Esempi di formazione specifica
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1 Lavori in presenza di traffico Esempi di formazione specifica Alberto Martina (S.A.T.A.P. S.p.A.) ROMA 1 dicembre Convegno FISE ACAP
2 Indice Caratteristiche della formazione Metodologie di formazione Fattori di successo per una buona formazione Case study: argomenti trattati in Satap
3 Caratteristiche della formazione Formare lavoratori adulti ha a che vedere con: «differenti motivazioni all apprendimento» - desiderio di migliorare nel quotidiano la propria attività lavorativa - sviluppo di competenze specifiche e che attribuiscono più valore alla propria posizione lavorativa - interesse nella materia trattata e nello sviluppo di pratiche riconosciute universalmente - apprendere il più possibile in un arco di tempo adeguato e che non crei conflitti di orario con le attività lavorative
4 Metodologie di formazione L Accordo Stato Regioni del 21/12/11 prevede che la metodologia d apprendimento privilegi un approccio interattivo che comporta la centralità del lavoratore nel percorso di apprendimento
5 Metodologie di formazione La formazione grazie anche ai mezzi tecnologici odierni può soddisfare la richiesta dell accordo Stato Regioni in vari modi Tecniche specifiche per l apprendimento attivo: - simulazione delle attività oggetto di formazione - ricerca di soluzioni su problemi specifici proposti dal docente - confronto a gruppi o a coppie su casi pratici
6 Metodologie di formazione Altre metodologie di formazione: - visione filmati e loro discussione - pre-valutazione su questionari compilati singolarmente e poi discussi in coppie o in gruppi - formazione a distanza (e-learning) per argomenti base
7 Fattori di successo per una buona formazione Perseguire le motivazioni dei discenti usando le tecniche di formazione attiva Ricorso a fotografie o filmati che rappresentano esattamente le condizioni di lavoro in cui operano i discenti Creazione di schede delle specifiche situazioni o rischi che siano aderenti alla realtà Adozione del Training on the job: formazione nel proprio posto di lavoro, per mezzo di affiancamento, assistenza e riflessione organizzata, con i propri strumenti di lavoro e su casi e problemi reali, pratici e quotidiani.
8 Case study: argomenti trattati in Satap Nel periodo aprile ottobre 2013 Satap ha organizzato e predisposto corsi di formazione specifica per tutti i lavoratori Le figure coinvolte sono state: Ausiliari della viabilità (UTS) 81 Impiegati esazione 287 Impiegati tecnici 37 Impiegati vdt 97 La formazione è stata effettuata in aula con l aiuto delle schede e dei video appositamente predisposti in sede di commissione FISE ACAP
9 Case study: argomenti trattati in Satap Nel periodo marzo - aprile 2014 Satap ha organizzato e predisposto i corsi di aggiornamento per i lavoratori che operano in presenza di traffico D.I. 4 marzo Le figure coinvolte sono state: Ausiliari della viabilità 84 Impiegati tecnici 29 La formazione è stata effettuata in aula con l ausilio degli strumenti predisposti in sede di commissione FISE ACAP
10 Rischi legati all ambiente di lavoro Nello specifico AUTOSTRADA CANTIERE
11 Rischi legati all ambiente di lavoro Nello specifico AUTOSTRADA CANTIERE AUTOSTRADA CANTIERE AZIONE PERICOLOSA 1: svolgimento attività senza utilizzo dei DPI AZIONE PERICOLOSA 2: sguardo non rivolto verso la corrente di traffico
12 Rischi legati all ambiente di lavoro Nello specifico AUTOSTRADA CANTIERE AUTOSTRADA CANTIERE PERICOLO 1: Investimento persone per ingresso in area cantiere di mezzi pesanti PERICOLO 2: Non visibilità dei mezzi per non utilizzo di segnali luminosi PERICOLO 3: Traffico veicolare molto vicino alle aree operative.
