SCHEDA SETTORE: AGRUMI
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- Enzo Festa
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1 SCHEDA SETTORE: AGRUMI Le caratteristiche della filiera Le aziende agricole L outlook Aggiornata al 30/09/2014
2 1 LE CARATTERISTICHE DELLA FILIERA
3 LA RILEVANZA DEL SETTORE L incidenza del settore agrumi sull agricoltura e sull industria (2013) FASE AGRICOLA valore ai prezzi di base milioni di euro FASE TRASFORMAZIONE Fatturato (Frutta e Agrumi) milioni di euro 2
4 I NUMERI DELLA FILIERA struttura udm aziende agricole (n) superficie (ha) di cui biologica (% ) 17,0 19,7 22,4 dimensione media aziendale (ha) 1,62 offerta produzione agrumi (000 t) di cui arance (000 t) di cui clementine (000 t) di cui limoni (000 t) peso denominazioni (DOP/IGP) (% q.) 0,4 0,8 n.d. produzione/consumo (% q.) Valore ai prezzi di base del settore (PPB) (mln ) di cui arance (mln ) di cui clementine (mln ) di cui limoni (mln ) peso PPB settore/ppb coltivazioni agricole (% ) 4,6 4,4 4,3 peso PPB settore/ppb agricoltura (% ) 2,5 2,3 2,3 fatturato industria trasformazione (mln ) peso sul fatturato agroalimentare (% v.) 0,9 0,9 0,8 3
5 I NUMERI DELLA FILIERA udm scambi con l'estero import (mln ) peso sul totale agroalimentare (% v.) 0,6 0,7 0,8 export (mln ) peso sul totale agroalimentare (% v.) 0,6 0,5 0,5 saldo (mln ) saldo normalizzato (%) -13,7-28,0-27,0 domanda spesa annua retail agrumi (mln ) n.d. spesa annua pro capite ( ) 25,50 25,14 n.d. consumo pro capite apparente agrumi kg 32,4 30,1 30,8 - di cui arance kg 17,9 16,9 16,6 - di cui limoni kg 4,8 4,8 4,5 - di cui mandarini kg 1,3 1,5 1,4 - di cui clementine kg 7,7 6,2 7,7 - di cui pompelmi kg 0,5 0,5 0,5 mercato Indice dei prezzi all'origine (2000=100) (n) 143,8 149,1 160,3 Indice dei prezzi dei mezzi di produzione (2000=100) (n) 140,2 143,7 146,4 4
6 I PRINCIPALI ATTORI DELLA FILIERA 5
7 I FLUSSI DI PRODOTTO IN ITALIA CAMPAGNA DI COMMERCIALIZZAZIONE 2013/14 (DATI IN TONNELLATE) Produzione agrumi 51% Import % Export arance arance arance 21% 62% 27% Import Export limoni clementine 19% clementine 19% 16% Import limoni 12% Export clementine limoni Import Ritiri (0,8%) Disponibilità (100%) 25 mandarini 5% Export (7%) Perdite (9%) Consumo (51%) Industria di trasformazione (32%) % % 371 Retail Ho.Re.Ca. 57% 43% D.M. (iper, super,...) Dettaglio tradizionale 6
8 PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA DELLA FILIERA fase agricola industria di trasformazione prodotto/filiera Punti di forza vocazione produttiva del territorio elevato profilo qualitativo del prodotto, sia in termini organolettici, sia nutrizionali alcuni prodotti rappresentano un espressione tipica del territorio (ad. es. arancia rossa e mandarino tardivo di Ciaculli) calendario di raccolta e commercializzazione sufficientemente ampio (arance e limoni) buona diffusione dei marchi a denominazione di origine e del bio grandi quantità di materia prima potenzialmente utilizzabili dall industria dei succhi e delle essenze produzioni caratteristiche sia di succhi, sia di essenze forte legame tra territorio e produzioni tipiche (Dop/Igp) offerta di prodotto bio Punti di debolezza polverizzazione del tessuto produttivo e insufficiente aggregazione dell offerta inadeguata strategia di commercializzazione e valorizzazione del prodotto sui mercati esteri in un contesto internazionale fortemente competitivo eccesso di offerta ed elevata volatilità dei prezzi per alcuni prodotti (mandarini, clementine e pompelmi) il calendario di commercializzazione non è sufficientemente ampio insufficiente aggregazione dell offerta assenza di programmazione dell approvvigionamento di materia prima prevalenza della produzione di semilavorati rispetto ai prodotti finiti scarsa propensione all associazionismo ed alla cooperazione della fase agricola eccessivo potere contrattuale della Grande Distribuzione inefficiente comunicazione delle caratteristiche qualitative tipiche di alcune produzioni 7
9 LE DINAMICHE STRUTTURALI DEL SETTORE variabile dinamiche strutturali contrazione della superficie agrumetata offerta aumento della specializzazione produttiva delle aziende agricole riduzione del numero di Op specializzate nel prodotto destinato alla trasformazione industriale la domanda è stabile, grazie all aumento registrato per i piccoli agrumi che compensa le lievi flessioni di arance e limoni domanda ampliamento dei calendari di disponibilità e consumo ampliamento della gamma di prodotti offerti dalle OP agrumicole mercato scambi con l estero aumento dei costi di produzione aumento dei costi di trasporto crescita della pressione dei competitor interni all Ue (Spagna) in grado di competere sui prezzi ed aumento delle importazioni da paesi dell emisfero australe (Argentina e Sudafrica) penetrazione di nuovi mercati (Federazione Russa, Est Europa, Giappone e USA) 8
