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- Filomena Poggi
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1 1 COMUNE DI DESENZANO DEL GARDA PROVINCIA DI BRESCIA P A R C O L O C A L E D I I N T E R E S S E S O V R A C O MU N A L E P A R C O D E L L A B A T T A G L I A D I S A N M A R T I N O D.G.R. Lombardia n 8/6148 del 12/12/2007 RELAZIONE PRELIMINARE PER LA PROPOSTA DI ISTITUZIONE ALLEGATO 2 PROPOSTA DI NORMA APRILE
2 2 1 Proposta di norma per il recupero di edifici non residenziali, talvolta in disuso, non compatibili con le finalità del parco e le previsioni di sviluppo. 1. Al fine di favorire lo sviluppo economico sostenibile del territorio, anche attraverso la riqualificazione degli insediamenti rurali locali e il consolidamento e lo sviluppo dell attività agroforestale nel territorio rurale, ferme restando le disposizioni di tutela di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio, nonché le norme contenute nei piani paesaggistici sovraordinati, è ammessa la riqualificazione degli insediamenti rurali come compendi agricoli neorurali. Presupposti dell'ammissibilità di tale destinazione urbanistica sono: il recupero edilizio, inclusa la demolizione e parziale ricostruzione, fatti salvi i casi di cui al comma 3, unitamente al recupero e alla qualificazione del patrimonio agricolo e ambientale, nonché la compatibilità degli interventi edilizi con il paesaggio a dominanza rurale e la presenza di adeguata accessibilità. 2. Per compendio agricolo neorurale s intende l insediamento rurale oggetto dell attività di recupero e parziale riqualificazione che viene provvisto delle dotazioni urbanistiche ed ecologiche e delle nuove tecnologie di comunicazione e trasmissione dati, in modo da offrire nuovo sviluppo economico ed occupazionale. 3. Gli interventi edilizi connessi alla proposta di progetto di compendio agricolo neorurale devono avere ad oggetto il riuso o la riqualificazione, anche con la demolizione e la parziale ricostruzione, di fabbricati esistenti, qualora non più funzionali all attività agricola, con le modalità previste al comma 4 successivo. La demolizione e ricostruzione non può interessare manufatti di valore storico-culturale (non aventi specifico vincolo monumentale ex 1089/39), indicati dalla tavola n. e specificatamente: Cascina Casette Preseglia Cascina Chiodino di sotto Cascina Bonata Cascina Ortaglia Cascina Citari Cascina Stefanona Cascina Parantonella Cascina Armea Cascina Selvetta Cascina Sorre Cascina Casette di Sorre Cascina Colombara Tracagni Cascina Selva Capuzza Gli interventi edilizi complessivamente realizzati non devono comportare maggior consumo di suolo all interno del compendio agricolo alla data di approvazione del P.L.I.S. La percentuale di superficie ricostruibile, dovutamente certificata e accertata dal comune, non può in ogni caso superare la consistenza complessiva delle superfici esistenti e non può essere ceduta a terreni agricoli non confinanti che eventualmente concorrono a costituire il compendio. 4. I nuovi fabbricati sono da realizzarsi con tipologie, morfologie e scelte materiche e architettoniche tali da consentire un inserimento paesaggistico adeguato e migliorativo rispetto al contesto dell intervento, secondo i criteri stabiliti dall ente territoriale competente nel rispetto della normativa e della pianificazione urbanistica, territoriale, paesaggistica e paesistica vigenti, del valore storico-culturale o testimoniale dei manufatti, ferme restando le competenze di tutela del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. 5. All'interno del medesimo compendio agricolo neorurale, in conformità ai presupposti di cui ai commi precedenti e sulla base di valutazioni di sostenibilità territoriale ed ambientale, ferma