13 IL SOPRAGGIUNGERE DEI VEICOLI AUTOSTRADA CON 2 CORSIE + EMERGENZA poco traffico VELOCITA superiore ai 110 km/h molto traffico VELOCITA superiore ai 70 km/h AUTOSTRADA CON 3 CORSIE + EMERGENZA poco traffico VELOCITA superiore ai 120 km/h molto traffico VELOCITA superiore ai 90 km/h
14 I TEMPI DI REAZIONE VEICOLO CHE PROCEDE AD UNA VELOCITA DI 130 KM/H in questo caso un mezzo percorre circa 36 m/s e quindi per attraversare un infrastruttura a 2 corsie in sicurezza occorrono almeno 540 metri tra l operatore ed il mezzo sopraggiungente in un infrastruttura a 3 corsie, sempre stimando un margine di sicurezza di una volta e mezzo (tra lo spazio di percorrenza del mezzo e la tempistica di attraversamento della carreggiata) i metri necessari diventano circa 800
15 I TEMPI DI REAZIONE VEICOLO CHE PROCEDE AD UNA VELOCITA DI 110 KM/H in questo caso un mezzo percorre circa 30 m/s e quindi per attraversare un infrastruttura a 2 corsie in sicurezza occorrono almeno 450 metri tra l operatore ed il mezzo sopraggiungente in un infrastruttura a 3 corsie, sempre stimando un margine di sicurezza di una volta e mezzo (tra lo spazio di percorrenza del mezzo e la tempistica di attraversamento della carreggiata) i metri necessari diventano circa 650
16 I TEMPI DI REAZIONE VEICOLO CHE PROCEDE AD UNA VELOCITA DI 70 KM/H in questo caso un mezzo percorre circa 19 m/s e quindi per attraversare un infrastruttura a 2 corsie in sicurezza occorrono circa 250 metri tra l operatore ed il mezzo sopraggiungente in un infrastruttura a 3 corsie, sempre stimando un margine di sicurezza di una volta e mezzo (tra lo spazio di percorrenza del mezzo e la tempistica di attraversamento della carreggiata) i metri necessari diventano circa 450
17 Rischi legati all ambiente di lavoro Traffico veicolare
18 Rischi legati all ambiente di lavoro Traffico veicolare TRAFFICO VEICOLARE PERICOLO 1: materiale esplosivo (bombole): verificare il loro ancoraggio PERICOLO 2: traffico veicolare pesante con pericolo esposizione al rumore e spazi ristretti di protezione PERICOLO 3: mezzo pesante fermo in piazzola con portiera spalancata
19 Rischi legati all ambiente di lavoro Traffico veicolare TRAFFICO VEICOLARE ZONA PERICOLOSA 1: operatore sul cassone del mezzo in movimento ZONA PERICOLOSA 2: assenza segnalazione luminosa ZONA PERICOLOSA 3: sguardo non rivolto verso la corrente di traffico (di spalle al traffico)
20 Macchine e attrezzature Ripristino sicurvia
21 Macchine e attrezzature Ripristino sicurvia RIPRISTINO SICURVIA PERICOLO 1: caduta oggetti metallici taglienti posizionati sul montante orizzontale PERICOLO 2: trauma alla testa per parti metalliche con bordi taglienti PERICOLO 3: inciampo per cavo alimentazione in area di manovra PERICOLO 4: carico sospeso a gru in vicinanza della testa dell operatore
22 Macchine e attrezzature Ripristino sicurvia RIPRISTINO SICURVIA ZONA PERICOLOSA 1: attività in posizione incongrua con flessione e torsione del tronco in applicazione forza ZONA PERICOLOSA 2: non utilizzo mezzo di protezione individuale per il capo ZONA PERICOLOSA 3: leva sull arto inferiore sinistro, ma appoggio del piede sinistro non sul piano di lavoro ma sul collo del piede destro
