IL CONSIGLIO COMUNALE

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1 Si chiede di iniziare dal punto 3 dell ordine del giorno. I Consiglieri sono d accordo. Illustra l Assessore Diegoli. IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO CHE: - rientra tra gli obiettivi dell Amministrazione comunale la realizzazione del Piano comunale di Protezione civile, finalizzato ad affrontare situazioni di emergenza mediante la realizzazione di un sistema coordinato di azioni ed organismi in grado di cooperare, a livello comunale e con gli enti sovraordinati ed il coinvolgimento delle Associazioni operanti nel settore sul territorio; - l Amministrazione comunale ha posto come obiettivo prioritario la predisposizione di modalità operative ed organizzative legate all ambiente, al territorio e conseguentemente al buon mantenimento del medesimo, con attenzione alla sicurezza ed al permanere della qualità della vita dei cittadini, anche in relazione alla prevenzione e alla risoluzione di situazioni impreviste e/o calamitose; - il Comune di Occhiobello ha affidato alla Società Deltaplanning S.r.l. di Taglio di Po (RO) l incarico di redazione della pianificazione comunale in materia di protezione civile con determinazione del Responsabile di Servizio n. 749 del n. gen del ; VISTA la necessità di dotarsi di uno strumento organico e di immediata consultazione, destinato ad essere aggiornato nel tempo, che costituisca la piattaforma di riferimento su cui fondare, in modo coordinato, le successive fasi di implementazione, sia in termini organizzativi, sia in termini di mezzi e risorse da dedicare, tenuto conto dei ruoli e delle competenze di Enti e Soggetti indicati dalla norma; VISTA la L. 225/92 che definisce ruoli e competenze degli enti locali in materia di previsione e prevenzione dei rischi; VISTO il Decreto Legislativo 31 Marzo 1998 n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli enti locali che, in attuazione del capo I della Legge 15 Marzo 1997 n. 59 (c.d. Bassanini), al capo VIII Protezione civile art. 108 comma c), affida ai Comuni le funzioni di predisposizione dei piani di emergenza comunali; VISTE inoltre la L.R. 17/98, Capo II, art. 7 - Modifiche della L.R. 58/84 Disciplina degli interventi regionali di protezione civile e la L.R. 11/2001, al capo VIII, art. 109 conferimento di funzioni e

2 compiti amministrativi alle autonomie locali, in attuazione del D.L. 112/98 che dettagliano rispettivamente funzioni e compiti del Comune in ambito di protezione civile, tra cui: a) la redazione di carte tematiche del territorio comunale, con l indicazione delle aree esposte a rischi potenziali e di quelle utilizzabili, in caso di emergenza, a scopo di riparo e protezione; b) la predisposizione di Piani comunali di pronto intervento e di soccorso, in relazione ai rischi possibili; c) l istituzione, l incentivazione ed il sostegno di gruppi di volontariato di protezione civile; CONSIDERATO che la proposta progettuale è stata consegnata in data 15 dicembre 2008, prot. n ed è costituita dalla seguente documentazione: a) Carta di Inquadramento generale del territorio; b) Carta degli Elementi a Rischio e delle Risorse disponibili; c) Carta delle Pericolosità e degli Elementi a Rischio; d) Carta dello Scenario di rischio idraulico; e) Relazione Tecnica del Piano; f) Banca dati relativa alla schedatura di pericolosità, elementi a rischio, risorse disponibili e procedure di emergenza; g) Allegati cartacei delle schede; PRESO ATTO CHE: - essa è stata redatta sulla base delle Linee guida regionali per la PIANIFICAZIONE COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE con riferimento alla gestione dell emergenza (Regione Veneto), sia per lo sviluppo metodologico che procedurale; - tali indicazioni sono state integrate da quanto contenuto nella L. 267/98 e relativo DPCM, nel Piano Provinciale di Emergenza sul Rischio Idraulico da Fiume Po Provincia di Rovigo, 2004, nel Piano di Emergenza Speditivo bacino fiume Po Prefettura di Rovigo, 2001, nel PAI Bacino Fissero, Tartaro, Canalbianco Autorità di Bacino del Fiume Fissero, Tartaro, Canalbianco, nel Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Autorità di Bacino del Fiume Po, 1999, nel Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico Bacino dell Adige Autorità di Bacino Nazionale dell Adige, 2005; - per la parte procedurale il riferimento è la Direttiva Augustus; le procedure, personalizzate e specifiche per ciascun rischio, sono disponibili all interno del software di gestione, consegnato insieme agli elaborati grafici; PRESO ATTO CHE la redazione del Piano ha materialmente comportato:

3 - la raccolta e l organizzazione dei dati di interesse su base informatica e su apposito programma di gestione; - la classificazione delle aree sensibili in base alla loro Pericolosità secondo quanto indicato più precisamente dai seguenti disposti normativi: a) ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/03 ed allegati (Nuove norme sismiche); b) nella L. 267/98 (Legge Sarno); c) nel PAI Bacino Fissero, Tartaro, Canalbianco Autorità di Bacino del Fiume Fissero, Tartaro, Canalbianco; d) nel Progetto di Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico Autorità di Bacino del Fiume Po, 1999; e) nel Piano Stralcio per la Tutela dal Rischio Idrogeologico Bacino dell Adige Autorità di Bacino Nazionale dell Adige, 2005; - l evidenziazione degli Elementi a rischio e nella individuazione delle Risorse disponibili per fronteggiare le emergenze, secondo quanto indicato nelle Linee Guida Regionali per la Pianificazione Comunale di Protezione Civile - Regione Veneto, 2003 e nel Piano di Emergenza Speditivo bacino fiume Po Prefettura di Rovigo, 2001; - l individuazione delle aree di attesa, ricovero e ammassamento per la popolazione ed i soccorsi, nonché dei relativi percorsi emergenziali per il loro raggiungimento. Rif. Linee Guida Regionali per la Pianificazione Comunale di Protezione Civile Regione Veneto, 2003; - la simulazione di Scenari di Rischio, in riferimento a quanto indicato dalla L. 267/98 e relativo DPCM, ed a quanto contenuto nelle Linee Guida Regionali per la Pianificazione Comunale di Protezione Civile - Regione Veneto, 2003; - l indicazione di specifiche procedure di emergenza per i Rischi: Alluvioni Esondazioni, Impianti a rischio, Incendio, Neve, Pandemia e Terremoto 7 MCS ; - l inserimento dei dati e delle Procedure di emergenza su specifico software gestionale; - l evidenziazione cartografica su supporto cartaceo dei temi di interesse sopra indicati ( Carta degli Elementi a Rischio e delle Risorse disponibili, Carata delle Pericolosità e degli Elementi a Rischio, Carta dello Scenario di rischio idraulico ); la formazione di un Data base, gestibile in ambiente Windows-Access, che rende facilmente fruibili ed aggiornabili i dati inseriti e consente la loro contemporanea consultazione durante le percorrenze procedurali progressive di emergenza;

4 PRESO ATTO CHE il Piano è stato visionato dalla III Commissione Consiliare permanente "Urbanistica, Ambiente, Lavori Pubblici, Casa, Protezione Civile, nel giorno 18 dicembre UDITA la relazione del Sindaco / Assessore delegato alla P.C., integralmente riportata a verbale; VISTO l art. 42 del T.U.EE.LL. approvato con D.Lgs , n. 267 ACQUISITO il parere favorevole di regolarità tecnica espresso dal Responsabile del servizio ai sensi dell art. 49, comma 1, del D. Lgs 267/2000; Con voti unanimi, DELIBERA 1) Di approvare il Piano Comunale della Protezione Civile predisposto dalla Società Deltaplanning S.r.l., consegnato nella versione definitiva in data 15 dicembre 2008, prot. n , composto dai seguenti elaborati posti agli atti del Servizio Urbanistica Edilizia Sicurezza Protezione Civile Attività Produttive Ambiente: a) Carta di Inquadramento generale del territorio; b) Carta degli Elementi a Rischio e delle Risorse disponibili; c) Carta delle Pericolosità e degli Elementi a Rischio; d) Carta dello Scenario di rischio idraulico; e) Relazione Tecnica del Piano; f) Banca dati relativa alla schedatura di pericolosità, elementi a rischio, risorse disponibili e procedure di emergenza; g) Allegati cartacei delle schede; 2) Di considerare lo stesso uno strumento di sintesi valido per l inquadramento delle zone sensibili del territorio e delle risorse disponibili, nonché per la gestione delle emergenze specifiche ad ogni singolo rischio. 3) Di dare atto che il Piano Comunale di Protezione Civile posto in approvazione, costituisce la piattaforma di riferimento su cui allestire, in modo coordinato, le successive fasi di implementazione, sia in termini organizzativi, sia in termini di mezzi e risorse da dedicare.

5 4) Di dichiarare, con successiva separata votazione che d à il seguente esito, la suestesa deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4, del D.Lgs. 18/08/2000, n. 267.

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