3 3 restando la prevalente destinazione ad uso agricolo, possono prevedersi anche le seguenti destinazioni d'uso: a) residenza; b) attività amministrative; c) servizi ludico-ricreativi; d) servizi turistico-ricettivi; e) servizi dedicati all'istruzione; f) attività di agricoltura sociale; g) servizi medici e di cura; h) servizi sociali; i) attività di vendita diretta dei prodotti agricoli od ambientali locali; l) artigianato artistico. 6. Sono comunque escluse le seguenti destinazioni d'uso: a) produttiva di tipo industriale o artigianale. 7. Il progetto di compendio agricolo neorurale è accompagnato da un progetto unitario convenzionato nonché dall obbligo a trascrivere il vincolo a conservare indivisa la superficie del compendio per almeno venti anni. Tale vincolo è oggetto di registrazione nei registri immobiliari e catastali. Per il periodo ventennale di cui al primo periodo, la proprietà del compendio agricolo può essere ceduta solo integralmente. Nel caso di successione, il compendio agricolo neorurale è considerato come un bene indivisibile sino alla decorrenza del ventesimo anno dalla trascrizione. 8. Il progetto di compendio agricolo neorurale prevede interventi di mitigazione e compensazione preventivi volti a mantenere, recuperare e valorizzare il paesaggio, l economia locale e l ambiente, con particolare riferimento alle azioni finalizzate alla tutela ed alla ricostruzione degli habitat naturali presenti nel P.L.I.S. mediante la conservazione e/o il recupero degli ambienti naturali e seminaturali esistenti (ripe boscate, filari e siepi). 2 Proposta di norma per la conservazione, il recupero e la creazione di elementi lineari (siepi, filari e fasce alberate). 1. Gli elementi lineari costituiti da piante sparse, filari e fasce alberate con larghezza inferiore a 25 m (ai sensi dell art. n 3 comma 1 L.R. n 27/2004) costituiscono formazioni arboree non ascrivibili al bosco che assolvono alla duplice funzione ecologica e paesaggistica, in quanto elementi costituivi della rete ecologica e componenti storiche del paesaggio collinare morenico. 2. La tutela degli elementi lineari (siepi, filari e fasce alberate) presenti nel PLIS prevede: divieto di estirpazione, fatto salvo il caso di rinnovo integrale del filare, della siepe o della fascia alberata (con estirpazione della ceppaia) da attuarsi previa autorizzazione da parte degli uffici comunali competenti, in caso di rinnovo di siepe/filare/fascia alberata esistente o di realizzazione di un nuovo elemento lineare la scelta delle specie e le modalità di intervento devono tener conto delle indicazioni di seguito fornite, gli interventi di manutenzione devono garantire il mantenimento della capacità rigenerativa dei soggetti arborei ed arbustivi e, in ogni caso, i tagli di governo destinati alla produzione di legname sono ammessi solo tra il 15 ottobre e il 31 marzo; 3. La scelta delle specie arboree e arbustive da utilizzare nel potenziamento/recupero delle siepi, dei filarie delle fasce alberate esistenti così come per i nuovi impianti deve essere indirizzata alla valorizzazione di specie autoctone o di specie naturalizzate (gelso, cipresso) che costituiscono elemento caratterizzante il paesaggio agrario. Le specie utilizzabili negli interventi di piantumazione sono quelle di seguito riportate, tratte dall elenco di Specie utilizzabili nella attività selvicolturali riportato nell Allegato C al regolamento regionale n 5/2007 Norme forestali regionali, ritenute idonee alle finalità paesaggistiche e
4 4 naturalistiche degli interventi in aggiunta a quelle sopra menzionate (gelso, cipresso): Nome italiano Nome scientifico habitus Acero campestre, Oppio Acer campestre l. albero Acero riccio Acer platanoides l. albero Acero di monte Acer pseudoplatanus l. albero Carpino bianco Carpinus betulus l. albero Bagolaro Celtis australis l. albero Frassino maggiore Fraxinus excelsior l. albero Orniello Fraxinus ornus l. albero Platano orientale Platanus orientalis l. albero Pioppo bianco, Gattice Populus alba l. albero Pioppo gatterino Populus canescens (Aiton) Sm. albero Pioppo nero Populus nigra l. albero Pioppo tremolo Populus tremula l. albero Rovere Quercus petraea (Mattuschka) Liebl. albero Roverella Quercus pubescens Willd. albero Farnia Quercus robur l. albero Salice bianco Salix alba l. albero Tiglio selvatico Tilia cordata Miller albero Olmo montano Ulmus glabra Hudson albero Olmo campestre Ulmus minor Miller albero Crespino Berberis vulgaris l. arbusto Corniolo Cornus mas l. arbusto