I.S.I.S. FRANCESCO DE SANCTIS
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- Teresa Greco
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1 I.S.I.S. FRANCESCO DE SANCTIS Protocollo di inclusione per alunni con Bisogni Educativi Speciali ANNO SCOLASTICO 2015/16 Destinatari Sono destinatari dell intervento a favore dell inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali comprendenti: -disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77); -disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003); -alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale. (D.M. del e C.M. n. 8/2013)
2 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 PREMESSA Accogliere gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (alunni con disabilità, alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento e alunni con disturbi e svantaggi di diversa natura), significa fare in modo che essi siano parte integrante del contesto scolastico, assieme agli altri alunni, alla pari degli altri alunni, senza discriminazione alcuna; significa assicurare a tutti il diritto allo studio e al successo scolastico. In tale prospettiva, è necessario da parte della scuola non solo un impegno forte di conoscenza e di valorizzazione della realtà personale, umana, sociale e familiare degli alunni con Bisogni Educativi Speciali ma anche e soprattutto un impegno di promozione della loro formazione attraverso la realizzazione di un organizzazione educativa e didattica personalizzata, sia negli obiettivi sia nei percorsi formativi che nelle strategie didattiche. È necessario che la scuola ri-conosca le reali capacità cognitive del singolo alunno, i suoi punti di forza, le sue potenzialità e su essi progetti cammini di lavoro: il Piano Educativo Individualizzato, Progetto di vita per gli alunni con disabilità e il Piano Didattico Personalizzato per gli alunni con DSA e con altri disturbi e svantaggi. È importante che gli alunni avvertano questo riconoscimento e si sentano aiutati nel loro impegno di autorealizzazione personale. Nello sviluppo di ciascuna singola storia educativa e personale, le difficoltà connesse alle diverse disabilità e ai DSA si ripercuotono principalmente sull apprendimento e sullo sviluppo delle competenze. Quando ciò non è adeguatamente riconosciuto, considerato e trattato in ambito scolastico, causa anche ricadute sugli aspetti emotivi, di costruzione dell identità, della stima di sé, delle relazioni con i pari. L integrazione degli alunni con disabilità, con DSA o con svantaggio può essere realizzata solo in una scuola che ri-conosca effettivamente i Bisogni Educativi Speciali. IL PROTOCOLLO DI INCLUSIONE È un documento deliberato dal Collegio dei Docenti e annesso al POF dell Istituto; contiene principi, criteri ed indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per un inserimento ottimale degli alunni con Bisogni Educativi Speciali; definisce i compiti ed i ruoli delle figure coinvolte all interno e all esterno dell istruzione scolastica; traccia le diverse fasi dell accoglienza; indica le attività di facilitazione e quali provvedimenti dispensativi e compensativi adottare nei confronti degli alunni con BES. Il Protocollo di Inclusione delinea inoltre prassi condivise di carattere: amministrative e burocratiche (acquisizione della documentazione necessaria e verifica della completezza del fascicolo personale degli alunni); comunicative e relazionali (prima conoscenza dell alunno e accoglienza all interno della nuova scuola); educative didattiche (assegnazione alla classe, accoglienza, coinvolgimento dell equipe pedagogica e didattica); sociali (rapporti e collaborazione della scuola con la famiglia e il territorio). Esso costituisce un vero e proprio strumento di lavoro e pertanto viene integrato e rivisitato periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate. L adozione del Protocollo di Inclusione consente di attuare in modo operativo le indicazioni normative per gli alunni con disabilità contenute nella Legge Quadro n.104/92 e successivi decreti applicativi; nella Legge Quadro 170/2010 relativa agli alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA); nella Direttiva Ministeriale del avente ad oggetto Strumenti d intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l inclusione scolastica e nella Circolare n. 8/2013, con la quale il Miur ha fornito indicazioni operative per la realizzazione di quanto previsto dalla citata D.M. 1
3 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 FINALITÀ Questo documento, denominato Protocollo di Inclusione, è una guida dettagliata di informazione riguardante l accoglienza e l inserimento ottimale degli alunni che presentano Bisogni Educativi Speciali (BES) all interno del nostro Istituto. Contiene principi, criteri e indicazioni riguardanti le procedure e le pratiche per un inserimento ottimale degli alunni secondo quanto prescritto dalla D. M. del e dalla Circolare n. 8/2013. Bisogni Educativi Speciali sono espressi da quegli alunni che, con continuità o per determinati periodi, per motivi fisici e/o biologici e/o fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, necessitano da parte della scuola di una risposta personalizzata (ovvero adeguata ai bisogni espressi). Richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla Legge 53/2003, quindi, la scuola riconosce a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell apprendimento. Le tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi (come ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali), ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Sotto la voce BES sono comprese quattro grandi sotto-categorie: 1. quella della disabilità, per la quale si fa specifico riferimento alla certificazione ai sensi della Legge 104/92 e alla Legge 517/77, dando diritto alle misure previste dalla stessa legge quadro e, tra queste, all insegnante per il sostegno; 2. quella dello Svantaggio socio-economico, linguistico e culturale; 3. quella dei Disturbi Evolutivi Specifici - Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) (Legge 170/2010, Legge 53/2003) 4. quella del Disturbo di attenzione e iperattività, A.D.H.D. (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) e del Funzionamento Intellettivo Limite (FIL). Il presente Protocollo d inclusione pertanto: è rivolto agli alunni delle categorie sopra descritte, definisce i compiti ed i ruoli delle figure operanti all interno dell istituzione scolastica, traccia le linee delle possibili fasi di accoglienza e delle attività di facilitazione per l apprendimento, costituisce uno strumento di lavoro e pertanto viene integrato e rivisto periodicamente, sulla base delle esperienze realizzate, si propone di: definire pratiche condivise da tutto il personale all interno del nostro Istituto; facilitare l ingresso a scuola degli studenti e sostenerli nella fase di adattamento al nuovo ambiente; favorire l accoglienza e l integrazione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali attraverso percorsi comuni, individualizzati o personalizzati che fanno coesistere socializzazione ed apprendimento; elaborare tre aspetti determinanti del processo di formazione: accoglienza, integrazione, orientamento; informare adeguatamente il personale coinvolto; favorire la diagnosi precoce e i percorsi didattici riabilitativi; promuovere qualsiasi iniziativa di comunicazione e di collaborazione tra scuola, famiglia ed Enti (Comune, ASL, Provincia, cooperative, Enti di formazione, centri autorizzati); 2
4 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari, durante il percorso di istruzione e di formazione; adottare forme di verifica e valutazione adeguate alle necessità formative degli studenti; accompagnare adeguatamente gli studenti con Bisogni Educativi Speciali nel percorso scolastico. Nella contestualizzazione specifica di ogni piano individualizzato o personalizzato, andranno inseriti gli obiettivi specifici che i team, le sezioni e i consigli di classe definiscono nei singoli P.E.I. o nei singoli P.D.P. METODOLOGIA Per raggiungere le finalità individuate, il Protocollo di inclusione è strutturato in diversi percorsi. Saranno curati i rapporti con specialisti e istituzioni locali sia per la realizzazione di eventuali Progetti integrati, sia per la stesura congiunta del Profilo Dinamico Funzionale e del Piano Educativo Individualizzato relativo agli alunni con disabilità o del Piano Didattico Personalizzato relativo agli alunni con DSA o BES, sia per particolari situazioni problematiche che eventualmente si potranno creare. Si cercherà di agganciare il più possibile il lavoro dell alunno a quello del gruppo classe ed accanto al necessario intervento individualizzato o personalizzato, saranno privilegiate comunque le attività a piccoli gruppi e/o laboratoriali senza mai perdere di vista le finalità dell integrazione. Saranno previsti incontri di continuità con i diversi ordini di scuola con particolare attenzione alla realizzazione di attività idonee agli alunni con Bisogni Educativi Speciali. Per gli alunni con disabilità, gli insegnanti di sostegno si riuniranno coordinati da un insegnante referente o Funzione strumentale al fine di analizzare, confrontare ed elaborare le strategie di intervento più idonee al raggiungimento degli obiettivi programmati nei diversi Piani Educativi Individualizzati. Per gli alunni con DSA o con BES, gli insegnanti curriculari si riuniranno, coordinati da un insegnante referente al fine di analizzare, confrontare ed elaborare le strategie di intervento più idonee al raggiungimento degli obiettivi programmati nei diversi Piani Educativi Personalizzati. Per gli alunni con disabilità sarà effettuato il rilevamento delle difficoltà oggettive nei campi dell apprendimento che l alunno manifesta e compilato il Percorso educativo individualizzato. Per gli alunni con DSA ai docenti curriculari saranno forniti: adeguate informazioni sui Disturbi Specifici di Apprendimento e/o la patologia specifica; riferimenti per reperire materiale didattico formativo adeguato; informazioni sulle tecnologie informatiche compensative; criteri sulla compilazione del Piano Didattico Personalizzato. L Istituto sceglie come criterio preferenziale, nell adozione dei libri di testo, edizioni di libri con disponibilità di Cd Rom e/o DVD per studenti con DSA. 3
5 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 RIFERIMENTI NORMATIVI L adozione del Protocollo di Inclusione consente di attuare in modo operativo quanto stabilito dalle norme in materia di DSA, ora estese alle categorie dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale, dei Disturbi Evolutivi Specifici e del Funzionamento intellettivo limite (FIL). Oltre alla Direttiva Ministeriale del altri riferimenti normativi sono: - DPR 275/99 Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche - Nota MIUR 4099/A4 del Iniziative relative alla dislessia - Nota MIUR 26/A4 del Iniziative relative alla dislessia - Nota MIUR prot OM n. 26 del Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2006/ CM , prot Nota MPI 4674 del 10 maggio 2007 Disturbi di apprendimento Indicazioni operative - C.M. n. 50 maggio 2009 Anno scolastico 2008/ Nota MIUR n del 28 maggio 2009 Esami di Stato per gli studenti affetti da disturbi specifici di apprendimento. - Legge 169/2008 conversione DL 137/08 Art. 3 co. 5 sulla valutazione dei DSA - Art. 10 DPR 122 giugno 2009 Regolamento sulla Valutazione - Legge n. 170 del Nuove norme in materia di DSA in ambito scolastico - Decreto MIUR 5669 del e Allegato Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento - Presidenza del Consiglio dei Ministri CSR P del Accordo Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano su Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA) - Direttiva Ministeriale del Strumenti d intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l inclusione scolastica - Circolare n. 8/2013, con la quale il Miur ha fornito indicazioni operative per la realizzazione di quanto previsto dalla D.M. del : a) garantire il diritto all istruzione e i necessari supporti agli alunni con BES; b) favorire il successo scolastico e prevenire blocchi nell apprendimento degli alunni con BES, agevolandone la piena integrazione sociale e culturale; c) ridurre i disagi formativi ed emozionali per i soggetti con BES; d) assicurare una formazione e lo sviluppo delle potenzialità degli alunni con BES; e) adottare forme di verifica e valutazione adeguate alla necessità degli alunni con BES; f) sensibilizzare e preparare gli insegnanti e i genitori alle problematiche relative legate ai BES; g) assicurare adeguate possibilità di abilitazione per i soggetti con BES; h) incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi durante tutto l arco dell istruzione scolastica. In sintesi il D.M. del e la C.M. attuativa dell formalizzano la necessità di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali le misure previste dalla Legge 170 per alunni e studenti con disturbi specifici di apprendimento. 4
6 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 L ISTITUZIONE SCOLASTICA Le istituzioni scolastiche operano tenendo conto delle indicazioni contenute nella Legge Quadro n 104/92 e successivi Decreti applicativi, nelle Linee guida per l'integrazione degli alunni con disabilità pubblicate nell agosto 2009, nelle linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento allegate al decreto del MIUR n del 12 luglio 2011 e degli alunni con bisogni educativi speciali (C. M. n. 8 del 6 marzo 2013) compatibilmente con le risorse umane, finanziarie e materiali assegnate ad ogni istituzione scolastica; impegnandosi a predisporre interventi finalizzati al successo degli alunni con disabilità, DSA e altri BES che prevedano percorsi individualizzati e personalizzati e/o l utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative. Le risorse che l ISIS De Sanctis mette a disposizione sono strumentali e umane. RISORSE STRUMENTALI Nell arco degli anni la scuola si è dotata di attrezzature e ausili informatici specifici che possano rispondere in modo adeguato ai bisogni speciali dei nostri alunni con bisogni educativi speciali come la lavagna interattiva multimediale, una postazione con ingranditore, audiobook, tastiera facilitata, dattilobraille, sintesi vocale. RISORSE UMANE 1. Dirigente Scolastico 2. GLI (Gruppo di Lavoro per l Inclusione) 3. GLH di istituto 4. GLH Operativo per gli alunni disabili 5. Referente DSA 6. Coordinatore gruppo stranieri e Commissione accoglienza 7. Docenti per le attività di sostegno 8. Funzioni strumentali d istituto 9. Coordinatori e Consiglio di Classe 10. Docenti 11. Collegio dei Docenti 12. Personale ATA, Assistenti all autonomia e alla comunicazione 1) IL DIRIGENTE SCOLASTICO Il Dirigente scolastico, nella logica dell autonomia riconosciuta alle istituzioni scolastiche, è il garante delle opportunità formative offerte e dei servizi erogati ed è colui che attiva ogni possibile iniziativa affinché il diritto allo studio di tutti e di ciascuno si realizzi. Tale azione si concretizza anche mediante la promozione e la cura di una serie di iniziative da attuarsi di concerto con le varie componenti scolastiche, atte a favorire il coordinamento dei vari interventi rispetto alle norme di riferimento. In particolare, il Dirigente: norme di riferimento; i apprendimento, favoriscano la partecipazione alle attività scolastiche, collaborino alla stesura del P.E.I. ed elaborino il PDP; esso di inclusione; del soggetto da parte della scuola successiva; 5
7 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 architettoniche e/o senso-percettive; specifiche diffuse; nata dalla famiglia, la acquisisce al protocollo, la condivide con il gruppo docente e la inserisce nel fascicolo personale dell alunno; nserendo il PDP / PEI; scuole, servizi socio-sanitari, ecc.) ed aggiorna gli organi competenti del Territorio sul numero di alunni con BES nell Istituto. 2) GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE (GLI) L Istituto De Sanctis istituisce il Gruppo di Lavoro per l Inclusione (GLI) al fine di realizzare appieno il diritto all apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà, come stabilito dalla D.M. 27 dicembre 2012 e dalla Legge 53/2003. Compiti e funzioni del GLI: 1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione 2. Raccolta e documentazione degli interventi educativo-didattici 3. Consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie e metodologie di gestione delle classi 4. Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai G.L.H. operativi 5. Elaborazione di un Piano Annuale per l Inclusione 6. Interfaccia con CTS e servizi sociali e sanitari territoriali per attività di formazione, tutoraggio ecc. Composizione del gruppo È presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato; è costituto dal gruppo di sostegno, dal coordinatore del progetto di accoglienza e dal referente L2, dalle figure strumentali, da una rappresentanza dei docenti coordinatori. 3) GLH D ISTITUTO Composizione: Dirigente scolastico, referente dei docenti di sostegno, docenti per le attività di sostegno, referente Asl, genitori degli studenti disabili, referente personale Ata, referente Enti locali, operatori specialistici. Si riunisce due volte all anno e/o ogni volta venga ritenuto necessario. Compiti: -Analizza la situazione complessiva dell Istituto con riferimento alle strutture, alle risorse umane e materiali, agli alunni in situazioni di disabilità. -Cura i rapporti con le Asl e con le associazioni delle persone disabili. -Formula proposte di tipo organizzativo e progettuale per il miglioramento dell integrazione degli alunni disabili nell istituto. -Propone le spese per l acquisto di materiali ed attrezzature per le varie attività didattiche previste per ciascun P.E.I. 4) G.L.H. OPERATIVO PER GLI ALUNNI DISABILI Per ogni alunno diversamente abile viene attivato, presso la scuola, il G.L.H. Operativo che vede la partecipazione dei docenti della classe in cui è inserito l alunno, degli operatori socio-sanitari della A.S.L. che lo seguono e dei genitori. È coordinato dal Dirigente Scolastico o suo delegato e convocato dallo stesso anche su richiesta della famiglia e/o degli specialisti. Si riunisce almeno due volte nell anno scolastico (all inizio e alla fine). 6