10 2 LE AZIENDE AGRICOLE
11 I SISTEMI AZIENDALI DI RIFERIMENTO PRINCIPALI INDICI TECNICI DI IDENTIFICAZIONE Caratteristiche Arance (var. Tarocco) Clementine (var. apirene) Limone (var. Femminello) Mandarino (var. Tardivo di Ciaculli) Localizzazione territoriale Area Catania Piana di Sibari (CS) Siracusa Ciaculli (PA) Zona altimetrica pianura pianura, fino a 50 m s.l.m. pianura pianura fino a 200 m s.l.m. Tecniche-aziendali Densità dell impianto 400 piante per ha 400 piante per ha 600 piante per ha 500 piante per ha Durata economica impianto anni anni anni anni Fabbisogno di manodopera 350 ore/ha 500 ore/ha 600 ore/ha 450 ore/ha Produttive Produttività 35 (t/ha) 30 (t/ha) 40 (t/ha) 30 (t/ha) Epoca di raccolta Commerciali metà dicembre fine aprile metà ottobre - metà febbraio ottobre - maggio metà gennaio fine marzo Periodo di stoccaggio 2-3 settimane 2 settimane 2-3 settimane 2 settimane Produzione associata in coop/op 35% 20% 60% 75% 10
12 LA LOCALIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE Distribuzione territoriale delle aziende agrumicole I dati del Censimento dell agricoltura del 2010 indicano: aziende agrumicole ettari investiti a specie agrumicole la dimensione media aziendale è pari ad 1,62 ettari 11
13 LA STRUTTURA DELLE AZIENDE AGRUMICOLE Numero di aziende e superficie ad agrumi per classe di ampiezza Tra il 2000 ed il 2010 si è verificato un processo di concentrazione delle strutture produttive: si è dimezzato il numero di aziende in produzione (-75mila unità), mentre la superficie investita si è ridotta del 3% ( ettari). Nonostante ciò, nel 2010 il 35% delle aziende agrumicole aveva una SAU inferiore ad 1 ettaro ed il 69% presentava una SAU inferiore a 3 ettari. Queste aziende coprono circa un quarto della superficie italiana investita ad agrumi. Nel 2010, la tipologia aziendale con SAU compresa tra 3 e 20 ettari costituisce il 26% delle aziende agrumicole ed il 44% della superficie italiana investita ad agrumi. Analogamente, le aziende con SAU superiore a 20 ettari rappresentano il 5% circa delle aziende agrumicole 10 ed il 30% della superficie italiana investita ad agrumi.
14 3 L OUTLOOK
15 LO SCENARIO INTERNAZIONALE Nord America - produzione Usa orientata alla produzione di succhi - riduzione dell'offerta per problemi climatici che hanno danneggiato gli agrumeti della Florida - sviluppo di prodotti ad elevato contenuto di servizio Unione europea - diversificazione dell'offerta - aumento delle importazioni dai Paesi extra Ue - riduzione dell'offerta e dei consumi - aumento dei consumi di prodotti a maggiore valore aggiunto (es. succhi freschi) Asia - forte aumento delle superfici investite e della produzione forte aumento dei consumi - aumento delle esportazioni - aumento della produzione di succhi Sud America - produzione brasiliana orientata alla produzione di succhi - riduzione della produzione a causa di problemi fitosanitari - aumento dei consumi - aumento delle esportazioni verso Usa, Canada ed Ue Africa - aumento dell'offerta di alcuni paesi (Marocco, Egitto e Rsa) - aumento delle esportazioni verso l'europa ed i Paesi arabi 14
16 KEY FACTOR I principali driver di cambiamento e gli effetti sul mercato degli agrumi driver principali effetti impatto positivo impatto negativo Politiche commerciali internazionali aumento del grado di liberalizzazione degli scambi tra le diverse aree economiche mondiali crescita dei consumi mondiali e possibilità di raggiungere nuovi mercati di sbocco aumento dell offerta mondiale e della pressione competitiva Evoluzione delle politiche commerciali della DM concentrazione e globalizzazione della Dm più agevole individuazione dei canali di sbocco riduzione del potere negoziale della fase agricola (Op e grossisti) Sviluppo dei trasporti e delle rotte commerciali intensificazione degli scambi anche con Paesi d oltremare destagionalizzazione dei consumi e nuovi mercati di sbocco aumento della pressione competitiva globale Ricerca e Sviluppo ricerca di nuove varietà e sviluppo di prodotti ad elevato contenuto di servizi ampliamento del calendario di commercializzazione ed aumento delle occasioni di consumo erosione del patrimonio genetico a causa della scomparsa di varietà locali ed ecotipi 15
17 LA DOMANDA IN EUROPA Minacce impatto probabilità periodo Volatilità dei prezzi alto alta BP/MP Disaccoppiamento PAC alto alta BP Concorrenza internazionale alto alta BP/MP Scarsa aggregazione dell offerta alto alta BP Opportunità impatto probabilità periodo Aumento della domanda mondiale basso alta MP Applicazione dei contratti di filiera medio bassa BP/MP Sviluppo di prodotti ad elevato contenuto di servizio basso media MP Autotrasformazione presso le OP alto bassa MP 16
18 DIREZIONE SERVIZI DI MERCATO Mario Schiano lo Moriello Ismea
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