ELEMENTI NON STRUTTURALI

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1 RISCHIO SISMICO IMPIANTI ELETTRICI ELEMENTI NON STRUTTURALI Dott. Per. Ind. Paolo Sironi Milano 3 Giugno 2015 GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

2 CLASSIFICAZIONE SISMICA ITALIANA: LE TAPPE LEGISLATIVE Fino al 2003 la classificazione sismica italiana suddivideva comuni italiani in 3 classi di pericolo sismico. I comuni non classificati (5137) non erano considerati a rischio sismico. Tale classificazione faceva seguito al grave sisma dell irpinia del Novembre A seguito degli eventi sismici che hanno coinvolto i territori della Puglia e del Molise nel 2003 è cambiato radicalmente l approccio del legislatore in ordine alla risoluzione del rischio sismico.

3 CLASSIFICAZIONE SISMICA ITALIANA: LE TAPPE LEGISLATIVE Il 20 Marzo 2003 il governo con l ordinanza n sanciva nuovi principi alla base della valutazione del rischio sismico: Tutto il territorio nazionale è suddiviso in 4 zone sismiche (non esistono più zone non sismiche), Occorre valutare e proteggere anche elementi non strutturali ed impianti, Vengono approvate di nuove regole tecniche di costruzione, Vengono assegnati alle Regioni i compiti di classificazione sismica dei comuni.

4 CLASSIFICAZIONE SISMICA ITALIANA: LE TAPPE LEGISLATIVE GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 Classificazione sismica del territorio italiano (1984). Decreto MLP del 14/07/1984 Zone sismiche del territorio italiano (2003). Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

5 CLASSIFICAZIONE SISMICA ITALIANA: LE TAPPE LEGISLATIVE Il 28 Aprile 2006 il governo con l ordinanza n aggiorna le zone sismiche. Il 4 Febbraio 2008 sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 è pubblicato il DM 14 Gennaio 2008 che approva le nuove Norme tecniche di costruzione (NTC08). Il 26 Febbraio 2009 sulla Gazzetta Ufficiale n. 47 è pubblicata la Circolare n. 617 del ministero delle infrastrutture e dei trasporti recante Istruzioni per l'applicazione delle NTC08. Il 16 Giugno 2014 sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 29 è pubblicata la DGR x/2129 del 11 Luglio 2014 recante Aggiornamento delle zone sismiche in Regione Lombardia (l.r. 1/2000, art. 3, c. 108, lett. d)

6 GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 CLASSIFICAZIONE SISMICA ITALIANA: LE TAPPE LEGISLATIVE Ordinanza PCM 3519 del 28 aprile 2006 dalla G.U. n.108 del 11/05/06.

7 CLASSIFICAZIONE SISMICA ITALIANA: LE TAPPE LEGISLATIVE Zone sismiche in Regione Lombardia GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

8 VALUTAZIONE DEL RISCHIO SISMICO Si definisce rischio sismico R la funzione probabilistica dipendente dai seguenti tre fattori: la pericolosità sismica P, la vulnerabilità V e l esposizione E. R = f (P, V, E) P è la probabilità che un valore prefissato di pericolosità sismica (pericolosità sismica di base), venga superato entro un fissato periodo di tempo e in un dato luogo. V è la vulnerabilità che consiste nella propensione da parte di persone, cose o impianti di subire danni a causa del verificarsi di un evento sismico. E è l esposizione definita come l insieme di beni e delle attività suscettibili di subire perdite per effetto diretto o indiretto del sisma.

9 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE La pericolosità sismica è definita in termini di accelerazione orizzontale massima attesa a g in condizioni di campo libero su sito di riferimento rigido con superficie topografica orizzontale e che ha una probabilità del 10% di essere superata in un intervallo di tempo di 50 anni. La pericolosità sismica, in senso probabilistico, è la probabilità che un valore prefissato di pericolosità, espresso da un parametro di moto del suolo (quale ad es. l accelerazione massima PGA o il grado di intensità macrosismica), venga superato in un dato sito entro un fissato periodo di tempo.

10 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 Accelerazione massima al suolo Il valore di a g deve essere poi messo in relazione al luogo fisico su cui sorge/sorgerà l edificio oggetto di valutazioni attraverso l uso di opportuni coefficienti (amplificazione stratigrafica S S e topografica S T Tabelle 3.2.V e 3.2.VI delle NTC08) che tengono conto della natura del terreno.

