ANTONIO TABUCCHI L ANGELO NERO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ANTONIO TABUCCHI L ANGELO NERO"

Transcript

1 ANTONIO TABUCCHI L ANGELO NERO

2 Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano Prima edizionene "I Narratori" marzo 1991 Prima edizione nell'"universale Economica" maggio 1993 ISBN NOTE DI COPERTINA L oscura minaccia del male, presenze allarmanti, spettri nefasti, fantasmi pubblici e privati. Un libro gotico e lunare di aspra e misteriosa bellezza. Antonio Tabucchi ha pubblicato: Piazza d Italia (Milano 1975), Il piccolo naviglio (Milano 1978), Il gioco del rovescio (Milano 1981), Donna di Porto Pim (Palermo 1983), Notturno indiano (Palermo 1984), I volatili del Beato Angelico (Palermo 1987), Sogni di sogni (Palermo 1992) e con questa casa editrice Piccoli equivoci senza importanza (1985), Il filo dell orizzonte (1986), I dialoghi mancati (1988), la nuova edizione di II gioco del rovescio (1989), Un baule pieno di gente (1990), L angelo nero (1991), Requiem (1992). Ha curato l edizione italiana dell opera di Fernando Pessoa sul quale ha anche scritto numerosi saggi critici, e ha tradotto le poesie di Carlo Drummond de Andrade (Sentimento del mondo, Torino 1987). Nel 1987 gli è stato attribuito in Francia il Premio Médicis Étranger. Indice Nota Voci portate da qualcosa, impossibile dire cosa Notte, mare o distanza Staccia buratta Il battere d ali di una farfalla a New York può provocare un tifone a Pechino? La trota che guizza fra le pietre mi ricorda la tua vita Capodanno

3 Engel und Puppe: dann ist endlich Schauspiel. (Angelo e marionetta: allora sì che c è spettacolo.) Rainer Maria Rilke, Duineser Elegien, IV, 57. Nota Questi racconti, che mi hanno accompagnato durante un certo periodo della mia vita, avrei voluto a mia volta accompagnarli con una nota, che fosse un viatico o un commiato. Ora, che la pagina mi chiama alla prova, non ci riesco. Forse la mia è una semplice stanchezza. Stanchezza di loro, stanchezza di me stesso, stanchezza di una convivenza che non è stata delle più serene. Gli angeli sono esseri impegnativi, specie quelli della razza di cui si tratta in questo libro. Non hanno soffici piume, hanno un pelame raso, che punge. Basta. Che se ne vadano così, come sono venuti. Niente li giustifichi, niente li protegga, tantomeno una nota a margine tessuta di parole di circostanza. Appena di un angelo vorrei parlare. È quello che si riverbera nell ultimo di questi racconti nel quale, in un immaginaria maremma toscana, rivivono le sembianze del Capitano Nemo di Verne. Questa storia apparteneva a un romanzo che scrissi molti anni or sono e che poi buttai via. All improvviso le prime due pagine di quel romanzo sono sbucate da un cassetto, sotto la forma di una rivista che apparteneva alla mia età giovanile e che rimpiango. Quelle pagine hanno agito. E hanno chiesto uno svolgi mento della storia, non come l avevo scritta anni fa, ma come la penso ora. Quello che è stato torna, bussa alla nostra porta, petulante, questuante, insinuante. Spesso reca un sorriso sulle labbra, ma non bisogna fidarsi, è un sorriso ingannatore. E intanto noi viviamo, o scriviamo, il che è lo stesso in questa illusione che ci conduce. Il titolo di questo libro appartiene a Eugenio Montale, che prima di me si è imbattuto in un angelo con le ali nere. È un titolo che vuole essere un omaggio, ma è prima di tutto un affettuoso ricordo. A.T. Voci portate da qualcosa, impossibile dire cosa A volte può prendere il via con un gioco, un piccolo gioco segreto e quasi infantile che solo tu conosci e che per pudore non diresti mai a nessuno, cose così non si fanno, ma è un gioco, diciamo uno scherzo con se stessi, o con gli altri, gli occasionali passanti, occasionali avventori, sono loro gli ignari compagni del tuo gioco, anche se non lo sanno. Perché parlano. È un gioco facile, non costa niente, non ci sono regole se non con se stessi, il che lo rende attraente e libero, e basta andarsene in giro, per esempio la domenica, la domenica è un giorno ideale con tutte le coppie

4 che circolano annoiate nei caffè, i gruppetti dei vecchi amici che si raccontano storie, i solitari che attaccano bottone col cameriere, certe vecchiette che si lamentano e dicono che ai loro tempi era tutto diverso e ora il mondo sembra impazzito, ecco, così, basta una frase e tu decidi che è quella, la estrai dal discorso come un chirurgo che con le pinze prende un brandello di tessuto e lo isola, per esempio: il mio defunto marito, quando festeggiammo le nozze d argento, basta, è una frase ottima per cominciare, oggi è una domenica di primavera inoltrata, uno stormo di piccioni volteggia sul tetto del duomo e fa una virata disegnando una macchia chiara, troppi piccioni in questa piazza, sporcano, ma fa piacere vederli, l importante è non guardare la portatrice della frase, è una regola che a volte ti piace osservare, dunque guardi i piccioni così tieni gli occhi in alto, chissà com è la vecchia signora, comunque puoi immaginarla, sta parlando col giornalaio, hai sentito che chiedeva il radiocorriere, che bella frase per cominciare il tuo gioco, la tagli con le tue forbici mentali alla parola d argento, fra l altro è una parola che si sposa perfettamente con la macchia chiara che i piccioni disegnano nel cielo, cominci ad attraversare la piazza, questi lavori di consolidamento non finiscono più, ripeti la frase dentro di te un paio di volte, la assapori, una buona apertura, come delle buone carte in un poker, chissà cosa costruirai stasera, la sera è bello scrivere un pezzo assurdo ma logico che le voci degli altri ti hanno regalato, qualcosa che ti racconterà una storia del tutto diversa dalle storie che hanno raccontato tutti quelli ai quali hai rubato questa storia e che invece appartiene solo a te, perché loro di una storia così non saprebbero che farsene, neppure la riconoscerebbero, ognuno ha fornito un piccolo tassello, una pietruzza che tu hai raccolto, scelto, sistemato al posto che le competeva, quello e solo quello, per formare il mosaico che stasera guarderai con occhi avidi, stupito di vedere come le cose si svolgono, come una parola si incastra nell altra, un fatto nell altro, un particolare nell altro fino a creare una faccenda che non esisteva e che ora esiste: la tua storia. Potrebbe essere un idea sedersi a un caffè di piazza Dante, c è una pasticceria con una spianata di tavolini all aperto, davanti a una botteguccia che si chiama La Rapida e dove si riparano borse e scarpe, a quest ora ci sono sempre clienti che prendono il gelato e il caffè, oggi con questa bella giornata saranno venuti fuori anche i vecchietti che abitano le casupole della piazza, sono vecchietti sempre col cappello, sputano spesso, giocano a carte, ogni tanto borbottano frasi quasi incomprensibili e parlano con gli altri come se parlassero fra sé e sé, è il loro modo di comunicare chissà cosa a chissà chi, loro sono l ideale per continuare una frase come quella che hai appena raccolto, vediamo cosa puoi mettere assieme. Ti incammini giù per via Santa Maria, ci sono i primi stormi di turisti in giro con la macchina fotografica al collo, alcuni scattano fotografie, da qui la torre offre una prospettiva strana, se ne vede un pezzo storto che pare stia per ruzzolare sui tetti, fa una certa impressione, una volta al posto di questo snack-bar c era un collegio di suore, ti viene sempre in mente quando ci passi davanti, ci andavi ad aspettare una ragazza che si chiamava Cristina, un infinità di tempo fa, non hai neppure voglia di fare il conto, eri un altra persona, che strano, ma la memoria è restata in questa tua persona di ora. Si fece credere morto per sfuggire alla vergogna del fallimento. Questa è regalata, senza neppure che

