LICEO SCIENTIFICO CARLO JUCCI
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- Gerardo Ceccarelli
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1 LICEO SCIENTIFICO CARLO JUCCI RIETI PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI STRANIERI
2 PIANO ANNUALE INCLUSIONE DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PREMESSA Il Piano Annuale per l Inclusione (P.A.I.) previsto dalla Direttiva del 27 dicembre 2012 e dalla C.M. n. 8/2013 a firma del Capo Dipartimento per l Istruzione, intende fornire un elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il PAI è parte integrante. Esso è uno strumento che contribuisce ad accrescere la consapevolezza dell intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei risultati educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola per tutti e per ciascuno. E lo strumento per la progettazione dell offerta formativa in senso inclusivo, è lo sfondo e il fondamento sul quale sviluppare un didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni, le linee guida per un concreto impegno programmatico per l inclusione, basato su una attenta lettura del grado di inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento, da perseguire nel senso della trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell insegnamento curricolare, della gestione delle classi, dell organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, delle relazioni tra docenti, alunni e famiglie. Il Liceo Scientifico Carlo Jucci si propone quindi di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno che, con continuità e per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali. A tal fine intende: Creare un ambiente accogliente e di supporto; Sostenere l apprendimento attraverso una revisione del curricolo; Promuovere l attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento; Centrare l intervento sulla classe in funzione dell alunno; Favorire l acquisizione di competenze collaborative; Promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante. Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali. DESTINATARI Sono destinatari dell intervento a favore dell inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali comprendenti:
3 Disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77); Disturbi Evolutivo Specifici (Legge 170/2010, Legge 53/3003); Alunni con svantaggio socio economico; svantaggio linguistico e/o culturale. DEFINIZIONE DI BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE Un bisogno educativo speciale è una difficoltà che si manifesta in età evolutiva negli ambiti di vita dell educazione e/o apprendimento. Si manifesta in un funzionamento problematico, anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale. All ingresso della scuola secondaria di secondo grado, in generale l alunno con BES presenta: Insufficiente possesso delle strumentalità di base Labilità attentiva, scarsa motivazione, interesse intermittente, difficoltà ad apprendere nuovi comportamenti, difficoltà nella comunicazione Fissità nelle relazioni (possibile isolamento) Interferenze nelle sequenze procedurali e di apprendimento Difficoltà ad andare oltre gli aspetti percettivi, rigidità di schemi acquisiti La Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 ricorda che ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare bisogni educativi speciali o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali rispetto ai quali è necessario che la scuola offra adeguata e personalizzata risposta. RISORSE UMANE Dirigente Scolastico Collaboratori del DS Funzioni Strumentali Coordinatori di classe GLI Gruppo di Lavoro per l Inclusione Docente ora alternativa IRC Personale ATA ORGANI COLLEGIALI Collegio dei Docenti Gruppo di Lavoro per l Inclusione (GLI) COMPITI E FUNZIONI DEL GLI All inizio di ogni anno scolastico propone al Collegio dei Docenti una programmazione degli obiettivi da perseguire e delle attività da porre in essere. 1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione 2. Raccolta e documentazione degli interventi educativi e didattici 3. Consulenza e supporto sulle strategie e metodologie di intervento
