalizzati, in cui aumenta dal 8,73% al 9,76%. Continua a scendere il saldo dei clienti attivi: nel 2013, infatti, sono stati resi attivi circa nuovi clienti (-49% vs 2012), mentre (-13%) nominativi presenti alla fine del 2012 hanno raggiunto la decorrenza naturale delle operazioni in essere senza accenderne di nuove; , invece, i clienti che escono dal computo degli attivi per eventi diversi dalla scadenza del contratto, quali estinzioni anticipate, blocchi dell operatività o passaggi a DBT; nominativi usciti dal conteggio dei clienti attivi a seguito della cessione del portafoglio di Cessione del quinto. Per effetto di un flusso netto negativo per unità, al 31 dicembre 2013 si evidenziano quindi rapporti in essere con clienti (-17,5% rispetto a dicembre di un anno fa). La minor capacità di attirare nuovi clienti, oltre al calo complessivo delle erogazioni, è direttamente collegata al riposizionamento sul canale Dealer, principale mezzo di acquisizioni di nuovi nominativi. Alla stessa data, l indice complessivo di cross-selling, che calcola il numero medio di prodotti collocati presso ciascun cliente risulta pari a 2,49 (1,18 al netto dei prodotti assicurativi), in lieve crescita rispetto al 2,34 di fine I clienti esclusivi Consum.it sono mentre, nell ambito dei clienti condivisi con Banca MPS, l 85% appartiene al segmento family. 7

8 Evoluzione degli impieghi e dei fondi di svalutazione Al 31 dicembre 2013 Consum.it vanta crediti verso la clientela per un valore nominale di circa 5,8 miliardi di euro, in calo di 0,9 miliardi rispetto all esercizio precedente (6,7 miliardi; -13,2%). È corretto sottolineare come più del 50% di tale contrazione derivi dalla cessione pressoché totale del portafoglio di Cessione del Quinto, operazione perfezionata nelle ultime settimane dell esercizio. Continua il processo di riposizionamento del portafoglio: cresce il peso dei Prestiti Personali, che raggiungono circa il 74% degli impieghi in essere (dal 64% di dicembre 2012), a discapito dell Auto, che scende al 13%, e degli Altri Finalizzati che passano al 4%. In leggero aumento le Carte (intorno al 9%). La Cessione del quinto risulta sostanzialmente azzerata a seguito della suddetta operazione. I crediti classificati come in bonis risultano pari a 4,6 miliardi di euro, con un decremento netto di milioni rispetto alla fine del I crediti scaduti e incagliati risultano complessivamente pari a 294 milioni di euro, con un incremento netto rispetto a dicembre 2012 di circa 47 milioni. Il valore nominale dei crediti in sofferenza ha raggiunto complessivamente i 875 milioni, mostrando un incremento rispetto all anno precedente di 177 milioni. Al 31 dicembre il valore del fondo relativo ai crediti in bonis è pari a circa 82,5 milioni: l incremento del fondo rispetto a dicembre 2012 (6,5 milioni) è dovuto all incremento della coverage media adottata (1,77% rispetto all 1,32% di fine 2012) il cui effetto è stato solo parzialmente compensato dalla diminuzione del controvalore dei crediti appartenenti al cluster. I fondi relativi a scaduto ed incagliato ammontano a 103,4 milioni di euro: l incremento del fondo rispetto a dicembre (28,2 milioni) è dovuto all aumento dei crediti classificati e alla più alta percentuale di coverage, che sale al 35,2% (rispetto al 30,5% di fine 2012). Il fondo di accantonamento relativo alle sofferenze ha raggiunto i 783 milioni. La variazione del fondo nell anno (+222,1 milioni) è determinata sia dalla svalutazione dei nuovi flussi di sofferenza, sia dai flussi di classificazione a cessione. La coverage media delle sofferenze si attesta pertanto pari all 89,5%. Complessivamente i fondi di svalutazione accantonati nel tempo hanno raggiunto i 969 milioni di euro: l incidenza sugli impieghi lordi raggiunge quindi il 16,7%, rispetto al 10,6% di dicembre Al netto di tali accantonamenti, l ammontare dei crediti verso la clientela alla fine del 2013 si attesta pertanto a 4,8 miliardi, in diminuzione (-19%) rispetto all esercizio precedente. Esposizione Bancaria Al 31 dicembre 2013 la Società risulta esposta nei confronti di Banche e Società del Gruppo MPS per circa 5,5 miliardi: erano 6 alla fine del La contrazione del debito (-8%) è legata in maniera sostanziale a quella dell attivo. Nel corso dell esercizio sono stati acquisiti nuovi finanziamenti a medio termine a tasso fisso per milioni di euro con tassi tra il 3,80% ed il 6,15%. 8

9 Situazione Economica L esercizio 2013 si chiude con una perdita netta di 85,4 milioni, rispetto ad un dato positivo di fine 2012 pari a 9,7 milioni. Tale differenza (-156,4 milioni sul risultato ante-imposte) si verifica sul risultato dell attività core (- 70,5 milioni) e sul costo del rischio (-87,7 milioni). Risultano risparmi lato spese amministrative (+4,9 milioni) e rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (+1,7 milioni) compensati in parte dai maggiori accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (-1 milione) e dai minori ricavi non tipici (-3,7 milioni). La dinamica degli interessi attivi (+0,3%), superiore a quella dei crediti medi (-6,6%) testimonia un aumento del tasso medio di rendimento. Rispetto al 2012, infatti, alla crescita dei prezzi medi si somma l aumento dell incidenza delle commissione di istruttoria e la forte discesa del costo dell intermediazione dei dealer: risulta in questo senso essenziale l evoluzione del mix prodotti riscontrata sulle masse di impieghi. In valore assoluto, quindi, Interessi Attivi e Proventi Assimilati ammontano a fine 2013 a 504,7 milioni, sostanzialmente in linea con il dato dell anno precedente. Risulta decisivo l impatto della componente passiva: con 216 milioni di Interessi Passivi, il costo del funding è in crescita sul dato 2012 (192,4 milioni).l incremento di costo deriva totalmente dalle peggiori condizioni medie, dato che l esposizione bancaria media risulta in calo (5,7 miliardi vs 6,3 di un anno fa). In effetti, anche se le nuove coperture effettuate nel 2013 hanno beneficiato mediamente di tassi inferiori a quelle effettuate nello stesso periodo del 2012, queste ultime pesano sullo stock in essere, condizionando il valore medio complessivo. Il risultato netto delle due componenti determina un Margine di Interesse di 289 milioni, in ritardo di 22,3 milioni sull anno precedente (-7,2%). Le commissioni attive risultano pari a 41 milioni, in calo di oltre 25 milioni (-38,5%) sull anno precedente: la flessione è riconducibile in gran parte alla dinamica dei servizi di distribuzione prodotti, legato a sua volta a quanto evidenziato relativamente alla raccolta dei premi assicurativi. Le commissioni passive mostrano un incremento e risultano pari a 37,6 milioni (+6,5%) e sono legate all aumento delle commissioni sui prestiti personali riconosciute alle banche del Gruppo. La voce Perdita da cessione di attività finanziarie risulta pari a 38,2 milioni, in crescita rispetto ai 17,9 milioni di fine Gran parte della componente è relativa alla perdita su crediti rilevata a seguito dell operazione straordinaria sul portafoglio di Cessione del quinto, la parte residua è riconducibile alle perdite derivanti dall operazione di cessione dei crediti in sofferenza effettuata nell esercizio. Il Margine di Intermediazione raggiunge quindi i 254 milioni, in calo di 70,5 milioni sull anno precedente (-21,7%). Nel 2013 si sono registrate rettifiche nette per 329,8 milioni, superiori per circa 87,7 milioni all anno precedente. In questo senso, le due componenti a maggior impatto risultano le rettifiche sui nuovi flussi di sofferenza e quelle derivanti dai flussi di classificazione a cessione. Confermando ancora una volta la propria storica attenzione ai temi dell efficienza operativa, la Società è riuscita a sostenere lo sviluppo della propria attività senza incrementare la spesa corrente: le Spese Amministrative sono infatti diminuite del 7,4% rispetto al 2012, attestandosi a 62 milioni. 9

10 Le spese per il personale sono state pari a 13,6 milioni, in contrazione (-9,2%) per la diminuzione della forza lavoro effettivamente in esercizio presso Consum.it (da 265 a 233 unità), attraverso la cessazione di alcuni distacchi passivi e l aumento di quelli attivi. Anche le Altre Spese Amministrative sono diminuite, raggiungendo i 48,3 milioni (-6,8%). Tra i capitoli di spesa in crescita, si segnalano i costi per Assicurazioni e per Elaborazioni presso terzi: tali aumenti sono seguiti alla cessione del portafoglio della Cessione del quinto, che ha a sua volta determinato l attribuzione all esercizio 2013 dei costi altrimenti distribuiti sugli esercizi futuri secondo la durata dei finanziamenti in essere. Si segnalano in crescita anche le Spese per recupero crediti, legate all incremento degli importi recuperati a fronte, soprattutto, di rinnovate policy sul saldo e stralcio. Tra i costi che invece si sono contratti, si possono citare le Spese servizi aziende del gruppo, a fronte della diminuzione del canone riconosciuto al Consorzio Operativo di Gruppo. Si possono citare, inoltre, gli oneri per Imposte di bollo, in calo per effetto della complessiva dinamica del portafoglio clienti. Il costante affinamento di un modello di business snello e fortemente industrializzato, centrato sulla massima valorizzazione delle reti distributive del Gruppo, sull esternalizzazione di tutte le attività a basso valore aggiunto, sull ottimizzazione delle economie di scala offerte dalle sinergie con le altre realtà del Gruppo MPS e sulla revisione costante e dettagliata dei processi, ha portato ad un risultato di eccellenza assoluta in termini di cost-income ratio. Considerando le Spese Amministrative in rapporto solo con i ricavi in stretto senso, ovvero con la sommatoria di Margine Finanziario e Commissioni Nette, l indice si posiziona al 21%, sostanzialmente in linea con il 20% di un anno fa, seppur con un denominatore in decisa riduzione. Gli Altri Proventi di Gestione sono risultati pari a 11,9 milioni, in riduzione rispetto ai 15,7 del L aggregato si compone principalmente di tre diverse componenti: la più importante in termini quantitativi è quella relativa al ribaltamento di alcuni costi come le imposte indirette (5,5 milioni) e le spese di incasso da recupero crediti (5,8 milioni); a questa si aggiungono i ricavi (0,7 milioni) per i servizi forniti alla Società Integra Spa. Il risultato ante-imposte si attesta quindi a -128,6 milioni: tale perdita risulta attenuata da imposte positive per 43,2 milioni che porta il risultato d esercizio 2013 a -85,4 milioni. Rapporti con le parti correlate Nel corso dell esercizio non sono state acquistate azioni proprie o della Capogruppo. Controparte Oneri di cui Provvigioni per Intermediazione di cui Altri Oneri Proventi Banche Reti Gruppo MPS Integra Spa Altre Società Gruppo MPS Totale Riguardo in generale ai rapporti con le altre società del Gruppo, sul Bilancio 2013 sono spesati circa 282 milioni di costi nei confronti di altre società del Gruppo, tra oneri finanziari e di funzionamento (246,7 milioni) e provvigioni in continuing per l intermediazione prestata dalle Filiali (35,2 milioni). Si consideri inoltre che nell esercizio sono stati spesati anche ulteriori 17,8 milioni, quali competenze dell anno delle provvigioni alle filiali riconosciute in regime di up-front e contabilizzate secondo il costo ammortizzato: tale importo, in effetti, andando a nettare il computo degli interessi attivi che competono tipicamente alla clientela, non viene considerato all interno dei rapporti con le parti correlate. 10

11 Per quanto concerne l attività di Integra Spa, la joint-venture costituita con Unicoop Firenze per l emissione e la gestione di Carte di Credito da offrire ai soci delle Cooperative di consumo convenzionate, si segnala che la Società ha concluso l esercizio in sostanziale pareggio come da previsioni. Visto il suo ruolo di full-service provider, a Consum.it sono stati riconosciuti compensi per 0,7 milioni di euro. Nei Proventi sono compresi, inoltre, i ricavi derivanti dai Depo sottoscritti presso la Banca, attraverso cui Consum.it ha impiegato la liquidità disponibile nell anno 2013, nonché i recuperi di costo del personale distaccato dalla Società operante presso altre realtà di Gruppo. Risulta infine un credito nei confronti della Banca Monte dei Paschi di Siena di circa 1,4 milioni attinente all istanza di rimborso dell IRAP (per gli esercizi dal 2004 al 2007) presentata da Consum.it nel 2011 ai sensi dell Articolo 6 del Decreto Legge del 29 novembre 2008 n 185, sia all istanza di rimborso IRES per mancata deduzione dell IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato (art. 2, comma 1 quater, DL 201/2011): rientrando la Società nel Consolidato Fiscale del Gruppo MPS, è la Banca a fungere da tramite tra l Azienda e l Erario. Patrimonio netto e requisiti minimi Al 31 dicembre 2013 il Patrimonio netto della Società ammonta a euro. Sulla base delle attività in essere, il patrimonio di Vigilanza alla stessa data risulta invece pari a circa 230,8 milioni di euro, mentre il requisito minimo patrimoniale Vigilanza ammonta a circa 176,4 milioni, con netta prevalenza della componente adibita a copertura del rischio di credito (154,2 milioni). Risorse Umane Nel corso dell esercizio 2013 il numero dei Dipendenti di Consum.it è passato da 264 a 260 risorse (- 1,52%). Infatti, a fronte di nessuna nuova immissione in servizio, oltre al verificarsi di n. 2 fuoriuscite per dimissioni, è avvenuta la dolorosa scomparsa di due giovani colleghi che ci hanno prematuramente lasciato. Per quanto riguarda la forza lavoro nel suo complesso, il numero dei distacchi passivi operanti in Azienda si è sensibilmente ridotto passando da 21 risorse di inizio anno alle 11 di fine esercizio (- 47,6%), mentre i distacchi attivi presso le altre strutture del Gruppo si sono incrementati di circa l 81% passando da 21 a 38; quest ultima manovra ha delineato una forza effettiva di lavoro pari a 233 unità ed ha contribuito tra l altro a determinare un contenimento del costo complessivo del personale che sfiora il 20%. Dalla fine dello scorso esercizio i part time sono passati dalle 12 unità alle 18 unità di fine 2013 con un incremento pari al 20%. La distribuzione delle risorse in forza (109 uomini e 124 donne), conta 178 Aree Professionali, 49 Quadri Direttivi e 6 Dirigenti. L età media del personale Consum.it in organico al 31 dicembre 2013 è di circa 38,20 anni, con un incidenza di lauree e diplomi universitari al 47,20%. Particolare cura è stata prestata all attività formativa, con particolare riguardo agli aspetti di sviluppo del portafoglio di competenze manageriali dei dipendenti; le ore complessive erogate, pur in contenimento rispetto al precedente esercizio (3.902 contro 5.908) hanno raggiunto la quasi totalità delle risorse (99,1% del totale dipendenti). 11

12 Eventi significativi della gestione Alla fine del primo trimestre del 2013, la Capogruppo ha definito per Consum.it un percorso di contenimento dello sviluppo volto a garantire i livelli di deleveraging dichiarati dal Gruppo al mercato e alle autorità di vigilanza nazionali e comunitarie. I limiti posti in tale ambito si sono di fatto sostanziati nelle seguenti azioni specifiche: - chiusura canale mandatarie Cessione del Quinto ad aprile 2013 (successivamente si è proceduto alla sola liquidazione delle partite viaggianti); - chiusura definitiva prodotto Cessione del Quinto anche sul canale banca nell ultimo trimestre, in prossimità della cessione del portafoglio crediti in essere; - forte riduzione delle campagne Direct Marketing sui Prestiti Personali; - chiusura canale dealer a giugno 2013 ad eccezione di meno di 200 nominativi segnalati dalla rete MPS; - chiusura canali Reti Terze e Banche Partner con efficacia dal 31 luglio 2013; - aumento di 10 punti percentuali del cut-off rate sui Prestiti Personali dal 1 giugno 2013; - riduzione a 60 mesi delle durate massime applicabili sui Prestiti Personali dal 1 Giugno In tal senso, nel corso del quarto trimestre, è stato finalizzato un accordo tra Banca Monte Paschi, Consum.it e Compass SpA, che prevede la commercializzazione da parte di quest ultima dei Prestiti Personali intermediati dal Gruppo con una durata superiore a 60 mesi o di importo superiore a euro. Come previsto nel piano di gestione e generazione di liquidità della Capogruppo, nell ultima parte del 2013 è stato avviato il processo per una nuova operazione di cartolarizzazione senza derecognition. L importo complessivo di circa 1,5 miliardi di euro è composto da soli finanziamenti in bonis ed è comprensivo di prestiti auto, prestiti personali e prestiti finalizzati. La cessione di detto portafoglio ha portato all emissione da parte della Società Veicolo Siena Consumer Srl, di titoli senior per 991,6 milioni, mezzanine per 488,3 milioni e junior per 21,9 milioni. I titoli senior sono stati acquistati da una controparte esterna al Gruppo MPS, generando effettiva liquidità, mentre gli altri sono stati acquistati da Consum.it quale originator dell operazione. Infine, nell ambito del suddetto processo di deleveraging e di razionalizzazione delle fonti di liquidità deciso per Consum.it, nell arco dell ultimo trimestre del 2013 è stata deliberata e perfezionata un'operazione straordinaria di cessione dei crediti del portafoglio della Cessione del Quinto. In data 3 luglio 2013 è stato notificato a Consum.it un avviso di liquidazione da parte dell Agenzia delle Entrate ai fini dell imposta di registro per un importo complessivo (comprensivo degli interessi calcolati al 20 giugno 2013) pari a EUR 16,5 mio ca.. L area Amministrazione e Bilancio sia della Società che della Capogruppo ed il consulente fiscale del Gruppo, cui è stata affidata la gestione della problematica, sono arrivati ad una condivisione della valutazione del rischio di soccombenza da parte Consum.it quale remoto. Il 24 luglio 2013 l avviso di liquidazione è stato impugnato, con la notifica del ricorso all Agenzia delle Entrate ed il relativo deposito presso la competente Commissione Tributaria, ed in data 11 settembre 2013 l istanza di sospensione è stata accolta dalla Commissione Tributaria competente. Nel corso dell udienza del 19 dicembre 2013, è stato deliberato un rinvio della sentenza ad altra data. 12

13 Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 Il Comitato ex D. Lgs 231/01 ha svolto la propria attività secondo quanto stabilito dall art. 6 c. 1 lett. b) del D. Lgs. 231/2001 ( Disciplina Della Responsabilità Amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni prive di personalità giuridica ). In particolare nell adempimento di tale compito, il Comitato: -vigila sull effettività e sul rispetto del Modello, verificando la coerenza tra i comportamenti concreti ed il Modello istituito, e segnala le violazioni delle previsioni contenute nel Modello agli organi competenti all erogazione di eventuali sanzioni a carico dei soggetti che non abbiano rispettato le dette previsioni; -valuta l adeguatezza del Modello, ossia la sua reale capacità di prevenire, in linea di massima, i comportamenti non voluti o non aderenti al dettato legislativo ; -analizza il mantenimento nel tempo dei requisiti di solidità e funzionalità del Modello, in particolare con riferimento ai mutamenti ambientali ed alle fattispecie di rischio di nuova insorgenza; -cura l aggiornamento del Modello, (i) presentando proposte di adeguamento al Consiglio, e (ii) verificando l attuazione e l effettiva funzionalità delle soluzioni adottate; -adempie agli obblighi e compiti connessi al D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio), in particolare con riferimento a quanto previsto dal contenuto dell Art. 52 del Decreto stesso. Nell esercizio delle attività di cui sopra, quale Organismo di Vigilanza ex. D.Lgs. 231/2001, il Comitato: -è dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo, ivi compreso il potere di richiedere e di acquisire informazioni da parte di ogni livello e settore operativo della società; -si avvale del supporto dell Ufficio Legale e Compliance per gli aspetti di natura giuridica nonché per gli aspetti di verifica e controllo e di altre Strutture a secondo delle necessità; -è destinatario degli obblighi di informazione previsti nel Modello, ai sensi dell art. 6, comma 2, lett. d) del D.Lgs. n. 231/2001. Il Comitato riferisce, con un apposito documento, al Consiglio di Amministrazione specificatamente sull attività svolta in qualità di Organismo di Vigilanza ai sensi dell art. 6, comma 1, lett. b) del D.Lgs.231/2001. In relazione a quanto sopra indicato, nel corso del 2013 il Comitato ha svolto una serie di attività connesse ed in particolare: - il Comitato ha avviato lo studio e l analisi dei contenuti per rinnovare il Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 di Consum.it, avviando un rapporto con la Capogruppo BMPS ed interessando direttamente la Funzione Compliance della Capogruppo BMPS, per tracciare un primo percorso che dovrebbe concludersi con l adozione di un nuovo modello entro il primo semestre del 2014; - ha proseguito il giro di consultazioni con le strutture aziendali in merito all esistenza in azienda di situazioni di particolare criticità ai fini della legge 231/01; al fine di valutare i potenziali ambiti di rischio, e attuare i più opportuni interventi di mitigazione. ALTRE INFORMAZIONI: Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura dell esercizio Dopo il non si sono verificati particolari eventi di rilievo. Evoluzione prevedibile della gestione Nel 2014, in linea con il Piano Industriale del Gruppo Monte dei Paschi, si prevede un ulteriore contrazione dei volumi di nuovo erogato: in particolare l attività di Consum.it sarà focalizzata sull erogazione a clientela della Banca di prestiti personali di importo non superiore ai 30 mila euro e 13

14 con durate inferiori o uguali ai 60 mesi, sulla commercializzazione di carte di credito sempre attraverso la Banca e sulla valorizzazione dei prodotti assicurativi del partner Axa MPS. A gennaio, dopo il buon esito di una breve fase pilota condotta nell ultimo scorcio del 2013, si è avviata su tutte le filiali della Banca la collaborazione con il partner Compass sulla commercializzazione di prestiti personali che non rientrano nel perimetro suddetto di importi e durate e Consum.it ne supporta lo sviluppo sia da un punto di vista di definitiva messa a punto dell operatività sia come affiancamento sul territorio alle Aree e alle filiali in termini di formazione e di risoluzione delle possibili criticità operative. Successivamente inizierà anche la collaborazione con il partner Futuro (Gruppo Compass) per la commercializzazione del prodotto cessione del quinto. Entro aprile 2014 sarà completata la cartolarizzazione di circa 1.4 miliardi di euro di prestiti personali, in modo da supportare ulteriormente le politiche di funding del Gruppo. Si prevede che anche nel 2014 continui il progressivo snellimento degli organici della società attraverso il distacco su altre realtà del Gruppo di risorse qualificate, in modo da garantire nel tempo un adeguato dimensionamento delle strutture organizzative. Attività di ricerca e sviluppo Nel corso del periodo non sono stati effettuati interventi particolari nell ambito della ricerca e sviluppo. Azioni proprie o della controllante in portafoglio La società non detiene a nessun titolo azioni proprie o della controllante in portafoglio. Documento programmatico sulla sicurezza Ai sensi del d.lgs n. 196 del 30/06/2003 la banca ha redatto e aggiornato il documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali. Cambiamenti di contesto ambientale ed iniziative intraprese a far fronte ai cambiamenti Non si sono rilevati cambiamenti di rilievo. Assunzione, gestione e copertura dei rischi Si rimanda alla specifica sezione della nota integrativa. Proposta di destinazione del risultato d esercizio Signori Azionisti, Vi invitiamo ad approvare il bilancio e la relazione degli amministratori sull andamento della gestione così come presentati dal Consiglio di amministrazione, nel loro complesso e nelle singole appostazioni, ed in merito alla copertura della perdita si ritiene opportuno utilizzare le Riserve di utili per l intero ammontare della perdita stessa pari a ,30 euro. 14

15 PROSPETTI DI BILANCIO 15

16 Stato Patrimoniale Attivo Voci dell'attivo 31/12/13 31/12/12 10 Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie detenute per la negoziazione 30 Attività finanziarie al fair value 40 Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 60 Crediti di cui relative al patrimonio destinato Derivati di copertura 80 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica 90 Partecipazioni Attività materiali Attività immateriali di cui relative al patrimonio destinato Attività fiscali a) correnti b) anticipate di cui relative al patrimonio destinato Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 140 Altre attività Totale attivo In base al recepimento delle istruzioni di Banca d Italia emanate il 21 gennaio 2014 riguardanti le modalità di redazione dei bilanci degli Intermediari Finanziari, la Società, in qualità di Istituto di Pagamento Ibrido Finanziario, ha esposto il dettaglio delle voci relative al Patrimonio Destinato. 16

17 Stato Patrimoniale Passivo e patrimonio netto Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/13 31/12/12 10 Debiti di cui relative al patrimonio destinato Titoli in circolazione 30 Passività finanziarie di negoziazione 40 Passività finanziarie al fair value 50 Derivati di copertura 60 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica 70 Passività fiscali a) correnti di cui relative al patrimonio destinato b) differite 80 Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 90 Altre passività di cui relative al patrimonio destinato Trattamento di fine rapporto del personale di cui relative al patrimonio destinato Fondi per rischi e oneri: a) quiescenza e obblighi simili b) altri fondi di cui relative al patrimonio destinato Capitale Azioni proprie 140 Strumenti di capitale 150 Sovrapprezzi di emissione 160 Riserve di cui relative al patrimonio destinato Riserve da valutazione Utile (Perdita) d'esercizio di cui relative al patrimonio destinato Totale passivo e patrimonio netto In base al recepimento delle istruzioni di Banca d Italia emanate il 21 gennaio 2014 riguardanti le modalità di redazione dei bilanci degli Intermediari Finanziari, la Società, in qualità di Istituto di Pagamento Ibrido Finanziario, ha esposto il dettaglio delle voci relative al Patrimonio Destinato. 17

18 Conto economico Voci 31/12/13 31/12/12 10 Interessi attivi e proventi assimilati di cui relative al patrimonio destinato Interessi passivi e oneri assimilati di cui relative al patrimonio destinato Margine di interesse Commissioni attive di cui relative al patrimonio destinato Commissioni passive di cui relative al patrimonio destinato Commissioni nette Dividendi e proventi assimilati 60 Risultato netto dell attività di negoziazione 70 Risultato netto dell attività di copertura 80 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 90 Utile/perdita da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie di cui relative al patrimonio destinato b) passività finanziarie Margine di intermediazione Rettifiche di valore nette per deterioramento di: a) attività finanziarie di cui relative al patrimonio destinato b) altre operazioni finanziarie Spese amministrative: a) spese per il personale di cui relative al patrimonio destinato b) altre spese amministrative di cui relative al patrimonio destinato Rettifiche di valore nette su attività materiali Rettifiche di valore nette su attività immateriali di cui relative al patrimonio destinato Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 150 Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri di cui relative al patrimonio destinato Altri proventi ed oneri di gestione di cui relative al patrimonio destinato Risultato della gestione operativa Utili (Perdite) delle partecipazioni 180 Utili (Perdite) da cessione di investimenti Utile (Perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente di cui relative al patrimonio destinato Utile (Perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte di cui relative al patrimonio destinato Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte Utile (Perdita) d'esercizio di cui relative al patrimonio destinato In base al recepimento delle istruzioni di Banca d Italia emanate il 21 gennaio 2014 riguardanti le modalità di redazione dei bilanci degli Intermediari Finanziari, la Società, in qualità di Istituto di Pagamento Ibrido Finanziario, ha esposto il dettaglio delle voci relative al Patrimonio Destinato. 18