5 tu la isoli da altre frasi, perché il chiacchiericcio delle due signore che ti sono passate accanto si è già fatto indistinto in due metri, ti volti a guardarle rompendo le regole, vedi solo che una delle due ha sul viso l espressione di un estrema meraviglia, come se non credesse alle sue orecchie, e l altra fa un cenno con la testa come per dire: è proprio così, mia cara, credi a me; sono due signore eleganti che probabilmente si recano a messa in Duomo, la messa è più tardi, ma loro passeranno il pomeriggio a guardare la gente, a chiacchierare, a raccontarsi le loro confidenze, chissà di chi parlavano, chi sarà mai stato colui che per sfuggire a tanta vergogna si dette per morto, comunque ti è indifferente, l importante è che il principio della storia comincia ad avere un seguito che promette proprio bene: il mio defunto marito, quando festeggiammo le nozze d argento, si fece credere morto per sfuggire alla vergogna del fallimento. C è perfino una rima, ma non guasta. Per ora puoi mettere un punto e aspettare quello che ti porta il destino. Peccato che il tempo all improvviso stia cambiando. Si è alzato un vento forte, a folate, fresco e salmastro, viene dal mare, la luce si è fatta livida, come per un temporale imminente, e un muro di nuvole d inchiostro si è alzato verso il mezzogiorno, facendo risaltare il marmo dei ponti e della chiesa della Spina che ora pare un fragile vascello dipinto su un fondale corrusco. C è elettricità nell aria, lo senti, basta avere un po di sensibilità per queste cose, lo avverti nel volo inquieto dei piccioni, nella fretta artificiale della gente, nel nervosismo dei gatti della piazza: ma il temporale non è così imminente, tu lo sai bene, conosci perfettamente questo luogo e il suo clima, quando dal mare arriva un temporale primaverile ci vogliono almeno due ore perché maturi sulla città, prima ci saranno dei lampi all orizzonte, con un brontolio di tuoni come cannoni in lontananza; poi le nuvole arriveranno compatte, come un blocco senza fessure, di piombo; allora la città si oscura, cade la notte anche in pieno giorno, e solo a quel punto si scatena il temporale, con un vento devastante e una pioggia che arriva obliqua, a raffiche, implacabile. Al caffè Dante stanno prudentemente ritirando i tavolini e li dispongono all interno, uno sull altro, sopra le cassette dei liquori dell angolo, in modo che non disturbino i clienti. Ordini un caffè, ti trattieni un poco ad ascoltare i commenti del proprietario e di un suo amico sulle notizie che la radio sta trasmettendo sulle partite in corso. La Juventus sta perdendo e nessuno se lo aspettava, con quella squadretta di provincia; è per via del terreno da gioco, argomenta il proprietario del caffè, è ridotto a un pantano; ma sarà un pantano anche per gli altri, obietta giustamente l amico; sì, dice il proprietario, solo che i campioni sono svantaggiati sui terreni fangosi, sai come sono delicati i campioni, giocano sulle punte, sono come le ballerine della Scala, non puoi far ballare una ballerina della Scala su un marciapiede. L amico annuisce poco convinto, dice: bah, che tempo strano, oggi pare una giornata stregata; va a guardare dalla porta a vetri e scuote il capo, sarà perché quest anno è bisestile, dice poi concludendo, pare che i bisestili siano sempre così. Ti porti la tua tazzina di caffè nella saletta attigua, dove i clienti affezionati giocano a carte. Sono sempre gli stessi, li conosci da anni, anche loro ti conoscono, sanno che vai lì per vederli giocare, o almeno così pensano, e tollerano la tua presenza, perché è noto che i giocatori detestano avere curiosi intorno. Ma fra te e

6 loro c è quasi una complicità di vecchi amici, anche se non siete amici, appena conoscenti di caffè, non sanno neppure il tuo nome, ma non importa, è sufficiente per salutarsi con cordialità: buona sera, come va il gioco, vecchi viziati incalliti? Qualcuno sorride, uno scuote la testa, un altro fa un gesto di finta protesta con una mano; così ti guardi intorno sorseggiando il tuo caffè, indeciso sul tavolo da scegliere. A quello di fondo c è un poker drammatico, meglio di no; a quello vicino alla porta c è uno scopone abbastanza animato; al tavolino dei raffinati una briscola a cinque, è un gioco strano la briscola a cinque, partecipa del caso e dell astuzia, è un po come il tuo gioco con le parole, bisogna scegliere fra le carte che il caso ti attribuisce e grazie a quelle indovinare il tuo complice, perché hai un complice e bisogna indovinarlo fra quattro possibili complici, bisogna affidarsi alla sorte e all intuito, va bene la briscola a cinque, avvicini una sedia e ti metti a guardare in silenzio, con gli occhi attenti alle carte e l udito attento alle frasi che aleggiano nella sala, frasi sibilline, da giocatori: qualche imprecazione, parole che valgono un istante e poi si perdono cacciate da altre parole. Non sono mai riuscito a dirtelo prima, ma ora è necessario che tu sappia. La frase è arrivata improvvisamente dentro le tue orecchie con lo stupore di una ferita che duole all improvviso, un ago o un trapano, poi la senti scoppiare dentro la testa ed echeggiare pausatamente prima che si spenga: è necessario che tu sappia. Sei balzato in piedi, guardando la porta con aria braccata, anche i giocatori ti guardano, devi avere un colore terreo e lo spavento negli occhi, ti siedi cercando di darti un contegno, ecco, nessuno fa più caso a te, gli sarà sembrato un gesto di noia, una tua bizzarria; guardi tutti i giocatori, uno per uno, pensi da chi è uscita quella voce, se mai è uscita da una delle persone che si trovano lì, e ripensi alla voce, che ti risuona ancora nelle orecchie, è inconfondibile quella voce, nasale, un po strascicata, con qualcosa di ironico nel timbro, è una voce che hai conosciuto troppo bene; e allora, piano piano, come fra te e te, dici: Tadeus, sei qui, ti ho sentito, dimmi dove ti nascondi. Guardi di nuovo i giocatori, quel vecchietto col basco e l aria smunta, sarà lui, pensi, è attraverso di lui che Tadeus mi ha parlato? E poi gli altri: un corpulento cinquantenne con l aria pacifica, due giovanotti con la brillantina, i quattro maturi signori che giocano a poker; no, pensi, non è nessuno di loro, Tadeus è qui, certo, è qui che vaga, ma dove? Ti metti a guardare la stanza oggetto per oggetto, che assurdo, come se dentro ogni oggetto potesse nascondersi la presenza di Tadeus e la sua voce: il calendario sulla parete, con una riproduzione di Fattori, l oleografia accanto allo specchio, dove si vede un cacciatore che abbatte una folaga, il lampadario di finto cristallo con i paralumi fatti a campana, e ripeti: Tadeus, ti prego, ti ho sentito; che cosa vuoi dirmi, da dove mi parli, non è possibile, tu non ci sei più, non puoi esserci con la voce. Ma intanto la tua mente ripete: da dove mi parli, Tadeus, che cosa vuoi dirmi? E, che strano, ti rendi conto perfettamente che la voce non è più lì, che attraverso gli esseri di quella stanza non ti parlerà più, che devi cercarla, inseguirla nel caso, fuori; allora ti alzi, fai un distratto saluto con la mano, ora hai la mente sgombra, hai buttato via le frasi raccolte durante la giornata, dentro di te resta soltanto, nitida e forte, una voce che dice: non sono mai riuscito a dirtelo prima, ma ora è necessario che tu sappia.

