LICENZIAMENTI COLLETTIVI
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- Enzo Lombardo
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1 SOMMARIO PRESUPPOSTI SCHEMA DI SINTESI PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PER- SONALE CRITERI DI SCELTA ADEMPIMENTI DEL DATORE DI LAVO- RO ONERI CONTRIBUTIVI ILLEGITTIMITÀ DEL LICENZIAMENTO LICENZIAMENTI INDIVIDUALI PLURIMI LICENZIAMENTI COLLETTIVI Artt. 4, 5, 24 L , n Art. 8 L , n D. Lgs , n. 110 (G.U. n. 102/2004) - C.M. Lavoro , n L.R. Lombardia , n. 22 La materia dei licenziamenti collettivi per riduzione di personale (già oggetto dell accordo interconfederale del ) è oggi disciplinata dalla L , n. 223 (a cui lo Stato italiano è pervenuto a seguito di due condanne della Corte di Giustizia Europea per la mancata attuazione nel nostro ordinamento della direttiva CEE 129/1975) con le modifiche di cui al D. Lgs. 110/2004 che estende, non integralmente, la predetta normativa anche a sindacati, fondazioni, organizzazioni senza scopo di lucro, nonché partiti politici che debbano procedere a licenziamenti collettivi. La disciplina della materia è dettata dagli artt. 4, 5, e 24 della L. 223/ 1991; è tuttavia necessario operare un distinguo: a) l art. 24 disciplina, richiamando le altre due norme, il licenziamento collettivo vero e proprio; b) gli artt. 4 e 5 disciplinano, invece, la c.d. messa in mobilità che si ha quando l imprenditore, che ha in corso un trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, decide di mettere in mobilità i lavoratori, intimando il licenziamento e riducendo il personale. In tal caso, quindi, vi è un passaggio dalla cassa integrazione straordinaria (CIGS) al licenziamento collettivo. SCHEMA DI SINTESI NOZIONE PRESUPPOSTI PROCEDURA Si ha licenziamento collettivo quando il medesimo investe almeno 5 lavoratori nell arco di 120 giorni, all interno della stessa unità produttiva oppure in più unità produttive nell ambito della stessa Provincia (salvo che, ai sensi dell art. 8, c. 4 L. 223/1991, le parti abbiano convenuto di prolungare il termine in sede di consultazione sindacale). L impresa ovvero il datore di lavoro non imprenditore che presenti esuberi di manodopera può ricorrere alla procedura di licenziamento collettivo solo in presenza dei seguenti presupposti: Fase sindacale Fase amministrativa Dimensionale Causale L impresa ovvero il datore di lavoro non imprenditore deve occupare più di 15 dipendenti ed il licenziamento deve interessare almeno 5 lavoratori in un periodo di 120 giorni. L impresa ovvero il datore di lavoro non imprenditore deve procedere alla riduzione o trasformazione dell attività o del lavoro oppure alla cessazione dell attività dell azienda, anche senza necessità di un ridimensionamento strutturale. Preventiva comunicazione scritta. Esame congiunto sindacati-datore di lavoro. Mansioni peggiorative e distacco. Nel caso in cui non sia raggiunto un accordo sindacale, la Direzione Provinciale del Lavoro dovrà convocare le parti per un ulteriore esame. CRITERI DI SCELTA ADEMPIMENTI DEL DATORE DI LAVORO ONERI CONTRIBUTIVI ILLEGITTIMITÀ DEL LICENZIAMENTO COLLETTIVO La scelta dei lavoratori da licenziare deve avvenire secondo quanto disciplinato dai CCNL, ovvero nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti. Criterio legale Occorre considerare, in concorso:.. carichi di famiglia;.. anzianità di servizio;.. esigenze tecniche, produttive e organizzative. Il datore di lavoro deve comunicare: L elenco dei lavoratori collocati in mobilità... alla Direzione Regionale del Lavoro; La copia della ricevuta di versamento del contributo d ingresso.. alla Commissione Regionale competente;.. ai sindacati di categoria. all Inps. Il datore di lavoro è tenuto a versare, per ciascun lavoratore licenziato e beneficiario dell indennità di mobilità, un contributo d ingresso. L esenzione del pagamento del contributo d ingresso può essere:..totale;.. parziale. Se il licenziamento è dichiarato illegittimo, il datore di lavoro deve reintegrare i lavoratori e risarcire il danno causato, oppure erogare un apposita indennità. Tali disposizioni non si applicano ai datori di lavoro non imprenditori. RATIOLavoro N. 4 /
