LE MURATURE in laterizio
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- Angelo Fabrizio Blasi
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1 Università degli Studi di Napoli Federico II _Dipartimento di Architettura Corso di Laurea Magistrale in Architettura 5UE_A.A.2015/2016 Costruzione delle Opere di Architettura A Prof. Alessandro Claudi de Saint Mihiel LE MURATURE in laterizio
2 laterizi LE MURATURE: CLASSIFICAZIONE blocchi di calcestruzzo pietra Le MURATURE sono manufatti edilizi costituiti dalla aggregazione (a secco o mediante giunti di malta) di elementi resistenti omogenei di varia natura. Dal punto di vista degli elementi che le compongono, esistono murature di tre tipi: - MURATURE IN PIETRA; - MURATURE IN LATERIZIO (da later: mattone); - MURATURE IN BLOCCHI DI CALCESTRUZZO. Dal punto di vista funzionale, si suddividono in tre principali categorie: - MURATURE PORTANTI (Strutture + Chiusure) - MURATURE DI TAMPONAMENTO (Chiusure *) - MURATURE PER DIVISORI INTERNI (Partizioni Interne *) * Tali argomenti verranno ripresi nelle prossime lezioni
3 LE MURATURE: CLASSIFICAZIONE
4 LE MURATURE: CLASSIFICAZIONE
5 a LE MURATURE: CLASSIFICAZIONE Analogamente, in base al tipo di apparecchiatura (disposizione degli elementi), possono essere distinte in diversi tipi: - MURATURE MONOSTRATO (a) - MURATURE A DOPPIO STRATO (o pluristrato) (b) - MURATURE MISTE (c) a b c b c
6 GLI ELEMENTI IN LATERIZIO: FASI DI PRODUZIONE estrazione dell argilla prelavorazione dell argilla formatura essiccazione cottura stoccaggio trafilatura tramite filiera Tramite nastri trasportatori Tramite rompizzolle laminatoio Vasca di decantazione Laminatoio di finezza stampaggio in pasta molle Tramite impianto di essiccamento Tramite forno a tunnel stampaggio tramite pressa ESTRAZIONE DELL ARGILLA PRELAVORAZIONE: consiste in una serie di operazioni capaci di trasformare la materia prima della composizione grezza in cui si trova al momento dello scavo a quella finale pronta per la fase di formatura. FORMATURA: è quella fase in cui l impasto argilloso assume una morfologia ben determinata: -Trafilatura: blocchi e tavelle -Stampaggio: mattoni ESSICCAZIONE: i prodotti sagomati contengono una elevata quantità di acqua che deve essere sottratta prima della fase di cottura onde evitare indesiderati effetti di ritiro del materiale. COTTURA: il prodotto laterizio con la fase di cottura (forni a tunnel a ciclo continuo, C) acquista le caratteristiche fisiche e di aspetto definitive.
7 FORATO SEMIPIENO PIENO GLI ELEMENTI IN LATERIZIO: CLASSIFICAZIONE In funzione della loro dimensione gli elementi in laterizio per le murature si dividono in: - MATTONI: elementi di volume minore o uguale a 5500 cm 3 - BLOCCHI: elementi di volume superiore a 5500 cm 3 In base alla percentuale di foratura si definisce: - PIENO: elemento (mattone o blocco) con percentuale di foratura non superiore a 15 % - SEMIPIENO: elemento (mattone o blocco) con percentuale di foratura compresa tra 15 e 45 % - FORATO: elemento (mattone o blocco) con percentuale di foratura superiore al 45 % Per la realizzazione di murature portanti vanno esclusi gli elementi con percentuale di foratura superiore al 55% Il peso degli elementi in laterizio varia da 1600 a 1800 Kg/mc
8 IL MATTONE: DIMENSIONI Piatto/taglio Testa/punta Fascia/lista/costa/ coltello/fianco Le dimensioni del mattone scaturiscono dalla mano dell uomo; In Italia le dimensioni dei laterizi sono uniformate dall UNI; in particolare, il mattone presenta le seguenti dimensioni: 5,5 x 12 x 25 cm Sottomultipli o sottomoduli del mattone ottenuti per spacco o per taglio
9 IL MATTONE: SFALSAMENTO DEI GIUNTI Murature a faccia vista Una muratura si compone di: - corsi o filari di mattoni (o blocchi) - giunti di malta (spessore: 8 15 mm) Indipendentemente dal tipo di muratura, i giunti verticali devono essere sempre opportunamente sfalsati.