7 Che cosa non sei mai riuscito a dirmi prima? Così ripeti dentro di te mentre esci dal caffè incerto sulla direzione da prendere, che cosa non sei riuscito a dirmi prima? E ora sei tu che parli a voce alta, perché due passanti si sono girati a guardarti, ora sei tu che fornisci agli altri delle frasi fatte. Ci vuole calma, lo senti, hai bisogno di sederti e riflettere, scegli una panchina del giardinetto, il cielo va sempre più incupendo, ti metti a pensare a quegli anni, a tutto, è impossibile pensare a tutto assieme, bisogna prendere le cose per ordine, ma le cose hanno un ordine? E a quale ordine si riferisce una frase come questa: a quale tempo, a quale momento, a quale circostanza? A tutto, può riferirsi a tutto, dunque è inutile pensare le cose per ordine, lasciale pure venire così come vengono. E pensi: si riferisce al romanzo, quel romanzo fece una brutta fine. Fu solo colpa tua oppure qualcosa fece in modo che quel romanzo facesse una brutta fine? Forse qualcosa fece in modo, ma cosa? Ora ci vuole troppo a pensarci, bisognerebbe mettersi lì a ricostruire tutto con minuzia, quei momenti, quell estate infausta, le burrasche del settembre, le serate di solitudine, la villa, Isabel che voleva sempre qualcuno a cena, aveva paura, forse, quelle serate le facevano paura, e il romanzo fece una brutta fine. Ma no, il romanzo non c entra, se ne andò semplicemente al suo destino, perché così era giusto che fosse. Ma era giusto buttare via una creatura a quel modo? Non era giusto, lo sai, fu solo un capro espiatorio, una strana vendetta. Risenti il vento notturno, quando si scatenava la burrasca e le vecchie finestre cigolavano; Isabel non si accorse mai di niente, niente che concernesse il romanzo, non ci fece mai caso, badava solo ad avere compagnia, non voleva restare sola con te in quella casa paurosa sulla scogliera. E allora, con un passaggio incongruo ma che per te è molto logico, dici: Isabel era infelice, la sua paura era principalmente questo. Lo stai dicendo al granduca bianco che si erge sulla piazza con le case di un rosso pompeiano, è la piazza che ami di più in tutta la città, di una geometria insolita, tagliata a trapezio da un palazzo con le inferriate panciute; il cielo è livido, il granduca guarda verso il mare, come se anche lui temesse la burrasca e la spiasse arrivare; era solo infelice, mi sbagliavo credendo che avesse paura, o meglio, anche questo è un modo di avere paura, perché l infelicità è una forma di paura. Ti vai a sedere sullo zoccolo di pietra, con l assurda speranza che quella statua dalle fattezze realistiche possa portarti una voce che ora ti sta sfuggendo; ma poi perché no, è un cavaliere con un lungo mantello e il volto nobile e triste; deve avere conosciuto il gusto del potere e l amarezza del tradimento, anche lui forse potrebbe portarti la voce; e così ti siedi, accendi una sigaretta, guardi il cavaliere di sotto in su, il suo cavallo sembra brancolare fra le nuvole, è un destriero che nelle grandi occhiaie vuote porta lo stesso stupore e la stessa tristezza del suo cavaliere, dici: Tadeus, ti prego, che cosa devi dirmi? E intanto ripensi a quell estate, che avevi così accuratamente dimenticato riponendola in una cantina sulla quale avevi posato un pesante coperchio. E ora quel coperchio, come per magia, si è mosso, è slittato aprendo una fessura; respiri a pieni polmoni perché ti arriva anche un profumo di lavanda, il terreno della villa era pieno di lavanda, la mattina quando scendevi sulla scogliera l aria sapeva di salmastro e di piante; poi ti giri indietro perché dalla casa è venuto un urlo, no, non è un urlo, è come un grido soffocato, un singhiozzo che il vento ti porta, sei indeciso se tornare indietro, ma non vuoi sapere,

8 non è successo niente, è una cosa così, che ogni tanto succede, un singhiozzo, e allora ripeti: l infelicità è una forma di paura, Tadeus, l ho sempre saputo e non ho mai voluto pensarci, è questo che vuoi ricordarmi, vuoi parlarmi di Isabel, è per questo che mi chiami. Ma il granduca guarda verso il mare coi suoi occhi vuoti, ora le nuvole che si sono messe a galoppare fanno galoppare anche il suo destriero, come se volassero via insieme verso il loro passato, anche loro all incontrano; e così ti alzi e percorri la piazza che hai percorso tante volte in vita tua, ti ricordi ancora quel vecchio cinema che poi andò bruciato, ti ci portavano da bambino a vedere Charlot, imbocchi il lungarno e ti appoggi al parapetto, verso la foce si è aperta una lama di luce violacea, sinistra, c è più gente qui, ma sono passanti frettolosi, non parlano, pensi rapidamente a dove andare, lui vuole parlarti, la sua voce ha bisogno di una voce, o meglio, sei tu che vuoi che lui ora ti parli, devi parlare, Tadeus, non si può dire una cosa così e poi lasciarla a metà; dove sei, la città è grande, sei qui o mi aspetti da qualche parte?, se sei qui seguimi, ti prego, andiamo a cercare un luogo con gente che parla, dimmi ancora qualcosa, ho bisogno che tu mi parli ancora, non puoi smettere a questo punto. Ma di che cosa aveva paura? O di chi? Ormai non posso fare a meno di formulare questo pensiero, tu mi capisci Tadeus, sei tu che mi ci hai fatto pensare, guarda, io non avrei voluto, te lo giuro, per anni non ho voluto pensarci, ma tu ora mi ci hai costretto, perché non si può avere paura solo di un luogo, di una casa, si ha paura di qualcuno o di qualcosa, te lo dico perché quel giorno io mi sono allontanato, sono rimasto sulla scogliera tutta la giornata, l ho fatto per non sapere, non avrei altre spiegazioni, altrimenti perché sono rimasto sulla scogliera per tutto il giorno?, ho sentito il grido soffocato e mi sono girato a guardare, davanti alla villa c era una macchina, non era la tua macchina, era una macchina sconosciuta, io avrei dovuto andare a vedere, ma anche Isabel non voleva che io sapessi, e così ho lasciato passare il tempo guardando il mare, con un senso di perdita e di inutilità, aspettando che tutto si consumasse, ma tutto cosa, Tadeus, tu lo sai e ormai devi dirmelo. Devi dirmelo perché altrimenti Altrimenti che cosa? Ha forse un senso la tua minaccia? Nel tuo intimo sai bene che non ha nessun senso, perché potresti anche ingiuriarlo, maledirlo: ma, là dove si trova, lui sta ridendo delle tue maledizioni. Si trova già in un luogo di maledetti, lo hai sempre saputo, e ora sta ridendo di te che vorresti augurargli l inferno; lui è a suo perfetto agio in un luogo che si è andato preparando per tutta la sua vita, una vita fatta di negazione e di sperpero, impiegata a pensare male di se stesso e degli altri, tutta dedicata a tentare e a tentarsi. E sai anche che ora ti sta tentando. Il suo invito, subdolo e maligno, è a suo modo una sfida, una tentazione, e dici: Tadeus, quel giorno eri tu con un altra automobile, fosti tu a convincere Isabel a fare quella cosa, ti incaricasti tu di tutto, tramasti tutto, organizzasti tutto, fosti tu a preparare la sua perdizione. E come la preparò? A questo ora stai pensando mentre percorri il lungarno verso la Cittadella, in questa parte della città dove i palazzi si diradano verso le vecchie mura merlate ricoperte di ciuffi d edera, il vento ora si è fatto impetuoso, soffia a folate e fa mulinellare nell aria foglie e vecchi giornali, come preparò quella perdizione, come raggirò la sua vittima? E lo rivedi, con quel suo sorriso ironico e la battuta pronta,