8 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 Il G.L.H. operativo ha il compito di predisporre il P.E.I. e di verificarne l attuazione e l efficacia nell intervento scolastico. Possono essere convocati anche operatori di contesti extrascolastici che lavorano con l alunno, al fine di creare raccordo e organicità tra i diversi interventi. Nell ottica della continuità, alla fine di ciascun ciclo scolastico, sono previsti G.L.H. di passaggio alla sola presenza dei docenti degli ordini di scuola interessati 5) REFERENTE DSA Il Referente è una figura di servizio all interno della Scuola con competenze specifiche in materia di DSA (Disturbi Specifici dell Apprendimento), dal punto di vista psicologico, didattico e legislativo. Per questo motivo deve avere conoscenze di base nei seguenti ambiti: 1. Psicologia dell apprendimento; 2. Psicologia dei processi cognitivi; 3. Metodologia didattica; 4. Teoria e tecniche dei test; 5. Psicologia dello sviluppo; 6. Tecniche di potenziamento delle abilità di lettura, scrittura e calcolo; 7. Aspetti legislativi, nazionali e regionali. Ciò concorre al perseguimento delle seguenti finalità: Conoscere modalità (prove, indici) per individuare tempestivamente situazioni problematiche; Saper leggere una diagnosi specialistica e una lettera di restituzione; Conoscere i principali strumenti compensativi, curarne la gestione e le opportune strategie compensativodispensative; Sapere stilare un Piano Didattico Personalizzato (PDP); Fornire informazioni utili ai C.d.C. sulla tempistica di produzione e monitorarne l applicazione; Riconoscere i bisogni formativi dei colleghi e attivare le risorse a tale scopo; Aggiornamento continuo in materia di legislazione vigente e aspetti normativi, nazionali e regionali; Familiarità con la realtà clinica del territorio e sapere gestire i rapporti con questa. Il Referente tuttavia non NON DEVE fare diagnosi o riabilitazioni. Le funzioni del referente sono, in sintesi, riferibili all ambito della sensibilizzazione ed approfondimento delle tematiche, nonché del supporto ai colleghi direttamente coinvolti nell applicazione didattica delle proposte. La nomina del referente di Istituto per la problematica connessa ai Disturbi Specifici di Apprendimento non costituisce un formale obbligo istituzionale ma è demandata alla autonomia progettuale delle singole scuole. Esse operano scelte mirate anche in ragione dei bisogni emergenti nel proprio concreto contesto operativo, nella prospettiva di garantire a ciascun alunno le migliori condizioni possibili, in termini didattici ed organizzativi, per il pieno successo formativo. Laddove se ne ravvisi l utilità, per la migliore funzionalità ed efficacia dell azione formativa, la nomina potrà essere anche formalizzata, così come avviene per numerose altre figure di sistema (funzioni strumentali) di supporto alla progettualità scolastica. 6) COORDINATORE GRUPPO STRANIERI E COMMISSIONE ACCOGLIENZA 1 Il coordinatore del gruppo alunni stranieri collabora con il GLI in particolate per: stabilire procedure mirate per l accoglienza; deliberare interventi specifici per favorire la conoscenza della lingua italiana; organizzare momenti socializzanti per conoscere e valorizzare le diverse culture. Per realizzare una situazione di reale accoglienza tiene conto: delle difficoltà psicologiche derivate dall inserimento in un ambiente nuovo e per molti aspetti estraneo, della difficoltà di comprensione derivante dalla conoscenza approssimativa o nulla della lingua italiana (da apprendere come lingua per comunicare e per studiare); 1 Vedi allegato n. 4: Protocollo di inclusione alunni stranieri 7
9 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 dell esigenza di controllare un sistema di rapporti tra coetanei e adulti che può essere urbato, anche inconsapevolmente, da pregiudizi o diffidenze; di un contesto familiare che vive i problemi non facili dell integrazione sociale in termini di lavoro, alloggio, relazioni; di usi, convenzioni, credenze che non si conoscono ma che influenzano profondamente abitudini di vita e comportamenti. 7) DOCENTI PER LE ATTIVITÀ DI SOSTEGNO I docenti per le attività di sostegno svolgono una funzione di mediazione fra tute le componenti coinvolte nel processo di integrazione dell alunno disabile, la famiglia, gli insegnanti curricolari, le figure specialistiche delle strutture pubbliche. All inizio dell anno scolastico, in base alle esigenze emerse dopo un congruo periodo di osservazione, stabiliscono, in accordo con il Dirigente scolastico, un orario didattico temporaneo. A tal fine, si individuano insieme al C.d.C., le discipline in cui intervenire. Ogni docente specializzato cura i rapporti con i genitori e con la Asl di riferimento; redige congiuntamente con i referenti del Servizio sanitario nazionale, con i genitori e il Consiglio di classe il PEI ed il PDF; partecipa ai G.L.H.O., ai G.L.H. d Istituto e alle riunioni del gruppo di lavoro per l inclusione; tiene un registro per le attività di sostegno; alla fine dell anno scolastico riferisce il suo operato in una relazione. 8) FUNZIONI STRUMENTALI D ISTITUTO Le Funzioni Strumentali sono incarichi che, con l'approvazione del Collegio Docenti, il Dirigente scolastico affida a docenti che ne hanno fatto domanda e che, secondo il loro curriculo, possiedono particolari competenze e capacità nelle aree di intervento individuate per favorire a livello progettuale ed organizzativo l attuazione di quanto indicato nel piano dell offerta formativa. Sono state individuate per l'a.s. in corso le seguenti funzioni strumentali: 1) FUNZIONE STRUMENTALE al P.O.F. - AREA delle funzioni di supporto al sistema: Progettazione, prevenzione e riduzione della dispersione scolastica; monitoraggio, valutazione, miglioramento, autovalutazione-autoanalisi; 2) AREA delle funzioni di supporto al sistema: SEZIONE DOCENTI: Organizzazione; Programmazione e Formazione; Procedure telematiche; Tecnologie Didattiche per la didattica in apprendimento digitale e la formazione a distanza; 3) AREA delle funzioni di supporto al sistema: SEZIONE ALUNNI: Svantaggio; Minoranze; Ampliamento e miglioramento O.F.; Eccellenze; Integrazione; Sostegno 4) AREA delle funzioni di supporto al sistema: RELAZIONI ESTERNE: Ampliamento; Miglioramento O. F.; Eccellenze 9) COORDINATORI E CONSIGLIO DI CLASSE Il Consiglio di classe ha il compito di indicare in quali casi sia opportuna e necessaria l adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, e sulla base della eventuale documentazione clinica e/o certificazione fornita dalla famiglia. 2. Coordinamento con il GlI 3. Comunicazione con la famiglia ed eventuali esperti 4. Predisposizione del PDP Il Consiglio di classe valuta la necessità di un PdP per l alunno. Se richiesto dalla famiglia o ritenuto necessario dal Consiglio di Classe, anche in assenza di esplicita richiesta, predispone il PDP su apposito modello previsto dall istituto e disponibile sul sito nell area modulistica. 8
10 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dal Consiglio di classe, dal Dirigente Scolastico, dai genitori, dall alunno e dagli specialisti se presenti Il PDP deve essere sottoscritto sia in caso di accettazione sia in caso di rifiuto. In caso di accettazione Il PDP diviene operativo. L originale viene depositato in segreteria didattica e conservato nel fascicolo dell alunno. In caso di rifiuto Il PDP non diviene operativo. L originale viene depositato in segreteria didattica e conservato nel fascicolo dell alunno. Nel primo consiglio di classe utile si verbalizza che nonostante la mancata accettazione da parte della famiglia il ccl si riserva di riformularlo e di riproporne l uso in caso di necessità. 10) DOCENTI La presenza all interno dell Istituto scolastico del G.L.I., non deve sollevare il Collegio dei docenti, il team dei docenti ed i Consigli di classe interessati, dall impegno educativo di condividere le scelte; risulta pertanto indispensabile che sia l intera comunità educante a possedere gli strumenti di conoscenza e competenza, affinché tutti siano corresponsabili del progetto formativo elaborato e realizzato per gli alunni con BES. In particolare, ogni docente, per sé e collegialmente: durante le prime fasi degli apprendimenti scolastici, pone attenzione ai segnali di rischio in un ottica di prevenzione ed ai fini di una segnalazione; mette in atto strategie di recupero per quegli alunni con difficoltà; cura la preparazione dei materiali e di tutto quanto può consentire all alunno individuato come BES, la piena partecipazione allo svolgimento della vita scolastica nella sua classe; prende visione della documentazione riguardo il percorso didattico pregresso/ si confronta con le insegnanti dell ordine di scuola precedente; segnala al G.L.I. la presenza di un alunno con BES; segnala alla famiglia le particolari difficoltà dell alunno, nonostante gli interventi di recupero; propone e concorda con la famiglia, in concerto con il G.L.I., un percorso scolastico personalizzato; elabora un percorso educativo personalizzato che dettaglia, integra e aggiorna nel PDP che risulta il documento ufficiale dell alunno nell anno scolastico; aggiorna il G.L.I. riguardo la verifica in itinere del percorso didattico personalizzato; realizza incontri di continuità con i colleghi dei diversi ordini o gradi di scuola. 11. COLLEGIO DEI DOCENTI -Discute e delibera il piano annuale. -All inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI da perseguire e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale di inclusione. - Al termine dell anno scolastico verifica i risultati ottenuti. 9
11 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 PROFILO DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI BES Il Bisogno Educativo Speciale (Special Educational Need) è qualsiasi difficoltà evolutiva, in ambito educativo e/o apprenditivo, che si manifesta in un funzionamento (nei vari ambiti della salute secondo il modello ICF dell Organizzazione Mondiale della Sanità) problematico anche per il soggetto in termini di danno, ostacolo, stigma sociale, indipendentemente dall eziologia, e che necessita di educazione speciale individualizzata 2. La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 ricorda che ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. Nella DM si sottolinea quindi come in ogni classe ci siano alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Si va dunque ad indicare una vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell insegnamento, sancito dalla Legge 53/2003, va applicato con particolari accentuazioni in quanto a peculiarità, intensività e durata delle modificazioni. L'area dei BES pertanto include: 1) gli alunni con disabilità (di ordine sensoriale, motoria, psichica) certificati in base alla Legge 104/92; 2) gli alunni certificati in base alla Legge 170/ ; 3) gli alunni che presentano certificazione di: disturbo del linguaggio, disturbo non verbale, ADHD, funzionamento cognitivo limite, della coordinazione motoria, disturbo evolutivo specifico misto, altri disturbi dell'età evolutiva (i disturbi pervasivi dello sviluppo, i disturbi da deficit di attenzione ed iperattività); 4) gli alunni con situazioni di apprendimento al di sotto della norma, non in possesso di alcuna certificazione, per i quali l'istituto ha segnalato in forma scritta alle famiglie la situazione di difficoltà rilevata, cognitiva o comportamentale, consigliando una valutazione presso le strutture ASL 4 ; 5) gli alunni con scarso rendimento scolastico, presi in carico dai Servizi Sociali per situazioni di svantaggio socio-culturale, o per i quali la scuola ha avviato la segnalazione agli stessi Servizi; 6) gli alunni con scarso rendimento scolastico, di recente immigrazione o che presentano difficoltà comunque riconducibili a situazioni di svantaggio linguistico-culturale 5 ; Ogni bisogno educativo speciale va analizzato mettendo a fuoco: 1. il problema (di ordine clinico, linguistico, sociale ecc.) nella sua specificità; 2. la risposta individuale al problema (due alunni possono rispondere in modi differenti allo stesso problema in quanto utilizzano facilitatori e risorse diversi o in modo diverso); 2 Ianes D., Bisogni educativi speciali e inclusione, Trento, Erickson (2005). 3 Rientrano nei BES quegli alunni che possiedono una certificazione di DSA rilasciata da un operatore privato, purché la famiglia documenti ritardi significativi nel rilascio della certificazione da parte dei centri pubblici o accreditati. 4 La segnalazione di situazioni al di sotto della norma per la prosecuzione delle indagini valutative deriva dall'osservazione effettuata nel corso della normale attività didattica. Attraverso l'osservazione pedagogica si raccolgono le informazioni su aspetti cognitivi e comportamentali e si segnalano attraverso una relazione consegnata alla famiglia. 5 Per questi alunni il riconoscimento di alunno con BES potrà avere carattere transitorio. 10
12 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 3. il contesto (la situazione di due alunni con identico problema e stesso modello di risposta individuale può essere molto diversa in contesti diversi in cui sono presenti elementi di mediazione e di facilitazione), Per gli alunni che esprimono BES si interviene con una progettazione educativa e didattica individualizzata (alunni con disabilità) o personalizzata (alunni con DSA, disturbi evolutivi specifici, disagio socio culturale e carenze linguistiche). La rilevazione dei BES deve essere effettuata dal Consiglio di Classe competente, il quale deve indicare in quali casi sia opportuna l'adozione di una personalizzazione della didattica. Ove non sia presente una certificazione clinica, il CdC motiverà a verbale le decisioni assunte sulla base delle considerazioni pedagogiche e didattiche emerse. Per i casi di cui ai punti 2, 3, 4, 5, 6, viene predisposto il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Per i casi di cui al punto 1 viene predisposto il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Il Piano Didattico Personalizzato quindi di può rendere necessario anche per quegli alunni che, non avendo conseguito gli obiettivi minimi stabiliti per la classe di appartenenza, richiedono una speciale attenzione per fattori come CONDIZIONI FISICHE difficili e transitorie (ospedalizzazioni,...); FATTORI CONTESTUALI AMBIENTALI (famiglia problematica, pregiudizi ed ostilità culturali, difficoltà socioeconomiche, ambienti deprivati/devianti, scarsità di servizi, ) segnalati dai Servizi Sociali; FATTORI CONTESTUALI PERSONALI (problemi emozionali, problemi comportamentali, scarsa autostima per scarsa autoefficacia, stili attributivi distorti, scarsa motivazione, difficoltà nell identità e nel progetto di Sé, ) individuati con adeguata documentazione rilasciata da un Ente pubblico o accreditato. 1) ALUNNI CON DISABILITÀ (vedi ALLEGATO n. 1) Per questi alunni bisogna fare riferimento alla legge 104/92 La Documentazione comprende: 1. Il Verbale di Accertamento della situazione di disabilità 2. La Diagnosi Funzionale 3. Il Profilo Dinamico Funzionale 4. Il Piano Educativo Individualizzato 2) ALUNNI CON DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI 6 DSA, ADHD, Disturbo Oppositivo Provocatorio DOP, Borderline cognitivo, Disturbo del Linguaggio DL, Deficit delle abilità non verbali, Deficit della coordinazione motoria (Disprassia), Disturbo della condotta in adolescenza (L. 170/2010 con presenza di certificazione sanitaria o in attesa di approfondimento diagnostico). La Documentazione comprende: 1. Relazione clinica che includa la codifica diagnostica (ICD-10), il percorso di valutazione effettuato, le indicazioni di intervento, i riferimenti relativi alla presa in carico, l indicazione dei test e dei punteggi ottenuti. La diagnosi di DSA, può essere effettuata, dalle UONPIA delle strutture pubbliche e private accreditate (secondo i criteri previsti dalle Linee di Indirizzo regionali e dalla Consensus Conference nazionale per i DSA del 2007) ed è necessaria la presenza di un equipé con competenze specifiche che includa il 6 Per disturbi evolutivi specifici intendiamo, oltre i disturbi specifici dell apprendimento DSA, anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, ricomprendendo -per la comune origine nell età evolutiva- anche quelli dell attenzione e dell iperattività, mentre il funzionamento intellettivo può essere considerato un caso di confine tra la disabilità e il disturbo specifico. Tutte queste differenti problematiche, ricomprese nei disturbi evolutivi specifici, non vengono o possono non venir certificate ai sensi della L. 104/92, non dando conseguentemente diritto alle provvidenze ed alle misure previste dalla stessa legge quadro e, tra queste, all insegnante per il sostegno. 11
13 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 neuropsichiatra infantile, lo psicologo e il terapista del linguaggio. Affinché la certificazione di DSA possa essere considerata valida per i benefici di legge, essa deve evidenziare chiaramente che la diagnosi è avvenuta secondo quanto sopra indicato. 2. Piano Didattico Personalizzato per DSA a) DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (vedi ALLEGATO n. 2) Alunni con DSA, ovvero disturbi funzionali di origine neurobiologica che, pertanto, non possono essere risolti, ma solamente ridotti (compensazione del disturbo). Tra questi si possono distinguere: - la dislessia: disturbo settoriale dell abilità di lettura che consiste nella mancata o erronea traduzione del codice scritto e conseguente incomprensione del testo; - la disortografia: disturbo settoriale delle abilità ortografiche che consiste nel non riuscire a rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto; - la disgrafia: disturbo settoriale della scrittura che consiste nel non riuscire a produrre una grafia decifrabile; - la discalculia: disturbo settoriale del sistema di elaborazione dei numeri e/o del calcolo. Tali disturbi sono spesso accompagnati da: - disnomia: disturbo specifico del linguaggio, che consiste nella difficoltà a richiamare alla memoria la parola corretta quando è necessaria, che può incidere sulle abilità del discorso, della scrittura o di entrambe, ed è presente anche nella comunicazione sociale; - disprassia: disordine funzionale qualitativo nella esecuzione coordinata di azioni volontarie nel tempo e nello spazio in assenza di impedimenti organici o di deficit sensoriali. Si accompagna a lentezza, difficoltà negli automatismi motori rapidi, nell integrazione sensoriale e nella grafo-motricità. La presenza di uno o più disturbi si evince dalla diagnosi redatta dallo specialista. I Codici di riferimento presenti nella diagnosi sono riferiti alla Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati, Decima Revisione (ICD-10), sotto la categoria generale F.81 - DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELLE ABILITÀ SCOLASTICHE - CODICE: F81 definizione: Disturbi in cui le modalità normali di acquisizione delle capacità in questione sono compromesse sin dalle fasi iniziali dello sviluppo. Il danno non è semplicemente una conseguenza di una mancanza delle opportunità di apprendere, non è soltanto il risultato di un ritardo mentale e non è dovuta ad alcuna forma di trauma o malattia cerebrale acquisita 7. La scuola attiverà il Protocollo previsto per alunni con DSA ogniqualvolta entrerà in possesso della suddetta diagnosi. In particolare perseguirà le seguenti finalità: - garantire il diritto all istruzione e i necessari supporti; - favorire il successo scolastico e prevenire blocchi nell apprendimento agevolando la piena integrazione sociale culturale; - ridurre i disagi formativi ed emozionali. b) DISTURBO DELL ATTENZIONE E DELL IPERATTIVITÀ (A.D.H.D.) Alunni con problemi di controllo attentivo e/o dell attività presentano tale disturbo in concomitanza con uno o più disturbi dell età evolutiva: disturbo oppositivo provocatorio; disturbo della condotta in adolescenza; disturbi specifici dell'apprendimento; disturbi d'ansia; disturbi dell'umore, etc. Nell ICD10 8 l ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) 9 è definito come Disturbo dell'attività e dell'attenzione - codice: F90.0 definizione - Gruppo di disturbi 7 reteclassificazioni.it 8 Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati, Decima Revisione. 9 Corrispondente all acronimo che si usava per l Italiano di D.D.A.I. Deficit da disturbo dell attenzione e dell iperattività. 12
