INDICE. Luci e automazioni.
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- Costantino Colli
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1 INDICE Caratteristiche generali Configurazione Norme generali di installazione Schemi di collegamento
2 Caratteristiche generali Introduzione all impianto Luci e Automazione tapparelle L impianto Comandi, connessi solo al cavo BUS; Scegliendo e configurando Automazione, permette di gestire Attuatori, connessi al cavo BUS opportunamente i dispositivi è contemporaneamente ed in modo e alla linea energia 230 Vac per possibile realizzare le seguenti integrato, funzioni fino ad oggi la gestione del rispettivo carico funzioni: realizzate da impianti elettrici distinti connesso. e complessi quali: Nel caso si desideri espandere GESTIE DELL ILLUINAZIE La gestione dell illuminazione un impianto preesistente senza Lampade tradizionali ad Il comando di serrande e/o tende eseguire opere di muratura, incandescenza, a LED, fluorescenti ed elettriche. l impianto può essere espanso con alogene possono essere facilmente Nell impianto sono presenti due interfacce filare/radio e dispositivi di gestite con modalità / e tipologie di dispositivi: comando radio ZigBee. DIER per sposare esigenze di confort e risparmio energetico. Impianto filare Interfaccia contatti basic Comando generale Comando a sfioramento (SOFT TOUCH) Comando 8 tasti Dispositivo tradizionale Alimentatore 230 Vac TV/SAT Attuatore modulo DIN TV/SAT automazione automazione diffusione sonora antifurto termoregolazione videocitofonia controllo diffusione sonora IPTV lan Tapparelle controllo carichi Attuatore dimmer modulo DIN antifurto termoregolazione energia luci Luci videocitofonia controllo tvcc lan www IPTV controllo carichi Comando attuatore tapparelle energia automazione luci diffusione tvcc sonora antifurto www termoregolazione irrigazione irrigazione Tapparelle I dispositivi del sistema Automazione hanno ottenuto la certificazione IQ in quanto rispondenti alla norma di prodotto CEI EN apparecchi di comando non automatici per installazione elettrica fissa per uso domestico e similare. 104 videocitofonia TV/SAT controllo lan
3 SCENARI LUCI E AUTOAZII situazioni di confort rispondenti allo TENDE E DISPOSITIVI VARI L impianto può essere configurato stile di vita dell utente. L ambiente È possibile gestire anche la per eseguire una serie di operazioni potrà essere predisposto anche movimentazione di tapparelle, tende, simultanee agendo su un singolo con un sottofondo musicale e porte e altri dispositivi motorizzati. dispositivo di comando oppure sul con la temperatura desiderata se Oltre alle modalità SU/GIU (o APRI/ menù di un Touch Screen. l impianto è integrato con gli impianti CHIUDI) di tipo monostabile o Questa funzione viene normalmente Termoregolazione e Diffusione bistabile, si può memorizzare e definita scenario. Ad esempio si sonora. richiamare una desiderata posizione potranno attivare simultaneamente Le soluzioni realizzabili in questo del carico controllato (funzione Preset) alcune luci di un ambiente con campo sono svariate. agendo direttamente sull attuatore, su diversi livelli di luminosità e l apertura un Touch screen ecc.. di alcune tapparelle per creare Interfacce radio/filare Comando locale Impianto radio Comando radio Interfaccia radio SCS/ZigBee Touch Screen Telecomando radio Attuatore basic AT o AUTOAZIE DI TAPPARELLE, TV/SAT automazione IPTV lan controllo carichi energia luci Luci tvcc diffusione sonora antifurto termoregolazione videocitofonia controllo IPTV lan controllo carichi energia luci tvcc www irrigazione Comando/ attuatore tapparella www irrigazione Tapparelle 105
4 Caratteristiche generali Dispositivi di comando Gli apparecchi di comando permettono di controllare lo stato degli attuatori, eseguendo funzioni differenti:,, Dimmer, SU/ GIÙ temporizzazione etc. dipendenti dalla modalità di funzionamento loro assegnata tramite una opportuna configurazione. Tutti i dispositivi sono dotati di indicazione luminosa che segnala lo stato del carico (attivo o disattivo) e ne facilita l individuazione al buio. L intensità dei led di segnalazione si può regolare/escludere. DISPOSITIVI DA COPLETARE C COPRITASTO PER GESTIE LUCI, AUTOAZIE TAPPARELLE E SCENARI Questi dispositivi si completano con tasti e copritasti di due tipologie: A 1 funzione, ad uno o due moduli da abbinare al tasto di comando di colore grigio; A 2 funzioni, ad uno o due moduli da abbinare al tasto di comando di colore nero. Pulsante superiore Pulsante inferiore Indicatore luminoso Tasto comando Tasto comando Tasto comando Copritasto 1 funzione 1 modulo Copritasto 2 funzioni 1 modulo Copritasto 1 funzione 2 moduli Copritasto 2 funzioni 2 moduli Il comando con il copritasto singolo è assimilabile ad un contatto in chiusura tradizionale (pulsante o interruttore). Il comando con il copritasto doppio (basculante) è invece assimilabile ad un contatto tradizionale in scambio. NOTA: i tasti di comando sono forniti a corredo con il dispositivo. 106
5 Alcuni esempi di dispositivi di comando completi di copritasti. Comando generale luci e tapparelle Comando tapparelle con copritasto 2 moduli Comando per tapparelle e luce dimmerizzata COANDI SPECIFICI PER GESTIE EVOLUTA DELLE TAPPARELLE Utilizzando appositi dispositivi art. H/LN46602, art. A58602 con attuatori modulo DIN F401 e ad incasso H/LN46612, A58612, è possibile gestire tapparelle dotate di motore standard o ad impulsi, con funzioni evolute. Oltre alle modalità di funzionamento SU/GIÙ monostabile e bistabile, il comando permette, previa pressione del pulsante STOP a tapparella ferma, di predisporla in una posizione specifica (Preset) memorizzata nell attuatore. È comunque possibile impostare una nuova posizione a seconda delle esigenze dell utilizzatore. Preset 107
6 Caratteristiche generali Dispositivi di comando per la gestione delle luci Oltre ai dispositivi di comando personalizzabili con copritasti è possibile scegliere dispositivi di comando con diverse modalità di azionamento. Comando Soft Touch 2 moduli COANDI A SFIORAENTO A 2 O 3 ODULI Questo dispositivo è in grado di inviare comandi di attuazione e regolazione per funzioni di illuminazione (/, Dimmer, temporizzazioni ecc.), diffusione sonora e videocitofonia semplicemente sfiorando la superficie del comando. SENSORI DI PRESENZA E ILLUINAENTO (*) Utilizzando sensori di luminosità e movimento/presenza è possibile gestire, in un impianto yhome, l illuminazione in funzione della presenza di persone e della quantità di luce naturale rispettando i requisiti della classe di efficienza energetica più elevata per gli edifici, previsti dalla Norma Europea EN Ciò assicura due vantaggi: maggior efficienza energetica riducendo lo spreco di energia attraverso una gestione intelligente dei corpi illuminanti: si avrà così la luce necessaria al momento giusto e nell ambiente dove è richiesta. Le diverse modalità di funzionamento impostabili da configurazione permettono all utente di ottenere diversi livelli di efficienza energetica. confort e benessere I nuovi sensori consentono di incrementare il comfort degli Sensore di movimento ad infrarossi utilizzatori mediante l accensione automatica della luce nel momento in cui si accede ad un locale e il mantenimento del livello di illuminamento desiderato in funzione delle condizioni ambientali esterne. 108 NOTA (*): per la scelta e l installazione i questi prodotti vedere capitolo specifico Norme generali di installazione sensori di luminosità/movimento/presenza Sensore IR passivi con rilevazione del movimento e del livello di illuminamento
7 Dispositivi di comando per la gestione delle luci e automazioni (tapparelle, tende ecc.) COANDO ULTIFUNZIE 8 TASTI Dotato di 8 tasti con rispettive icone retroilluminate indicanti le funzioni assegnate, questo particolare dispositivo di comando è in grado di comandare funzioni di illuminazione, automazione tapparelle, diffusione sonora, scenari e funzioni videocitofoniche. Comando 8 tasti Comando 4 moduli Whice TELECOANDO E RICEVITORE ALL INFRAROSSO Il ricevitore permette di aggiungere o sostituire al comando manuale, il comando a distanza tramite il telecomando a raggi infrarossi. Ai pulsanti del telecomando è possibile associare comandi destinati ad attuatori per illuminazione e per l automazione di tapparelle, tende ecc. È inoltre possibile gestire scenari ed agire sui sistemi di diffusione sonora e videocitofonia. Comando 3 moduli Nighter Telecomando IR COANDI C SENSORI CAPACITIVI Dispositivi con pulsanti costituiti da sensori capacitivi. Ogni zona corrispondente ad un tasto è contrassegnata al centro da un LED illuminato che aumenta di intensità luminosa quando l utente vi appoggia il dito per azionare il comando. Dal punto di vista delle funzioni gestibili, questo comando è equiparabile al dispositivo di comando con sensori capacitivi sopradescritto. È prodotto nelle versioni a 3 e 4 moduli da incasso, rispettivamente a 6 e 8 tasti. Ricevitore IR 109
8 Caratteristiche generali Dispositivi di comando LUCI E AUTOAZII TAPPARELLE I dispositivi di comando illustrati nelle pagine precedenti possono essere configurati per attivare, per esempio con la sola pressione di un pulsante, più utenze contemporaneamente. Questa funzione, definita scenario viene svolta in abbinamento all impiego di particolari dispositivi in grado di memorizzare o programmare tutte le singole attivazioni che costituiscono la situazione ambientale di confort da replicare. Un esempio di scenario è l attivazione di alcune luci ad un determinato livello di luminosità e dal posizionamento di alcune tapparelle per vedere la TV o leggere un libro, secondo lo stile di vita dell utente. I dispositivi citati sono i seguenti: odulo scenari F420 a due moduli DIN per la memorizzazione di 16 scenari. Programmatore scenari H202 per la creazione e gestione di scenari evoluti, dipendenti anche da eventi temporali, stato degli impianti e altro. _Screen 10 Programmatori scenari H202 Sensore illuminamento/movimento _Screen 3,5 Comando Nighter e Whice 110
9 Oltre alle funzioni luci e tapparelle, entrambi i dispositivi possono gestire applicazioni di diffusione sonora, termoregolazione e videocitofonia. Comando speciale Comando 8 tasti Video Display odulo scenari F420 Comando Soft Touch Local display Comando scenari protetto con transponder (*) Comando scenari NOTA (*): attualmente questi dispositivi non possono attivare scenari gestiti dal programmatore scenari H
10 Caratteristiche generali Dispositivi di comando scelta del comando in base alla funzione da gestire COANDO BASE COANDO SPECIALE COANDO SOFT TOUCH COANDO 8 tasti TELECOANDO FUNZII SVOLTE H4652/2 L4652/2 A5832/2 H4652/3 L4652/3 A5832/3 H46512 L46512 A58312 HD46532/3 HC4653/2/3 HS4653/2/3 H/LN HD4654 HC4654 HS4654 L/N/NT4654N / ciclico ILLUINAZIE Comando / con controllo intensità luminosa Comandi generali, d ambiente, di gruppo Comandi temporizzati AUTOAZIE GESTIE SCENARI Comando tapparelle SU/GIÙ in modalità normale SU/GIÙ in modalità sicura Comandi generali, d ambiente, di gruppo Richiamo scenari memorizzati nel modulo scenari F420 Attivazione scenari memorizzati nel programmatore scenari H200N (configuratore CEN) 112
11 SENSORE DI LUINOSITÀ E OVIENTO/PRESENZA TASCA PORTABADGE LETTORE TRANSPDER COANDO CAPACITIVO NIGHTER E WHICE COANDO SCENARI HC/HD/HS4658 HC/HD/HS4659 L/N/NT4658 L/N/NT4659 BSE3001 BSE H4648 H4649 LN4648 LN4649 HD4607 HC4607 HS4607 L/N/NT4607 HD46573/4 HC46573/4 HS46573/4 HD4680 HC4680 HS4680 L4680 N4680 NT
12 Caratteristiche generali Dispositivi attuatori GENERALITÀ Eseguendo i comandi a loro indirizzati questi dispositivi controllano il carico connesso, in maniera analoga ad un relè di tipo elettromeccanico. Per questo motivo, oltre ad essere Pulsante superiore collegati al cavo BUS tramite i morsetti estraibili, devono essere connessi alla linea 230 Vac di alimentazione del carico. Esistono diverse tipologie di attuatori che differiscono per tipologia di carico, potenza controllata e forma. Pulsante inferiore In base alle caratteristiche installative si possono suddividere in: attuatori a due moduli da incasso da completare con copritasti; attuatori in modularità Basic caratterizzati da dimensioni estremamente compatte: larghezza = 40,5 mm, altezza = 40,5 mm, profondità = 18 mm per scatole di derivazione e retrofrutto; attuatori modulo DIN per centralini. Indicatore luminoso Tasto comando Tasto comando Copritasto 1 funzione 2 moduli Copritasto «attuatore» gestione luci Copritasto «comando» attuatore remoto Copritasto 2 funzioni 2 moduli Esempio di installazione in scatola ad incasso Attuatore DIN per l installazione in centralini Scatola Attuatori Basic affiancati orsetti di connessione del carico Pulsante di comando del carico Sede configuratori BUS BUS Ingresso dispositivi tradizionali Supporto 114
13 Dispositivi attuatori il controllo dell illuminazione La gamma di attuatori presenti nel catalogo permette di soddisfare qualsiasi esigenza progettuale. A prescindere dalle forme costruttive e caratteristiche installative, è possibile scegliere dispositivi per accensione in modalità / oppure graduale (dimmerizzata) di corpi illuminanti con potenze comprese tra W del tipo: LED; fluorescenti; alogeni; incandescenti; alimentati con trasformatori ferromagnetici o elettronici; ballast 1 10V DALI. art. dimmer F418 attuatore / modulo Basic art ATTUATORI / E DIER C ALIENTAZIE DI RETE Questi dispositivi, grazie all alimentazione di rete, possono controllare il carico anche in mancanza di tensione dal BUS agendo sui tasti presenti sul dispositivo stesso. Inoltre, assorbendo bassissime correnti dal BUS, è possibile impiegare diversi attuatori nell impianto senza influire sensibilmente sul numero massimo di dispositivi installabili nell impianto. A catalogo sono disponibili: attuatori / nelle versioni a 2, 4 e 8 relè con contatti da 16A e uscite indipendenti e caratterizzati dall alimentazione con modalità zero crossing ; particolarmente adatti alla gestione delle nuove art. BSW1001 lampade a risparmio energetico quali lampade fluorescenti compatte e lampade a LED; dimmer con uscita 1 10V per ballast elettronici o alimentatori driver con potenze fino a 1000VA. art. BDI1001 art. BSW
14 Caratteristiche generali Dispositivi attuatori il controllo dell illuminazione dimmer universale a 1 e 2 uscite per il controllo di lampade LED, CFL e qualsiasi altro tipo di carico con potenze fino a 300W. L N art. F418U2 T1,6H 250V ID 230V C16 Connessione elettrica del Dimmer art. F418 alla rete elettrica e al carico da controlare art. F417U2 116 ATTUATORI GESTIE ENERGIA Alcuni dispositivi della gamma Gestione Energia si prestano all impiego anche per il controllo di punti luce con assorbimento massimo di 16A. La gamma si compone di: Attuatore da incasso serie Axolute Attuatore da incasso: Realizzato per essere installato in supporti da incasso delle serie civili, questo dispositivo ha prestazioni equivalenti all attuatore art. F523 ma non è dotato di funzione alimentazione zero crossing. Attuatore art. F522 Attuatori DIN: Due dispositivi attuatori con relè NO in grado di svolgere funzioni sia di gestione energia che di automazione; uno in versione base art. F523 e uno provvisto con un sensore di corrente integrato art. F522 per la misura dei consumi del carico controllato (consumo instantaneo e 2 totalizzatori di energia resettabili in modo indipendente). Configurati in modalità automazione (il relè si predispone nello stato NC) questi attuatori consentono di svolgere tutte le modalità operative disponibili sui dispositivi di comando ad eccezione della gestione tapparelle. Grazie all alimentazione del carico in modalità zero crossing questi dispositivi sono compatibili con le nuove lampade a risparmio energetico (Fluorescenti compatte e LED).