9 spiritoso, anticonformista, sarcastico: proprio divertente, Tadeus, l amico del cuore, anzi, l amico dell intelligenza, perché era a questo che lui teneva, l intelligenza era la sua insegna. E Magda, pensi, che ruolo ebbe in tutta questa storia? Lei, così silenziosa e così sollecita, sempre disponibile, quasi servizievole, con i suoi occhi languidi e la sua eterna nostalgia per qualcosa che sembrava avesse perduto ma non si sapeva cosa: quale fu la tua parte, Magda? Oltre la porta delle vecchie mura, prima della caserma, a ridosso del campo sportivo, c è il bar del Rondinella Sport Club, è lì che ti dirigi inconsapevolmente rispondendoti che Magda ebbe un ruolo d amore: sì, a suo modo era amore, anche se male indirizzato, anche se con esiti negativi; giri la maniglia, nel locale c è un enorme confusione, fumo, rumore; alcuni ragazzini vestiti per un incontro di calcio, in pantaloncini e maglietta, aspettano di cominciare la partita della domenica, ma pare che ci siano opinioni divergenti, dato il cattivo tempo, alcuni genitori che li accompagnano vorrebbero rimandare la partita, un padre vestito da arbitro e con l aria perplessa non sa cosa scegliere e ascolta i due gruppi contrari cercando di trovare una soluzione, i ragazzi del Rondinella Club aspettano l esito della discussione con aria indifferente, sono seduti sulle panche e bevono aranciate; più animosa sembra la squadra avversaria che è venuta da un altra città e rischia di aver fatto il viaggio invano, fra loro c è un ragazzino particolarmente eccitato, col numero undici sulla maglietta, che non sta fermo un momento, gira fra i compagni, dice: bisogna fare la partita, altrimenti cosa siamo venuti a fare; lo guardi un attimo, è un ragazzino magro, con le lentiggini e gli occhi accesi, e a quel punto, solo per te, la sua bocca che si apre per parlare ai compagni ti porta una voce inequivocabile, nasale e lievemente ironica, che rimbomba nelle tue orecchie come se fosse gridata da un altoparlante: una cosa che anche tu puoi scoprire, basta che tu ascolti in giro dal luogo più alto della città. Aspetti qualche secondo nella speranza che la comunicazione continui, ma ora il ragazzino sta parlando con una voce stridula da ragazzino, il rumore di voci si è riacceso intorno a te, e allora ti butti fuori come per istinto, cade già qualche grossa goccia di pioggia e il vento è fortissimo, sotto la pensilina del bar c è un capannello di tifosi che stanno discutendo, alcuni sostengono che la partita si deve rimandare, altri che si deve disputare ad ogni modo, fra questi ultimi c è un giovanotto grande e grosso che chiede silenzio e che puntando il dito sul manifesto affisso sulla porta legge ad alta voce, a sostegno della sua tesi, il calendario dell incontro: il giorno 10 maggio, alle ore sei pomeridiane. E la voce con cui legge è una voce che non lascia spazio a dubbi, la conosci fin nelle sue più sottili sfumature; e allora guardi l orologio immediatamente, perché ormai il messaggio è chiaro, com è chiaro l appuntamento, alle sei mancano venticinque minuti e la torre è lontana, alla fine del viale di cinta, è quello il punto più alto della città, è lì che lui vuole che tu vada perché tu sappia. Ma per sapere cosa?, hai ancora la forza di mormorare mentre prendi a correre; potresti tentare di aspettare un autobus, ma oggi è domenica e le corse sono dimezzate, è meglio non rischiare, correndo puoi farcela, era tanto che non correvi in questo modo, le tempie cominciano a pulsarti e il cuore a battere svelto, sei costretto a rallentare, comunque così va bene, e poi ora il viale prende a scendere. Aggiri il brutto edificio della facoltà di Farmacia per risparmiare strada, attraversi i giardinetti

10 e ti immetti di nuovo sul viale, le chiome dei tigli sono tutte scompigliate dal vento e per terra si è formato un tappeto giallastro di polline che rende il terreno scivoloso, per questo ti tieni vicino alle case e intanto dici: non fu colpa mia, io non sapevo niente. Intanto guardi l orologio, perché hai avvistato la piazza, l ampia distesa d erba sotto la porta ad arco e sai che ora puoi farcela, mancano più di quindici minuti. Sono poche le bancarelle di souvenirs rimaste aperte: molti negozianti si sono affrettati a chiudere, per paura del temporale. La piazza è quasi deserta, sfrecci vicino a un gruppetto di signore americane che indossano impermeabili trasparenti, sono scese da un autobus e stanno fotografando la torre; tagli sul prato, l erba è bagnata e ti infradicia le scarpe ma non ci fai caso, sei già sulla porta della torre, per fortuna non c è gente in fila alla biglietteria, acquisti il biglietto ansando, il bigliettaio ti guarda perplesso, cerchi di darti un contegno e ti ravvii i capelli, poi imbocchi le scale con passo tranquillo perché senti che il bigliettaio ti sta osservando con troppa curiosità e non vuoi insospettirlo. Però, appena girata la prima rampa di scale affretti di nuovo il passo, stai sudando abbondantemente, sono terribili le scale di questa torre, ripide e inclinate, a chiocciola, come un budello, e ad ogni giro vedi dai finestroni la città sempre più in basso, dapprima i tetti di via Santa Maria, poi la cerchia delle mura, poi il fiume che attraversa la città con due curve ampie, sbuchi sulla prima terrazza, mancano quattro minuti alle sei, ormai c è solo una rampa di scale, quella che porta al terrazzino delle campane, infili il pertugio della porta, senti che le gambe stanno cedendo, ma ormai ci sei, entri sull ultimo ballatoio e ti affacci sulla città. Ci sono solo due turisti cocciuti, è una coppia matura che guarda il panorama col binocolo, a prima vista sembrano stranieri, ti avvicini con fare naturale, ti installi al parapetto a una distanza che ti consenta di capire i loro discorsi, ora hanno abbassato il binocolo e conversano, lei si annoda un fazzoletto sulla testa per proteggersi, le nuvole buie ora sono scese su tutta la città, tendi l orecchio, parlano francese, cogli qualche brandello di frase, è una malattia che oggi si può controllare, dice lui, è un virus simile all herpes zoster. Poi tacciono, si prendono per mano e imboccano le scale per discendere. Ti guardi intorno meravigliato, ma non c è rimasto nessuno, sei solo, lassù in cima, ti senti tradito, dici: Tadeus, mi hai dato un appuntamento falso. E in quel momento la pioggia comincia a scrosciare con violenza, un fulmine disegna uno zig-zag sul fiume, le nuvole gonfie si aprono e la città resta sotto il diluvio. Ti lasci inzuppare tranquillamente, stringi con le mani il ferro del parapetto e in quel momento la campana maggiore, alle tue spalle, comincia a suonare le sei, sono rintocchi gravi e cupi che fanno vibrare il pavimento, sembra che tremi l intera torre, guardi lontano, verso il mare, e poi sotto di te, a perpendicolo. Senti la vertigine che ti cattura lo sguardo e che si trasforma in un pizzicore che ti scende lungo la schiena e ti raggiunge le mani che ora si aprono e si chiudono da sole sul ferro del parapetto: ora sai perché Tadeus ti ha chiamato fin lì, non poteva essere che lui a darti un simile appuntamento.