4 4. Elaborazione di un Piano Annuale per l Inclusione da redigere entro il mese di giugno di ogni anno 5. Interfaccia con CTS e servizi sociali e sanitari territoriali per attività di formazione, tutoraggio, ecc. 6. Analisi delle criticità e dei punti di forza degli interventi di inclusione scolastica operati nell anno appena trascorso 7. Coordinamento di tutti i progetti per gli alunni con BES. COMPOSIZIONE DEL GLI E presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato. Ne fanno parte i docenti: Biscetti, Bulfaro, Cattani, D Angeli, Di Pasquale, Lucarini, Micheletto, Murè, Nacca, Nisio, Pasquetti, Pierpaoli. COLLEGIO DEI DOCENTI Discute e delibera il Piano Annuale All inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale per l inclusione Al termine dell anno scolastico verifica i risultati ottenuti RISORSE STRUMENTALI E AGGIORNAMENTO La scuola si dota delle risorse strumentali necessarie con apposito progetto predisposto e presentato presso il CTS. La scuola favorisce la partecipazione ad azioni di formazione e/o di prevenzione concordate a livello territoriale; propone attività di aggiornamento e formazione per i tutti i docenti sui temi dell educazione inclusiva e sulle metodologie dell apprendimento cooperativo, del fading e del tutoring. MODALITA DI INTERVENTO Per gli alunni con disturbi evolutivi specifici e per gli alunni con disabilità le modalità di intervento seguiranno le procedure stabilite dalla legge ; per gli alunni con svantaggio socio economico, linguistico e/o culturale, fermo restando le procedure previste dalla legge, verranno messi in atto appositi interventi anche di carattere transitorio. Tali tipologie di BES, in assenza di segnalazione da parte dei servizi sociali e dei servizi sanitari territoriali, saranno individuati sulla base di elementi oggettivi e di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Per quanto riguarda l area dello svantaggio linguistico e/o culturale si fa riferimento al Protocollo di accoglienza degli alunni stranieri. RIFERIMENTI LEGISLATIVI
5 Legge 517/77, Legge 104/92, Legge 503/2003, Legge 170/2010, DM 27 dicembre 2012, CM 8 del 6 marzo 2013, Linee guida sull integrazione scolastica degli alunni con disabilità, Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA, CM 2 dell 8 gennaio 201, CM 24 del 1 marzo 2006, Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri nota prot del 19 febbraio Approvato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 21/10/2014 Premessa PROTOCOLLO di ACCOGLIENZA PER GLI ALUNNI STRANIERI Il protocollo di accoglienza è un documento che viene deliberato dal Collegio dei Docenti affinché siano attuate in maniera operativa le indicazioni normative contenute nel DPR 31/8/99, n. 394, art. 45, comma 4 e le Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri nota prot del 19/2/1014. Tale documento intende presentare un modello di accoglienza che offra una modalità pianificata per affrontare l inserimento scolastico degli alunni stranieri, e deve prevedere e introdurre pratiche per l integrazione, processo composito che comprende l apprendimento, la padronanza della nuova lingua, la capacità di rapportarsi e di pensare al futuro, la ricchezza degli scambi con i coetanei e con gli adulti. Il protocollo vuole essere un punto di partenza comune e condiviso dai vari Consigli di Classe e in quanto strumento di lavoro, può essere integrato e rivisto secondo le esigenze e le risorse della scuola. Il protocollo delinea prassi condivise di carattere: Amministrativo e burocratico (iscrizione) Comunicativo e relazionale (prima conoscenza) Educativo didattico (proposta di assegnazione alla classe, accoglienza, insegnamento dell italiano L2, educazione interculturale) Sociale (rapporti e collaborazione con il territorio) FINALITA Mediante il Protocollo di Accoglienza, il Collegio Docenti si propone di: definire pratiche condivise all interno dell Istituto, in tema di accoglienza di alunni stranieri Facilitare l ingresso degli alunni di altra nazionalità nel sistema scolastico e sociale e sostenerli nella fase di adattamento al nuovo contesto
6 Favorire un clima di accoglienza e attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli e offra pari opportunità Costruire un contesto favorevole all incontro tra varie culture Entrare in relazione con la famiglia immigrata Promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra scuola e territorio sui temi dell accoglienza e dell educazione interculturale, nell ottica di un sistema formativo integrato Promuovere il coinvolgimento degli alunni in un rapporto interattivo con gli alunni stranieri immigrati, in funzione del reciproco arricchimento Individuare nell educazione interculturale la forma più alta e globale di prevenzione e contrasto del razzismo e di ogni forma di intolleranza. (pronuncia del Cons. Naz. P.Istr. del ) CONTENUTI Il protocollo di accoglienza Prevede la costituzione di un Gruppo di Lavoro per l Inclusività (GLI) Contiene criteri ed indicazioni riguardanti l iscrizione e l inserimento degli alunni stranieri Traccia fasi e modalità dell accoglienza a scuola Definisce compiti e ruoli degli operatori che partecipano a tale processo Propone modalità di interventi per l apprendimento dell italiano L2 e dei contenuti curricolari Propone un percorso orientativo o riorientativo Il Gruppo di Lavoro per l Inclusività (GLI) è aperto alla collaborazione di: Alunni già presenti nella scuola, possibilmente della stessa nazionalità dell alunno da inserire come nuovo iscritto, in grado di dare un contributo linguistico e culturale per l accoglienza Alunni già presenti nella scuola, che possono svolgere la funzione di tutor o supporto per gli alunni stranieri già iscritti e frequentanti l Istituto. Il Gruppo di Lavoro per l Inclusività, in collaborazione con i Consigli di Classe, si occupa in particolare delle prime attività destinate agli alunni stranieri (foglio notizie, test di conoscenza della lingua italiana, modelli di programmazione) delle difficoltà da loro incontrate dell attività formativa per i docenti del contatto con i mediatori linguistici e culturali
