La sottocategoria disturbi evolutivi specifici comprende:
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- Enrico Bertolini
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1 Premessa L area dello svantaggio scolastico viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali e richiede una speciale attenzione da parte della scuola. Comprende problematiche diverse classificabili in tre sottocategorie: 1) Disabilità- L.104/92 2) Disturbi evolutivi specifici 3) Svantaggio socio-economico, linguistico, culturale La sottocategoria disturbi evolutivi specifici comprende: a) Disturbi specifici di apprendimento (DSA)- L.170/2010 b) Deficit di linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, deficit di attenzione ed iperattività (ADHD) c) Funzionamento intellettivo al limite (al confine tra disabilità e disturbo specifico)
2 E bene precisare che alcune tipologie di disturbi, non esplicitati nella legge 170/2010, danno diritto ad usufruire delle stesse misure ivi previste in quanto presentano problematiche specifiche in presenza di competenze intellettive nella norma. Si tratta, in particolare, dei disturbi con specifiche problematiche nell area del linguaggio (disturbi specifici del linguaggio o più in generale- presenza di bassa intelligenza verbale associata ad alta intelligenza non verbale) o, al contrario, nelle aree non verbali (come nel caso del disturbo della coordinazione motoria, della disprassia, del disturbo non-verbale o più in generale - di bassa intelligenza non verbale associata ad alta intelligenza verbale, qualora però queste condizioni compromettano sostanzialmente la realizzazione delle potenzialità dell alunno) o di altre problematiche severe che possono compromettere il percorso scolastico (come per es. un disturbo dello spettro autistico lieve, qualora non rientri nelle casistiche previste dalla legge 104). Norme primarie di riferimento: Legge 53/2003 e 170/2010 Un approccio educativo, non meramente clinico, dovrebbe dar modo di individuare strategie e metodologie di intervento correlate alle esigenze educative speciali, nella prospettiva di una scuola sempre più inclusiva ed accogliente
3 a) Elaborazione di un percorso individualizzato e personalizzato, anche attraverso la redazione di un PDP, individuale o anche riferito a tutti i bambini della classe con BES, ma articolato, che serva come strumento di lavoro in itinere per tutti gli insegnanti e abbia la funziona di documentare alle famiglie le strategie di lavoro programmate b) I consigli di classe deliberano, sulla base della documentazione clinica presentata dalle famiglie e sulla base di considerazioni di carattere psicopedagogico c) Possono avvalersi degli strumenti compensativi e delle misure dispensative L 170/2010
4 È compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi (oltre alla disabilità e ai DSA) sia opportuna e necessaria l adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un PDP, che ha lo scopo di definire, monitorare e documentaresecondo un elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata, le strategia di intervento più idonee ed i criteri di valutazione degli apprendimenti. L attivazione di un percorso personalizzato ed individualizzato va deliberata in Consiglio di Classe, dando luogo al PDP, firmato dal Dirigente, dai docenti, dalla famiglia. Ove non sia presente documentazione clinica, il Consiglio motiva opportunamente, verbalizzandone, le decisioni assunte, sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, al fine di evitare contenzioso.
5 Va sostenuto il principio della collegialità della presa in carico da parte dell intero consiglio di classe delle persone affidate alla scuola (la cura educativa citata nella CM e nella Direttiva) con conseguente affidamento al Consiglio di Classe del compito esclusivo di riconoscimento degli alunni con Bisogni Educativi Speciali, eventualmente anche sulla base di documentazione clinica fornita dalla famiglia, per i quali è il Consiglio stesso a deliberare l eventuale adozione e la durata del Piano Didattico Personalizzato, che quindi può avere anche carattere temporaneo.
6 distinzione tra: ordinarie difficoltà di apprendimento difficoltà permanenti disturbi di apprendimento che hanno carattere permanente e base neurobiologica In ultima analisi soltanto quando i Consigli di classe o i team docenti siano concordi nel valutare l efficacia di ulteriori strumenti -in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o nel caso di difficoltà non meglio specificate - questo potrà indurre all adozione di un piano personalizzato, con eventuali misure compensative e/o dispensative, e quindi alla compilazione di un PDP.
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