14 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 caratterizzato da un esordio precoce (di solito nei primi cinque anni di vita), una mancanza di perseveranza nelle attività che richiedono un impegno cognitivo ed una tendenza a passare da un'attività all'altra senza completarne alcuna, insieme ad una attività disorganizzata, mal regolata ed eccessiva. Possono associarsi diverse altre anomalie. I soggetti ipercinetici cono spesso imprudenti e impulsivi, inclini agli incidenti e vanno incontro a problemi disciplinari per infrazioni dovute a mancanza di riflessioni piuttosto che a deliberata disobbedienza. I loro rapporto con gli adulti sono spesso socialmente disinibiti, con assenza della normale cautela e riservatezza. Essi sono impopolari presso gli altri e possono tendere ad isolarsi. E' comune una compromissione cognitiva, e ritardi specifici dello sviluppo motorio e del linguaggio sono sproporzionalmente frequenti. Complicazioni secondarie includono il comportamento antisociale e la scarsa autostima. Include: Disturbo del deficit dell'attenzione con iperattività, Disturbo di iperattività con deficit dell'attenzione, Sindrome di deficit dell'attenzione con iperattività. Esclude: disturbo ipercinetico associato a disturbo di condotta (F90.1) L ADHD si può riscontrare spesso associato ad un DSA o ad altre problematiche, ha una causa neurobiologica e genera difficoltà di pianificazione, di apprendimento e di socializzazione con i coetanei. Il percorso migliore per la presa in carico del ragazzo con ADHD si attua senz altro quando è presente una sinergia fra famiglia, scuola e clinica. Le informazioni fornite dagli insegnanti hanno una parte importante per il completamento della diagnosi e la collaborazione della scuola è un anello fondamentale nel processo riabilitativo. In alcuni casi il quadro clinico particolarmente grave anche per la comorbilità con altre patologie richiede l assegnazione dell insegnante di sostegno, come previsto dalla legge 104/92. Tuttavia, vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravità del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità, ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo. c) ALUNNI CON FUNZIONAMENTO INTELLETTIVO LIMITE (FIL) Alunni con potenziali intellettivi non ottimali, descritti generalmente con le espressioni di funzionamento cognitivo (intellettivo) limite (o borderline), ma anche con altre espressioni (per es. disturbo evolutivo specifico misto, codice F83) e specifiche differenziazioni - qualora non rientrino nelle previsioni delle leggi 104 o richiedono particolare considerazione. Si tratta di bambini o ragazzi il cui QI globale (quoziente intellettivo) risponde a una misura che va dai 70 agli 85 punti. Per alcuni di loro il ritardo è legato a fattori neurobiologici ed è frequentemente in concomitanza con altri disturbi. Per altri, si tratta soltanto di una forma lieve di difficoltà tale per cui, se adeguatamente sostenuti e indirizzati verso i percorsi scolastici più consoni alle loro caratteristiche, gli interessati potranno avere una vita normale. Gli interventi educativi e didattici hanno come sempre ed anche in questi casi un importanza fondamentale. 3) ALUNNI IN SITUAZIONE DI SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E CULTURALE Le situazioni di svantaggio socio-economico e culturale, vengono considerate nella misura in cui costituiscono un ostacolo per lo sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale, sociale dell alunno e generano scarso funzionamento adattivo, con conseguente peggioramento della sua immagine sociale. La mancata adesione della Famiglia alla stesura del PDP, non solleva gli insegnanti dall attuazione del diritto alla personalizzazione dell apprendimento, 13
15 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 in quanto, la Direttiva Ministeriale, richiama espressamente i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella legge 53/2003. SVANTAGGIO socio-economico: alunni seguiti dal servizio famiglia-minori, situazioni segnalate dalla famiglia, rilevazioni del Team docenti attraverso osservazione diretta. La Documentazione comprende: 1. Eventuale segnalazione Servizio Famiglia-Minori 2. Considerazioni psicopedagogiche e didattiche del Team docenti 3. Dichiarazione di Adesione Famiglia 4. Piano Didattico Personalizzato BES SVANTAGGIO linguistico / culturale: alunni stranieri neo-arrivati in Italia o che non hanno ancora acquisito le adeguate competenze linguistiche. La Documentazione comprende: 1. Indicazioni Commissione Intercultura o Protocollo di Accoglienza Alunni Stranieri 2. Considerazioni psicopedagogiche e didattiche del Team docenti/consiglio di Classe 3. Dichiarazione di Adesione Famiglia 4. Piano Didattico Personalizzato BES DISAGIO comportamentale/relazionale: alunni con funzionamento problematico, definito in base al danno vissuto effettivamente dall alunno, prodotto su altri e sull ambiente (senza certificazione sanitaria). La Documentazione comprende: 1. Considerazioni psicopedagogiche e didattiche del Team docenti/consiglio di Classe 2. Dichiarazione di Adesione Famiglia 3. Piano Didattico Personalizzato BES Per questi alunni, e in particolare per coloro che sperimentano difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana - per esempio alunni di origine straniera di recente immigrazione e, in specie, coloro che sono entrati nel nostro sistema scolastico nell ultimo anno - è parimenti possibile attivare percorsi individualizzati e personalizzati, oltre che adottare strumenti compensativi e misure dispensative, secondo le modalità indicate nel presente Protocollo e strutturate sulla base della normativa vigente. Per gli alunni che fanno parte di questa categoria di BES la scuola: - avrà cura di monitorare l efficacia degli interventi affinché siano messi in atto per il tempo strettamente necessario; - applicherà in forma transitoria strumenti compensativi e misure dispensative (a differenza delle situazioni di disturbo documentate da diagnosi), in modo attinente gli aspetti didattici ritenuti necessari, privilegiando in forma maggiormente continuativa strategie educative e didattiche personalizzate; - applicherà in modo stabile la dispensa dalle prove scritte di lingua straniera solo se in presenza di uno specifico disturbo clinicamente diagnosticato, secondo quanto previsto dall art. 6 del DM n del 12 luglio 2011 e dalle allegate Linee guida; - terrà conto delle disposizioni in merito allo svolgimento degli esami di Stato o delle rilevazioni annuali degli apprendimenti che, in base alla C.M. n.8 del , verranno eventualmente fornite dal MIUR. 14
16 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 ELABORAZIONE DEL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO Strumento privilegiato nell attuazione del processo di risposta della scuola alla richiesta di attenzione speciale per l alunno in difficoltà è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare secondo un elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti. In questa nuova e più ampia ottica, il Piano Didattico Personalizzato non può più essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con BES; esso è bensì lo strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale. La Direttiva Ministeriale del ben chiarisce come la presa in carico dei BES debba essere al centro dell attenzione e dello sforzo congiunto della scuola e della famiglia. È necessario che l attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato per un alunno con Bisogni Educativi Speciali sia deliberata in Consiglio di classe dando luogo al PDP, firmato dal Dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia. Nel caso in cui sia necessario trattare dati sensibili per finalità istituzionali, si avrà cura di includere nel PDP apposita autorizzazione da parte della famiglia. Ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi, il Consiglio di classe o il team dei docenti motiveranno opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche e circoscritte ai soli strumenti compensativi; ciò al fine di evitare contenzioso. La famiglia sarà invitata a collaborare con la scuola al fine di perseguire un armonico sviluppo psico-fisico del/la proprio/a figlio/a attraverso la definizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) condiviso. Il CdC approva il Piano Didattico Personalizzato nelle sue caratteristiche generali e nelle singole discipline. Esso è costituito di una parte generale, redatta dal CdC di ottobre/novembre, e di una parte specifica di programmazione delle singole discipline. Il piano per la parte disciplinare, laddove necessiti della formulazione di obiettivi essenziali, è allegato alle programmazioni dei singoli docenti. Per gli alunni BES, in maniera commisurata alle necessità individuali e al livello di complessità del disturbo, che può esprimersi con gradi di compromissione di diversa gravità, verrà garantito l utilizzo di strumenti compensativi, che consentono di evitare l insuccesso scolastico a causa delle difficoltà dovute al disturbo, e l applicazione delle misure dispensative, ovvero adattamenti delle prestazioni che consentono all alunno una positiva partecipazione alla vita scolastica. Strumenti compensativi Come previsto dal dettato normativo, l alunno con DSA (per estensione normativa d ora in avanti denominato alunno con BES) può usufruire di strumenti compensativi che gli consentono di compensare le carenze funzionali determinate dal disturbo. Aiutandolo nella parte automatica della consegna, permettono all alunno di concentrarsi sui compiti 15
17 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 cognitivi oltre che avere importanti ripercussioni sulla velocità e sulla correttezza. A seconda della disciplina e del caso, possono essere: ammi di traduzione attenzione nella mediazione didattica a far precedere la sintesi all analisi. Misure dispensative Come previsto dal dettato normativo, all alunno con DSA è garantito l essere dispensato da alcune prestazioni non essenziali ai fini dei concetti da apprendere. Esse possono essere, a seconda della disciplina e del caso: vocabolario d TALI DISPENSE, per dettato normativo, POSSONO ESSERE APPLICATE anche agli alunni con ADHD e FIL, mentre NON VANNO APPLICATE per gli alunni con Svantaggio socio-economico, linguistico e culturale, nonché agli alunni BES individuati direttamente dalla scuola, senza certificazione clinica o diagnosi. Ulteriori strumenti possono essere utilizzati durante il percorso scolastico, in base alla fasi di sviluppo dello studente ed ai risultati raggiunti. Tali strumenti e misure vanno utilizzati costantemente nel corso della frequenza scolastica: è indispensabile quindi che il PDP accompagni l alunno in tutto il suo iter scolastico. In sintesi: il PDP viene introdotto dalla diagnosi dello specialista a cui fanno seguito le osservazioni/considerazioni dei docenti del Consiglio di Classe e della famiglia o viene introdotto direttamente dalle osservazioni/considerazioni dei docenti del Consiglio di Classe e della famiglia. Di seguito verranno considerate le caratteristiche del processo di apprendimento e verrà valutata la consapevolezza da parte dell alunno del proprio modo di apprendere, dopodiché si metteranno in atto le strategie metodologiche e didattiche opportune. 16
18 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 DIDATTICA INCLUSIVA Strategie, Metodi, Obiettivi Trasversali L Istituto De Sanctis si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno che, con continuità o per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali. A tal fine si intende: creare un ambiente accogliente e supportivo; sostenere l apprendimento attraverso una revisione del curricolo, sviluppando attenzione educativa in tutta la scuola; promuovere l attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento; centrare l intervento sulla classe in funzione dell alunno; favorire l acquisizione di competenze collaborative; promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante. Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l utilizzo di facilitatori e l analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali. In misura delle necessità dello studente BES individuate insieme alla famiglia, sulla base di quanto descritto nella certificazione e/o desunto dall osservazione diretta dei docenti, il Consiglio di Classe adotta strategie educativo-didattiche e metodi di insegnamento utili, quali: Privilegiare l apprendimento esperienziale e laboratoriale La gratificazione e l incoraggiamento di fronte ai successi, agli sforzi e all impegno devono essere preponderanti rispetto alle frustrazioni per gli insuccessi Sollecitazione delle conoscenze pregresse per introdurre nuovi argomenti Pause ripetute per una consapevolezza dell avvenuta comprensione Uso di schemi e mappe concettuali e semplificazioni testuali Importanza maggiore alla comunicazione orale Richieste specifiche, lineari e semplificate sintatticamente Non enfatizzare gli errori ripetuti anche se segnalati Predilezione del contenuto rispetto alla procedura Accettazione del ragazzo per ciò che è e valorizzazione di quanto è in grado di fare, senza presunzioni di cambiamenti spesso inopportuni e impropri Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari Promuovere l apprendimento collaborativo Insegnare l uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini) Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline Dividere gli obiettivi di un compito in sotto obiettivi Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all argomento di studio, per orientare l alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali. 17
19 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 Linee strategiche e metodologiche saranno organizzate intorno a quegli obiettivi trasversali e metacognitivi ritenuti adeguati al livello di sviluppo e ritmo di apprendimento dell alunno BES, quali: promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell alunno l autocontrollo e l autovalutazione dei propri processi di apprendimento sviluppare un metodo di studio personale, favorendo nell alunno l acquisizione e il consolidamento delle seguenti abilità: - chiedersi cosa si conosce già dell argomento - trascrivere o verbalizzare concetti letti/ascoltati - collegare oralmente i concetti - riformulare verbalmente i concetti, anche come forme linguistiche di eterocronie, come ad esempio partire dalla fine e ricostruire - esercitare il resoconto orale (storico, descrittivo, argomentativo) mediante due o tre ripetizioni successive, da un livello più generale/inclusivo ad uno o due via via più dettagliati (metodo a spirale) - chiedersi se e quanto si è capito. connettere il titolo dei capitoli o paragrafi al testo - dal titolo ipotizzare il testo - connettere un aspetto (concetto/parola) al testo complessivo - individuare la parola di nuova acquisizione - valutare la propria abilità espositiva - velocizzare l esposizione orale - sviluppare la capacità di autocontrollo e autovalutazione delle proprie strategie per migliorare i propri risultati. PATTO CON LA FAMIGLIA Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici. Nel PDP al fine di facilitare la continuità di applicazione tra studio a scuola e a casa, saranno riportati i principi organizzativi concordati con la famiglia quali, ad esempio: - pianificazione dei contenuti e tempi delle verifiche insieme alla famiglia o al tutor (eventuale persona esterna alla famiglia che lo assiste nello studio) - modalità di produzione di testi scritti a casa ed eventuale uso del computer o di strumenti multimediali, internet, ecc. - indicazioni su ampiezza e correttezza dei testi e/obiettivi essenziali per lo studio a casa - modalità di aiuto: chi, come, per quanto tempo, per quali attività/discipline (possibilità di studio assistito a casa o altro) - strumenti compensativi da utilizzare a casa - eventuali dispense e/o riduzione di compiti e interrogazioni (modalità, contenuti, richieste più importanti ). VALUTAZIONE INTERMEDIA E FINALE DI ISTITUTO Nel corso dell attivazione del Protocollo saranno effettuate verifiche dei singoli casi, della situazione globale e delle azioni attivate per il sostegno dell apprendimento degli alunni con BES, in concomitanza ai Consigli di Classe previsti dal calendario scolastico. Il riferimento normativo per la valutazione è l art Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento (DSA) del D.P.R. n.122 del 22 giugno 2009 Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità 18
