RELAZIONE TECNICA E FOTOGRAFICA
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- Rachele Giuseppe
- 9 anni fa
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1 SCUOLA ARCHEOLOGICA ITALIANA DI ATENE SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELLA CALABRIA PROGETTO DI RESTAURO E VALORIZZAZIONE DELL'AREA DI CASA BIANCA - PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI (finanziamento ARCUS spa) V STRALCIO Lavori di Scavo Archeologico ELAB. N. RELAZIONE TECNICA E FOTOGRAFICA 2 PROGETTO ARCH. PAOLO VITTI ARCHITETTO via Oreste Regnoli ROMA [email protected] OTTOBRE 2013 COORDINAMENTO IN FASE DI PROGETTAZIONE ARCH. VALENTINA ALUNNI Il responsabile del progetto Direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene prof. Emanuele Greco il RUP arch. Sabina Rizzi Il progettista e direttore dei lavori arch. Paolo Vitti Il coordinatore dei lavori in fase di progettazione arch. Valentina Alunni
2 Scuola Archeologica Italiana di Atene Direzione regioanle per i Beni e le Atiività culturali della Calabria Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria PROGETTO DI RESTAURO E VALORIZZAZIONE DELL AREA DI CASA BIANCA (PARCO ARCHEOLOGICO DI SIBARI) V STRALCIO: SCAVO ARCHEOLOGICO RELAZIONE TECNICA e FOTOGRAFICA Il progetto prevede preminentemente due operazioni: lo scavo archeologico, che sarà l attività prevalente, e piccole sistemazioni da eseguirsi con il terreno ottenuto dallo scavo e non reimpiegato per riempire nuovamente i saggi alla fine dello scavo. Lo scavo Lo scavo archeologico sarà realizzato nel terreno entro i limiti dei saggi predisposti sul terreno fino alla profondità di m 2,00 a cielo aperto in presenza di sovrapposizione di livelli antichi. Il lavoro sarà eseguito con particolare attenzione con piccoli attrezzi, cazzuole, pennello e secchio compreso il recupero dei materiali archeologici fragili e/o di varie dimensioni compresa la setacciatura e la flottazione delle terre di scavo, una prima pulizia dei reperti, il deposito e la sistemazione dei medesimi in cassette e sacchetti di plastica trasparente di varia dimensione. La documentazione archeologica dovrà essere realizzata seguendo la normativa ministeriale e integrando ulteriori elementi che sotto il profilo scientifico possono essere migliorativi ed innovativi. Il materiale della documentazione dovrà essere consegnato sia in versione cartacea (schede US, USM, SAS, RA, ecc.) e piante e disegni di scavo a varie scale sia in versione digitale. Per quel che riguarda la documentazione fotografica dovrà essere consegnata sia in originale (negativi e stampe) che in digitale (formato.tiff a risoluzione almeno di 300 dpi). In caso di ortofotomosaici o ortofotopiani vanno consegnate le singole riprese digitali, il mosaico digitale ed il listato dei punti, oltre alla stampata finale dell ortofotopiano. 1
3 I reperti, dopo le operazioni di pulitura e restauro, dovranno essere schedati secondo quanto previsto dalla modulistica ministeriale (schede SAS e RA). Inoltre si dovrà provvedere a realizzare tavole tipologiche per classi ceramiche, al fine di predisporre uno studio sulle singole produzioni. Particolare cura dovrà essere riservata alla definizione degli elementi cronologici per la messa in fase e la periodizzazione dello scavo. Le eventuali disposizioni della Direzione Scientifica relativamente alla raccolta dei reperti nei diversi tipi di contesto stratigrafico dovranno di volta in volta essere seguite e registrate nelle schede di US. Per quanto riguarda le operazioni di pulizia dei materiali, si propone di operare secondo modalità distinte a secondo del tipo di materiale, sempre secondo le direttive della Direzione scientifica. Tutti i materiali raccolti dovranno essere siglati manualmente con inchiostro di china. Su ciascun reperto dovrà essere apposta la sigla dell area di scavo, l anno ed il numero dell unità stratigrafica di provenienza, salvo differente indicazione della Direzione Scientifica. I reperti saranno