Indicazioni per le tesi di laurea
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- Antonietta Manzi
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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTÀ DI STUDI UMANISTICI Docente: Luca Vargiu insegnamenti di: Istituzioni di Estetica Estetica 1 Estetica 2 Indicazioni per le tesi di laurea DAL REGOLAMENTO DIDATTICO DEI CORSI DI LAUREA TRIENNALI IN LETTERE, FILOSOFIA E BENI CULTURALI, ART. 12 Il testo avrà uno sviluppo preferibilmente compreso fra le 40 e le 60 cartelle di 2000 battute spazi inclusi. L impostazione dei margini è preferibilmente di 4 cm a sinistra (per consentire la rilegatura) e di 3 cm lungo gli altri lati del foglio. Preferibilmente, il carattere da utilizzare è il Times New Roman; il corpo 12 punti; l interlinea 1,5; il testo giustificato. Si consiglia di utilizzare preferibilmente lo stile normale. Le citazioni di parole in lingue diverse dall italiano andranno in corsivo. Le note dovranno essere collocate a piè di pagina. L indice (da collocare all inizio dello scritto) riporterà l elenco dei capitoli e dei paragrafi, con bibliografia e/o sitografia alla fine. Quando previste, le immagini potranno essere inserite sia nel testo, sia alla fine dello stesso, in ogni caso numerate e corredate da didascalia con il riferimento alla fonte di provenienza (foto originale o estrapolata da libri o da siti Internet). Lo scritto dovrà essere stampato fronte-retro. DAL REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE FILOSOFICHE E STORICO-FILOSOFICHE, ART. 12 Il testo avrà uno sviluppo preferibilmente compreso fra le 120 e le 200 cartelle di 2000 battute spazi inclusi. L impostazione dei margini è preferibilmente di 4 cm a sinistra (per consentire la rilegatura) e di 3 cm lungo gli altri lati del foglio. Preferibilmente, il carattere da utilizzare è il Times New Roman; il corpo 12 punti; l interlinea 1,5; il testo giustificato. Si consiglia di utilizzare preferibilmente il carattere normale. Le citazioni di parole in lingue diverse dall italiano andranno in corsivo. Le note dovranno essere collocate al piede. L indice (da collocare all inizio dello scritto) riporterà l elenco dei capitoli e dei paragrafi, con bibliografia e/o sitografia alla fine. Quando previste, le immagini potranno essere inserite sia nel testo, sia alla fine dello stesso, in ogni caso numerate e corredate da didascalia con il riferimento alla fonte di provenienza (foto originale o estrapolata da libri o da siti Internet). Lo scritto dovrà essere stampato fronte-retro. INTEGRAZIONI AL REGOLAMENTO DIDATTICO Capoversi: rientrare ogni prima riga (preferibilmente di 1 cm.), tranne che nei brani citati lunghi. Brani citati brevi: se più brevi di tre righe, vanno nel testo, chiuse da virgolette sergenti («...»). Brani citati lunghi: se più lunghi di tre righe, vanno preceduti e seguiti da una riga vuota, riportati in corpo 10, rientrati (preferibilmente di 1 cm.), ma senza rientrare la prima riga. Note a piè pagina: vanno riportate in corpo 10.
2 NORME GRAMMATICALI: ACCENTI Si usa l accento grave sulle parole: è (verbo essere); cioè; caffè; tè; piè. Si usa l accento acuto sulle parole: perché; poiché; né; affinché; sé; benché; finché. Si usa l accento sui monosillabi: dì (quando vuol dire giorno); lì, là (quando sono avverbi); dà (indicativo presente, terza persona di dare ); sì (quando è affermazione); sé (quando non precede stesso ); né (negazione). Non si usa l accento sui monosillabi fa (verbo fare ) e do (verbo dare ). Le lettere maiuscole vanno accentate, è sbagliato usare l apostrofo (es. È e non E ). NORME GRAMMATICALI: D EUFONICA La d eufonica va usata soltanto: per evitare l incontro di due vocali uguali; per evitare l incontro di più di tre vocali (es. «Entrai ed accesi la luce»). In tutti gli altri casi la d eufonica va eliminata. Va sempre evitato l uso di od. Nel caso in cui si verifica l incontro di due vocali uguali, ma la seconda è seguita da una dentale (t o d), si può omettere la consonante eufonica (es. Lipsia e Edimburgo). Alla forma «ad esempio» va sempre preferita la forma «per esempio».