15 Dispositivi attuatori per automazioni tapparelle, tende. Il controllo di motorizzazioni di tapparelle e/o tende può essere effettuato utilizzando: N attuatori a 2 e 4 relè previsti per il controllo / dell illuminazione e appositamente configurati in modalità interblocco per il funzionamento a coppie dei relè. L L1 L2 Attuatore F411U2 = motore in AC con 2 avvolgimenti L1N = rotazione oraria L2N = rotazione antioraria Attuatore a 2 relè art. F411U2 attuatore a 4 relè art. F411/4 Connessione dell attuatore a 2 relè art. F411U2 per il controllo di una tenda con motore elettrico 230V a.c. attuatore con 2 relè interbloccati Funzione di Preset: specifico per il controllo di Oltre alle modalità di funzionamento motori standard con calibrazione SU/GIU onostabile e Bistabile, automatica, standard con il dispositivo consente, previa calibrazione manuale e motori ad pressione del pulsante STOP, di impulsi. Impiegato in abbinamento ai predisporre la tapparella in una posizione specifica (Preset). Durante Attuatore da incasso Pulsante Sù dispositivi di comando specifici il funzionamento in questo stato, si per la gestione delle tapparelle, il accenderà il LED Preset. dispositivo consente di realizzare L attuatore viene fornito con 9 funzioni evolute quali la gestione di posizioni prestabilite, selezionabili 100 posizioni differenti, la gestione mediante configurazione; oltre a del 3 fine corsa (regolazione queste, a seconda delle esigenze posizione lamelle) e la possibilità di dell utente, è comunque possibile preimpostare una posizione della impostare una nuova posizione tapparella (Preset). Se impiegato con altri dispositivi mediante configurazione. La funzione Preset può essere gestita Pulsante STOP Pulsante GIù di comando generici, svolgeranno anche con il odulo scenari. solo le funzioni base (SU e GIU ). L attuatore è disponibile anche nella Disponibile nella versione ad versione modulare DIN. incasso da completare con coprtasti e in modularità DIN 2 moduli. 117
16 Caratteristiche generali Dispositivi attuatori: scelta degli attuatori La tabella permette di individuare il dispositivo attuatore in base alla destinazione di impiego ed alle caratteristiche elettriche del carico da comandare. Avvertenza: Salvo indicazioni specifiche del Foglio Istruzione, inserire una protezione magnetotermica da 10 A sulla linea che porta potenza agli attuatori. Attuatori carichi pilotabili (230 Va.c. 50/60 Hz) Tipologia H/L46712 A58512 H/L4671/1 A5851/1 H/L H/L46612 A58612 F401 F411U1 F411U2 F411/4 F411/1NC BSW1002 BSW1003 BSW1005 Lampade ad incandescenza e alogene a risp.energetico 2 A 460 W 6 A 1380 W 0,25 1,30 A W 2 A 460 W Lampade a LED 70 W ax 2 lampade 150 W ax 3 lampade 40 W ax 1 lampada Lampade fluorescenti lineari 1) 0,3 A 70 W 0,65 A 150 W Lampade fluorescenti compatte 70 W ax 2 lampade 150 W ax 3 lampade 40 W ax 1 lampada Trasformatori elettronici 3) 0,3 A 70 W 0,65 A 150 W Trasformatori ferromagnetici otoriduttori 2) 3) 2 A cosφ 0,5 460 VA 2 A cosφ 0,5 460 VA 0,25 1,30 A VA 2 A cosφ 0,5 460 VA per tapparelle 4) 2 A 250 Va.c. 10 A 2300 W 10 A 1380 W 2 A 460 W 10 A 2300 W 16 A 3680 W 16 A 3680 W 16 A 3680 W 500 W ax 10 lampade 250 W ax 4 lampade 70 W ax 2 lampade 500 W ax 10 lampade 2,1 A 500 VA 2,1 A 500 VA 2,1 A 500 VA 4 A 920 W 4 A 230 W 0,3 A 70 W 4 A 920 W 10 X (2 X 36 W) 4,3 A 10 X (2 X 36 W) 4,3 A 4,3 A 10X2X36 W 500 W ax 10 lampade 250 W ax 4 lampade 70 W ax 2 lampade 500 W ax 10 lampade 1150 W 5 A 1150 W 5 A 5 A 1150 VA 4 A 920 W 4 A 230 W 0,3 A 70 W 4 A 920 W 16 A 3680 W 16 A 3680 W 16 A 3680 W 4 A cosφ 0,5 920 VA 4 A cosφ 0,5 460 VA 2 A cosφ 0,5 460 VA 4 A cosφ 0,5 920 VA 16 A 3680 W 16 A 3680 W 16 A 3680 W 2 A 460 W 2 A 460 W 2 A 460 W Note: 1) Lampade fluorescenti rifasate, lampade a scarica. 2) È necessario tener conto del rendimento del trasformatore per calcolare la potenza effettiva del carico connesso all attuatore. Ad esempio se si collega un dimmer ad un trasformatore ferromagnetico da 100 VA con rendimento di 0.8, la potenza effettiva del carico sarà di 125 VA. 3) Il trasformatore deve essere caricato alla sua potenza nominale e comunque mai al di sotto del 90% di tale potenza. E preferibile utilizzare un unico trasformatore piuttosto che più trasformatori in parallelo. Ad esempio è preferibile utilizzare un unico trasformatore da 250 VA con collegati 5 faretti da 50 W piuttosto che utilizzare 5 trasformatori da 50 VA in parallelo ognuno con un faretto da 50 W. 4) Il simbolo riportato sugli attuatori fa riferimento a motoriduttori per tapparelle. 118
17 carichi pilotabili (230 Va.c. 50/60 Hz) Attuatori Tipologia Lampade ad incandescenza e alogene a risp. energetico Lampade a LED Lampade fluorescenti lineari 1) Lampade fluorescenti compatte Trasformatori elettronici 3) Trasformatori ferromagnetici otoriduttori 2) 3) per tapparelle 4) BDI1001 BDI1002 4,3 A 1000 VA Dimmer per ballast 4 uscite da 4,3 A 4x 1000VA@ 230 Vac 4x500VA@ 230 Vac 4,3 A 1000 VA 4,3 A 1000 VA F413N 2 A 460 W 5) ax 10 ballast tipo T5, T8, compatte o driver per LED F414 0,25 4,3 A VA 0,25 4,3 A VA F416U1 4,3 A W 4,3 A W 4,3 A W F417U2 1,7 A W 1,7 A W 1,7 A W F W VA VA VA F418U2 2x300 W 2x300 VA 2x300 VA 2x300 VA 2x300 VA F429 SCS/DALI interfaccia dimmer 8 x16 ballast Note: 1) Lampade fluorescenti rifasate, lampade a scarica. 2) È necessario tener conto del rendimento del trasformatore per calcolare la potenza effettiva del carico connesso all attuatore. Ad esempio se si collega un dimmer ad un trasformatore ferromagnetico da 100 VA con rendimento di 0.8, la potenza effettiva del carico sarà di 125 VA. 3) Il trasformatore deve essere caricato alla sua potenza nominale e comunque mai al di sotto del 90% di tale potenza. E preferibile utilizzare un unico trasformatore piuttosto che più trasformatori in parallelo. Ad esempio è preferibile utilizzare un unico trasformatore da 250 VA con collegati 5 faretti da 50 W piuttosto che utilizzare 5 trasformatori da 50 VA in parallelo ognuno con un faretto da 50 W. 4) Il simbolo riportato sugli attuatori fa riferimento a motoriduttori per tapparelle. 5) Compatibile solo con lampade previste di Ballast 1/10 V. 119
18 Caratteristiche generali Interfacce Tramite questi dispositivi si possono connettere al BUS apparecchiature tradizionali quali interruttori e pulsanti allargando l impiego del BUS ad impianti tradizionali già esistenti. Si possono anche interfacciare termostati, apparecchi di comando, sensori di umidità, sensori eolici etc. Disponibili in due versioni: modulo DIN per installazioni in centralini; modulo Basic caratterizzato da ingombro ridotto per installazione dietro ai frutti tradizionali (es: interruttore, pulsante) o a frutti elettronici di tipo ribassato (es: comandi, sensori) presenti in una scatola 503E. Questa soluzione installativa semplifica la conversione di impianti elettrici tradizionali in impianti domotici, poichè si possono mantenere le scatole da incasso esistenti senza realizzare opere murarie. Interfaccia contatti in modulo DIN Interfaccia contatti in modulo basic Apparecchi esterni Interruttore di prestigio (recupero storico) 120
19 Estensione impianto a BUS con dispositivi radio ZigBee L impianto descritto nelle pagine da una particolare interfaccia. FUNZII REALIZZABILI precedenti può essere in qualsiasi Questa soluzione può anche essere Automazione serrande e tapparelle; momento ampliato estendendo vantaggiosamente attuata in Illuminazione; il cablaggio e aggiungendo nuovi ambienti di nuova realizzazione. Gestione scenari. dispositivi. Per esempio, in uffici con pareti Non sempre però questa operazione mobili e con attuatori a BUS nel è di facile attuabilità; spesso in controsoffitto, i comandi radio si ambienti quali edifici storici e/o utilizzano quali punti luce flessibili di pregio si deve intervenire e facilmente ricollocabili in caso di pesantemente alla struttura muraria. modifica della disposizione degli Questi problemi sono facilmente uffici o degli arredi. risolvibili utilizzando comandi radio Per maggiori informazioni e la scelta dell offerta Casa connessa luci e dei dispositivi di comando consultare automazioni, alimentati a batteria e la specifica documentazione tecnica indipendenti dal cablaggio Casa connessa luci e automazioni dell impianto. L integrazione tra le due tecnologie, quella radio e quella a BUS, è svolta Comando radio per gestione luci Comando luci Comando tapparelle Alimentatore Interfaccia radio TV/SAT TV/SAT 230 Vac Attuatore luce TV/SAT TV/SAT antifurto antifurto termoregolazione termoregolazione videocitofonia videocitofonia controllo controllo Attuatore tapparelle automazione automazione IPTV IPTV lan lan controllo carichi controllo carichi energia energia luci luci tvcc tvcc IPTV IPTV www www diffusione sonora diffusione sonora antifurto antifurto termoregolazione termoregolazione videocitofonia videocitofonia controllo controllo lan lan controllo carichi controllo carichi energia energia luci luci tvcc tvcc www www irrigazione irrigazione irrigazione irrigazione Telecomando radio per gestione scenari Luci Tapparelle 121
20 Configurazione Concetti generali In questo capitolo vengono descritti i concetti generali per la configurazione fisica e per la configurazione virtuale dei dispositivi yhome Automazione. Per informazioni di dettaglio circa la configurazione di ciascun dispositivi vedasi la relativa scheda tecnica. Attuatori: indirizzi e tipi di comando Per comprendere la logica di indirizzamento è utile definire alcuni termini che ricorreranno frequentemente nella guida. Ambiente (A) Insieme dei dispositivi appartenenti ad una zona logica (in una abitazione, per esempio, la sala, la camera ecc.). Punto Luce (PL) Identificativo numerico del singolo attuatore all interno dell Ambiente. Gruppo (G) Insieme dei dispositivi appartenenti anche ad ambienti diversi, ma che devono essere comandati contemporaneamente (per esempio le tapparelle del lato Nord dell abitazione, l illuminazione della zona giorno ecc.). Indirizzo degli attuatori CFIGURAZIE FISICA L indirizzo di ogni attuatore è definito univocamente assegnando i configuratori numerici 1 9 nelle posizioni A (Ambiente) e PL (Punto Luce all interno dell Ambiente). Questi valori devono corrispondere a quelli riportati nelle posizioni A e PL del rispettivo dispositivo di comando. Per ogni ambiente è possibile definire un massimo di 9 indirizzi; in un sistema sarà possibile definire un massimo di 9 ambienti. La definizione del gruppo di appartenenza Configurazione fisica ABIENTE... ABIENTE 2 ABIENTE 1 PL = 9 A = 0 PL = 9 si effettua inserendo un terzo configuratore numerico nella sede identificata con G (Gruppo). Alcuni attuatori dispongono di più posizioni G (G1, G2 e G3) potendo appartenere contemporaneamente a più gruppi differenti. Esempio: L attuatore configurato con, PL = 3 e G = 4 è il dispositivo N 3 dell ambiente 1 appartenente al gruppo 4. ABIENTE 9 A = 9 A = 9 A = 9 A = A = 9 A = 9 PL = 9 A = 9 PL = GRUPPO 1 GRUPPO 9 A = GR
21 Indirizzo degli attuatori Configurazione virtuale Tramite l impiego dell applicativo yhome Suite sarà possibile definire per ogni ambiente un massimo di 16 indirizzi (PL=015); in un sistema sarà possibile definire un massimo di 11 ambienti (A=0 10). estensione logica In caso di superamento dei limiti di configurazione citati (impianto con molti dispositivi), è possibile realizzare un impianto esteso costituito da più impianti connessi tra loro mediante l apposita interfaccia art. F422 in modalità espansione logica (vedere sezione Norme Generali di Installazione). Configurazione virtuale ABIENTE 10 0 PL = PL = ABIENTE... ABIENTE 1 ABIENTE A = 0 A = 0 A = 0 A = 0 5 A = 0 A = 0 A = GRUPPO 255 GRUPPO 1 A = GR
22 Configurazione Concetti generali Comandi: indirizzi e tipi di comando Anche i dispositivi di comando dispongono delle posizioni A e PL per la definizione dell indirizzo dei dispositivi destinatari del comando (attuatori). Per dette posizioni sono previsti configuratori numerici e con grafismo che abilitano il dispositivo ad inviare il rispettivo comando con le diverse modalità elencate nella sottostante tabella. odalita di indirizzamento dei dispositivi con configurazione fisica odalita di indirizzamento dei dispositivi con configurazione virtuale Tipo di comando Puntopunto Ambiente Gruppo Generale Dispositivo di comando valore del sede per configuratori configuratore A PL A PL A PL A PL AB 19 GR 19 GEN TIPO DI COANDO Puntopunto Ambiente Gruppo Generale DISPOSITIVO DI COANDO Indirizzo configurabile Configurazione A PL A PL A PL A PL AB 010 GR 1255 GEN 124
23 Esempi di configurazione Esempi di configurazione Comando puntopunto Se il comando N 3 è configurato con e PL = 3, questo dispositivo invia il proprio comando all attuatore identificato con e PL = 3. Comando di gruppo Se il comando N 7 è configurato con A = GR e questo dispositivo invia il proprio comando a tutti gli attuatori con G = 1 (appartenenti cioé al gruppo 1). comandi puntopunto comandi DI ABIENTE comandi DI GRUPPO comandi GENERALE PL = 3 A = AB A = AB A = GR A = GR A = GEN PL = BUS attuatori G = 1 G = 1 PL = 3 G = 2 G = 2 G = 1 PL = 3 G = 1 = Comando puntopunto = Comando di gruppo 125