19 Rendiconto Finanziario Metodo Indiretto A ATTIVITA OPERATIVA 31/12/13 31/12/12 1. Gestione risultato d'esercizio plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su attività/passività finanziarie valutate al fair value - plus/minusvalenze su attività di copertura - rettifiche di valore nette per deterioramento rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali ed immateriali accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi - imposte e tasse non liquidate rettifiche di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale - altri aggiustamenti 2. Liquidità generata/ assorbita dalle attività finanziarie attività finanziarie detenute per la negoziazione - attività finanziarie valutate al fair value - attività finanziarie disponibili per la vendita - crediti verso banche crediti verso enti finanziari - crediti verso clientela altre attività Liquidità generata / assorbita dalle passività finanziarie debiti verso banche debiti verso enti finanziari debiti verso clientela titoli in circolazione - passività finanziarie di negoziazione - passività finanziarie valutate al fair value - altre passività Liquidità netta generata/assorbita dall attività operativa B ATTIVITA DI INVESTIMENTO 1. Liquidità generata da - vendite di partecipazioni - dividendi incassati su partecipazioni - vendite/rimborsi di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - vendite di attività materiali - vendite di attività immateriali - vendite di rami d'azienda 2. Liquidità assorbita da acquisti di partecipazioni - acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - acquisti di attività materiali acquisti di attività immateriali acquisti di rami d'azienda Liquidità netta generata/assorbita dall attività d'investimento C ATTIVITA DI PROVVISTA - emissione/acquisti di azioni proprie - emissione/acquisto strumenti di capitale - distribuzione dividendi e altre finalità Liquidità netta generata/assorbita dall attività di provvista LIQUIDITA NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL ESERCIZIO RICONCILIAZIONE Importo Importo Cassa e disponibilità liquide all inizio dell esercizio Liquidità totale netta generata/assorbita nell esercizio Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell esercizio Alla chiusura dell esercizio la cassa ammontava a 3.876,03. 19

20 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto: 31 dicembre dicembre 2013 Patrimonio netto al 31/12/2012 Modifica saldi apertura Esistenze al Allocazione risultato esercizio precedente Riserve Dividendi ed altro Variazione di riserve Emissione nuove azioni Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Redditività complessiva al 31/12/2013 Patrimonio netto al 31/12/2013 Capitale Sovrapprezzo di emissione Riserve: a) di utili b) altre Riserve da valutazione Strumenti di capitale Azioni proprie Risultato di esercizio Patrimonio netto

21 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto: 31 dicembre dicembre 2012 Esistenze al Modifica saldi apertura Esistenze al Allocazione risultato esercizio precedente Riserve Dividendi ed altro Variazione di riserve Emissione nuove azioni Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Redditività complessiva al 31/12/2012 Patrimonio netto al 31/12/2012 Capitale Sovrapprezzo di emissione Riserve: a) di utili b) altre Riserve da valutazione Strumenti di capitale Azioni proprie Risultato di esercizio Patrimonio netto

22 Prospetto della redditività complessiva Voci 31/12/13 31/12/12 10 Utile (Perdita) di periodo Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico Attività materiali 30 Attività immateriali 40 Piani a benefici definiti Attività non correnti in via di dismissione 60 Quota delle riserve di valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico Coperture di investimenti esteri 80 Differenze di cambio 90 Copertura dei flussi finanziari Attività finanziarie disponibili per la vendita 110 Attività non correnti in via di dismissione 120 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate al patrimonio netto 130 Altre componenti reddituali al netto delle imposte Redditività complessiva (Voce ) In base al recepimento delle istruzioni di Banca d Italia emanate il 21 gennaio 2014 riguardanti le modalità di redazione dei bilanci degli Intermediari Finanziari, la Società, in qualità di Istituto di Pagamento Ibrido Finanziario, ha esposto il dettaglio delle voci relative al Patrimonio Destinato 22

23 NOTA INTEGRATIVA PARTE A POLITICHE CONTABILI A1 PARTE GENERALE Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali Il presente Bilancio d impresa, in applicazione del Decreto Legislativo n. 38 del 28 febbraio 2005, è redatto secondo i principi contabili internazionali emanati dall International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n del 19 luglio 2002 ed in vigore al 31 dicembre L applicazione dei principi contabili internazionali è stata effettuata facendo riferimento anche al Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio (Framework). In assenza di un principio o di un'interpretazione applicabile specificamente ad un'operazione, altro evento o circostanza, la Direzione Aziendale ha fatto uso del proprio giudizio nello sviluppare e applicare un principio contabile, al fine di fornire un'informativa: rilevante ai fini delle decisioni economiche da parte degli utilizzatori; attendibile, in modo che il bilancio: - rappresenti fedelmente la situazione patrimoniale - finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari dell entità; - rifletta la sostanza economica delle operazioni, altri eventi e circostanze, e non meramente la forma legale; - sia neutrale, cioè scevro da pregiudizi; - sia prudente; - sia completo con riferimento a tutti gli aspetti rilevanti. Nell esercitare il giudizio descritto, la Direzione Aziendale ha fatto riferimento e considerato l applicabilità delle seguenti fonti, riportate in ordine gerarchicamente decrescente: le disposizioni e le guide applicative contenute nei Principi e Interpretazioni che trattano casi simili o correlati; le definizioni, i criteri di rilevazione ed i concetti di misurazione per la contabilizzazione delle attività, delle passività, dei ricavi e dei costi contenuti nel Quadro sistematico. Nell esprimere un giudizio la Direzione Aziendale può inoltre considerare: le disposizioni più recenti emanate da altri organismi preposti alla statuizione dei principi contabili che utilizzano un Quadro sistematico concettualmente simile per sviluppare i principi contabili; altra letteratura contabile; prassi consolidate nel settore. Nel rispetto dell art. 5 del D.Lgs. n. 38 del 28 febbraio 2005, qualora, in casi eccezionali, l applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali sia risultata incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico, la disposizione non è stata applicata. Nella nota integrativa sono stati spiegati i motivi della deroga e la sua influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico. Nel bilancio d impresa gli eventuali utili derivanti dalla deroga sono iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato. 23

24 Sezione 2 - Principi generali di redazione CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Nel bilancio d impresa sono stati applicati i principi contabili internazionali IAS/IFRS emanati dall International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni emanate dall International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dall Unione Europea ed oggetto di applicazione obbligatoria nell esercizio Sono state inoltre applicate le disposizioni contenute nelle Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM emanate dalla Banca d Italia il 21 gennaio Il bilancio d impresa è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa ed è corredato di una relazione degli amministratori sull'andamento della gestione e sulla situazione della società finanziaria. Il bilancio dell'impresa è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'esercizio. Nella nota integrativa consolidata sono state fornite tutte le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute nelle Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM di Banca d Italia, oltre ad altre ulteriori informazioni non obbligatorie ma ritenute necessarie per dare una rappresentazione veritiera e corretta, rilevante, attendibile, comparabile e comprensibile. Gli schemi dello stato patrimoniale, del conto economico e del prospetto della redditività complessiva sono costituiti da voci (contrassegnate da numeri), da sottovoci (contrassegnate da lettere) e da ulteriori dettagli informativi (i di cui delle voci e delle sottovoci). Le voci, le sottovoci e i relativi dettagli informativi costituiscono i conti del bilancio. Per ogni conto dello stato patrimoniale, del conto economico e del prospetto della redditività complessiva è indicato anche l'importo dell'esercizio precedente. Se i conti non sono comparabili, quelli relativi all'esercizio precedente sono adattati; la non comparabilità e l'adattamento o l'impossibilità di questo sono segnalati e commentati nella nota integrativa. Le attività e le passività, i costi e i ricavi non sono fra loro compensati, salvo che ciò sia ammesso o richiesto dai principi contabili internazionali o dalle disposizioni contenute nelle Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM della Banca d Italia. Nello stato patrimoniale, nel conto economico e nel prospetto della redditività complessiva non sono indicati i conti che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio né per quello precedente. Se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto più voci dello stato patrimoniale, nella nota integrativa è evidenziata la sua riferibilità anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto, qualora ciò sia necessario ai fini della comprensione del bilancio. Nel conto economico e nella relativa sezione della nota integrativa i ricavi sono indicati senza segno, mentre i costi sono indicati con il segno meno (-). Nel prospetto della redditività complessiva gli importi negativi sono indicati con il segno meno (-). In conformità a quanto disposto dall art. 5 del D.Lgs n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l euro come moneta di conto: gli schemi di bilancio sono redatti in unità di euro mentre la nota integrativa in migliaia di euro. Il bilancio è stato redatto nella prospettiva della continuità dell attività aziendale, secondo il principio della contabilizzazione per competenza economica, nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell informazione, della prevalenza della sostanza sulla forma e nell ottica di favorire la coerenza con le presentazioni future. Le voci di natura o destinazione dissimile sono state presentate distintamente a meno che siano state considerate irrilevanti. Sono stati rettificati tutti gli importi rilevati nel bilancio d esercizio per riflettere i fatti successivi alla data di riferimento che, ai sensi del principio IAS 10, comportano l obbligo di eseguire una rettifica (adjusting events). I fatti successivi che non comportano rettifica e che quindi riflettono circostanze che si sono verificate successivamente alla data di riferimento (non adjusting events) sono oggetto di informativa nella sezione 4 della presente Parte A quando rilevanti ed in grado di influire sulle decisioni economiche degli utilizzatori. Sezione 3 Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio Non si segnalano eventi successivi alla data di bilancio ai sensi del principio contabile internazionale IAS10 Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio. 24

25 Il presente bilancio è stato redatto ritenendo appropriato l utilizzo del presupposto della continuità aziendale. Con riferimento alle indicazioni fornite nell ambito del Documento n.4 del 3 marzo 2010, emanato congiuntamente da Banca d Italia, Consob e Ivass e successivi aggiornamenti, la Società ha la ragionevole aspettativa di continuare con la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile ed ha pertanto redatto il bilancio nel presupposto della continuità aziendale, in quanto le incertezze conseguenti all attuale contesto economico non generano dubbi sulla capacità della società di continuare ad operare come un entità in funzionamento. I criteri di valutazione adottati sono coerenti con tale presupposto e rispondono ai principi di competenza, di rilevanza e significatività dell informazione contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. Tali criteri non hanno subito modifiche rispetto all esercizio precedente. Un informativa più dettagliata in merito alle principali problematiche e variabili esistenti sul mercato è pubblicata nell ambito della Relazione sulla Gestione degli Amministratori. Sezione 4 Altri aspetti Elenco dei principi contabili internazionali IAS/IFRS e delle relative interpretazioni SIC/IFRIC la cui applicazione è obbligatoria a partire dal bilancio 2013 Tra le modifiche ai principi contabili ed alle interpretazioni che sono oggetto di applicazione obbligatoria a partire dall esercizio 2013 si segnalano le seguenti. Si evidenzia che tali modifiche non hanno avuto impatti significativi sulla redazione del presente bilancio, fatta eccezione per l applicazione della versione rivista dello IAS 19 Benefici per i dipendenti, dei cui impatti è fornita informativa nella presente nota integrativa. Nel mese di giugno 2011 lo IASB ha infatti pubblicato la versione rivista dello IAS 19 Benefici per i dipendenti. Il principio, che è stato omologato dalla Commissione Europea con il Regolamento n. 475/2012 del 5 giugno 2012, deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio La versione rivista del principio rappresenta il risultato di un progetto finalizzato a migliorare la comparabilità e la qualità delle informazioni fornite per i piani pensionistici. Le modifiche apportate al principio riguardano principalmente: le modalità di rilevazione delle variazioni delle passività e delle attività relative ai piani a benefici definiti; il trattamento delle modifiche, delle riduzioni e dei regolamenti dei piani; l informativa da fornire per i piani a benefici definiti; altre questioni di minore rilevanza. La variazione di maggior rilievo introdotta con la nuova versione dello IAS 19 è rappresentata dalla modifica dei criteri di rilevazione degli utili e delle perdite attuariali sui piani a benefici definiti, per i quali la previgente versione del principio prevedeva tre modalità alternative di rilevazione: rilevazione integrale a conto economico, rilevazione integrale tra le altre componenti reddituali oppure rilevazione a conto economico della parte eccedente il 10% del maggiore tra il valore attuale dell obbligazione a benefici definiti ed il fair value delle attività a servizio del piano (metodo del corridoio ). La Società aveva adottato, nell ambito delle proprie politiche contabili, il metodo della rilevazione integrale a conto economico. La nuova versione del principio prevede invece una sola modalità di contabilizzazione, che consiste nella rilevazione integrale tra le altre componenti reddituali degli utili e delle perdite attuariali sui piani a benefici definiti. 25

26 Di seguito riportiamo i Prospetti restatement IAS 8: CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Voci dell'attivo 31/12/12 Rettifiche FTA 31/12/2012 IAS19 Rettificato 10 Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie detenute per la negoziazione 30 Attività finanziarie al fair value 40 Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 60 Crediti di cui relative al patrimonio destinato Derivati di copertura 80 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica 90 Partecipazioni Attività materiali Attività immateriali di cui relative al patrimonio destinato Attività fiscali a) correnti b) anticipate di cui relative al patrimonio destinato Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 140 Altre attività Totale attivo Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/12 Rettifiche FTA 31/12/2012 IAS19 Rettificato 10 Debiti di cui relative al patrimonio destinato Titoli in circolazione 30 Passività finanziarie di negoziazione 40 Passività finanziarie al fair value 50 Derivati di copertura 60 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica 70 Passività fiscali a) correnti di cui relative al patrimonio destinato b) differite 80 Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 90 Altre passività di cui relative al patrimonio destinato Trattamento di fine rapporto del personale di cui relative al patrimonio destinato Fondi per rischi e oneri: a) quiescenza e obblighi simili b) altri fondi Capitale Azioni proprie 140 Strumenti di capitale 150 Sovrapprezzi di emissione 160 Riserve di cui relative al patrimonio destinato Riserve da valutazione Utile (Perdita) d'esercizio di cui relative al patrimonio destinato Totale passivo e patrimonio netto La nuova versione del principio IAS 19 Benefici ai dipendenti è stata applicata per la prima volta nel bilancio semestrale. 26

27 L applicazione retrospettiva della nuova versione dello IAS 19, in conformità al principio contabile internazionale IAS 8, non ha comportato nessun impatto sul patrimonio netto di Consumit se non la riclassificazione degli utili/perdite attuariali da Riserve di utili a Riserve da valutazione per un importo al 31/12/2012 pari a circa 128 mila euro, al netto dell effetto fiscale. Nel mese di dicembre 2010 lo IASB ha pubblicato l emendamento allo IAS 12 Imposte differite: recupero delle attività sottostanti. Lo IAS 12 prevede che la fiscalità differita e anticipata debba essere calcolata tenendo conto delle modalità di recupero del valore contabile dell asset, se attraverso la vendita o attraverso l uso. Il modo in cui il valore contabile di un attività o di una passività viene recuperato (ad esempio attraverso la vendita piuttosto che attraverso l ammortamento) può determinare, infatti, sia una diversa aliquota d imposta al momento del recupero, sia una diversa base imponibile. Un entità misura le imposte anticipate e differite utilizzando aliquote ed imponibili coerenti con la modalità attesa di realizzo dell asset. Al fine di ridurre gli elementi di soggettività nello stimare la modalità di realizzo attesa dell asset, è stata introdotta una presunzione confutabile in base alla quale si assume che gli asset valutati al fair value ai sensi dello IAS 40 siano recuperati attraverso la vendita. La presunzione può essere confutata se l immobile da investimento è ammortizzabile e rientra in un business model che prevede sostanzialmente il consumo di tutti i benefici economici incorporati nell asset. L emendamento incorpora inoltre nel principio la preesistente interpretazione SIC 21 Imposte sul reddito - Recupero delle attività rivalutate non ammortizzabili. L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 11 dicembre 2012 con il Regolamento n. 1255/2012 ed è applicabile a partire dai bilanci degli esercizi aventi inizio con data successiva all 11 dicembre 2012 (quindi a partire dai bilanci relativi all esercizio 2013). Sempre nel mese di maggio 2011 lo IASB ha pubblicato il nuovo principio contabile IFRS 13 Misurazione del fair value. La pubblicazione dell IFRS 13 ha consentito di raccogliere in un unico principio le definizioni di fair value disseminate fino ad oggi attraverso l intero corpus degli IFRS, eliminando le incoerenze esistenti. L IFRS 13 definisce il fair value come il prezzo che sarebbe ricevuto nel caso di vendita di un attività o pagato per trasferire una passività in una transazione ordinata tra partecipanti al mercato (exit price). La definizione di fair value contenuta nell IFRS 13 mette in evidenza che le tecniche di misurazione sono market based e non entity specific. Il principio introduce alcuni nuovi requisiti di informativa in materia di gerarchia del fair value e di tecniche di valutazione che sono stati recepiti le disposizioni contenute nelle Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM emanate dalla Banca d Italia il 21 gennaio Per quanto riguarda l esposizione del Fair Value si rimanda alle specifiche tabelle di Nota Integrativa. Il principio è stato omologato dalla Commissione Europea in data 11 dicembre 2012 con Regolamento n._1255/2012 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio Nel mese di giugno 2011 lo IASB ha pubblicato l emendamento allo IAS 1 Presentazione delle poste tra le altre componenti reddituali. La modifica più rilevante apportata dall emendamento consiste nell obbligo di distinguere, nel prospetto delle altre componenti reddituali, le poste che sono oggetto di ricircolo a conto economico in determinate situazioni (vendita, impairment) da quelle che non confluiscono mai nel conto economico. Il principio, che è stato omologato dalla Commissione Europea con il Regolamento n. 475/2012 del 5 giugno 2012, deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio a partire dal 1 luglio In conformità a tale emendamento, lo schema del prospetto della redditività complessiva è stato modificato dalla Banca d Italia secondo le disposizioni contenute nelle Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM emanate dalla Banca d Italia il 21 gennaio Nel mese di dicembre 2011 lo IASB ha pubblicato un emendamento all IFRS 7 Informativa compensazione di attività e di passività finanziarie, con il quale sono stati introdotti nuovi obblighi di informativa relativi alle attività e alle passività finanziarie rientranti in accordi di compensazione. 27

28 L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 13 dicembre 2012 con Regolamento n. 1256/2012 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio I nuovi requisiti di informativa sono stati recepiti dalla Banca d Italia secondo le disposizioni contenute nelle Istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli Intermediari finanziari ex art. 107 del TUB, degli Istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM emanate dalla Banca d Italia il 21 gennaio In data 13 marzo 2012 lo IASB ha emesso un emendamento all IFRS 1 denominato Finanziamenti pubblici. Tale emendamento inserisce un eccezione all applicazione retrospettiva dei principi IFRSs per i first time adopter: É richiesta l applicazione prospettica dei principi IFRS 9 Strumenti finanziari e IAS 20 Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull assistenza pubblica ai finanziamenti pubblici in essere alla data di transizione agli IFRS. L applicazione retrospettiva è consentita solo nel caso in cui le informazioni necessarie per l applicazione retrospettiva siano state ottenute al momento della prima rilevazione del finanziamento. L emendamento deve essere applicato obbligatoriamente dagli esercizi che iniziano a partire dal 1 gennaio Nel mese di dicembre 2010 lo IASB ha pubblicato due emendamenti all IFRS 1 Prima adozione degli IFRS. Il primo emendamento sostituisce i riferimenti ad una data fissa di transizione 1 gennaio 2004 con la data di passaggio agli IFRS, esentando così le società che adottano gli IFRS per la prima volta dal dover ricostruire le operazioni che si sono verificate prima della loro data di transizione agli IFRS. Il secondo emendamento fornisce indicazioni su come riprendere la presentazione del bilancio conforme agli IFRS (o presentarlo per la prima volta) per i soggetti che emergono da grave iperinflazione della propria valuta di riferimento. Entrambi gli emendamenti, omologati dalla Commissione Europea in data 11 dicembre 2012 con il Regolamento 1255/2012, devono essere applicati obbligatoriamente a partire dagli esercizi aventi inizio a partire dal 1 gennaio Progetto Miglioramenti ai principi contabili internazionali ciclo In data 17 maggio 2012 lo IASB ha pubblicato un insieme di modifiche agli IFRS nell ambito di tale progetto. Di seguito vengono citate quelle indicate dallo IASB come variazioni che comporteranno un cambiamento nella presentazione, riconoscimento e valutazione delle poste di bilancio, tralasciando invece quelle che determineranno solo variazioni terminologiche o cambiamenti editoriali con effetti minimi in termini contabili. a) IFRS 1 Prima adozione degli IFRS : applicazione ripetuta. Viene precisato che un entità che ha già applicato l IFRS 1 in passato e che ha successivamente interrotto l applicazione degli IFRS, può applicare di nuovo l IFRS 1 se l ultimo bilancio annuale non contiene un esplicita e incondizionata dichiarazione di conformità agli IFRS. L entità che non sceglie di riapplicare l IFRS 1 deve applicare gli IFRS retrospettivamente come se non ci fosse stata interruzione. L entità deve fornire informazioni in merito alle ragioni per cui: 1. è stata interrotta l applicazione degli IFRS; 2. gli IFRS sono stati applicati di nuovo; 3. se del caso, si è scelto di non applicare l IFRS 1. b) IFRS 1 Prima adozione degli IFRS : costi di finanziamento. I costi di finanziamento capitalizzati anteriormente alla prima applicazione degli IFRS possono essere mantenuti senza effettuare rettifiche all ammontare capitalizzato alla data di prima applicazione. c) IAS 1 Presentazione del bilancio : chiarimenti sui requisiti per l informazione comparativa. Viene precisato che, per quanto concerne l informazione comparativa, un entità deve presentare almeno due situazioni patrimoniali, due prospetti di conto economico e delle altre componenti reddituali, due prospetti di rendiconto finanziario e due prospetti delle variazioni del patrimonio netto. Non è necessario fornire informazioni comparative ulteriori rispetto a queste. Qualora 28

29 vengano fornite informazioni comparative addizionali, tali informazioni devono essere fornite in conformità agli IFRS. Un entità è invece obbligata a presentare, in aggiunta all informativa comparativa minima richiesta, un terzo prospetto della situazione patrimoniale all inizio del periodo precedente in caso di cambiamento di politiche contabili o di restatement retrospettivo che abbia un impatto materiale sul patrimonio netto iniziale del periodo precedente. d) IAS 16 Immobili, impianti e macchinari : classificazione delle attrezzature di servizio. I pezzi di ricambio e le attrezzature per la manutenzione devono essere classificati come immobili, impianti e macchinari quando soddisfano la definizione di tali poste contenuta nello IAS 16; in caso contrario devono essere classificati come rimanenze. e) IAS 32 Strumenti finanziari: presentazione : effetto fiscale delle distribuzioni ai detentori di strumenti di patrimonio. Le imposte sul reddito relative alle distribuzioni a favore dei detentori di strumenti di patrimonio ed ai costi di transazione su operazioni sul patrimonio devono essere rilevate ai sensi dello IAS 12 Imposte sul reddito. f) IAS 34 Bilanci intermedi : bilanci intermedi e informazioni di settore. L ammontare delle attività e delle passività totali relative ad un determinato segmento devono essere indicate nei bilanci intermedi solo se tale ammontare è regolarmente riportato agli organismi di vertice detentori del potere decisionale operativo e se si è verificata una variazione materiale rispetto all ammontare indicato nell ultimo bilancio annuale. Il documento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 27 marzo 2013 con Regolamento n. 301/2013 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio

30 Principi contabili internazionali IAS/IFRS e relative interpretazioni SIC/IFRIC omologati dalla Commissione Europea, la cui applicazione obbligatoria decorre successivamente al 31 dicembre Ai sensi dello IAS 8 paragrafi 30 e 31, si segnala che fino al 23 gennaio 2013 la Commissione Europea ha omologato alcuni principi e interpretazioni emessi dallo IASB, la cui applicazione obbligatoria decorre successivamente al 31 dicembre 2013; in tali casi la Società non si è avvalsa, nei casi eventualmente previsti, della facoltà di applicazione anticipata. Tali principi e interpretazioni sono indicati di seguito. Nel mese di maggio 2011 lo IASB ha pubblicato i nuovi principi contabili IFRS 10 Bilancio consolidato, IFRS 11 Accordi a controllo congiunto e IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in altre entità. L emissione dell IFRS 10 ha consentito di riassumere in un unico principio i criteri di consolidamento contenuti precedentemente nello IAS 27 e, per le Special Purpose Entities, nel SIC 12; le regole contenute nell IFRS 10 si applicano adesso a tutte le entità. L IFRS 10 introduce un nuovo concetto di controllo: un investitore controlla un entità quando è esposto o beneficia della variabilità dei risultati dell entità stessa ed ha la capacità di avere impatto sull ammontare di tali risultati esercitando il potere su tale entità. L emissione dell IFRS 10 ha comportato la revisione dello IAS 27 Bilancio consolidato e separato, il quale, ridenominato Bilancio separato, contiene adesso i criteri di contabilizzazione ed i requisiti di informativa relativi ai bilanci separati degli investimenti in controllate, collegate e società sottoposte a controllo congiunto. L IFRS 11 Accordi a controllo congiunto ha sostituito lo IAS 31 Partecipazioni in joint venture ; il principio richiede ad un entità di determinare la tipologia di accordo congiunto in cui è coinvolta, verificando i diritti e gli obblighi derivanti dall accordo; se l entità è coinvolta in una joint venture, deve rilevare in bilancio l investimento utilizzando il metodo del patrimonio netto in conformità con lo IAS 28, che è stato ridenominato Partecipazioni in società collegate e joint venture. Le joint venture non potranno essere più consolidate con il metodo proporzionale. I nuovi principi IFRS 10, IFRS 11 e IFRS 12, le nuove versioni dello IAS 27 e dello IAS 28, congiuntamente alla soppressione dello IAS 31, sono stati omologati dalla Commissione Europea in data 11 dicembre 2012 con Regolamento n. 1254/2012 e devono essere applicati obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio a partire dal 1 gennaio In data 17 maggio 2012 lo IASB ha pubblicato il documento Bilanci consolidati, Accordi a controllo congiunto e Informativa sulle partecipazioni in altre entità: guida alla transizione, contenente chiarimenti relativi alle problematiche di prima applicazione dei principi IFRS 10, IFRS 11 e IFRS 12 (la cui applicazione obbligatoria decorre a partire dai bilanci 2014). Di seguito i chiarimenti più rilevanti contenuti nel documento: a) viene chiarito che la data di prima applicazione dell IFRS 10 coincide con l inizio del periodo annuale in cui il principio è applicato per la prima volta (1 gennaio 2014 per entità UE con esercizio coincidente con l anno solare); b) alla data di prima applicazione dell IFRS 10 non devono essere apportati aggiustamenti ai bilanci precedenti in relazione alle entità che: o sarebbero state consolidate sia con l IFRS 10 che con lo IAS 27/SIC 12; o non sarebbero state consolidate sia con l IFRS 10 che con lo IAS 27/SIC 12; c) nel caso in cui un investitore concluda che alla data di prima applicazione dell IFRS 10 deve consolidare una partecipata prima non consolidata in vigenza di IAS 27/SIC 12, l IFRS 10 deve essere applicato retrospettivamente, rettificando il periodo annuale precedente la data di prima applicazione o il patrimonio netto iniziale di tale periodo qualora data in cui il controllo è stato ottenuto ai sensi del nuovo principio sia anteriore all inizio del periodo annuale precedente la data di prima applicazione; d) nel caso in cui un investitore concluda che alla data di prima applicazione dell IFRS 10 deve deconsolidare una partecipata prima consolidata in vigenza di IAS 27/SIC 12, l interessenza nella (ex) controllata deve essere rilevata al valore al quale sarebbe stata rilevata se l IFRS 10 fosse stato vigente quando l investitore ha effettuato l investimento. La differenza tra tale valore e il valore contabile alla data di prima applicazione delle attività, le passività e gli interessi non di controllo 30