Sanguinella Cornus sanguinea l. arbusto Biancospino selvatico Crataegus monogyna Jacq. arbusto Fusaggine, Berretta da prete Euonymus europaeus l. arbusto Frangola Frangula alnus Miller arbusto Prugnolo Prunus spinosa l. arbusto Ramno alpino Rhamnus alpinus l. arbusto Spinocervino Rhamnus catharticus l. arbusto Rosa agreste Rosa agrestis Savi arbusto Rosa arvense Rosa arvensis Hudson arbusto Rosa canina Rosa canina l. sensu Bouleng. arbusto Rosa gallica Rosa gallica l. arbusto Rosa alpina Rosa pendulina l. arbusto Rosa rossa Rosa rubiginosa l. arbusto Rosa di San Giovanni Rosa sempervirens l. arbusto Lantana Viburnum lantana l. arbusto Pallon di maggio Viburnum opulus l. arbusto 4. Le specie vietate negli interventi di piantumazione sono quelle contenute nell elenco delle Specie esotiche a carattere infestante (Allegato B al regolamento regionale n 5/2007 Norme forestali regionali ) di seguito riportato. Si tratta di specie esotiche a carattere infestante, dannose per la conservazione della biodiversità di cui all art. n 50, comma 5, della L.R. n 31/2008. Esse sono elencate nella seguente tabella: Nome italiano Nome scientifico habitus Acero bianco americano Acer negundo L. albero Ailanto o albero del paradiso Ailanthus glandulosa Desf. = Ailanthus altissima Mill. albero Albero delle farfalle o Buddleja Buddleja davidii Franchet arbusto Ciliegio tardivo o ciliegio nero americano Prunus serotina Ehrh albero Gelso da carta Brussonetia papyrifera L albero Indaco bastardo Amorpha fruticosa L. arbusto
5 5 5. La modalità di realizzazione attuative possono essere ricondotte alle seguenti tipologie: FILARI ARBOREI (FILARI SINGOLI): costituiti da una sola linea di alberi e/o arbusti, più o meno densa, associata al sistema viario, alla rete irrigua secondaria o a margine dei coltivi. Si tratta per lo più di formazioni ad alto fusto impiegate a bordo strada, collocate lungo gli assi viari principali e secondari, in cui gli individui si presentano ad intervalli spesso regolari di qualche metro. Modalità di intervento: gli interventi di recupero dei filari esistenti e la realizzazione di quelli nuovi dovrà prevedere l utilizzo dei cipressi nel caso si tratti dei filari storici posti nell area monumentale della Torre di San Martino, mentre per i filari realizzati nelle aree non soggette a vincolo paesaggistico sarà ammesso l impiego di specie autoctone o alloctone naturalizzate (pioppo nero e cipressino, platano, olmo, bagolaro, gelso). FORMAZIONI LINEARI PLURIFILARI (DUE O PIÙ FILARI): costituite da due o più linee di alberi e/o arbusti, di struttura verticale variabile da monoplana a stratificata e composizione monospecifica o plurispecifica. Si tratta di formazioni che generalmente hanno funzione produttiva, governate a ceduo, spesso associate al sistema idrico minore, dove svolgono anche un importante ruolo per il consolidamento delle sponde e la depurazione dagli inquinanti di origine agricola. Modalità di intervento: si dovrà prevedere l impianto di siepi basse, medie o alte o filari arboreoarbustivi più o meno continui, che massimizzino il pregio estetico in senso di varietà di colori, forme e struttura e che riducano la necessità di interventi di manutenzione e di pulizia. Gli interventi saranno orientati alla formazione di elementi lineari arboreo-arbustivi più o meno continui tra diversi appezzamenti o lungo le strade campestri o i corsi d acqua, adottando strutture più semplici (siepi basse: altezza di 3-5 m, costituite da soli arbusti soggetti o meno a potatura), Esempio di posizionamento di una siepe al bordo di una strada campestre (dal quaderno degli interventi tipo del P.T.C.P. di Milano) o più complesse (siepi medie: altezza tra i 5 e i 10 m, costituite da arbusti alternati a ceppaie ceduate o siepi alte, di altezza superiore ai 10 metri, costituite da un alternanza abbastanza regolare di arbusti, ceppaie ed alto fusto) con specie governate in modo differente. Schema riportato nelle Azioni di Piano per la Valorizzazione del patrimonio forestale Scheda P2 del PIF 2009 (tratto da Vita in campagna n 10 anno 1999).
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