24 A PL1 PL2 SPE A PL1 PL2 SPE 3 PL1 PL2 C 3 PL1 PL2 C A PL1 PL2 SPE A PL1 PL2 SPE 3 PL1 PL2 C 3 PL1 PL2 C F V~ 50Hz F V~ 50Hz V A V A F PRI: V~ ma 47/63 Hz SCS: 27 Vdc 600 ma Configurazione Numero massimo di dispositivi configurabili Impianto singolo configurato fisicamente In un impianto singolo possono essere gestiti sino ad un massimo di 9 ambienti (A). Per ogni ambiente è poi possibile gestire sino ad un massimo di 9 punti luce (PL) per un totale di 81 indirizzi. A questi indirizzi si aggiungono eventuali appartenenze a uno o più gruppi. È possibile inoltre avere più dispositivi con il medesimo indirizzo. Interfaccia contatti basic Comando tapparella Comando dimmer ax 81 indirizzi alimentatore 230 Vac ART Cavo BUS ART Attuatore basic Attuatore incasso L T5H 250V Dimmer DIN A PL G Impianto singolo configurato VIRTUALENTE In un impianto singolo possono essere gestiti sino ad un massimo di 11 ambienti (A=010). Per ogni ambiente è poi possibile gestire sino ad un massimo di 16 punti luce (PL=015) per un totale di 175 indirizzi (l indirizzo A=0, PL=0 non è ammesso). ax 175 indirizzi alimentatore 230 Vac Interfaccia contatti basic ART Comando tapparella Comando dimmer Cavo Ethernet incrociato Web server Vac Cavo BUS Alimentatore supplementare ART Attuatore basic Attuatore incasso L T5H 250V A PL G Dimmer DIN Pc 126
25 A PL1 PL2 SPE A PL1 PL2 SPE 3 PL1 PL2 C A PL1 PL2 SPE 3 PL1 PL2 C 3 PL1 PL2 C A PL1 PL2 SPE 3 PL1 PL2 C SCS AI F V~ 50Hz F V~ 50Hz ETHERNET V A V A SCS AV A PL1 PL2 SPE A PL1 PL2 SPE PRI: V~ ma 47/63 Hz SCS: 27 Vdc 600 ma 3 PL1 PL2 C 3 PL1 PL2 C L N AR T.F470/ L N AR T.F470/2 AR T.F422 Espansione logica degli indirizzi Impianto esteso con una interfaccia F422 configurato virtualmente In grandi abitazioni o in aree del terziario vi può essere la necessità di realizzare impianti Automazione caratterizzati da un numero di funzioni tali da superare il limite di indirizzi sopradescritti. In questo caso è possibile realizzare un impianto Automazione esteso, utilizzando l interfaccia F422 configurata nella modalità espansione logica : con configuratore N 2 in posizione e N 1 in I4. ax 175 ndirizzi alimentatore 230 Vac interfaccia contatti basic ART comando tapparella comando dimmer comando ventilatore comando tapparella ax 174 ndirizzi Impianto Automazione N 2 (BUS locale) alimentatore 230 Vac ART ART attuatore basic interfaccia contatti basic attuatore incasso comando tapparella L T5H 250V dimmer DIN comando dimmer A PL G ART attuatore basic comando ventilatore 3 1 attuatore DIN comando tapparella Interfaccia F422 I1 = I2 = I3 = I4 = 1 = 2 OUT OUT IN AX 349 INDIRIZZI Impianto Automazione N 1 (ontante principale) ART attuatore basic 3 1 attuatore incasso L T5H 250V dimmer DIN A PL G ART attuatore basic 3 1 attuatore DIN Pc Web server 230 Vac Alimentatore supplementare Cavo Ethernet incrociato 127
26 ART.F422 ART.F422 ART.F422 ART.F422 Configurazione Espansione logica degli indirizzi Impianto esteso con configurato, presente sul montante principale o più interfacce F422 su uno dei singoli impianti (max 9) collegati. configurato virtualmente Qualora si desideri effettuare il controllo e la Nel caso si debbano integrare tra gestione centralizzata dell impianto con Web loro tre o più impianti (fino ad un Server, Touch Screen e Centrale Gestione energia, massimo di 9), questi devono essere questi dispositivi dovranno essere installati necessariamente collegati tramite le interfacce F422 ad un bus comune, che d ora in poi chiameremo montante, sul quale possono essere installati anche dei dispositivi di comando, attuazione, gestione (per esempio Touch Screen) purchè appartenenti all impianto Automazione. Non è pertanto possibile realizzare il necessariamente nel montante principale. ax 174 ndirizzi BUS locale Impianto Automazione N 1 I1 = I2 = I3 = I4 = 1 = 2 OUT OUT Interfaccia F422 IN TANTE PRINCIPALE AX 166 INDIRIZZI montante, per esempio, con un impianto Antifurto o Videocitofonia BUS locale 2 fili. Le interfacce F422 vengono configurate per il funzionamento in modalità espansione logica, inserendo il configuratore N 2 nella posizione e configurando, l indirizzo della posizione I4 con configuratori da 1 a 9, come da schema seguente. Per ognuno dei 9 impianti si dispone di tutti i 174 indirizzi di configurazione previsti, escluso l indirizzo dell interfaccia, indirizzi sul montante, per un totale di 1732 indirizzi. Avvertenze: Nel montante principale è possibile installare dispositivi di comando configurati per inviare comandi di GRUPPO o GENERALI rispettivamente ad alcuni o tutti gli attuatori presenti nei singoli impianti e nello stesso montante principale. I comandi di tipo PUNTOPUNTO generati all interno di ogni singolo impianto e sul montante principale possono raggiungere ax 174 ndirizzi ax 174 ndirizzi ax 174 ndirizzi Impianto Automazione N 2 BUS locale Impianto Automazione N 3 BUS locale Impianto Automazione N 4 I1 = I2 = I3 = I4 = 2 = 2 I1 = I2 = I3 = I4 = 3 = 2 I1 = I2 = I3 = I4 = 4 = 2 OUT OUT OUT OUT IN OUT IN OUT IN Interfaccia F422 Interfaccia F422 Interfaccia F422 ax indirizzi: 174x9+166 (montante principale) = 1732 gli attuatori presenti in tutto l impianto solo se inviati da dispositivo di comando speciale H/L46512, A58312 opportunamente Impianto Automazione N 9 128
27 C C C1 C2 C2 C2 ART. F411/2 ART. F411/2 ART. F411/2 OUT OUT OUT OUT ART.F422 OUT ART.F422 ART.F422 OUT ART.F422 ART.F422 ART.F422 SCS AI SCS AI SCS AI ETHERNET ETHERNET ETHERNET SCS AV SCS AV SCS AV ipianto esteso con interfacce F422 e Web Server Impianti particolari per i quali è richiesta la disponibilità di più di 1739 indirizzi, possono essere realizzati con l ausilio di uno o più Web Server ax 1739 ndirizzi Impianto 1 BUS locale Impianto Automazione N 1 BUS locale Comando Impianto Automazione N 2 OUT Interfaccia F422 IN OUT Interfaccia F422 IN F454 e una rete LAN che costituisce l infrastruttura di collegamento. Riferendosi all immagine sottostante, l impianto esteso risulta, in questo ontante principale Web Server F454 caso, costituito da due o più impianti per ognuno dei quali è possibile configurare un massimo di 1739 indirizzi. Il controllo centralizzato delle funzioni si realizza mediante Personal Computer connettendosi direttamente all indirizzo ad IP fisso del Web Server ed agendo su pagine Web con icone preconfigurate. ax 1739 ndirizzi Impianto 2 BUS locale Impianto Automazione N 1 Comando BUS locale Impianto Automazione N 2 OUT Interfaccia F422 IN OUT Interfaccia F422 IN BUS ontante principale Web Server F454 PC BUS Rete LAN BUS locale ax 1739 ndirizzi Impianto Automazione N 1 Control BUS locale Impianto Automazione N 2 OUT Interfaccia F422 IN OUT Interfaccia F422 IN ontante principale Web Server F454 Impianto 3 BUS 129
28 automazione diffusione sonora antifurto automazione termoregolazione diffusione videocitofonia sonora antifurto controllo termoregolazione lan videocitofonia controllo carichi controllo energia lan automazione luci controllo diffusione tvcc carichi sonora energia www antifurto irrigazione termoregolazione luci automazione diffusione videocitofonia tvcc sonora www controllo antifurto irrigazione termoregolazione lan controllo videocitofonia carichi energia controllo luci lan controllo tvccarichi energia www irrigazione luci tvcc www irrigazione Configurazione Livelli di indirizzamento Ai fini di un maggior chiarimento dei concetti esposti nella pagina precedente, si illustrano qui sotto le quattro modalità di indirizzamento. I dispositivi di comando (mittenti) permettono di attivare gli attuatori (destinatari) con le seguenti modalità: Esempio: comando per un carico singolo (lampada, ventilatore, tapparella, ecc.) ambiente 1 ambiente 2 PL = 3 PL = 3 Comando puntopunto TV/SAT Comando diretto ad un solo attuatore identificato da un numero di ambiente e da un numero di punto luce. IPTV TV/SAT IPTV TV/SAT IPTV PL = 3 PL = 3 Dispositivo di comando: A = n* PL = n* Attuatore: A = n* PL = n* Comando di ambiente Comando diretto a tutti gli attuatori identificati dallo stesso numero di ambiente. Esempio: comando per tutte le lampade di un locale ambiente 1 ambiente 2 PL = 3 PL = 3 PL = 3 PL = 3 A = AB A = AB n* = qualsiasi configuratore numerico da 1 a 9 Dispositivo di comando: A = AB PL = n* Attuatore: A = n* PL = n* 130
29 Comando di gruppo Comando diretto a tutti gli attuatori che svolgono particolari funzioni anche se appartengono ad ambienti diversi e sono identificati dallo stesso numero di gruppo. Esempio: comando di tutte le lampade di un piano, del lato Nord dell edificio ambiente 1 ambiente 2 A = GR PL = 3 PL = 3 A = GR G = 1 G = 1 PL = 3 G = 2 G = 2 G = 1 PL = 3 G = 1 A = AB A = AB Dispositivo di comando: A = GR PL = n* Attuatore: A = n* PL = n* G = n* 131
30 Configurazione Livelli di indirizzamento Comando generale Diretto a tutti gli attuatori del sistema. Esempio: comando di tutte le lampade dell edificio ambiente 1 ambiente 2 PL = 3 PL = 3 A = GR A = GR G = 1 G = 1 PL = 3 G = 2 G = 2 G = 1 PL = 3 G = 1 A = GEN PL = A = AB A = AB Dispositivo di comando: A = GEN PL = / Attuatore: A = n* PL = n* G = n* n* = qualsiasi configuratore numerico da 1 a 9 132
31 P L Principali modalità operative I dispositivi presenti nel sistema automazione possono svolgere funzioni diverse, quali regolazione dell intensità luminosa, accensione/ spegnimento di lampade oppure apertura/chiusura di tapparelle. La definizione della funzione svolta, cioè cosa deve fare il dispositivo, si effettua inserendo dei configuratori nelle sedi contrassegnate con dei dispositivi di comando e completando gli stessi con i relativi tasti e copritasti (se i dispositivi sono da incasso). Nella tabella seguente si elencano le diverse modalità operative in funzione del configuratore e della tipologia di copritasto utilizzato nel dispositivo. Tabella comandi Copritasti Valore configuratore () Funzione svolta 1 FUNZIE Comando di ciclico Premendo ripetutamente sul copritasto il dispositivo utilizzato con attuatori a relé, invia alternativamente il comando di e. Con attuatori dimmer mantenendo la pressione sul pulsante, si effettua la regolazione della potenza sul carico. nessun configuratore Comando di Alla pressione del rispettivo copritasto il dispositivo invia il comando di. configuratore Comando di Alla pressione del rispettivo copritasto il dispositivo invia il comando di. configuratore P L Comando di monostabile (pulsante) Questa modalità permette di effettuare un comando / assimilabile al comando di un pulsante tradizionale di tipo puntopunto destinato quindi a un solo indirizzo. configuratore PUL 2 FUNZIE configuratore 1 Comando bistabile con ritenuta (SUGIU per tapparelle) Con una breve pressione sul copritasto (superiore o inferiore) si invia il comando SUGIU per un motore di tapparelle. Dopo l attivazione del comando, la successiva pressione del copritasto superiore o inferiore permette di fermare la tapparella nella posizione desiderata. SPE 1 1 Comando monostabile (SUGIU per tapparelle) Il dispositivo invia un comando di SUGIU per motore di tapparelle per tutto il tempo in cui si agisce sul copritasto superiore o inferiore. Al rilascio del copritasto si effettua lo STOP del motore. 1 configuratore 1 1 SPE 1 O/I 1 configuratore O/I Comando di / SLA Utilizzato con attuatori a relé, quando si agisce sul copritasto superiore il dispositivo invia un comando di ; quando si agisce sul copritasto inferiore si invia un comando di. Con attuatori dimmer agendo sul copritasto superiore e inferiore si effettua la regolazione della potenza sul carico. P L O/I SLA 133
32 Configurazione Principali modalità operative odalità operativa CEN Questa particolare modalità trova impiego per la gestione di dispositivi programmatori scenari art. H200N. Come descritto nelle pagine di questa guida, il dispositivo consente di gestire scenari, anche complessi, attivati automaticamente a seguito di eventi nell impianto o manualmente mediante la pressione di un tasto di un dispositivo di comando configurato con il configuratore CEN nella posizione. Il legame tra il tasto (superiore o inferiore) del dispositivo di comando e lo scenario da attivare si realizza mediante il programma TiH200 previsto per la creazione degli scenari e la successiva memorizzazione nel dispositivo H200N. Per esempio, è possibile attivare due scenari indipendenti utilizzando il comando speciale H/L46512, A58312, agendo sul pulsante T1 (superiore) e T2 (inferiore). Per la corrispondenza tra i tasti del comando e gli scenari da attivare vedere tabella: Tipo di comando Configurazione Identificazione tasti per attivazione scenari Comando speciale A=0 9; PL=0 9; =CEN; LIV1/AUX=0; LIV2=0; SPE=0; I=0 T1 H/L46512 e A58312 Comando base per 2 carichi indipendenti H/L4652/2 e A5832/2 A1=0 9; PL1=0 9; 1=CEN; A2=0; PL2=0; 2=0 T2 T1 T2 A1=0 9; PL1=0 9; 1=CEN; A2=0; PL2=0; 2=CEN T1 T2 Comando base per 3 carichi indipendenti H/L4652/3 e A5832/3 T3 T4 A1=0 9; PL1=0 9; A2=0; PL2=0; A3=0; PL3=0; =CEN T1 T2 T3 T4 T5 T6 Principali modalità operative degli attuatori Gli attuatori, possono essere configurati per le seguenti modalità operative: Valore configuratore () Funzione svolta Tabella ATTUATORI 1 configuratore 1 4 Funzioni speciali Questa modalità permette di effettuare delle funzioni speciali ( ritardato, STOP temporizzati) in base al tipo di attuatore impiegato (singolo o doppio) ed al configuratore numerico inserito. SLA configuratore SLA Slave Questa modalità permette di far eseguire un comando a due o più attuatori. In pratica gli attuatori con il configuratore SLA (Slave) ripetono la funzione svolta da un altro attuatore che funziona da aster. Gli attuatori devono avere gli stessi indirizzi e devono essere dello stesso tipo (o tutti attuatori luce o tutti attuatori tapparella). configuratore P L PUL PUL Il dispositivo non si attiva con i comandi di Ambiente e Generale. 134
