Che cosa c entra la Torre di Babele?
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- Mario Fiorini
- 9 anni fa
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2 Che cosa c entra la Torre di Babele? C entra perché ogni racconto, storico, biblico fantastico mitico cela un linguaggio nascosto che parla di noi: uomini di oggi..del nostro micro-cosmo, delle nostre fatiche, dei nostri problemi!
3 "La torre di Babele se non ci fosse stata avremmo dovuto costruirne una Karl Popper Perché, secondo me, essa non rappresenta la confusione di linguaggi che fu lanciata da Dio sull'umanità affinché non potesse raggiungere il Cielo con la sua costruzione, ma la benedizione della diversità di linguaggi che è indispensabile all'uomo stesso affinché possa esistere. Karl Popper
4 Tante culture per il cammino dell umanità In questo caso parliamo di linguaggio inteso nel termine più vasto di comunicazione e di cultura. Una cultura è l insieme dei modelli culturali messi in atto da un popolo per rispondere a bisogni di natura : nutrirsi, procreare, proteggersi dal freddo, vivere in gruppo, ecc. Poiché siamo cresciuti all interno dei modelli della nostra cultura, ne siamo generalmente inconsapevoli: ci sembra ad esempio naturale, mentre è culturale, che ci sia un capofamiglia e non una capofamiglia, che non si debba picchiare chi ha idee diverse dalle nostre ( negli stadi di calcio ci si picchia oggi per tifo, neppure per idee), che la gerarchia sia fatta in un certo modo, che nelle scuole e nelle università un docente faccia domande di cui sa già la risposta, e così via... a
5 Colpa della cultura! Una cultura è l insieme dei modelli culturali messi in atto da un popolo per rispondere a bisogni di natura : nutrirsi, procreare, proteggersi dal freddo, vivere in gruppo, ecc. Poiché siamo cresciuti all interno dei modelli della nostra cultura, ne siamo generalmente inconsapevoli: ci sembra ad esempio naturale, mentre è culturale, che ci sia un capofamiglia e non una capofamiglia, che non si debba picchiare chi ha idee diverse dalle nostre ( negli stadi di calcio ci si picchia oggi per tifo, neppure per idee), che la gerarchia sia fatta in un certo modo, che nelle scuole e nelle università un docente faccia domande di cui sa già la risposta, e così via.
6 Un solo linguaggio? Che noia! Tantissime volte l'uomo ha sognato di trovare l'unico vero linguaggio che desse appagamento al suo delirio di potenza, per costruire l'unica rappresentazione veritiera del mondo e identificarla con la Verità stessa.
7 Per fortuna la Torre crolla sempre! La diversità di culture è il bene più prezioso che abbiamo, anche se poi costa fatica capirsi e tentare traduzioni, ma finché ci sarà qualcuno che parla un linguaggio diverso dal mio, che vede le cose in modo diverso dal mio potrò essere certo di poter godere della libertà.
8 La lezione della Torre E' bello provare a costruire le le torri di Babele, ma è ancora meglio che crollino per riprovarci ancora, rassicurati dal fatto che nessuna verrà mai finita.
9 A ognuno il suo software Tradotto in altri termini: Ciascuno porta con sé un particolare software mentale che deriva dal modo in cui è cresciuto
10 Tutti nella stessa rete Coloro che sono cresciuti in altre condizioni hanno, per le stesse ottime ragioni, un diverso software mentale.
11 Vince la Persona Perché si possa parlare di corretta comunicazione tra persone di diversa provenienza etnica nello stesso contesto il primo principio da rispettare è, dunque, quello del primato della persona.
12 Essere Persone e non individui la persona, a differenza dell individuo, è definita anche dalla cultura in cui essa è cresciuta e nella quale sceglie di riconoscersi.
13 Il rispetto è più di un diritto più di una tolleranza : è onore Si rispetta qualcuno che si riconosce essere degno di valore Nel rispetto c è dunque il riconoscimento che l altro è portatore di una prospettiva meritevole di considerazione, anche se quella prospettiva non coincide con la mia.
14 Una mente aperta e curiosa In classe ogni giorno ogni ragazzo è una persona che prende atto della ricchezza insita nella varietà delle culture e in modo consapevole o meno accetta, rispetta,tolllera, o anche rifiuta chi gli siede vicino in un continuo mediare, valutare e relazionare la propria comunicazione alla sua.
15 Che fatica! Agli inizi degli anni Novanta, quando nella scuola italiana cominciarono a entrare bambini e ragazzi immigrati, fu subito chiaro agli insegnanti che tali presenze dicevano loro molte cose insieme. Parlavano i volti, i colori della pelle, i silenzi, il linguaggio non verbale, le frasi in lingue incomprensibili.
16 Sempre di più Ogni anno entrano nella scuola italiana tra i e i "nuovi" alunni, mentre i nati di nazionalità straniera rappresentano in alcune città già il 15/20% dei bambini che annualmente vengono al mondo (21, 3% a Milano).
17 Tutti.. normali Oggi l'incontro con le differenze linguistiche, religiose, somatiche, culturali è diventato, non più un fatto sporadico e casuale, ma un "ingrediente" normale e quotidiano della scuola.
18 Ragazzi del nostro tempo Questa generazione di ragazzi sta sviluppando velocemente a scuola la capacità di cogliere nella storia della singola persona punti di vista differenti ma anche analogie con la propria storia.
19 Tanti interessi in comune I ragazzi conoscono le squadre di calcio e i colori di moda in tutto il mondo. gustano la cucina italiana, quella del sushi, quella degli involtini primavera, itachose il Kebab.. Cantano le stesse canzoni e amano gli stessi stili di musica Condividono i social network
20 Da terre lontane La loro comunicazione non verbale si assesta su modelli comuni.. Ma a livello profondo l identità culturale della loro famiglia d origine e la relazione con la cultura italiana nella quale sono immersi a scuola crea insicurezze e fragilità inespresse.
21 Oltre i propri diritti La comunicazione umana interculturale va oltre la conoscenza Oltre la consapevolezza dei propri diritti Oltre i dialoghi quotidiani in classe e nei corridoi
22 Un Cuore Libero richiede empatia richiede partecipazione richiede cuore
23 Il mio augurio? Una mente aperta, un cuore libero di amare la terra che vi educa, quella che vi ha dato le radici e il mondo che tutti ci accumuna nel bene e nel male! Grazie! Laura Caradonna
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