restaurati dai tecnici della Soprintendenza con i materiali che verranno forniti dall impresa appaltatrice con le cifre a disposizione nella perizia di spesa. Lo scavo sarà condotto sotto la direzione e supervisione di un Archeologo designato ed incaricato dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene, nonchè dagli Studenti di Specializzazione della medesima Scuola. Gli scavi sono condotti in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. Le aree di scavo saranno stabilite da parte degli archeologici incaricati, i quali provvederanno a delimitare le aree di approfondimento e le localizzazioni dei saggi, oltre che agli strati da scavare, le modalità con cui essi debbano essere scavati e la loro estensione. Gli operai saranno tenuti a tenere i tempi dettati dalle esigenze archeologiche e in nessun caso dovranno essere eseguiti approfondimenti senza la diretta supervisione degli archeologi incaricati. Si prevedono tre squadre di tre operai ognuna, impegnati contemporaneamente su tre saggi distinti. Si prevede uno scavo della durata di 5 mesi, stabiliti dalla SAIA, con dei periodi di inattività per studio materiali e documentazione, da far coincidere con i mesi con condizioni climatiche meno favorevoli. In considerazione delle eventuali sospensioni dovute ad avversità meteorologiche e in rapporto al conseguimento dei 2
4 metri cubi definiti in progetto, lo scavo potrà prolungarsi anche per una maggiore durata di quella indicati in perizia. Durante gli scavi dovranno essere approntati gli opportuni sbadacchi atti a garantire le condizioni di sicurezza, secondo le indicazioni impartite dal Cordinatore in fase di esecuzione. I costi delle sbadacchiature saranno determinati in termini di Lavori in economia. I costi dei materiali saranno presentati con liste da approvarsi da parte del DL. Secondo le indicazioni della DL o degli archeologi le aree di scavo potranno essere protette con geotessile durante e dopo le operazioni di scavo e, sopratutto, nel periodo di sospensione del cantiere. Per le operazioni di scavo potrà essere impiegata la scavatrice terna o il ragnetto, solo per gli strati sterili, mentre per gli strati archeologici lo scavo dovrà essere eseguito esclusivamente a mano. L impresa dovrà fornire cassette per i reperti e i materiali per le operazioni di restauro dei reperti. Si prevede la fornitura dei seguenti materiali (la lista comunque può essere soggetta a variazione): materiali per saldature metalliche, filo zincato, pennelli, carta, collanti siliconici o di altro genere alcool etilico, acido muriatico, ossidi, acqua distillata punte per trapano meccanico, lame di diverso genere, spazzole e carte abrasive chiodi, squadre. Al termine delle operazioni di scavo il terreno dovrà essere o utilizzato per riempimenti dei cavi realizzati con lo scavo archeologico o per il livellamento di zone depresse, previa setacciatura del terreno, nella zono orientale dell area di casa Bianca. Sistemazione del terreno Il terreno proveniente dallo scavo sarà utilizzato o per riempire i saggi, previa stesura di uno strato di geotessile, o per il livellamento del terreno nell area compresa tra il santuario e la porta est. Il terreno utilizzato per il livellamento dovrà essere setacciato al fine di eliminare eventuali materiali di scarto (laterizi, pietre, ecc) e opportunamente compresso. 3
5 Fig. 1: Vista aerea da sud est dell area del santuario di Casa Bianca 4
6 Fig. 2: Vista dell area orientale di Casa Bianca dalla scala d accesso, in cui si notano le zone depresse soggette al ristagno dell acqua. Fig. 3: Integrazioni con blocchi di carparo sul lato orientale dell edifcio M 5
7 Fig. 4: integrazioni in blocchi di carparo sul lato orientale del podio Fig. 5: L area dell edifcio N (v. Foto 2 relazione generale) alla fine dello scavo del
8 Fig. 6: l edifcio N, con la spianata di pietre (in secondo piano) che copre l area centrale del cortile. 7
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