31 deve essere rilevata rettificando il periodo annuale precedente la data di prima applicazione o il patrimonio netto iniziale di tale periodo qualora la data in cui l investimento è stato effettuato sia anteriore all inizio del periodo annuale precedente la data di prima applicazione; e) qualora quanto sopra richiesto non fosse praticabile ai sensi dello IAS 8, sono previste semplificazioni che consentono di applicare il nuovo principio IFRS 10 all inizio del primo periodo in cui l applicazione di quanto sopra richiesto diviene praticabile (tale periodo può essere anche l esercizio di prima applicazione). L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 4 aprile 2013 con Regolamento n. 313/2013 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio Nel mese di ottobre 2012 è stato pubblicato dallo IASB il documento Entità di investimento, contenente emendamenti all IFRS 10, all IFRS 12 e allo IAS 27. Il documento introduce la definizione di entità di investimento quale entità che ottiene fondi da investitori terzi al fine di fornire loro servizi di investimento, impegnandosi a perseguire un obiettivo di apprezzamento del capitale investito e di massimizzazione della redditività, valutando i risultati di pressoché tutte le proprie attività sulla base del fair value. Per tali entità è prevista un eccezione alla regola generale che tutte le controllate devono essere consolidate. In particolare, l emendamento prevede che tali entità debbano valutare le partecipazioni di controllo al fair value in contropartita del conto economico sia nel bilancio consolidato che nel bilancio separato. Sono introdotti anche emendamenti all IFRS 12 e allo IAS 27 inerenti all informativa da fornire. L emendamento deve essere applicato obbligatoriamente a partire dai periodi annuali aventi inizio a partire dal 1 gennaio L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 20 novembre 2013 con Regolamento n. 1174/2013 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio Nel mese di dicembre 2011 lo IASB ha pubblicato l emendamento allo IAS 32 Compensazione delle attività e delle passività finanziarie, che ha introdotto nella guida applicativa alcuni paragrafi che chiariscono le modalità di applicazione delle vigenti regole (par. 42 dello IAS 32) che disciplinano la compensazione delle attività e delle passività finanziarie nello stato patrimoniale. L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 13 dicembre 2012 con Regolamento n. 1256/2012 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio Nel mese di maggio 2013 lo IASB ha pubblicato l emendamento allo IAS 36 Informativa sul valore recuperabile per le attività non finanziarie. L emendamento chiarisce che l informativa da fornire sul valore recuperabile di attività che hanno subito una riduzione di valore riguarda solo quelle attività il cui valore recuperabile si basa sul fair value al netto dei costi di vendita; in tal caso deve essere fornita informativa in merito al livello della gerarchia del fair value, alle tecniche di valutazione utilizzate e alle assunzioni chiave utilizzate per le valutazioni dei livelli 2 e 3. L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 19 dicembre 2013 con Regolamento n. 1374/2013 e deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio dal 1 gennaio L applicazione anticipata è consentita se l entità ha già applicato l IFRS 13. Nel mese di giugno 2013 lo IASB ha pubblicato l emendamento allo IAS 39 Novazione di derivati e mantenimento dell hedge accounting. L emendamento chiarisce che una relazione di hedge accounting non deve essere interrotta nel caso di novazione dello strumento di copertura presso una controparte centrale in ottemperanza a leggi o regolamenti. L emendamento, che dovrà essere applicato obbligatoriamente a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano dal 1 gennaio 2014, è stato pubblicato nel contesto dei cambiamenti normativi che stanno interessando numerose giurisdizioni in tema di centralizzazione presso controparti centrali dell operatività in derivati over-the counter. L emendamento è stato omologato dalla Commissione Europea in data 19 dicembre 2013 con Regolamento n. 1375/

32 Principi contabili, emendamenti e interpretazioni emessi dallo IASB e ancora in attesa di omologazione da parte della Commissione Europea. Per tali principi e interpretazioni viene indicata la data di decorrenza dell applicazione obbligatoria, comunque successiva al 31 dicembre 2013, prevista dallo IASB. Occorre considerare che per le società residenti nei paesi dell Unione Europea la data di decorrenza dell applicazione obbligatoria sarà quella indicata nei regolamenti di omologazione. IFRS 9 Strumenti finanziari progetto di revisione complessivo. In risposta alle richieste di semplificazione delle norme contabili applicabili agli strumenti finanziari, avanzate sia da organismi politici che da istituzioni internazionali, lo IASB ha avviato un progetto di sostituzione dell attuale IAS 39. Il progetto in questione è stato diviso in tre distinte fasi: 1) classificazione e valutazione strumenti finanziari, 2) costo ammortizzato e impairment, 3) coperture. Per la fase 2) lo IASB non ha ancora pubblicato alcun principio, ma soltanto un Exposure Draft. Per quanto riguarda la prima fase, in data 12 novembre 2009 lo IASB ha emesso il principio contabile IFRS 9 Strumenti finanziari. Il nuovo principio contabile riguarda la classificazione e valutazione delle attività finanziarie. Le categorie di portafoglio sono state ridotte a tre (costo ammortizzato, fair value con variazioni a conto economico e fair value con variazioni rilevate tra le altre componenti reddituali other comprehensive income). Sono state eliminate le categorie Held To Maturity e Avalaible For Sale. Sono state modificate le regole di classificazione delle tre categorie in questione, comprese quelle relative alla Fair Value Option (FVO). L IFRS 9 utilizza un metodo unico per determinare se un attività finanziaria è misurata a costo ammortizzato o al fair value. Il metodo si basa sulle modalità di gestione degli strumenti finanziari adottato dell entità (business model) e sulle caratteristiche contrattuali del flusso di cassa delle attività finanziarie. In data 28 ottobre 2010 lo IASB ha completato il principio contabile IFRS 9 con la parte relativa alla classificazione e valutazione delle passività finanziarie. Lo IASB ha optato per il sostanziale mantenimento dell impostazione del vigente IAS 39. Di conseguenza è stato mantenuto l obbligo oggi vigente di scorporare i derivati incorporati in passività finanziarie; la rilevazione integrale delle variazioni di fair value in contropartita del conto economico è prevista, per gli strumenti diversi dai derivati, solo per le passività finanziarie detenute per la negoziazione. Per le passività finanziarie designate nell ambito della fair value option, la variazione di fair value attribuibile alle variazioni del rischio di credito della passività è rilevata direttamente tra le altre componenti reddituali (other comprehensive income), a meno che questo non crei/aumenti il mismatching contabile, nel qual caso l intera variazione di fair value è imputata a conto economico. L importo che è imputato tra le altre componenti reddituali non viene riversato a conto economico quando la passività è regolata o estinta. Per quanto riguarda la fase 3 Hedge accounting, lo IASB ha pubblicato nel mese di novembre 2013 il principio IFRS 9 Strumenti finanziari: hedge accounting e modifiche a IFRS 9, IFRS 7 e IAS 39. Il documento contiene una sostanziale revisione delle norme che disciplinano l hedge accounting, che dovrebbe consentire di riflettere più fedelmente nei bilanci le attività di risk management. Il documento contiene inoltre una modifica che consente di applicare separatamente dal resto dell IFRS 9 le norme che regolano in quest ultimo principio il trattamento del proprio merito creditizio (imputazione delle variazioni di fair value delle passività in fair value option in other comprehensive income ). Infine è stata rimossa l indicazione del 1 gennaio 2015 quale data di prima applicazione obbligatoria dell IFRS 9, al fine di concedere ai redattori dei bilanci IFRS tempo sufficiente per gestire la transizione alle nuove regole. Si segnala per completezza d informazione che lo IASB ha pubblicato nel mese di novembre 2012 l Exposure Draft 2012/4 Classificazione e Valutazione: modifiche limitate all IFRS 9 Modifiche proposte all IFRS 9 (2010) con cui è stata proposta l introduzione di un nuovo portafoglio Fair value through other comprehensive income (FVOCI) da utilizzare per gli strumenti di debito detenuti da un entità sulla base del proprio business model. Nel mese di novembre 2013 lo IASB ha pubblicato l emendamento allo IAS 19 Piani a benefici definiti: contribuzioni dei dipendenti. L emendamento chiarisce il trattamento delle contribuzioni versate dai dipendenti o da terze parti ai piani a benefici definiti. In particolare, è disciplinata la modalità di attribuzione ai 32

33 periodi di servizio delle contribuzioni che sono connesse ai servizi svolti dai dipendenti, nell ottica di semplificare le modalità di contabilizzazione dei contributi che non sono dipendenti dal numero degli anni di servizio, ma che, ad esempio, sono determinati come percentuale fissa del salario. L emendamento deve essere applicato obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio successivamente al 1 luglio Progetto Miglioramenti ai principi contabili internazionali ciclo In data 12 dicembre 2013 lo IASB ha pubblicato un insieme di modifiche agli IFRS nell ambito di tale progetto, relative ai temi di seguito brevementi sintetizzati: a) IFRS 2 Pagamenti basati su azioni. Sono state modificate le definizioni di condizione di maturazione e di condizione di mercato e sono state aggiunte le definzioni di condizione di risultato e di condizione di servizio, che prima erano incorporate nella definizione di condizione di maturazione. b) IFRS 3 Aggregazioni aziendali. E stato chiarito che i corrispettivi potenziali che sono classificati come attività o passività sono sempre misurati al fair value ad ogni data di bilancio successiva alla prima iscrizione. c) IFRS 8 Segmenti operativi. Si richiede che un entità fornisca informazioni in merito alle scelte discrezionali effettuate dal management nell applicare i criteri di aggregazione dei segmenti operativi. d) IFRS 13 Valutazione del fair value. Si chiarisce le modifiche allo IAS 39 e all IFRS 9 conseguenti alla pubblicazione dell IFRS 13 non hanno eliminato la possibilità di valutare i crediti e i debiti a breve termine sprovvisti di un tasso d interesse prestabilito al loro valore nominale senza attualizzazione, se l impatto dell attualizzazione è immateriale. e) IAS 16 Immobili, impianti e macchinari. Si chiarisce che quando una posta di immobili, impianti e macchinari viene rivalutata, la rivalutazione dell ammontare lordo deve essere effettuata in modo coerente con la rivalutazione dell ammontare netto. f) IAS 24 Parti correlate. Si chiarisce che un entità che fornisce servizi di direzione strategica all entità che redige il bilancio è una parte correlata di quest ultima. g) IAS 38 Attività immateriali. Si chiarisce che quando un attività immateriale viene rivalutata, la rivalutazione dell ammontare lordo deve essere effettuata in modo coerente con la rivalutazione dell ammontare netto. Tali modifiche dovranno essere applicate obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio successivamente al 1 luglio Progetto Miglioramenti ai principi contabili internazionali ciclo In data 12 dicembre 2013 lo IASB ha pubblicato un insieme di modifiche agli IFRS nell ambito di tale progetto, relative a quattro temi di seguito brevementi sintetizzati: a) IFRS 1 Prima adozione degli IFRS. Chiarisce che un entità, nel suo primo bilancio IFRS, può scegliere tra l applicazione di un principio da applicare obbligatoriamente per quel periodo ed un principio nuovo o rivisto che ancora non è da applicare obbligatoriamente, ma che può essere applicato anticipatamente su base volontaria. L entità è obbligata ad applicare la stessa versione del principio per tutti i periodi interinali coperti dal primo bilancio IFRS. b) IFRS 3 Aggregazioni aziendali. E stato chiarito che la contabilizzazione della formazione di un accordo a controllo congiunto nel bilancio dello stesso accordo a controllo congiunto è fuori dal campo di applicazione dell IFRS 3. c) IFRS 13 Valutazione del fair value. Si chiarisce che l eccezione di cui al par. 48 dell IFRS 13 (eccezione di portafoglio) si applica a tutti i contratti che rientrano nel campo di applicazione dello IAS 33

34 39 o dell IFRS 9 a prescindere dalla circostanza che sia soddisfatta la definizione di attività o passività finanziaria definita nello IAS 32. d) IAS 40 Investimenti immobiliari. Viene chiarito che per determinare se una specifica transazione di acquisto di un immobile con servizi ancillari soddisfa la definizione di aggregazione aziendale contenuta nell IFRS 3 o la definizione di investimento immobiliare contenuta nello IAS 40 i due principi devono essere applicati separatamente l uno dall altro. Tali modifiche dovranno essere applicate obbligatoriamente a partire dagli esercizi annuali che hanno inizio successivamente al 1 luglio

35 A2 PARTE RELATIVA AI PRINCIPALI AGGREGATI DI BILANCIO I principi contabili Di seguito sono descritti i principi contabili che sono stati adottati con riferimento alle principali voci patrimoniali dell attivo e del passivo per la redazione del bilancio d impresa al 31 dicembre Attività finanziarie detenute per la negoziazione. a) criteri di iscrizione L iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento, per i titoli di debito e di capitale, e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati. All atto della rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione vengono rilevate al loro fair value, che corrisponde normalmente al corrispettivo pagato senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso, che sono invece imputati direttamente a conto economico. b) criteri di classificazione In questa categoria sono classificati i titoli di debito, i titoli di capitale acquisiti principalmente al fine di ottenere profitti nel breve periodo derivanti dalle variazioni dei prezzi di tali strumenti ed il valore positivo dei contratti derivati ad eccezione di quelli designati come strumenti di copertura. c) criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate al fair value, con rilevazione delle variazioni in contropartita del conto economico. Per un illustrazione dei criteri utilizzati per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari si rinvia al sezione A.3.2 Gerarchie del fair value della presente Parte A. I titoli di capitale ed i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, restano iscritti al valore di costo, rettificato a fronte di perdite per riduzione di valore. Tali perdite per riduzione di valore non sono ripristinate. d) criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando l attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici ad essa connessi. I titoli ricevuti nell ambito di una operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli consegnati nell ambito di una operazione che contrattualmente prevede il successivo riacquisto non sono, rispettivamente, registrati o cancellati dal bilancio. Di conseguenza, nel caso di titoli acquistati con accordo di rivendita l importo pagato viene registrato in bilancio come credito verso clienti o banche, mentre nel caso di titoli ceduti con accordo di riacquisto la passività viene registrata nei debiti verso banche, o clientela o tra le altre passività. e) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Gli utili e le perdite derivanti dalla variazione di fair value delle attività finanziarie sono rilevati nella voce 60 - Risultato netto dell attività di negoziazione di conto economico, ad eccezione di quelli relativi a strumenti derivati attivi connessi con la Fair Value Option che sono classificati nella voce 80 - Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value. 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita a) criteri di iscrizione L iscrizione iniziale dell attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito o di capitale ed alla data di erogazione nel caso di crediti. All atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al loro fair value che corrisponde normalmente al corrispettivo pagato comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Se l iscrizione avviene a seguito di riclassificazione dalle attività detenute sino a scadenza, il valore di iscrizione è rappresentato dal fair value al momento del trasferimento. Nel caso di titoli di debito l eventuale differenza tra il valore iniziale ed il valore di rimborso viene ripartita lungo la vita del titolo con il metodo del costo ammortizzato. 35

36 b) criteri di classificazione Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie non derivate che non sono classificate come crediti, attività finanziarie al fair value rilevato a conto economico o attività finanziarie detenute sino alla scadenza. In particolare vengono incluse in questa voce le partecipazioni, anche strategiche, non gestite con finalità di negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto ed i titoli obbligazionari che non sono oggetto di attività di trading. Tali investimenti possono essere oggetto di cessione per qualunque motivo, quali esigenze di liquidità o variazioni nei tassi di interesse, nei tassi di cambio o nei prezzi delle azioni. c) criteri di valutazione Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività disponibili per la vendita continuano ad essere valutate al fair value, con la rilevazione a conto economico della quota interessi come risultante dall applicazione del costo ammortizzato e del relativo effetto cambi e con l imputazione in una apposita riserva di patrimonio netto degli utili/perdite derivanti dalla variazione di fair value al netto del relativo effetto fiscale, ad eccezione delle perdite per riduzione di valore. Le variazioni dei cambi relative agli strumenti di capitale sono rilevate nella specifica riserva di patrimonio netto. I titoli di capitale, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile, sono mantenuti al costo, rettificato a fronte dell accertamento di perdite per riduzione di valore. La verifica dell esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore viene effettuata ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale. Indicatori di una possibile riduzione di valore sono, ad esempio, significative difficoltà finanziarie dell emittente, inadempimenti o mancati pagamenti degli interessi o del capitale, la possibilità che il beneficiario dichiari il fallimento o incorra in un altra procedura concorsuale, la scomparsa di un mercato attivo per l attività. In particolare per quanto concerne comunque i titoli di capitale quotati in mercati attivi, è considerata evidenza obiettiva di riduzione di valore la presenza di un prezzo di mercato alla data di Bilancio inferiore rispetto al costo originario di acquisto di almeno il 30% o la presenza prolungata per oltre 12 mesi di un valore di mercato inferiore al costo. Qualora si verifichino ulteriori riduzioni negli esercizi successivi queste vengono imputate direttamente a conto economico. L importo dell eventuale svalutazione rilevata in seguito al test di impairment è registrato nel conto economico come costo dell esercizio. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore a patrimonio netto sui titoli di capitale ed a conto economico sui titoli obbligazionari. d) criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando l attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi. I titoli ricevuti nell ambito di una operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli consegnati nell ambito di una operazione che contrattualmente prevede il successivo riacquisto non sono rispettivamente, rilevati o cancellati dal bilancio. Di conseguenza, nel caso di titoli acquistati con accordo di rivendita l importo pagato viene rilevato in bilancio come credito verso clienti o banche, mentre nel caso di titoli ceduti con accordo di riacquisto la passività viene rilevata nei debiti verso banche, o clientela o tra le altre passività. e) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Al momento della dismissione, dello scambio con altri strumenti finanziari o in presenza di una perdita di valore rilevata in seguito al test di impairment, i risultati delle valutazioni cumulati nella riserva relativa alle attività disponibili per la vendita vengono riversati a conto economico: nella voce 90 Utile/perdita da acquisto/cessione di: a) attività finanziarie, nel caso di dismissione; nella voce Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: a) attività finanziarie, nel caso di rilevazione di una perdita di valore. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore. Tali riprese sono imputate a conto economico nel caso di crediti o titoli di debito ed a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale. 3 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza a) criteri di iscrizione L iscrizione iniziale dell attività finanziaria avviene alla data di regolamento. All atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al loro fair value che corrisponde normalmente al corrispettivo pagato comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Se la rilevazione in questa categoria avviene per riclassificazione dalle attività disponibili per la vendita, il fair value dell attività alla data di riclassificazione viene assunto come nuovo costo ammortizzato dell attività stessa. 36

37 b) criteri di classificazione Sono classificate nella presente categoria le attività finanziarie non derivate con pagamenti fissi o determinabili e scadenza fissa, che si ha l oggettiva intenzione e capacità di detenere sino a scadenza. Se in seguito ad un cambiamento di volontà o di capacità non risulta più appropriato mantenere un investimento come detenuto sino a scadenza, questo viene riclassificato tra le attività disponibili per la vendita. Ogniqualvolta le vendite o le riclassificazioni risultino non irrilevanti sotto il profilo quantitativo e qualitativo, qualsiasi investimento detenuto fino alla scadenza che residua deve essere riclassificato come disponibile per la vendita. c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Successivamente alla rilevazione iniziale, la valutazione delle attività finanziarie detenute sino alla scadenza è adeguata al costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo, rettificato per tenere in considerazione gli effetti derivanti da eventuali svalutazioni. Il risultato derivante dall applicazione di tale metodologia è imputato a conto economico nella voce 10 Interessi attivi e proventi assimilati. Gli utili e le perdite derivanti dalla cessione di queste attività sono imputati a conto economico nella voce 90 Utili/perdite da cessione o riacquisto di: c) attività finanziarie. In sede di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali, viene effettuato il test di impairment. Se sussistono evidenze di perdita di valore, l importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L importo della perdita viene rilevato nel conto economico alla voce Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: a) attività finanziarie. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico nella stessa voce 100. d) criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi. 4 - Crediti a) criteri di iscrizione L iscrizione in bilancio avviene: per un credito: o o alla data di erogazione; quando il creditore acquisisce un diritto al pagamento delle somme contrattualmente pattuite; per un titolo di debito: o alla data di regolamento. Il valore iniziale è quantificato sulla base del fair value dello strumento finanziario, pari normalmente all ammontare erogato od al prezzo di sottoscrizione comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo strumento e determinabili sin dall origine dell operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo. b) criteri di classificazione I crediti includono gli impieghi con clientela e con banche, sia erogati direttamente sia acquistati da terzi, che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, che non sono quotati in un mercato attivo e che non sono stati classificati all origine tra le attività finanziarie disponibili per la vendita e tra le attività finanziarie iscritte al fair value con effetti a conto economico. Tra i crediti sono stati inoltre iscritti i titoli junior rivenienti da autocartolarizzazioni. 37

38 c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Dopo la rilevazione iniziale i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito. Il tasso di interesse effettivo è il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale ed interesse, stimati nel periodo di vita attesa del credito all ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. L effetto economico dei costi e dei proventi viene così distribuito lungo la vita residua attesa del credito. Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca. Per la classificazione delle esposizioni deteriorate nelle diverse categorie di rischio (sofferenze, incagli, esposizioni ristrutturate ed esposizioni scadute), la Società fa riferimento alla normativa emanata dalla Banca d Italia, integrata con disposizioni interne che fissano criteri e regole automatiche per il passaggio dei crediti nell ambito delle distinte categorie di rischio. Ai fini della determinazione delle rettifiche da apportare ai valori di bilancio dei crediti si procede, tenendo conto del diverso livello di deterioramento, alla valutazione analitica o collettiva, come di seguito riportato. Sono oggetto di accantonamento analitico le sofferenze, le esposizioni incagliate e le esposizioni ristrutturate le esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni, mentre sono oggetto di accantonamento collettivo le esposizioni in bonis. Per i crediti oggetto di accantonamento analitico l ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di perdita. I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell esposizione creditizia. La rettifica di valore è iscritta a conto economico nella voce 100 rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento. Qualora la qualità del credito deteriorato risulti migliorata a tal punto che esiste una ragionevole certezza del recupero tempestivo del capitale e degli interessi, il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. La ripresa di valore è iscritta nel conto economico e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche. I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita sono sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva. Tale valutazione, avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche fondate su elementi osservabili alla data della valutazione. Il modello utilizzato per il calcolo di tale tipo di svalutazioni, si basa sul principio degli scivolamenti dei crediti nei cluster di insoluti; tali osservazioni sono effettuate mensilmente e mediate per rendere omogenei i dati. Le rettifiche di valore determinate sono imputate nel conto economico. Ad ogni data di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali le eventuali rettifiche aggiuntive o riprese di valore vengono ricalcolate in modo differenziale con riferimento all intero portafoglio di crediti alla stessa data. d) criteri di cancellazione I crediti ceduti vengono cancellati dalle attività in bilancio solamente se la cessione ha comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi. Di contro, qualora siano stati mantenuti i rischi e benefici relativi ai crediti ceduti, questi continuano ad essere iscritti tra le attività del bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità del credito sia stata effettivamente trasferita. Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, i crediti vengono cancellati dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sugli stessi. In caso contrario, la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio dei crediti in misura pari al coinvolgimento residuo, misurato dall esposizione ai cambiamenti di valore dei crediti ceduti ed alle variazioni dei flussi finanziari degli stessi. 38

39 Infine, i crediti ceduti vengono cancellati dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un obbligazione a pagare detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi 5 - Operazioni di copertura a) criteri di iscrizione - finalità Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, attribuibili ad un determinato rischio, tramite gli utili rilevabili su un diverso elemento o gruppo di elementi nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi. b) criteri di classificazione- tipologia di coperture Il principio IAS 39 prevede le seguenti tipologie di coperture: copertura di fair value, che ha l obiettivo di coprire l esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio attribuibile ad un particolare rischio; copertura di flussi finanziari, che ha l obiettivo di coprire l esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio; copertura di un investimento in valuta, che attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un impresa estera espresso in valuta. In calce ai principi contabili è prevista una apposita sezione di approfondimento delle tematiche applicative e della politiche adottate dalla Società con riferimento all attività di copertura. Tali tematiche sono affrontate anche nell ambito della sezione E della nota integrativa relativa alla gestione dei rischi, oltre che nelle sezioni B e C relative allo stato patrimoniale ed al conto economico. Sono illustrate le politiche di copertura adottate in concreto dalla Società, con una particolare attenzione allo strumento della Fair Vale Option di natural hedge che è stata adottata per significative casistiche in alternativa all hedge accounting. In particolare le tecniche della Fair Value Option e del Cash Flow Hedge sono state adottate prevalentemente nella gestione contabile delle operazioni di copertura del passivo, mentre il Fair Value Hedge è stato adottato in prevalenza per operazioni di copertura dell attivo, sia specifiche su titoli e mutui a tasso fisso, sia generiche su finanziamenti a tasso fisso. c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali I derivati di copertura sono valutati al fair value. In particolare: nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a conto economico nella voce 90 - Risultato netto dell attività di copertura delle variazioni di valore, riferite sia all elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l effetto economico netto; nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono riportate a patrimonio netto in una apposita riserva per la quota efficace della copertura e sono rilevate a conto economico nella voce 90 - Risultato netto dell attività di copertura solo quando la variazione di fair value dello strumento di copertura non compensa la variazione dei flussi finanziari dell operazione coperta; le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari. L operazione di copertura deve essere riconducibile ad una strategia predefinita di risk management e deve essere coerente con le politiche di gestione del rischio adottate. Inoltre lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace sia nel momento in cui la copertura ha inizio sia, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa. L'efficacia di copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto l'efficacia è misurata dal confronto di suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere. Si ha efficacia (nei limiti stabiliti dall intervallo %) quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente le variazioni dello strumento coperto, per l elemento di rischio oggetto di copertura. La valutazione dell'efficacia è effettuata ad ogni chiusura di bilancio utilizzando: 39