11 Notte, mare o distanza Là, da dove le cose provengono, ritornano, pagando l'una all'altra il castigo di esser venute secondo l ordine ingiusto del tempo. ANASSIMANDRO Ogni volta, quando immaginava come avrebbero potuto essersi svolti i fatti quella notte, gli arrivava la voce nasale e ironica di Tadeus che scandiva una di quelle sue frasi che volevano dire tutto e niente: perché è un buon viatico. E subito tutto cominciava a prendere corpo e a delinearsi nei contorni: il Jardim do Príncipe Real, con l albero centenario e la sua chiostra di case gialle, la strada stretta percorsa da un tram sferragliante, quella sera fredda di un anno lontano, il novembre del millenovecentosessantanove, la stanza al secondo piano, ingombra di libri, minuscola, e dentro i suoi amici, loro quattro con i volti di allora, già donne e uomini fatti, sì, ma a quell epoca si dimostravano sempre meno anni, chissà perché, forse la maniera di vestire o il taglio dei capelli, e comunque erano dei ragazzi, poco più che ventenni, loro quattro, pieni di speranza e di buona volontà, a parlare col celebre poeta, ora già quasi un vecchio, che in gioventù era stato battagliero e feroce, e poi si era piegato suo malgrado agli eventi, alla vita, la ferocia gli si era cambiata in sarcasmo e amarezza, e delle battaglie gli avanzava lo scetticismo di chi ha combattuto le battaglie, le ha perdute e ritiene che sia vano combattere battaglie. E a volte, quando immaginava quella notte, cercava perfino di evitare quella insidiosa frase di Tadeus; come se una riluttanza strana, quasi una piccola nausea, lo spingesse verso la conclusione, verso lo scioglimento e la pena che le vittime avrebbero dovuto attraversare; e allora li vedeva già per strada, quel povero manipolo, a dirsi buonanotte ragazzi, poi qualcuno di loro diceva una battuta o una frase in più, ancora tre o quattro minuti, così, per caso, senza una precisa ragione nella notte, e a quel punto arrivava l automobile, inesorabile per l appuntamento che li attendeva per un esperienza che proprio loro dovevano fare, perché erano loro che l avevano fatta. Ma in quello stesso momento, altrettanto inesorabile, arrivava la frase di Tadeus, quasi insignificante eppure subdola, a pensarci bene, e allora la sua immaginazione, di lui che se ne stava dopo tanto tempo a immaginare quella notte, spingeva i quattro amici all indietro, come un film proiettato a ritroso, e li vedeva salire le scale all indietro, ritornare sul pianerottolo di Tadeus, rientrare in casa, ecco: erano sulla porta pronti di nuovo a accomiatarsi, tutto acquistava di nuovo contorno e loro dovevano rivivere il preambolo, l introibo a quella che sarebbe stata la loro

12 avventura di quella notte, erano sulla porta a dire buonanotte al vecchio poeta, dopo una serata passata a parlare di poesia. Perché è un buon viatico, avrebbe poi ripetuto Tadeus, con una di quelle sue frasi che volevano dire tutto e niente. Un buon viatico la poesia, forse?, e poi un viatico a cosa?, questo sarebbe rimasto un mistero per tutti: già sulla porta, i cappotti ormai indossati, allora buonanotte, vero ragazzi, ciao Luisa, Tiago, Tadeus, aurevoir Michel, ma poi qualcuno disse: alla notte, al mare, alla lontananza. Forse fu proprio Tiago, che ritornava sempre sui discorsi che sembravano esauriti, proprio tipico suo, evidentemente si riferiva al viatico, lo capirono tutti, e fu anche per questo che chissà come qualcuno richiuse la porta. Ancora un altro bicchiere, è un peccato non finire la bottiglia che ha portato Michel, tu arrivi sempre con una bottiglia, Michel, vieni a contribuire al suo esaurimento, e poi il verso non è esattamente così, bisognerebbe dire: alla notte, al mare, alla distanza; non lontananza, distanza, c è una certa differenza, disse Tadeus. Ma non fu per questo che restarono, per riaprire il libro di uno dei poeti che avevano letto quella sera e un verso che difatti diceva: se è notte, mare o distanza. No, lo sapevano tutti che restavano per altro, proprio perché fuori era notte, mare o distanza, e la frase di Tiago aveva manifestato un sentimento che era di tutti e che nessuno aveva il coraggio di rendere esplicito: un disagio, come una tenue malattia; non paura; piuttosto un misto di insicurezza e di struggimento, come sentirsi profughi in una città che era la loro e avere nostalgia della loro vera città, che era quella stessa, ma in un altro momento che non fosse quella sera ostile, quella notte, con le sue onde malefiche che vibravano pronte a scatenarsi. Fu questo che sentirono sulla porta, mentre si salutavano; e così si tolsero i cappotti appena indossati e rientrarono nella piccola sala ingombra di libri, tanto Tadeus, lui, non aspettava di meglio che una complicità per fare le ore piccole, e quando leggeva poesia perdeva la nozione del tempo. Disse: è come quando la scrivo, il tempo fa fssssss, come un pallone che si affloscia, si comincia a vivere in un mondo senza atmosfera, sotto vuoto, anche quando la si legge, a voi non fa lo stesso effetto? Si buttò su una poltrona, col libro in mano, e fece: fssssss!, e tutti risero, perché Tadeus, in quel momento stava facendo il giovane, e sapeva farlo bene. Vecchio non era, comunque, ma i suoi cinquanta anni si vedevano tutti, e poi con la vita che aveva avuto. E ora stava facendo il ventenne, come gli altri ventenni. Fece: fssssss, e disse: è l anima che sta uscendo dal di sopra e dal di sotto, l anima ha voglia di venire fuori, le basta un buco, altrimenti soffoca. E gli altri risero perché intuirono cosa voleva dire. E perché c era bisogno di ridere, quella notte. Passavano rare macchine, i lampioni si erano spenti, una trovata della polizia affinché non si formassero per strada gruppetti sovversivi; di illuminato, in tutta la strada, c era solo il portone della Adega Val do Rio e più avanti la Guitarra dourada, con una chitarra al neon come insegna nella quale si era fuso il tubo di una corda; e sotto, sempre al neon: crustáceos e mariscos. Tiago andò alla finestra e disse che sembrava il coprifuoco, e poi si mise una mano sul petto, come se facesse uno strano giuramento, o come se qualcosa lo opprimesse, e disse: questa volta non riusciranno a vincere, non riusciranno a truccare anche queste elezioni. Ma subito si girò verso i vetri e sussurrò: perché dovrebbero lasciarci vincere?, sono quarant anni che comandano. E allora

13 qualcuno rise, chissà chi fu, ma forse nessuno, fu un sospiro che parve un riso nervoso, e in quel mentre arrivò l ululato lontano di una sirena, ambulanza o polizia, e come se fosse per coprire quel suono sinistro Joana disse: se leggessimo ancora, e si guardò intorno con occhi ansiosi, gli occhi di una ragazza giovane che voleva credere nella vita e nella poesia, e le sue mani erano nervose, forse perché intuì che gli altri avevano capito la sua supplica e non ce la facevano ad attribuire alla lettura di alcuni versi lo stesso senso di speranza e di illusione. Era a quel punto, la serata. Ancora presto, ma come se fosse notte fonda; e la notte anticipata occupava lo spazio con la sua presenza e aveva creato una pozza immobile, un maleficio nel quale, come in un incantesimo che qualcosa avesse dovuto rompere, si sentivano prigioniere le persone che occupavano quella stanza. Chissà se fu per rompere quell incantesimo che uno di loro si mosse, ed è impossibile dire se fu Tiago o Michel, e forse fu perché intuiva oscuramente il sortilegio che li imprigionava, che pronunciò delle parole come se fossero uno scongiuro, alzò il bicchiere e con voce che avrebbe dovuto essere augurale, ma che risultò cupa, disse: al novembre del millenovecentosessantanove, mese della caduta del salazarismo. Fu strano come il novembre si fece presente, evocato da quelle parole. Era stata una trasparente giornata d ottobre e l avevano trascorsa in spiaggia, portando frutta e panini. Qualcuno aveva trovato il coraggio di tuffarsi nell Oceano, il sole era caldo e tornando a casa sentivano il viso che bruciava. E ora, all improvviso, il novembre era già lì presente, dalle finestre si sentivano stormire gli alberi dell Orto botanico, si era alzato un vento maligno che fischiava nelle fessure e le foglie portate via dal vento passavano rapide davanti ai vetri. Avrebbero dovuto fare un altro brindisi al libro fresco di stampa che stava sul tavolo, lo sentivano, un piccolo libro di versi che Tadeus aveva ritirato in tipografia quella sera per leggere loro qualche verso prima che fosse pubblicato; ma lui sembrava sottrarsi a quel brindisi, come se sentisse imbarazzo o malavoglia, o una sottile vergogna di avere scritto quelle poesie e di averle pubblicate in quel novembre di illusioni per gli altri ma per lui privo di ogni illusione, un mese già segnato dalla sconfitta e sul quale era meglio non riporre nessuna speranza. Finché qualcuno, forse Luisa o Joana, o forse entrambe, per quelle curiose coincidenze dovute alla timidezza che spesso sceglie i luoghi comuni, alzarono i bicchieri e dissero all unisono: alla poesia. E Tadeus, con la sua voce ironica e nasale, mormorò: perché è un buon viatico. Solo a quel punto, colui che stava immaginando come avrebbero potuto essersi svolte le cose quella notte, si accorgeva che la frase di Tadeus creava un circolo vizioso; perché a quel punto gli amici, arguendo in quella frase un commiato, infilavano i cappotti, si avvicinavano alla porta, la aprivano, si trattenevano ancora un attimo per salutare e in quel momento, come se fosse un addio, uno scongiuro o un ironico augurio, Tadeus ripeteva: perché è un buon viatico. E allora qualcuno rispondeva: alla notte, al mare o alla lontananza; forse Tiago, e era anche per questo che, chissà come, qualcuno richiudeva la porta e Tadeus diceva: ancora un altro bicchiere, è un peccato non finire la bottiglia che ha portato Michel.