20 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n (09G0130) 10. La valutazione è personalizzata tenuto conto dei disturbi specifici e dei livelli di partenza. Oggetto di valutazione è il percorso effettuato e non i livelli di appartenenza: ogni studente verrà valutato in base ai progressi acquisiti, all impegno, alle conoscenze apprese e alle strategie operate 11. Obiettivo principale sarà pertanto quello di verificare gli apprendimenti nel pieno rispetto dei criteri e modalità di verifica e valutazione previsti dalla normativa, ovvero maggior considerazione dei contenuti rispetto alle capacità strumentali e dei processi di elaborazione della conoscenza più che al solo prodotto elaborato. Tenendo presente ciò, il Consiglio di Classe/Interclasse predispone: la definizione di obiettivi chiari e non plurimi; lo svolgimento delle interrogazioni in condizioni analoghe a quelle abituali, anche con uso di strumenti e tecnologie; prove equipollenti, ovvero: prove diverse rispetto alla modalità di espressione-comunicazione. Ad esempio: una prova scritta o grafica diventa orale, una orale diventa scritta ecc. prove diverse rispetto alla modalità di somministrazione: domande aperte diventano chiuse, a scelta multipla ecc. prove diverse rispetto ai tempi: oltre all'assegnazione di un tempo maggiore a disposizione si può variare anche la frequenza delle verifiche o interrogazioni e definire la loro programmazione prove diverse rispetto alla quantità: numero di esercizi, di domande ecc. Se non è possibile aumentare i tempi o se la resistenza fisica del soggetto non consente la somministrazione di un intera prova, si possono selezionare e proporre solo le parti più significative prove diverse rispetto ai contenuti, che rimangono però idonei a valutare globalmente il raggiungimento degli obiettivi la compensazione con prove orali di compiti scritti non ritenuti adeguati (con particolare riferimento alla lingua straniera, al latino e al greco) valutazioni più attente alle conoscenze e alle competenze di analisi, sintesi e collegamento piuttosto che alla correttezza formale, ovvero valutare i concetti, i pensieri, il grado di maturità, di consapevolezza e di conoscenza, siano essi espressi in forme tradizionali o compensative, premiando progressi e sforzi dell alunno; l uso di strumenti e mediatori didattici nelle prove sia scritte sia orali (mappe concettuali, mappe cognitive) eventuale lettura dell insegnante, di un compagno o della sintesi vocale del testo di verifica. 10 L art. 10 così recita: 1. Per gli alunni con [ ] (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede di esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell'attività didattica e delle prove di esame, sono adottati, nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, gli strumenti metodologico-didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Per informazioni più dettagliate, anche sulla valutazione in occasione degli esami di Stato, consultare la sezione approfondita sugli alunni con DSA. 2. Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove. 11 Regolamento valutazione, C.M. del 13 marzo 2009 Schema di regolamento concernente Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del D.L. n 137 del 1/09/2008, convertito con modificazioni dalla L. n 169 del 30/10/2008, art
21 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 FASI DELL ACCOGLIENZA 1. ISCRIZIONE E RACCOLTA DOCUMENTAZIONE Soggetti coinvolti: segreteria didattica, alunno, famiglia, referente DSA, Dirigente Scolastico. Il primo contatto avviene attraverso la richiesta di iscrizione alla segreteria scolastica alla quale deve essere presentata la certificazione di alunno con DSA da parte di un medico specialista privato o dell'asl. Scadenza: secondo i termini di legge. 2. PRIMA ACCOGLIENZA E COLLOQUIO PRELIMINARE DEI GENITORI DEGLI ALUNNI CON DSA. Soggetti coinvolti: Dirigente Scolastico, referente DSA, famiglia. Il Dirigente Scolastico e/o il referente DSA effettuano un colloquio con i genitori ed eventualmente, se la famiglia lo ritiene opportuno, con l'alunno. Obiettivo del colloquio con i genitori: dare informazioni sulle figure di riferimento e le modalità didattiche e DSA presenti nella scuola. raccogliere informazioni sul percorso scolastico e personale dell'alunno e le modalità di apprendimento. raccogliere informazioni sulle figure di riferimento nel ciclo scolastico precedente in modo da agevolare la continuità didattica. Obiettivo del colloquio con l'alunno Rilevare la consapevolezza del disturbo l accettazione o rifiuto a rendere manifesto il disturbo la disponibilità all'utilizzo in classe degli strumenti compensativi. Durante questo colloquio i referenti renderanno esplicito ai genitori quali strumenti dispensativi o compensativi la scuola adotta e quali eventuali ulteriori progetti propone, chiederanno, inoltre, il permesso di poter contattare lo specialista che ha redatto la certificazione per ottenere ulteriori informazioni. Scadenza: entro il primo mese di scuola 3. DETERMINAZIONE DELLA CLASSE E PRESENTAZIONE DEL CASO AL CONSIGLIO DI CLASSE. Soggetti coinvolti: Dirigente Scolastico, referente DSA, commissione composizioni classi. In questa occasione i soggetti coinvolti valuteranno quale sezione si ritenga più opportuna per l'alunno tenendo in considerazione come motivazioni favorevoli all'apprendimento: un numero di alunni ridotto presenza di un altro alunno con DSA. Nel passaggio dal biennio al triennio sarà di estrema importanza il trasferimento di tutte le informazioni al nuovo Consiglio di classe. Non appena definite le classi, i coordinatori interessati dovranno essere informati circa l'inserimento dell'alunno con DSA, e andrà organizzato una riunione del Consiglio di classe, allargato alla famiglia e allo specialista che ha in carico l alunno stesso. Scadenza: entro la fine di ottobre. 20
22 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 4. INSERIMENTO IN CLASSE E COINVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE. Soggetti coinvolti: Coordinatore di classe, referente DSA ed eventualmente specialista. Il coordinatore di classe e il referente DSA devono preparare il consiglio di classe sull'argomento: fornendo adeguate informazioni sui Disturbi Specifici di Apprendimento. fornendo ai docenti materiale informativo adeguato presentando le eventuali strategie didattiche alternative, gli strumenti dispensativi e compensativi. fornendo indicazioni sulla compilazione del Piano Didattico Personalizzato. Scadenza: primo consiglio di classe dell'anno scolastico in corso. Nella prima fase dell anno scolastico, il referente per i DSA offrirà al Consiglio di classe un supporto generale per la definizione delle strategie più adeguate da adottare. 5. PATTO FORMATIVO CON LA FAMIGLIA Una volta concordate le strategie didattiche che si ritengono più opportune per l'apprendimento e il benessere dell'alunno con DSA, operazione che richiede un periodo di osservazione dell'alunno da parte degli insegnanti, i singoli docenti contribuiranno alla stesura del Piano Didattico Personalizzato. Ogni docente, sulla base delle caratteristiche funzionali dello studente, compilerà autonomamente il P.D.P., che andrà consegnato al coordinatore di classe, il quale completerà il documento. Il documento completo sarà custodito nel fascicolo riservato dello studente, e una copia andrà alla famiglia. Scadenza: entro due mesi dall inizio dell a.s. 6. PROCEDURA DA SEGUIRE IN CASO DI SOSPETTO DI DSA Nel caso in cui un docente sospetti che un suo alunno possa essere affetto da DSA, dovrà informare il coordinatore e il referente DSA. I passi successivi prevedranno: 1. eventuale colloquio con l'alunno; 2. convocazione dei genitori; 3. indirizzamento della famiglia all'asl di competenza. 21
23 ALLEGATO N. 1: PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON DISABILITÀ Fasi di attuazione del Protocollo Iscrizione Preaccoglienza Raccolta dati Accoglienza Inserimento Progettazione Integrazione Didattica Piano Dinamico Funzionale GLHO Piano Educativo Individualizzato Verifiche e valutazione ISCRIZIONE: MODALITÀ TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI (Altre scuole, ASL, Associazioni, Comune, Provincia, USP) Entro il termine stabilito da norme ministeriali (di solito entro gennaio.) Insieme con l alunno, visita la scuola per averne un primo contatto conoscitivo. Procede successivamente con l iscrizione dell alunno compilando l apposito modulo disponibile in segreteria. Fa pervenire alla scuola, entro breve tempo, la certificazione attestante la Diagnosi Clinica. Segnala particolari necessità (es. trasporto, esigenze alimentari, terapie da seguire, assistenza per l'autonomia ) Dà il consenso per la richiesta dell insegnante di sostegno. La scuola acquisisce: _ Diagnosi Funzionale _ Profilo Dinamico Funzionale La segreteria apre un fascicolo personale relativo all alunno. Definisce il numero di ore di sostegno didattico necessario all alunno. In caso di particolari problematiche, richiede maggiori risorse da attribuire all alunno. Redige l allegato H con il numero di ore richieste per il sostegno. Acquisire le direttive dell USP al fine di definire le richieste per il sostegno didattico.
24 PREACCOGLIENZA: CONOSCENZA DELL AMBIENTE SCOLASTICO TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Dopo Partecipa alle attività di Organizza la visita dell edificio scolastico nei suoi spazi. l iscrizione accoglienza organizzate Organizza uno o più laboratori e/o attività curricolari di classe. Scuola di (uno o più dalla scuola. provenienza e scuola di accoglienza progettano attività comuni che incontri) coinvolgeranno il team docenti e personale ATA delle scuole di provenienza e di destinazione. Contatta la famiglia per le attività di accoglienza. ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI RACCOLTA DATI: INFORMAZIONI SULL ALUNNO TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI Febbraio - Giugno Fine anno scolastico Incontri presso la scuola per dare tutte le informazioni utili ai fini dell inserimento dell alunno nella nuova realtà scolastica. Raccolta informazioni riguardo: obiettivi prefissati raggiunti o non raggiunti, abilità cognitive, potenzialità sviluppate e modalità relazionali. Richiesta agli Enti locali e alla Provincia, se necessario, di - Assistenza specialistica di base e alla comunicazione - Trasporti e/o esigenze particolari Raccolta informazioni riguardo: obiettivi prefissati raggiunti o non raggiunti, abilità cognitive, potenzialità sviluppate e modalità relazionali. Definizione delle richieste. ACCOGLIENZA: CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI TEMPI ATTIVITÀ PERSONE COINVOLTE Settembre, prima dell inizio delle lezioni Presentazione del caso a tutti gli insegnanti della sezione, del team e del consiglio di classe, educatore, assistente alla comunicazione e all autonomia; lettura della Diagnosi funzionale, della relazione finale, dell eventuale progetto continuità, delle indicazioni emerse negli incontri di pre-conoscenza Insegnanti di sezione, del team, del consiglio di classe e di sostegno, gruppo di lavoro handicap/referente sostegno, educatore, assistente.
25 INSERIMENTO: ANALISI DELLA SITUAZIONE INIZIALE TEMPI ATTIVITÀ PERSONE COINVOLTE Settembre, primo periodo di frequenza Dopo una prima osservazione e conoscenza dell alunno e della classe, gli insegnanti valutano l opportunità di fornire alla classe informazioni relative alla disabilità, avvalendosi, se necessario, dell aiuto dei genitori dell alunno o di personale competente, al fine di favorire rapporti paritetici. Docenti curricolari e di sostegno, educatore/assistente alla comunicazione, assistente all autonomia, eventuale coinvolgimento dei genitori o esperti esterni. È possibile che sia necessaria la consulenza tempestiva degli specialisti della ASL per problematiche particolari. Interessamento del Comune e dei Servizi sociali nel Fino a metà ottobre La famiglia si confronterà con la scuola per analizzare le reazioni dell alunno alle attività proposte (osservazioni tramite colloquio.) Comunicherà alla scuola ed agli specialisti delle ASL cambiamenti significativi. Test di valutazione d ingresso I docenti avranno cura di somministrare test di valutazione liberi, sistematici e guidati al fine di acquisire le reali potenzialità dell alunno sui singoli assi di sviluppo. Osservazione dei comportamenti e delle prestazioni caso in cui l alunno iscritto non frequenti le lezioni. Docenti curricolari e di sostegno, educatore/assistente alla comunicazione, assistente all autonomia, eventuale coinvolgimento dei genitori o esperti esterni PROGETTAZIONE INTEGRAZIONE DIDATTICA: OBIETTIVI STRATEGIE- ATTIVITÀ TEMPI ATTIVITÀ PERSONE COINVOLTE Ottobre Verifica delle potenzialità, in riferimento ai vari assi di sviluppo o aree di apprendimento, all interno e all esterno del gruppo classe; incontri con l equipe clinica e la famiglia per l analisi del Profilo Dinamico Funzionale e, dove necessario, sua modifica; in sede di incontro, presentazione del Progetto Educativo Individualizzato e discussione con gli esperti e la famiglia degli obiettivi a breve, medio e lungo termine fissati nel P.E.I.; messa in atto di tutte le attività e strategie per l integrazione dell alunno all interno della classe, secondo le indicazioni del P.E.I. Docenti curricolari e di sostegno, educatore/assistente alla comunicazione, assistente all autonomia, genitori o esperti esterni
26 PIANO DINAMICO FUNZIONALE: DF E PDF TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Diagnosi funzionale. La scuola, nel caso la DF non fosse aggiornata, su indicazione del docente di sostegno e per il tramite del referente del sostegno stesso, comunicherà alla ASL di provvedere all aggiornamento della DF stessa. Da effettuarsi ogni nuovo ciclo scolastico. Redazione di una prima revisione entro il primo GLHO Partecipa alla stesura e sottoscrive il PDF. Profilo Dinamico Funzionale Il consiglio di classe, le insegnanti della sezione e del team sulla base della DF e delle osservazioni sistematiche iniziali, redige una bozza del profilo dinamico funzionale. Si noti che nel caso la DF fosse redatta secondo il protocollo ICF-CY, il PDF di fatto confluisce nelle indicazioni della DF stessa. ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI (Altre scuole, ASL, etc.) Gli specialisti della ASL aggiornano la Diagnosi funzionale. Secondo le nuove normative detta diagnosi deve seguire il protocollo ICF-CY (nei casi di alunni) nel quale sono evidenziate le funzionalità della persona in relazione del contesto in cui opera e degli eventuali facilitatori / ostacoli. Le ASL competenti avranno cura di revisionare la bozza di PDF elaborata dal consiglio di classe eliminando e/o integrando leparti scorrette o mancanti. GLHO: Gruppo di lavoro operativo sull handicap TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA Ottobre - novembre Proposte ai fini del progetto di vita dell alunno Nel caso di adozione della programmazione differenziata (P.E.I.) i genitori si impegnano a sottoscrivere l adozione della suddetta programmazione. ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Programmazione didattica Il consiglio di classe di concerto con gli specialisti della ASL, i genitori e gli altri operatori del gruppo di lavoro, preso atto delle direttive del PDF, decide la scelta del tipo di programmazione da adottare tra: - Programmazione didattica curricolare con obiettivi minimi - Programmazione differenziata non riconducibile ai programmi ministeriali ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI Specialisti ASL forniscono indicazioni di al fine di individuare e scegliere al meglio la tipologia di programmazione da adottare.
27 PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO: PEI TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA Periodo immediatamente successivo al GLHO Se il piano adottato è di tipo differenziato (P.E.I.), i genitori danno assenso formale sottoscrivono lo stesso entro un termine fissato. VERIFICHE E VALUTAZIONE*: INTERMEDIA E FINALE TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA Fine primo Comunicazione di eventuali quadrimestre nuove necessità dell alunno Fine anno scolastico ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Redazione del piano educativo Il docente di sostegno, responsabile della redazione del documento, di concerto con i docenti del consiglio di classe di sezione e del team, in riferimento alle decisioni adottate nel GLHO, redige il PEI. ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Convocazione GLHO Verifica ed eventuale rimodulazione del piano educativo progettato. Adozione di eventuali nuove proposte Consiglio di classe, di sezione e del team Verifica analisi dei risultati ottenuti. Redazione della relazione finale sull esecuzione del PEI ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI ATTIVITÀ DI ALTRI ENTI Revisione eventuale della Diagnosi funzionale da parte degli specialisti della ASL * VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ A proposito della valutazione, nel DPR n. 122 del 22 giugno 2009, art.9 leggiamo: 1. La valutazione degli alunni con disabilità certificata nelle forme e con le modalità previste dalle disposizioni in vigore è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato previsto dall articolo 314, comma 4, del testo unico di cui al decreto legislativo numero 297 del 1994, ed è espressa con voto in decimi secondo le modalità e condizioni indicati nei precedenti articoli. 2. Per l esame conclusivo del primo ciclo sono predisposte, utilizzando le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, prove di esame differenziate, comprensive della prova a carattere nazionale di cui all articolo 11, comma 4-ter, del decreto legislativo n.59 del 2004 e successive modificazioni, corrispondenti agli insegnamenti impartiti, idonee a valutare il progresso dell alunno in rapporto alle sue potenzialita e ai livelli di apprendimento iniziali. Le prove sono adattate, ove necessario in relazione al piano educativo individualizzato a cura dei docenti componenti la commissione. Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell esame e del conseguimento del diploma di licenza. 3. Le prove dell esame conclusivo sono sostenute anche con l uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici nonché di ogni altra forma di ausilio tecnico loro necessario, previsti dall art. 315, comma 1, lettera b) del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del Sui diplomi di licenza è riportato il voto finale in decimi, senza menzione delle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove. 4. Agli alunni con disabilità che non conseguono la licenza è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l iscrizione e per la frequenza delle classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi validi anche per l accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione.