40 test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano l'attesa della sua efficacia; test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono. Gli strumenti derivati che sono considerati di copertura da un punto di vista economico essendo gestionalmente collegati a passività finanziarie valutate al fair value (Fair Value Option) sono classificati tra i derivati di negoziazione; i relativi differenziali o margini positivi e negativi maturati sino alla data di riferimento del bilancio, nel rispetto della loro funzione di copertura, sono registrati tra gli interessi attivi e passivi, mentre i profitti e le perdite da valutazione sono rilevati nella voce 80 - Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value di conto economico. d) criteri di cancellazione - inefficacia Se le verifiche non confermano l efficacia della copertura, sia retrospettivamente che prospetticamente, la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta ed il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione, mentre lo strumento finanziario oggetto di copertura torna ad essere valutato secondo il criterio della classe di appartenenza originaria e, in caso di Cash Flow Hedge l eventuale riserva viene riversata a conto economico con il metodo del costo ammortizzato lungo la durata residua dello strumento. I legami di copertura cessano anche quando il derivato scade oppure viene venduto o esercitato, l elemento coperto è venduto oppure scade o è rimborsato 6 Partecipazioni a) criteri di iscrizione La voce comprende le interessenze detenute in entità collegate; tali partecipazioni all atto della rilevazione iniziale sono iscritte al costo di acquisto. b) criteri di classificazione Le entità collegate sono quelle in cui si detiene il 20% o una quota superiore dei diritti di voto e le società che per particolari legami giuridici, quali la partecipazione a patti di sindacato, debbano considerarsi sottoposte ad influenza notevole. Nell ambito di tali classificazioni si prescinde dall esistenza o meno di personalità giuridica e nel computo dei diritti di voto sono considerati anche i diritti di voto potenziali correntemente esercitabili. c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Stante quanto sopra la voce accoglie sostanzialmente la valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto; il metodo del patrimonio netto prevede l iscrizione iniziale della partecipazione al costo ed il suo successivo adeguamento sulla base della quota di pertinenza nel patrimonio netto della partecipata. Il proquota dei risultati d esercizio della partecipata è rilevato nella voce Utili/perdite delle partecipazioni del conto economico. Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d uso. Il valore d uso è il valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile la relativa differenza è rilevata a conto economico consolidato nella voce 170 Utili/perdite delle partecipazioni. Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico nella stessa voce. I proventi relativi a tali investimenti sono contabilizzati a conto economico, indipendentemente dal fatto che siano stati generati dalla partecipata anteriormente o successivamente alla data di acquisizione. Qualora a seguito della contabilizzazione di un dividendo il valore contabile della partecipazione nel bilancio separato superi il valore contabile nel bilancio consolidato dell'attivo netto della medesima partecipazione, incluso il relativo avviamento, il Gruppo valuta se esiste un indicazione che la partecipazione ha subito una riduzione di valore. Le modifiche nella quota di interessenza che non costituiscono una perdita di controllo devono essere trattate come equity transaction e quindi devono avere contropartita a patrimonio netto. Inoltre quando una società controllante cede il controllo in una propria partecipata ma continua comunque a detenere un interessenza nella società, deve valutare la partecipazione mantenuta in bilancio al fair value ed imputare eventuali utili o perdite derivanti dalla perdita del controllo a conto economico. Infine, tutte le perdite attribuibili ai soci di minoranza devono essere allocate alla quota di patrimonio netto dei terzi, anche quando queste eccedano la loro quota di pertinenza del capitale della partecipata. 40

41 d) criteri di cancellazione Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività stesse o quando l attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici ad essa connessi. Se un impresa è impegnata in un piano di cessione che comporti la perdita del controllo su una partecipata, tutte le attività e passività della controllata devono essere riclassificate tra le attività destinate alla vendita, anche se dopo la cessione l impresa deterrà ancora una quota partecipativa minoritaria nella controllata. 7 - Attività materiali a) criteri di iscrizione Le immobilizzazioni materiali sono inizialmente iscritte al costo, che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all acquisto e alla messa in funzione del bene. Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri, vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a conto economico. Gli oneri finanziari sono contabilizzati secondo il trattamento contabile di riferimento previsto dal principio IAS 23. b) criteri di classificazione Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, gli impianti, i mobili e gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo. Si definiscono immobili strumentali quelli posseduti dalla Società ed utilizzati nella produzione e fornitura di servizi o per fini amministrativi mentre si definiscono investimenti immobiliari quelli posseduti dalla Società al fine di riscuotere canoni di locazione e/o detenuti per l apprezzamento del capitale investito. Sono inoltre iscritti in questa voce, ove presenti, i beni utilizzati nell ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice e le migliorie e le spese incrementative sostenute su beni di terzi quando relative ad attività materiali identificabili e separabili dalle quali si attendono benefici economici futuri. In relazione agli immobili, le componenti riferite ai terreni ed ai fabbricati costituiscono attività separate ai fini contabili e vengono distintamente rilevate all atto dell acquisizione. Alla fine dell esercizio 2011 non sono presenti beni utilizzati nell ambito di contratti di leasing. c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Le immobilizzazioni materiali, inclusi gli immobili non strumentali, sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti accumulati e perdite di valore. Le immobilizzazioni sono sistematicamente ammortizzate lungo la loro vita utile, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, ad eccezione dei terreni e delle opere d arte che hanno vita utile indefinita e non sono ammortizzabili. La vita utile delle attività materiali soggette ad ammortamento viene periodicamente sottoposta a verifica; in caso di rettifica delle stime iniziali viene conseguentemente modificata anche la relativa quota di ammortamento. Nelle specifiche sezioni di Nota integrativa sono riportate le aliquote di ammortamento e la conseguente vita utile attesa delle principali categorie di cespiti. Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, deve essere verificata la presenza di eventuali segnali di impairment, ovvero di indicazioni che dimostrino che un attività possa aver subito una perdita di valore. In caso di presenza dei segnali suddetti, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico nella voce 120 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali Nella stessa voce vengono rilevati gli ammortamenti periodici. Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore. d) criteri di cancellazione Un'immobilizzazione materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri. 41

42 8 - Attività immateriali a) criteri di iscrizione Le attività immateriali sono attività non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica, possedute per essere utilizzate in un periodo pluriennale o indefinito. Sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all attività si realizzino e se il costo dell attività stessa possa essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell attività immateriale è rilevato a conto economico nell esercizio in cui è stato sostenuto. L avviamento è iscritto tra le attività quando deriva da una operazione di aggregazione d impresa secondo i criteri di determinazione previsti dal principio contabile IFRS 3, quale eccedenza residua tra il costo complessivamente sostenuto per l operazione ed il fair value netto delle attività e passività acquistate costituenti aziende o rami aziendali. Se il costo sostenuto risulta invece inferiore al fair value delle attività e passività acquisite, la differenza negativa (badwill) viene iscritta direttamente a conto economico. b) criteri di classificazione, di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Il costo delle immobilizzazioni immateriali è ammortizzato a quote costanti sulla base della relativa vita utile. Qualora la vita utile sia indefinita non si procede all ammortamento ma solamente alla periodica verifica dell adeguatezza del valore di iscrizione delle immobilizzazioni. Le attività immateriali originate da software sviluppato internamente ed acquisito da terzi sono ammortizzate in quote costanti a decorrere dall ultimazione e dall entrata in funzione delle applicazioni in base alla relativa vita utile (3 anni). Ad ogni chiusura di bilancio, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell attività ed il valore recuperabile. L avviamento iscritto non è soggetto ad ammortamento ma a verifica periodica della tenuta del valore contabile, eseguita con periodicità annuale od inferiore in presenza di segnali di deterioramento del valore. A tal fine vengono identificate le unità generatrici di flussi finanziari cui attribuire i singoli avviamenti. L ammontare dell eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d uso, rappresentato dal valore attuale dei flussi di cassa stimati per gli esercizi di operatività dell unità generatrice di flussi finanziari e derivanti dalla sua dismissione al termine della vita utile. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico nella voce 180 Rettifiche/riprese di valore su attività immateriali. Nella stessa voce vengono rilevati gli ammortamenti periodici. Non è ammessa la contabilizzazione di eventuali successive riprese di valore. c) criteri di cancellazione Un'immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri. 9 - Fiscalità corrente e differita a) criteri di iscrizione Sono rilevati gli effetti relativi alle imposte correnti e differite calcolate nel rispetto della legislazione fiscale nazionale in base al criterio della competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e ricavi che le hanno generate, applicando le aliquote di imposta vigenti. Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od accreditate direttamente a patrimonio netto. L accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base ad una prudenziale previsione dell onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare la fiscalità corrente accoglie il saldo netto tra le passività correnti dell esercizio e le attività fiscali correnti nei confronti dell Amministrazione Finanziaria rappresentate dagli acconti e dagli altri crediti d imposta per ritenute d acconto subite o per crediti d imposta per i quali si è chiesto il rimborso alle Autorità Fiscali competenti. In tale ambito rimangono iscritti anche i crediti d imposta ceduti in garanzia di propri debiti. Le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee - senza limiti temporali - tra il valore attribuito ad un attività o ad una passività secondo i criteri civilistici ed i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali applicando il cosiddetto balance sheet liability method. Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della società interessata o del complesso delle società aderenti, per effetto dell esercizio dell opzione relativa al Consolidato fiscale, di generare con continuità redditi imponibili positivi. La probabilità del recupero delle imposte anticipate relative ad avviamenti, altre attività immateriali e 42

43 svalutazioni di crediti, è da ritenersi automaticamente soddisfatta per effetto delle disposizioni di legge che ne prevedono la trasformazione in credito d imposta in presenza di perdita d esercizio civilistica e/o fiscale. In particolare: in presenza di una perdita civilistica d esercizio, la fiscalità anticipata relativa agli avviamenti, alle altre attività immateriali e alle svalutazioni di crediti sarà oggetto di parziale trasformazione in credito d imposta per effetto delle disposizioni di cui all art. 2, comma 55 del Decreto Legge 29 dicembre 2010 n. 225, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011 n. 10. La trasformazione ha effetto a decorrere dalla data di approvazione, da parte dell assemblea dei soci, del bilancio individuale in cui è stata rilevata la perdita, come previsto dall art. 2, comma 56 del citato D.L. 225/2010. In presenza di perdita fiscale d esercizio, la relativa fiscalità anticipata, limitatamente alla quota generata da deduzioni riferite agli avviamenti, alle altre attività immateriali e alle svalutazioni di crediti, sarà oggetto di trasformazione in credito d imposta per effetto delle disposizioni di cui all art. 2, comma 56-bis del citato D.L. n. 225/2010, introdotto dall art. 9 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n La suddetta trasformazione ha effetto a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all esercizio in cui viene indicata la perdita. Le passività per imposte differite vengono iscritte in bilancio, con le sole eccezioni delle riserve in sospensione d imposta, in quanto la consistenza delle riserve disponibili già assoggettate a tassazione consente ragionevolmente di ritenere che non saranno effettuate d iniziativa operazioni che ne comportino la tassazione. Le imposte anticipate e quelle differite vengono contabilizzate a livello patrimoniale operando le compensazioni a livello di medesima imposta e per ciascun esercizio tenendo conto del profilo temporale di rientro previsto. b) criteri di classificazione e di valutazione Le attività e le passività iscritte per imposte anticipate e differite vengono sistematicamente valutate per tenere conto di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nelle aliquote sia di eventuali diverse situazioni soggettive delle società del Gruppo. La consistenza del fondo imposte viene, inoltre, adeguata per far fronte agli oneri che potrebbero derivare da accertamenti già notificati o comunque da contenziosi in essere con le autorità fiscali. La Società ha aderito al consolidato fiscale del Gruppo Monte dei Paschi di Siena ed è stato stipulato un contratto che regola i flussi compensativi relativi ai trasferimenti di utili e perdite fiscali. Tali flussi sono determinati applicando agli imponibili fiscali delle società aderenti l aliquota IRES in vigore. I flussi compensativi così determinati sono contabilizzati come crediti e debiti nei confronti della Capogruppo e, classificate nella voce dell attivo Altre attività e nella voce del passivo 90 - Altre passività, in contropartita della voce di conto economico Imposte sul reddito. c) criteri di rilevazione delle componenti reddituali Qualora le attività e le passività fiscali differite si riferiscano a componenti che hanno interessato il conto economico, la contropartita è rappresentata dalle imposte sul reddito. Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico quali ad esempio le valutazioni degli strumenti finanziari disponibili per la vendita o dei contratti derivati di copertura di flussi finanziari, le stesse vengono iscritte in contropartita al patrimonio netto, interessando le specifiche riserve quando previsto Fondi per rischi ed oneri Gli accantonamenti al fondo per rischi ed oneri vengono effettuati esclusivamente quando: esiste un obbligazione attuale (legale o implicita) quale risultato di un evento passato; è probabile che sarà necessario l impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere l obbligazione; e può essere effettuata una stima attendibile dell ammontare dell obbligazione. Laddove l elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati. L accantonamento al fondo è rilevato a conto economico, dove sono registrati anche gli interessi passivi maturati sui fondi che sono stati oggetto di attualizzazione. A fronte di passività solo potenziali e non probabili non viene rilevato alcun accantonamento, ma viene fornita informativa in nota integrativa, salvo i casi in cui la probabilità di impiegare risorse sia remota oppure il fenomeno non risulti rilevante. 43

44 La sottovoce 110 Fondi per rischi ed oneri: a) quiescenza e obblighi simili comprende gli stanziamenti contabilizzati in base al principio internazionale IAS 19 Benefici ai dipendenti ai fini del ripianamento del disavanzo tecnico dei fondi di previdenza complementare a prestazione definita. La sottovoce 110 Fondi per rischi ed oneri: b) altri fondi comprende gli stanziamenti a fronte delle perdite presunte sulle cause passive, incluse le azioni revocatorie, gli esborsi stimati a fronte di reclami della clientela su attività di intermediazione in titoli, altri esborsi stimati a fronte di obbligazioni legali o implicite esistenti alla chiusura del periodo. Ove gli stanziamenti sono valutati analiticamente, gli importi accantonati sono utilizzati direttamente a copertura degli oneri effettivamente sostenuti Debiti e titoli in circolazione a) criteri di iscrizione La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene all atto della ricezione delle somme raccolte ed è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all ammontare incassato od al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo. b) criteri di classificazione Le voci debiti verso banche, debiti verso clientela (altre società finanziarie) e sono relativi al reperimento dei mezzi finanziari necessari alla attività tipica. c) criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo. Fanno eccezione le passività a breve termine, ove il fattore temporale risulti trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato. d) criteri di cancellazione Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte Altre informazioni a) contenuto di altre voci significative di bilancio Di seguito viene descritto il contenuto di altre voci significative del bilancio della Società. o Altre attività Nella presente voce figurano le attività non riconducibili nelle altre voci del passivo dello stato patrimoniale. La voce include a titolo esemplificativo i crediti connessi con l incasso di provvigioni derivanti dall intermediazione di prodotti assicurativi. o Trattamento di fine rapporto Il trattamento di fine rapporto del personale si configura come prestazione successiva al rapporto di lavoro a benefici definiti, pertanto la sua iscrizione in bilancio richiede la stima del suo valore attuariale. Per tale stima si utilizza il metodo della Proiezione unitaria del credito che prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l attualizzazione finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. Per la determinazione della passività da iscrivere in bilancio si applica la versione rivista nel 2011 dello IAS 19 Benefici ai dipendenti ; si rinvia pertanto a quanto esposto nel paragrafo Fondi per rischi ed oneri relativamente ai fondi pensione a benefici definiti. I costi maturati nell anno per il servizio del piano sono contabilizzati a conto economico alla voce 110 a) spese per il personale A seguito della riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, le quote di TFR maturate fino al rimangono presso la Società, mentre le quote di TFR maturate a partire dal 1 gennaio 2007 sono destinate a scelta del dipendente a forme di previdenza complementare ovvero sono mantenute presso le singole aziende, le quali provvedono a trasferire le quote di TFR al Fondo di Tesoreria gestito dall INPS. o Altre passività 44

45 Nella presente voce figurano le passività non riconducibili nelle altre voci del passivo dello stato patrimoniale. La voce include a titolo esemplificativo i debiti connessi con il pagamento di forniture di beni e servizi e le provvigioni riconosciute agli intermediari. b) altri trattamenti contabili rilevanti Di seguito sono indicati alcuni approfondimenti su criteri contabili rilevanti ai fini della comprensione del bilancio. o Dividendi e riconoscimento dei ricavi e dei costi I ricavi sono riconosciuti quando sono conseguiti o comunque: nel caso di vendita di beni o prodotti, quando è probabile che saranno ricevuti i benefici futuri e tali benefici possono essere quantificabili in modo attendibile: nel caso di servizi, quando gli stessi sono prestati. In particolare: - gli interessi sono riconosciuti pro-rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato; - gli interessi di mora sono contabilizzati a conto economico al momento del loro effettivo incasso; - i dividendi sono rilevati a conto economico nel momento in cui ne viene deliberata la distribuzione e quindi matura il diritto a ricevere il relativo pagamento; - i costi sono rilevati in conto economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi. I costi che non possono essere associati ai proventi sono rilevati immediatamente a conto economico. o Costo ammortizzato Il costo ammortizzato di un attività o passività finanziaria è il valore a cui questa è stata misurata alla rilevazione iniziale al netto dei rimborsi di capitale, accresciuto o diminuito dall ammortamento complessivo calcolato usando il metodo dell interesse effettivo, sulle differenze tra il valore iniziale e quello a scadenza e al netto di qualsiasi perdita di valore durevole. Il tasso di interesse effettivo è quel tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi contrattuali dei pagamenti o incassi futuri in denaro fino alla scadenza o alla successiva data di ricalcolo del prezzo al valore netto contabile dell attività o passività finanziaria. Per il calcolo del valore attuale si applica il tasso di interesse effettivo al flusso dei futuri incassi o pagamenti stimati lungo l intera vita utile dell attività o passività finanziaria - o per un periodo più breve in presenza di talune condizioni (per esempio la revisione dei tassi di mercato). Il tasso d interesse effettivo deve essere rideterminato nel caso in cui l attività o la passività finanziaria siano stati oggetto di copertura di fair value e tale relazione di copertura sia cessata. Nei casi in cui non risulta possibile stimare con attendibilità i flussi di cassa o la vita attesa, la Società utilizza i flussi di cassa previsti contrattualmente per tutta la durata contrattuale. Successivamente alla rilevazione iniziale il costo ammortizzato permette di allocare ricavi e costi portati in diminuzione o aumento dello strumento lungo l intera vita attesa dello stesso per il tramite del processo di ammortamento. La determinazione del costo ammortizzato è diversa a seconda che le attività/passività finanziarie oggetto di valutazione siano a tasso fisso o variabile. Per gli strumenti a tasso fisso, i flussi futuri di cassa vengono quantificati in base al tasso di interesse noto durante la vita del finanziamento. Per le attività/passività finanziarie a tasso variabile, la cui variabilità non è nota a priori (perché per esempio, legata ad un indice), la determinazione dei flussi di cassa è effettuata sulla base dell ultimo tasso noto. Ad ogni data di revisione del tasso si procede al ricalcolo del piano di ammortamento e del tasso di rendimento effettivo su tutta la vita utile dello strumento, cioè fino alla data di scadenza. L aggiustamento viene riconosciuto come costo o provento nel conto economico. La valutazione al costo ammortizzato viene effettuata per i crediti, le attività finanziarie detenute sino alla scadenza e quelle disponibili per la vendita, per i debiti ed i titoli in circolazione. Le attività e le passività finanziarie negoziate a condizioni di mercato sono inizialmente rilevate al loro fair value, che normalmente corrisponde all ammontare erogato o pagato comprensivo, per gli strumenti valutati al costo ammortizzato, dei costi di transazione e delle commissioni direttamente imputabili quali gli onorari e commissioni pagati ad agenti, consulenti, mediatori e operatori. Tali costi, che devono essere direttamente riconducibili alla singola attività o passività finanziaria, incidono sul rendimento effettivo originario e rendono il tasso di interesse effettivo associato alla transazione diverso dal tasso di interesse contrattuale. Non sono considerati nel calcolo del costo ammortizzato i costi che la Società dovrebbe sostenere indipendentemente dall operazione (per esempio, costi amministrativi, di cancelleria, di comunicazione), quelli che, pur essendo specificatamente attribuibili all operazione, rientrano nella normale prassi di gestione del finanziamento (per esempio, attività finalizzate all erogazione del fido). 45

46 Con particolare riferimento ai crediti, i rimborsi forfettari di spese sostenute dalla Società per l espletamento di un servizio non devono essere imputate a decremento del costo di erogazione del finanziamento ma, potendosi configurare come altri proventi di gestione, i relativi costi devono essere imputati a voce propria del conto economico. c) Scelte contabili rilevanti nella predisposizione del bilancio d esercizio (con specifico riferimento a quanto previsto dallo IAS 1 paragrafo 122 e dai documenti n. 4 del 3 marzo 2010 e n. 2 del 6 febbraio 2009 emanati congiuntamente da Banca d Italia/Consob/Isvap) Di seguito sono indicate le decisioni, a eccezione di quelle che riguardano le stime, che la Direzione Aziendale ha adottato nel processo di applicazione dei principi contabili e che hanno significativi effetti sugli importi rilevati in bilancio. o Cartolarizzazioni Per le operazioni perfezionate successivamente all introduzione della prima applicazione dei principi contabili internazionali (FTA) con le quali vengono ceduti crediti a società veicolo ed in cui, anche in presenza del formale trasferimento della titolarità giuridica dei crediti, viene mantenuto il controllo sui flussi finanziari derivanti dagli stessi e la sostanzialità dei rischi e benefici, non si dà luogo a cancellazione dei crediti oggetto dell operazione. Pertanto, i crediti ceduti sono mantenuti nel bilancio individuale, registrando un debito nei confronti della società veicolo al netto dei titoli emessi dalla società stessa e riacquistati dal cedente. Anche il conto economico riflette gli stessi criteri di contabilizzazione. d) Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione del bilancio d esercizio. Principali cause di incertezza (con specifico riferimento a quanto previsto dallo IAS 1 paragrafo 125 e dai documenti n. 4 del 3 marzo 2010 e n. 2 del 6 febbraio 2009 emanati congiuntamente da Banca d Italia/Consob/Isvap) La crisi finanziaria che si è progressivamente sovrapposta a una crisi economica comporta molteplici conseguenze per le società con particolare impatto sui piani finanziari (letteralmente sui piani di attività dei loro finanziamenti). La grande volatilità dei mercati finanziari rimasti attivi, la diminuzione delle transazioni sui mercati finanziari divenuti inattivi così come la mancanza di prospettive per il futuro creano delle condizioni specifiche/particolare che influiscono sulla predisposizione dei bilanci dell esercizio appena chiuso, con particolare riguardo alle stime contabili richieste dall applicazione dei principi contabili che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. L elaborazione di tali stime implica l utilizzo delle informazioni disponibili e l adozione di valutazioni soggettive. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Tali stime e valutazioni sono quindi difficili e portano inevitabili elementi di incertezza, anche in presenza i condizioni macroeconomiche stabili. Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono: - la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie; - la valutazione della congruità del valore delle partecipazioni, degli avviamenti e delle altre attività materiali e immateriali. Per ciascuna fattispecie si riporta di seguito in modo più dettagliato quali sono le problematiche qualitative più rilevanti e significative soggette ad elementi di discrezionalità. Nell ambito delle singole sezioni della nota integrativa patrimoniale ed economica dove sono dettagliati i contenuti delle singole voci di Bilancio sono poi analizzate ed approfondite le effettive soluzioni tecniche e concettuali adottate dalla Società. o Modalità di determinazione delle perdite di valore dei crediti e delle altre attività finanziarie Ad ogni data di bilancio le attività finanziarie non classificate nella voce attività finanziarie detenute per la negoziazione o attività al fair value sono valutate al fine di verificare se esistono obiettive evidenze di deterioramento che possano far ritenere non interamente recuperabile il valore di carico delle attività stesse. 46

47 Un attività finanziaria ha subito una riduzione di valore e le perdite per riduzione di valore devono essere contabilizzate se e soltanto se vi è evidenza oggettiva di una riduzione dei flussi di cassa futuri, rispetto a quelli originariamente stimati, a seguito di uno o più specifici eventi che si sono verificati dopo la rilevazione iniziale; la perdita deve poter essere quantificata in maniera affidabile ed essere correlata ad eventi attuali. La riduzione di valore può anche essere causata non da un singolo evento separato ma dall effetto combinato di diversi eventi. L obiettiva evidenza che un attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie ha subito una riduzione di valore include dati rilevabili che giungono all attenzione in merito ai seguenti eventi: a. significative difficoltà finanziarie dell emittente o del debitore; b. violazione del contratto, per esempio un inadempimento o un mancato pagamento degli interessi o del capitale; c. concessione al beneficiario di un agevolazione che la Società ha preso in considerazione prevalentemente per ragioni economiche o legali relative alla difficoltà finanziaria dello stesso e che altrimenti non avrebbe concesso; d. ragionevole probabilità che il beneficiario dichiari il fallimento o altre procedure di ristrutturazione finanziaria; e. scomparsa di un mercato attivo di quell attività finanziaria dovuta a difficoltà finanziarie. Tuttavia, la scomparsa di un mercato attivo dovuta al fatto che gli strumenti finanziari della società non sono più pubblicamente negoziati non è evidenza di una riduzione di valore; f. dati rilevabili che indichino l esistenza di una diminuzione sensibile nei futuri flussi finanziari stimati per un gruppo di attività finanziarie sin dal momento della rilevazione iniziale di quelle attività, sebbene la diminuzione non può essere ancora identificata con le singole attività finanziarie del gruppo, ivi inclusi: - cambiamenti sfavorevoli nello stato dei pagamenti dei beneficiari nel gruppo; oppure - condizioni economiche locali o nazionali che sono correlate alle inadempienze relative alle attività all interno del gruppo. L obiettiva evidenza di riduzione di valore per un investimento in uno strumento rappresentativo di capitale include informazioni circa importanti cambiamenti con un effetto avverso che si sono verificati nell ambiente tecnologico, di mercato, economico o legale in cui l emittente opera e indica che il costo dell investimento può non essere recuperato. La valutazione di impairment viene effettuata su base analitica per le attività finanziarie che presentano obiettive evidenze di perdite per riduzione di valore e collettivamente per le attività finanziarie per le quali non sussistono tali evidenze obiettive o per le quali la valutazione analitica non ha determinato una rettifica di valore. La valutazione collettiva si basa sull individuazione di classi di rischio omogenee delle attività finanziarie con riferimento alle caratteristiche del debitore/emittente, al settore economico, all area geografica, alla presenza di eventuali garanzie e di altri fattori rilevanti. Con riferimento ai crediti verso la clientela, sono sottoposti a valutazione analitica i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza, incaglio, ristrutturato e scaduto secondo le definizioni della Banca d Italia, integrate con disposizioni interne che fissano criteri e regole automatiche per il passaggio dei crediti nell ambito delle distinte categorie. L ammontare della perdita è pari alla differenza tra il valore di bilancio del credito al momento della valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attualizzato dei previsti flussi di cassa futuri; i flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell esposizione creditizia. L importo della perdita viene rilevato nella voce di conto economico 100 a) Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti. Il processo di valutazione analitica dei suddetti crediti deteriorati comporta la necessità di definire dei piani di rientro per singola posizione, al fine di determinare i flussi di cassa ritenuti recuperabili. I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita per riduzione di valore sono sottoposti a valutazione collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito indicative delle capacità del debitore di restituire le somme dovute in base ai termini contrattuali. I driver di segmentazione utilizzati a tale fine sono costituiti da: prodotti e fasce di scadenza. Il modello utilizzato per tale tipo di svalutazioni si basa sul principio degli scivolamenti dei crediti nei cluster di scaduto. Le osservazioni vengono effettuate mensilmente e vengono mediate per rendere omogenei i dati. Si segnala che anche per l anno 2013 è avvenuto il consueto aggiornamento annuale dei tassi di perdita (LGD) calcolati da parte del Servizio ARM di Capogruppo per tutti i prodotti collocati da Consum.it applicando la metodologia utilizzata nel procedimento AIRB, metodologia validata dall Organo di Vigilanza. Se, in un esercizio successivo, l ammontare della perdita per riduzione di valore diminuisce e la diminuzione può essere oggettivamente collegata a un evento che si è verificato dopo che la riduzione di valore è stata 47

