Sharka Plum Pox Virus - PPV Vaiolatura delle drupacee
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- Rebecca Antonucci
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1 Sharka Plum Pox Virus - PPV Vaiolatura delle drupacee Malattia particolarmente pericolosa in quanto l entità del danno economico è notevole, dovuto principalmente a cascola prematura e produzione di frutti di bassa qualità
2 . un po di storia Compare per la prima volta su susino in Bulgaria 1930 Atanasoff compie i primi studi 1973 Compare in Italia in Val Venosta poi si diffonde nelle regioni peschicole dell Italia settenrionale (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) 1999 Pennsylvania (Stati Uniti) Canada Attualmente è diffusa in tutte le zone peschicole dell Europa e in alcuni paesi extraeuropei come Cile, India, Stati Uniti, Canada e Argentina.
3 Specie ospiti Le specie ospiti sono principalmente del genere Prunus Possono essere infettate sia piante da frutto che ornamentali. PPV attacca susine, pesche, nettarine, mandorle, ciliegie e albicocche Piante non coltivate appartenenti alla specie Prunus costituirebbero ospiti secondari Anche alcune piante erbacee possono essere infette
4 S I N T O M A T O L O G I A E estremamente variabile in funzione di: - Sensibilità della specie - Sensibilità della cultivar -Virulenza del ceppo virale -Condizioni climatiche e colturali -Stadio di crescita della pianta -Eventuale presenza di altri patogeni
5 FIORI: screziature, striature biancastre e rotture di colore FOGLIE: macchie di colore giallo, non necessariamente di forma anulare, incentrate su nervature principali o secondarie FRUTTI: anelli di colore giallo, all interno dei quali la buccia tende a mantenere il suo colore normale
6 Con l avanzare della stagione vegetativa le aree clorotiche sulle foglie possono divenire di colore rosso-bruno, in contrasto con la porzione asintomatica ancora verde Generalmente i sintomi cominciano a comparire fin dalle prime foglie e sono più evidenti nelle foglie basali e mediane dei germogli in accrescimento. Le foglie distali sono generalmente asintomatiche I sintomi fogliari sono distribuiti in modo settoriale, limitati ad una branca secondaria o terziaria o interessano solo alcune foglie di un singolo germoglio Le alterazioni fogliari tendono a scomparire o attenuarsi se le foglie si formano con temperature elevate
7 Sharka ( PPV ) foglie di susino
8 Sharka su foglie di albicocco
9 Sharka ( PPV ) foglie di pesco
10 Sintomi di Sharka su fiori rosacei di Pesco
11 Sui frutti di nettarine in particolare oltre alle decolorazioni possono manifestarsi delle deformazioni più o meno marcate (protuberanza e depressioni) Il danno estetico è associato anche a cali di pezzatura, minore consistenza della polpa, scarse caratteristiche organolettiche In particolare su albicocco, aprendo i frutti deformati si notano spesso noccioli con tipici anelli o macchie circolari
12 Sharka su frutti di Nettarine
13 Sharka su frutti di pesco
14 Sharka su frutti di albicocco
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16 E Z I O L O G I A Virus filamentoso (+ ssrna) con particelle lunghe 15 nm e con il rivestimento capsidico composto da 2000 subunità proteiche di kda ciascuna
17 Da un punto di vista eziologico sono stati individuati e caratterizzati 4 diversi ceppi di PPV Dideron (D) Marcus (M) El Amar (EA) Cherry (C) Ceppi che si differenziano per caratteri biologici, molecolari, epidemiologici e sintomatologici PPV D isolato da albicocco in Francia è il ceppo più comune nell Europa occidentale, recentemente rinvenuto anche negli Stati Uniti Ospiti naturali sono albicocco, pesco e susino, trasmesso con difficoltà a ospiti sperimentali. Sconosciuta la trasmissione via seme e, quella via afidi ha un efficienza minore; Considerato una forma scarsamente epidemica del virus
18 PPV-M isolato da pesco nel nord della Grecia E il più comune in Europa dell est, centro e del sud Suscettibili albicocco e susino, è però il pesco che subisce i maggiori danni Possibile la trasmissione via seme Si trasmette facilmente a ospiti sperimentali Gli afidi sono i principali vettori
19 PPV-C è stato isolato da ciliegio in Moldavia Presente nell Europa centro-orientale ma anche in Italia. Ospiti: ciliegio dolce e amaro Trasmesso efficacemente da afidi e sperimentalmente anche su altre specie di Prunus PPV-EA è stato isolato da albicocco in Egitto Al momneto non è stato trovato in altre località Alcune caratteristiche sono simili al ceppo PPV-M PPV-Rec abbreviazione di recombinant Diffusi in tutta l area balcanica Prodotti di evidenti ricombinazioni fra ceppi diversi (D e M)