28 RIEPILOGO PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON DISABILITÀ DOCUMENTAZIONE NECESSARIA: Alunni con disabilità Legge 104/92 Diagnosi Funzionale È redatta dalla ASL o medico privato convenzionato e definisce la patologia specifica di cui il disabile e riconosciuto. Il suo aggiornamento e strettamente legato all evoluzione della patologia. È compito della scuola, all inizio di ogni anno, accertarsi che non si siano verificati cambiamenti. Deve contenere: I dati anamnestici, clinico-medici, familiari e sociali. Il livello di funzionalita e di sviluppo dell alunno in diverse aree di base. I livelli di competenza raggiunti rispetto agli obiettivi e ai percorsi didattici della classe. Gli aspetti psicologici, affettivo-emotivo, comportamentali che devono determinare la qualita del rapporto educativo con l alunno. Profilo Dinamico Funzionale È un documento conseguente alla Diagnosi Funzionale e preliminare alla formulazione del PEI. Con esso viene definita la situazione di partenza e le tappe di sviluppo conseguite o da conseguire. Mette in evidenza difficoltà e potenzialita dell'alunno. Viene redatto con cadenza biennale (Legge art. 4 ), e aggiornato, come disposto dal comma 8 dell'art. 12 della legge n. 104 del 1992, a conclusione della scuola materna, della scuola elementare, della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore. Viene redatto da operatori socio-sanitari, docenti curricolari, docente di sostegno, genitori dell alunno (art. 12 commi 5 e 6 della L. 104/92). Il PDF verra stilato seguendo i modelli predisposti e reperibili sul sito dell Istituto. Piano Educativo Individualizzato Atto successivo al PDF, e redatto all'inizio (entro novembre) di ogni anno scolastico dal GLH operativo (team/consiglio di classe, ASL, genitori) ed e sottoposto a verifiche ed aggiornamenti periodici. Il PEI non coincide con il solo progetto didattico, ma consiste in un vero e proprio Progetto di vita in cui vengono definiti gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'integrazione scolastica. Deve contenere: Situazione iniziale, dedotta dall osservazione iniziale dei docenti e dall analisi sistematica svolta nelle seguenti aree: comportamento con gli adulti, con i compagni, verso le attività proposte. Autonomia personale e per gli spostamenti, nei compiti assegnati in classe, durante le lezioni in classe. Attenzione
29 Motivazione. Apprendimento. Progetto di intervento per obiettivi generali (educativi e didattici), concordati con il team/consiglio di classe. Gli obiettivi specifici (riconducibili o non riconducibili ai programmi ministeriali,agli obiettivi minimi stabiliti in sede collegiale) e i contenuti per aree disciplinari. La metodologia di intervento che si intende attuare. Gli eventuali progetti. Le modalità di verifica e valutazione (non differenziata o differenziata) che si intendono utilizzare. Il PEI verra stilato seguendo i modelli predisposti e reperibili sul sito dell Istituto. Relazione finale Raccoglie tutte le informazioni fornite da ciascun insegnante, a fine primo quadrimestre e a fine anno scolastico, dall insegnante. Deve contenere: Evoluzione dell aspetto educativo rispetto alla situazione di partenza (in merito ad autonomia, socializzazione, apprendimento, ecc.). Evoluzione dell aspetto didattico (giudizio sul livello di acquisizione di autonomie, di conoscenze e competenze, materia per materia). Modalità dell intervento di sostegno (particolari accorgimenti relazionali e didattici). Informazioni sull eventuale intervento dell educatore (partecipazione alla progettualita educativo-didattica, modalità dell intervento). Informazioni sulla collaborazione della famiglia e del personale ASL. Suggerimenti per la continuità dell intervento educativo-didattico per il successivo anno scolastico. DOCUMENTO CHI LO REDIGE QUANDO DIAGNOSI FUNZIONALE Operatori ASL o specialisti privati con All atto della prima segnalazione, e rinnovata ad opportuna vidimazione dell ASL ogni passaggio fra un ordine di scuola all altro PROFILO DINAMICO FUNZIONALE PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO Deve essere sottoposto a: Verifica intermedia Verifica finale Operatori socio-sanitari, docenti curricolari, docente di sostegno, genitori dell alunno (art. 12, commi 5 e 6 della L. 104/92) Gli insegnanti curricolari, il docente di sostegno, operatori socio-sanitari e i genitori dell alunno Insegnanti di sostegno e curricolari e/o secondo i tempi indicati dal DPCM 185/2006 Viene aggiornato alla fine della Scuola d Infanzia, Primaria, Secondaria di primo grado e durante la Scuola Secondaria di secondo grado Viene formulato entro i primi due/tre mesi di ogni anno scolastico (fine novembre) A meta anno scolastico (fine gennaio) A fine anno scolastico (giugno) RELAZIONE FINALE Insegnanti di sostegno e curricolari A fine anno scolastico (giugno)
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31 PERSONE COINVOLTE NEL PROGETTO D INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ PERSONALE DIRIGENTE SCOLASTICO COLLEGIO DOCENTI CONSIGLIO DI CLASSE, DI SEZIONE E DEL TEAM FUNZIONE STRUMENTALE E/O REFERENTE PER IL SOSTEGNO DOCENTE DI SOSTEGNO RUOLI E COMPITI - gestionali, organizzativi, consultivi - individuazione della risorse interne ed esterne per rispondere alle esigenze di inclusione - formazione delle classi - assegnazione docenti di sostegno - rapporti con gli enti coinvolti - istituzione di un GLH di Istituto costituito, secondo le linee guida per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità, dal dirigente scolastico, il docente funzione strumentale per l integrazione di alunni con disabilità, due docenti di sostegno, tre docenti curricolari (uno per ciascuna area disciplinare: area umanistica, scientifica ed espressivo corporea), un componente del personale ATA, una rappresentanza dei genitori (alunni con disabilità e non) - nel procedere all approvazione del POF corredato dal Protocollo d istituto per l accoglienza e l integrazione degli alunni con disabilità, si assume l incarico di verificare la realizzazione degli obiettivi in essi contenuti - progetta e verifica il PEI. In tale fase di lavoro può rendersi necessaria ed e ammessa la presenza del referente H, dell educatore ed eventualmente, se richiesto, degli esperti dell ASL. - prende visione, affiancato e supportato dall insegnante di sostegno, del PDF, PEI, DF e del progetto di vita riguardanti l anno scolastico precedente - definisce il PDF, il PEI e l intero progetto di vita dell alunno - collabora con il Dirigente Scolastico - raccorda le diverse realta (Scuola, ASL, famiglie, Enti territoriali, cooperative, Enti di formazione) - attua il monitoraggio di progetti - coordina la Commissione per alunni con disabilità - promuove l attivazione di laboratori specifici - rendiconta al Collegio docenti - controlla la documentazione in ingresso e predispone quella in uscita - promuove l attuazione di corsi di aggiornamento e formazione territoriale - si informa presso il CTS sul reperimento ed uso di strumentazioni per disabili - partecipa alla Commissione per alunni con disabilità e riferisce ai singoli consigli delle diverse sedi - partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla valutazione - cura gli aspetti metodologici e didattici funzionali a tutto il gruppo classe - svolge il ruolo di mediatore dei contenuti programmatici, relazionali e didattici - tiene rapporti con la famiglia, esperti ASL, operatori comunali - partecipa alla Commissione per alunni con disablità con la quale coopera per un miglioramento costante del servizio - coordina la stesura del PEI - contitolare e sostegno alla classe - accoglie l alunno nel gruppo classe favorendone l integrazion
32 DOCENTE CURRICOLARE DOCENTE COORDINATORE DI CLASSE PERSONALE EDUCATIVO PROFESSIONALE COMUNALE COLLABORATORI SCOLASTICI COMMISSIONE ALUNNI CON DISABILITÀ FAMIGLIA IL GRUPPO DI LAVORO HANDICAP D ISTITUTO (GLHI) - accoglie l alunno nel gruppo classe favorendone l integrazione - partecipa alla programmazione e alla valutazione individualizzata - collabora alla formulazione del PEI e successivamente predispone interventi personalizzati e consegne calibrate per l alunno con disabilità soprattutto quando non e presente il collega specializzato - istruisce l assistente educatore professionale sui compiti da svolgere durante le sue ore di lezione - partecipa alle riunioni ASL e riferisce - cura gli aspetti educativi e relazionali in rapporto all autonomia e alla comunicazione degli alunni/studenti sia all interno della scuola, collaborando con i docenti della classe sia all esterno coinvolgendo in particolare la famiglia nel progetto formulato - su richiesta, aiuta l alunno negli spostamenti interni all edificio scolastico e assiste l alunno relativamente ai bisogni primari - si riunisce periodicamente per organizzare attività di accoglienza e integrazione alunni con disabilità - analizza e verifica il livello e la qualita dell integrazione nella classe e nella scuola - promuove il protocollo di accoglienza, attività e progetti sull integrazione - sottoscrive il PEI (solo se differenziato) e collabora alla sua realizzazione - mantiene i contatti con gli specialisti che seguono l alunno - partecipa alla stesura del PDF e lo sottoscrive IL GLHI è un gruppo di studio e di lavoro del Collegio dei Docenti, aperto alla componente dei genitori e alle Agenzie territoriali e agli studenti per la scuola secondaria di secondo grado. È composto dal Dirigente scolastico, dai docenti di sostegno, dai docenti curricolari, dagli operatori dei servizi sanitari e dai familiari con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal Piano Educativo (art. 15, comma 2, Legge 104/92). Il GLHI presiede alla programmazione generale dell integrazione scolastica ed ha il compito di: 1. analizzare la situazione complessiva nell ambito dell Istituto: numero alunni, tipologia deficit, tipologia handicap, classi coinvolte 2. monitorare le risorse disponibili a livello umano e materiale 3. predisporre un calendario per gli incontri con gli operatori sanitari per la stesura del PEI e del PDF 4. verificare periodicamente gli interventi a livello di Istituto 5. formulare proposte di aggiornamento e formazione per i docenti e per il personale, impegnati nei PEI. Il Gruppo di Lavoro d Istituto (GLHI) si riunisce almeno 2 volte l anno.
33 GLH-OPERATIVO (per ogni alunno con disabilità CM 258/83) GLH-TECNICO (non previsto dalla legge) Il gruppo di lavoro è composto, di norma, dal Dirigente, dagli insegnanti, dagli specialisti dell Azienda Sanitaria Locale, dall'assistente sociale, dall educatore ove presente e dai genitori dell'alunno. I soggetti coinvolti contribuiscono in base alle proprie competenze e conoscenze all elaborazione e definizione del Profilo Dinamico Funzionale e del Piano Educativo Individualizzato. L'insegnante di Sostegno: - contatta gli operatori di riferimento, i colleghi di team, la famiglia; - comunica nominativi, modalità e date al DS; - coordina l'organizzazione degli incontri. Gli incontri con esperti e famiglie sono documentati e raccolti nel Registro Personale. È un Gruppo di lavoro Tecnico (Commissione H) formato dal Dirigente Scolastico, dagli insegnanti di sostegno, dai docenti di classe dalle educatrici e da eventuali specialisti. Tale gruppo, che dovrebbe essere previsto dal Piano dell Offerta Formativa di ogni Istituto, si configura come sottogruppo del GLHI in quanto affronta problemi pedagogico-didattici che si possono verificare nella quotidianita e quindi snelliscono il carico di lavoro del GLHI. GLHI è previsto dalla Legge 104 /92 (Art.15 comma 2) e ha diverse competenze: COMPETENZE DI TIPO 1.Gestione delle risorse ORGANIZZATIVO COMPETENZE DI TIPO PROGETTUALE E VALUTATIVO COMPETENZE DI TIPO CONSULTIVO 2.Definizione delle modalità di passaggio e di accoglienza dei minori in situazione di handicap 3.Gestione e reperimento delle risorse materiali 1.1 Assegnazione delle ore di attività di sostegno ai singoli casi 1.2 Utilizzo delle compresenze tra docenti 1.3 Pianificazione dei rapporti con gli operatori extrascolastici 1.4 Reperimento di specialisti e consulenze esterne 3.1 Sussidi; ausili tecnologici e informatici; biblioteche specializzate e/o centri di documentazione 3.2 Censimento delle risorse informali: volontari, famiglie, allievi, competenze non riconosciute 1.Formulazione di progetti per la continuita tra ordini di scuola 2.Progetti specifici in relazione alle tipologie di deficit 3.Progetti relativi all organico (ad esempio, per la formazione delle classi che ospitano allievi disabili) 4.Progetti per l aggiornamento del personale, anche in una prospettiva interistituzionale 5.Progetti per l arricchimento dell offerta formativa in presenza di allievi in situazione di handicap Assunzione di iniziative di collaborazione e tutoring tra docenti (in presenza di specifiche minorazioni); di confronto interistituzionale nel corso dell anno, di documentazione e banca dati
34 TABELLA RIASSUNTIVA DEI GRUPPI DI LAVORO H GLHI ASPETTI NORMATIVI COMPONENTI FUNZIONI 1. Legge quadro 104/92 art. 15 comma 2 2. C.M. n.258 del 22 settembre 1983-Indicazioni di linee d intesa tra scuola, EE.LL. e ASL. 3. C.M. n. 262 del 22 settembre attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n.215 del 3 giugno D.L.vo 16 aprile 1994, n.297 (art.317, comma 2) 5. decretto egislativo 297/04 art Dirigente Scolastico - Insegnanti curricolari - Insegnanti di sostegno - Educatori - Rappresentanti delle famiglie degli alunni disabili - Operatori UONPIA (Unita Multidisciplinare dell Età Evolutiva, dell azienda ospedaliera) - Rappresentanti Enti Locali Analizza la situazione complessiva nell ambito dell Istituto. Valuta le risorse umane e materiali disponibili. Predispone il calendario incontri. Verifica gli interventi. Formula proposte di aggiornamento. GLH-TECNICO (COMMISSIONE H) Si configura come un sottogruppo del GLHI -Dirigente scolastico -Insegnanti di sostegno -Insegnanti curricolari -Educatrici Stesura del Profilo Dinamico Funzionale e Piano Educativo Individualizzato del singolo alunno. GLH-OPERATIVO Previsto dalla L.104/92 -Dirigente Scolastico -Insegnate di sostegno -Insegnanti curricolari -Coordinatore di classe -Genitori del singolo alunno -Operatori sanitari -Specialisti QUADRO NORMATIVO GENERALE DI RIFERIMENTO: Alunni con disabilità C.M N. 258 C.M N. 250 C.M N. 1 C.M N. 262 L N. 104 D.M D.P.R O.M N. 80 O.M N. 266 L N. 9 D.M N. 141L N. 69 O.M N. 126 C.M prot. N.577/D C.M N. 235C.M N. 245 L n. 328 O.M N. 90 Sentenza Corte Costituzionale n. 226 del C.M N. 125 L N. 333 C.M N. 139 C.M N. 146 CIRC. AIPA N. 32 Intesa C.M N.prot Lettera CIRC N.prot. 704 Nota Min n.prot C.M n. prot. 186 C.M n. 81 Legge n. 289
35 ALLEGATO N. 2: PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON DSA Fasi di attuazione del Protocollo Iscrizione Acquisizione della segnalazione specialistica Comunicazioni Stesura e sottoscrizione del PDP Valutazione intermedia e finale Procedura da seguire in caso di sospetto di difficoltà riferibile a DSA Indicazioni operative per l espletamento delle prove degli esami di stato ISCRIZIONE TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI COINVOLTI Entro il termine stabilito da norme ministeriali (di solito entro gennaio.) Insieme con l alunno, può visitare la scuola ed avere un primo contatto conoscitivo. Procede successivamente con l iscrizione dell alunno compilando l apposito modulo disponibile in segreteria. La famiglia deve, entro breve tempo, far pervenire la certificazione attestante la diagnosi del medico specialista. La scuola acquisisce: - Diagnosi del medico specialista Apertura di un fascicolo personale da parte della segreteria. Dirigente Scolastico Coordinatore di classe Referente D.S.A. Famiglia Segreteria didattica ACQUISIZIONE DELLA SEGNALAZIONE SPECIALISTICA TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI COINVOLTI Al momento dell iscrizione o comunque entro il mese di novembre o al massimo all inizio del Secondo quadrimestre La famiglia presenta la certificazione specialistica entro il mese di novembre Presenta il modulo per la richiesta del Piano Didattico Personalizzato Se la famiglia presenta la certificazione oltre il tempo previsto, le diagnosi verranno regolarmente protocollate e ne verrà informato il coordinatore del c.d.c. e il referente DSA, ma la formulazione del P.D.P. sarà effettuata nell anno scolastico successivo. Stesura del Piano Didattico Personalizzato, integrazione alla programmazione della classe e del singolo docente Protocollare la certificazione specialistica Dirigente Scolastico Coordinatore di classe Referente D.S.A. Famiglia Segreteria didattica
36 COMUNICAZIONI TEMPI FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI COINVOLTI Iscrizione o a novembre o al massimo all inizio del secondo quadrimestre Si mette a disposizione del referente D.S.A. per eventuali chiarimenti e/o integrazioni. L assistente amministrativo, acquisita la diagnosi di D.S.A. al momento della normale iscrizione o in corso d anno, ne darà comunicazione al Dirigente Scolastico, al coordinatore di classe e al referente D.S.A. il quale avrà cura di controllare che essa rispetti quanto sancito dalla legge 8/10/2010, art. 3 e dalle circolari del MIUR (03/02/11, 04/04/11, 26/05/11). In caso contrario contatterà la famiglia per chiarimenti e/o integrazioni. Dirigente Scolastico Coordinatore di classe Referente D.S.A. Famiglia Segreteria didattica STESURA E SOTTOSCRIZIONE DEL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO TEMPI FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI COINVOLTI Inizio anno scolastico Settembreottobre Novembre Subito dopo l approvazion e del P.D.P di novembre Visione e accettazione del P.D.P. Sottoscrizione del P.D.P. Il referente D.S.A. e il coordinatore di classe informano il Consiglio di classe, di sezione e del team sull argomento: fornendo adeguate informazioni sui Disturbi Specifici di Apprendimento e/o la patologia specifica; fornendo riferimenti per reperire materiale didattico formativo adeguato; presentando le eventuali strategie didattiche alternative (tra cui le tecnologie informatiche) compensative. Il coordinatore e/o referente DSA, in occasione del primo C.d.C., sezione e del team presenta il caso, raccoglie osservazioni di tutti i componenti al fine di stilare il PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (P.D.P.) In sede del C.d.C., di team e di sezione verrà approvato il P.D.P. e costituirà un allegato riservato della programmazione e del fascicolo personale dell alunno. Ogni singolo docente stilerà, il P.D.P. relativo alla propria disciplina, nel quale avrà cura di specificare eventuali approfondimenti e/o integrazioni in merito a obiettivi, misure dispensative e strumenti compensativi e lo allegherà al proprio piano di lavoro presentato per l intera classe. Il P.D.P. una volta redatto, va presentato alla famiglia (e all alunno, se maggiorenne) per la condivisione e accettazione. In tale sede potranno essere apportate eventuali ultime modifiche e dopo sarà sottoscritto dalla famiglia (e dell alunno, se maggiorenne). Il coordinatore e/o referente DSA lo farà poi controfirmare da tutti i componenti e dal Dirigente Scolastico, rendendolo così esecutivo Nel caso di acquisizione della diagnosi ad anno scolastico avviato (entro novembre) il coordinatore e/o referente DSA convocherà un C.d.C., di sezione o del team straordinario e seguirà la procedura sopra illustrata. Coordinatore di classe Referente D.S.A. Consiglio di classe, di sezione e del team Coordinatore di classe Referente D.S.A. Docenti del C.d.C. Coordinatore di classe Referente D.S.A. Docenti del C.d.C. Coordinatore di classe Referente D.S.A. Docenti del C.d.C. Famiglia Segreteria didattica Alunno
37 VALUTAZIONE INTERMEDIA E FINALE TEMPI FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI COINVOLTI Fine primo e secondo quadrimestre Nel corso dell intero anno scolastico Verifica dei risultati ottenuti La scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà (art. 3 comma 2). In particolare alla pagella del primo quadrimestre, e del secondo quadrimestre verranno allegate comunicazioni che evidenzino le eventuali difficoltà persistenti. Coordinatore, Docenti Referente DSA. PROCEDURA DA SEGUIRE IN CASO DI SOSPETTO DI DIFFICOLTÀ RIFERIBILE A DSA TEMPI ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI Durante l anno scolastico Sotto invito del coordinatore di classe o del referente DSA si recherà presso gli enti preposti (art. 3, comma 1 della legge 170 ) per una eventuale diagnosi del disturbo rilevato. Nel caso in cui un docente abbia il dubbio che un suo alunno possa essere affetto da DSA, segnala il caso al coordinatore di classe o referente DSA il quale, con discrezione, sentirà lo studente e successivamente ne convocherà i genitori. Coordinatore di classe Referente D.S.A. Docenti del C.d.C. Famiglia Alunno maggiorenne INDICAZIONI OPERATIVE PER L ESPLETAMENTO DELLE PROVE DEGLI ESAMI DI STATO TEMPI FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA SOGGETTI Maggio Giugno Nel documento del Consiglio di Classe di maggio il coordinatore controlla che i docenti abbiano specificato: -tutte le informazioni sugli strumenti compensativi e dispensativi, con riferimento alle verifiche, ai tempi e al sistema valutativo utilizzati in corso d anno; -le modalità, i tempi e i sistemi valutativi per le prove d esame; -le simulazioni delle prove d esame. La Commissione d esame per le prove scritte d esame prenderà in considerazione: -tempi più lunghi; -utilizzo di strumenti informatici, se utilizzati in corso d anno; - possibilità di avvalersi di un membro della commissione per la lettura dei testi delle prove scritte. Per quanto riguarda la lingua straniera, in attesa delle ordinanze applicative della legge, rimane valida la norma di cui alla Nota 4674 del , secondo la quale non è possibile dispensare gli alunni dalla prova scritta in lingua straniera; le difficoltà dovranno essere compensate mediante l assegnazione di tempi più estesi, l utilizzo di alcune tecnologie informatiche, valutazioni più attente al contenuto che alla forma, l integrazione orale della prova scritta. Docenti C.d.C. Coordinatore di classe, Commissione d esame
38 RIEPILOGO PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON DSA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA: Alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento Legge 170/2010 DIAGNOSI SPECIALISTICA La diagnosi dei DSA è effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici gia' assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed è comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate. Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia. È compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all'articolo 7, comma 1. L'esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA. La scuola attivera il Protocollo previsto per gli alunni con DSA ogni qualvolta entrerà in possesso della suddetta diagnosi. OSSERVAZIONE I Disturbi Specifici di Apprendimento hanno una componente evolutiva che comporta la loro manifestazione come ritardo e/o atipia del processo di sviluppo, definito sulla base dell età anagrafica e della media degli alunni o degli studenti presenti nella classe. Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato che ai DSA si accompagnano stili di apprendimento e altre caratteristiche cognitive specifiche, che e importante riconoscere per la predisposizione di una didattica personalizzata efficace. Ciò assegna alla capacitàdi osservazione degli insegnanti un ruolo fondamentale, non solo nei primi segmenti dell istruzione - scuola dell infanzia e scuola primaria - per il riconoscimento di un potenziale disturbo specifico dell apprendimento, ma anche in tutto il percorso scolastico, per individuare quelle caratteristiche cognitive su cui puntare per il raggiungimento del successo formativo. Osservazione delle prestazioni atipiche Per individuare un alunno con un potenziale Disturbo Specifico di Apprendimento, non necessariamente si deve ricorrere a strumenti appositi, ma può bastare, almeno in una prima fase, far riferimento all osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo. Ad esempio, per ciò che riguarda la scrittura, e possibile osservare la presenza di errori ricorrenti, che possono apparire comuni ed essere frequenti in una fase di apprendimento o in una classe precedente, ma che si presentano a lungo ed in modo non occasionale. Nei ragazzi più grandi e possibile notare l estrema difficoltà a controllare le regole ortografiche o la punteggiatura.