48 rilevata (quale un miglioramento nella solvibilità finanziaria del debitore), la perdita per riduzione di valore rilevata precedentemente viene stornata. L importo dello storno viene rilevato nel conto economico alla voce 100) Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento. Per quanto attiene le attività finanziarie disponibili per la vendita, l impairment viene contabilizzato a conto economico quando una riduzione di fair value è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto e sussistono le evidenze obiettive sopra richiamate. In tali casi, la perdita cumulativa che è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto deve essere stornata e rilevata a conto economico anche se l attività finanziaria non è stata eliminata. L importo della perdita complessiva che viene stornata dal patrimonio netto e rilevata nel conto economico è data dalla differenza tra il costo di acquisizione (al netto di qualsiasi rimborso in conto capitale e ammortamento) e il fair value (valore equo) corrente, dedotta qualsiasi perdita per riduzione di valore su quell attività finanziaria rilevata precedentemente nel conto economico. Le perdite per riduzione di valore rilevate a conto economico per un investimento in uno strumento rappresentativo di capitale classificato come disponibile per la vendita non devono essere stornate con effetto rilevato nel conto economico. Se, in un periodo successivo, il fair value (valore equo) di uno strumento di debito classificato come disponibile per la vendita aumenta e l incremento può essere correlato oggettivamente a un evento che si verifica dopo che la perdita per riduzione di valore era stata rilevata nel conto economico, la perdita per riduzione di valore deve essere eliminata, con l importo stornato rilevato a conto economico. Di contro, l esistenza di una riserva negativa non è di per sé sufficiente a determinare l iscrizione di una svalutazione a conto economico. La natura e la numerosità delle assunzioni utilizzate nell individuazione dei fattori di deterioramento e nelle quantificazione delle svalutazioni e delle riprese di valore, costituiscono elementi di incertezza della stima. o Valutazione della congruità del valore delle partecipazioni e delle altre attività immateriali Partecipazioni Il processo di impairment prevede la determinazione del valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d uso. Il valore d uso è il valore attuale dei flussi finanziari attesi rivenienti dall attività oggetto di impairment; esso riflette la stima dei flussi finanziari attesi dalla attività, la stima delle possibili variazioni nell ammontare e/o nella tempistica dei flussi finanziari, il valore finanziario del tempo, il prezzo atto a remunerare la rischiosità della attività ed altri fattori che possano influenzare l apprezzamento, da parte degli operatori di mercato, dei flussi finanziari attesi rivenienti dall attività. Pertanto, per stimare la congruità del valore di iscrizione delle partecipazioni, sono necessarie numerose assunzioni; ne consegue che il risultato di tale verifica sconta inevitabilmente un certo livello di incertezza. Altre attività materiali e immateriali Le attività materiali ed immateriali con vita utile definita sono soggette a test di impairment se esiste un indicazione che il valore contabile del bene non può più essere recuperato. Il valore recuperabile viene determinato con riferimento al fair value dell attività materiale o immateriale al netto degli oneri di dismissione o al valore d uso se determinabile e se esso risulta superiore al fair value. Per quanto riguarda gli immobili, il fair value è prevalentemente determinato sulla base di una perizia. Tale perizia è rinnovata periodicamente ogniqualvolta si venga a determinare un cambiamento nell andamento del mercato immobiliare che faccia ritenere le stime precedentemente redatte non valide. La perdita di valore viene rilevata solo nel caso in cui il fair value al netto dei costi di vendita o il valore d uso sia inferiore al valore di carico per un periodo continuativo di tre anni. Per le altre immobilizzazioni materiali e le immobilizzazioni immateriali (diverse dall avviamento) si assume che il valore di carico corrisponda normalmente al valore d uso, in quanto determinato da un processo di ammortamento stimato sulla base dell effettivo contributo del bene al processo produttivo e risultando estremamente aleatoria la determinazione del fair value. I due valori si discostano, dando luogo a impairment, in caso di danneggiamenti, uscita dal processo produttivo o altre circostanze similari non ricorrenti. Anche per questi valori e per le conseguenti verifiche di tenuta, la natura e la numerosità delle assunzioni costituiscono elementi di incertezza. Per maggiori dettagli sulle ipotesi si rinvia alle sezioni 11 e 12 dell attivo della nota integrativa. Consum.it, controllante congiunta della società Integra S.p.A., non redige un bilancio consolidato perché intende avvalersi di quanto previsto dal Principio contabile internazionale n. 27 paragrafo 10, comma d., una controllante non è tenuta alla presentazione del bilancio consolidato se e soltanto se la capogruppo redige un bilancio consolidato per uso pubblico che sia conforme agli International Financial Reporting Standard. 48

49 A4 INFORMATIVA SUL FAIR VALUE A.4.5 Gerarchia del fair value A Portafogli contabili: ripartizione per livelli del fair value Attività/Passività finanziarie misurate al fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 2. Attività finanziarie valutate al fair value 3. Attività finanziarie disponibili per la vendita Derivati di copertura 5. Attività materiali 6. Attività immateriali Totale Passività finanziarie detenute per la negoziazione 2. Passività finanziarie valutate al fair value 3. Derivati di copertura Totale Livello 1 valutazioni (senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo per le attività o passività oggetto di valutazione. Livello 2 input diversi dai prezzi quotati di cui al Livello 1, che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato Livello 3 input che non sono basati su dati di mercato osservabili A Variazioni annue delle attività finanziarie valutate al fair value livello 3 Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie valutate al fair value Attività finanziarie disponibili per la vendita Derivati di copertura Attività materiali Attività immateriali 1. Esistenze iniziali Aumenti 2.1. Acquisti 2.2. Profitti imputati a: Conto economico di cui: plusvalenze Patrimonio netto 2.3. Trasferimenti da altri livelli 2.4. Altre variazioni in aumento 3. Diminuzioni 3.1. Vendite 3.2. Rimborsi 3.3. Perdite imputate a: Conto economico di cui: minusvalenze Patrimonio netto 3.4. Trasferimenti ad altri livelli 3.5. Altre variazioni in diminuzione 4. Rimanenze finali 43 49

50 PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE ATTIVO Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide Voce 10 Composizione della voce 10 Cassa e disponibilità liquide Composizione 31/12/13 31/12/12 Cassa 4 4 Totale 4 4 Sezione 4 Attività finanziarie disponibili per la vendita Voce Composizione della voce 40 Attività finanziarie disponibili per la vendita Voci / Valori 31/12/13 31/12/12 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3 1. Titoli di debito - titoli strutturati - altri titoli di debito 2. Titoli di capitale e quote di OICR Finanziamenti Totale Livello 1 valutazioni (senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo per le attività o passività oggetto di valutazione. Livello 2 input diversi dai prezzi quotati di cui al Livello 1, che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato Livello 3 input che non sono basati su dati di mercato osservabili Si tratta delle seguenti partecipazioni di modesta entità: Descrizione: Partecipazioni Importo Perimetro Gestioni Proprietà immobiliari Scrl 3 Idroenergia Scrl 1 Consorzio Operativo Gruppo MPS 39 Totale 43 Le partecipazioni sono invariate rispetto all esercizio precedente, non sono quotate e non sono valutabili al prezzo di mercato, pertanto risultano iscritte a bilancio al costo storico. 50

51 4.2 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti Voci / Valori 31/12/13 31/12/12 Attività finanziarie a) Governi e banche centrali b) Altri enti pubblici c) Banche d) Enti finanziari e) Altri emittenti Totale Attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue Variazioni/tipologie Titoli di debito Titoli di capitale e quote di OICR Finanziamenti Totale A. Esistenze iniziali B. Aumenti B1. Acquisti B2. Variazioni positive di fair value B3. Riprese di valore - imputate al conto economico - imputate al patrimonio netto B4. Trasferimenti da altri portafogli B5. Altre variazioni C. Diminuzioni C1. Vendite C2. Rimborsi C3. Variazioni negative di fair value C4. Rettifiche di valore C5. Trasferimenti ad altri portafogli C6. Altre variazioni D. Rimanenze finali

52 Sezione 6 Crediti Voce Crediti verso banche CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Composizione Fair value Valore di Fair value L1 L2 L3 bilancio L1 L2 L3 1. Depositi e conti correnti Finanziamenti Pronti contro termine 2.2 Leasing finanziario 2.3 Factoring - pro solvendo - pro soluto 2.4 altri finanziamenti 3. Titoli di debito - titoli strutturati - altri titoli di debito 4. Altre attività Valore di bilancio 31/12/13 31/12/12 Totale Nel mese di dicembre si sono concluse due importanti operazioni che hanno portato la Società ad avere una importante disponibilità liquida sui conti correnti. La prima è stata la cessione del portafoglio Cessione del Quinto, che ha portato entrate pari a circa 509 mln e la seconda è stata la cartolarizzazione di un portafoglio di circa mln (prestiti auto, finalizzati e personali) che ha previsto la cessione del Titolo Senior ad un acquirente privato per circa 990 mln. Nel mese di febbraio 2014, è stato possibile strutturare con la funzione ALM di Capogruppo un piano di utilizzo efficiente della liquidità in eccesso. 6.3 Crediti verso clientela 1. Finanziamenti 1.1 Leasing finanziario di cui: senza opzione finale d'acquisto 1.2 Factoring - pro-solvendo - pro-soluto Composizione Deteriorati Deteriorati L1 L2 L3 Bonis Acquistati Altri Acquistati Altri 1.3 Credito al consumo Carte di credito di cui relative al patrimonio destinato Finanziamenti concessi in relazione ai servizi di pagamento prestati 1.6 Altri finanziamenti di cui: da escussione di garanzie e impegni 2. Titoli di debito 2.1 titoli strutturati Bonis Valore di bilancio 31/12/13 Fair value Valore di bilancio 2.2 altri titoli di debito Altre attività /12/12 Fair value L1 L2 L3 Totale Come previsto nel piano di gestione e generazione di liquidità della Capogruppo, all inizio del secondo semestre 2013 si è proceduto alla chiusura dell operazione di autocartolarizzazione posta in essere nel giugno 2010, mentre nell ultima parte dell anno è stato concluso il processo di una nuova operazione di cartolarizzazione. L importo complessivo di mln, composto da soli finanziamenti in bonis e comprensivo prestiti auto, prestiti personali e prestiti finalizzati, è stato ceduto nel dicembre 2013 ed ha generato titoli senior per 991,6 milioni, mezzanine per 488,3 milioni e junior per 21,9 milioni. I primi sono stati ceduti ad una controparte esterna al Gruppo MPS, generando effettiva liquidità, mentre gli altri sono stati acquistati da Consum.it quale originator dell operazione. Mantenendo Consumit la proprietà del titolo mezzanine ed il rischio, i crediti cartolarizzati sono stati iscritti nel bilancio individuale ed è stato registrato un debito nei confronti della società veicolo. 52

53 A fine del mese di novembre 2013, Consum.it ha ceduto la quasi totalità del portafoglio di Cessione del Quinto, il che ha comportato la chiusura di circa posizioni, di cui circa generate nell anno 2013, per un valore di oltre 550 milioni. I crediti verso la clientela sono suddivisi tra credito al consumo, altri finanziamenti, titoli di debito ed altre attività. Per il credito al consumo si fa riferimento all art. 121 TUB ed alle istruzioni di vigilanza, conseguentemente rientrano negli altri finanziamenti i prestiti di importo superiore a ,41 euro, quelli concessi a famiglie produttrici e società e i finanziamenti destinati all'acquisto o alla conservazione di un diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o da edificare, ovvero all'esecuzione di opere di restauro o di miglioramento. Nelle altre attività al punto 3 sono indicati i crediti verso Banco Posta. Sezione 9 Partecipazioni Voce Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi Denominazione imprese A. Imprese controllate in via esclusiva Valore di bilancio Quota di Disponibilità partecipazione voti % % Sede Totale attivo Totale ricavi Importo del patrimonio netto Risultato dell ultimo esercizio Quotazione (Si/No) B. Imprese controllate in modo 1. congiunto Integra SpA % 50% Firenze No C. Imprese sottoposte ad influenza notevole 9.2 Variazioni annue delle partecipazioni Partecipazioni di gruppo Partecipazioni non di gruppo Totale A. Esistenze iniziali B. Aumenti B1. Acquisti B2. Riprese di valore B3. Rivalutazioni B4. Altre variazioni C. Diminuzioni C1. Vendite C2 Rettifiche di valore C3. Altre variazioni D. Rimanenze finali

54 Sezione 10 Attività materiali Voce Composizione della voce 100 Attività materiali Attività/Valori Totale Totale 31/12/13 31/12/12 1. Attività di proprietà 1.1 di proprietà a) terreni b) fabbricati c) mobili d) impianti elettronici e) altre 2. Attività acquisite in leasing finanziario a) terreni b) fabbricati c) mobili d) impianti elettronici e) altre Totale Attività materiali: variazioni annue Terreni Fabbricati Mobili Impianti Elettronici Altre Totale A. Esistenze iniziali lorde A.1 Riduzioni di valore totali nette - A.2 Esistenze iniziali nette B. Aumenti - B.1 Acquisti 1 1 B.2 Spese per migliorie capitalizzate - B.3 Riprese di valore 6 6 B.4 Variazioni positive di fair value imputate a - a) patrimonio netto - b) conto economico - B.5 Differenze positive di cambio - B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a scopo di investimento - B.7 Altre variazioni - C. Diminuzioni - C.1 Vendite - C.2 Ammortamenti C.3 Rettifiche di valore da deterioramento imputate a: - a) patrimonio netto - b) conto economico - C.4 Variazioni negative di fair value imputate a : - a) patrimonio netto - b) conto economico - C.5 Differenze negative di cambio - C.6 Trasferimenti a: - a) attività materiali detenute a scopo di investimento - b) attività in via di dismissione - C.7 Altre variazioni - D. Rimanenze finali nette D.1 Riduzioni di valore totali nette - D.2 Rimanenze finali lorde E. Valutazione al costo

55 Sezione 11 Attività immateriali Voce 110 CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/ Composizione della voce 110 Attività immateriali 1. Avviamento 2. Altre attività immateriali: 2.1 di proprietà - generate internamente Attività valutate al costo Attività valutate al fair value Attività valutate al costo - altre di cui relative al patrimonio destinato acquisite in leasing finanziario 3. Attività riferibili al leasing finanziario: 3.1 beni inoptati 3.2 beni ritirati a seguito di risoluzione 3.3 altri beni Voci / Valutazione 4. Attività concesse in leasing operativo Totale Totale 3 Totale 4 31/12/13 31/12/12 Totale Attività valutate al fair value 11.2 Attività immateriali: variazioni annue Totale A. Esistenze iniziali di cui relative al patrimonio destinato 1 B. Aumenti B.1 Acquisti 14 B.2 Riprese di valore B.3 Variazioni positive di fair value - a patrimonio netto - a conto economico B.4 Altre variazioni 3 C. Diminuzioni C.1 Vendite C.2 Ammortamenti di cui relative al patrimonio destinato C.3 Rettifiche di valore - a patrimonio netto - a conto economico C.4 Variazioni negative di fair value - a patrimonio netto - a conto economico C.5 Altre variazioni D. Rimanenze finali 811 di cui relative al patrimonio destinato 1 55

56 Sezione 12 Attività fiscali e passività fiscali CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/ Composizione della voce 120 Attività fiscali: correnti e anticipate 31/12/13 31/12/12 Correnti Acconti IRAP Acconto Bollo Virtuale Totale Anticipate Imposte anticipate su svalutazioni tassate di cui relative al patrimonio destinato Contratti derivati Accantonamento fondo rischi Commissioni attive Immobilizzazioni Varie 29 Totale L aumento delle imposte anticipate è dovuto principalmente alla tassazione sulle svalutazioni su crediti e all accantonamento ad un fondo rischi specifico per controversie legali che ancora non hanno avuto una loro definizione Composizione della voce 70 Passività fiscali: correnti e differite 31/12/13 31/12/12 Correnti Fondo imposte IRAP di cui relative al patrimonio destinato Debiti per bollo virtuale Debito IVA 1 9 Varie Totale Differite Contratti derivati Immobilizzazioni Trattamento fine rapporto Totale 56

57 12.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico) Totale 31/12/2013 Totale 31/12/ Esistenze iniziali Aumenti 2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento di criteri contabili c) riprese di valore d) altre Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 3. Diminuzioni 3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio a) rigiri b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità c) dovute al mutamento di criteri contabili d) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni: a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 b) altre 4. Importo finale Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011 (in contropartita del conto economico) Totale 31/12/2013 Totale 31/12/ Importo iniziale di cui relative al patrimonio destinato Aumenti di cui relative al patrimonio destinato Diminuzioni Rigiri di cui relative al patrimonio destinato Trasformazioni in crediti d'imposta a) derivante da perdite di esercizio b) derivante da perdite fiscali 3.3 Altre diminuzioni 4. Importo finale di cui relative al patrimonio destinato

58 La tabella è stata inserita a seguito delle previsioni contenute nella legge n. 214 del 22 dicembre Tale norma prevede che, in presenza di perdita fiscale d esercizio, la relativa fiscalità anticipata, limitatamente alla quota generata da deduzioni riferite agli avviamenti, alle altre attività immateriali e alle svalutazioni di crediti, sarà oggetto di trasformazione in credito d imposta. La suddetta trasformazione ha effetto a decorrere dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all esercizio in cui viene indicata la perdita Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto) Totale Totale 31/12/ /12/ Esistenze iniziali Aumenti Imposte anticipate rilevate nell esercizio a) relative a precedenti esercizi b) dovute al mutamento di criteri contabili 29 c) altre 2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali 2.3 Altri aumenti 3. Diminuzioni Imposte anticipate annullate nell esercizio a) Rigiri 611 b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità c) altre 3.2 Riduzioni di aliquote fiscali 3.3 Altre diminuzioni 4. Importo finale 29 - Sezione 14 Altre attività Voce Composizione della voce 140 Altre attività 31/12/13 31/12/12 Fatture da emettere a Compagnie Assicurative Costi di competenza futura Cauzioni a fornitori Crediti da cessioni Crediti verso Compagnie Assicurative Varie Crediti verso Capogruppo per Istanza rimborso fiscale Crediti verso Capogruppo per personale distaccato Crediti verso Integra S.p.A Anticipi v/fornitori Crediti verso Banco Posta Crediti verso Capogruppo per perdite operative e varie Crediti per fatture Crediti verso Capogruppo per consolidato fiscale Crediti verso SPV Totale

59 . La voce fatture da emettere a compagnie assicurative rimane stabile a seguito dell attività, ancora in corso, di riconciliazione dei flussi con le compagnie stesse. I crediti verso la capogruppo per le istanze di rimborso fiscale non hanno subito modifiche rispetto all anno precedente e sono relative alla richiesta di rimborso dell IRAP secondo quanto disposto dal DL 185/2008 art. 6 e dall art. 2, comma 1 quater, DL 201/2011. PASSIVO Sezione 1 Debiti - Voce Debiti Totale 31/12/2013 Totale 31/12/2012 Voci verso enti verso verso enti verso banche verso banche finanziari clientela finanziari 1. Finanziamenti Pronti contro termine Altri finanziamenti Altri debiti di cui relative al patrimonio destinato Totale di cui relative al patrimonio destinato Fair value - Livello 1 Fair value - Livello di cui relative al patrimonio destinato Fair value - Livello 3 verso clientela Totale Fair value di cui relative al patrimonio destinato Nel corso del 2013 è continuato il percorso di reperimento del fabbisogno a medio e lungo periodo esclusivamente con finanziamenti erogati da Banca MPS ed è stato estinto, a seguito della chiusura della cartolarizzazione del 2010 avvenuta nel mese di luglio 2013, il PCT con BMPS. Nella voce Altri debiti sono stati riclassificati i debiti verso la Società Veicolo Siena Consumer S.r.l. riguardanti la nuova operazione di cartolarizzazione privata effettuata nel mese di dicembre Sezione 9 - Altre passività - Voce Composizione della voce 90 Altre passività 31/12/13 31/12/12 Debiti verso Capogruppo per imposte consolidato fiscale di cui relative al patrimonio destinato Debiti verso compagnie assicuratrici per premi Debiti verso intermediari Debiti verso fornitori Varie di cui relative al patrimonio destinato Debiti verso Erario e Enti Previdenziali Debiti verso dipendenti Debiti relativi al personale distaccato Debiti verso SPV per cartolarizzazione Totale

60 La diminuzione consistente di alcune voci è determinata sia alle scelte strategiche messe in atto nell esercizio appena terminato, sia dal conseguente andamento economico della Società. I debiti verso al Società Veicolo Siena Consumer S.r.l., contrariamente a quanto fatto per l operazione di autocartolarizzazione precedente, sono stati classificati nella voce 10 Debiti tra i debiti verso la clientela. Sezione 10 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce Trattamento di fine rapporto del personale : variazioni annue Totale Totale 31/12/ /12/2012 A. Esistenze iniziali di cui relative al patrimonio destinato B. Aumenti B.1 Accantonamento dell'esercizio B.2 Altre variazioni in aumento 141 di cui relative al patrimonio destinato C. Diminuzioni C.1 Liquidazioni effettuate 12 C.2 Altre variazioni in diminuzione di cui relative al patrimonio destinato D. Esistenze finali di cui relative al patrimonio destinato Trattamento di fine rapporto del personale : altre informazioni TFR attualizzato 31/12/ di cui relative al patrimonio destinato 22 Current Service Cost (1) Interest Cost (2) 15 di cui relative al patrimonio destinato 1 Prestazioni pagate nel periodo - 13 di cui relative al patrimonio destinato - 1 Utili / Perdite Attuariali (3) 118 di cui relative al patrimonio destinato 15 TFR attualizzato IAS 19 31/12/ di cui relative al patrimonio destinato 37 (1) Quota del valore attuale medio corrispondente ad un periodo di servizio maturato pari al tempo trascorso dall inizio dell anno. (2) Interesse maturato dall inizio dell anno sulla passività precedente (3)Utili o perdite di natura tecnica dovuti a variazioni delle ipotesi attuariali e/o allo scostamento dell esperienza osservata rispetto alle basi tecniche adottate. Trattandosi di fondi di previdenza complementare a prestazione definita, la determinazione dei valori attuariali richiesti dall applicazione dello IAS 19 viene effettuata da un attuario esterno indipendente, AXA Assicurazioni Vita. In base alle disposizioni indicate nello IAS 19 la rendicontazione del Trattamento di Fine Rapporto (di seguito TFR) va ricondotta tra i programmi a prestazioni definite, in quanto l impegno della Società non si esaurisce esclusivamente con l obbligo di effettuare una serie di accantonamenti annui, ma prevede anche la garanzia nel 60

61 tempo di una rivalutazione finanziaria sugli accantonamenti effettuati. Sostanzialmente i nuovi principi contabili richiedono alla Società di iscrivere in bilancio una passività rappresentativa sia del valore finale delle prestazioni che saranno erogate in futuro sia del momento in cui le prestazioni stesse saranno presumibilmente corrisposte, e non più secondo quanto attualmente disposto dalla legge 297/82. Tale disposizione prevede, infatti, l iscrizione a bilancio di una passività pari al totale delle prestazioni che la Società erogherebbe nel caso in cui tutti i dipendenti decidessero di interrompere l attività di servizio alla data di bilancio. La nuova passività deve essere calcolata, in seguito all applicazione della Legge Finanziaria 2007 e tenendo conto della nota metodologica pubblicata sul sito dell ordine Nazionale degli Attuari, utilizzando il metodo attuariale "Projected Unit Credit Method" (metodo che prevede l individuazione della passività da imputare allo stato patrimoniale in maniera proporzionale rispetto all anzianità di servizio maturata) solo per quei dipendenti che hanno optato di mantenere il proprio TFR e che fanno parte di società con meno di 50 impiegati. Negli altri casi, cioè per coloro che destinano il 100% del TFR alla previdenza complementare oppure che pur mantenendo il proprio TFR fanno parte di società con almeno 50 dipendenti, il PUCM non viene applicato. Secondo tale metodo vanno sempre valutati gli altri benefici a lungo termine quali i premi di anzianità di servizio Sezione 11 Fondi per rischi ed oneri - Voce Composizione della voce 110 Fondi per rischi ed oneri Voci 31/12/13 31/12/12 Altri fondi di cui relative al patrimonio destinato 28 Totale Si tratta di un fondo costituito principalmente da importi riconducibili a controversie legali per le quali non c è stata ancora una definizione né di tempi di conclusione né di importi puntuali e da una garanzia di utilizzi anomali fuori fido sulle carte della controllata Integra S.p.A Variazioni nell'esercizio della voce 110 Fondi per rischi e oneri Voci 31/12/13 31/12/12 1. Esistenze iniziali Aumenti Accantonamento dell'esercizio di cui relative al patrimonio destinato Altre variazioni in aumento 3. Diminuzioni Utilizzo nell'esercizio Altre variazioni in diminuzione Rimanenze finali

62 Sezione 12 Patrimonio Voci 120, 130, 140 e Composizione della voce 120 Capitale Tipologie Importo A. Capitale A.1 Azioni ordinarie A.2 Altre azioni 12.5 Altre informazioni - Composizione e variazioni della voce 160 Riserve Utili Legale Utili Straord. Altre FTA Altre Convers. Euro Altre Riserve Totale A. Esistenze iniziali di cui relative al patrimonio destinato B. Aumenti B.1 Attribuzioni di utili di cui relative al patrimonio destinato B.2 Altre variazioni C. Diminuzioni C.1 Utilizzi - copertura perdite - distribuzione - trasferimento a capitale C.2 Altre variazioni D. Rimanenze finali di cui relative al patrimonio destinato Tutte le riserve sono liberamente distribuibili Altre informazioni - Composizione e variazioni della voce 170 Riserve da valutazione A. Esistenze iniziali Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività materiali Attività immateriali Copertura dei flussi finanziari Leggi speciali di rivalutazione Altre riserve Totale - - B. Aumenti B1. Variazioni positive di fair value B2. Altre variazioni C. Diminuzioni C1. Variazioni negative di fair value C2. Altre variazioni D. Rimanenze finali Le Riserve da valutazione sono state alimentate dagli utili/perdite attuariali del TFR al netto dell effetto fiscale. 62