20 PPV-Rec è un ricombinante tra PPV-M e PPV-D Segnalato su susine, albicocco, susino giapponese, mirabolano in Europa centrale e Orientale. Ma mai trovato in pesco come singola infezione naturale. PPV-W geneticamente differente da tutti quelli finora conosciuti Individuato in Canada in una pianta isolata di susino Forse eradicato
21 E P I D E M I O L O G I A E INFLUENZATA PRINCIPALMENTE DA TRE FATTORI: Variabilità dell agente patogeno Gamma di piante ospiti Modalità di trasmissione Variabilità dell agente patogeno: PPV tende a differenziarsi in ceppi e patotipi diversi che in condizioni naturali possono essere selezionati da diverse specie di afidi vettori o di ospiti
22 Gamma di piante ospiti: Si presenta alquanto estesa e va da piante economicamente importanti a ospiti definiti secondari del genere Prunus che agiscono da fonti di inoculo. Sono incluse anche alcune piante non appartenenti al genere Prunus come erbacee annuali La trasmissione da piante di Prunus a piante erbacee e viceversa è stata dimostrata sperimentalmente. Il ruolo delle piante non-prunus come fonte di inoculo in alcune condizioni di campo rimane ancora molto dubbio. Prunus salicina Prunus pumila
23 Modalità di trasmissione LA MOLTIPLICAZIONE VEGETATIVA è COMUNQUE CONSIDERATO IL MEZZO PIU COMUNE DI DIFFUSIONE DEL VIRUS L assenza di sintomi (infezione latente) favorisce la diffusione L attenuazione dei sintomi fogliari in alcuni periodo dell anno (mascheramento) Scarse competenze di virologia da parte dei frutticoltori e vivaisti Prelievo di materiale vegetale da innesto in fasi vegetative in cui non sono visibili i sintomi della malattia Non è stata accertata la trasmissione per polline Probabile trasmissione attraverso anastomiosi radicale soprattutto in vivaio a causa della stretta vicinanza delle piante in allevamento.
24 D I A G N O S I Metodi biologici: prevedono l utilizzo di piante indicatrici erbacee (Choenopodium foetidum, Nicotiana benthamiana,ecc) ed arboree (GF 305, Prunus tomentosa) che, se sperimentalmente inoculate con campioni infetti, manifestano in un arco definito di tempo alterazioni specifiche e facilmente individuabili sulle foglie. Metodi sierologici: rilevano il rivestimento proteico del virus, mediante l uso di anticorpi specifici, prodotti in animali di laboratorio Metodi sierologici: rilevano l acido nucleico virale, dopo una estrazione dello stesso dalla matrice vegetale.
25 RACCOMANDAZIONI PER LA DIAGNOSI L obbligatoria (ai sensi del D.M. 28/07/2009) e tempestiva segnalazione di ogni caso sospetto di Sharka consente l individuazione precoce dei focolai di infezione e la realizzazione di interventi efficaci per limitare la diffusione del virus PPV. Anche le ditte di conferimento, lavorazione e commercializzazione, i magazzini, i frigo e le aziende di trasformazione devono obbligatoriamente segnalare il rinvenimento di frutti con sintomi sospetti e la loro origine. a) «ZONA INDENNE»: il territorio dove, a seguito del monitoraggio, non é stato riscontrato il virus PPV o dove lo stesso é stato eradicato ufficialmente; b) «ZONA CONTAMINATA»: campo di produzione o vivaio in cui è stata accertata ufficialmente con analisi di laboratorio la presenza del virus PPV; c) «ZONA DI INSEDIAMENTO»: il territorio dove il virus PPV é in grado di perpetuarsi nel tempo e la sua diffusione é tale da rendere tecnicamente non più possibile l'eradicazione; d) «ZONA TAMPONE»: zona di almeno 1 km di larghezza, di separazione fra una zona indenne e un'area contaminata o fra una zona indenne e una zona di insediamento;
26 I sintomi di Sharka, sia sulle foglie che sui frutti, possono essere confusi con quelli di altre infezioni virali o di squilibri fisiologici nutrizionali. La diagnosi deve essere effettuata presso i laboratori del Servizio fitosanitario regionale mediante analisi ufficiali che impiegano metodi sierologici e molecolari Si tratta di un immunosaggio basato sulla tecnologia del flusso laminare laterale di membrana o LFT Lateral Flow Test. La tecnica è rapida perché il test si svolge in 2 minuti; è sensibile perché è in grado di rilevare il patogeno fino ad una diluizione del campione di 400 volte; è facilissima da interpretare. Si tratta di una tecnica ELISA dove l anticorpo non è coniugato ad un enzima ma è legato a dei granuli di lattice, che danno luogo ad una colorazione quando raggiungono una determinata concentrazione.
