LA DIRETTIVA QUADRO ACQUE 2000/60/CE
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- Aniella Giorgi
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1 Valutazione dei costi ambientali e della risorsa - GIORNATA di STUDIO Roma, 16 aprile Sala Auditorium - Via C. Colombo, Roma LA DIRETTIVA QUADRO ACQUE 2000/60/CE Giuseppe Blasi
2 CONDIZIONALITA La Direttiva 2000/60/CE (DQA) fa parte della Condizionalità ex ante. Nella definizione delle politiche strutturali dell Unione europea, è richiesto: - una idonea politica dei prezzi dell acqua che preveda adeguati incentivi per gli utilizzatori a usare le risorse idriche in modo efficiente; - un adeguato contributo al recupero dei costi dei servizi idrici a carico dei vari settori di impiego dell acqua a un tasso stabilito nel piano di gestione di bacini idrografici per gli investimenti sostenuti.
3 CONDIZIONALITA Le linee guida per definire i costi ambientali e della risorsa sono applicabili a tutti gli usi anche a quello AGRICOLO. In questa fase è indispensabile un coordinamento stretto tra Mipaaf, MATTM, Regioni (parte agricola e ambientale), con il fondamentale sostegno del partenariato socio economico. L attuazione delle linee guida è stata anche prevista: - nel Piano Agricoltura - nell Accordo di Partenariato
4 IL SETTORE AGRICOLO A livello comunitario, l irrigazione è praticata in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. In Italia si irriga circa il 20% della SAU (2,5 milioni di Ha su 12,5 milioni di Ha di SAU). Gestione consortile in circa 50% della SAU irrigata: Consorzi di bonifica e irrigazione, Consorzi di miglioramento fondiario. La gestione consortile assicura un efficiente uso delle risorse. La modalità di pagamento volumetrica è diffusa su buona parte del territorio. Questa modalità non può essere considerata però come unico strumento per un uso efficiente e sostenibile delle risorse.
5 Modalità di calcolo della contribuenza irrigua negli Enti
6 CONDIZIONALITA I misuratori non possono essere inseriti ovunque. In molte situazione ci troviamo di fronte a canali in terra nati per la bonifica ed utilizzati, durante la stagione irrigua, anche per l irrigazione; questi canali: - assicurano lo scolo delle acque meteoriche e lo stoccaggio dell eccesso di acqua per il controllo delle esondazioni, la sicurezza del territorio; - favoriscono la percolazione e la ricarica delle falde e il mantenimento dell esteso fenomeno delle risorgive (particolarmente diffuso nella Pianura Padana); - contribuiscono al mantenimento della biodiversità. Per l installazione dei misuratori di portata, questi canali dovrebbero essere chiusi e messi in pressione, con grave danno all ambiente.
7 Presenza di schemi irrigui in pressione (32% della rete principale è rappresentata da condotte in pressione, cui va aggiunta la quota della rete di distribuzione)
8 Sistemi di irrigazione più efficienti (50% ad aspersione e goccia)
9 IL PRELIEVO DA FALDA Netta prevalenza di prelievi da acque superficali, lasciando quelle sotterranee per gli altri usi (solo il 18% delle fonti ad uso irriguo è rappresentato da prelievi da falda) Il prelievo da falda si è ridotto enormemente negli ultimi anni grazie agli investimenti dei vari PIN Altri investimenti programmati nel periodo
10 BACINI AD USO IRRIGUO - PLURIMO I bacini la cui acqua è destinata ad uso esclusivo dell irrigazione sono la netta prevalenza
11 VALUTAZIONE SINGOLE VOCI DI COSTO Costo del capitale fisso: (relativo agli investimenti irrigui) è a carico della finanza pubblica, in quanto il ruolo fondamentale dell irrigazione nello sviluppo del settore agricolo è considerato dallo Stato espressione di interesse pubblico primario, tanto è vero che gli impianti irrigui sono demaniali. Tale voce di costo non può quindi ricadere sull utente finale. Costo operativo: i prezzi si applicano al prelievo alla fonte (canoni concessori) e all uso a valle della risorse idrica (contributi irrigui). Il recupero di tali costi è quindi garantito attraverso la gestione dell irrigazione svolta dai consorzi, ed è rispettato il principio della copertura integrale del costo operativo che fa carico alle imprese agricole.
12 COSTI AMBIENTALI necessità di contabilizzare i benefici ambientali connessi all irrigazione, ai fini della rendicontazione economica e del recupero dei costi garantire la produzione e l incremento della competitività resilienza ai cambiamenti climatici vivificazione del reticolo naturale (biodiversità, qualità delle acque, conservazione di specie migratorie protette) sviluppo rurale: mantenimento dell attività agricola e delle relative opportunità occupazionali equilibrio idrogeologico governance gestione collettiva conservazione e manutenzione del paesaggio rurale
13 IL COSTO DELLA RISORSA Il costo opportunità della risorsa è collegato con la scarsità e con l uso della stessa. Esso varia da un contesto all altro e da un periodo all altro e, nei casi in cui non vi è competizione tra gli usi, il costo è nullo. Inoltre, il decreto legislativo 152 del 2006, normando la priorità d uso, riconosce il carattere prioritario dell uso agricolo delle acque, dopo quello potabile, che va mantenuto e rafforzato, anche in relazione ai benefici di natura ambientale connessi alla pratica irrigua, già richiamati.
14 IL COSTO AMBIENTALE Con riferimento al costo ambientale e della risorsa, a livello nazionale uno degli strumenti per il recupero è rappresentato dal canone di concessione di derivazione. Le concessioni di derivazioni per uso irriguo, infatti, devono tener conto delle tipologie delle colture in funzione della disponibilità della risorsa idrica, della quantità minima necessaria alla coltura stessa, prevedendo se necessario specifiche modalità di irrigazione.
15 LA GESTIONE CONSORTILE Il documento sulle linee guida evidenzia l esistenza di più strumenti da considerare per la copertura dei costi dei servizi idrici. Tra gli strumenti per la gestione dei casi estremi di scarsità vanno considerate le regole decisionali affidate a meccanismi di pianificazione, con la partecipazione diretta degli utilizzatori al tavolo negoziale. Il caso del bacino del Po: l istituzione di una cabina di regia da parte dell Autorità di distretto ha permesso una riduzione dei prelievi e una rimodulazione delle azioni (concessioni di derivazione, modalità di rilascio, regole di gestione dei grandi). La riallocazione intersettoriale ha permesso di evitare costi maggiori nel comparto energetico.
16 IL RECUPERO DEI COSTI A livello UE, pochissimi Stati membri hanno messo in atto un recupero completo dei costi ambientali e della risorsa, e in nessun caso, specificatamente, per il settore agricolo. Tale pericolo emerge chiaramente dalla stessa Commissione: percentuali diverse di recupero dei costi nei diversi Paesi, e nei diversi settori, finiscono con ogni probabilità per influenzare la competitività dei settori economici, quali, ad esempio, quello agricolo e quello industriale, sia sul mercato interno che a livello di scambi internazionali. L effetto anticoncorrenziale del sistema dei costi che si applicherebbe in Italia potrebbe risultare, infatti, fortemente penalizzante per la nostra agricoltura.
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