2 PRESUPPOSTI CONDIZIONI Ove l impresa o il datore di lavoro non imprenditore presenti esuberi di manodopera e intenda licenziare il personale in eccedenza senza esperire il preventivo ricorso alla CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) ovvero nel caso in cui non rientri fra i beneficiari di quest ultima, potrà attivare la procedura di licenziamento collettivo soltanto se ricorrono i seguenti presupposti di carattere:.. dimensionale L impresa o il datore di lavoro non imprenditore deve occupare più di 15 dipendenti ed il licenziamento deve interessare almeno 5 lavoratori in un periodo di 120 giorni. Soglia dei 15 dipendenti Numero dei lavoratori licenziabili Deve essere calcolata con riferimento al criterio della normale occupazione (sono compresi gli apprendisti, mentre i contratti part-time si calcolano in proporzione all orario svolto), e cioè all occupazione media dell ultimo semestre, e non al numero dei dipendenti in forza al momento di inizio della procedura. Necessariamente pari a 5, è condizione che riguarda la sola fase iniziale della procedura, indipendentemente dal numero effettivo di coloro che saranno licenziati al termine della procedura stessa, ben potendo qualificarsi come collettivo il licenziamento anche se il recesso sia poi esercitato nei confronti di un solo lavoratore... causale L impresa o il datore di lavoro non imprenditore deve procedere alla riduzione o trasformazione dell attività o del lavoro oppure alla cessazione dell attività dell azienda, anche senza necessità di un ridimensionamento strutturale. Licenziamenti tecnologici, rientranti in esigenze di mera organizzazione dell attività produttiva. Affidamento di lavori all estero. Calo del fatturato. Ridimensionamento aziendale Liquidazione, concordato preventivo e fallimento Giustifica il licenziamento collettivo qualora non presupponga una crisi aziendale e può essere attuato senza sopprimere strutture aziendali, potendo esso derivare da una modifica dell organizzazione produttiva che comporti la soppressione di uffici, reparti e lavorazioni, oppure soltanto una contrazione della forza lavoro, purché l operazione che giustifica il ridimensionamento occupazionale sia effettiva. Sono di per sé sufficienti a legittimare il licenziamento collettivo, ma non il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. 10 RATIOLavoro N. 4 /
3 PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL PERSONALE ITER DI RIDUZIONE DEL PERSONALE La procedura da seguire, ove si intendano effettuare licenziamenti collettivi, è complessa e si articola in una fase cosiddetta sindacale e in un eventuale successiva fase cosiddetta amministrativa, nel corso delle quali il datore di lavoro e i sindacati tentano, dapprima tra loro ed eventualmente poi presso la DPL (Direzione Provinciale del Lavoro), di trovare soluzioni alternative al licenziamento dei lavoratori. Procedura sindacale L inosservanza degli adempimenti obbligatori di seguito descritti comporta la violazione della procedura e conseguentemente l inefficacia dei licenziamenti eventualmente intimati. Preventiva comunicazione scritta La preventiva comunicazione scritta alle RSA e/o RSU (Rappresentanze Sindacali Aziendali e/o Rappresentanze Sindacali Unitarie) e alle associazioni di categoria cui queste appartengono (e una copia da trasmettersi contestualmente alla DPL), deve indicare:.. motivi tecnici, organizzativi o produttivi che rendono necessaria la riduzione di personale;.. numero, collocazione aziendale e profilo professionale dei lavoratori in esubero e di quelli abitualmente impiegati;.. tempi di attuazione del programma di collocazione in mobilità;.. misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale dell attuazione del piano;.. metodo di calcolo di tutte le attribuzioni patrimoniali diverse da quelle legali e da quelle previste dalla contrattazione collettiva. Alla comunicazione deve essere allegata ricevuta del versamento all Inps, a titolo di anticipazione del contributo per i lavoratori posti in mobilità. Esame congiunto sindacati datore di lavoro Mansioni peggiorative e distacco L esame congiunto sindacati-datore di lavoro che si svolge presso gli Uffici della Regione, se l esubero riguarda unità produttive ubicate nella stessa, o presso il Ministero del Lavoro negli altri casi, può essere richiesto dalle RSA/RSU e rispettive associazioni entro 7 giorni dal ricevimento della comunicazione e può concludersi con un accordo che evita i licenziamenti o con un mancato accordo. L esame deve esaurirsi entro i 45 giorni (30 giorni in caso di azienda sottoposta a procedura concorsuale) successivi alla comunicazione. Alla fine della procedura il datore di lavoro deve comunicare l esito della consultazione ed i motivi dell eventuale mancato accordo alla Dpl (o amministrazione regionale se le unità produttive interessate si trovano in diverse province della stessa Regione, oppure direzione generale del lavoro se le unità produttive si trovano in più Regioni). In caso di accordo sono ammissibili clausole che, in deroga ai principi generali, possono prevedere l assegnazione dei