63 PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO Sezione 1 Interessi - Voci e Composizione della voce 10 Interessi attivi e proventi assimilati Voci / Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 31/12/13 31/12/12 1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 2 Attività finanziarie valutate al fair value 3 Attività finanziarie disponibili per la vendita 4 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 5 Crediti Crediti verso banche Crediti verso enti finanziari 5.3 Crediti verso clientela di cui relative al patrimonio destinato Altre attività 7 Derivati di copertura Totale di cui relative al patrimonio destinato Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni Voci/Passività Sofferenza Incagliato Scaduto Bonis Totale - Operazioni di credito al consumo /12/ Carte di credito di cui relative al patrimonio destinato Altri crediti Totale Composizione della voce 20 Interessi passivi e oneri assimilati Voci / Forme tecniche Finanziamenti Titoli Altro 31/12/13 31/12/12 1. Debiti verso banche Debiti verso enti finanziari di cui relative al patrimonio destinato Debiti verso clientela 4. Titoli in circolazione 5. Passività finanziarie di negoziazione 6. Passività finanziarie valutate al fair value 7. Altre passività 8. Derivati di copertura Totale di cui relative al patrimonio destinato

64 Sezione 2 Commissioni Voci 30 e 40 CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/ Composizione della voce 30 Commissioni attive Dettaglio 31/12/13 31/12/12 1. operazioni di leasing finanziario 2. operazioni di factoring 3. credito al consumo attività di merchant banking 5. garanzie rilasciate 6. servizi di: - gestione fondi per conto terzi - intermediazione in cambi - distribuzione prodotti di cui relative al patrimonio destinato altri 7. servizi di incasso e pagamento 8. servicing in operazioni di cartolarizzazione 9. altre commissioni di cui relative al patrimonio destinato Totale Composizione della voce 40 Commissioni passive Dettaglio/Settori 31/12/13 31/12/12 1) Garanzie ricevute 2) Distribuzione di servizi da terzi 3) Servizi di incasso e pagamento di cui relative al patrimonio destinato ) Commissioni su carte di credito di cui relative al patrimonio destinato ) Commissioni su prestiti personali Totale di cui relative al patrimonio destinato

65 Sezione 7 Utile (Perdita) da cessione o riacquisto- Voce Composizione della voce 90 Utile (perdita) da cessione o riacquisto Voci/Componenti reddituali 1. Attività finanziarie Utile Perdita Risultato netto Utile Perdita Risultato netto 1.1 Crediti di cui relative al patrimonio destinato Attività disponibili per la vendita 1.3 Attività detenute sino a scadenza Totale (1) di cui relative al patrimonio destinato Passività finanziarie 2.1 Debiti 2.2 Titoli in circolazione Totale (2) 31/12/13 31/12/12 Totale (1+2) di cui relative al patrimonio destinato Tale importo deriva, in massima parte dalla pressoché totale cessione del portafoglio Cessione del Quinto che ha determinato una perdita di cessione pari a circa 37,3 milioni. La parte residuale pari a circa 0,9 milioni è stata determinata dalla vendita di crediti in sofferenza che avevano esaurito l iter di recupero interno. La perdita deriva dalla differenza tra il valore dei crediti al netto di quanto accantonato nei Fondi rettifiche di valore sui crediti deteriorati e quanto incassato dalle Società di Factoring. Nel corso dell esercizio 2013 sono stati venduti crediti che presentavano un valore lordo di circa 70 milioni contro i 137 milioni dell anno precedente. 65

66 Sezione 8 Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti 1. Crediti verso banche - per leasing - per factoring - Altri crediti 2. Crediti verso enti finanziari Crediti deteriorati acquistati - per leasing - per factoring - Altri crediti Altri crediti - per leasing - per factoring - Altri crediti 3. Crediti verso clientela Crediti deteriorati acquistati - per leasing - per factoring - per credito al consumo - Altri crediti Altri crediti - per leasing - per factoring Voci/Rettifiche Rettifiche di valore specifiche di portafoglio specifiche Riprese di valore di portafoglio 31/12/13 31/12/12 - per credito al consumo Altri crediti di cui relative al patrimonio destinato Totale di cui relative al patrimonio destinato Composizione della sottovoce 100.b Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie Operazioni/Componenti reddituali 1 Garanzie rilasciate 2 Derivati su crediti 3 Impegni ad erogare fondi Rettifiche di valore specifiche di portafoglio specifiche Riprese di valore di portafoglio 31/12/13 31/12/12 4 Altre operazioni Totale

67 Sezione 9 - Spese Amministrative - Voce 110 CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/ Composizione della voce 110.a Spese per il personale Voci/Settori 31/12/13 31/12/12 1. Personale dipendente a) salari e stipendi di cui relative al patrimonio destinato b) oneri sociali di cui relative al patrimonio destinato c) indennità di fine rapporto d) spese previdenziali e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale di cui relative al patrimonio destinato f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - a contribuzione definita - a benefici definiti g) versamento ai fondi di previdenza complementare esterni: - a contribuzione definita di cui relative al patrimonio destinato a benefici definiti h) altre spese di cui relative al patrimonio destinato ) Altro personale in attività di cui relative al patrimonio destinato ) Amministratori e Sindaci di cui relative al patrimonio destinato ) Personale collocato a riposo 5) Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende 6) Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società Totale di cui relative al patrimonio destinato Numero medio dei dipendenti ripartiti per categoria Numero medio dipendenti Dirigenti Impiegati 4 area 3 area 2 area Totale Consistenza al 31/12/ Passaggi di categoria Incrementi Decrementi Consistenza al 31/12/ Media 6,5 61,0 185,5 1,0 254,0 67

68 9.3 Composizione della voce 110.b Altre spese amministrative Voci/Valori 31/12/13 31/12/12 Spese per recupero crediti di cui relativi al patrimonio destinato Elaborazione presso terzi di cui relativi al patrimonio destinato Imposte di bollo di cui relativi al patrimonio destinato Spese servizi aziende gruppo di cui relativi al patrimonio destinato Spese postali di cui relativi al patrimonio destinato Assicurazioni di cui relativi al patrimonio destinato 3 1 Informazioni e visure di cui relativi al patrimonio destinato Canoni e noleggi vari di cui relativi al patrimonio destinato Altre spese amministrative di cui relativi al patrimonio destinato Pubblicità di cui relativi al patrimonio destinato Affitto immobili di cui relativi al patrimonio destinato Spese telegrafiche, telefoniche e telex di cui relativi al patrimonio destinato Stampati e cancelleria di cui relativi al patrimonio destinato Rimborso spese auto e viaggio a dipendenti di cui relativi al patrimonio destinato Compensi a professionisti esterni di cui relativi al patrimonio destinato Manutenzioni mobili ed immobili di cui relativi al patrimonio destinato Luce, riscaldamento e acqua di cui relativi al patrimonio destinato Quote associative di cui relativi al patrimonio destinato Pulizia locali di cui relativi al patrimonio destinato 5 7 Imposte indirette e tasse di cui relativi al patrimonio destinato 2 1 Abbonamenti e acquisti pubblicazioni di cui relativi al patrimonio destinato 1 2 Spese di Rappresentanza ed omaggi di cui relativi al patrimonio destinato 1 18 Trasporti di cui relativi al patrimonio destinato 1 2 Totale di cui relativi al patrimonio destinato

69 Tra le voci elencate sono evidenti le diminuzioni di costi direttamente imputabili alle erogazioni di finanziamenti, quali ad esempio imposte indirette e di bollo, informazioni e visure ecc., mentre sono cresciuti i costi relativi al recupero dei crediti. Sono inoltre da evidenziare sia la diminuzione della posta spese servizi aziende di Gruppo per circa 2,7 milioni dovuta ad un riallineamento della distribuzione delle quote attribuibili alle Società Consorziate all interno del Consorzio Operativo MPS, sia un forte aumento della posta Assicurazioni pari a circa 2,4 milioni ed Elaborazioni presso terzi per circa 0,7 milioni, a seguito della cessione del portafoglio Cessione del Quinto che ha determinato l attribuzione nell esercizio 2013 dei costi assicurativi e dei costi per elaborazioni c/o terzi che nel tempo erano stati distribuiti nei vari esercizi secondo la durata dei finanziamenti in essere. Sezione 10 Rettifiche di valore nette su attività materiali Voce Composizione della voce 120 Rettifiche di valore nette su attività materiali Voci/Rettifiche e riprese di valore Ammortamento Rettifiche di valore per deterioramento Riprese di valore Risultato netto 1. Attività ad uso funzionale 1.1 di proprietà a) terreni b) fabbricati c) mobili d) strumentali e) altri 1.2 acquisite in leasing finanziario a) terreni b) fabbricati c) mobili d) strumentali e) altri 2. Attività detenute a scopo di investimento Totale Sezione 11 Rettifiche di valore nette su attività immateriali Voce Composizione della voce 130 Rettifiche di valore nette su attività immateriali Voci/Rettifiche e riprese di valore Ammortamento 1. Avviamento 2. Altre attività immateriali Rettifiche di valore per deterioramento Riprese di valore Risultato netto 2.1 di proprietà di cui relative al patrimonio destinato acquisite in leasing finanziario 3. Attività riferibili al leasing finanziario 4. Attività concesse in leasing operativo Totale

70 Informazioni su percentuali di ammortamento Descrizione % ammortamento Software 33,33% Macchine elettroniche 20,00% Mobili 12,00% Sezione 13 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri Voce Composizione della voce 150 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri Voci/Valori 31/12/13 31/12/12 Fondo per rischi e oneri di cui relative al patrimonio destinato Totale Nel corso del 2013 sono state accantonati ulteriori importi per nuove cause passive, in particolar modo è da segnalare un accantonamento per circa 0,7 milioni per potenziali reclami da parte di clientela che ha sottoscritto finanziamenti attraverso il nostro dealer Tecknosol, per i quali è aperto un tavolo con un associazione di consumatori Adiconsum. Sezione 14 Altri proventi e oneri di gestione - Voce Composizione della voce 160 Altri proventi e oneri di gestione Voci/Valori 31/12/13 31/12/12 A. Altri proventi di gestione di cui relative al patrimonio destinato Recuperi di imposte di cui relative al patrimonio destinato Recupero spese di incasso di cui relative al patrimonio destinato Sopravvenienze attive non riconduc. a voce propria di cui relative al patrimonio destinato Ricavi da Integra S.p.A Servizio attività stragiudiziale Banche Gruppo 436 di cui relative al patrimonio destinato - 28 Altri di cui relative al patrimonio destinato B. Altri oneri di gestione di cui relative al patrimonio destinato Sopravvenienze passive non riconduc. a voce propria di cui relative al patrimonio destinato Altre di cui relative al patrimonio destinato C. Totale A + B di cui relative al patrimonio destinato

71 Sezione 17 - Imposte sul reddito dell esercizio dell operatività corrente - Voce Composizione della voce 190 Imposte sul reddito dell esercizio dell operatività corrente 31/12/13 31/12/12 1. Imposte correnti di cui relative al patrimonio destinato Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi Riduzione delle imposte correnti dell esercizio 4. 3.bis Riduzione delle imposte corrente dell'esercizio per crediti d'imposta di cui alla legge n.214/2011 Variazione delle imposte anticipate 5. Variazione delle imposte differite Imposte di competenza dell esercizio Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio Voci / Valori 2013 Utili al lordo delle imposte Aliquota fiscale corrente IRES (%) 27,50% Onere Fiscale teorico Differenze permanenti: Interessi passivi ind. (manovra Dl ) Spese amministrative indeducibili 173 Sopravvenienze non deducibili 77 Accant. F.do Rischi 212 Ded.10% IRAP -255 Altre differenze permanenti -472 Variazione imposte anticipate precedenti esercizi -211 Variazione imposte correnti precedenti esercizi -72 IRAP Altro -3 Imposte su reddito dell'esercizio

72 Sezione 19 Conto economico: altre informazioni 19.1 Composizione analitica degli interessi attivi e delle commissioni attive Voci / Controparte Interessi attivi Commissioni attive Banche Enti finanziari Clientela Banche Enti finanziari Clientela 31/12/13 31/12/12 1. Leasing finanziario - beni immobili - beni mobili - beni strumentali - beni immateriali 2. Factoring - su crediti correnti - su crediti futuri - su crediti acquistati a titolo definitivo - su crediti acquistati al di sotto del valore originario - per altri finanziamenti 3. Credito al consumo - prestiti personali prestiti finalizzati cessione del quinto Garanzie e impegni - di natura commerciale - di natura finanziaria Totale

73 PARTE D - ALTRE INFORMAZIONI CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Sezione 1 Riferimenti specifici sulle attività svolte C. CREDITO AL CONSUMO C.1 Composizione per forma tecnica 1. Attività in bonis Valore lordo Rettifiche di valore Valore netto Valore lordo Rettifiche di valore Valore netto - prestiti personali prestiti finalizzati cessione del quinto Attività deteriorate Prestiti personali - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate - scadute Prestiti finalizzati - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate - scadute Cessione del quinto - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate 31/12/13 31/12/12 - scadute Totale C.2 Classificazione per vita residua e qualità Fasce temporali Finanziamenti in bonis Finanziamenti deteriorati 31/12/13 31/12/12 31/12/13 31/12/12 fino a 3 mesi tra 3 mesi e 1 anno tra 1 anno e 5 anni oltre 5 anni durata indeterminata Totale

74 C.3 Dinamica delle rettifiche di valore CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Voce Rettifiche di valore iniziali Variazioni in aumento Variazioni in diminuzione Rettifiche di valore finali Rettifiche di valore Perdite da cessione Trasferimenti da altro status Altre variazioni positive Riprese di valore Utili da cessione Trasferimenti ad altro status cancellazioni Altre variazioni negative Specifiche su attività deteriorate Prestiti personali - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate - - esposizioni scadute Prestiti finalizzati - - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate - - esposizioni scadute Cessione del quinto - - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate - - esposizioni scadute Di portafoglio su altre attività - - prestiti personali prestiti finalizzati cessione del quinto Totale

75 RISCHI DI NOTA INTEGRATIVA Sezione 3 Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di coperture Le disposizioni di Basilea II, recepite da Banca d Italia nella circ. 216 del 5 agosto 1996, e successivi aggiornamenti, a cui sono soggette le società finanziarie ex art. 107 TUB, si basano su tre pilastri: - Il primo pilastro introduce il concetto di requisito patrimoniale necessario per fronteggiare i rischi tipici dell attività finanziaria (rischio di credito, di controparte, di mercato, di cambio e operativi); - Il secondo pilastro richiede agli intermediari di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, convalidati dall autorità di vigilanza chiamata a ratificare ed integrare, ove la situazione lo richieda, il modello approntato; - Il terzo pilastro introduce obblighi di informativa al pubblico riguardanti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e di controllo. Le segnalazioni inerenti il primo pilastro sono state effettuate a partire dal 2008 sia su base individuale sia su base consolidata. Relativamente al primo pilastro Consum.it effettua il calcolo del requisito a fronte del rischio di credito e del rischio operativo. Per ciò che concerne il rischio di credito, Consum.it, non rientrando nel perimetro del modello AIRB (Advanced Internal Rating-Based), per il calcolo del relativo requisito ha applicato il metodo standardizzato semplificato. Per il rischio operativo Consum.it rientra nel perimetro del modello AMA (Advanced Measurement Approaches), autorizzato dall Organo di Vigilanza in data 12 giugno 2008, elaborato dalla Capogruppo; le segnalazioni, pertanto, sono state effettuate inizialmente come metodo standard e successivamente con il metodo AMA. Il processo di controllo dell adeguatezza patrimoniale relativo al Pillar II si svolge a livello consolidato e pertanto la Capogruppo ha predisposto una Direttiva di Gruppo in materia di Processo Interno di Valutazione dell Adeguatezza Patrimoniale, recepita da Consum.it ad inizio La CapoGruppo invia il Rendiconto ICAAP alla Banca d Italia: il documento è redatto per il Gruppo nel suo complesso. Anche gli obblighi di informativa al pubblico, connessi con il Pillar III, si adempiono a livello consolidato; pertanto la Capogruppo si attiene alle disposizioni della Circolare Banca d Italia n.263 del 27 Dicembre 2006, Titolo IV, che ha introdotto alcuni obblighi di pubblicazione di informazioni riguardanti l adeguatezza patrimoniale, l esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all identificazione, misurazione e gestione di tali rischi. In ottemperanza alle prescrizioni normative riportate nella citata Circolare, il Gruppo Montepaschi pubblica, con cadenza trimestrale, tale Informativa al Pubblico sul proprio sito Internet all indirizzo La Capogruppo ha scelto, come consentito dalla Circolare della Banca d Italia 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti, di fornire un analisi di sensitivity legata ai modelli interni in luogo delle tabelle standard. 3.1 Rischio di credito INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA 1.Aspetti generali Consum.it è una società finanziaria ex art. 107 T.U.B.( in attesa della riorganizzazione normativa) ed ex art. 114 sexies T.U.B. che svolge l operatività in 4 Business Lines : erogazione di prestiti finalizzati (prestiti auto e 75

76 non), prestiti personali, carte di credito (revolving e option), cessione del quinto (a dipendenti e a pensionati). Nel corso del 2013, in uno scenario congiunturale complesso, l obiettivo prioritario è stato quello del miglioramento della qualità del portafoglio al fine di contenere il costo del rischio di credito, raccordandosi con l Area di Controllo e Qualità del Credito della Capogruppo. 2. Politiche di gestione del rischio di credito Per perseguire gli obiettivi di miglioramento del portafoglio in fase di erogazione, monitoraggio e recupero sono state effettuati i seguenti interventi : 1. continua implementazione degli automatismi di erogazione del credito, 2. aggiornamento delle griglie di scoring 3. affinamento dei processi di recupero crediti al fine di migliorarne l efficacia e l efficienza 4. monitoraggio delle fonti di affari al fine di una selezione delle stesse in base alla rischiosità rilevata 5. mantenimento della certificazione documentale al canale Reti Terze e alla Divisione Promozione Finanziaria per prevenire ed mitigare possibili rischi operativi. L intero processo riguardante il credito, dalla fase di istruttoria a quella di erogazione, monitoraggio delle posizioni, interventi in caso di anomalia e altri casi particolari, risulta da apposito Regolamento Interno 10 - Principi generali dell attività creditizia aziendale approvato in 17 giugno 2009 dal Consiglio di Amministrazione integrato con l Ordine di Direzione n. 23 pubblicato nel 2011 e di nuovo aggiornamento in data 6 marzo Le strutture interne coinvolte nell attività creditizia sono di seguito elencate con le proprie competenze. Il Servizio Finanziamenti partecipa attivamente al processo di erogazione del credito provvedendo alla valutazione del merito del credito, nell ambito delle aree di business previste, in modo coerente con le politiche creditizie definite e in ottica di minimizzazione del rischio di credito. Utilizzando i metodi di studio previsti e realizzati dal Servizio Sistemi Decisionali, Monitoraggio e Scoring, integrando negli aspetti indeterminati con le informazioni aziendali e infragruppo, eroga il credito attraverso procedure automatizzate o semi automatizzate. Il Servizio è strutturato in tre settori: 1. Settore Finanziamenti Gruppo Mps: valuta le richieste di credito provenienti dalle banche captive; 2. Settore Finanziamenti Reti Dealer ed Axa: valuta le richieste di credito provenienti dalle fonti di affari no captive; 3. Settore Controllo Qualità e Prevenzione Frodi : gestisce l erogazione del credito implementando accorgimenti volti a prevenire eventuali situazioni di truffa. L organizzazione interna del servizio è strutturata in gradi di delibera per cui il personale opera in funzione del rischio potenziale da assumere secondo le disposizioni del Regolamento n. 3 poteri, autonomie e conferimento deleghe. Il Servizio Sistemi Decisionali, monitoraggio e Scoring ha il compito di definire le metodologie di misurazione del rischio, di verificare il rispetto dei limiti complessivi all assunzione dei rischi e di accertare la coerenza dell operatività delle singole linee di prodotto con gli obiettivi di rischio-rendimenti stabiliti. Il Servizio elabora e predispone i cosiddetti metodi di studio per la valutazione del merito creditizio della clientela intermediata ed analizza e realizza le procedure di score che, su base statistica, sintetizzano molteplici elementi informativi sui soggetti analizzati. Il Servizio è articolato in due settori: 1. Settore monitoraggio e adeguamento sistemi di score per la fase gestionale 2. Settore di monitoraggio e adeguamento sistemi di score per la fase erogazione. Per la concessione del credito viene attivata l identificazione del soggetto richiedente mediante l individuazione del profilo del cliente, la presenza dei requisiti necessari (residenza, età, professione esercitata e la relativa anzianità di impiego), l accertamento di identità e la rilevazione del reddito; congiuntamente alle interrogazioni alle banche dati (interne ed esterne) e alle caratteristiche statistiche determinate mediante analisti statistiche delle caratteristiche socio-economiche e comportamentali (griglie di cut-off) si procede o meno all erogazione del credito. Il servizio propone le griglie di cut-off alla Direzione Generale previa approvazione della Direzione Crediti per il passaggio in produzione. Il Servizio Recupero Crediti governa l attività di recupero, gestendo le relative politiche di azione sulla clientela e definendo i criteri con cui le società esterne attiveranno in termini operativi il recupero sulla clientela stessa. Inoltre gestisce tecnicamente tutti gli interventi, su fattispecie ad alto rischio quali le sofferenza, di competenza, indicando e/o coordinando con le strutture convenzionate e/o con i legali esterni le azioni esecutive e cautelari. Il Servizio Recupero Crediti è suddiviso in tre settori 76

77 1. Settore Pre Ddbt 2. Settore Post Dbt 3. Settore Progettazione e controlli Il processo di recupero ha vari livello di intensità partendo dalle lettere di sollecito di pagamento, interventi telefonici e visite domiciliari. Nel caso in cui le posizioni non rientrino in bonis, vengono passate alla classificazione in sofferenza secondo le disposizioni di Vigilanza e sono oggetto di azioni di recupero esattoriale specializzato in recuperi di elevato livello, di proposte di rifinanziamento mediante una cessione del quinto, di azioni da parte di studi legali esterni se ritenute economicamente convenienti. Dopo gli interventi sulle posizioni a sofferenza, il Responsabile del Servizio propone o il passaggio a perdita o la cessione delle posizioni previa verifica dei requisiti fiscali del Tuir e autorizzazioni richieste della Direzione Generale. In base al Regolamento 3- Poteri, autonomie e conferimento deleghe, il Responsabile del Servizio può anche, secondo le autonomie previste, effettuare degli ammortamenti definitivi delle posizioni accettando delle somme a stralcio ; in Consum.it tali attività non sono state effettuate su posizioni in bonis ma solo su posizioni già deteriorate. Eventuali consolidamenti di prestiti, avvengono solo su esposizioni all interno del perimetro del Gruppo. In aggiunta a tali Servizi occorre indicare altri due servizi volti al presidio del rischio di credito: Il Servizio Commerciale presiede al coordinamento, all attivazione e alla gestione dei dealer. Il convenzionamento iniziale ed il costante seguimento, anche in accordo con gli altri uffici, sono indicate nel Regolamento n. 17 Norme in materia di Convenzionamento delle Fonti di Affari Dealers. Il Servizio Marketing partecipa al processo di gestione e monitoraggio delle frodi e delle dispute su carte di credito. Il Servizio Back Office Amministrativo presidia la qualità dell intero processo, interno ed esterno, di lavorazione delle pratiche di Cessione del Quinto. Il Servizio Direct Marketing si coordina con la Direzione Crediti e la Direzione Generale per la definizione dei criteri di qualità del credito, osservando ed individuando i principi di segmentazione della base clienti. Il Settore Monitoraggio Rischi di Credito e Operativi e Segnalazioni di Vigilanza, verifica costantemente, e di concerto con le strutture di Risk Management della Capogruppo Bancaria, i livelli di rischio di credito, di tasso e di liquidità. E il gestore locale del processo di Operational Risk Management secondo quanto definito dalla Direttiva di Gruppo approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società. Il Settore si occupa della classificazione dei crediti deteriorati mediante procedure automatiche che in maniera oggettiva, secondo i criteri definiti dalla normativa di Banca d Italia circ. 217 e successivi aggiornamenti, contrassegnano i clienti con lo stato amministrativo di scaduto deteriorato, incagliato e sofferenza. Allo stato attuale le prime due categorie di classificazione sono aperte : è possibile, dietro pagamento delle rate insolute, acquisire la classificazione di credito in bonis. A presidio del rischio di credito il Settore Monitoraggio Rischi di Credito e Operativi e Segnalazioni di Vigilanza determina l ammontare delle svalutazioni mediante l ausilio di un modello di analisi statistico. Tale modello è alimentato - da probabilità di entrata in sofferenza (determinata per fasce di insoluti) in cui i crediti sono suddivisi per Linea di Prodotto (BL); - da tassi di perdita previsti desunti dall analisi delle singole serie storiche pluriennali dei recuperi rilevati sulle posizioni chiuse in default; il computo dei coefficienti di perdita è stato determinato sulla base dei recuperi effettuati in un arco temporale di più anni quindi di tipo workout e differenziata per Business Lines in quanto l operatività di Consum.it si è evoluta e arricchita dalla sua costituzione in poi. Il modello utilizzato per il calcolo delle svalutazioni, relativamente ai crediti in bonis, scaduti e incagliati, si basa sul principio degli scivolamenti dei crediti nei cluster di insoluti; tali osservazioni sono effettuate mensilmente e mediate per rendere omogenei i dati. I tassi di perdita (LGD) vengono calcolati dal Servizio ARM di Capogruppo per tutti i prodotti collocati da Consum.it applicando la metodologia utilizzata nel procedimento AIRB, metodologia validata dall Organo di Vigilanza. La modalità di calcolo di svalutazione relative ai crediti in sofferenza è collegata alla filiera di lavorazione della posizione da parte del Servizio Recupero e sulla base di questa il portafoglio viene collegato a vari tassi di recupero. 77

78 Riportiamo qui di seguito la tabella delle svalutazioni in linea capitale secondo l IFRS7: Svalutazione in linea Capitale 2013 Svalutazione in linea Capitale 2012 Al 1 gennaio Accantonamenti nell'anno Utilizzo fondo Al 31 dicembre A supporto dei prestiti erogati la Società richiede alcune garanzie personali alle controparti; tali garanzie però, pur essendo escutibili, non rispondono ai requisiti generali e specifici previsti dalla Circ. 216 del 5/8/1996 e successivi aggiornamenti. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA 1. Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia Portafogli/qualità Sofferenze Incagli 2. Esposizioni verso clientela 2.1 Esposizioni creditizie verso clientela: valori lordi e netti Esposizioni ristrutturate Esposizioni scadute Altre attività 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione 2. Attività finanziarie valutate al fair value 3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 5. Crediti verso banche Crediti verso enti finanziari 7. Crediti verso clientela Altre attività 8. Derivati di copertura Totale 31/12/ Totale 31/12/ Totale Tipologie esposizioni/valori Esposizione lorda Rettifiche di valore specifiche Rettifiche di valore di portafoglio Esposizione netta A. ATTIVITA' DETERIORATE ESPOSIZIONI PER CASSA: - Sofferenze Incagli Esposizioni ristrutturate - Esposizioni scadute deteriorate ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO: - Sofferenze - Incagli - Esposizioni ristrutturate - Esposizioni scadute deteriorate B. ESPOSIZIONI IN BONIS Totale A Esposizioni scadute non deteriorate Altre esposizioni Totale B Totale (A+B)