10 IL MATTONE: COLORE Il classico colore rosso è dovuto alla percentuale di ossidi di ferro presente nell argilla e alla percentuale di ossigeno presente in fase di cottura. Dal punto di vista della cottura i mattoni si distinguono in: ALBASI: poco cotti, di colore giallo chiaro, poco resistenti, porosi MEZZANI o FORTI: di cottura normale, di colore rosso, molto resistenti FERRIOLI: troppo cotti, di colore scuro, pesanti, parzialmente vetrificati e poco porosi, con cattiva aderenza alla malta
11 LE MURATURE IN MATTONI: APPARECCHIATURE Un apparecchiatura muraria (disposizione degli elementi) può essere descritta secondo 3 caratteristiche: - SPESSORE (numero di teste, da 1 a 6) - CONCATENAMENTO (a cortina, in chiave, gotico, fiammingo, a croce, a blocco) - TESSITURA
12 SPESSORE MURO A 1 TESTA Spessore: 12 cm MURO A 4 TESTE Spessore: 51 cm MURO A 2 TESTE Spessore: 25 cm MURO A 5 TESTE Spessore: 64 cm MURO A 3 TESTE Spessore: 38 cm MURO A 6 TESTE Spessore: 77 cm
13 CONCATENAMENTO A CORTINA (o di fascia) FIAMMINGO (o Olandese) IN CHIAVE (o di testa) A CROCE GOTICO (o polacco) A BLOCCO
14 CONCATENAMENTO SOLUZIONI D ANGOLO INTERSEZIONI
15 TESSITURA
16 LE MURATURE IN LATERIZIO: ESECUZIONE allettamento della malta Prima della posa in opera, i mattoni, a differenza dei blocchi, vanno generalmente bagnati, onde evitare un assorbimento eccessivamente rapido dell acqua presente nell impasto di malta che ne causi l indebolimento. Con il procedere dei corsi si effettuano controlli sulla orizzontalità, verticalità e allineamenti. posa del mattone I giunti di malta vanno stilati prima dell intonacatura. scorrimento assestamento del mattone rimozione delle sbavature
17 POSA DEI MATTONI Soluzione d angolo: utilizzo di sottomoduli (tre quarti) per rispettare lo sfalsamento dei giunti Mattoni di Coltello Mattoni di Fascia Mattoni di Costa Mattoni di Testa
18 POSA DEI BLOCCHI (forati e semiforati) Pezzi speciali d angolo: I fori vanno rivolti verso l alto Fori di presa
19 LA MALTA La MALTA serve a creare un piano di appoggio uniforme per mattoni o blocchi e a collegarli tra loro nonostante l irregolarità delle loro superfici. La malta contribuisce a far aderire gli elementi tra loro creando una struttura compatta senza soluzioni di continuità, oltre ad influenzare in maniera considerevole anche l aspetto estetico dell opera finita. Tipi di giunti di malta: giunto interrotto e giunto continuo
20 LA MALTA La Malta si ottiene da un impasto in proporzioni variabili di: LEGANTE + SABBIA + ACQUA + eventuali additivi In relazione al diverso rapporto tra quantità di legante e sabbia le malte possono essere di due tipi: MALTA GRASSA: miscela ricca di legante, alta resistenza meccanica MALTA MAGRA: miscela povera di legante, minori fenomeni di ritiro LEGANTE In base al tipo di legante utilizzato si possono avere malte destinate a diversi impieghi: MALTE AEREE: preparate con calce aerea Intonaci, malte per murature fuori terra preparate con gesso Intonaci per interni, cornici, stucchi MALTE IDRAULICHE: preparate con calce Idraulica Intonaci, malte per murature, malte per rivestimenti MALTE CEMENTIZIE: preparate con cemento Intonaci, malte per murature, malte per rivestimenti, impermeabilizzazioni MALTE BASTARDE: preparate con 2 o più Leganti Intonaci, malte per murature, malte per rivestimenti
