Protocollo d intesa. Tra
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- Gilda Corradi
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1 Protocollo d intesa Tra IL MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA (di seguito denominato MIUR) E IL VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER LO SVILUPPO (di seguito denominata VIS) VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59, e in particolare l art.21che consente alla scuola dell'autonomia di interagire da protagonista con le autonomie locali, gli enti pubblici e le associazioni del territorio nonché di perseguire, tramite l autonomia, la massima flessibilità; VISTO il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche; VISTA la legge delega 28 marzo 2003, n.53 per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale; PREMESSO che è stato stipulato un Protocollo di intesa tra il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (già Ministero della Pubblica Istruzione) e il VIS in data 19 giugno 2000; PREMESSO che il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca: è impegnato in un ampio e complessivo progetto di riforme che ha come finalità l affermazione del ruolo di centralità dell istruzione e della formazione nei processi di crescita delle nuove generazioni, la realizzazione di un offerta formativa di alto e qualificato profilo, al passo con le esigenze dei tempi e in grado di rispondere alle differenziate richieste formative delle famiglie e degli studenti e di essere competitiva e in linea con un contesto comunitario; nell ambito di tale quadro di riforme promuove, incentiva e sostiene progetti mirati che concorrono al raggiungimento degli obiettivi fissati dalle nuove norme sull istruzione e in particolare dalla legge 28 marzo 2003, n. 53; ritiene che tutto ciò che si svolge nell ambito dell istruzione scolastica sulla base di progetti educativi, curricolari o extracurricolari deve considerarsi attività scolastica; 1
2 sostiene la necessità che i molteplici progetti educativi svolti in ambito scolastico, si connettano con esperienze educative non formali ed informali proposte e sviluppate da altri settori e agenzie del territorio, secondo modelli educativi coerenti con la vocazione istituzionale della scuola; si propone di collaborare con le agenzie formative più efficaci per la destinazione delle competenze acquisibili nei diversi ambiti, al fine di attuare percorsi formativi che contribuiscano all acquisizione delle suddette competenze nell ambito dell educazione allo sviluppo, alla solidarietà, alla democrazia, alla pace e ai diritti umani; considera l educazione allo sviluppo, alla solidarietà, alla democrazia, alla pace e ai diritti umani un aspetto dell educazione generale, in stretta correlazione con tutte le discipline; PREMESSO che il VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo: è una Organizzazione Non Governativa (ONG), senza scopo di lucro, promossa dal Centro Nazionale Opere Salesiane, costituitosi legalmente nel 1986, riconosciuto idoneo dal Ministero degli Affari Esteri per realizzare progetti di sviluppo umano nei Paesi Poveri e per la realizzazione di attività di educazione allo sviluppo in Italia ; è presente sul territorio nazionale con otto comitati (Ancona, Torino, Milano, Genova, Napoli, Roma, Cagliari, Catania, Venezia, Verona) e che il settore in cui opera è quello dell alfabetizzazione, dell educazione primaria, della formazione professionale e artigianale dei minori che rappresentano la fascia più debole della popolazione nei Paesi in via di sviluppo; in Italia è impegnato in attività di informazione e formazione per sensibilizzare l opinione pubblica sui temi dell immigrazione, dell intercultura, dell accoglienza dello straniero nelle strutture scolastiche, dello sfruttamento minorile, della solidarietà internazionale, della cooperazione, ecc.. 2