14 E tutto ricominciava, nell immaginazione di chi immaginava quella notte, come una pantomima o una stregoneria: dalla porta alle poltrone, dalle poltrone alla porta, come povere creature stregate e condannate a una ripetizione insensata, forzate a mimare e a ripercorrere il preludio all avventura atroce che le aspettava nella notte e che una immaginazione non aveva il coraggio di far loro vivere come esse dovevano viverla. Finché: basta. Ora sono usciti, stanno finalmente scendendo le scale, la lampadina del pianerottolo del primo piano è bruciata, qualcuno inciampa, si sente una risata, Tiago non spingere (voci di Luisa e di Joana), non fate le zitelle (voce di Tiago), ed eccoli finalmente a pianterreno, lo scatto del pulsante che aziona la serratura, un clic, ed eccoli fuori, ah, finalmente fuori dal circolo vizioso di una frase che li teneva prigionieri nell immaginazione di chi immaginava come avrebbero potuto essersi svolti i fatti quella notte; finalmente fuori, nella notte, davanti al giardino fiocamente illuminato del Príncipe Real, rari i passanti, anzi nessuno in giro, davvero come un coprifuoco, una città fantasma intorno, le finestre sbarrate, e loro lì sul marciapiede a dirsi buonanotte e qualche battuta innocente per cercare di scacciare la malinconia che la serata aveva loro incollato addosso come un velo umido. L automobile arrivò a fari spenti, silenziosa, e quando se ne accorsero si era già accostata al marciapiede con una manovra perfetta, il finestrino semiabbassato, buio all interno, impossibile distinguere l occupante, solo la canna di una pistola puntata su di loro che si spostava impercettibilmente, a piccoli scatti, prendendoli di mira a turno come indecisa su chi scegliere per fare fuoco. E poi una voce, molto bassa e calma, disse: fermi così, signorini, ora restate per un po fermi così, ma girate le spalle e alzate le manine. Proprio così disse: le manine; e in quel diminutivo incongruo c era una violenza compatta, lo sentirono, qualcosa di turpe e di cattivo che li investì alle spalle come una folata di vento gelido che li fece tremare. Restarono così per un certo tempo, a guardare il muro, non è possibile dire quanto tempo, ma a lungo, gli pareva interminabile e assurdo: pochi minuti prima a parlare di poesia e ora una voce ignota accompagnata da una pistola li inchiodava a un muro. Ora le vostre giacche, intimò la voce, una alla volta, e portatele indietreggiando. Il primo fu Tiago, che la porse col braccio steso, senza girarsi, come per evitare un qualsiasi contatto diretto con l essere che li stava minacciando. Sentì che la giacca veniva rovesciata, sentì cadere spiccioli e chiavi, disse: non ho niente nella giacca, se è denaro che cerca lo tengo nella tasca dei pantaloni. La voce rise quasi bonaria, e poi disse tagliente: finocchio di un comunista, mi hai preso per un ladro? Allora Tiago trovò la forza di replicare e chiese: ma lei chi è, cosa vuole? E la voce rispose: te lo dirò dopo, topino. La mano che si sporgeva dal finestrino rovistò in entrambe le giacche che gli venivano tese e una per una le lasciò cadere, dopo la perquisizione, nel rigagnolo che correva fra il marciapiede e l automobile. E ora le vostre borsette, signorine, disse. Prima tu, principessa, disse a Joana, sono curioso di frugare nei tuoi piccoli segreti, sono certo che con la tua aria da Maria-vergine hai chissà quali segreti nella borsetta, vero? La mano penetrò nella borsa, era una mano grassa, col dorso leggermente gonfio e le dita robuste e corte.

15 E fu a quel punto che arrivò la cernia. Era una cernia pingue, lustra, oleosa, che guizzava su dei fondali oscuri come l oscurità dell automobile che minacciava le vittime di quella notte: dal finestrino, assieme a una mano gonfia dalle dita tozze si affacciò il muso di una cernia che boccheggiava. Che cosa incongrua, una mano e un muso di cernia dal finestrino di un automobile nera nella Rua Dom Pedro Quinto in una notte di novembre del millenovecentosessantanove. Ma questo dipendeva dall immaginazione di chi pensava a come avrebbero potuto essersi svolti i fatti quella notte. Così, a quel punto, la sua immaginazione produceva una cernia. E la cosa più strana era che sembrò naturale, in mezzo a quella cupa notte quasi di coprifuoco, con una pioggerella che aveva preso a cadere e le foglie portate via dal vento, sembrò naturale a tutti che dal finestrino di quella automobile minacciosa si affacciasse una cernia. Plaf. La cernia sgusciò fuori e cadde nel rigagnolo fra l automobile e il marciapiede, nello stesso luogo in cui la mano che li teneva sotto tiro con la pistola aveva lasciato cadere le giacche dei ragazzi e le borsette delle ragazze. E lì, nel rigagnolo sudicio, la cernia giacque immobile, appena con qualche debole guizzo di coda, boccheggiando. Stava morendo. Era una grassa cernia boccheggiante che stava morendo. Non la toccare!, gridò Tiago. Lo gridò a Joana, che si era inginocchiata e l aveva presa in braccio, stolidamente, come se cullasse un bambino. Non la toccare, ripeté Tiago, è un pesce immondo! Ma Joana parve non sentire quel grido di schifo e di allarme. Non si può lasciare morire così questo povero animale, disse con smarrimento; e Tiago riprese: non sono un comunista, sono un democratico, e voglio sapere subito chi è lei; e la voce dentro l automobile squittì: senti senti, e poi urlò: finocchio di un democratico, mi avevi preso per un ladro? Perché certo Tiago aveva replicato così, che era un democratico, e che voleva sapere chi era quell uomo. Così doveva aver detto davvero quella notte, e non aveva certo parlato di nessuna cernia, perché non c era nessuna cernia, in quel momento, se non nei pensieri di chi immaginava come dovevano essersi svolti i fatti quella notte. Invece quella notte c era solo buio, davanti al Jardim do Príncipe Real, e loro quattro esterrefatti e immobili davanti a una pistola che li teneva sotto tiro dal finestrino di un automobile. Anche il resto del neon della Guitarra dourada si era spento, il cameriere col grembiule bianco si fece sulla porta e si guardò intorno e sicuramente vide un automobile ferma a fari spenti e quattro persone con le mani in alto, cosicché si affrettò ad abbassare la serranda del ristorante e rimase nell interno, a luci spente. Però ormai c è un pesce, insieme a loro. Anche se forse non c era in quella notte, ora, in questa notte evocata è lì, presente, e Joana lo tiene in braccio e sembra cullarlo e si guarda intorno smarrita, e Tiago le dice: cosa fai?, mettilo giù, lascialo stare nella fogna, non vedi che è un pesce infetto? Joana si abbassò verso il rigagnolo e raccolse la sua borsetta che la mano aveva lasciato cadere dal finestrino; una mano che ora stringeva una lettera e che disse: questo è un segretino, vero, principessa? Probabilmente Joana soffocò un singhiozzo, o un gemito, e fece per parlare ma non ci riuscì, così Tiago disse per lei: quella è una lettera del suo fidanzato, lei non ha il diritto di toccarla. Ah, disse la voce, che interessante. La mano scartò rapidamente la lettera, la aprì e la voce, in quel buio,