11 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE Accelerazione massima al suolo In Tabella vengono forniti, per punti del reticolo di riferimento e per 9 valori del periodo di ritorno TR (30 anni, 50 anni, 72 anni, 101 anni, 140 anni, 201 anni, 475 anni, 975 anni, 2475 anni), i valori dei parametri ag, F0, T C da utilizzare per definire l azione sismica nei modi previsti dalle NTC. I punti del reticolo di riferimento sono definiti in termini di Latitudine e Longitudine ed ordinati a Latitudine e Longitudine crescenti, facendo variare prima la Longitudine e poi la Latitudine. L accelerazione al sito ag è espressa in g/10; F0 è adimensionale, T C è espresso in secondi.

12 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE: VITA NOMINALE La vita nominale di un opera strutturale V N è intesa come il numero di anni nel quale la struttura, purché soggetta alla manutenzione ordinaria, deve potere essere usata per lo scopo al quale è destinata ( NTC08). La vita nominale dei diversi tipi di opere è quella riportata nella Tab. 2.4.I e deve essere precisata nei documenti di progetto.

13 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE: CLASSI D USO In presenza di azioni sismiche, con riferimento alle conseguenze di una interruzione di operatività o di un eventuale collasso, le costruzioni sono suddivise in classi d uso così definite: Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici agricoli. Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali. Industrie con attività non pericolose per l ambiente. Omissis... Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi. Industrie con attività pericolose per l ambiente. Reti viarie extraurbane non ricadenti in Classe d uso IV. Omissis... Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità. Industrie con attività particolarmente pericolose per l ambiente. Omissis...( NTC08).

14 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE: PERIODO DI RIFERIMENTO Le azioni sismiche su ciascuna costruzione vengono valutate in relazione ad un periodo di riferimento V R che si ricava, per ciascun tipo di costruzione, moltiplicandone la vita nominale V N per il coefficiente d uso C U : V R = V N C U (2.4.1) Il valore del coefficiente d uso C U è definito, al variare della classe d uso, come mostrato in Tab. 2.4.II. ( NTC08).

15 RISCHIO SISMICO PERICOLOSITÀ SISMICA DI BASE:PROBABILITÀ DI SUPERAMENTO Le probabilità di superamento nel periodo di riferimento P VR,cui riferirsi per individuare l azione sismica agente in ciascuno degli stati limite considerati, sono riportate nella successiva Tab. 3.2.I. Qualora la protezione nei confronti degli stati limite di esercizio sia di prioritaria importanza, i valori di PVR forniti in tabella devono essere ridotti in funzione del grado di protezione che si vuole raggiungere. ( NTC08).

16 RISCHIO SISMICO OBBLIGHI PER IL PROFESSIONISTA Data l esistenza del rischio sismico il professionista tecnico: Come è chiamato in causa? Quali obblighi ha? Quali responsabilità ha? Deve modificare il suo modo di progettare? In quali contesti?

17 RISCHIO SISMICO ELEMENTI NON STRUTTURALI GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

18 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI RISCHIO SISMICO: ELEMENTI NON STRUTTURALI E IMPIANTI. GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 Mancando una regolamentazione nel merito, l individuazione puntuale degli elementi è operata caso per caso e sotto la responsabilità del professionista che, applicando i criteri di diligenza, prudenza e perizia li individua compiutamente. Un possibile elenco, non esaustivo e proposto a titolo di esempio, è ricavato da alcune pubblicazioni. Sono da considerare i seguenti elementi strutturali e le seguenti parti di impianto in ordine al calcolo degli effetti dell azione sismica sui supporti degli elementi costruttivi senza funzione strutturale e sui supporti degli impianti. Quadri elettrici addossati a parete o appoggiati a pavimento, Canali, passerelle, tubazioni con percorso orizzontale, Canali, passerelle, tubazioni con percorso verticale, Trasformatori di potenza, gruppi elettrogeni, UPS, ecc, Corpi illuminanti, Supporti di batterie

19 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI: I REQUISITI BASE DEGLI IMPIANTI ESTRATTO ALLEGATO II DEL REGOLAMENTO (UE) n. 305/2011 1) Resistenza meccanica e stabilità Le opere di costruzione (gli impianti) devono essere concepite e realizzate in modo che i carichi cui possono essere sottoposti durante la realizzazione e l'uso non provochino: a)il crollo, totale o parziale, della costruzione; b) gravi ed inammissibili deformazioni; c) danni ad altre parti delle opere di costruzione, o a impianti principali o accessori, in seguito a una grave deformazione degli elementi portanti; d)danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati.

20 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI: LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI 2.1 NTC08 Principi fondamentali La sicurezza e le prestazioni di un opera o di una parte di essa devono essere valutate in relazione agli stati limite che si possono verificare durante la vita nominale.