39 Per quanto concerne la lettura, possono essere indicativi il permanere di una let tura sillabica; la tendenza a leggere la stessa parola in modi diversi nel medesimo brano; il perdere frequentemente il segno o la riga.quando un docente osserva tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, predispone specifiche attività di recupero e potenziamento. Se, anche a seguito di tali interventi, l atipia permane, sara necessario comunicare alla famiglia quanto riscontrato, consigliandola di ricorrere ad uno specialista per accertare la presenza o meno di un disturbo specifico di apprendimento. È bene precisare che le ricerche in tale ambito rilevano che circa il 20% degli alunni (soprattutto nel primo biennio della scuola primaria), manifestano difficoltà nelle abilita di base coinvolte dai Disturbi Specifici di Apprendimento. Di questo 20%, tuttavia, solo il tre o quattro per cento presenteranno un DSA. Ciò vuol dire che una prestazione atipica solo in alcuni casi implica un disturbo. Osservazione degli stili di apprendimento Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici. Ciò e significativo per l argomento in questione, in quanto se la costruzione dell attività didattica, sulla base di un determinato stile di apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso invece di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzano, diventa un elemento essenziale per il suo successo scolastico. Percorso Didattico Personalizzato Il PDP del consiglio di classe, di interclasse, del team e del singolo docente verra stilato seguendo i modelli predisposti e reperibili sul sito dell Istituto. Esso deve contenere e sviluppare i seguenti punti: 1. dati relativi all alunno; 2. descrizione del funzionamento delle abilita strumentali; 3. caratteristiche comportamentali; 4. modalità del processo di apprendimento; 5. strumenti compensativi; 6. misure dispensative; 7. modalità di verifica e criteri di valutazione; 8. accordi con la famiglia/studente; 9. firme delle parti interessate (Dirigente Scolastico, coordinatore di classe, docenti, genitori, alunno (se maggiorenne).
40 STRUMENTI COMPENSATIVI Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell abilità deficitaria. Fra i più noti indichiamo: la sintesi vocale, trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto; il registratore, consente all alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione; i programmi di video scrittura con correttore ortografico, permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori; la calcolatrice, facilita le operazioni di calcolo; strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc. Tali strumenti sollevano l alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. L utilizzo di tali strumenti non e immediato e i docenti, anche sulla base delle indicazioni del referente di Istituto, avranno cura di sostenerne l uso da parte di alunni e studenti con DSA. MISURE DISPENSATIVE Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l apprendimento. SEZIONE 1 1. Usare un registratore. Molti problemi con i materiali scolastici sono collegati alla difficoltà nella lettura. Il registratore è considerato un eccellente aiuto per superare questo problema. Consegne e specifiche lezioni possono essere registrate in modo che lo studente possa riascoltare la cassetta per chiarirsi, capire la consegna o il concetto. Inoltre, per migliorare le capacità di lettura, lo studente può leggere le parole stampate, in silenzio, mentre esse sono presentate dal registratore. 2. Chiarire o semplificare le consegne scritte. L insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative della consegna. 3. Presentare una piccola quantità di lavoro. L insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli studenti, soprattutto quando le attività appaiono essere ridondanti. Ad esempio: l insegnante può richiedere di completare solo i problemi con il numero dispari o gli item con un asterisco apposto da essi stessi. Può inoltre risolvere alcuni item e chiedere agli studenti di completare il resto. Inoltre, l insegnante può dividere il foglio di lavoro in sezioni e richiedere allo studente il completamento di una specifica parte.
41 4. Bloccare gli stimoli estranei. Se lo studente è facilmente distraibile dagli stimoli visivi, può essere usato un foglio bianco di carta per coprire la sezione su cui il soggetto non sta lavorando. 5. Evidenziare le informazioni essenziali. L insegnante può sottolineare le informazioni essenziali con un evidenziatore. 6. Prevedere attività pratiche addizionali. Per far acquisire, agli studenti con difficoltà di apprendimento, padronanza nelle abilità selezionate, gli insegnanti devono essi stessi completare i materiali con attività pratiche che includano giochi educativi, attività di insegnamento tra pari, uso di materiali che si autocorreggono, programmi, software per il computer e fogli di lavoro addizionali. 7. Fornire un glossario per aree di contenuto. Gli studenti, spesso, traggono beneficio da un glossario dei termini con le relative spiegazioni di significato. 8. Sviluppare una guida per la lettura. Una guida aiuta il lettore a capire le idee rilevanti e a selezionare i numerosi dettagli collegati alle idee principali. Essa può essere sviluppata paragrafo per paragrafo, pagina per pagina o sezione per sezione. SEZIONE 2 Alcuni adattamenti che rinforzano con successo le attività educative interattive sono i seguenti: 1. Ripetizione della consegna. Gli studenti che hanno difficoltà nel seguire le consegne possono essere aiutati richiedendo di ripetere la consegna a parole loro: (a) se essa richiede molte fasi, spezzala in piccole sequenze; (b) semplifica la consegna, presentando solo una sequenza per volta; (c) quando viene utilizzata una consegna scritta, assicurarsii che gli studenti siano in grado di leggerla e di comprendere le parole, compreso il significato di ogni frase. 2. Mantenimento delle routine giornaliere. Molti studenti con DSA hanno bisogno di routine giornaliere per conoscere e fare ciò che ci si aspetta essi facciano. 3. Consegna di una copia degli appunti della lezione. L insegnante può dare una copia degli appunti delle lezioni agli studenti che hanno difficoltà nel prenderli durante la presentazione. 4. Dare agli studenti un organizzatore grafico. Uno schema, una tabella o un reticolato bianco può essere dato allo studente che lo riempira durante la presentazione. Questo aiuta lo studente a focalizzare la propria attenzione sulle informazioni-chiave e a vedere la relazione tra concetti e informazioni collegate. 5. Uso di istruzioni passo passo. Informazioni nuove o particolarmente difficili possono essere presentate in piccole fasi sequenziali. 6. Combinazione simultanea di informazioni verbali e visive. Le informazioni verbali possono essere date con dimostrazioni visive (es: opuscoli, volantini, lavagna luminosa etc.)
42 7. Scrittura dei punti-chiave o delle parole alla lavagna. Prima di una presentazione l insegnante può scrivere un piccolo glossario con i termini nuovi sulla lavagna. 8. Uso di presentazioni ed attività bilanciate. Equilibrio tra le presentazioni orali, quelle visive e le attività partecipative; inoltre tra le attività in grandi e piccoli gruppi ed individuali. 9. Uso dell insegnamento mnemonico. Dispositivi mnemonici possono essere usati per aiutare gli studenti a ricordare le informazioni chiave o le fasi in una strategia d apprendimento. 10. Enfasi sul ripasso giornaliero. Il ripasso giornaliero dei precedenti apprendimenti e delle lezioni aiuta gli studenti a collegare le nuove informazioni con quelle precedenti. 11. Evitare sempre di usare il corsivo, di far leggere a voce alta, di scrivere sotto dettatura, di ricopiare testi o espressioni matematiche. 12. Modificare le prove d ascolto delle lingue straniere ed utilizzare domande a scelta multipla per le verifiche. SEZIONE 3 L accoglienza coinvolge la performance dello studente. I seguenti adattamenti coinvolgono le diverse modalità di ricezione ed espressione che possono essere usate per rafforzare la performance degli studenti. 1. Cambia la modalità di risposta. Per gli studenti che hanno difficoltà nella risposta motoria fine, come ad esempio nella grafia, la modalità di risposta può essere cambiata attraverso il sottolineare, lo scegliere tra risposte multiple, il selezionare e il marcare la risposta corretta. 2. Consegna uno schema della lezione. Uno schema può aiutare alcuni studenti a seguire la lezione con successo, a prendere appunti appropriati, a fare domande pertinenti e al giusto momento. 3. Incoraggia l uso degli organizzatori grafici. Per sviluppare un organizzatore grafico gli studenti possono usare i seguenti step: (a) fare una lista degli argomenti sulla prima linea; (b) collezionare e dividere le informazioni sotto ogni titolo e farne una lista; (c) organizzare tutte le informazioni sotto delle aree e sottotitolarle; (d) inserire queste informazioni nell organizzatore grafico (sez. 2 - punto 5). 4. Posiziona lo studente vicino all insegnante. Gli studenti con disturbo dell attenzione possono essere messi vicino all insegnante, alla lavagna, all area di lavoro, lontano da suoni, materiali o oggetti che distraggono. 5. Incoraggia l uso di calendari per le valutazioni. Gli studenti possono usare calendari per registrare le date delle valutazioni, liste di attività collegate alla scuola, registrare le date dei test e gli orari per le attività scolastiche.
43 6. Ridurre l atto del copiare dando informazioni ed attività in opuscoli o fogli di lavoro. 7. Far girare i fogli a righe per la matematica. I fogli a righe possono essere girati verticalmente per aiutare gli studenti a mettere i numeri nelle colonne appropriate mentre risolvono problemi matematici. 8. Usa suggerimenti per denotare gli item più importanti. Asterischi o puntini possono denotare problemi o attività che contano di più nella valutazione perche lo studente possa organizzare bene il tempo durante le prove di valutazione. 9. Crea fogli di lavoro gerarchici. L insegnante può costruire fogli di lavoro con problemi ordinati in senso gerarchico dal più facile al più difficile. Il successo immediato aiuta lo studente ad iniziare il lavoro. 10. Permetti l uso di ausili didattici. Agli studenti possono essere date strisce di lettere o numeri per aiutarli a scrivere correttamente. Linee di numeri, tavole pitagoriche, calcolatori e calcolatrici aiutano gli studenti nel conteggio una volta che hanno capito e scelto l operazione matematica. 11. Usa l apprendimento mediato dai pari. Soggetti di diversi livelli di abilità possono leggere ad alta voce l uno all altro, scrivere storie o condurre esperimenti di laboratorio. Inoltre un compagno può leggere un problema matematico ad un soggetto con disturbo di apprendimento che cerca di risolverlo. 12. Incoraggia la condivisione degli appunti. Lo studente può prendere appunti e poi condividerli con gli assenti o con soggetti con disturbo dell apprendimento. Questo aiuta gli studenti che hanno difficoltà nel prendere appunti a concentrarsi sulla presentazione della lezione. 13. Usa in modo flessibile il tempo di lavoro scolastico. Agli studenti che lavorano in modo lento può essere dato un po di tempo in più per completare le attività scritte oggetto di valutazione. 14. Prevedi una pratica addizionale. Gli studenti hanno bisogno di una differente quantità di pratica per acquisire padronanza di abilità o contenuti. Molti studenti con disturbi dell apprendimento hanno bisogno di attività pratiche aggiuntive per imparare in modo fluente. 15. Cambia o adatta le modalità valutative. Agli studenti può essere permesso di completare un progetto invece di una interrogazione orale e viceversa. Se uno studente ha problemi di scrittura l insegnante può permettergli di sottolineare la risposta giusta e dare una motivazione orale ad essa piuttosto che scriverla su di un foglio.
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45 PERSONE COINVOLTE NEL PROGETTO D INCLUSIONE: Alunni con DSA Personale Uffici scolastici Regionali Dirigente Scolastico Ruoli e compiti predisposizione di protocolli deontologici regionali per condividere le procedure e i comportamenti da assumere nei confronti degli alunni con DSA (dalle strategie per individuare precocemente i segnali di rischio alle modalità di accoglienza, alla predisposizione dei Piani didattici personalizzati, al contratto formativo con la famiglia); costituzione di gruppi di coordinamento costituiti dai referenti provinciali per l implementazione delle linee di indirizzo emanate a livello regionale; stipula di accordi (convenzioni, protocolli, intese) con le associazioni maggiormente rappresentative; organizzazione di attività di formazione diversificate, in base alle specifiche situazioni di contesto e adeguate alle esperienze, competenze, pratiche pregresse presenti in ogni realtà, in modo da far coincidere la risposta formativa all effettiva domanda di supporto e conoscenza; potenziamento dei Centri Territoriali di Supporto per tecnologie e disabilità (CTS) soprattutto incrementando le risorse (sussidi e strumenti tecnologici specifici per i DSA) e pubblicizzando ulteriormente la loro funzione di punti dimostrativi. garantisce il raccordo di tutti i soggetti che operano nella scuola con le realtà territoriali; stimola e promuove ogni utile iniziativa finalizzata a rendere operative le indicazioni condivise con Organi collegiali e famiglie; - attiva interventi preventivi; - trasmette alla famiglia apposita comunicazione; - riceve la diagnosi consegnata dalla famiglia, la acquisisce al protocollo e la condivide con il gruppo docente; - promuove attività di formazione/aggiornamento per il conseguimento di competenze specifiche diffuse; - promuove e valorizza progetti mirati, individuando e rimuovendo ostacoli, nonché assicurando il coordinamento delle azioni (tempi, modalità, finanziamenti); - definisce, su proposta del Collegio dei Docenti, le idonee modalità di documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati di alunni e studenti con DSA e ne coordina l elaborazione e le modalità di revisione, anche se necessario facendo riferimento ai già richiamati modelli esemplificativi pubblicati sul sito del MIUR ( - gestisce le risorse umane e strumentali; - promuove l intensificazione dei rapporti tra i docenti e le famiglie di alunni e studenti con DSA, favorendone le condizioni e prevedendo idonee modalità di riconoscimento dell impegno dei docenti; - attiva il monitoraggio relativo a tutte le azioni messe in atto, al fine di favorire la riproduzione di buone pratiche e procedure od apportare eventuali modifiche. Per la realizzazione degli obiettivi previsti e programmati, il Dirigente scolastico potrà avvalersi della collaborazione di un docente (referente o funzione strumentale) con compiti di informazione, consulenza e coordinamento. I Dirigenti scolastici potranno farsi promotori di iniziative rivolte alle famiglie di alunni e studenti con DSA, promuovendo e organizzando, presso le istituzioni scolastiche seminari e brevi corsi informativi.