23 Movimentazioni materiali Autostrada operai
24 Movimentazioni materiali Autostrada operai MOVIMENTAZIONE MATERIALI PERICOLO 1: oggetto metallico pesante e tagliente posizionato su montante orizzontale con pericolo di caduta PERICOLO 2: bordo tagliente del montante e del pezzo movimentato AZIONE PERICOLOSA 1: non utilizzo dei DPI
25 INCIDENTALITA NEI CANTIERI STRADALI CAUSE RICORRENTI DEGLI INCIDENTI TAMPONAMENTO URTI CONTRO SEGNALETICA DI CANTIERE SBANDAMENTO INOSSERVANZA O MANCATA COMPRENSIONE SEGNALETICA COMPORTAMENTO UTENZA NON ADEGUATO SEGNALETICA IGNORATA O MAL COMPRESA DISATTENZIONE (TELEFONI, ECC.) CIRCA IL 14% DEGLI INFORTUNI OCCORSI NEI CANTIERI STRADALI HANNO ORIGINE DALL INTERFERENZA TRA IL TRAFFICO E LE ATTIVITA LAVORATIVE IN PRIMIS NEI LAVORI DI FRESATURA E RICOSTRUZIONE DELLA PAVIMENTAZIONE
26 Decreto Interministeriale 4 Marzo 2013 LE FASI DI INSTALLAZIONE, DI DISINSTALLAZIONE E DI MANTENIMENTO IN EFFICIENZA DELLA SEGNALETICA DI CANTIERE, UNITAMENTE AGLI INTERVENTI ESEGUITI IN EMERGENZA, COSTITUISCONO ATTIVITÀ LAVORATIVE COMPORTANTI UN ELEVATO RISCHIO DERIVANTE DALL INTERFERENZA CON IL TRAFFICO VEICOLARE. IL DECRETO INTERMINISTERIALE DEL 4 MARZO 2013, IN OTTEMPERANZA AL DISPOSTO DELL ART BIS DEL D.LGS 9 APRILE 2008, FISSA I CRITERI MINIMI DI SICUREZZA DA ADOTTARSI IN TUTTE LE ATTIVITÀ IN PRESENZA DI TRAFFICO VEICOLARE.
27 Decreto Interministeriale 4 Marzo 2013 PER OGNI TIPO DI AZIONE, DURANTE LA FASE DI INTERVENTO SU STRADA, IL DECRETO FORNISCE INDICAZIONI COMPORTAMENTALI ADEGUATE. NELLO SPECIFICO, I RIFERIMENTI PRINCIPALI SONO RIVOLTI A: o presegnalazione di inizio intervento; o spostamento a piedi; o attraversamento a piedi della strada; o fermata del veicolo; o discesa del veicolo; o manovre di entrata e uscita dai cantieri.
28 Decreto Interministeriale 4 Marzo 2013 SBANDIERAMENTO Lo sbandieramento per la segnalazione di rallentamento è effettuato facendo oscillare lentamente la bandiera.nella scelta del punto di inizio dell'attività di sbandieramento sono privilegiati i tratti in rettilineo. Per la regolamentazione del traffico, possono essere utilizzati sistemi semaforici temporizzati o movieri. PRESEGNALAZIONE DI INIZIO INTERVENTO L inizio dell intervento deve essere sempre opportunamente presegnalato. I sistemi adottati devono garantire l efficacia della presegnalazione.
29 Decreto Interministeriale 4 Marzo 2013 Allegato I SPOSTAMENTO A PIEDI La presenza degli operatori in transito pedonale viene opportunamente presegnalata. Lo spostamento a piedi su strade e autostrade aperte al traffico veicolare è consentito esclusivamente per effettive esigenze operative di intervento. Senza un adeguata e preventiva attività di presegnalazione all utenza, commisurata alla tipologia di strada o autostrada, non sono consentiti spostamenti di personale a piedi.
30 RAMMENTIAMO CHE OGNI CANTIERE DEVE INNZANZITUTTO SALVAGUARDARE CHI VI OPERA E DEVE CREARE CONDIZIONI DI SICUREZZA ANCHE PER CHI VI TRANSITA
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