21 LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI: GLI STATI LIMITE Stato limite è la condizione superata la quale l opera non soddisfa più le esigenze per le quali è stata progettata ( 2.1 NTC08). Nei confronti delle azioni sismiche gli stati limite, sia di esercizio che ultimi, sono individuati riferendosi alle prestazioni della costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali e gli impianti ( NTC08). Gli stati limite di esercizio sono: - Stato Limite di Operatività (SLO): a seguito del terremoto la costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali, le apparecchiature rilevanti alla sua funzione, non deve subire danni ed interruzioni d'uso significativi; - Stato Limite di Danno (SLD): a seguito del terremoto la costruzione nel suo complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali, le apparecchiature rilevanti alla sua funzione, subisce danni tali da non mettere a rischio gli utenti e da non compromettere significativamente la capacità di resistenza e di rigidezza nei confronti delle azioni verticali ed orizzontali, mantenendosi immediatamente utilizzabile pur nell interruzione d uso di parte delle apparecchiature.

22 LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI: GLI STATI LIMITE Gli stati limite ultimi sono: - Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV): a seguito del terremoto la costruzione subisce rotture e crolli dei componenti non strutturali ed impiantistici e significativi danni dei componenti strutturali cui si associa una perdita significativa di rigidezza nei confronti delle azioni orizzontali; la costruzione conserva invece una parte della resistenza e rigidezza per azioni verticali e un margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni sismiche orizzontali; - Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC): a seguito del terremoto la costruzione subisce gravi rotture e crolli dei componenti non strutturali ed impiantistici e danni molto gravi dei componenti strutturali; la costruzione conserva ancora un margine di sicurezza per azioni verticali ed un esiguo margine di sicurezza nei confronti del collasso per azioni orizzontali.

23 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI RISCHIO SISMICO: CRITERI DI PROGETTAZIONE DI ELEMENTI NON STRUTTURALI E DI IMPIANTI. NTC08 NUOVI IMPIANTI Paragrafo Omissis gli elementi costruttivi senza funzione strutturale il cui danneggiamento può provocare danni a persone, devono essere verificati, insieme alle loro connessioni alla struttura, per l azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati. Paragrafo Omissis Gli elementi strutturali che sostengono e collegano i diversi elementi funzionali costituenti l impianto tra loro e alla struttura principale devono essere progettati seguendo le stesse regole adottate per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale ed illustrate nel paragrafo precedente. Omissis

24 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI RISCHIO SISMICO: CRITERI DI CALCOLO DI ELEMENTI NON STRUTTURALI E DI IMPIANTI. NTC08 Paragrafo Ciascun elemento di un impianto che ecceda il 30% del carico permanente totale del solaio su cui è collocato o il 10% del carico permanente totale dell intera struttura, omissis e richiede uno specifico studio. Omissis L effetto dell azione sismica sull impianto, omissis, può essere valutato considerando una forza (F a ) applicata al baricentro di ciascuno degli elementi funzionali componenti l impianto, calcolata utilizzando le equazioni (7.2.1) e (7.2.2). Omissis Gli impianti non possono essere vincolati alla costruzione contando sull effetto dell attrito, bensì debbono essere collegati ad essa con dispositivi di vincolo rigidi o flessibili; Omissis.

25 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI: Progettazione ed installazione degli impianti Art. 5 comma 1 del DM n.37/08 e s.m.i. Per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti omissis, è redatto un progetto. Punto B.4.1 Guida CEI 0-2 Per trasformazione di un impianto si intende la realizzazione di modifiche dovute ad uno, o più, dei seguenti motivi: cambio di destinazione d uso del locale o edificio, omissis, applicazione delle prescrizioni di sicurezza, come ad esempio omissis.

26 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI: LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ASPETTI FORMALI Art. 22 e 15 del D.Lgs. n.81/08 e s.m.i. 22 Obblighi dei progettisti I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano i principi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro al momento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componenti e dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari in materia. 15 Misure generali di tutela a) valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) omissis; c) l eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico; d) omissis; e) la riduzione dei rischi alla fonte; f) sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; g) e h) omissis; da i) a z) omissis

27 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI: LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ASPETTI FORMALI Art. 5 comma 3 del DM n.37/08 e s.m.i. I progetti degli impianti sono elaborati secondo la regola dell'arte. I progetti elaborati in conformità alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e alle norme dell'uni, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'unione europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano redatti secondo la regola dell'arte.