3 si conviene e si stipula quanto segue: Art. 1 Il MIUR e il VIS, nell ambito dello scenario aperto dalla riforma del sistema scolastico, s impegnano, di comune intesa ed in stretta connessione con le istituzioni scolastiche: o ad attivare modalità di collaborazione e di consultazione permanente, al fine di offrire, in ambito nazionale, alle autonomie scolastiche, percorsi formativi sui temi dell immigrazione, dell intercultura, dell accoglienza dello straniero nelle strutture scolastiche, dello sfruttamento minorile, della solidarietà internazionale, della cooperazione, per favorire esperienze di collaborazione, solidarietà e partecipazione democratica; o a fornire sia agli studenti che ai docenti strumenti didattici trasversali reperibili sul sito che attualmente è visitato da circa utenti al mese e che consistono in ipertesti, dossier, schede e proposte di discussione; o a fornire alle istituzioni scolastiche riviste, videocassette ed altra documentazione sulle tematiche citate; o a promuovere gemellaggi e incontri virtuali tra le scuole italiane e quelle dei paesi del sud del mondo, attraverso i quali gli studenti possono partecipare concretamente alla vita di classe di altri studenti condividendo esperienze e problematiche scolastiche e personali; o realizzare ricerche utili agli operatori scolastici per favorire l integrazione scolastica dei bambini stranieri. A tal fine le Parti firmatarie il presente Protocollo attiveranno iniziative tese a raggiungere obiettivi primari quali: l applicazione pratica dei principi di solidarietà e cooperazione nell attività didattica e nella vita scolastica, attraverso esperienze gestite con la modalità del lavoro di gruppo e della collaborazione reciproca; lo sviluppo nel mondo della scuola di temi relativi all immigrazione, all intercultura, all accoglienza dello straniero nelle strutture scolastiche, allo sfruttamento minorile, alla solidarietà internazionale di 3
4 bene comune, mediante iniziative di sensibilizzazione alla cultura della legalità, dell etica e della solidarietà; predisposizione di un bando di concorso, riservato agli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, sui temi relativi all immigrazione, all intercultura, all accoglienza dello straniero nelle strutture scolastiche, allo sfruttamento minorile, alla solidarietà internazionale. Le parti convengono, altresì, che eventuali ulteriori temi connessi a promuovere gemellaggi e incontri virtuali tra le scuole italiane e quelle dei paesi del sud del mondo, previa apposita intesa con il Ministero degli Affari Esteri, potranno essere individuati nel corso del periodo di vigenza del presente protocollo, senza che ciò comporti la necessità di modificarlo. Art. 2 Nella predisposizione e nella realizzazione dei comuni programmi e degli interventi relativi a quanto stabilito all art.1 saranno coinvolti gli Uffici Scolastici Regionali che contribuiranno ad offrire i supporti tecnici e logistici al progetto. Art. 3 Tutti i materiali didattici prodotti in attuazione della presente Intesa saranno di proprietà del Ministero, che potrà diffonderli attraverso il sistema di documentazione educativa curato dall INDIRE, gli Uffici scolastici territoriali e le Reti di scuole Art. 4 Le parti, consapevoli che le nuove tecnologie educative e a distanza rappresentano un importante strumento dell innovazione didattica per il miglioramento dei processi di apprendimento, si impegnano a promuovere lo sviluppo di iniziative che utilizzino tali tecnologie. Art. 5 Per la realizzazione delle finalità e degli obiettivi indicati nel Protocollo e per consentire la pianificazione strategica degli interventi, entro 30 giorni dalla sottoscrizione, sarà costituito dalle parti un Comitato Tecnico - Scientifico del quale faranno parte le rappresentanze istituzionali delle parti contraenti e le componenti tecniche utili per l attuazione delle iniziative conseguenti all Intesa. Il Comitato sarà presieduto da un rappresentante del Ministero. La prima riunione avverrà nei 30 4
5 giorni successivi alla sua formale istituzione in Roma, presso la sede del Ministero, dove verranno tenute anche le successive riunioni, a spese delle singole componenti. Art. 6 I profili organizzativi e di gestione afferenti all attuazione del Protocollo d Intesa saranno curati dalla Direzione Generale degli Ordinamenti che, assicurerà, altresì, il necessario coordinamento con gli altri Uffici centrali interessati. Art. 7 Il presente Protocollo d Intesa entrerà in vigore alla data della stipula, avrà durata triennale e sarà rinnovato per un uguale periodo, salvo diverso avviso da una delle Parti, espresso almeno tre mesi prima della scadenza dei termini dell Intesa. La presente intesa ha la validità di tre anni a decorrere dalla data di stipula. Roma, 10 settembre 2004 Il Capo Dipartimento Pasquale Capo Il Presidente del Volontariato Internazionale per lo Sviluppo Antonio Raimondi 5
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