46 Il referente DSA o Funzione strumentale I Docenti Le funzioni del referente sono, in sintesi, riferibili all ambito della sensibilizzazione ed approfondimento delle tematiche, nonché del supporto ai colleghi direttamente coinvolti nell applicazione didattica delle proposte. Il referente che avrà acquisito una formazione adeguata e specifica sulle tematiche, a seguito di corsi formalizzati o in base a percorsi di formazione personali e/o alla propria pratica esperienziale/didattica, diventa punto di riferimento all interno della scuola ed, in particolare, assume, nei confronti del Collegio dei docenti, le seguenti funzioni: * fornisce informazioni circa le disposizioni normative vigenti; * fornisce indicazioni di base su strumenti compensativi e misure dispensative al fine di realizzare un intervento didattico il più possibile adeguato e personalizzato; * collabora, ove richiesto, alla elaborazione di strategie volte al superamento dei problemi nella classe con alunni con DSA; * offre supporto ai colleghi riguardo a specifici materiali didattici e di valutazione; * cura la dotazione bibliografica e di sussidi all interno dell Istituto; * diffonde e pubblicizza le iniziative di formazione specifica o di aggiornamento; * fornisce informazioni riguardo alle Associazioni/Enti/Istituzioni/Università ai quali poter fare riferimento per le tematiche in oggetto; * fornisce informazioni riguardo a siti o piattaforme on line per la condivisione di buone pratiche in tema di DSA; * funge da mediatore tra colleghi, famiglie, studenti, operatori dei servizi sanitari, agenzie formative accreditate nel territorio; * informa eventuali supplenti in servizio nelle classi con alunni con DSA. Il Referente d Istituto avrà in ogni caso cura di promuovere lo sviluppo delle competenze dei colleghi docenti, ponendo altresì attenzione a che non si determini alcun meccanismo di delega né alcuna forma di deresponsabilizzazione, ma operando per sostenere la presa in carico dell alunno e dello studente con DSA da parte dell insegnante di classe. La eventuale presenza all interno dell Istituto scolastico di un docente esperto, con compiti di referente, non deve sollevare il Collegio dei docenti ed i Consigli di classe interessati dall impegno educativo di condividere le scelte. Risulta, infatti, indispensabile che sia l intera comunità educante a possedere gli strumenti di conoscenza e competenza, affinché tutti siano corresponsabili del progetto formativo elaborato e realizzato per gli alunni con DSA. In particolare, ogni docente, per sé e collegialmente: - durante le prime fasi degli apprendimenti scolastici cura con attenzione l acquisizione dei prerequisiti fondamentali e la stabilizzazione delle prime abilità relative alla scrittura, alla lettura e al calcolo, ponendo contestualmente attenzione ai segnali di rischio in un ottica di prevenzione ed ai fini di una segnalazione; - mette in atto strategie di recupero; - segnala alla famiglia la persistenza delle difficoltà nonostante gli interventi di recupero posti in essere; - prende visione della certificazione diagnostica rilasciata dagli organismi preposti; - procede, in collaborazione con i colleghi, alla documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati previsti; - attua strategie educativo-didattiche di potenziamento e di aiuto compensativo; - adotta misure dispensative; - attua modalità di verifica e valutazione adeguate e coerenti; - realizza incontri di continuità con i colleghi del precedente e successivo ordine o grado di scuola al fine di condividere i percorsi educativi e didattici effettuati dagli alunni, in particolare quelli con DSA, e per non disperdere il lavoro svolto.
47 La famiglia La famiglia che si avvede per prima delle difficoltà del proprio figlio o della propria figlia, ne informa la scuola, sollecitandola ad un periodo di osservazione. Essa è altrimenti, in ogni caso, informata dalla scuola delle persistenti difficoltà del proprio figlio o figlia. La famiglia: * provvede, di propria iniziativa o su segnalazione del pediatra - di libera scelta o della scuola - a far valutare l alunno o lo studente secondo le modalità previste dall Art. 3 della Legge 170/2010; * consegna alla scuola la diagnosi di cui all art. 3 della Legge 170/2010; * condivide le linee elaborate nella documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati ed è chiamata a formalizzare con la scuola un patto educativo/formativo che preveda l autorizzazione a tutti i docenti del Consiglio di Classe - nel rispetto della privacy e della riservatezza del caso - ad applicare ogni strumento compensativo e le strategie dispensative ritenute idonee, previste dalla normativa vigente, tenuto conto delle risorse disponibili; * sostiene la motivazione e l impegno dell alunno o studente nel lavoro scolastico e domestico; * verifica regolarmente lo svolgimento dei compiti assegnati; * verifica che vengano portati a scuola i materiali richiesti; * incoraggia l acquisizione di un sempre maggiore grado di autonomia nella gestione dei tempi di studio, dell impegno scolastico e delle relazioni con i docenti; * considera non soltanto il significato valutativo, ma anche formativo delle singole discipline. Gli studenti Gli studenti con le necessarie differenziazioni in relazione all età, sono i primi protagonisti di tutte le azioni che devono essere messe in campo qualora si presenti una situazione di DSA. Essi, pertanto, hanno diritto: ad una chiara informazione riguardo alla diversa modalità di apprendimento ed alle strategie che possono aiutarli ad ottenere il massimo dalle loro potenzialità; a ricevere una didattica individualizzata/personalizzata, nonché all adozione di adeguati strumenti compensativi e misure dispensative. Hanno il dovere di porre adeguato impegno nel lavoro scola stico. Ove l età e la maturità lo consentano, suggeriscono ai docenti le strategie di apprendimento che hanno maturato autonomamente
48 VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI CON DSA La valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni con DSA deve essere coerente con gli interventi pedagogico-didattici programmati nel singoli PDP. La scuola adotterà modalità valutative che consentiranno all alunno con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all abilità deficitaria. Le Commissioni degli esami di Stato terranno in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Sulla base del disturbo specifico, anche in sede di esami di Stato, potranno essere riservati ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni assicureranno, altresi, l utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adotteranno criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, sia in fase di colloquio. La scuola attuerà ogni strategia didattica per consentire ad alunni e studenti con DSA l apprendimento delle lingue straniere. A tal fine valorizzerà la modalità attraverso cui l alunno meglio può esprimere le sue competenze, privilegiando l espressione orale, nonché ricorrendo agli strumenti compensativi e alle misure dispensative più opportune. 0Le prove scritte di lingua straniera saranno progettate, presentate e valutate secondo modalità compatibili con le difficoltà connesse ai DSA. Si potràdispensare gli alunni dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d anno scolastico e in sede di esami di Stato, nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni di seguito elencate: - certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di dispensa dalle prove scritte; - richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla famiglia o dall allievo se maggiorenne; - approvazione da parte del consiglio di classe che confermi la dispensa in forma temporanea o permanente, tenendo conto delle valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze degli interventi di natura pedagogico-didattica, con particolare attenzione ai percorsi di studio in cui l insegnamento della lingua straniera risulti caratterizzante (liceo linguistico, istituto tecnico per il turismo, ecc.). In sede di esami di Stato, modalità e contenuti delle prove orali sostitutive delle prove scritte saranno stabiliti dalle Commissioni, sulla base della documentazione fornita dai consigli di classe. Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in presenza di altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l alunno su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe sarà esonerato dall insegnamento delle lingue straniere e seguirà un percorso didattico differenziato. In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art.13 del D.P.R. n.323/1998.
49 ESAMI DI STATO L esame dei candidati in situazione di DSA sarà svolto secondo quanto definito dalla ORDINANZA MINISTERIALE n. 41 dell recante Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2011/2012 Art.17 BIS - Esame dei candidati in situazione di DSA: 1. La Commissione d esame sulla base di quanto previsto dall articolo 10 del D.P.R. 22/6/2009, n.122 e dal relativo DM n luglio 2011 di attuazione della Legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico nonché dalle Linee Guida allegate al citato DM n. 5669/2011, - considerati eventuali elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati affetti da disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il Consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al DPR n.323/1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell art.5 del DM n del 12 luglio Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal Consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell art.5 del D.M. 12 luglio Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l ascolto dei testi della prova registrati in formati mp3. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d anno o comunque siano ritenuti giovevoli nello svolgimento dell esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove. 2. I candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell art.6, comma 6, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D.P.R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all albo dell istituto.
50 3. Per quanto riguarda i candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell art.6, comma 5, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell art. 15, comma 8. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l'osservanza della procedura di cui all'art. 15, comma 7. Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi alla lingua o alle lingue straniere sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell art. 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova. Gli allievi con DSA che, in base al DM n.5669/11, abbiano seguito un percorso didattico differenziato, sono valutati in base ad esso. Sono cioè ammessi a sostenere gli esami di Stato su prove differenziate, finalizzate esclusivamente al rilascio dell'attestazione, come previsto dal citato DPR 323/98. QUADRO NORMATIVO GENERALE DI RIFERIMENTO: Alunni con DSA Normativa di riferimento generale Legge 517/77 art.2 e 7: integrazione scolastica, individualizzazione degli interventi Legge 59/97: autonomia scolastica DPR 275/99 art.4: autonomia didattica Legge 59/03: personalizzazione del percorso scolastico Normativa di riferimento specifica Nota MIUR del : iniziative relative alla dislessia strumenti compensativi e dispensativi Nota MIUR del : iniziative relative alla dislessia, utilizzo degli strumenti dispensativi e compensativi anche in presenza di diagnosi Nota MIUR del : esami di Stato 2004/2005 Nota MIUR del : integrazione scolastica C.M : disturbi di apprendimento compensazione orale della lingua/e non materna DPR n.122 del : Valutazione degli alunni con DSA L. n.170 dell : Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico Nota MIUR del : Diagnosi alunni con DSA precedente all entrata in vigore della L. n.170 dell O.M. N.42 del 6 maggio 2011(art.12 comma 8):istruzioni e modalità organizzative per gli esami di stato C.M. n. 8 del 6 marzo 2013 contenente indicazioni operative concernenti la direttiva ministeriale 27 dicembre 2012
51 ALLEGATO N. 3: PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON ALTRI DISTURBI EVOLUTIVI Fasi di attuazione del Protocollo Individuazione Predisposizione del Piano di studi personalizzato Attivazione del piano di studi personalizzato Documentazione Monitoraggio Valutazione Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92 possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge 170/2010. Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con: - deficit del linguaggio; - deficit delle abilità non verbali; - deficit nella coordinazione motoria; - deficit dell attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico); - funzionamento cognitivo limite; - disturbo dello spettro autistico lieve (qualora non previsto dalla legge 104) ecc. INDIVIDUAZIONE ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Il Consiglio di classe prende in esame la documentazione clinica e/o la certificazione presentata dalla famiglia. Il Consiglio di classe, qualora ravvisi difficoltà nel percorso scolastico dell alunno che possono essere riconducibili a disturbi evolutivi specifici, informa la famiglia. PREDISPOSIZIONE DEL PIANO DI STUDI PERSONALIZZATO ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA La famiglia collabora alla stesura del PdP Il Consiglio di classe predispone gli
52 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 assumendo la corresponsabilità del progetto educativo. interventi di inclusione assumendosi la responsabilità pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata, il CdC dovrà motivare opportunatamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche. Il coordinatore di classe può chiedere la consulenza del GLI. Il CdC delibera l attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato. ATTIVAZIONE DEL PIANO DI STUDI PERSONALIZZATO ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA Il piano di studi personalizzato può essere attivato solo se la famiglia lo sottoscrive. ATTIVITÀ DELLA SCUOLA In caso di rifiuto la famiglia sottoscrive la non accettazione del piano. 1
53 ISIS De Sanctis Napoli PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON BES Anno Scolastico 2015/16 DOCUMENTAZIONE, MONITORAGGIO E VALUTAZIONE ATTIVITÀ DELLA FAMIGLIA ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Il coordinatore di classe è responsabile della documentazione che dovrà essere consegnata al Dirigente Scolastico che prende visione del PdP e lo firma. Il coordinatore di classe informa il referente del GLI del percorso di inclusione attivato. Il monitoraggio del PdP sarà effettuato durante i Consigli di classe e durante gli incontri del Gruppo di Lavoro per l Inclusione sul confronto dei casi. Il Consiglio di classe assume la responsabilità pedagogico-didattica ai fini valutativi. 2
54 ALLEGATO N. 4: PROTOCOLLO DI INCLUSIONE PER ALUNNI CON SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E/O CULTURALE: 1) Area dello svantaggio socioeconomico e culturale Tali tipologie di BES, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei Servizi Sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio. 2) Area dello svantaggio linguistico e culturale. Per quanto riguarda questa tipologia di alunni si fa riferimento al PROTOCOLLO DI INCLUSIONE DEGLI STUDENTI STRANIERI. Ci sono diversi alunni stranieri che frequentano attualmente l ISIS De Sanctis. Di fronte alla varietà di vita e di storia che caratterizzano questi ragazzi e ai differenti bisogni didattici e linguistici, per offrire risposte efficaci, così come suggerito dalle "Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri" allegate alla Circolare Ministeriale n. 24 del 1 marzo 2006, il De Sanctis, come tutte le scuole interessate all inserimento di alunni stranieri, in base alla normativa vigente (D. D. LL. 25/7/98, n. 286 D. P.R. 31/8/99, n. 394 che sancisce il diritto dei minori stranieri presenti sul territorio nazionale all istruzione, indipendentemente dalla regolarità della loro posizione), iscrive gli alunni stranieri, nelle forme e nei modi previsti per i coetanei italiani, nelle classi corrispondenti alla loro età anagrafica, tenendo conto del loro livello di competenze, abilità e preparazione e fa in modo di predisporre il clima, gli atteggiamenti e l organizzazione per facilitare l inserimento dei minori appena arrivati in Italia, anche attraverso incontri con le famiglie. Ci si rende però conto che, anche nella nostra scuola, la presenza di ragazzi provenienti da alcuni Paesi extracomunitari sta diventando sempre più significativa e che la loro integrazione va considerata come un occasione educativa la cui utilità ricade non solo sugli alunni interessati, ma anche sulla classe e sulla scuola nel suo complesso, è importante pertanto È bene quindi che il Collegio Docenti approvi un protocollo, vale a dire un modello di accoglienza che illustri una modalità corretta e pianificata, con la quale affrontare e facilitare l inserimento scolastico degli alunni stranieri, in particolare di chi si iscrive ad anno scolastico iniziato e che può fornire una base di partenza comune all interno dei percorsi formativi dei diversi Consigli di classe.