33 Esempi di configurazione Nel disegno è rappresentato un impianto per la gestione di tre lampade e di tre tapparelle. Ogni attuatore è identificato da tre numeri: numero di Ambiente (A), numero progressivo del dispositivo (PL per attuatori luci e PL1 e PL2 per attuatori tapparelle) e di Gruppo (G) di appartenenza. Definizione degli indirizzi Comando puntopunto Il comando N 1 (A=1, PL=1) controlla l attuatore N 1 (A=1, PL=1 e G=1); in modo analogo il comando N 2 (A=1, PL=2) controlla l attuatore N 2 (A=1, PL=2 e G=1) etc.. Comando di Ambiente Il comando di Ambiente N 8 (A=AB, PL=2) controlla gli attuatori N 4 e 5 contrassegnati con A=2 Comando di gruppo Il comando di gruppo N 7 contrassegnato con A=GR e PL=1, controlla gli attuatori N 1 e 2 contrassegnati con G=1 Comando generale I dispositivi identificati A=GEN e PL= (nessun configuratore) inviano un comando generale a tutti gli attuatori, per le luci e per le tapparelle, presenti nel sistema. NOTA: Gli attuatori per la gestione delle tapparelle, a differenza di quelli per le luci, sono configurati ugualmente nelle due posizioni PL1 e PL2. I dispositivi di comando sono invece contraddistinti dai configuratori nelle posizioni A e PL che specificano gli indirizzi degli attuatori destinatari del comando (uno solo, un gruppo oppure più attuatori di un ambiente) e dai configuratori nella posizione per definire la funzione (/ o SU/GIU). odalità operative dei comandi Il configuratore inserito nella posizione di ogni dispositivo di comando identifica la modalità operativa. Il configuratore O/I specifica un comando di accensione della lampada che si realizza agendo sul copritasto superiore () e sul copritasto inferiore (). I configuratori e nella posizione specificano invece un comando per la gestione delle tapparelle destinato agli attuatori N 4, 5 e 6. comandi puntopunto comandi DI GRUPPO comandi DI ABIENTE comandi GENERALE = O/I = O/I PL = 3 = O/I = = A = 3 = A = GR = O/I A = AB = A = GEN PL = = O/I A = GEN PL = = BUS attuatori 1 G = 1 2 G = 1 3 PL = 3 G = 2 4 G = 1 5 G = 2 6 A = 3 G = 1 135
34 Configurazione Configurazione tramite YHome Suite di scenari memorizzati nel programmatore scenari H202 e attivati da sensori di movimento/presenza A seconda dell applicazione desiderata è possibile avviare degli scenari sulla base dei seguenti eventi: Presenza / Assenza; ovimento. In base alla funzione desiderata è necessario configurare i sensori in maniera differente e realizzare differenti tipi di scenario nell editor del programmatore H202. Di seguito sono riportati in maniera sintetica alcuni esempi. Programmatori scenari H202 ESEPIO 1 SCENARIO BASATO SU PRESENZA/ASSENZA A seguito di un evento del tipo presenza / assenza, il sensore attiva uno scenario, dopo di che continuerà a gestire automaticamente le luci. Una possibile applicazione è la seguente: alla rilevazione di presenza il sensore richiama uno scenario memorizzato nel programmatore scenari H202 in cui viene attivato un Fan coil, allo stesso tempo il sensore accende le luci; queste ultime sono gestite poi dai sensori in maniera autonoma. Una volta che non è più rilevata presenza il sensore richiama uno scenario programmato in cui viene disattivato il Fan coil e dopo il tempo di ritardo configurato sul sensore stesso, quest ultimo spegne le luci. Configurazione del sensore Configurazione degli oggetti per il programmatore scenari art. H
35 ESEPIO 2 Scenario BASATO SUL OVIENTO Questo tipo di scenario viene attivato ogni qualvolta il sensore individua un movimento. In questo caso il sensore richiama semplicemente lo scenario memorizzato nel programmatore H202 ma non regola le luci. Esempio: accensione temporizzata delle luci scale a seguito della rilevazione di movimento. Ogni volta che il sensore rileva movimento, attiva lo scenario memorizzato nel programmatore scenari H202. Configurazione degli oggetti per il programmatore scenari Configurazione del sensore art. H
36 PRI: V~ ma 50/60 Hz SCS: 27 Vdc 600 ma Norme generali di installazione Distanze massime e assorbimenti In questo capitolo troverete le informazioni per una corretta realizzazione di un impianto Automazione : Classificazione SELV; Distanze massime e assorbimenti; Numero massimo di dispositivi configurabili. CLASSIFICAZIE SELV L impianto Automazione è classificato SELV (Safety Extra Low Voltage) in quanto alimentato con dispositivi indipendenti a doppio isolamento di sicurezza non connessi alla terra e con tensione di funzionamento massima di 27 Vdc non ondulata, conforme alla CEI EN , assimilabile ad una sorgente SELV come descritto nel punto della CEI La rispondenza alla classificazione SELV è garantita solo con il completo rispetto delle normative di installazione vigenti e dalle Norme generali di installazione dei singoli dispositivi e cavi di cui è costituito l impianto indicato da BTicino. Distanze massime del cavo bus e assorbimenti Il numero massimo di dispositivi collegabili sul BUS dipende dall assorbimento totale degli stessi e dalla distanza tra il punto di connessione e l alimentatore. L alimentatore può erogare fino a 1200 ma o 600 ma; il numero massimo dei dispositivi sarà quindi determinato dalla somma degli assorbimenti dei singoli dispositivi che si desidera installare. Ai fini dei calcoli sopraindicati, fare riferimento ai DATI TECNICI riportati nelle schede tecniche di ogni dispositivo. Nel calcolo degli assorbimenti è necessario considerare anche la disponibilità di corrente in funzione della lunghezza del cavo. Durante il dimensionamento rispettare le seguenti regole: 1 La lunghezza del collegamento fra l alimentatore e il dispositivo più distante non deve superare i 250 m. 2 La lunghezza totale dei collegamenti non deve superare i 500 m (cavo steso). 3 Ai fini di una ripartizione ottimale delle correnti sulla linea BUS è consigliabile posizionare l alimentatore in posizione intermedia. A PRI A E49 E46ADCN B SCS B E C1 C2 C3 C4 C1 C2 C3 C4 Con alimentatore E46ADCN: 50 m max B = 250 m max A + B = 500 m Corrente massima erogata dall alimentatore: 1200 ma. Con alimentatore E49: 50 m max B = 250 m max A + B = 500 m Corrente massima erogata dall alimentatore: 600 ma. NOTA: Se in alternativa al cavo BUS L4669 viene utilizzato un cavo UTP5 le distanze indicate si dimezzano. 138
37 Assorbimenti, ingombri e dissipazioni Articolo Descrizione Assorbimento dal Bus (alimentazione 27 Vcc) Ingombro Dissipazione ax carico Potenza dissipata con carico massimo 3475 attuatore 13 ma modulo Basic 3476 attuatore comando 13 ma modulo Basic 3477 interfaccia contatti 3,5 ma modulo Basic E46ADCN alimentatore 8 moduli DIN 11 W 1,2 A E49 alimentatore compatto 2 moduli DIN 5,3 W F411U1 attuatore 1 relé 5 ma standby max 30 ma 2 moduli DIN 1,5 W F412U1 attuatore 2 relé 55 ma(carichi singoli) 2 moduli DIN 1,7 W 30 ma (interblocco) F411/4 1) attuatore 4 relé 60 ma (carichi singoli) 2 moduli DIN 2,4W 22 ma (interblocco) F412 1) attuatore 1 relé NC/NA 20 ma 2 moduli DIN 1,5 W F413N 1) uscita 1 10 per ballast 30 ma 2 moduli DIN 0,5 W F414 dimmer DIN 9 ma 4 moduli DIN 11W 1000W 5W 500W F522 Attuatore 16A con sensore di corrente 30 ma 1 modulo DIN F418 dimmer DIN 10 ma 4 moduli DIN 2,5 W 300 W F523 Attuatore 16A 10 ma 1 modulo DIN F420 modulo scenari 20 ma 2 moduli DIN 0,6 W F422 interfaccia SCS/SCS IN: 25 ma OUT: 2mA 2 moduli DIN 1 W F425 modulo memoria 5 ma 2 moduli DIN 0,1 W F426 interfaccia SCS/EIB 30 ma 6 moduli DIN F427 interfaccia OPEN KNX 6 moduli DIN F428 interfaccia contatti 9 ma 2 moduli DIN 0,2 W F429 interfaccia SCS/DALI 5 ma 6 moduli DIN H/L46512 A58312 comando speciale 6 ma per H ,5 ma per L46512 e A moduli incasso H/LN4652 comando 8 tasti 5 ma (standby) 20 ma 2 moduli incasso H/L4652/2 A5832/2 comando per 2 attuatori 9 ma 2 moduli incasso H/L4652/3 A5832/3 comando per 3 attuatori 9 ma 3 moduli incasso H/L4671/1 A5851/1 attuatore 1 relé 16,5 ma 2 moduli incasso 0,9 W H/LN46712 A58512 comando/attuatore 14 ma 2 moduli incasso H/L4678 dimmer incasso 9 ma 2 moduli incasso 3 W 300 W H/HW/A4890 LN4890/A Touch screen a colori 80 ma 3+3 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4575SB interfaccia radio ricevente SB 33 ma 2 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4607 comando protetto 15 ma 2 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4607/4 comando scenari protetto 12 ma 2 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4610 rilevatore IR fisso 4,5 ma 2 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4611 rilevatore IR orientabile 4,5 ma 2 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4672N attuatore 2 moduli da incasso 16 A 10 ma 2 moduli incasso HD/HC/HS/L/N/NT4680 comando scenari 9 ma 2 moduli incasso BSE3001 sensore da soffitto con infrarosso passivo 12mA diametro 102mm prof. 55,6 BSE3003 sensore IR a doppia tecnologia 17mA diametro 120mm prof. 62,27 BSW1005 attuatore alimentazione Vdc 10 DIN modules 3600W BDI V Dimmer alimentazione Vdc 10 DIN modules 1000W F418U2 DIN Dimmer 2 outputs 18mA 4 DIN modules 2X300W F416U1 attuatore dimmer 1000W TC 5 ma 6 moduli DIN 8 W 1000 W F417U2 attuatore dimmer 2x400 W TC 5 ma 6 moduli DIN 8 W 2 X 400 W BDI1001 attuatore dimmer 1/10 V 5 ma 6 moduli DIN BSW1002 attuatore a 2 relè 230 Vac 5 ma 4 moduli DIN 1,7 W BSW1003 attuatore a 4 relè 230 Vac 5 ma 6 moduli DIN 2,8 W H/LN46602 A58602 comando tapparelle 7 ma H/LN46612 A58612 F401 attuatore tapparelle 16 ma 2 A 250 Va.c HD/HC/HS46573/4 comando touch 25 ma 2 moduli incasso NOTA: 1) la potenza dissipata indicata è quella corrispondente al dispositivo con tutti i relè caricati al carico massimo. Nel caso di carico inferiore la potenza dissipata è inferiore e può essere calcolata tramite la seguente formula:p[mw]= *n+10*[i12+i22+...in2] P: potenza dissipata in mw, N: numero di relè caricati IN: corrente del carico corrispondente al relè N. Installare gli articoli con la maggiore potenza dissipata (in particolare alimentatori e dimmer) nelle posizioni più basse del centralino per agevolare la dissipazione termica. Non accostare tra loro dispositivi che dissipano una potenza superiore ai 5W, ma lasciare un modulo vuoto tra di essi. 139
38 Norme generali di installazione Distanze massime e assorbimenti Per la scelta dell alimentatore tenere presente le seguenti raccomandazioni: se l assorbimento di tutto l impianto è inferiore ai 600 ma si può utilizzare l alimentatore compatto E49, nel caso l assorbimento è compreso tra i 600 e i 1200 ma utilizzare l alimentatore E46ADCN. In un impianto di grande estensione o con assorbimento di corrente superiore al limite dei 1200 ma o 600 ma forniti dall alimentatore E46ADCN o E49, è necessario suddividere l impianto in più tratte alimentate con un proprio alimentatore e connesse tra loro tramite l apposita interfaccia F422 configurata in modalità espansione fisica. A/ Vac F422 I1 = I2 = I3 = 2 I4 = 7 OD = 1 OUT C IN F422 Impianto 1 odalità espansione fisica Per ciascun bus si applicano i limiti del sistema, in termini di assorbimento e di distanza massima di cablaggio, come indicato nella pagina precedente. Non è quindi possibile alimentare con un solo alimentatore E46ADCN o E49 un impianto costituito da due o più bus, connessi fra loro da interfacce configurate in modalità espansione fisica, anche se il numero e il tipo di componenti connessi al sistema non comportasse il superamento dell assorbimento massimo previsto (1200 ma o 600 ma). Le posizioni I3 e I4 dell interfaccia dovranno essere configurate in funzione della configurazione dei dispositivi Automazione presenti nei due impianti connessi tra loro. In riferimento all illustrazione, OUT IN OUT C IN F422 F422 I1 = I2 = I3 = 5 I4 = 4 OD = 1 supponendo ad esempio che I3=2, I4=7: Sul bus di ingresso (IN) gli indirizzi dei dispositivi Automazione n 1 devono essere compresi tra A=1 / PL=1 e A=2 / PL=6; Sul bus di uscita (OUT) gli indirizzi dei dispositivi automazione n 2 devono essere compresi tra A=2 / PL=8 all indirizzo della interfaccia successiva. Nel dimensionamento dell impianto tenere presente le seguenti raccomandazioni: Sullo stesso bus non possono essere connesse due interfacce in parallelo; È possibile mettere fino a 4 interfacce in serie, che suddividono l impianto in 5 tratte distinte; Il modulo scenari F420, il modulo memoria F425 ed i dispositivi configurabili in modalità autoapprendente vanno installati sul tratto di bus corrispondente al proprio indirizzo locale, ad esempio se si configura il modulo scenari come A=0 (nessun configuratore), PL=1 esso andrà posto sul tratto dell impianto 1. La centrale del sistema di gestione energia F421 ed il pannello di controllo N4682 del sistema gestione energia vanno obbligatoriamente posti sul bus a indirizzi più alti (impianto N 3 in figura). Impianto 2 Impianto Vac 230 Vac A/1 26 A/PL =
39 COLLEGAENTO DEGLI ATTUATORI AI CORPI ILLUINANTI Per gestire correttamente alcuni tipi Esempio di collegamento con art. F411/1N N L di carico è necessario rispettare delle indicazioni installative valide per tutti gli attuatori impiegati. Lampade fluorescenti: la lunghezza del cavo di collegamento tra C1 F411/1N L N IN 3 m l attuatore e il carico non deve essere inferiore a 3m. non collegare sulla stessa linea più di 15 attuatori che controllano questo tipo di lampade; Avvertenza: Fare riferimento ai dati tecnici riportati sulle schede tecniche per ciascun attuatore. Lampade a ioduri metallici e ai vapori di sodio: oltre alle indicazioni fornite per le lampade fluorescenti porre attenzione alle istruzioni di utilizzo di tali lampade (ad esempio evitare l accensione a caldo), non collegare dimmer alla stessa linea di tali lampade, tenere la linea bus e la linea di potenza relativa a tali lampade separate da almeno 1 metro; Reti trifase: nel caso di reti trifase controllare il bilanciamento delle fasi e la qualità della rete. Il non rispetto delle suddette Distanze massime per collegare l interfaccia contatti 50 m prescrizioni può compromettere la corretta funzionalità dei dispositivi. A PL1 PL2 SPE COLLEGAENTO PL1 PL2 C DELL INTERFACCIA CTATTI C DISPOSITIVI TRADIZIALI La connessione tra l'interfaccia, (basic Interruttore di prestigio (recupero storico) o in modulo DIN) ed il dispositivo di tipo tradizionale non deve superare BUS i 50 metri di lunghezza. Agli ingressi dell interfaccia è possibile connettere più pulsanti. 141
