Famiglie, povertà e minori: i dati
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- Violetta Casati
- 9 anni fa
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1 Povertà e minori
2 Famiglie, povertà e minori: i dati Avere figli accresce il rischio di povertà: Italia e Portogallo sono il fanalino di coda europeo per ciò che concerne il numero di famiglie con tre figli minori impoverite qualunque variazione in termini numerici della famiglia comporta comunque rischi anche nel caso di famiglie monogenitoriali che crescono di numero European statistic on income and living conditions: famiglie con 2 o più minorenni a carico si trovano nelle fasce più basse in relazione alla distribuzione dei redditi Il numero di bambini incide anche sulla probabilità di risalire da condizioni di impoverimento L Italia ha il più alto rischio di povertà fra i minori di tutte le nazioni europee e tale tendenza è stabile negli anni Il livello di istruzione risulta ancora un fattore determinante il rischio in direzione inversa
3 Europa e Stati Uniti esprimono tendenze abbastanza simili sulla povertà famigliare In questi ultimi le famiglie maggiormente a rischio sono quelle di classe media con figli a carico, con entrambi i coniugi che lavorano: le famiglie con figli hanno un rischio doppio di impoverimento rispetto alle famiglie senza figli La situazione è in peggioramento in questi ultimi anni: molte famiglie spendono più di quanto guadagnano Mentre negli anni 70 la famiglia monoreddito in media risparmiava l 11% del suo reddito dall inizio del nuovo secolo la situazione è drasticamente cambiata: LE FAMIGLIE ORA HANNO SPESSO UN SECONDO REDDITO MA SPENDONO TUTTO QUELLO CHE ANCHE IL SECONDO COMPONENTE HA GUADAGNATO La famiglia a doppio reddito sembra essere quasi più vulnerabile di quella monoreddito: il secondo stipendio non produce risparmio e sicurezze rispetto a potenziali crisi ma viene utilizzato spesso per contratti vincolanti e impegni di lungo periodo (mutui, rate, ecc.)
4 Nelle analisi dinamiche sono 4 i percorsi di cambiamento nell esistenza che possono produrre maggiori rischi: 1) I giovani-adulti che lasciano la scuola per entrare nel mondo del lavoro/iniziare nuovi percorsi di studio/ formare nuove famiglie; 2) Le famiglie monogenitoriali; 3) Le persone disabili o malate il cui limite sta nel non potere trovare lavoro o opportunità di vita ; 4) I pensionati che per insufficienza di reddito dipendono da quello di altre persone. In Italia tali processi sono attenuati, in particolare l ultimo. Addirittura spesso la presenza di un anziano in famiglia determina un aumento di benessere. Inoltre il sistema di protezione sociale si rivolge più alla malattia e alla disabilità che non alla disoccupazione
5 I GIOVANI Le tendenze d impoverimento giovanili meritano un discorso a parte: - In molte nazioni europee il passaggio al mondo del lavoro non presenta particolari problemi - Tuttavia in Italia sono numerosi coloro che tra i 15 e i 19 anni non frequentano scuole ma non hanno neanche un occupazione - La situazione è peggiore in Gran Bretagna dove molti di questi vivono già fuori dalla famiglia di origine - la povertà giovanile e vissuta nei periodi adolescenziali dai dati raddoppia la probabilità di impoverimento ulteriore nell età adulta - Mentre fino alla fine degli anni 80 le famiglie giovani erano sottorappresentate nella totalità di quelle povere ora sono sovra rappresentate
6 Le famiglie a basso reddito: i working poor Avere un lavoro non esime dal rischio di povertà: un quarto delle persone povere sono occupate, ricevono bassi salari che si collocano sotto un terzo del salario medio Nel Regno Unito i 2/3 dei bambini che vivono in famiglie povere ha un genitore che lavora In Italia negli anni 70 i lavoratori a basso salario erano il 17%, negli anni 90 il 9% ma oggi sono tornati ad essere il 18% dei lavoratori SONO I WORKING POOR
7 IL 28% DELLE USCITE DA PERCORSI DI IMPOVERIMENTO SONO DETERMINATE DALL INCREMENTO DEI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA CHE LAVORANO quanto è da attribuire al mercato del lavoro e quanto invece ad assestamenti famigliari? affianco a tali situazioni non è opportuno dimenticare le POVERTA STABILI le famiglie che non riescono a superare condizioni di deprivazione e rimangono intrappolate
8 La cultura della povertà esclusione sociale e deriva Alcune forme di povertà restano persistenti si legano a processi di etichettamento le istituzioni di controllo sociale possono rinforzare carriere di esclusione o crearle In tal senso molte ricerche hanno unitariamente evidenziato come famiglia di origine e quartiere di appartenenza hanno un peso rilevante nel determinare le posizioni nella vita adulta tale tendenza si è ulteriormente accresciuta negli ultimi anni (confronto fra nati nel 1958 e nati nel 1970) inoltre molte persone possono al contempo essere incluse nella comunità ma escluse dal mercato e da relazioni sociali di ampio spettro
9 Underclass e segregazione urbana Wilson/ ricerca sugli afro-americani e l isolamento sociale delle periferie urbane: i quartieri fortezza contro le zone franche come trappola No go areas / no exit areas: lo spazio crea una cultura della povertà Underclass: Myrdal (63) Murray (84) e la dipendenza da welfare che modifica i tratti comportamentali (Inghilterra / Sunday times) Underclass: Gans ( 90) riordino concettuale: termine più ideologico che sociologico colpevolizzazione rinforzato in certi contesti dal sistema penale
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