55 Finalità Attraverso le indicazioni contenute nel protocollo di inclusione, il Collegio dei Docenti si propone di: - definire comportamenti condivisi all interno dell Istituto in tema di accoglienza di alunni stranieri - facilitare l ingresso a scuola dei ragazzi stranieri ed accoglierli in un clima di serenità - entrare in relazione con la famiglia immigrata - promuovere la comunicazione tra scuola e territorio e tra i vari ordini di scuola sui temi dell accoglienza e dell educazione interculturale Contenuti Il protocollo di inclusione: - prevede la formazione di un" Gruppo" di Progetto interculturale all interno dell Istituto - fornire indicazioni riguardo alle modalità di inserimento degli alunni stranieri - indicare fasi e modalità di interventi per l apprendimento della lingua italiana come lingua sia di comunicazione che di studio - ricerca di strumenti didattici e materiali che supportino il lavoro didattico rivolto agli alunni stranieri Commissione Intercultura È costituita nell Istituto la Commissione intercultura, gruppo di lavoro e articolazione del Collegio Docenti, composta dal Dirigente Scolastico, dal docente referente per le attività riguardanti gli stranieri e da alcuni docenti che affiancano il referente nelle varie attività di accoglienza e sostegno agli alunni stranieri. Le competenze del gruppo hanno carattere consultivo, gestionale e progettuale e il gruppo si riunisce nei casi di inserimento di alunni neoarrivati, per progettare azioni comuni, per monitorare progetti esistenti, per operare un raccordo tra le diverse realtà. I compiti del gruppo vanno dall accoglienza (vaglio nuovi iscritti, colloqui con gli studenti e le famiglie, formulazione del test d ingresso per valutare le competenze linguistiche, organizzazione delle attività di apprendimento della lingua italiana come L2 a vari livelli e contatti con coordinatori di classe e docenti) al sostegno dell apprendimento nel corso dell anno scolastico, alla cernita del materiale da acquistare per rendere efficaci gli interventi (manuali specifici, vocabolari bilingui, materiale audio e video). Fasi di attuazione del Protocollo Iscrizione La prima conoscenza L inserimento e l accoglienza nella classe Azioni a sostegno dell integrazione Valutazione Percorsi individualizzati Collaborazione con il territorio
56 ISCRIZIONE L iscrizione rappresenta il primo passo di un percorso d accoglienza dell alunno straniero e della sua famiglia. I criteri guida per l iscrizione sono fissati dall art.45 del D.P.R. n.394 del 31/08/1999 e dalle Linee Guida per l accoglienza e l integrazione degli allievi stranieri (febbraio 2006). Essi prevedono di: - acquisire la domanda di iscrizione, utilizzando, dove necessario, una modulistica plurilingue; - fornire ai genitori stranieri materiale tradotto per una prima informazione sull organizzazione della scuola; - raccogliere la documentazione necessaria: documento di identità o passaporto del/dei genitori del minore, codice fiscale dell alunno, autocertificazione del genitore, documenti scolastici pregressi, recapito telefonico per contatti urgenti, opzione di avvalersi o non avvalersi dell insegnamento della religione cattolica. I minori stranieri soggetti all obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all età anagrafica, salvo che non si ritenga opportuno scegliere una classe diversa, tenendo conto: - di un diverso ordinamento degli studi del paese di provenienza del minore che può determinare l iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all età anagrafica; - del periodo dell anno scolastico nel quale viene fatta l iscrizione. Esaminata la documentazione e analizzata la situazione del minore straniero, il Dirigente Scolastico assegnerà il minore alla sezione/classe, tenendo conto della complessità della classe accogliente, convocando gli insegnanti che saranno direttamente coinvolti e, nel caso di classi parallele, i colleghi del team allargato o, per lo meno, una loro rappresentanza. Al fine di consentire agli insegnanti di classe la preparazione dell accoglienza, l avvio della frequenza scolastica per il neo-arrivato sarà posticipato di alcuni giorni rispetto al momento dell iscrizione. È utile, indicare fra il personale di segreteria, chi è incaricato del ricevimento delle iscrizioni degli alunni stranieri anche al fine di affinare progressivamente abilità comunicative e relazionali che aiutano senz altro l interazione con i "nuovi utenti". Si specificano i documenti e le informazioni da richiedere, oltre che gli avvisi, i moduli, le note informative sulla scuola scritte nelle lingue d origine da consegnare ai genitori per facilitare la loro comprensione della nuova realtà scolastica. La consegna di documentazione bilingue o in lingua d origine, così come l esposizione di avvisi e indicazioni in lingua nelle bacheche e sui muri e le porte della scuola, propongono un volto "amichevole" della scuola. È anche possibile prevedere l intervento di mediatori linguistici che possano essere messi a disposizione da enti locali e associazioni sulla base di convenzioni e di accordi. Il primo incontro dei genitori stranieri, sovente accompagnati dal figlio che deve essere iscritto, di carattere inevitabilmente amministrativo, potrebbe concludersi con la definizione di una data per l incontro successivo fra i genitori e il nuovo alunno con uno dei docenti del gruppo "accoglienza". ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Ufficio di segreteria: - iscrive i minori, - raccoglie la documentazione relativa alla precedente scolarità (se esistente), - acquisisce l opzione di avvalersi o non avvalersi della religione cattolica - avvisa tempestivamente i coordinatori delle scuole, al fine di favorire le successive fasi dell accoglienza, - individua tra il personale un incaricato del ricevimento delle iscrizioni al fine di affinare progressivamente abilità comunicative e relazionali che aiutano l interazione con i cittadini immigrati, - fornisce ai genitori materiale in più lingue per una prima informazione sul sistema scolastico italiano. Materiali - moduli d iscrizione (in più lingue) - scheda di presentazione della scuola in generale (in più lingue) - scheda di presentazione dell istituto
57 LA PRIMA CONOSCENZA Oltre agli aspetti amministrativi, occorre raccogliere una serie d informazioni di merito sull alunno che consentano d adottare decisioni adeguate, sia sulla classe in cui deve essere inserito, sia sui percorsi di facilitazione che dovrebbero essere attivati. La prima conoscenza può articolarsi in un incontro con i genitori e un colloquio con l alunno, eventualmente alla presenza di un mediatore linguistico. In questa fase si raccolgono informazioni sulla storia personale e scolastica dell alunno, sulla situazione familiare, sugli interessi, le abilità, le competenze possedute dall alunno. Il rapporto con il bambino o il ragazzo straniero può essere facilitato anche dall utilizzo di tecniche non verbali quali il disegno, la gestualità, la fotografia, ecc. Possono essere proposte prove logico-matematiche, organizzate su diversi livelli di competenza, congegnate in modo da essere intuitivamente comprensibili oppure tradotte nelle lingue d origine. Dagli incontri previsti in questa fase potrà emergere una significativa, per quanto iniziale, biografia scolastica dell alunno. ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Commissione accoglienza - articola un colloquio con l alunno, utilizzando anche tecniche non verbali, se necessario; - compila un iniziale biografia scolastica dell alunno; - facilita la conoscenza della nuova scuola; - raccoglie dati e documentazioni sulla scuola dei paesi da cui proviene l alunno straniero - osserva l alunno in situazione (sarebbe auspicabile, se necessario, avvalersi di un mediatore linguistico). I compiti della Commissione consistono in: - valutare gli inserimenti degli alunni stranieri con particolari difficoltà; - coordinare l acquisto e la gestione di specifici sussidi didattici; - mantenere contatti con gli enti territoriali per acquisire le loro proposte; - collaborare con altre scuole del territorio e partecipare ad iniziative specifiche; - favorire la partecipazione a laboratori linguistici e/o interculturali ; - realizzare momenti forti nell ambito dell anno scolastico, volti alla valorizzazione della diversità culturale e alla messa in risalto delle pratica interculturali. La Commissione intercultura prevederà momenti specifici per illustrare ai colleghi le iniziative, per raccordarsi con enti esterni nella definizione di progetti, per monitorare le iniziative messe in atto. Materiali - traccia di primo colloquio con la famiglia - elenco mediatori locali - questionario rivolto agli alunni neoarrivati - la scuola nei paesi d origine dei bambini immigrati: schede informative - schede per la rilevazione di abilità e competenze non verbali
58 L INSERIMENTO E L ACCOGLIENZA NELLA CLASSE Gli elementi raccolti durante le due precedenti fasi permettono di assumere decisioni in merito alla classe d inserimento e il Dirigente scolastico, tenuto conto delle disposizioni legislative, propone l assegnazione alla classe e alla sezione, seguendo il criterio dell età, della presenza di altri alunni appartenenti allo stesso gruppo linguistico, dell equa distribuzione nelle classi degli alunni stranieri (è consigliabile infatti evitare la costituzione di classi con predominanza di alunni stranieri provenienti dallo stesso paese) e tenendo conto: - dell'ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell'alunno, che può determinare l'iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all'età anagrafica; - dell'accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell'alunno; - del corso di studi eventualmente seguito dall'alunno nel Paese di provenienza; - del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno - della tipologia dei curricoli del sistema scolastico del Paese di provenienza L arrivo di un alunno straniero nella classe, sia all inizio dell anno scolastico che in corso d anno, va sostenuto da un clima disteso e sereno che permetta il proficuo inserimento dello alunno/a nel gruppo-classe e sottolineato da alcuni comportamenti: il docente coordinatore, contattato dal Dirigente scolastico e dal referente, informa il Consiglio di classe del nuovo arrivo, presentandone possibilmente la situazione scolastica ed esistenziale. Il coordinatore di classe, una volta avuta l informazione del nuovo arrivo si occuperà di: - fornire alla famiglia informazioni utili riguardo il funzionamento della scuola, gli orari e la sua organizzazione ed, eventualmente, un elenco di enti presenti sul territorio; - fissare, dopo un periodo di circa un mese, un incontro scuola famiglia, eventualmente aperto agli educatori del doposcuola, per verificare l efficacia degli interventi e pianificare ulteriori azioni educativo-didattiche, avvalendosi anche di un mediatore culturale dove necessario. Il docente in servizio al momento dell arrivo, presenta alla classe il nuovo alunno; studenti e docenti cercheranno forme di comunicazione e modalità che facilitino l inserimento: ad es. nominare un tutor di classe che si occupi di aiutare il nuovo arrivato ad orientarsi nei locali della scuola e nei compiti assegnati dagli insegnanti, ripetendogli regole, orari, consegne da rispettare; qualora se ne presenti la necessità, nominare chiedendo la disponibilità agli studenti uno o piu tutor didattici che facilitino al nuovo arrivato la comprensione della lingua dello studio con appunti, schemi o altro, sotto la guida dell insegnante. ATTIVITÀ DELLA SCUOLA Compiti del team/consiglio di classe Sarà compito di tutti gli insegnanti di classe: - accertare le competenze linguistiche, logiche, mnemoniche, matematiche adeguate all età anagrafica, con le modalità e gli strumenti di volta in volta ritenuti più opportuni, al fine dell individualizzazione del percorso. - richiedere eventuale consulenza della Commissione Intercultura, che avrà lo scopo di suggerire alcuni strumenti di facilitazione per l inserimento (elenco materiali didattici bilingui, modulistica, contatti con il mediatore culturale...). - confrontarsi, dopo un primo periodo di frequenza regolare dell alunno straniero, per discutere su possibili problematiche emerse durante la prima fase di inserimento ed, eventualmente, pianificare ulteriori interventi specifici. Strumenti e risorse Utilizzo di spazi offerti dalla flessibilità oraria per organizzare interventi di alfabetizzazione che, soprattutto nella prima fase, possono essere sostitutivi di altri insegnamenti disciplinari e integrativi; Ore di compresenza Ore con un piccolo gruppo e l insegnante di sostegno Interventi extrascolastici avvalendosi di eventuali progetti Percorsi di apprendimento dell italiano come lingua per comunicare, suddivisi in 3 livelli (elementare, intermedio, avanzato) a cui i ragazzi stranieri possono accedere, tramite test d ingresso.
59 L INSERIMENTO E L ACCOGLIENZA NELLA CLASSE Consiglio di classe - Favorisce l integrazione del nuovo alunno nella classe. - Individua modalità e forme di facilitazione linguistica per ogni disciplina quando lo studente avrà acquisito una minima conoscenza dell italiano come lingua d uso. - Sostiene l apprendimento in ogni disciplina con forme di recupero/sostegno ore di insegnamento aggiuntive da effettuarsi in base alla disponibilità dei docenti del C. d. c. e dell Istituto prevedendo anche la possibilità di uscita dal gruppo classe per interventi individualizzati. - Mantiene contatti con il docente referente e con i docenti preposti ai corsi di lingua italiana. - Prevede momenti di confronto sul percorso di apprendimento dell alunno, all interno delle riunioni del Consiglio di classe. AZIONI A SOSTEGNO DELL INTEGRAZIONE Allievi di recente immigrazione In un primo periodo di frequenza dell alunno si possono privilegiare, qualora l organizzazione lo consenta, attività non strettamente legate alla lingua, ma di tipo artistico-espressivo-motorio in modo da sviluppare la comunicazione e la relazione con i compagni ed impiegare capacità e competenze già presenti e consolidate. All interno della classe, per favorire l apprendimento linguistico, si consiglia di incentivare modalità di lavoro e utilizzare tecniche che facilitino la comprensione della lingua italiana: ad es. l aiuto di un tutor cioè di un alunno della classe per l accoglienza del nuovo arrivato; l utilizzo di frasi semplici e dirette; la denominazione, tramite appositi cartellini bilingui, del materiale e dei principali arredi scolastici; l uso di schede e testi di alta leggibilità sugli argomenti trattati. Interventi più specifici e mirati, possono essere attivati soltanto in presenza di insegnanti con ore di compresenza o di finanziamenti che consentano di implementare l orario degli insegnanti. Tali interventi verranno programmati possibilmente per piccoli gruppi e non in forma individuale. Ove possibile si favorirà il coinvolgimento delle famiglie. Verranno proposti percorsi specifici di orientamento scolastico, riservati ad alunni immigrati sia di prima che di seconda generazione, attraverso incontri con educatori di cooperative esterne e con ex alunni. Compiti del mediatore culturale In alcuni casi, in presenza di progetti specifici o di risorse finanziarie interne, potrà essere richiesto l intervento di un mediatore culturale. Il mediatore culturale non sostituisce in alcun modo il docente, ma integra e sostiene il suo lavoro, favorendo la comunicazione e la conoscenza tra le diverse culture. Gli ambiti d azione del mediatore sono identificabili prevalentemente nei seguenti momenti: - in sede di accoglienza per il nuovo arrivo e l iscrizione; - in qualità di supporto ai docenti per l azione con le famiglie; - in sede di intervento sull alunno durante il primo periodo di inserimento nel ruolo di facilitatore linguistico, se necessario; - in sede di intervento sui progetti interculturali rivolti a tutta la classe o scuola per conoscere meglio la cultura del paese d origine dell alunno. Allievi generazione uno e mezzo e allievi di seconda generazione Nell ottica di una piena integrazione degli alunni stranieri risulta di primaria importanza la conoscenza, da parte di questi ultimi, della lingua italiana. A fronte di una minoranza di alunni già in possesso di una buona padronanza della lingua, esiste una maggioranza che giunge a scuola parlando poco o non parlando affatto l italiano. Ciò condiziona pesantemente il percorso di apprendimento e le relazioni sociali. Una buona competenza linguistica è dunque il requisito fondamentale per l acquisizione di tutte le altre competenze ed è un obiettivo che accomuna tutti gli alunni, italiani e stranieri. Considerata la presenza di un buon numero di allievi di seconda generazione o di allievi già residenti da anni in Italia, che presentano difficoltà scolastiche specifiche, legate al contesto linguistico e socioculturale di provenienza, si ritiene necessario attivare interventi volti a favorire il loro successo scolastico. In particolare: - la Commissione intercultura e i singoli insegnanti promuoveranno nelle classe l educazione interculturale, al fine della valorizzazione delle culture altre e del rafforzamento dell identità degli allievi. Si presterà particolare attenzione a stimoli ed iniziative promosse da enti ed associazioni esterne alla scuola che operano nel sociale, volte a favorire la sensibilizzazione per il tema dell integrazione.
60 VALUTAZIONE ALUNNI STRANIERI I Consigli di classe, per quanto riguarda gli alunni di recente immigrazione con scarsissima conoscenza della lingua italiana, opereranno al fine di valutare già dal primo quadrimestre le competenze dell alunno nelle discipline meno legate alla conoscenza della lingua italiana, come ad es. educazione fisica e lingua straniera (veicolare) o matematica. Nelle materie in cui la conoscenza della lingua italiana è imprescindibile, nel caso in cui gli alunni alla fine del primo quadrimestre non abbiano raggiunto competenze adeguate a sostenere verifiche anche semplificate, sulla scheda di valutazione si potrà utilizzare il non classificato (N.C.) spiegandone le motivazioni nel verbale. I Consigli di classe provvederanno, per gli alunni di recente immigrazione e/o con scarse competenze nella lingua italiana, ad elaborare un percorso personalizzato di apprendimento con indicazione dei contenuti minimi da raggiungere nel corso dell anno scolastico, a tal fine, i docenti che compongono il Consiglio di classe, formuleranno prove di verifica orali e scritte facilitate e graduate in base alle competenze acquisite in corso d anno. Per tutti gli alunni, e quindi anche per gli alunni stranieri, la valutazione non può essere la semplice media ottenuta dalle misurazioni ottenute attraverso le varie prove, ma deve tenere conto del raggiungimento degli obiettivi trasversali quali impegno, partecipazione al lavoro didattico, progressione nell apprendimento. Per la valutazione degli alunni stranieri inoltre è opportuno tenere conto della situazione di svantaggio linguistico e rispettare i tempi di apprendimento dell italiano come L 2. PERCORSI INDIVIDUALIZZATI Per gi alunni stranieri che presentino particolari difficoltà nell acquisire le competenze linguistiche di italiano, come ad esempio i ragazzi cinesi, per la grande differenza culturale, o per alunni inseriti nelle classi ad anno scolastico già iniziato, la scuola può prevedere dei percorsi di apprendimento individualizzati pacchetti di ore gestiti da docenti esperti delle discipline di studio da gestirsi in orario sia curricolare che extracurricolare, al fine di sostenere l apprendimento di detti alunni, con prove di verifica iniziali e finali che attestino i progressi effettuati dai ragazzi e di cui il Consiglio di classe terrà conto in sede di valutazione. COLLABORAZIONE CON IL TERRITORIO Per promuovere la piena integrazione dei ragazzi nel più vasto contesto sociale e per realizzare un progetto educativo che coniughi insieme pari opportunità con il rispetto delle differenze, la scuola ha bisogno delle risorse del territorio, della collaborazione con servizi, associazioni, luoghi d aggregazione, biblioteche e, in primo luogo, con le amministrazioni locali per costruire una rete d intervento che rimuova eventuali ostacoli e favorisca una cultura dell accoglienza e dello scambio culturale.
61 ALLEGATO N. 5: SCHEDA DI INVIDUAZIONE DEI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (riferimento specifico a studenti non certificati) ANNO SCOLASTICO ALUNNO ANNO E LUOGO DI NASCITA CLASSE/SEZIONE 1. IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA Alunno straniero neo-arrivato Alunno straniero che non ha ancora acquisito le competenze linguistiche adeguate Alunno in situazione di svantaggio socio-economico e culturale Alunno con disagio comportamentale/ relazionale 2. DIFFICOLTA' RILEVATE E AMBITI IN CUI SI MANIFESTANO (Abilità motorie, Linguaggio, Abilità interpersonali, Abilità cognitive, Autonomia personale, Autonomia di lavoro,...)
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