40 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza CRITERI DI SCELTA DEI Concretamente la scelta del tipo di sensore si riassume in quattro passi DISPOSITIVI fondamentali: Nelle pagine seguenti si riportano le informazioni per la scelta e l installazione dei sensori di luminosità 1 Analisi delle caratteristiche 3 Area di copertura dell ambiente 2 Scelta della tecnologia 4 Scelta della modalità di del sensore e di movimento che, sebbene realizzati per impiego in ambienti terziario, trovano applicazione anche in ambito residenziale contribuendo a rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico. I passi più critici nella progettazione di un sistema di illuminazione con i sopracitati componenti, dal più semplice al più complesso, sono quelli relativi alla scelta del tipo di sensore DEL SENSORE funzionamento più adatto. Quale tecnologia utilizzare, quanti sensori, dove sono posizionati, la tipologia di copertura ecc. influiscono in maniera considerevole sul buon funzionamento dell intero sistema. Effettuata la scelta del sensore, ulteriori due fasi consentono di completare la messa in opera: INSTALLAZIE 6 Regolazione dei parametri di funzionamento
41 1 Analisi delle caratteristiche dell ambiente La prima fase consiste nell analisi delle caratteristiche dell ambiente per la quale sono necessarie diverse informazioni riguardanti: Destinazione d uso dell ambiente; Forma e dimensioni dell ambiente; Spazio principale di attività degli occupanti; Altezza del soffitto e presenza di controsoffitto; Posizione delle pareti, delle porte e delle finestre; Presenza di spazi con apporto di luce naturale; Posizione delle postazioni di lavoro; Posizione degli scaffali, degli armadi e dell arredamento voluminoso; Posizione dei terminali di emissione dell impianto di riscaldamento e di raffrescamento; Caratteristiche dei corpi illuminanti installati o da installare. AVVERTENZA: Ricordarsi di informare gli occupanti, circa il funzionamento dei sensori per renderli sensibili e partecipi allo sviluppo sostenibile 143
42 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza 2 SCELTA DELLA TECNOLOGIA DEL SENSORE La seconda fase è relativa alla scelta della tecnologia più adatta è fondamentale per ottimizzare la rilevazione, ottimizzare il funzionamento del sistema ed evitare malfunzionamenti come false rilevazioni o spegnimenti indesiderati. PIR: infrarossi passivi US: ultrasuoni PIR (infrarossi passivi) è una tecnologia di rilevamento basata su sensori piroelettrici, che misurano le variazioni di temperatura nell ambiente. I sensori rilevano I cambiamenti di temperatura all interno della loro area di rilevazione, definita da un lente curva e sfaccettata da cui si dipartono numerosi raggi; all aumentare della distanza dal sensore aumenta la distanza tra i vari raggi e di conseguenza diminuisce la sensibilità di rilevazione. Radiazione a infrarossi Lente Fresnel Circuito di controllo Segnale Amplificatore Rilevatore piroelettrico Cellula Cds (Sensore di luminosità) Questi sensori emettono onde sonore non percepibili dall orecchio umano; utilizzano un cristallo di quarzo che oscilla a una frequenza di 40 khz, con potenza <110 db a una distanza di 1,5 m. Le onde vengono emesse entro il raggio di copertura del sensore, rimbalzando su oggetti, superfici e persone. Quando le onde ritornano al sensore, questo ne misura la frequenza. Il movimento è rilevato da un lieve cambiamento di frequenza (effetto Doppler), che determina la rilevazione di presenza. Il rilevatore a ultrasuoni è in grado di scorgere oggetti e superfici, fintanto che le superfici in una zona chiusa risultino sufficientemente compatte da permettere alle onde sonore di rimbalzare. Gli ultrasuoni non hanno effetti su esseri umani e animali. Trasmettitore NOTA: Il parametro misurato dal sensore è la temperatura. Il sensore funziona meglio tanto più la temperatura ambientale è differente da quella corporea. La migliore soluzione consiste nel collocare il sensore perpendicolare alla traiettoria delle persone. Ricevitore Doppia tecnologia (PIR + US) Il movimento causa il cambiamento di frequenza (effetto Doppler) CSIGLI: utilizzare sensori sensori ad infrarossi passivi in aree di passaggio o a presenza non stanziale privi di ostacoli che possano inibire la rilevazione. I sensori a doppia tecnologia utilizzano le tecnologie PIR/US per garantire massima affidabilità e copertura, ottimizzando al minimo la possibilità di falsi rilevamenti. NOTA: Il parametro misurato dal sensore è la rifrazione dell onda ultrasonica contro un ostacolo. La migliore soluzione consiste nel collocare il sensore parallelo alla traiettoria delle persone. CSIGLI: utilizzare sensori sensori ultrasuoni in aree di lavoro o presenza 144 stanziale; evitare aree non delimitate o con pareti a vetri.
43 Il seguente schema può essere utilizzato per determinare quale tecnologia di sensori si adatta meglio a ciascuna applicazione/ ambiente. L area viene usata solo di tanto in tanto? Le luci rimangono accese quando le stanze sono vuote? Sì No Esistono eventuali raccomandazioni energetiche da rispettare? No Si desidera avere comandi automatici? Sì Sì No L altezza del soffitto è inferiore a 4 m? No Un altro sistema di controllo sarebbe più indicato Sì Nell area sono presenti pareti, apparecchiature o mobili? Nell area sono presenti pareti, apparecchiature o mobili? Sì No PIR No Sì L area è delimitata? Sì No No Si tratta di un area piccola o ben definita? Si tratta di un area piccola o di un area specifica che necessita di rilevamento? No Sì PIR Un altro sistema di controllo sarebbe più indicato Doppia tecnologia Vi sono flussi d aria? Vi è un impianto di climatizzazione? Sì No Sì Vi sono apparecchiature meccaniche in movimento nella stanza? È possibile per l installatore allontanare il rilevatore dal bocchettone dell aria condizionata? Vi è una linea visiva diretta in tutte le zone? Sì PIR No Sì No Sì No Doppia tecnologia Un altro sistema di controllo sarebbe più indicato Doppia tecnologia Doppia tecnologia 145
44 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza 3 AREA DI COPERTURA DEL SENSORE La terza fase consiste nella scelta del tipo e del numero di sensori più adatto alle esigenze di controllo. Per far questo è necessario innanzitutto suddividere l ambiente in aree di controllo, cioè aree all interno delle quali operano gli utenti e che è necessario controllare tramite uno o più sensori. Si possono presentare tre situazioni tipiche: piccolo con una sola 1 Ambiente area di controllo: un unico sensore grande con una sola 2 Ambiente area di controllo: un unico sensore con diverse aree 3 Ambiente di controllo: per ogni area di è sufficiente a garantire la corretta non è sufficiente a garantire la controllo è indispensabile uno o copertura dell area. corretta copertura dell area. La più sensori in parallelo, seguendo soluzione consiste nel predisporre la logica indicata nei due punti un numero sufficiente di sensori precedenti. in parallelo in modo da coprire uniformemente tutto l ambiente. Definita l area o le aree di controllo è possibile scegliere il sensore più adatto alle esigenze. L area di copertura di un sensore dipende da tre fattori: 1) Tipologia di installazione: parete, soffitto o incasso in serie civile; 2) Altezza di installazione; 3) Sensibilità di rilevazione. Variando questi tre fattori è possibile adattare l area di copertura di un sensore all area di controllo. Per ulteriori dettagli relativamente all area di copertura dei sensori e della sensibilità di rilevazione consultare le schede tecniche dei prodotti specifici. 146
45 4 SCELTA DELLA ODALITA DI FUNZIAENTO La quarta fase consiste nella scelta della modalità di funzionamento. Essa influisce sia sul comfort di utilizzo sia sul risparmio energetico; è importante scegliere quella più adatta in funzione dell ambiente di riferimento. odalità AUTO* odalità WALKTHROUGH* L attivazione la disattivazione del carico sono gestiti in maniera completamente automatica dal sensore in funzione della rilevazione di movimento/presenza e del livello di illuminamento misurato nell ambiente. Il sensore mantiene il carico attivo finchè è rilevato movimento/presenza, in caso contrario, al termine del tempo di ritardo impostato il carico viene disattivato. NOTA: (La modalità AUTO non richiede l installazione di un comando addizionale è tuttavia possibile aggiungerlo per forzare l accensione o lo spegnimento) CSIGLIO: per massimizzare il risparmio energetico utilizzare la modalità AUTO in luoghi di passaggio o presenza non stanziale * Per maggiori informazioni in merito alle modalità di funzionamento o ai differenti parametri disponibili, fare riferimento alle schede tecniche dei prodotti La modalità Walkthrough contribuisce ad incrementare ulteriormente il risparmio energetico: se il sensore rileva movimento/presenza per un tempo inferiore a 20 secondi, il dispositivo riduce il tempo di ritardo a 3 minuti (se questo fosse superiore a tale valore, in caso contrario il valore rimane inalterato). odalità ECO* L attivazione del carico è manuale e la disattivazione è gestita in modo automatico dal sensore in funzione della rilevazione di movimento/presenza e del livello di illuminamento misurato nell ambiente. Una volta attivato manualmente, il carico rimane in tale stato finchè è rilevato movimento/presenza, in caso contrario, al termine del tempo di ritardo impostato il carico viene disattivato. Un opzione della modalità ECO è la funzione RETRIGGER* (da attivare tra i parametri del sensore) che consiste nel funzionamento temporaneo (30 secondi) in modalità AUTO a seguito di uno spegnimento per mancata rilevazione di movimento/presenza. Trascorsi i 30 secondi dallo spegnimento, il sensore torna a funzionare in modalità ECO e il carico deve essere riattivato manualmente NOTA: (La modalità ECO richiede necessariamente l installazione di un comando addizionale) CSIGLIO: per massimizzare il risparmio energetico utilizzare la modalità ECO in luoghi di lavoro a presenza stanziale 147
46 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza 5 INSTALLAZIE I sensori possono essere installati in differenti modi per meglio adattarsi alle esigenze di controllo e alla configurazione dell ambiente Installazione a soffitto ad incasso Installazione a soffitto superficiale Installazione ad incasso tramite molle, senza scatola da incasso e senza copertura (molle e copertura sono fornite a corredo). Tutti i sensori da soffitto possono essere installati superficialmente utilizzando la scatola per installazione a plafone ref da acquistare separatamente. Installazione a parete Installazione DEI SENSORI DA INCASSO Installazione ad incasso tramite molle, senza scatola da incasso e con copertura (molle e copertura sono fornite a corredo). I sensori a soffitto possono essere installati ad incasso anche in soffitti in muratura o in soffitti in cartongesso utilizzando le apposite scatole da incasso ref. 502E, PB502 e
47 6 REGOLAZIE DEI PARAETRI DI FUNZIAENTO I parametri di configurazione dei sensori possono essere impostati e modificati sia via software yhome_suite sia tramite i telecomandi di configurazione Regolazione con telecomando di configurazione Attraverso i telecomandi di configurazione è possibile accedere e modificare un ampia gamma di parametri (*). I telecomandi permettono di evitare di dover utilizzare il software di configurazione per modificare le impostazioni e permettono di salvare e replicare su altri sensori una configurazione tipo. 4 m 4 m +/ 15 +/ 15 * Consultare le schede tecniche dei sensori per dettagli circa i parametri disponibili Esistono due tipologie di telecomandi di configurazione: Base art. BSO4003: permette unicamente di inviare informazioni ai sensori; Avanzato art. BSO4001: permette di inviare e ricevere informazioni dai sensori. Il principio di funzionamento è il medesimo e consiste nel puntare il telecomando direttamente verso il sensore, scegliere il valore desiderato ed inviare il parametro al sensore. 149