21 LA MALTA La Malta si ottiene da un impasto in proporzioni variabili di: LEGANTE + SABBIA + ACQUA + eventuali additivi SABBIA La sabbia (materiale inerte fino a 7 mm di diametro) deve essere di fiume o di cava, priva di residui organici, esente da impurità; deve essere vagliata per eliminare le componenti troppo grosse o troppo fini; se gettata in acqua, quest ultima non deve intorbidirsi. In base al diametro dei granuli di sabbia, si possono avere malte destinate a diversi impieghi: SABBIA FINE: diametro compreso tra 0,1 e 0,5 mm malte per intonaci lisci SABBIA MEDIA: diametro compreso tra 0,5 e 2 mm malte per intonaci grezzi e malte per murature SABBIA GROSSA: diametro compreso tra 2 e 5 mm malte per intonaci rustici e malte per murature
22 L INTONACO L INTONACO è un rivestimento utilizzato per le pareti in muratura non destinate a restare a faccia vista. Si realizza stendendo in uno o più strati la malta sulle superfici delle pareti, al fine di ottenere una superficie regolare e piana, idonea a ricevere ulteriori strati di finitura, quali tinteggiature, verniciature o altri rivestimenti. Spessore Intonaco esterno: 1,5/2 cm; Intonaco interno: 1/1,5 cm
23 L INTONACO Esecuzione: denominazione degli strati 1.RINZAFFO (abbozzo): strato immediatamente aderente al supporto murario, più rigido e ricco di legante, funge da "aggrappante " per gli strati successivi; spessore: 15/20 mm. 2.ARRICCIO: corpo dell intonaco, conferisce tenuta all aria e all acqua alla parete, è più elastico per non fessurarsi in presenza di fenomeni di ritiro dello strato sottostante; spessore: 3/5 mm. 3.INTONACHINO (stabilitura): strato di finitura, ha spessore ridotto (sotto i 3 mm), più elastico per non dare luogo a fessurazioni, assolve a funzioni estetiche e protettive.
24 a b c e f g MURATURE PORTANTI: ORDINARIE Si dicono ordinarie le murature portanti non rinforzate da armature metalliche con funzione strutturale. La normativa italiana per le costruzioni in zone sismiche (D.M e D.M ) considera come portanti solo le murature monostrato con elementi collegati a malta e sfalsati tra loro (a, b, c, d). La normativa Europea (Eurocodice 6) considera come portanti anche: -Le murature a doppio strato, con interposizione di un giunto longitudinale continuo a malta e connessione tramite staffe e tralicci (e, f); -Le murature con due strati ancorati e cavità interposta riempita di calcestruzzo (g); -Le murature cave con uno solo o tutte e due gli strati portanti (h). d h
25 MURATURE PORTANTI: ARMATE Si dicono armate le murature in cui, all interno degli elementi resistenti, collegati tra loro mediante giunti continui di malta, sono inserite armature metalliche verticali, orizzontali concentrate (coincidenti, per interpiani di normale altezza, con le armature dei cordoli di piano) e diffuse. Le armature verticali sono previste agli incroci dei muri, in corrispondenza delle aperture, ma anche lungo lo sviluppo della muratura con un determinato interasse, in modo da assorbire sforzi localizzati di trazione e compressione (fig. 6).
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