79 Informativa di dettaglio sui crediti in bonis Esposizioni oggetto di rinegoziazione: Crediti verso clientela in bonis Rettifiche di Esposizione lorda Esposizione netta portafoglio a) non scadute b) scadute: da 1 giorno a 30 giorni da oltre 30 giorni a 60 giorni da oltre 60 giorni a 90 giorni da oltre 90 giorni a 120 giorni da oltre 120 giorni a 180 giorni da oltre 180 giorni Totale scadute Totale esposizioni oggetto di rinegoziazione Altre esposizioni: a) non scadute b) scadute: Portafogli/qualità da 1 giorno a 30 giorni da oltre 30 giorni a 60 giorni da oltre 60 giorni a 90 giorni da oltre 90 giorni a 120 giorni da oltre 120 giorni a 180 giorni da oltre 180 giorni Totale scadute Totale altre esposizioni Totale esposizioni in bonis verso clientela Nella tabella sono riportati i crediti oggetto di rinegoziazione nell ambito di Accordi Collettivi. 79

80 2.2 Esposizioni creditizie verso banche ed enti finanziari: valori lordi e netti Tipologie esposizioni/valori B. ATTIVITA' DETERIORATE ESPOSIZIONI PER CASSA: - Sofferenze - Incagli - Esposizioni ristrutturate - Esposizioni scadute deteriorate Esposizione lorda Rettifiche di valore Rettifiche di valore Esposizione netta ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO: - Sofferenze - Incagli - Esposizioni ristrutturate - Esposizioni scadute deteriorate Totale A C. ESPOSIZIONI IN BONIS - Esposizioni scadute non deteriorate - Altre esposizioni Totale B Totale (A+B) Concentrazione del credito 3.1 Distribuzione dei finanziamenti verso clientela per settore di attività economica della controparte Codice Ateco 2007 Codice Totale Commercio all'ingrosso e al dettaglio G Costruzione di Edifici, Ingegneria Civile F Imprese Manifatturiere C Altre Attività di Servizio e Organizzazioni Associative S Alloggio e Attività dei serivizi di ristorazione I Trasporto e Magazzinaggio H Altri In tabella si evidenziano le principali categorie economiche in base alla classificazione introdotta dalla circ. 140 di Banca di Italia del 29 dicembre I crediti intermediati da Consum.it sono principalmente erogati a famiglie. 3.2 Distribuzione dei finanziamenti verso clientela per area geografica della controparte Finanziamenti lordi al 31 dicembre 2013 Crediti -Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud e Isole Tot. Italia Residenti Esteri 137 TOT Grandi rischi Non esistono grandi rischi nell operatività della Società. Le segnalazioni di vigilanza risultano essere negative. 80

81 3.2 Rischio di mercato Rischio di tasso di interesse INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA A.1 Rischio Tasso di Interesse Il Banking Book accoglie, in accordo con le best practice internazionali, l operatività commerciale della Banca connessa alla trasformazione delle scadenze dell attivo e del passivo di bilancio, della Tesoreria, delle filiali estere e dei derivati di copertura di riferimento. La definizione del perimetro del Banking Book e del processo di accentramento della gestione dell ALM sono disciplinate dal CdA della Capogruppo in coerenza con l impostazione delineata dalle normative di vigilanza (Circ. 263 di Banca d Italia). Il framework prevede l accentramento della gestione dell Asset & Liability Management nell Area Finanza, Tesoreria e Capital Management (AFTCM) della Capogruppo e la definizione e monitoraggio dei limiti operativi a fronte del rischio di tasso del Banking Book del Gruppo. Le scelte gestionali e strategiche del Banking Book, adottate dal Comitato Finanza e Liquidità e monitorate dal Comitato Rischi della Capogruppo, si basano in primo luogo sulla esposizione al rischio di tasso d interesse per una variazione del valore economico delle attività e passività del Banking Book applicando uno shift parallelo di 25bp, 100bp e di 200bp, quest ultimo in accordo con quanto prescritto nel secondo pilastro della Normativa di Basilea. Il modello di ALM del Gruppo Montepaschi incorpora nelle misurazioni del rischio tasso un modello comportamentale che tiene conto del fenomeno dei rimborsi anticipati dei mutui (c.d. prepayment risk). Il Gruppo adotta un sistema di governo e gestione del rischio di tasso che, in conformità alle disposizioni delle Autorità di Vigilanza, si avvale di: un modello quantitativo, sulla base del quale viene calcolata l esposizione del Gruppo e delle singole società/strutture dello stesso al rischio di tasso di interesse, in termini di indicatori di rischio; processi di monitoraggio del rischio, tesi a verificare il rispetto di limiti operativi assegnati al Gruppo nel complesso e alle singole unità di business; processi di controllo e gestione del rischio, finalizzati a porre in essere iniziative adeguate ad ottimizzare il profilo di rischio e ad attivare eventuali necessari interventi correttivi. Nell ambito del suddetto sistema la Capogruppo accentra la responsabilità di: definizione delle politiche di gestione del Banking Book del Gruppo e di controllo del relativo rischio di tasso di interesse; coordinamento dell attuazione delle suddette politiche presso le società rientranti nel perimetro di riferimento; governo della posizione di rischio tasso a breve, medio e lungo termine del Gruppo, sia a livello complessivo sia di singola società, attraverso la gestione operativa centralizzata. Nella sua funzione di governo la Capogruppo definisce pertanto criteri, politiche, responsabilità, processi, limiti e strumenti per la gestione del rischio di tasso. Le Società del Gruppo rientranti nel perimetro di applicazione sono responsabili del rispetto delle politiche e dei limiti di rischio tasso definiti dalla Capogruppo e dei requisiti patrimoniali imposti dalle competenti Autorità di Vigilanza. Nell ambito del modello definito, l Area Finanza Tesoreria e Capital Management della Capogruppo ha la responsabilità della gestione operativa del rischio di tasso e liquidità di Gruppo nel suo complesso. Nello specifico, all interno dell AFTCM, è il Servizio Tesoreria di Gruppo che gestisce il rischio di tasso a breve termine e il rischio liquidità. È invece il Servizio ALM & Capital Management che gestisce per il Gruppo il rischio di tasso strutturale e di trasformazione delle scadenze (liquidità strutturale). Inoltre l Area svolge attività di monitoraggio e gestione delle coperture coerentemente con le policy contabili, di presidio unitario per la formazione dei tassi interni della rete (BMPS e altre società del Gruppo) per l Euro e le operazioni in divisa con scadenze oltre il breve periodo. Il Gruppo Montepaschi, in relazione alla gestione del rischio tasso, utilizza coperture IAS compliant. Le principali tipologie in essere sono le seguenti: Micro Fair Value Hedge: coperture dell attivo commerciale (finanziamenti/mutui), del portafoglio titoli e della raccolta obbligazionaria; Macro Fair Value Hedge: coperture dell attivo commerciale (finanziamenti/mutui); 81

82 Micro Cash Flow Hedge: copertura di poste a tasso variabile. In aggiunta a tale tipologia di operatività il Gruppo Montepaschi adotta per alcune tipologie di operatività la Fair Value Option. In particolare, la Fair Value Option è stata adottata per i titoli di debito (strutturati ed a tasso fisso), per i quali ricorrono le seguenti caratteristiche: la copertura del rischio da variazioni di fair value è stata stipulata al momento dell emissione, con la volontà di mantenere la copertura per tutta la durata contrattuale e per l intero importo dell oggetto coperto; di regola per le emissioni per le quali il Gruppo ha assunto l impegno di riacquisto a spread di emissione. Consum.it rientra nel perimetro di gestione accentrata dell ALM ed ha emanato le relative delibere già a partire dal maggio L operatività di Consum.it risulta essenziale non emettendo né titoli né obbligazioni. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA La sensitivity di Consum.it, a fine 2013, presenta un profilo di esposizione a rischio per una diminuzione dei tassi. L entità del valore economico a rischio per una variazione parallela (parallel shift) delle curve dei tassi di +100bp si attesta a fine anno su di un valore pari a 14,78 /mln ( -10,80 /mln per uno shift di -100bp). Distribuzione per durata residua delle attività e delle passività finanziarie Voci/durata residua A vista Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 fino a 5 anni Da oltre 5 anni fino a 10 anni Oltre i 10 anni Durarta indeterminata Totale 1. Attività 1.1 Titoli di debito 1.2 Crediti Altre attività 2. Passività 2.1 Debiti Titoli di debito 2.3 Altre passività 3. Derivati Finanziari O pzioni 3.1 Posizioni lunghe 3.2 Posizioni corte Altri derivati 3.3 Posizioni lunghe 3.4 Posizioni corte I dati sopra riportati, relativi ai crediti, sono al netto delle svalutazioni. 3.2 Rischio liquidità INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità Nell ambito della periodica revisione dei modelli e dei processi, Il Gruppo Montepaschi ha effettuato la revisione dell approccio di individuazione, misurazione e gestione del Rischio di Liquidità (Liquidity Risk Framework di Gruppo). 82

83 Liquidity Risk Framework di Gruppo Il Liquidity Risk Framework di Gruppo è inteso come l insieme di strumenti, metodologie, assetti organizzativi e di governance che assicura sia la compliance rispetto alle normative nazionali e internazionali sia un adeguato governo del rischio di liquidità nel breve e nel medio/lungo periodo, in condizioni di normale corso degli affari e di turbolenza. La gestione della Liquidità Operativa di Gruppo ha l obiettivo di assicurare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento per cassa nell orizzonte temporale di breve termine. La condizione essenziale per la normale continuità operativa dell attività bancaria è il mantenimento di uno sbilancio sostenibile tra flussi di liquidità in entrata e in uscita nel breve termine. La metrica di riferimento in tale ambito è la differenza tra il flusso netto cumulato di cassa e la Counterbalacing Capacity, ovvero la riserva di liquidità che permette di fronteggiare condizioni di stress di breve termine. La gestione della Liquidità Strutturale di Gruppo mira ad assicurare l equilibrio finanziario della struttura per scadenze sull orizzonte temporale superiore all anno, a livello sia di Gruppo sia di singola Società. Il mantenimento di un adeguato rapporto dinamico tra passività e attività a medio/lungo termine è finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di raccolta a breve termine sia attuali sia prospettiche. Le metriche di riferimento, a cui viene applicato il sistema di mitigazione mediante specifici limiti operativi interni fissati dal CdA, sono gap ratios che misurano sia il rapporto tra il totale degli impieghi e raccolta con scadenza oltre 1 anno e oltre 5 anni sia il rapporto tra impieghi e raccolta commerciale indipendentemente dalle scadenze. La posizione di liquidità viene monitorata tanto in condizioni di normale corso degli affari quanto sotto Scenari di Stress di natura specifica e/o sistemica. Gli esercizi hanno il duplice obiettivo di evidenziare tempestivamente le principali vulnerabilità della Banca al rischio di liquidità e di consentire una prudenziale determinazione dei livelli di sorveglianza in termini di Counterbalancing Capacity (liquidity buffer). Il Contingency Funding Plan, la cui stesura è a cura dell Area Finanza, Tesoreria e Capital Management, è il documento che descrive l insieme degli strumenti, delle politiche e dei processi da attivare in caso di stress o di crisi di liquidità. Sistema dei limiti Nell ambito del processo di budget, ed in particolare all interno del Risk Appetite, il Liquidity Risk Framework prevede l individuazione delle soglie di tolleranza al rischio di liquidità, intese come massima esposizione al rischio ritenuta sostenibile in un contesto di normale corso degli affari ed integrato da situazioni di stress. Dalla definizione di tali soglie di propensione al rischio discendono i limiti di breve termine e di medio/lungo termine per il rischio di liquidità. Il sistema dei limiti di breve termine è declinato in tre diversi livelli che consentono di evidenziare tempestivamente l avvicinamento al limite operativo, ovvero la massima propensione al rischio di liquidità definita nel processo annuale di Risk Tolerance. Per un individuazione tempestiva dell insorgenza di vulnerabilità nella posizione della Banca, il Gruppo ha predisposto un set di Early Warnings, distinguendoli in generici e specifici a seconda che la finalità del singolo indicatore sia quella di rilevare possibili criticità che riguardino l intero contesto economico di riferimento oppure la realtà del Gruppo. L attivazione di uno o più segnali di early warning rappresenta un primo livello di allerta e contribuisce alla valutazione complessiva del posizionamento di liquidità a breve del Gruppo. 83

84 INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/ Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie Voci / Scaglioni Temporali Attività per cassa A.1 Titoli di Stato A.2 Altri titoli di debito A vista Da oltre 1 giorno a 7 giorni Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 3 anni Da oltre 3 anni fino a 5 anni Oltre 5 Anni A.3 Finanziamenti A.4 Altre Attività Passività per cassa B.1 Debiti verso banche - Banche Enti Finanziari Clientela B.2 Titoli di debito B.3 Altre passività Operazioni fuori Bilancio C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale - Posizioni lunghe - Posizioni Corte C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale - Differenziali positivi - Differenziali negativi C.1 Finanziamenti da ricevere - Posizioni lunghe - Posizioni Corte Durata Indeterminata I dati relativi ai crediti sono al lordo delle svalutazioni applicate. 2. Distribuzione settoriale delle passività finanziarie Passività finanziarie - Banche Finanziarie Altro Totale Distribuzione territoriale delle passività finanziarie Passività finanziarie - Siena Treviso Irlanda Altro Totale

85 3.3 Rischi operativi. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo Aspetti generali e Struttura del Framework Con provvedimento amministrativo datato 12/06/2008, il Gruppo Montepaschi è stato autorizzato, da parte di Banca d'italia, all'utilizzo dei modelli interni per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito e operativi. L'adozione del modello avanzato (AMA) impone alle banche di: 1. dotarsi di un'organizzazione interna che definisca ruoli degli organi e delle funzioni aziendali coinvolte nel processo di gestione dei rischi operativi; 2. dotarsi di una funzione di controllo per la raccolta e la conservazione dei dati, il calcolo del requisito, la valutazione del profilo di rischio e il reporting; 3. verificare su base continuativa la qualità del sistema di gestione e l'adeguatezza alle prescrizioni normative; 4. deputare l'organo di revisione interna ad effettuare verifiche periodiche sul sistema di gestione dei Rischi Operativi; 5. garantire nel tempo che il sistema sia effettivamente utilizzato nella gestione aziendale (use test). A questo scopo il Gruppo Montepaschi si è dotato di un sistema integrato di gestione del rischio operativo, un framework interno costruito su un modello di governo che vede coinvolte tutte le società appartenenti al perimetro di applicazione del modello AMA. L'approccio definisce standard, metodologie e strumenti che consentono di valutare l'esposizione al rischio e gli effetti della mitigazione per ciascuna area di business. L'approccio avanzato è concepito in modo tale da combinare omogeneamente tutte le principali fonti informative (informazioni o dati) sia qualitative sia quantitative (Modello misto LDA - Scenario). La componente quantitativa, di tipo Loss Distribution Approach (LDA), si basa sulla raccolta, l'analisi e la modellizzazione statistica di dati storici di perdita interni ed esterni (forniti dal consorzio DIPO - Database Italiano Perdite Operative). La componente qualitativa è focalizzata sulla valutazione del profilo di rischio di ciascuna unità e si basa sull'individuazione di scenari rilevanti. In quest'ambito il coinvolgimento delle società del perimetro AMA avviene nella fase di identificazione dei processi e dei rischi da valutare, nella valutazione da parte dei responsabili di processo dei rischi stessi, nell'individuazione di possibili piani di mitigazione, nella condivisione in tavoli di scenario con le funzioni centrali delle priorità e della fattibilità tecnico-economica degli interventi di mitigazione. Segue una fase di monitoraggio sull'andamento dell'implementazione degli interventi previsti ed il rispetto degli obiettivi e delle scadenze. Il Framework individua nell'operational Risk Management di Gruppo (ORM) la funzione di controllo dei rischi operativi (collocata all'interno del Risk Management di Capogruppo). L'ORM di Capogruppo calcola il requisito patrimoniale a copertura dei rischi operativi mediante l'utilizzo delle diverse componenti del modello (dati interni, dati esterni, fattori di contesto e di controllo, analisi qualitative), supporta il decision making del Top Management nell'ottica di creare valore attraverso la ritenzione, mitigazione e trasferimento dei rischi rilevati e si occupa, come per le altre società del perimetro, della raccolta dei dati interni di perdita e della fase di identificazione dei rischi da valutare nelle analisi qualitative. Rientrano nel perimetro dell'approccio avanzato (AMA) tutte le principali componenti bancarie e finanziarie domestiche, mentre per le rimanenti componenti e per le società estere si sono invece adottati i metodi base. Al 31/12/2013 la copertura del modello interno, in termini di margine di intermediazione, risulta superiore al 95%. L'ORM ha predisposto inoltre un sistema di reporting che assicuri informazioni tempestive in materia di rischi operativi all'alta Direzione, la quale traduce i principi strategici del sistema di gestione in specifiche politiche gestionali. I report sono sottoposti regolarmente al Comitato Rischi e agli Organi di Vertice. L'adozione del modello AMA ha assicurato, nel corso del tempo, una più consapevole gestione del rischio operativo, garantendo nei fatti una progressiva riduzione della rischiosità operativa della Società. 85

86 INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA Si riporta, di seguito, la distribuzione percentuale del numero di eventi e delle perdite operative registrate nel 2013, suddivise nelle varie classi di rischio principalmente collegate al business della Società, specializzata nel credito al consumo: Frode esterna: Perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione di leggi da parte di soggetti esterni alla banca; Interruzioni dell operatività e disfunzioni dei sistemi: Perdite dovute a interruzioni dell operatività, a disfunzioni o a indisponibilità dei sistemi; Esecuzione, consegna e gestione del processo: Perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori. Distribuzione % del Numero Eventi Consum.it - 31/12/2013 Frode Esterna; 43,2% Disfunzioni Sistemi; 1,8% Esecuzione, consegna e gestione del processo; 55% Distribuzione % delle Perdite Consum.it - 31/12/2013 Frode Esterna; 31,8% Disfunzioni Sistemi; 0,1% Esecuzione, consegna e gestione del processo; 68,1% Le tipologie di eventi con il maggiore impatto sul conto economico sono riconducibili a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi (classe Esecuzione, consegna e gestione del processo : 68% del totale) e alle frodi esterne (classe Frode esterna : 32% del totale). Per quanto attiene la classe Esecuzione, consegna e gestione del processo, si tratta principalmente di cause legali con la clientela per presunti inadempimenti contrattuali. Per quanto riguarda la classe Frode esterna, la principale tipologia di eventi è costituita da disconoscimenti di finanziamenti ottenuti con la falsificazione della documentazione relativa al credito al consumo. 86

87 Sezione 4 Informazioni sul patrimonio 4.1 Il Patrimonio dell impresa Informazioni di natura qualitativa L attività di Capital Management riguarda l insieme delle politiche e delle scelte necessarie per definire la dimensione del patrimonio, così da assicurare che la dotazione di capitale ed i relativi ratios siano coerenti con il profilo di rischio assunto e rispettino i requisiti di vigilanza. La gestione del patrimonio è un attività fondamentale e strategica a livello di Gruppo, pertanto la qualità ed il dimensionamento delle risorse patrimoniali di Consum.it sono definite nell ambito degli obiettivi più generali del Gruppo BMPS. Il Gruppo è soggetto ai requisiti di adeguatezza patrimoniale stabiliti dal Comitato di Basilea secondo le regole definite da Banca d Italia: in base a tali regolamentazioni, a livello consolidato, il rapporto tra il patrimonio e le attività di rischio ponderate deve essere almeno pari al 8%; il rispetto del requisito su base consolidata è verificato semestralmente dalla Capogruppo. A livello individuale è previsto, per le banche appartenenti ad un gruppo bancario, che i requisiti a fronte dei rischi di credito, mercato, controparte ed operativo siano ridotti del 25% a condizione che, su base consolidata, sia soddisfatto il requisito patrimoniale complessivo dell 8% sopra indicato. L attività di verifica del rispetto dei requisiti di vigilanza e della conseguente adeguatezza del patrimonio è dinamica e funzione degli obiettivi fissati nel Piano d Impresa. Il primo momento di verifica coincide con il processo di assegnazione degli obiettivi di budget: in funzione delle dinamiche di crescita attesa degli impieghi, delle altre attività e degli aggregati economici rilevanti, si procede alla quantificazione dei rischi (credito, mercato, operativo) ed alla conseguente verifica di compatibilità dei ratios a livello di singola banca e/o finanziaria del Gruppo nel suo complesso. Il rispetto dell adeguatezza patrimoniale si ottiene mediante l utilizzo di diverse leve, quali la politica di pay out, la definizione di operazioni di finanza strategica (aumenti di capitale, prestiti convertibili, obbligazioni subordinate, ecc.) e la gestione della politica degli impieghi in funzione della rischiosità delle controparti. Nel corso dell anno si effettuata un attività di monitoraggio dei coefficienti di vigilanza intervenendo, ove necessario, con attività di indirizzo e controllo degli aggregati patrimoniali, che comprendono anche eventuali azioni finalizzate ad una più adeguata riallocazione delle risorse patrimoniali all interno del Gruppo. Ogni volta che si procede ad operazioni di carattere straordinario (es. acquisizioni, cessioni, ecc) si eseguono preventivamente verifiche ed analisi circa l adeguatezza patrimoniale: nel dettaglio, si provvede a stimare l impatto delle operazioni sul valore dei coefficienti e si programmano le eventuali azioni necessarie per rispettare i vincoli stabiliti dagli Organi di Vigilanza. 87

88 4.1.2 Informazioni di natura quantitativa CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/ Patrimonio dell impresa: composizione Voci /Valori 31/12/13 31/12/12 Capitale Sovrapprezzi di emissione Riserve - di utili a) legale di cui relative al patrimonio destinato b) statutaria c) azioni proprie d) altre di cui relative al patrimonio destinato altre Azioni proprie Riserve da valutazione - Attività finanziarie disponibili per la vendita - Attività materiali - Attività immateriali - Copertura di investimenti esteri - Copertura dei flussi finanziari - Differenze di cambio - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - Leggi speciali di rivalutazione - Utili/perdite attuariali relativi a piani previdenziali 52 a benefici definiti - Quota delle riserve da valutazione relative a partecipazioni valutate al patrimonio netto Strumenti di capitale Utile (perdita) d'esercizio di cui relative al patrimonio destinato Totale di cui relative al patrimonio destinato

89 4.2 Il Patrimonio e i coefficienti di vigilanza Patrimonio di vigilanza Informazioni di natura qualitativa CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Il patrimonio di vigilanza ed i coefficienti patrimoniali sono calcolati sulla base dei valori patrimoniali e del risultato economico determinati con l applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS e tenendo conto delle istruzioni di Vigilanza emanate dalla Banca d Italia con il 9 aggiornamento della Circolare 216 del 5 agosto 1996 Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni sul patrimonio di vigilanza e sui coefficienti prudenziali. Il Patrimonio di Vigilanza è calcolato come somma algebrica di una serie di elementi positivi e negativi la cui computabilità viene ammessa, con o senza limitazioni a seconda dei casi, in relazione alla qualità patrimoniale riconosciuta a ciascuno di essi. Il Patrimonio di Vigilanza è costituito dal patrimonio di base (tier 1) e del patrimonio supplementare (tier 2), al netto dei cosidetti filtri prudenziali. Con tale espressione si intendono tutti quegli elementi rettificativi, positivi e negativi, del patrimonio di vigilanza, introdotti dalle autorità di vigilanza con il fine esplicito di ridurre la potenziale volatilità del patrimonio. Nel dettaglio: - il patrimonio di base comprende il capitale versato, le riserve di utili e di capitale, gli strumenti innovativi e non innovativi di capitale e l utile di periodo al netto delle azioni proprie in portafoglio, delle attività immateriali compresi gli avviamenti, nonché delle eventuali perdite registrate negli esercizi precedenti ed in quello corrente ed altri elementi negativi; - il patrimonio supplementare include le riserve da valutazione, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione, le passività subordinate di secondo livello, al netto delle minusvalenze nette sulle partecipazioni e di altri elementi negativi. Nel Bilancio di Consum.it non sono presenti elementi patrimoniali computabili nel patrimonio supplementare, pertanto il patrimonio di vigilanza coincide con il patrimonio di base. 89

90 Informazioni di natura quantitativa La composizione del Patrimonio di Vigilanza di Consum.it Spa al 31 dicembre 2013 è il seguente: 31/12/13 31/12/12 A. Patrimonio di base prima dell'applicazione dei filtri prudenziali B.Filtri prudenziali del patrimonio base: 52 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) 52 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) C Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A+B) D. Elementi da dedurre dal Patrimonio di base E. Totale Patrimonio di base (Tier 1) (C - D) F. Patrimonio supplementare prima dell'applicazione dei filtri prudenziali - - G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare: - - Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F + G) - - I. Elementi da dedurre dal Patrimonio supplementare L. Totale Patrimonio supplementare (Tier 2) (H I) - - M. Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare N. Patrimonio di vigilanza (E + L M) O. Patrimonio di terzo livello (TIER 3) Patrimonio di vigilanza incluso Tier Adeguatezza patrimoniale Informazioni di natura qualitativa La valutazione dell adeguatezza patrimoniale della Società si basa sul confronto tra i requisiti regolamentari attuali e prospettici rispetto al Patrimonio di Vigilanza attuale e prospettico. Il capitale interno per il rischio di credito è determinato secondo la metodologia standardizzata semplificata, mentre quello connesso ai rischi operativi secondo il metodo avanzato utilizzato dalla Capogruppo e approvato dall Organo di Vigilanza. Per il calcolo dei requisiti patrimoniali, per gli intermediari finanziari appartenenti a Gruppi sottoposti a vigilanza consolidata, è prevista una riduzione del 25 % a livello individuale. La scadenza dell inoltro della relativa segnalazione è prevista per il 25 marzo di ogni anno. In chiave prospettica la Società procede alla stima del capitale interno complessivo conseguente allo sviluppo degli indirizzi strategici fissati nel Piano Industriale e delle attività previste nel Budget 90