7 INSERIMENTO DEGLI ALUNNI NELLE CLASSI a. Proposta di assegnazione alla classe Il Gruppo di Lavoro per l Inclusività, per gli alunni stranieri che richiedono l iscrizione in corso d anno, tenuto conto della documentazione prodotta, delle disposizioni legislative, delle informazioni raccolte, dopo aver valutato conoscenze, competenze ed abilità, propone l assegnazione alla classe idonea. A tale scopo, per gli alunni già iscritti a giugno, la Commissione programmerà, già per i primi di settembre, la somministrazione di prove di italiano L2 e di test di ingresso per le discipline di indirizzo in collaborazione con i docenti. È opportuno tener conto che l inserimento in una classe di coetanei favorisce rapporti alla pari, può evitare ritardi e rischio di dispersione scolastica. INDICAZIONI AL CONSIGLIO DI CLASSE Somministra i test d ingresso per l accertamento delle competenze linguistiche Favorisce l integrazione nella classe del nuovo alunno e, accanto all insegnante di Italiano, ogni docente è responsabile, all interno della propria disciplina, dell apprendimento dell italiano L2. Individua modalità di semplificazione o facilitazione linguistica per ogni disciplina, da utilizzare affinché l alunno acquisisca i concetti espressi anche con una minima conoscenza dell italiano. Predispone percorsi individualizzati per l alunno straniero Può prevedere e programmare un percorso individualizzato anche con temporanea esclusione dal curricolo di alcune discipline che presuppongono una più ampia competenza linguistica, in sostituzione si possono prevedere attività di alfabetizzazione o consolidamento linguistico. Individua al suo interno un docente responsabile/referente del percorso formativo personalizzato dell alunno straniero (tutor) VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Alla fine dell anno scolastico, nello scrutinio finale, la certificazione delle conoscenze, competenze, capacità per gli alunni stranieri si opera sulla base di parametri equivalenti a quelli del resto della classe, risulterà differente solo la modalità per il raggiungimento degli obiettivi minimi per ciascuna disciplina così come individuati dai vari dipartimenti. Il Consiglio di Classe definisce, attraverso passaggi condivisi, interventi, modalità e strategie didattiche educative per l alunno straniero. Nel caso di alunni stranieri di recente immigrazione che si trovino in condizioni di evidente svantaggio per una conoscenza più o meno limitata della lingua italiana, il Consiglio di Classe opera, affinché gli alunni possano essere valutati in quegli aspetti delle discipline che non
8 comportano necessariamente l uso della lingua italiana come nel caso di: Educazione fisica, chimica, matematica, lingua straniera, disegno. Nel caso gli alunni stranieri abbiano una buona conoscenza di una lingua straniera facente parte del piano di studi dell Istituto, essa, almeno in un primo tempo, potrà essere utilizzata come lingua veicolare per l acquisizione dei contenuti e l esposizione degli stessi, negli ambiti che lo rendano possibile. Riguardo alle discipline i cui contenuti sono necessariamente collegati all uso della lingua e presentano quindi maggiori difficoltà a livello comunicativo, il Consiglio di Classe può decidere di non valutare l alunno nel primo quadrimestre, riportando a margine la motivazione: in corso di prima alfabetizzazione Nel caso di percorsi individualizzati che escludano alcune discipline, queste non saranno valutate nel corso dello scrutinio del primo quadrimestre. Il consiglio di classe dovrà valutare un piano di eventuale acquisizione graduale delle valutazioni nelle suddette discipline. Quando sarà possibile affrontare i contenuti delle discipline, essi dovranno essere selezionati, individuando i nuclei tematici irrinunciabili e semplificati in modo da permettere almeno il raggiungimento degli obiettivi minimi previsti dalla programmazione. Al termine del percorso complessivo (fine ciclo) verrà accertato il conseguimento di tutti gli obiettivi minimi, con la corretta preparazione richiesta a tutti. In ogni caso, la valutazione finale, pur essendo momento essenziale del percorso didattico, sarà operata tenendo conto dei progressi registrati. Approvato dal Collegio dei Docenti nella seduta del 21/10/2014
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