16 come se fosse guidata da occhi di gatto, lesse: amatissima Joana, i certificati sono quasi tutti pronti, credo che potremo sposarci fra un mese, a dicembre. La voce sospese la lettura e rise: oh, ma che romantico. Lei non ha il diritto di leggere quella lettera, disse Tiago avvicinandosi al finestrino. Fu a quel momento che la mano grassa che reggeva la lettera e la pistola scattò con un agilità incredibile, come se volasse, e la canna della pistola colpì Tiago di striscio sulla bocca, si sentì il rumore dei denti che si rompevano, Tiago si piegò in avanti sputando denti e sangue, lo sportello della macchina si aprì e l uomo scese, con un cappello a larghe falde che gli copriva il viso, e disse: polizia politica, fuori i documenti. Si rivolse a Tiago, ormai aveva messo via la pistola, teneva le mani in tasca e il viso basso come se guardasse le scarpe dei suoi prigionieri, ma si rivolgeva a Tiago, perché ripeté: i tuoi documenti, finocchietto democratico; e Tiago con un fazzoletto infilato in bocca per tamponare l emorragia borbottò qualcosa che voleva essere una risposta ma che parve un rantolo, e poi fece un cenno negativo con la testa, si strinse il mento con le mani, certo per il dolore, e forse fu in quel momento che Tadeus scese le scale e si fece sul portone. Chi immaginava come dovevano essersi svolti i fatti quella notte vedeva dunque Tadeus che si faceva sul portone proprio in quel momento, mentre Tiago sputava e rantolava nel fazzoletto, incapace di dare una risposta, e ormai sembrava perduto. Ma che strano: colui che pensava tutto questo non riusciva a non immaginare Tadeus dietro le tendine della finestra, lassù al secondo piano, acquattato nel buio della sua stanza. E perché non era sceso prima, dunque?, si chiedeva nella sua immaginazione; perché aveva aspettato che le cose arrivassero a quel punto? Ma ad ogni modo era inutile indugiare oltre su quelle considerazioni: quello che contava era che Tadeus ora stava lì, era sceso, era presente, aveva aperto la porta e diceva a voce alta e chiara: questo signore è persona di mia conoscenza, posso garantire per lui. Cosa successe poi, gli sarebbe stato difficile dirlo, a chi pensava quella notte. La sua immaginazione, a quel punto, soffriva una specie di paralisi, o di sonno: una sospensione degli atti o degli eventi che era anche una sospensione e una immobilità di tutti i personaggi di quella scena. E i suoi occhi, che fino ad allora erano stati presenti e partecipi, si allontanavano come se qualcosa trascinasse via il suo corpo, una folata più forte di quel ventaccio gelido, e lo trasportasse di peso su una panchina del giardino del Príncipe Real, accanto ai ciuffi delle piante di papiro che spuntavano dal bordo del laghetto: e da quella distanza era impossibile capire chi si mosse e chi parlò, chi decise, chi volle andare con Tiago che doveva recuperare i documenti lasciati sulla sua automobile che aveva parcheggiato in Rua Sampaio Pina, proprio davanti alla casa di Joana, una ventina di isolati più avanti, neppure un chilometro in linea d aria, a pensarci bene. Forse Tadeus disse che voleva andare con Tiago, e anche gli altri, tutti gli altri, certo, sicuramente era andata così. Ma l uomo con sagacia e cattiveria avrà risposto: tu, poeta, resta nella tua casetta, fra tutti i tuoi librini e le tue poesie. Così deve avere risposto. E a Luisa avrà detto: tu sparisci, signorinella, vai subito a casa. E perché fece salire insieme a Tiago solo Michel e Joana è un mistero; certo non si era dato preoccupazione che Michel fosse straniero, perché se ci avesse pensato meglio avrebbe riflettuto che non era un episodio da farsi

17 risapere all estero, con la pubblicità che i giornali stranieri avrebbero potuto dare al caso. Ad ogni modo Tadeus rientrò nel portone e vi rimase a luce accesa, con la spalla appoggiata allo stipite; Luisa prese a scendere la strada e si allontanò a rapidi passi verso il fiume, mentre Tiago, Michel e Joana entrarono nella macchina e partirono a tutta velocità; e colui che stava immaginando le cose di quella notte, restò a immaginarli partire dalla panchina del giardino, e solo in quel momento notò che si trattava di una Mercedes nera vecchio modello, una macchina rispettabile, un po fuori moda, di quelle che di solito sono guidate da un autista, con una vecchia signora che occupa il sedile posteriore. Però, subito dopo, fu subito insieme con loro. Era lì anche lui, ora, in mezzo a Joana e a Michel; Tiago occupava il sedile anteriore premendosi il fazzoletto sulla bocca e l uomo guidava a tutta velocità, stringendo alle curve e salendo sul marciapiede nelle curve più strette. Forse era ubriaco, o aveva preso degli eccitanti, per guidare con quella furia; oppure no, era solo un altro modo di manifestare la sua ferocia e il suo disprezzo per la vita. Ecco la chiesa di Sào Mamede, e poi le case della piazza del Rato, nella quale girarono contromano, e poi gli archi del parco delle Amoreiras, e più su il Ritz, con due portieri in livrea verde e l aria spettrale, ma anche il Ritz sembrava deserto, le luci dei saloni erano spente. Eccola, finalmente, la Rua Sampaio Pina. Ma l uomo, come se avesse immaginato che i suoi tre prigionieri stavano tirando un sospiro di sollievo, frenò bruscamente, accostò al marciapiede, e disse: prima lezione politica, amare il proprio paese. Ora aveva tirato di nuovo fuori la pistola di tasca, e ci giocava strusciandola sui pantaloni. Sapete cosa vuol dire, signorini?, disse, voi non lo sapete, perché non sapete niente. Lo so quanto lei e forse meglio, replicò Tadeus, sono cinquant anni che conosco questo paese, mi risparmi le sue lezioni. Lo disse a voce bassa e contenuta, ma furibonda; fu lui che parlò, perché su quella macchina c era anche lui, come poteva non averlo pensato, colui che stava immaginando i fatti di quella notte, che Tadeus non avrebbe mai permesso che quei tre ragazzi partissero da soli in compagnia di quell individuo sordido? No, Tadeus aveva certamente preteso di andare anche lui, forse si era messo davanti alla macchina a braccia aperte, con un fare un tantino teatrale che in quelle circostanze sarà sembrato grottesco, e aveva detto con fermezza: verrò anch io con loro. E così, chi stava immaginando i fatti di quella notte, dovette immaginare la scena di nuovo, e nel buio della Rua Pedro Quinto, con le insegne dell ultimo ristorante che si stavano spegnendo, vide Tadeus davanti alla Mercedes nera, abbacinato dal fascio dei fari, bianco, spettrale; e poi li vide salire in silenzio tutti e quattro, i tre ragazzi e Tadeus; ma lui, che immaginava di guardare, ora era stato portato da una folata di vento su di una panchina del Jardim do Príncipe Real, e da quella distanza gli sarebbe stato impossibile dire con quale disposizione essi presero posto sulla vettura. Non faccia tanto l eroe, rispose l uomo, il mio compito è dare lezioni di vita, e se lei conosce già la lezione a memoria, la ripassi, che le fa sempre bene. Disse così, ma sembrò più calmo, meno isterico, e comunque ora usava il lei, per parlare con Tadeus, e a quel punto rimise in tasca la pistola e disse a Tiago di andare a prendere i documenti, perché evidentemente conosceva la macchina di Tiago.