48 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza Comportamento dei sensori La seguente tabella riporta il comportamento dei sensori nel caso di modalità di funzionamento AUTO o WALKTHROUGH. Si ipotizza la presenza di una persona in un locale con presenza di luce naturale. AZIE REGOLAZIE REGOLAZIE DIER La persona entra nella stanza e il livello di illuminamento Nessun azione Nessun azione è sufficiente La persona entra nella stanza e il livello di illuminamento è insufficiente La persona rimane nella stanza, il sensore regola i carichi, e il livello di illuminamento generale diminuisce La persona rimane nella stanza, il sensore regola i carichi, e il livello di illuminamento generale aumenta La persona rimane nella stanza, i carichi sono attivi e viene effettuata una pressione breve sul comando manuale La persona rimane nella stanza, i carichi sono attivi e viene effettuata una pressione prolungata sul comando manuale La persona rimane nella stanza, i carichi sono disattivi e viene effettuata una pressione breve sul comando manuale La persona rimane nella stanza, i carichi sono disattivi e viene effettuata una pressione prolungata sul comando manuale La persona abbandona la stanza Interruzione dell alimentazione principale Ritorno dell alimentazione principale Attivazione immediata dei carichi Attivazione della funzione di regolazione (solo se attivata e disponibile solo per i sensori avanzati) Se i carichi sono disattivi vengono attivati immediatamente Se i carichi sono già attivi non viene effettuata nessun azione Se il livello di illuminamento supera la soglia di luminosità impostata sul sensore, dopo 10 minuti i carichi vengono disattivati Se il livello di illuminamento non supera la soglia di luminosità impostata sul sensore, non viene effettuata nessuna azione Comando di spegnimento (): disattivazione immediata di tutti i carichi Comando di accensione (): attivazione dell algoritmo di regolazione Arresto dell algoritmo di regolazione Nessuna effetto sui carichi Comando di spegnimento (): arresto dell algoritmo di regolazione Comando di accensione (): attivazione immediata dei carichi e dell algoritmo di regolazione Disattivazione dell algoritmo di regolazione Attivazione immediata dei carichi Disattivazione dei carichi e disattivazione dell algoritmo di regolazione al termine del tempo di ritardo impostato sul sensore I controller (DIN o Room Controller) memorizzano il livello di attivazione dei carichi I controller ritornano allo stato in cui erano prima dell interruzione dell alimentazione L algoritmo di regolazione viene disattivato Inizia ad essere misurato il tempo di ritardo in spegnimento impostato sul sensore Se non viene rilevata alcun movimento/presenza al termine del tempo di ritardo vengono disattivati i carichi Attivazione immediata dei carichi al livello precedente allo spegnimento (se il livello precedente è insufficiente, i carichi vengono attivati al 70% della loro massima potenza) Attivazione della funzione di regolazione (solo se attivata e disponibile solo per i sensori avanzati) Se i carichi sono disattivi vengono attivati immediatamente al livello precedente l ultima disattivazione Se i carichi sono attivi viene aumentato il livello a cui sono dimmerati Se il livello di illuminamento supera la soglia di luminosità impostata sul sensore, viene ridotto gradualmente il livello a cui i carichi sono attivi (1% al minuto; se la differenza è particolarmente grande può impiegare fino ad un ora) Comando di spegnimento (): disattivazione immediata di tutti i carichi Comando di accensione (): attivazione dell algoritmo di regolazione Arresto dell algoritmo di regolazione Immediato aumento o diminuzione del livello di attivazione dei carichi Comando di spegnimento (): arresto dell algoritmo di regolazione Comando di accensione (): attivazione dell algortimo di regolazione e dei carichi al livello precedente l ultima disattivazione Disattivazione dell algoritmo di regolazione Attivazione dei carichi e aumento o diminuzione del livello di attivazione dei carichi Disattivazione dei carichi e disattivazione dell algoritmo di regolazione al termine del tempo di ritardo impostato sul sensore I controller (DIN o Room Controller) memorizzano il livello di attivazione dei carichi I controller ritornano allo stato in cui erano prima dell interruzione dell alimentazione L algoritmo di regolazione viene disattivato Inizia ad essere misurato il tempo di ritardo in spegnimento impostato sul sensore Se non viene rilevata alcun movimento/presenza al termine del tempo di ritardo vengono disattivati i carichi 150
49 La seguente tabella riporta il comportamento dei sensori nel caso di modalità di funzionamento ECO. Si ipotizza la presenza di una persona in un locale con presenza di luce naturale. AZIE REGOLAZIE REGOLAZIE DIER La persona entra nella stanza e il livello di illuminamento è sufficiente La persona entra nella stanza e il livello di illuminamento è insufficiente La persona rimane nella stanza, il sensore regola i carichi, e il livello di illuminamento generale diminuisce La persona rimane nella stanza, il sensore regola i carichi, e il livello di illuminamento generale aumenta La persona rimane nella stanza, il sensore non regola i carichi, e il livello di illuminamento generale diminuisce La persona rimane nella stanza, il sensore non regola i carichi, e il livello di illuminamento generale aumenta La persona rimane nella stanza, i carichi sono attivi e viene effettuata una pressione breve sul comando manuale La persona rimane nella stanza, i carichi sono attivi e viene effettuata una pressione prolungata sul comando manuale La persona rimane nella stanza, i carichi sono disattivi e viene effettuata una pressione breve sul comando manuale La persona rimane nella stanza, i carichi sono disattivi e viene effettuata una pressione prolungata sul comando manuale La persona abbandona la stanza Interruzione dell alimentazione principale Ritorno dell alimentazione principale Nessun azione Nessun azione finche non viene premuto il comando manuale Se i carichi sono disattivi vengono attivati immediatamente Se i carichi sono già attivi non viene effettuata nessun azione Se il livello di illuminamento supera la soglia di luminosità impostata sul sensore, dopo 10 minuti i carichi vengono disattivati Se il livello di illuminamento non supera la soglia di luminosità impostata sul sensore, non viene effettuata nessuna azione Nessun azione Nessun azione Comando di spegnimento (): disattivazione immediata di tutti i carichi Comando di accensione (): attivazione dell algoritmo di regolazione Arresto dell algoritmo di regolazione Nessuna effetto sui carichi Comando di spegnimento (): arresto dell algoritmo di regolazione Comando di accensione (): attivazione immediata dei carichi e dell algoritmo di regolazione Disattivazione dell algoritmo di regolazione Attivazione immediata dei carichi Disattivazione dei carichi e disattivazione dell algoritmo di regolazione al termine del tempo di ritardo impostato sul sensore I controller (DIN o Room Controller) memorizzano il livello di attivazione dei carichi I controller ritornano allo stato in cui erano prima dell interruzione dell alimentazione L algoritmo di regolazione viene disattivato Inizia ad essere misurato il tempo di ritardo in spegnimento impostato sul sensore Se non viene rilevata alcun movimento/presenza al termine del tempo di ritardo vengono disattivati i carichi Nessun azione Nessun azione finche non viene premuto il comando manuale Se i carichi sono disattivi vengono attivati immediatamente al livello precedente l ultima disattivazione Se i carichi sono attivi viene aumentato il livello a cui sono dimmerati Se il livello di illuminamento supera la soglia di luminosità impostata sul sensore, viene ridotto gradualmente il livello a cui i carichi sono attivi (1% al minuto; se la differenza è particolarmente grande può impiegare fino ad un ora) Nessun azione Nessun azione Comando di spegnimento (): disattivazione immediata di tutti i carichi Comando di accensione (): attivazione dell algoritmo di regolazione Arresto dell algoritmo di regolazione Immediato aumento o diminuzione del livello di attivazione dei carichi Comando di spegnimento (): arresto dell algoritmo di regolazione Comando di accensione (): attivazione dell algortimo di regolazione e dei carichi al livello precedente l ultima disattivazione Disattivazione dell algoritmo di regolazione Attivazione dei carichi e aumento o diminuzione del livello di attivazione dei carichi Disattivazione dei carichi e disattivazione dell algoritmo di regolazione al termine del tempo di ritardo impostato sul sensore I controller (DIN o Room Controller) memorizzano il livello di attivazione dei carichi I controller ritornano allo stato in cui erano prima dell interruzione dell alimentazione L algoritmo di regolazione viene disattivato Inizia ad essere misurato il tempo di ritardo in spegnimento impostato sul sensore Se non viene rilevata alcun movimento/presenza al termine del tempo di ritardo vengono disattivati i carichi 151
50 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza ISURA DEL LIVELLO DI ILLUINAENTO Il livello di illuminamento presente nell ambiente è misurato dal sensore tramite la cellula di luminosità integrata. Effettuando un confronto con la soglia di luminosità impostata il sensore regola lo stato o il livello di accensione dei carichi. REGOLAZIE Questo tipo di regolazione permette solamente l accensione o lo spegnimento completo del carico, non è possibile la regolazione a livelli intermedi. Per azionare il comando di spegnimento il sensore misura il livello di luce naturale (differenziandolo da quello di luce artificiale fornita). Nel caso in cui il livello di illuminamento complessivo (luce naturale + luce artificiale) superi la soglia stabilita, i carichi verranno disattivati. Tale soglia deve essere superata per almeno 10 minuti, prima che il sensore dia il comando di spegnimento. Ciò evita eventuali spegnimenti involontari che potrebbero causare problemi alle persone. Regolazione in modalità AUTO Illuminamento nell ambiente (lux) Livello di Soglia di luminosità 10 min 20 sec Tempo di ritardo Tempo (min.) legenda: Soglia di luminosità: valore espresso in lux, preimpostato in fabbrica ma modificabile dall utente. Rappresenta la soglia, al di sotto della quale, il sensore comanda l attivazione dei carichi Livello di : valore espresso in lux, precalcolato dal sensore, che rappresenta la soglia, al di sopra della quale, il sensore comanda la disattivazione dei carichi. Tale valore è composto dalla somma del livello di illuminamento e del contributo di luce artificiale fornito dai corpi illuminanti installati nell ambiente Tempo di ritardo: valore espresso in ore, minuti o secondi, preimpostato in fabbrica ma modificabile dall utente, che rappresenta la soglia temporale oltre la quale si determina uno spegnimento a seguito di una mancata rilevazione di movimento/presenza Spiegazione: 1. Ambiente non occupato: al crescere del contributo di illuminazione naturale, aumenta l illuminamento all interno dell ambiente 2. Rilevazione presenza: il sensore rileva una presenza e verifica un valore di lux inferiore alla soglia di luminosità impostata e quindi, attraverso l attuatore, attiva il carico 3. Ambiente occupato: al crescere del contributo di illuminazione naturale, aumenta l illuminamento all interno dell ambiente; superato il Livello di e trascorsi 10 minuti al di sopra di tale livello, il sensore, attraverso l attuatore, disattiva il carico 4. Ambiente occupato: al decrescere del contributo di illuminazione naturale, diminuisce l illuminamento all interno dell ambiente; superata in senso discendente la soglia di luminosità e trascorsi 20 secondi al di sotto di tale livello, il sensore, attraverso l attuatore, disattiva il carico 5. ancata rilevazione movimento/ presenza: il sensore, trascorso il Tempo di ritardo, attraverso l attuatore, disattiva il carico 152
51 REGOLAZIE DIER Questo tipo di regolazione permette di regolare costantemente il livello di attivazione del carico, variandolo e adattandolo alle condizioni ambientali. Un particolare algoritmo gestisce la variazione in aumento in maniera rapida (per evitare che le persone entrando in un ambiente rimangano al buio) e quella in diminuzione con tempi più lunghi (per evitare di stancare la vista con fluttuazioni). Regolazione Dimmer in modalità AUTO Illuminamento nell ambiente (lux) Livello di Soglia di luminosità 10 min 20 sec Tempo di ritardo Tempo (min.) legenda: Soglia di luminosità: valore espresso in lux, preimpostato in fabbrica ma modificabile dall utente. Rappresenta la soglia, al di sotto della quale, il sensore comanda l attivazione dei carichi Livello di : valore espresso in lux, precalcolato dal sensore, che rappresenta la soglia, al di sopra della quale, il sensore comanda la disattivazione dei carichi. Tale valore è composto dalla somma del livello di illumi namento e del contributo di luce artificiale fornito dai corpi illuminanti installati nell ambiente Tempo di ritardo: valore espresso in ore, minuti o secondi, preimpostato in fabbrica ma modificabile dall utente, che rappresenta la soglia temporale oltre la quale si determina uno spegnimento a seguito di una mancata rilevazione di movimento/presenza Spiegazione: 1. Ambiente non occupato: al crescere del contributo di illuminazione naturale, aumenta l illuminamento all interno dell ambiente 2. Rilevazione presenza: il sensore rileva una presenza e verifica un valore di lux inferiore alla Soglia di luminosità impostata e quindi, attraverso l attuatore, regola il carico al livello sufficiente a garantire l illuminamento richiesto 3. Ambiente occupato: al crescere del contributo di illuminazione naturale, aumenta l illuminamento all interno dell ambiente; superato il Livello di e trascorsi 10 minuti al di sopra di tale livello, il sensore, attraverso l attuatore, disattiva il carico 4. Ambiente occupato: al decrescere del contributo di illuminazione naturale, diminuisce l illuminamento all interno dell ambiente; superata in senso discendente la soglia di luminosità e trascorsi 20 secondi al di sotto di tale livello, il sensore, attraverso l attuatore, disattiva il carico 5. ancata rilevazione movimento/ presenza: il sensore, trascorso il Tempo di ritardo, attraverso l attuatore disattiva il carico Gli intervalli di tempo per passare da un livello di attivazione del carico da 0% a 100%, e viceversa, variano e dipendono dalla tipologia di controllo adottata: 110V Variazione da 0% a 100%: da 2 a 6 secondi Variazione da 100% a 0%: circa 40 minuti con andamento non lineare DALI Variazione da 0% a 100%: da 2 a 6 secondi Variazione da 100% a 0%: circa 6 minuti Consigli per una buona regolazione La luce naturale dovrebbe essere illuminamento dovrebbe variare distribuita il più uniformemente all incirca da 12 a 20 m², con un altezza possibile ed è preferibile non utilizzare di 2,5 m. Tuttavia, ciò non preclude che pareti divisorie perpendicolari alla la regolazione venga effettuata in una finestra. zona più piccola di 12 m², purché si L area di misurazione del livello di tratti di uno spazio chiuso. La distanza fra due sensori deve essere di almeno tre metri, per evitare problemi di influenza, reciproca o l interferenza di sorgenti luminose troppo vicine. 153