lavoratori in esubero a mansioni diverse, anche nonostante il divieto di mutare in pejus le medesime, o il temporaneo distacco o comando dei lavoratori presso altre imprese. Procedura amministrativa Nel caso in cui non sia raggiunto l accordo sindacale secondo le modalità descritte o l esame non sia stato effettuato perché non richiesto dalle associazioni sindacali di categoria, il Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro potrà convocare avanti a sé le parti per un ulteriore esame. Tale esame presso la Direzione Provinciale del Lavoro deve esaurirsi entro 30 giorni (15 se i lavoratori interessati sono in numero inferiore a 10) dal ricevimento della comunicazione dell esito della consultazione sindacale da parte dell impresa. Licenziamento Deve essere intimato ai lavoratori individuati come eccedenti mediante atto di recesso, comunicato in forma scritta con il rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti (anche se non vi è accordo). RATIOLavoro N. 4 /
4 CRITERI DI SCELTA TIPOLOGIE La scelta dei lavoratori da licenziare deve effettuarsi secondo quanto disciplinato nei contratti collettivi stipulati con le associazioni sindacali di categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale e, in mancanza di regolamentazione pattizia, la scelta dovrà avvenire nel totale rispetto delle vigenti disposizioni di legge. Criteri legali Da rispettarsi in concorso tra loro, sono:.. carichi di famiglia;.. anzianità di servizio presso l azienda;.. esigenze tecnico-produttive e organizzative. Limiti Limiti all applicazione dei criteri di cui sopra sono incontrati dal datore di lavoro nelle seguenti ipotesi:.. manodopera femminile I datori di lavoro non possono collocare in mobilità una percentuale di manodopera femminile superiore a quella occupata, con riferimento alle mansioni considerate... disabili Fra i lavoratori in esubero possono essere inseriti i disabili, collocati obbligatoriamente, purché nella stessa misura percentuale legalmente prevista per la loro assunzione. ADEMPIMENTI DEL DATORE DI LAVORO COMUNICAZIONE DEI LICENZIAMENTI Il datore di lavoro ha l obbligo di comunicare:.. alla Direzione Regionale del Lavoro;.. alla Commissione Regionale competente;.. ai Sindacati di categoria. Tutte le notizie concernenti l attuazione dei licenziamenti che intende effettuare. Elenco dei lavoratori collocati in mobilità Copia della ricevuta Da trasmettere ai suindicati enti. Deve contenere le seguenti indicazioni per ciascuno di essi:.. il nominativo;.. la residenza;.. la qualifica;.. il livello di inquadramento;.. l età;.. il carico familiare;.. le concrete modalità di applicazione dei criteri di scelta nei singoli casi. Del versamento del contributo d ingresso all Inps, effettuato - ove previsto - all inizio della procedura per ciascun lavoratore licenziato, deve essere allegata copia alla comunicazione di cui sopra. Regola che non vale per i datori di lavoro non imprenditori. NUOVE FUNZIONI DELLE PROVINCE DELLA LOMBARDIA La Legge Regionale , n. 22 della Lombardia ha attribuito alle Province la gestione delle liste dei lavoratori in mobilità ai sensi delle Leggi 223/1991 e 236/1993. Pertanto, in attuazione dei decreti dirigenziali , n e , n. 567, a decorrere dall , le comunicazioni - di cui alla L. 223/1991, art. 4, c. 9 - riferite ai lavoratori licenziati e per i quali è stata esperita procedura di mobilità, devono essere trasmesse dai datori di lavoro ai competenti Uffici provinciali del territorio in cui è situata l unità produttiva interessata alla procedura. Se i lavoratori fanno capo ad unità produttive dislocate in più Province del territorio regionale, le comunicazioni devono essere inviate da parte del datore di lavoro ad ogni Provincia interessata. La documentazione e la relativa modulistica, opportunamente aggiornate, saranno reperibili sui siti e sui siti istituzionali delle Province. Nulla è mutato per quanto riguarda la comunicazione di apertura della procedura di mobilità ed il verbale di accordo. 12 RATIOLavoro N. 4 /