28 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI: LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ASPETTI FORMALI Art. 5 comma 4 del DM n.37/08 e s.m.i. I progetti contengono almeno gli schemi dell'impianto e i disegni planimetrici nonché una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell'installazione, della trasformazione o dell'ampliamento dell'impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. Nei luoghi a maggior rischio di incendio e in quelli con pericoli di esplosione, particolare attenzione è posta nella scelta dei materiali e componenti da utilizzare nel rispetto della specifica normativa tecnica vigente.

29 LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI: CRITERI DI VERIFICA AGLI STATI LIMITE ULTIMI ( NTC08) Per gli elementi costruttivi senza funzione strutturale debbono essere adottati magisteri atti ad evitare collassi fragili e prematuri e la possibile espulsione sotto l azione della F a (v ) corrispondente allo SLV. Per ciascuno degli impianti principali, gli elementi strutturali che sostengono e collegano i diversi elementi funzionali costituenti l impianto tra loro ed alla struttura principale devono avere resistenza sufficiente a sostenere l azione della F a (v ) corrispondente allo SLV.

30 LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI: CRITERI DI VERIFICA AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO ( NTC08) CONTENIMENTO DEL DANNO Per le costruzioni ricadenti in classe d uso I e II si deve verificare che l azione sismica di progetto non produca agli elementi costruttivi senza funzione strutturale danni tali da rendere la costruzione temporaneamente inagibile. Per le costruzioni ricadenti in classe d uso III e IV si deve verificare che l azione sismica di progetto non produca danni agli elementi costruttivi senza funzione strutturale tali da rendere temporaneamente non operativa la costruzione. ( NTC08) FUNZIONALITÀ Per le costruzioni ricadenti in classe d uso III e IV, si deve verificare che gli spostamenti strutturali o le accelerazioni (a seconda che gli impianti siano più vulnerabili per effetto dei primi o delle seconde) prodotti dalle azioni relative allo SLO non siano tali da produrre interruzioni d uso degli impianti stessi.

31 LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI: IMPIANTI ESISTENTI ( 8.3 NTC08) VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi sulle costruzioni esistenti potranno essere eseguiti con riferimento ai soli SLU. Nel caso in cui si effettui la verifica anche nei confronti degli SLE i relativi livelli di prestazione possono essere stabiliti dal Progettista di concerto con il Committente. Omissis Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte a valutazione della sicurezza quando ricorra anche una delle seguenti situazioni: - omissis - provati gravi errori di progetto o di costruzione; - cambio della destinazione d uso della costruzione o di parti di essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o della classe d uso della costruzione; - omissis.

32 LA REGOLA D ARTE NELLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA DEGLI IMPIANTI: IMPIANTI ESISTENTI LUOGHI DI LAVORO (art. 29 comma 3) Modalità di effettuazione della valutazione del rischio La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, omissis, in occasione di modifiche del processo produttivo o delle organizzazioni del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o... omissis. RICLASSIFICAZIONE SISMICA DEL TERRITORIO

33 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI RISCHIO SISMICO: CRITERI DI CALCOLO DI ELEMENTI NON STRUTTURALI E DI IMPIANTI. NTC08 Paragrafo Gli effetti dell azione sismica sugli elementi costruttivi senza funzione strutturale possono essere determinati applicando agli elementi detti una forza orizzontale F a definita come segue: F = S W a a a qa dove a g F a è la forza sismica orizzontale agente al centro di massa dell elemento non strutturale nella direzione più sfavorevole; W a è il peso dell elemento; S a è l accelerazione massima, adimensionalizzata rispetto a quella di gravità, che l elemento strutturale subisce durante il sisma e corrisponde allo stato limite in esame q a è il fattore di struttura dell elemento. W a F a

34 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI RISCHIO SISMICO: CRITERI DI CALCOLO DI ELEMENTI NON STRUTTURALI E DI IMPIANTI. NTC08 In mancanza di analisi più accurate Sa può essere calcolato nel seguente modo: Z H = α S 0,5 2 T a T 1 S (7.2.2) a dove: α è il rapporto tra l accelerazione massima del terreno a g su sottosuolo tipo A da considerare nello stato limite in esame e l accelerazione di gravità g; S è il coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche; Ta è il periodo fondamentale di vibrazione dell elemento non strutturale; T1 è il periodo fondamentale di vibrazione della costruzione nella direzione considerata; Z è la quota del baricentro dell elemento non strutturale misurata a partire dal piano di fondazione; H è l altezza della costruzione misurata a partire dal piano di fondazione