52 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza Posizionamento del sensore per una corretta misurazione del livello di illuminamento In un sistema di gestione dell illuminazione il posizionamento dei sensori è una questione di primaria importanza per assicurare il corretto funzionamento, di seguito sono riportati una serie di consigli pratici utili durante l installazione. Per ottenere un risultato soddisfacente nella regolazione dell illuminazione, si consiglia di avere almeno un apertura (finestra) verso l esterno. È importante che il sensore venga collocato ad una distanza compresa fra 1 volta l altezza della stanza e massimo da 1,7 a 2 volte l altezza della finestra. ESEPIO: per un soffitto alto 2,8 m e un altezza massima di finestra pari a 2,5 m, il sensore può essere posizionato da 2,8 a 5 m dalla finestra. Superando tale limite, la regolazione dell illuminazione in base alla luce naturale risulterà meno efficace, poiché la cellula di luminosità del sensore riceverà un minor quantitativo di luce naturale. L L ax = = (da (1.5 1,5 à a 2)*hf 2)*h w L in = 1*h hf h w h 154
53 Cosa fare: Utilizzare sensori a doppia tecnologia in aree chiuse, ristrette o in generale delimitate; Utilizzare sensori a doppia tecnologia in aree caratterizzate da presenza stanziale o attività a ridotta mobilità (uffici, sale riunioni ); Utilizzare sensori ad infrarossi passivi in aree aperte non delimitate; Posizionare sensori ad infrarossi passivi perpendicolarmente alla traiettoria degli utilizzatori dello spazio; Posizionare sensori a doppia tecnologia parallelamente alla traiettoria degli utilizzatori dello spazio; antenere una distanza minima di 3 metri fra due sensori a doppia tecnologia; Generalmente posizionare i sensori al di sopra o in prossimità delle principali aree di controllo all interno dello spazio in oggetto; Suddividere aree di grandi dimensioni in sottoaree, ognuna delle quali controllata da sensori differenti; Istruire gli utilizzatori del sistema in merito ai nuovi dispositivi e come utilizzarli. Cosa N fare: Utilizzare sensori ad infrarossi passivi in aree caratterizzate da presenza stanziale o attività a ridotta mobilità (uffici, sale riunioni ); Utilizzare sensori ad infrarossi passivi in aree dove oggetti, moduli o pareti possono interferire con la rilevazione; Utilizzare sensori a doppia tecnologia in aree dove il soffitto è più alto di 4 metri; Posizionare sensori a doppia tecnologia a meno di 2 metri da fonti di raffrescamento/ riscaldamento (fan coil, splitter, bocchettoni ); Posizionare sensori a doppia tecnologia uno di fronte all altro; Posizionare sensori ad infrarossi passivi in luoghi dove la temperatura ambiente risulti molto prossima rispetto a quella del corpo umano; Posizionare sensori a doppia tecnologia su pareti, soffitti o superfici interessate da vibrazioni; Gestire l illuminazione di sicurezza e le uscite di emergenza tramite sensori. 155
54 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza Procedura di diagnostica dei malfunzionamenti dei sensori Di seguito sono riportati alcuni casi di malfunzionamento più comuni dovuti principalmente ad un errata calibrazione, configurazione o posizionamento dei sensori; per ogni tipologia sono riportate anche le principali metodologie di risoluzione. Ognuno dei procedimenti di risoluzione contempla l utilizzo del telecomando di configurazione avanzato art. BSO4001, a cui si fa riferimento più volte per quanto riguarda i menù a cui accedere o i parametri da modificare. In grassetto i nomi dei menù del telecomando e dei parametri in oggetto. Per ogni ulteriore dettaglio relativo ai parametri dei sensori o del telecomando fare riferimento alle rispettive schede tecniche. alfunzionamento 1: ancata o accensione intempestiva: Caso di sensore a doppia tecnologia (PIR+US) alfunzionamento dovuto ad una rilevazione di movimento/presenza non corretta. Parametri da modificare: Tempo di ritardo; Sensibilità; Schema di rilevazione. 156 Passo 1: Individuare quale tecnologia comporta problemi 1. Regolare il Tempo di ritardo a 30 secondi. 2. Nel menù Schema di rilevazione, regolare le tre rilevazioni (iniziale, mantenimento e retrigger) soltanto in US. 3. Dal menù Test del telecomando inviare il valore Stato iniziale e uscire dalla zona di rilevazione. Qualora il problema persista, la tecnologia che crea problemi è la US. Se il problema non è stato risolto: 1. Nel menù Schema di rilevazione, regolare le tre rilevazioni (iniziale, mantenimento e retrigger) soltanto in PIR. 2. Dal menù Test inviare il valore Stato iniziale e uscire dall area di rilevazione del sensore. Qualora il problema persista, la tecnologia che comporta problemi è la PIR. Passo 2: Risolvere il problema 1. Riportare lo Schema di rilevazione alla configurazione di fabbrica (iniziale = PIR e US; mantenimento = PIR o US; re trigger = PIR o US). 2. Ridurre gradualmente la Sensibilità della tecnologia che comporta problemi. 3. Dal menù Test inviare il valore Stato iniziale e uscire dall area di rilevazione del sensore Passo 3: Completare se necessario 1. odificare lo Schema di rilevazione per potenziare la detezione (iniziale = PIR e US; mantenimento = PIR e US; retrigger = disattivato), oppure eliminare la tecnologia che comporta problemi passando soltanto a PIR o soltanto a US per quanto riguarda la rilevazione iniziale e di mantenimento. 2. Qualora il malfunzionamento persista, è necessario allontanare il sensore dalla fonte dei problemi (ad es. flusso d aria proveniente dal riscaldamento o dalla climatizzazione). 3. Reimpostare il Tempo di ritardo al valore richiesto dall utente.
55 alfunzionamento 2: ancata o accensione intempestiva: Caso di sensore monotecnologia PIR alfunzionamento dovuto ad una rilevazione di movimento/presenza non corretta. Parametri da modificare: Tempo di ritardo; Sensibilità. Passo 1: Risolvere il problema 1. Regolare il Tempo di ritardo a 30 secondi. 2. Ridurre gradualmente la Sensibilità. 3. Dal menù Test inviare il valore Stato iniziale e, fra un test e l altro, uscire dal locale. Qualora il malfunzionamento persista, è necessario allontanare il sensore dalla fonte dei problemi (ad es. flusso d aria proveniente dal riscaldamento o dalla climatizzazione). 4. Reimpostare il Tempo di ritardo al valore richiesto dall utente. alfunzionamento 3: A seguito di una rilevazione di movimento/ presenza la luce si accende nonostante il livello di illuminamento sia sufficiente alfunzionamento dovuto ad una non corretta rilevazione del livello di illuminamento. Parametri da modificare: Soglia di luminosità. Passo 1: Risoluzione del problema 1. Ridurre la Soglia di luminosità. 2. Dal menù Test inviare il valore Stato iniziale. 3. Attendere cinque secondi, dopodiché muoversi per essere rilevati. 4. Ripetere la procedura, finché la luce non si accende più. Caso particolare (modalità Esperto): Risoluzione senza modifica della soglia di luminosità (Talvolta è meglio non modificare la soglia di luminosità impostata sulle base delle preferenze dell utente. In tal caso, risulta opportuno ritarare il sensore) odalità Esperto con luxmetro. 1. Disattivare l illuminazione artificiale. 2. isurare il livello di illuminamento in varie collocazione strategiche all interno dell area di copertura del sensore. 3. Effettuare una media dei valori rilevati. 4. Inviare il valore medio ottenuto dal menù odalità avanzata/calibratura del telecomando di configurazione BSO Attivare l illuminazione naturale e abbassare le tapparelle (o aspettare il calare del sole). 6. isurare il livello di illuminamento nelle stesse collocazioni strategiche utilizzate al punto Effettuare una media dei valori rilevati. 8. Inviare il valore medio ottenuto dal menù odalità avanzata/calibratura del telecomando di configurazione BSO Dal menù Test inviare il valore Stato iniziale. 10. Tramite telecomando di configurazione leggere l insieme dei parametri del sensore dal menù principale. 11. Entrare nel menù odalità avanzata/ Calibratura e confrontare il valore visualizzato con quelli rilevati dal luxmetro (ripetere il processo dal punto 2 al punto 11 nel caso in cui il livello di luminosità esterno sia variato). 12. Ripetere la procedura, fino a ottenere un risultato ottimale. Qualora la taratura del sensore sia stata eccessivamente modificata, e vi siano problemi di regolazione, è consigliabile ripristinare le impostazioni di fabbrica: premere brevemente e poi a lungo (circa 10 secondi) sul pulsante Learn del sensore stesso. 157
56 Norme generali di installazione Sensori di luminosità e movimento/presenza Procedura di diagnostica dei malfunzionamenti dei sensori alfunzionamento 4: A seguito di una rilevazione di movimento/ presenza la luce si spegne nonostante il livello di illuminamento sia insufficiente alfunzionamento dovuto ad una non corretta rilevazione del livello di illuminamento. Parametri da modificare: Sensibilità; Tempo di ritardo. Soluzione 1: 1. Aumentare gradualmente la o le Sensibilità ed inviare il valore Stato iniziale dal menù test. Avvicinare il sensore all area di lavoro. Soluzione 2: 1. Aumentare il Tempo di ritardo ed inviare il valore Stato iniziale dal menù test. (Per gli spazi lavorativi, BTicino raccomanda temporizzazioni da 10 a 15 minuti) Soluzione 3: 1. Avvicinare il sensore all area di lavoro. alfunzionamento 5: A seguito di una rilevazione di movimento/ presenza la luce non si accende nonostante il livello di illuminamento sia insufficiente alfunzionamento 6: A seguito di una rilevazione di movimento/ presenza la luce non si spegne nonostante il livello di illuminamento sia sufficiente alfunzionamento dovuto ad una non corretta rilevazione del livello di illuminamento. Soluzione identica a quella del caso A seguito di una rilevazione di movimento/ presenza la luce si accende nonostante il livello di illuminamento sia sufficiente (pagina precedente) Attenzione: Nel caso di una lampada gestita /: la luminosità esterna deve superare la Soglia di luminosità + un Coefficiente di sicurezza; dopodiché prima di essere spenta dovranno trascorrere almeno altri dieci minuti. Nel caso di una lampada dimmerata: aspettare da dieci a quindici minuti per constatare se il livello di attivazione è diminuito in maniera significativa. Coefficiente di sicurezza = 0,5 x la Soglia di luminosità. Livello di spegnimento = 1,5 x la Soglia di luminosità + Contributo di luce. Quando la Soglia di luminosità impostata è < 100 lux, la formula diventa: Livello di spegnimento = 150 lux + Contributo di luce. 158
57 Schemi di collegamento Gestione dell illuminazione SCHEA 1 accensione e spegnimento di 2 lampade da 4 punti luce con comando generale / 230 Vac N L E46ADCN L1 L4671/1 L4671/1 = O/I G1 = G2 = = O/I G1 = G2 = L2 230 Vac BUS BUS Ad altri dipositivi L4652/2 GEN A = GEN PL1 = = O/I L4652/2 PL1 = 1 1 = O/I A2 = 1 PL2 = 2 = O/I SCHEA 2 accensione automatica della luce con sensore da soffitto con infrarosso passivo 230 Vac N L E46ADCN 3475 L L1 ART V 2A cosϕ = 0,6 2A 1 1 = G = 230 Vac BUS Ad altri dispositivi L4659N = S = 1 T = 6 L4652/2 A1 = 1 PL1 = 1 1 = O/I Per altre funzioni I dispositivo comanda il carico che ha l indirizzo indicato in A e PL. Quando viene rilevata una presenza se l illuminamento rilevato è inferiore a quello impostato, il dispositivo accende il carico a lui attribuito e lo mantiene acceso fino allo scadere di un tempo impostato con il configuratore inserito in T. La sensibilità del sensore di movimento PIR viene impostata con il configuratore inserito in S. Per un corretto funzionamento è necessario impostare il Set Point di illuminazione del sensore (vedi procedura). Se un utente spegne la luce manualmente con un comando disabilita il sensore di presenza, fino a quando non viene rilevata nessuna presenza per un tempo indicato da T 159
58 Schemi di collegamento Gestione di carichi diversi SCHEA 3 accensione e spegnimento di 1 lampada E COANDO TAPPARELLA EDIANTE COANDO ATTUATORE 230 Vac N L E46ADCN A1 = 1 PL1 = 1 1 = A2 = 1 PL2 = 2 2 = O/I L46712(*) N L1 L2 = O/I G1 = G2 = L4671/1 L2 230 Vac BUS * Completare il dispositivo con copritasti come da disegno: Comando tapparelle Comando luce Ad altri dipositivi SCHEA 4 estensione impianto filare con comando radio per gestione di due lampade 230 V ac N L E46ADCN F411U1 = G1 = G2 = L1 F411U1 = G1 = G2 = L2 230 Vac Ad altri dispositivi dell impianto Automazione filare L4578 (*) A = 9 PL = 8 = L4597N PL1 = 1 PL2 = 2 Nota: Sostituendo l attuatore F411/1N con l attuatore dimmer F414 è possibile regolare anche la luminosità della lampada. Nota (*): assegnare un indirizzo non previsto per altri dispositivi Automazione. L interfaccia può gestire fino a 36 dispositivi di comandi radio. 160
59 SCHEA 5 comando accensione luce bagno e ventola aerazione con spegnimento ritardato 230 Vac N L E46ADCN F411U1 A = 3 = 2 G1 = G2 = Luce bagno F411U1 A = 3 = SLA G1 = G2 = Ventola bagno 230 Vac BUS Ad altri dispositivi Il comando attiva contemporaneamente la luce e la ventola. Il comando spegne la luce mentre la ventola si disattiva dopo 2 minuti (configuratore in =2 dell attuatore aster) L4652/2 A = 3 = O/I SCHEA 6 comando motore in corrente continua per tende motorizzate (esempio 24 Vdc) 24 Vdc + + Alimentatore B F411U2 A = 3 PL1 = 1 PL2 = 1 G = = F411U2 A = 3 PL1 = 1 PL2 = 1 G = = SLA E46ADCN 230 Vac 230 Vac BUS Ad altri dispositivi È possibile utilizzare motori in corrente continua con altre caratteristiche ( Vdc) sostituendo l alimentatore compatibile con le caratteristiche del motore (tensione e corrente) verificando gli assorbimenti del motore con la portata dei relè degli attuatori (F411U2). L4652/2 A = 3 = Per altre funzioni 161