5 Tavola COMUNICAZIONE CONSULTAZIONI LICENZIAMENTO Procedura Preventiva a tutte le associazioni sindacali o alle Rsu se presenti, alle associazioni di categoria, alla Dpl (o alla Direzione regionale del lavoro o al Ministero del lavoro in base alla rilevanza provinciale, regionale o nazionale dei licenziamenti). Si allega ricevuta di versamento all Inps del contributo di ingresso. Consultazioni presso le Rsu o le associazioni di categoria, entro 7 giorni (durata massima 45 giorni). Possibile convocazione richiesta dal direttore della Dpl delle parti, in caso di mancato accordo. Il datore di lavoro può procedere al licenziamento dei lavoratori eccedenti in base ai criteri di scelta disciplinati nei contratti collettivi, sia in caso di accordo sia di mancato accordo. Il licenziamento deve essere intimato con atto scritto e nel rispetto del termine di preavviso, contestualmente alla comunicazione a:.. Direzione regionale del lavoro;.. Commissione regionale;.. Sindacati di categoria. ONERI CONTRIBUTIVI CONTRIBUTO D INGRESSO SOLO PER LE IMPRESE Anticipazione All inizio della procedura di mobilità, il datore di lavoro deve versare un anticipazione del contributo di ingresso pari all ammontare del trattamento massimo mensile di integrazione salariale per ciascuno dei lavoratori interessati dalla procedura di mobilità e senza riduzione del 5,84%. Saldo Al termine della procedura per ciascun lavoratore effettivamente licenziato e beneficiario dell indennità di mobilità, il datore di lavoro è tenuto a versare alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno e alle gestioni previdenziali dell Inps, il saldo del contributo d ingresso, da corrispondersi in 30 rate mensili: Il contributo d ingresso si applica solo alle imprese e non ai datori di lavoro non imprenditori... ammontare In caso di licenziamento collettivo:..senza preventivo ricorso alla cigs;.. con preventivo ricorso alla cigs;.. con accordo sindacale. Pari a 9 volte il trattamento mensile iniziale netto di mobilità (ossia ridotto del 5,84%) spettante al lavoratore. Pari a 6 volte il trattamento mensile iniziale netto di mobilità (ossia ridotto del 5,84%) spettante al lavoratore. Pari a 3 volte il trattamento mensile iniziale netto di mobilità (ossia ridotto del 5,84%) spettante al lavoratore... esenzione È prevista in 2 casi e può essere:..totale Per gli organi delle procedure concorsuali che dichiarino l eccedenza di personale, ove il curatore del fallimento, il liquidatore della liquidazione coatta amministrativa e del concordato preventivo con cessione dei beni o il commissario dell amministrazione straordinaria abbiano verificato l impossibilità di continuare l attività dell impresa oppure l esuberanza dei livelli occupazionali e disposto la collocazione in mobilità dei lavoratori eccedenti... parziale Per quelle imprese che, cessata l attività, procurino offerte di lavoro a tempo indeterminato ai lavoratori collocati in mobilità, che così perdono il diritto all indennità in caso di rifiuto ingiustificato o di accettazione della nuova occupazione. L azienda è esonerata dal versamento delle residue rate della contribuzione d ingresso dovuta. RATIOLavoro N. 4 /
6 ILLEGITTIMITÀ DEL LICENZIAMENTO CONSEGUENZE La dichiarazione di illegittimità del recesso obbliga il datore di lavoro alla reintegrazione del lavoratore ed al risarcimento del danno nel caso di tutela reale, oppure al pagamento dell apposita indennità nel caso di tutela obbligatoria, da far valere mediante impugnazione del recesso entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione medesima, con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale. Tale disposizione non vale per i datori di lavoro non imprenditori. Possono colpire il recesso illegittimamente intimato: Tipi di invalidità..inefficacia dell atto.. annullabilità dell atto È la sanzione che colpisce il licenziamento in caso di violazione degli aspetti procedurali e della forma scritta dell atto di recesso. L inefficacia può essere eccepita anche dal lavoratore, purché nel rispetto del termine di decadenza di cui sopra, ma ad essa può ovviarsi con il compimento dell atto mancante o con la rinnovazione dell atto viziato. È la sanzione che colpisce il recesso intimato con violazione dei criteri di scelta e di rispetto delle quote riservate del collocamento dei disabili. Nel caso di accertata violazione dei criteri di scelta l impresa può procedere alla risoluzione del rapporto per un numero di lavoratori pari a quelli reintegrati, senza necessità di esperire una nuova procedura, con semplice comunicazione preventiva alle RSA/RSU. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI PLURIMI GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO Individuazione Condizioni Obblighi I licenziamenti individuali plurimi sono licenziamenti individuali rivolti a più persone nell ambito dell azienda. I licenziamenti individuali plurimi non prevedono limiti e causali, ma solo la dimostrazione da parte del datore di lavoro di non poter più impiegare oggettivamente il personale. Il datore di lavoro deve comunicare per iscritto il licenziamento individuale plurimo, con indicazione delle motivazioni. Deve essere rispettato il preavviso. 14 RATIOLavoro N. 4 /
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