35 LE OBBLIGAZIONI DEI PROFESSIONISTI RISCHIO SISMICO: ELEMENTI NON STRUTTURALI E IMPIANTI ESEMPIO DI CALCOLO GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 QUADRO ELETTRICO A PARETE Peso: 350 kg Zona di installazione: Milano Altezza di installazione: 10 m FORZA ORIZZONTALE 1 KN ovvero circa 100 Kg Peso: 350 kg Zona di installazione: Reggio Calabria Altezza di installazione: 10 m FORZA ORIZZONTALE 2,2 KN ovvero circa 225 Kg

36 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 Nel caso in cui si effettui la verifica nei confronti degli SLE i relativi livelli di prestazione possono essere stabiliti dal Progettista di concerto con il Committente. In questo ambito sarà possibile definire criteri prestazionali degli impianti elettrici in ordine al rischio sismico ricordando però che questi potranno diventare COGENTI per disposizioni legislative o regolamentari allorquando, ad esempio, si abbia a che fare con edifici di classe III o IV. Art. 2 comma 3 ordinanza 3274 del 20 marzo 2003 E fatto obbligo di procedere a verifica, omissis, sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, omissis.

37 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015 Si registra che ad oggi non esiste alcuna norma tecnica che definisca le modalità per la realizzazione di impianti elettrici soggetti a rischio sismico collocati in edifici ove si voglia, per legge o per contratto, garantire la continuità di servizio e l affidabilità degli impianti. Con riferimento agli stati ultimi e per il conseguimento dell obiettivo di riduzione della vulnerabilità sismica dell impianto è possibile specificare nei criteri di redazione del progetto tre livelli di tutela dell'impianto o di una sua parte durante il sisma: - danni causati dagli impianti (SLU); - funzionalità meccanica dei componenti dell impianto (SLE); - funzionalità elettrica dei componenti dell'impianto (SLE)

38 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Tali azioni di tutela possono prevedere la cosiddetta tutela passiva dell impianto ossia un azione mirata alla disalimentazione elettrica dell impianto o di una sua parte critica durante le prime fasi del terremoto onde prevenire guasti all impianto o danni indotti (corto circuiti, incendi esplosioni, ecc.). Occorre dunque prevedere la tutela passiva dell impianto per: garantire la sicurezza delle persone e degli impianti durante il fenomeno sismico; garantire l'esercizio dell impianto elettrico dopo il sisma; oppure mantenere l'esercizio dell impianto elettrico durante e dopo il sisma.

39 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI I possibili criteri meccanici per il progetto dell impianto elettrico prevedono di: 1. contenere la massa degli elementi non strutturali come ad esempio, quadri MT, trasformatori, quadri BT, gruppi UPS, ecc. 2. minimizzare l esposizione al rischio sismico degli elementi non strutturali (frazionamento della massa, installazione ai piani bassi, ecc); 3. dimensionare gli elementi non strutturali in modo da resistere agli sforzi di progetto. I possibili criteri elettrici per il progetto dell impianto elettrico prevedono di: 1. Adottare la tutela passiva dell impianto; 2. Adottare specifiche configurazioni della distribuzione elettrica (primaria) dell impianto elettrico secondo il sistema di distribuzione a spazzola (brush distribution system). Tale sistema prevede una distribuzione a pavimento per i circuiti orizzontale e appoggiata a pilastri per i circuiti vericali.

40 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO (ELETTRICI/ELETTRONICI) GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

41 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO (ELETTRICI/ELETTRONICI) GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

42 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO (ELETTRICI/ELETTRONICI) GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

43 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO (ELETTRICI/ELETTRONICI) GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

44 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO (ELETTRICI/ELETTRONICI) GRUPPO ELETTROTECNICI/ELETTRONICI 2014/2015

45 LE FACOLTÀ DEL PROFESSIONISTA RISCHIO SISMICO: RIDUZIONE DELLA VULNERABILITÀ SISMICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Indicazioni della norma CEI I componenti elettrici devono essere scelti tenendo conto delle sollecitazioni e delle condizioni ambientali specifiche del luogo nel quale essi sono installati ed alle quali essi possono venire sottoposti. Omissis I componenti elettrici devono essere scelti e messi in opera prendendo in considerazione le influenze esterne alle quali essi possono essere sottoposti, per assicurare il loro corretto funzionamento e per assicurare l affidabilità delle misure di protezione per la sicurezza omissis Le condutture devono essere scelte ed installate tenendo in debita considerazione i rischi sismici del luogo di installazione In presenza di rischi sismici si deve prestare particolare attenzione a quanto segue: al fissaggio delle condutture alla struttura dell edificio; alla scelta, con riferimento alla qualità di flessibilità, delle connessioni tra condutture fisse e tutti i componenti elettrici essenziali, come per esempio i servizi di sicurezza.

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