3 NORME GRAMMATICALI: APOSTROFI L apostrofo deve essere usato per operare l elisione della vocale finale di articoli, preposizioni articolate e aggettivi, quando la parola che segue incomincia per vocale producendo una cacofonia (es. l arena, sant uomo). L apostrofo si usa anche per indicare l elisione della vocale finale in alcune forme imperative (es. fa = fai, va = vai). Non si apostrofa mai tal e qual. L apostrofo indica la caduta di una lettera o di una sillaba e si deve usare nei seguenti casi: di (quando è imperativo del verbo dire ); da (quando sta per dai ); po (quando sta per poco ); mo (quando sta per modo ); fa (quando sta per fai ); to (quando sta per tieni ); va (quando sta per vai ). Si usa l apostrofo solo davanti a sigle che iniziano per vocale (es. l AIDRO, il MIT). Si usa l apostrofo nelle date in sostituzione del millennio e del secolo (es. 64); Evitare due apostrofi di seguito (es. i mondiali dell 82 e non i mondiali dell 82).
4 CITAZIONI IN BIBLIOGRAFIA Le principali modalità di citare un testo in una nota a piè di pagina e in una bibliografia sono due: si parla in proposito di stile europeo e di stile anglosassone, come vengono chiamate in base all area geografica e culturale di diffusione. Va detto che non esistono regole ferree e univoche, tant è che pressoché ogni casa editrice o rivista ha le proprie norme editoriali da seguire. Di seguito, alcune indicazioni di base in stile europeo. a) Libro in lingua originale G. ZACCARIA, L arte dell interpretazione. Saggi sull ermeneutica giuridica contemporanea, Cedam, Padova (* citazione standard per libri: N. COGNOME, Titolo. Sottotitolo, Editore, Luogo anno nome e cognome dell autore possono andare in maiuscoletto o in stampatello) E. BETTI, Teoria generale della interpretazione, 2 voll., Giuffrè, Milano 1990². (* in caso di opera in più volumi, l indicazione del numero di volumi segue di solito il titolo e l eventuale sottotitolo: volumi si abbrevia in genere voll. il numeretto in apice all anno di pubblicazione indica l edizione del libro: prima, seconda, terza edizione...) b) Libro tradotto M. WEBER, L etica protestante e lo spirito del capitalismo (1905), tr. it. di A.M. Marietti, Rizzoli, Milano (* forma abbreviata: tra parentesi dopo il titolo si consiglia di indicare l anno della pubblicazione dell edizione originale traduzione italiana si abbrevia in genere tr. it. o trad. it. il nome del traduttore italiano può anche non comparire) N. CHOMSKY, Knowledge of Language. Its Nature, Origin, and Use, Praeger, New York 1986 (tr. it. di E. Salomone, La conoscenza del linguaggio. Natura, origine e uso, Il Saggiatore, Milano 1989). (* forma più completa: estremi bibliografici dell edizione originale e, tra parentesi o dopo punto e virgola, estremi bibliografici della tr. it.) c) Libro di più autori (massimo 3) M. FOSSATI - G. LUPPI - E. ZANETTE, La città dell uomo, 3 voll., vol. 3, Il Novecento, Bruno Mondadori, Milano (* i nomi degli autori sono separati da trattino breve o da virgola) d) Libro di più autori (più di 3) G. CAVALLO et al., I Bizantini in Italia, Scheiwiller, Milano (* si indica il primo autore e poi segue, in corsivo, et al., che sta per et alii altrimenti, si può impiegare l abbreviazione AA. VV., che sta per Autori vari )
5 e) Articolo di rivista M. ROSSI, Lo spettatore, il testo e la storia dell arte, in «Intersezioni», XVIII, n. 1, 1998, pp (* citazione standard per riviste: N. COGNOME, Titolo. Sottotitolo, in «Titolo rivista», annata, n. numero, anno, pp. pagina-pagina il nome della rivista va in genere tra virgolette sergenti, seguita dall annata, solitamente in numero romano, e dal numero del fascicolo; dopo l anno di pubblicazione si indicano le pagine in cui è compreso l articolo in questione) f) Articolo o saggio in libro di più autori P. BELLI D ELIA, L immagine di culto, dall icona alla tavola d altare, in C. BERTELLI (cur.), La pittura in Italia. L Altomedioevo, Electa, Milano 1994, pp (* il saggio si cita come gli articoli di rivista e il libro si cita come i libri nel caso in cui il libro presenti un curatore, dopo il nome, tra parentesi tonde, si indica cur. o a cura di o a c. di ; quest'indicazione può anche seguire il titolo del libro) g) Articolo o saggio in atti di convegno H. BELTING, Assisi e Roma. Risultati, problemi, prospettive, tr. it. di F. Pomarici, in A.M. ROMANINI (a cura di), Roma anno 1300, Atti della IV Settimana di studi di storia dell arte medievale dell Università di Roma «La Sapienza» (Roma 1980), L Erma di Bretschneider, Roma 1983, pp (* nel caso di atti di convegni e simili, dopo il titolo si danno gli estremi del convegno, con l'indicazione, tra parentesi tonde, almeno di luogo e anno di svolgimento del