27 La preparazione del campione si effettua nei flaconi che contengono una soluzione chimica e delle biglie: il tessuto vegetale viene macerato e disgregato per effetto sia chimico che meccanico. L antigene viene rilasciato nella soluzione.
28 Plum Pox Virus Perchè è un problema? PPV non uccide le piante ma causa perdite di raccolto e riduce la commerciabilità dei frutti. In Europa, le perdite arrivano anche all % nelle cultivar sensibili. PPV era in origine nella lista dei patogeni da quarantena, nel 2005 è stato rimosso. Ma è ancora un patogeno da quarantena negli USA. Photo John Hammond, USDA-ARS
29 Plum Pox Virus Trasmissione della malattia In frutteto il PPV si diffonde a breve distanza attraverso gli afidi. La trasmissione a lunga distanza della malattia è determinata dall utilizzo di piante o parti di piante infette e dall uomo. Photo Scott Bauer,
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31 La Sharka, causata dal Plum pox virus (PPV), è la virosi più pericolosa delle drupacee. In Emilia Romagna è presente fin dai primi anni 80, ma la situazione si è aggravata nello scorso decennio, per il ritrovamento, in alcune aree peschicole, di piante infette dal ceppo M del virus, particolarmente aggressivo.
32 Quali strategie di lotta per fronteggiare la diffusione della Sharka? Contro questa virosi non esistono interventi curativi. I trattamento insetticidi contro gli afidi vettori non servono! In quanto la trasmissione del virus avviene prima che gli afidi subiscano l effetto letale dell aficida
33 Distruzione dei frutteti infetti da Sharka
34 Distruzione dei frutteti infetti da Sharka
35 Distruzione dei frutteti infetti da Sharka
36 L uso, per i nuovi impianti e per i reinnesto di materiale di propagazione sano, di cui si è certi del loro stato fitosanitario ametterediquelloèmodol unico dimora piante sicuramente sane Tipologie di produzione vivaistica Qualità CE categoria CAC Qualità CE- categoria CERTIFICATO
37 NUOVO DECRETO DI LOTTA OBBLIGATORIA ALLA SHARKA Le misure da adottare per impedire la sua introduzione e diffusione nel territorio nazionale sono contenute nel nuovo Decreto Ministeriale di lotta obbligatoria al PPV che ha sostituito il vecchio decreto del 1996 È un decreto di 18 articoli. Art. 2 Definizioni Art. 3 Monitoraggi Art. 9 e art. 10 Vivai Art. 13 denuncia dei casi sospetti
38 VARIETÀ RESISTENTI E TOLLERANTI L'impiego di varietà resistenti/tolleranti può essere una strategia di convivenza, per proseguire la coltivazione di drupacee nelle aree in cui il PPV è diffuso ed insediato, limitando i danni alla produzione???? A questo scopo è stata allestita una collezione di piante, in screen-house, per valutare, a seguito di inoculazione del PPV per innesto, il comportamento di varietà tradizionali e di nuova costituzione, nonché di selezioni in corso di studio di pesco, nettarine, susino ed albicocco. La maggior parte delle cvv e selezioni ha manifestato i sintomi tipici del PPV dopo 1-2 anni dall'inoculazione. In alcune varietà i sintomi sono comparsi dopo un periodo di latenza di 4-5 anni (Goldrich). Poche varietà sembrano essere resistenti o tolleranti all'infezione di PPV in condizioni sperimentali. Alcune varietà di pesco sembrano tolleranti in quanto, pur risultando ammalate di Sharka, non manifestano sintomi evidenti sui frutti.
39 Lotta alla Sharka Miglioramento genetico per l ottenimento di cultivar resistenti alla sharka. L ottenimento di piante geneticamente resistenti è l obiettivo primario dell attività di miglioramento genetico di molti progetti di ricerca, fra cui il PPVCON (MiPAAF).
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RegioneLombardia Agricoltura
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