60 Schemi di collegamento Gestione delle tapparelle o serrande SCHEA 7 comando motore in corrente alternata per tapparelle, tende o serrande motorizzate N 230 Vac L L1N = rotazione oraria L2N = rotazione antioraria L1 N 1 L2 L1 N 2 L2 L1 N 3 L2 = motore in AC con 2 avvolgimenti E46ADCN F411U2 PL1 = 1 PL2 = 1 G = = F411U2 PL1 = 2 PL2 = 2 G = = F411U2 PL1 = 3 PL2 = 3 G = = 230 Vac BUS Ad altri dispositivi L4652/3 PL1 = 1 A2 = 2 PL2 = 2 A3 = 2 PL3 = 3 = L4652/2 GEN A = GEN PL = = SCHEA 8 comando motore in corrente alternata per apertura/chiusura persiane motorizzate E46ADCN 230 Vac N L 1 Ap C Ch F411/ ART. F411/4 C1 C2 C3 C4 2 Ap C Ch PL1 = 1 PL2 = 1 PL3 = 1 PL4 = 1 = Vac BUS Ad altri dispositivi 1 = motore che comanda l anta con battuta interna 2 = motore che comanda l anta con battuta esterna PL1 e PL2 = contatti: devono essere tra loro interbloccati e si devono collegare sempre sull anta con battuta interna PL3 e PL4 = contatti: devono essere tra loro interbloccati e si devono collegare sempre sull anta con battuta esterna L4652/2 = Per altre funzioni 162
61 Gestione di lampade dimmerate SCHEA 9 accensione, spegnimento e regolazione delle luminosità di lampade fluorescenti tramite ballast N L + N L 230 Vac Ballast F NC V ART. F413N PL1 = 1 = G = N L + E46ADCN C1 230 Vac BUS Ad altri dispositivi L4652/2 A1 = 2 PL1 = 1 1 = O/I Per altre funzioni SCHEA 10 accensione, spegnimento e regolazione delle luminosità di lampade LED N 230 Vac L E46ADCN Attuatore dimmer DIN F418U2 PL1 = 1 PL2 = Vac BUS Ad altri dispositivi A1 = 1 PL1 = 1 = 0/1 A2 = 1 PL2 = 2 = 0/1 L4652/2 Per altre funzioni 163
62 Schemi di collegamento Gestione dell illuminazione e delle tapparelle SCHEA 11 IPIANTO ILLUINAZIE E GESTIE TAPPARELLE UNITA ABITATIVA DI Si riporta la descrizione di un impianto Automazione utilizzabile per la gestione dell illuminazione e delle tapparelle in una Unità Abitativa di circa 100 m 2 composta da soggiorno, cucina, due camere da letto e due bagni. Funzioni svolte dall impianto: Comando genarale luci; Comando generale tapparelle; Comando punto/i luce in ogni stanza; Comando tapparella in ogni stanza; Comando punto luce dimmerizzato in soggiorno e nelle camere; Distribuzione componenti nei singoli locali Articolo 1 Comando generale illuminazione (1) H4652/2 INGRESSO 1 Comando generale tapparelle (2) H4652/2 1 Punto luce a soffitto comandato da attuatore ad incasso (3) H4671/1 1 Comando (4) per punto luce corridoio H4652/2 CORRIDOIO 2 Punti luce a soffitto comandati da attuatore ad incasso e da altri otto punti ( ) H4671/1 1 Punto luce a soffitto comandato da un punto (7) e da H4652/2 CUCINA 1 attuatore 1 relè in modulo DIN (*) F411U1 1 Tapparella motorizzata comandata da un punto (8) e da H4652/2 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) F411U2 SOGGIORNO BAGNO 1 CAERA 1 CAERA 2 1 Punto luce a parete comandato da un punto (11) con regolatore di luminosità e da 1 attuatore Dimmer in modulo DIN (*) 1 Punto luce a soffitto comandato da due punti (9 11) e da 1 attuatore 1 relè in modulo DIN (*) 1 Tapparella motorizzata comandata da un punto (10) e da 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) 1 Touch Screen (12) 1 Punto luce a soffitto comandato da un punto (13) e da 1 attuatore 1 relè in modulo DIN (*) 1 Tapparella motorizzata comandata da un punto (14) e da 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) 1 Punto luce a soffitto comandato da tre punti ( ) con regolatore di luminosità e da 1 attuatore Dimmer in modulo DIN (*) 1 Tapparella motorizzata comandata da un punto (15) e da 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) 1 Punto luce a parete comandato da un punto (17) 1 Punto luce a parete comandato da un punto (18) e da 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) 1 Comando (20) per punto luce corridoio 1 Local Display (19) 1 Punto luce a soffitto comandato da tre punti ( ) con regolatore di luminosità e da 1 attuatore Dimmer in modulo DIN (*) 1 Tapparella motorizzata comandata da un punto (21) e da 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) 1 Punto luce a parete comandato da un punto (23) 1 Punto luce a parete comandato da un punto (24) e da 1 attuatore 2 relè in modulo DIN (*) 1 Comando (26) per punto luce corridoio 1 Local Display (25) NOTA: Tutti i comandi devono essere completati di supporto, placca e copritasti abbinati alla serie civile desiderata reperibili all interno del Catalogo Generale Installazione BTicino. Per questo esempio specifico vengono utilizzati prodotti della serie civile AXOLUTE. NOTA (*): Tutti gli attuatori in modulo DIN vengono installati nel quadro domotico 54 moduli installato nell ingresso. H4652/2 F415 H4652/2 F411U1 H4652/2 F411U2 H4890 H4652/2 F411U1 H4652/2 F411U2 H4652/2 F415 H4652/2 F411U2 H4652/2 H4652/2 F411U2 H4652/2 HS4891 H4652/2 F415 H4652/2 F411U2 H4652/2 H4652/2 F411U2 H4652/2 HC
63 Controllo centralizzato tramite Touch Screen sito nel soggiorno; Richiamo scenari con Local Display nelle due camere da letto. Quadro domotico 1 Alimentatore SCS oduli DIN 8 Quadro domotico 3 Dimmer DIN oduli DIN Attuatori DIN 24 1 odulo Scenari 2 Totale
64 ART.F420 ART.F415 Schemi di collegamento Gestione dell illuminazione e delle tapparelle SCHEA 11 IPIANTO ILLUINAZIE E GESTIE TAPPARELLE UNITA ABITATIVA DI L INGRESSO CORRIDOIO CUCINA N E46ADCN F420 A1 = H4671/1 H4671/1 A1 = 1 1 = O/I A1 = 2 1 = O/I F411U1 A = Vac GEN H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 A1 = GEN = O/I A = GEN = A1 = 2 PL1 = 1 = O/I A1 = 2 PL1 = 1 = O/I A1 = 3 PL1 = 1 1 = O/I A2 = 2 PL2 = 1 2 = O/I CAERA 2 L N L F415 F411U2 F411U2 A = 8 A = 8 PL1 = 2 PL2 = 3 A = 8 PL1 = 4 PL2 = 4 NOTA: per la configurazione del bagno 2 fare riferimento al bagno 1, configurando per tutti i dispositivi l ambiente A = 6 26 H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 PL1 = 1 = O/I 25 A = PL1 = 1 = 4 FUN = 1 24 A1 = 8 PL1 = 3 1 = O/I A2 = 8 PL2 = 1 2 = O/I 23 A1 = 8 PL1 = 2 1 = O/I A2 = 8 PL2 = 1 2 = O/I 22 A = 8 PL1 = 1 1 = O/I 21 A = 8 PL1 = 4 1 = 166
65 ART.F415 ART.F415 CUCINA SOGGIORNO BAGNO L N F411U2 F411U1 F415 F411U2 F411U1 F411U2 A = 3 PL1 = 2 PL2 = 2 A = 4 L A = 4 A = 4 PL1 = 3 PL2 = 3 A = 5 A = 5 PL1 = 2 PL2 = 2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 A1 = 3 PL1 = 2 = A1 = 4 PL1 = 1 1 = O/I A2 = 2 PL2 = 1 2 = O/I A1 = 4 PL1 = 3 = A1 = 4 PL1 = 2 1 = O/I A2 = 4 PL2 = 1 2 = O/I 12 H4890 H4652/2 A1 = 5 PL1 = 1 1 = O/I A2 = 2 PL2 = 1 2 = O/I H4652/2 A1 = 5 PL1 = 2 = CAERA 1 L N L F415 F411U2 F411U2 A = 7 A = 7 PL1 = 2 PL2 = 3 A = 7 PL1 = 4 PL2 = 4 20 H4652/2 HS4891 H4652/2 H4652/2 H4652/2 H4652/2 A1 = 2 PL1 = 1 = O/I 19 A = PL1 = 1 = 4 FUN = 1 18 A1 = 7 PL1 = 3 1 = O/I A2 = 7 PL2 = 1 2 = O/I 17 A1 = 7 PL1 = 2 1 = O/I A2 = 7 PL2 = 1 2 = O/I 16 A = 7 PL1 = 1 1 = O/I 15 A = 7 PL1 = 4 1 = 167
66 Schemi di collegamento Gestione dell illuminazione e delle tapparelle SCHEA 12 IPIANTO ILLUINAZIE C SENSORI DI PRESENZA E ILLUINAZIE SALA RIUNII GRANDE Il dimmer SCS 110 V art. BDI1002 gestisce tutti i circuiti di illuminazione della stanza: accende/spegne le lampade dello schermo (circuito 2), della lavagna (circuito 3) e regola le luci generali (circuito 1). Il sensore SCS a doppia tecnologia art. BSE3003, configurato in modalità ECO è installato al centro della stanza per assicurare una rilevazione ottimale e disattiva l illuminazione generale della stanza (circuito 1) automaticamente sulla base della rilevazione di presenza e del contributo di luce naturale. È inoltre possibile regolare manualmente la luce tramite uno dei pulsanti del comando SCS a tre moduli art. L4652/3 installato in prossimità dell ingresso. Le luci dello schermo (circuito 2), della lavagna (circuito 3) e le luci generali (circuito 1) sono gestite tramite il comando SCS a tre moduli art. L4652/3. Le tapparelle (circuito 5, 6 e 7) e il saliscendi dello schermo (circuito 2) sono comandate dai tre attuatori SCS art. F411/2 e regolate tramite il comando speciale SCS art. L L N otore tapparelle otore tapparelle otore tapparelle otore schermo Lampade centrali 10 x 72 W 1 Alogena schermo 1 Alogena lavagna L N Art. F411U2 Art. F411U2 Art. F411U2 Art. F411U2 N L 230 V Art. BDI1002 N L 230 V Art. E46ADCN cavo SCS Art. L4652/3 Art. L46512 Art. BSE Installare il sensore SCS da soffitto a doppia tecnologia art. BSE3003 al centro della sala per assicurare una rilevazione ottimale; installare il comando SCS a tre moduli art. L4652/3; installare il comando SCS speciale art. L46512 tra schermo e tapparelle. 2. Installare gli attuatori SCS a due canali art. F411U2 + il dimmer 110 V a quattro canali art. BDI l alimentatore SCS art. E46ADCN in un armadio. 3. Collegare tra loro tutti i dispositivi dispositivi per mezzo del cavo SCS art. L4669, L4669/500, L4669HF. 4. Configurare sensori, comandi e controller tramite il software _Suite. 5. Il sensore ha le seguenti preregolazioni di fabbrica: tempo di ritardo 15 minuti, soglia di luminosità 500 lux, sensibilità PIR massima e US alta. Qualora necessario, usare il telecomando di configurazione art. BSO4001 per cambiare i parametri del sensore. 168
67 SCHEA 13 IPIANTO ILLUINAZIE C SENSORI DI PRESENZA E ILLUINAZIE HALL E RECEPTI Ogni sensore da soffitto ad infrarossi passivi art. BSE3001 o a doppia tecnologia art. BSE3003 controlla la relativa zona (circuito 1, 2 e 3). Durante il giorno, l illuminazione è regolata automaticamente sulla base della presenza o del movimento e del contributo di luce naturale: i sensori sono configurati per mantenere nell area reception 500 lux e 100 lux sulle scale, rispettivamente. È inoltre possibile attivare l illuminazione agendo su un touch screen art. H/LN4890. L1 L2 N Circuito 1 Circuito 2 Circuito V N L 230 V N L 230 V N L Art. E49 Art. F417U2 Art. F416U1 Cavo BUS/SCS Art. BSE3001 Art. BSE3003 Art. BSE3003 Art. LN Installare i sensori SCS da soffitto 3. Installare sulla parete il touch di ritardo 15 minuti, soglia di a doppia tecnologia o infrarossi screen SCS art. LN4890. luminosità 500 lux, sensibilità PIR passivi art. BSE3003 e BSE Collegare tra loro tutti i dispositivi massima e US alta. al centro di ognuna delle aree da tramite cavo SCS art. L4669, Qualora necessario, utilizzare il controllare. L4669/500, L4669HF. telecomando di configurazione 2. Installare l alimentatore SCS 5. Configurare tutti i dispositivi art. BSO4001 per modificare i art. E46ADCN, nonché i dimmer installati utilizzando il software parametri dei sensori. SCS art. F417U2 e art. F416U1 _Suite. nell armadio di permutazione della 6. I sensori hanno le seguenti pre hall. regolazioni di fabbrica: tempo 169
Interfaccia contatti. Descrizione
Interfaccia contatti in modulo DIN SCHEDA TECNICA Codice: F428 Descrizione Questo dispositivo consente di integrare apparecchiature di comando di tipo tradizionale (interruttore, pulsante etc.) in sistemi
Attuatore - Comando per luci e carichi generici
www.bticino.com Descrizione Attuatore / comando a due moduli da incasso, con 2 relè indipendenti e neutro per funzione zero crossing - per carichi singoli o doppi. L attuatore può anche essere configurato
Attuatore /comando per tapparella
www.bticino.com Descrizione Attuatore per tapparelle a due moduli da incasso, con 2 relè interni. Permette la gestione della posizione specifica della tapparella. Il dispositivo può anche essere configurato
Comando/attuatore H4671M2 - LN4671M2 - AM5851M2. Frontale
Comando/attuatore Descrizione Questo dispositivo, dotato frontalmente di 4 pulsanti e 4 led bicolore (verde/rosso nella versione LIVIG e MÀTIX e blu/rosso nella versione AXOLUTE) è equipaggiato con 2 relè
Interfaccia contatti in modulo DIN F428
Descrizione Questo dispositivo consente di integrare apparecchiature di comando di tipo tradizionale (interruttore, pulsante etc.) in sistemi evoluti con logica di funzionamento a BUS. È possibile quindi
Comando speciale H4651M2
Descrizione Comando speciale, a due moduli da incasso, dotato di 4 pulsanti e LED bicolore che si possono regolare/escludere attraverso il pulsante posto sul comando. Il comando permette di realizzare
Interfaccia contatti Basic
Descrizione Questo dispositivo consente di integrare apparecchiature di comando di tipo tradizionale (interruttore, pulsante etc.) in sistemi evoluti con logica di funzionamento a BUS. È possibile quindi
INDICE. Luci e automazioni
INDICE Caratteristiche generali................. 150 Configurazione...................... 168 Norme generali di installazione............ 182 Schemi di collegamento................. 187 WWW.PROFESSIISTI.BTICINO.IT
AM5852M2 H/LN4672M2 067561. Comando attuatore 2 moduli con neutro. Vista frontale
Descrizione Questo dispositivo, dotato frontalmente di 4 pulsanti e 4 led bicolore è equipaggiato con relè indipendenti per gestire: - carichi o gruppi di carichi indipendenti; - 1 carico singolo (motore
Switch Sensor da incasso con doppia tecnologia
Switch Sensor da incasso con doppia tecnologia Descrizione Dispositivo di controllo e comando dotato di differenti sensori che grazie alla combinazione dei quali è in grado di gestire l illuminazione ambiente
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Multifunzione 1 NO Montaggio su barra 35 mm (EN 60715)
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Kblue srl via Prà Bordoni, 12 36010 Zanè (VI) 0445 315055 [email protected] www.kblue.it Scheda Prodotto MODULO ESPANSIONE LUCI V. 02_01.02.19 1. Descrizione è un modulo slave compatto per installazioni a