convegno stesso) h) Voce di enciclopedia o dizionario J. BASCHET, voce Immagine, in Enciclopedia dell arte medievale, vol. VII, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1996, pp (* come sempre, la voce si cita come gli articoli di rivista, con la premessa della parola voce, che si può anche omettere, e l enciclopedia si cita come gli altri libri se la voce è anonima, si indica solo voce a meno che gli autori dell enciclopedia o del dizionario non siano uno o pochi, si tralascia di fornire quest indicazione e si scrive solo il titolo) i) Articolo o contenuto da sito web BergSmit (F. BERGMAN), Frederik Adama van Scheltema, in GeneaNet, URL = (visto il 3/3/2012). (* possibile citazione standard per siti web: N. COGNOME, Titolo. Sottotitolo, in Titolo sito, URL = indirizzo web (visto il g/m/anno) Se l autore si firma con uno pseudonimo, riportarlo tra virgolette alte, con il nome e cognome vero, se rintracciabile, tra parentesi dato che i contenuti dei siti web possono cambiare anche rapidamente, è buona norma riportare la data in cui il sito è stato visto URL sta per Uniform Resource Locator )
6 j) Articolo o saggio in rivista online E. FRANZINI, Il metodo mitico e i cattivi pensieri, in «Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell estetico», V, n. 1, 2012, pp , URL = (visto il 27/6/2012). (* si segue la citazione standard per le riviste, a cui si fa seguire URL e data in cui il sito è stato visto) k) Voce di enciclopedia web Contributori di Wikipedia, voce Uniform Resource Locator, in Wikipedia, ed. italiana, URL= (visto il 27/6/2012). (* simile alle enciclopedie cartacee)
7 CITAZIONI IN NOTA a) Estremi bibliografici in nota la prima volta E. BETTI, Teoria generale della interpretazione, 2 voll., Giuffrè, Milano 1990², vol. I, p E. FRANZINI, Il metodo mitico e i cattivi pensieri, in «Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell estetico», V, n. 1, 2012, pp : 67, URL = (visto il 27/6/2012) (* citazione completa seguita eventualmente dal n. di volume e sempre dal n. di pagina nel caso di articolo in riviste, atti ecc., la pagina citata segue l indicazione delle pagine in cui l articolo è contenuto, usando i due punti oppure virgola e la dicitura qui p. ) b) Estremi bibliografici in nota, volte seguenti J. BASCHET, voce Immagine, cit., p (* citazione standard: N. COGNOME, Titolo, cit., p. numero pagina questa forma si usa quando nel testo è citato un brano del libro, articolo ecc. considerato) Cfr. E. FRANZINI, Il metodo mitico e i cattivi pensieri, cit., pp (*questa forma si usa quando nel testo non è citato alcun brano, ma si vuole comunque rimandare al libro, articolo ecc. considerato) Cfr. E. BETTI, Teoria generale della interpretazione, cit., vol. II, pp ; H.R. JAUSS, Esperienza estetica ed ermeneutica letteraria, cit., vol. II, p. 181; e H.G. GADAMER, Autocritica, cit., pp. 499 e (* quando si rimanda a più testi, questi vanno separati da punto e virgola) H. BELTING, Das Ende der Kunstgeschichte, cit., p. 150; cfr. ID., La fine della storia dell arte o la libertà dell arte, cit., pp (* ID. / EAD., che stanno per Idem / Eadem, si usano per citare opere di autori appena citati, o nella stessa nota o nella nota immediatamente precedente) 10 Cfr. J. BASCHET, voce Immagine, cit., p Ivi, p Ibid. 13 Cfr. ivi, p (* Ivi, seguito dal n. di pagina, si usa per citare opere appena citate, ma un altra pagina Ibid., che sta per Ibidem, si usa per citare opere appena citate: stessa opera, stessa pagina)
8 ABBREVIAZIONI IN NOTA a.c. = avanti Cristo an. = anonimo anast. = anastatico cap., capp. = capitolo, capitoli cm, m, km = centimetro, ecc. (non puntati) cod., codd. = codice, codici col., coll. = colonna, colonne d.c. = dopo Cristo ed. = edizione ecc. = eccetera f., ff. = foglio, fogli facs. = facsimile fasc. = fascicolo fig., figg. = figura, figure gr. = greco lat. = latino misc. = miscellanea ms., mss. = manoscritto, manoscritti n., nn. = numero, numeri n.s. = nuova serie nota = nota (sempre per esteso) p., pp. = pagina, pagine par., parr. = paragrafo, paragrafi passim = passim (la citazione ricorre frequente nell opera citata) r = recto (per la numerazione delle carte dei manoscritti e per i papiri) s.a. = senza anno s.d. = senza data s.e. = senza editore s.g. = senza giorno s.l. = senza luogo s.m. = senza mese s.n. = senza numero sec., secc. = secolo, secoli sez. = sezione s., ss. = seguente, seguenti suppl. = supplemento t., tt. = tomo, tomi tab., tabb. = tabella, tabelle tav., tavv. = tavola, tavole tit., titt. = titolo, titoli v = verso (per la numerazione delle carte dei manoscritti e per i papiri) v., vv. = verso, versi vol., voll. = volume, volumi
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