91 Informazioni di natura quantitativa CONSUM.IT BILANCIO AL 31/12/2013 Categorie/Valori Imp. non ponderati Imp. non ponderati Importi Ponderati / Requisiti Importi Ponderati / Requisiti A. ATTIVITA' DI RISCHIO A.1 Rischio di credito e di controparte 1. Metodologia standardizzata Metodologia basata sui rating interni 2.1. Base 2.2. Avanzata 3. Cartolarizzazioni B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA B.1 Rischio di credito e di controparte B.2 Rischi di mercato 1. Metodologia Standard 2. Modelli interni 3. Rischio di concentrazione B.3 Rischio operativo 1. Metodo base 2. Metodo standardizzato 3. Metodo avanzato B.4 Altri requisiti prudenziali B.5 Altri elementi del calcolo (58.785) (74.066) B.6 Totale requisiti prudenziali C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA C.1 Attività di rischio ponderate C.2 Patrimonio di base/attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) 7,85% 8,51% C.3 Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 7,85% 8,51% 91

92 Sezione 5 Prospetto analitico della redditività complessiva Voci Importo Lordo Imposta sul reddito Importo Netto 10. Utile ( Perdita) d'esercizio di cui relative al patrimonio destinato Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico Attività materiali 30. Attività immateriali 40. Piani a benefici definiti Attività non correnti in via di dismissione 60. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto. Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico Copertura di investimenti esteri: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 80. Differenze di cambio: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 90. Copertura dei flussi finanziari: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 100. Attività finanziarie disponibili per la vendita: a) variazioni di valore b) rigiro a conto economico - rettifiche da deterioramento - utili/perdite da realizzo c) altre variazioni 110. Attività non correnti in via di dismissione: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 120. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico - rettifiche da deterioramento - utili/perdite da realizzo c) altre variazioni 130. Totale altre componenti reddituali Redditività complessiva (Voce ) di cui relative al patrimonio destinato

93 Sezione 6 Operazioni con parti correlate 6.1 Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategica Descrizione Importo Costo sostenuto per la Direzione Generale 784 La tabella seguente evidenza quanto riconosciuto alle banche distaccanti per i membri della Direzione Generale (Direttore Generale e Vice Direttore Generale). 6.2 Crediti e garanzie rilasciate a favore di amministratori e sindaci Non sono stati concessi credito o garanzie ad amministratori, sindaci, a condizioni diverse da quelle prevalenti in transazioni tra parti indipendenti. 6.3 Informazioni sulle transazioni con parti correlate La società è soggetta all attività di direzione, coordinamento e controllo di Banca Monte dei Paschi di Siena. Controparte Crediti Debiti Oneri Proventi Banca Monte dei Paschi di Siena Integra Spa MPS Capital Service Monte Paschi Ireland Ltd Consorzio Operativo Mps Monte Paschi Fiduciaria Perimetro Gest. Prop. Imm. Scpa Siena Consumer Controparte Dirigenti con responsabilità Altre parti correlate Totale attività finanziarie 10 - Totale 10 - Dirigenti con responsabilità e altre parti correlate: si tratta di attività finanziarie sorte a seguito dell utilizzo, da parte di dirigenti con responsabilità o di altre parti correlate, di prodotti della società (prestiti personali, prestiti finalizzati, carte). Sezione 7 Altri dettagli informativi Informazioni sui compensi degli amministratori e dei sindaci Descrizione Importo Compensi riconosciuti ai componenti del Consiglio di Amministrazione 161 Compensi riconosciuti ai componenti del Collegio Sindacale 93 93

94 Pubblicità dei corrispettivi delle Società di revisione Si riporta di seguito i compensi corrisposti alla società di revisione ed alle entità appartenenti alla sua rete: Tipologia di servizi: - Revisione contabile Soggetto erogante il servizio: - Reconta Ernst & Young S.p.A. Totale: ,50 Il corrispettivo è comprensivo di I.V.A. e spese accessorie Informativa contabile sull attività di direzione e coordinamento (art bis codice civile) Impresa Capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Piazza Salimbeni 3 Siena Iscrizione tribunale di Siena n del 23/08/95 Albo delle Banche n. 385 Cod Bilancio della capogruppo al 31 dicembre 2012: BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.p.A. Dati riassuntivi al (in unità di euro) Totale dell' Attivo Totale del Passivo Totale del Patrimonio netto Utile (Perdita) della operatività corrente Imposte sul reddito dell'esercizio Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione - Utile (Perdita) dell'esercizio

95 ALLEGATO D RENDICONTO DEL PATRIMONIO DESTINATO DEGLI IMEL E DEGLI ISTITUTI DI PAGAMENTO IBRIDI Consum.it nella sua qualità di intermediario finanziario iscritto nell elenco 107 del TUB prima del 25 dicembre 2007, ha acquisito lo status di istituto di pagamento iscrivendosi all apposito Albo degli Istituti di Pagamento, presentando a tal fine apposita domanda di autorizzazione a Banca d Italia. La Banca d Italia con provvedimento del 29 aprile 2011 ha autorizzato Consum.it alla prestazione dei servizi di pagamento di cui all art.1 comma 1 lett.b punti 4 e 5 del D. Lgs 11/2010, mediante la costituzione di un apposito patrimonio destinato e iscrivendola in data 21 agosto 2011 all apposito albo degli Istituti di Pagamento con il codice identificativo Gli Istituti di pagamento ibridi finanziari sono tenuti a redigere un rendiconto riferito al patrimonio destinato costituito per la prestazione dei servizi di pagamento e/o per l emissione della moneta elettronica. D.1 SCHEMI DI BILANCIO ISTITUTI DI PAGAMENTO IBRIDI Stato Patrimoniale Voci dell attivo Voci dell'attivo 31/12/13 31/12/12 10 Cassa e disponibilità liquide 20 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 30 Attività finanziarie al fair value 40 Attività finanziarie disponibili per la vendita 50 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 60 Crediti Derivati di copertura 80 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica 90 Partecipazioni 100 Attività materiali 110 Attività immateriali Attività fiscali a) correnti b) anticipate Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 140 Altre attività 0 Totale attivo

96 Stato Patrimoniale Voci del passivo e del patrimonio destinato dell IDP ibrido Voci del passivo e del patrimonio destinato dell'idp ibrido 31/12/13 31/12/12 10 Debiti Titoli in circolazione 30 Passività finanziarie di negoziazione 40 Passività finanziarie al fair value 50 Derivati di copertura 60 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica 70 Passività fiscali a) correnti b) differite 80 Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione 90 Altre passività Trattamento di fine rapporto del personale Fondi per rischi e oneri: a) quiescenza e obblighi simili b) altri fondi Patrimonio destinato Azioni proprie 140 Strumenti di capitale 170 Riserve da valutazione 180 Utile (Perdita) d'esercizio Totale passivo e patrimonio netto

97 Conto Economico Voci 31/12/13 31/12/12 10 Interessi attivi e proventi assimilati Interessi passivi e oneri assimilati Margine di interesse Commissioni attive Commissioni passive Commissioni nette Dividendi e proventi assimilati 60 Risultato netto dell attività di negoziazione 70 Risultato netto dell attività di copertura 80 Risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value 90 Utile/perdita da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie b) passività finanziarie Margine di intermediazione Rettifiche di valore nette per deterioramento di: a) attività finanziarie b) altre operazioni finanziarie 110 Spese amministrative: a) spese per il personale b) altre spese amministrative Rettifiche di valore nette su attività materiali 130 Rettifiche di valore nette su attività immateriali Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali 150 Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri Altri proventi ed oneri di gestione Risultato della gestione operativa Utili (Perdite) delle partecipazioni 180 Utili (Perdite) da cessione di investimenti Utile (Perdita) dell'attività corrente al lordo delle imposte Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente Utile (Perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte Utile (Perdita) d'esercizio

98 Prospetto della Redditività complessiva Voci 31/12/13 31/12/12 10 Utile (Perdita) di periodo Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico 20 Attività materiali 30 Attività immateriali 40 Piani a benefici definiti 50 Attività non correnti in via di dismissione Quota delle riserve di valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico 70 Coperture di investimenti esteri Differenze di cambio 90 Copertura dei flussi finanziari 100 Attività finanziarie disponibili per la vendita 110 Attività non correnti in via di dismissione 120 Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate al patrimonio netto 130 Altre componenti reddituali al netto delle imposte Redditività complessiva (Voce )

99 Rendiconto Finanziario Metodo indiretto A ATTIVITA OPERATIVA 31/12/13 31/12/12 1. Gestione risultato d'esercizio plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su attività/passività finanziarie valutate al fair value - plus/minusvalenze su attività di copertura - rettifiche di valore nette per deterioramento rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali ed immateriali accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi - imposte e tasse non liquidate rettifiche di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale - altri aggiustamenti 2. Liquidità generata/ assorbita dalle attività finanziarie attività finanziarie detenute per la negoziazione - attività finanziarie valutate al fair value - attività finanziarie disponibili per la vendita - crediti verso banche - crediti verso enti finanziari - crediti verso clientela altre attività Liquidità generata / assorbita dalle passività finanziarie debiti verso banche debiti verso enti finanziari debiti verso clientela - titoli in circolazione - passività finanziarie di negoziazione - passività finanziarie valutate al fair value - altre passività Liquidità netta generata/assorbita dall attività operativa 0-0 B ATTIVITA DI INVESTIMENTO 1. Liquidità generata da - vendite di partecipazioni - dividendi incassati su partecipazioni - vendite/rimborsi di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - vendite di attività materiali - vendite di attività immateriali - vendite di rami d'azienda 2. Liquidità assorbita da acquisti di partecipazioni - acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza - acquisti di attività materiali - acquisti di attività immateriali acquisti di rami d'azienda Liquidità netta generata/assorbita dall attività d'investimento - 0 C ATTIVITA DI PROVVISTA - emissione/acquisti di azioni proprie - emissione/acquisto strumenti di capitale - distribuzione dividendi e altre finalità Liquidità netta generata/assorbita dall attività di provvista - - LIQUIDITA NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL ESERCIZIO 0 0 RICONCILIAZIONE Importo Cassa e disponibilità liquide all inizio dell esercizio 0 Importo Liquidità totale netta generata/assorbita nell esercizio 0 0 Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell esercizio

100 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto del Patrimonio destinato 31 dicembre dicembre 2012 Patrimonio netto del patrimonio destinato al 31/12/2011 Modifica saldi apertura Esistenze al Allocazione risultato esercizio precedente Riserve Dividendi ed altro Variazione di riserve Emissione nuove azioni Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Redditività complessiva al 31/12/2012 Patrimonio netto del patrimonio destinato al 31/12/2012 Patrimonio netto del patrimonio destinato Riserve da valutazione Strumenti di capitale Risultato di esercizio Totale Patrimonio netto del patrimonio destinato

101 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto del Patrimonio destinato 31 dicembre dicembre 2013 Esistenze al Modifica saldi apertura Esistenze al Allocazione risultato esercizio precedente Riserve Dividendi ed altro Variazione di riserve Emissione nuove azioni Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto Acquisto azioni proprie Distribuzione straordinaria dividendi Variazione strumenti di capitale Altre variazioni Redditività complessiva al 31/12/2013 Patrimonio netto del patrimonio destinato al 31/12/2013 Patrimonio netto del patrimonio destinato Riserve da valutazione 0 0 Strumenti di capitale Risultato di esercizio Totale Patrimonio netto del patrimonio destinato

102 D.2 NOTA INTEGRATIVA PARTE A POLITICHE CONTABILI Per le parti A.1, A.2 e A.3 si fa riferimento a quanto già esposto nella parte generale. A4 INFORMAZIONI SUI COSTI AMMINISTRATIVI, FINANZIARI, TRIBUTARI, COMMERCIALI COMUNI CON LA SOCIETA GEMMANTE I costi e ricavi relativi all Istituto di Pagamento sono stati definiti in modo specifico con riferimento a costi direttamente imputabili tramite appositi conti analitici presenti in contabilità. Nel caso in cui invece, non sia stato possibile imputare direttamente dei costi e ricavi specifici, questi sono stati definiti tramite appositi driver e pesi proporzionali tra l attività della Società gemmante e l Istituto di Pagamento. In particolare i conti contabili comuni con la Società gemmante, riconducibili solo parzialmente alle attività di servizi di pagamento, secondo quanto deliberato in sede di C.d.A. del giorno 28 gennaio 2011, sono stati imputati sulla base dell incidenza del totale crediti verso la clientela per carte di credito sul totale dei crediti verso la clientela di Consum.it, che al 31 dicembre 2013 ammontava al 7,99% (6,38% al 31 dicembre 2012). Con specifico riferimento ai costi amministrativi, finanziari e commerciali essi sono stati determinati come sopra descritto, così come le imposte anticipate su svalutazioni tassate su crediti ed il TFR. I costi tributari, invece, sono stati imputati in modo puntuale per quanto riguarda l imposta di bollo, mentre le imposte correnti IRES e IRAP, che verranno dichiarate e liquidate dalla Società gemmante, sono state calcolate in modo specifico sull Istituto di Pagamento. PARTE B INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE ATTIVO Sezione 6 Crediti Voce Crediti verso clientela 31/12/13 B.6.3 Valore di bilancio Fair value Valore di bilancio Fair value Composizione Deteriorati Deteriorati Bonis L1 L2 L3 Bonis L1 L2 L3 Acquistati Altri Acquistati Altri 1. Finanziamenti 1.1 Leasing finanziario di cui: senza opzione finale d'acquisto 1.2 Factoring - pro-solvendo - pro-soluto 1.3 Credito al consumo 1.4 Carte di credito Finanziamenti concessi in relazione ai servizi di pagamento prestati 1.6 Altri finanziamenti di cui: da escussione di garanzie e impegni 2. Titoli di debito 2.1 titoli strutturati 2.2 altri titoli di debito 3. Altre attività Totale

103 Sezione 11 Attività immateriali Voce Composizione della voce 110 Attività immateriali 31/12/13 31/12/12 Voci / Valutazione Attività valutate al costo Attività valutate al fair value Attività valutate al costo Attività valutate al fair value 1. Avviamento 2. Altre attività immateriali: 2.1 di proprietà - generate internamente - altre acquisite in leasing finanziario Totale Attività riferibili al leasing finanziario: 3.1 beni inoptati 3.2 beni ritirati a seguito di risoluzione 3.3 altri beni Totale 3 4. Attività concesse in leasing operativo Totale 4 Totale Attività immateriali: variazioni annue Totale A. Esistenze iniziali 1 B. Aumenti - B.1 Acquisti B.2 Riprese di valore B.3 Variazioni positive di fair value - a patrimonio netto - a conto economico B.4 Altre variazioni C. Diminuzioni - C.1 Vendite C.2 Ammortamenti - C.3 Rettifiche di valore - a patrimonio netto - a conto economico C.4 Variazioni negative di fair value - a patrimonio netto - a conto economico C.5 Altre variazioni D. Rimanenze finali 1 103

104 Sezione 12 Attività fiscali e passività fiscali 12.2 Composizione della voce 70 Passività fiscali: correnti e differite 31/12/13 Correnti Fondo imposte IRAP Debiti per bollo virtuale Debito IVA Varie Totale Differite Contratti derivati Immobilizzazioni Trattamento fine rapporto Totale PASSIVO Sezione 1 Debiti Voce Debiti Totale 31/12/2013 Totale 31/12/2012 Voci verso enti verso verso enti verso banche verso banche finanziari clientela finanziari 1. Finanziamenti Pronti contro termine 1.2 Altri finanziamenti 2. Altri debiti Totale Fair value - Livello 1 Fair value - Livello Fair value - Livello Totale Fair value verso clientela A copertura della liquidità assorbita dai crediti verso la clientela, è stato sottoscritto un finanziamento con MPS Ireland che avrà scadenza a giugno Tale finanziamento ammontante a 400 mln è stato nettato dalla liquidità generata/assorbita nel corso dell esercizio appena trascorso. Sezione 9 Altre passività Voce Composizione della voce 90 Altre passività 31/12/13 31/12/12 Debiti verso Capogruppo per imposte consolidato fiscale Altri debiti Totale

105 Sezione 10 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce Trattamento di fine rapporto del personale : variazioni annue Totale 31/12/2013 Totale 31/12/2012 A. Esistenze iniziali B. Aumenti B.1 Accantonamento dell'esercizio B.2 Altre variazioni in aumento 15 C. Diminuzioni C.1 Liquidazioni effettuate 1 C.2 Altre variazioni in diminuzione D. Esistenze finali Trattamento di fine rapporto del personale : altre informazioni TFR attualizzato 31/12/ Current Service Cost (1) Interest Cost (2) 1 Prestazioni pagate nel periodo - 1 Utili / Perdite Attuariali (3) 15 TFR attualizzato IAS 19 31/12/ (1) Quota del valore attuale medio corrispondente ad un periodo di servizio maturato pari al tempo trascorso dall inizio dell anno. (2) Interesse maturato dall inizio dell anno sulla passività precedente (3)Utili o perdite di natura tecnica dovuti a variazioni delle ipotesi attuariali e/o allo scostamento dell esperienza osservata rispetto alle basi tecniche adottate. Sezione 11 Fondi per rischi ed oneri - Voce Composizione della voce 110 Fondi per rischi ed oneri Voci 31/12/13 31/12/12 Altri fondi 28 - Totale Variazioni nell'esercizio della voce 110 Fondi per rischi e oneri Voci 31/12/13 31/12/12 1. Esistenze iniziali Aumenti Accantonamento dell'esercizio Altre variazioni in aumento 3. Diminuzioni Utilizzo nell'esercizio Altre variazioni in diminuzione - 4. Rimanenze finali

106 PARTE C INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO Sezione 1 Interessi Voce 10 e Composizione della voce 10 Interessi attivi e proventi assimilati Voci / Forme tecniche Titoli di debito Finanziamenti Altre operazioni 31/12/13 31/12/12 1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione 2 Attività finanziarie valutate al fair value 3 Attività finanziarie disponibili per la vendita 4 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 5 Crediti Crediti verso banche 5.2 Crediti verso enti finanziari 5.3 Crediti verso clientela Altre attività 7 Derivati di copertura Totale Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni Totale Voci/Passività Sofferenza Incagliato Scaduto Bonis 31/12/13 - Carte di credito Altri crediti - Totale Composizione della voce 20 Interessi passivi e oneri assimilati Voci / Forme tecniche Finanziamenti Titoli Altro 31/12/13 31/12/12 1. Debiti verso banche - 2. Debiti verso enti finanziari Debiti verso clientela 4. Titoli in circolazione 5. Passività finanziarie di negoziazione 6. Passività finanziarie valutate al fair value 7. Altre passività 8. Derivati di copertura Totale Gli interessi passivi sono stati calcolati in maniera puntuale sul finanziamento destinato alla copertura del rischio di liquidità. 106

107 Sezione 2 Commissioni Voce 30 e Composizione della voce 30 Commissioni attive Dettaglio 31/12/13 31/12/12 1. operazioni di leasing finanziario 2. operazioni di factoring 3. credito al consumo 4. attività di merchant banking 5. garanzie rilasciate 6. servizi di: - gestione fondi per conto terzi - intermediazione in cambi - distribuzione prodotti altri 7. servizi di incasso e pagamento 8. servicing in operazioni di cartolarizzazione 9. altre commissioni Totale Composizione della voce 40 Commissioni passive Dettaglio/Settori 31/12/13 31/12/12 1) Garanzie ricevute 2) Distribuzione di servizi da terzi 3) Servizi di incasso e pagamento ) Commissioni su carte di credito ) Commissioni su prestiti personali Totale Sezione 7 Utile (Perdita) da cessione o riacquisto Voce Composizione della voce 90 Utile (perdita) da cessione o riacquisto 31/12/13 31/12/12 Voci/Componenti reddituali Risultato Utile Perdita netto Utile Perdita 1. Attività finanziarie 1.1 Crediti Attività disponibili per la vendita 1.3 Attività detenute sino a scadenza Totale (1) Passività finanziarie 2.1 Debiti 2.2 Titoli in circolazione Totale (2) Totale (1+2) Risultato netto 107

108 Sezione 8 Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento Voce Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti Voci/Rettifiche Rettifiche di valore specifiche di portafoglio specifiche Riprese di valore di portafoglio 31/12/13 31/12/12 1. Crediti verso banche - per leasing - per factoring - Altri crediti 2. Crediti verso enti finanziari Crediti deteriorati acquistati - per leasing - per factoring - Altri crediti Altri crediti - per leasing - per factoring - Altri crediti 3. Crediti verso clientela Crediti deteriorati acquistati - per leasing - per factoring - per credito al consumo - Altri crediti Altri crediti - per leasing - per factoring - per credito al consumo - Altri crediti Totale Sezione 9 Spese amministrative Voce Composizione della voce 110.a Spese per il personale Voci/Settori 31/12/13 31/12/12 1. Personale dipendente a) salari e stipendi b) oneri sociali c) indennità di fine rapporto d) spese previdenziali e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili: - a contribuzione definita - a benefici definiti g) versamento ai fondi di previdenza complementare esterni: - a contribuzione definita a benefici definiti h) altre spese ) Altro personale in attività ) Amministratori e Sindaci ) Personale collocato a riposo 5) Recuperi di spesa per dipendenti distaccati presso altre aziende 6) Rimborsi di spesa per dipendenti distaccati presso la società Totale

109 9.1 Composizione della voce 110.b Altre Spese Amministrative Voci/Valori 31/12/13 31/12/12 Imposte di bollo Spese per recupero crediti Spese postali Elaborazione presso terzi Stampati e cancelleria Spese servizi aziende gruppo Altre spese amministrative Informazioni e visure Canoni e noleggi vari Pubblicità Affitto immobili Spese telegrafiche, telefoniche e telex Rimborso spese auto e viaggio a dipendenti Compensi a professionisti esterni Manutenzioni mobili ed immobili Luce, riscaldamento e acqua Quote associative Pulizia locali 5 7 Assicurazioni 3 1 Imposte indirette e tasse 2 1 Abbonamenti e acquisti pubblicazioni 1 2 Spese di Rappresentanza ed omaggi 1 18 Trasporti 1 2 Totale Sezione 13 Accantonamenti netti ai fondi Altri rischi ed oneri Voce Composizione della voce 150 Accantonamenti netti ai fondi Altri rischi ed oneri Voce 150 Voci/Valori 31/12/13 31/12/12 Fondo per rischi e oneri 28 - Totale 28 - Sezione 14 Altri proventi ed oneri di gestione Voce Composizione della voce 160 Altri proventi ed oneri di gestione Voci/Valori 31/12/13 31/12/12 A. Altri proventi di gestione Recuperi di imposte Recupero spese di incasso Sopravvenienze attive non riconduc. a voce propria Servizio attività stragiudiziale Banche Gruppo 28 Altri B. Altri oneri di gestione Sopravvenienze passive non riconduc. a voce propria Altre C. Totale A + B

110 PARTE D ALTRE INFORMAZIONI Sezione 1 Riferimenti specifici sull operatività svolta A. FINANZIAMENTI EROGATI IN RELAZIONE ALLA PRESTAZIONE DI SERVIZI DI PAGAMENTO A.1 Composizione per forma tecnica Valore lordo 31/12/12 31/12/12 Rettifiche di valore Rettifiche di valore Specifiche di portafoglio Valore netto Valore lordo Specifiche di portafoglio Valore netto 1. Attività in bonis Attività deteriorate - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate scadute Totale A.2 Dinamica delle rettifiche di valore Voce Rettifiche di valore iniziali Variazioni in aumento Variazioni in diminuzione Rettifiche di valore finali Rettifiche di valore Perdite da cessione Trasferime nti da altro status Specifiche su attività deteriorate - sofferenze incagli esposizioni ristrutturate - - esposizioni scadute Di portafoglio su altre attività Totale Altre variazioni positive Riprese di valore Utili da cessione Trasferime nti ad altro status cancellazio ni Altre variazioni negative B. SERVIZI DI PAGAMENTO ED EMISSIONE DI MONETA ELETTRONICA B.8 Volumi operativi, numero e ricavi delle operazioni di pagamento Tipologia operatività Totale 31/12/2013 Totale 31/12/2012 Importo operazioni Numero operazioni Commissioni percepite Recuperi spesa Importo operazioni Numero operazioni Commission i percepite Recuperi spesa - Carte di credito Carte di debito - Bonifici disposti dalla clientela ricevuti dalla clientela - Operazioni di Money Transfer in entrata in uscita - Addebiti sui conti di pagamento della clientela - Accrediti sui conti di pagamento della clientela - Incassi mediante avviso presentati (MAV) 110

111 B.9 Utilizzi fraudolenti Tipologia operatività Importo operazioni Numero operazioni Oneri per l'intermediari o Rimborsi assicurativi Importo operazioni Numero operazioni Oneri per l'intermedia rio - Carte di credito Carte di debito - Moneta elettronica Totale 31/12/2013 Totale 31/12/2012 Rimborsi assicurativi B.10 Carte di credito revocate per insolvenza Tipologia di rischio Totale 31/12/2013 Totale 31/12/2012 Importo Numero carte Importo Numero carte - con rischio a carico dell'intermediario con rischio a carico di terzi Sezione 2 Informazioni sui rischi 2.1 Rischio di credito Per quanto riguarda i rischi relativi all Istituto di Pagamento ibrido finanziario si rimanda a quanto riportato nella sezione 3.1 Rischio di credito della società gemmante. 2.2 Rischio operativo Per quanto riguarda i rischi relativi all Istituto di Pagamento ibrido finanziario si rimanda a quanto riportato nella sezione 3.3 Rischi operativi della società gemmante. 2.3 Altri rischi Per quanto riguarda gli altri rischi relativi all Istituto di Pagamento ibrido finanziario si rimanda a quanto riportato nella sezione 3.2 Rischi di mercato della società gemmante. 111

112 Sezione 4 Prospetto analitico della redditività complessiva Voci Importo Lordo Imposta sul reddito Importo Netto 10. Utile ( Perdita) d'esercizio Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico 20. Attività materiali 30. Attività immateriali 40. Piani a benefici definiti 50. Attività non correnti in via di dismissione 60. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico Copertura di investimenti esteri: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 80. Differenze di cambio: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 90. Copertura dei flussi finanziari: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 100. Attività finanziarie disponibili per la vendita: a) variazioni di valore b) rigiro a conto economico - rettifiche da deterioramento - utili/perdite da realizzo c) altre variazioni 110. Attività non correnti in via di dismissione: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico c) altre variazioni 120. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto: a) variazioni di fair value b) rigiro a conto economico - rettifiche da deterioramento - utili/perdite da realizzo c) altre variazioni 130. Totale altre componenti reddituali Redditività complessiva (Voce ) Sezione 5 Operazioni con parti correlate 6.3 Informazioni sulle transazioni con parti correlate La società è soggetta all attività di direzione, coordinamento e controllo di Banca Monte dei Paschi di Siena. Per i rapporti con le Società del Gruppo si rimanda a quanto riportato nel paragrafo 6.3 Informazioni sulle transazioni con parti correlate della Società gemmante. 112

113 FIRMA DEL DIRETTORE GENERALE ANDREA POLETTO 113

STATO PATRIMONIALE ATTIVO

STATO PATRIMONIALE ATTIVO STATO PATRIMONIALE ATTIVO Voci dell'attivo dicembre 2015 dicembre 2014 Scostamento annuo assoluto percentuale 10 Cassa e disponibilità liquide 1.130.267 957.952 172.315 17,99% 20 Attività finanziarie detenute

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