Il signor Rigoni DAL MEDICO

Il signor Rigoni DAL MEDICO 5 DAL MEDICO Per i giornali, Aristide Rigoni è l uomo più strano degli ultimi cinquant anni, dal giorno della sua nascita. È un uomo alto, forte, con due gambe lunghe e con una grossa bocca. Un uomo strano,

Dettagli

Era la storia del suo sogno.

Era la storia del suo sogno. Eravamo in un prato pieno di fiori colorati con farfalle che andavano a prendere il polline. Si sentiva un profumo buonissimo. Veniva dai petali rossi, gialli, rosa e bianchi. Era giorno; il cielo era

Dettagli

SARA BUTTAU. I tre porcellini

SARA BUTTAU. I tre porcellini SARA BUTTAU I tre porcellini C era una volta una famiglia di tre porcellini che, ormai diventati grandi, andarono a vivere da soli, costruendo ognuno la propria casa. Il più grande decise di costruire

Dettagli

Martina Sergi IL TUTTO NEL NIENTE

Martina Sergi IL TUTTO NEL NIENTE Il tutto nel niente Martina Sergi IL TUTTO NEL NIENTE poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Martina Sergi Tutti i diritti riservati Non si vede bene che col cuore. L essenziale è invisibile

Dettagli

Prima della lettura. Andrea ha confessato di essere l assassino. Secondo te è stato lui? Perché?

Prima della lettura. Andrea ha confessato di essere l assassino. Secondo te è stato lui? Perché? Prima della lettura Andrea ha confessato di essere l assassino. Secondo te è stato lui? Perché? Episodio 7 Tu hai ucciso Federico? ho chiesto. Sì, è morto e l ho ucciso io. Ieri sera sai che ero Cosa?

Dettagli

I vignaioli. Riferimento biblico: Matteo 20, 1-16

I vignaioli. Riferimento biblico: Matteo 20, 1-16 I vignaioli Riferimento biblico: Matteo 20, 1-16 Introduzione: Così infatti è il regno di Dio - comincia a spiegare Gesù, circondato da tanta gente che lo sta ascoltando attentamente Un signore era padrone

Dettagli

In un regno lontano lontano viveva tanto tempo fa un ragazzo, Martino. Questo ragazzo era molto stimato dal Re, per i suoi modi gentili e per il suo

In un regno lontano lontano viveva tanto tempo fa un ragazzo, Martino. Questo ragazzo era molto stimato dal Re, per i suoi modi gentili e per il suo In un regno lontano lontano viveva tanto tempo fa un ragazzo, Martino. Questo ragazzo era molto stimato dal Re, per i suoi modi gentili e per il suo cuore coraggioso. 1 Presto Martino imparò a cavalcare,

Dettagli

IO E LA MAMMA INVECE. r r r r Più o meno così. Più o meno così anche per me. 2. La tua mamma è stata via per alcuni giorni, ma stasera tornerà a casa.

IO E LA MAMMA INVECE. r r r r Più o meno così. Più o meno così anche per me. 2. La tua mamma è stata via per alcuni giorni, ma stasera tornerà a casa. IO E LA MAMMA 1. Un giorno vai al cinema con un tuo amico. Alla fine del film, aspetti fuori la mamma, che deve venirti a prendere per tornare a casa. La mamma però è molto in ritardo. Certi bambini resterebbero

Dettagli

Pierino Pierone. Fiaba friulana

Pierino Pierone. Fiaba friulana Pierino Pierone Fiaba friulana Pierino Pierone era un bambino alto così, che andava a scuola. Per la strada c era un orto con un pero e Pierino Pierone ci s arrampicava a mangiare le pere. Sotto il pero

Dettagli

La maschera del cuore

La maschera del cuore La maschera del cuore Francesco De Filippi LA MASCHERA DEL CUORE romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Francesco De Filippi Tutti i diritti riservati Al mio prof Renato Lo Schiavo che ha permesso

Dettagli

AD OCCHI APERTI ILARIA VALESINI. Cortometraggio. Soggetto e Sceneggiatura di

AD OCCHI APERTI ILARIA VALESINI. Cortometraggio. Soggetto e Sceneggiatura di Cortometraggio Soggetto e Sceneggiatura di ILARIA VALESINI SOGGETTO Una ragazza seduta in classe ascolta un professore che parla come i rapporti genitori e figli possano essere difficili e condizionanti

Dettagli

La partita. La vita è quella cosa che accade mentre tu stai facendo altri progetti. John Lennon. Capitolo 1

La partita. La vita è quella cosa che accade mentre tu stai facendo altri progetti. John Lennon. Capitolo 1 4 La vita è quella cosa che accade mentre tu stai facendo altri progetti. John Lennon Capitolo 1 Napoli. Ore 18.00. Una strana telefonata fra due amici. - Pronto, Margherita? - Ciao, Ciro. Dimmi. - Allora

Dettagli

Narrativa San Paolo Ragazzi l avventura della mente e del cuore

Narrativa San Paolo Ragazzi l avventura della mente e del cuore GABRIELE CLIMA Narrativa San Paolo Ragazzi l avventura della mente e del cuore Gabriele Clima Il sole fra le dita edizioni san Paolo s.r.l., 2016 Piazza soncino, 5-20092 Cinisello Balsamo (Milano) www.edizionisanpaolo.it

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1 VORSCHAU. Che fai stasera? Vieni a prendere un caffè a casa mia? - scrive Libero.

Pasta per due. Capitolo 1 VORSCHAU. Che fai stasera? Vieni a prendere un caffè a casa mia? - scrive Libero. Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Il gioco di squadra. Visione olistica.

Il gioco di squadra. Visione olistica. 1 Sport e disabilità. La teoria della mente, cioè pensare che l altro pensa che la morra cinese. Se io penso pietra e tu pensi forbice, vinci tu. Ma la prossima volta io penso che tu pensi Il gioco di

Dettagli

2 Ascolta tutta la conversazione e verifica le risposte al punto 1.

2 Ascolta tutta la conversazione e verifica le risposte al punto 1. 1 Ascolta e rispondi alle domande. 12 1. Chi sono le persone che parlano? a. Madre e figlio. b. Fratello e sorella. c. Marito e moglie. 2. Qual è l argomento della conversazione? a. Lasciare la vecchia

Dettagli

Prima della lettura. Forse avete capito chi sarà la vittima, ma l assassino? Abbiamo comunque un primo indiziato: Giulia. Vi ricordate perché?

Prima della lettura. Forse avete capito chi sarà la vittima, ma l assassino? Abbiamo comunque un primo indiziato: Giulia. Vi ricordate perché? Prima della lettura Forse avete capito chi sarà la vittima, ma l assassino? Abbiamo comunque un primo indiziato: Giulia. Vi ricordate perché? E cosa dite della storia d amore tra Ginevra e Christian? Secondo

Dettagli

IL MONDO INTORNO A ME ALLA SCOPERTA DEL MIO PAESE

IL MONDO INTORNO A ME ALLA SCOPERTA DEL MIO PAESE IL MONDO INTORNO A ME ALLA SCOPERTA DEL MIO PAESE è un paese più piccolo della città TIPO NOVELLARA, IO ABITO A NOVELLARA dove ci sono tante nebbie e le persone vanno a lavorare DOVE PASSANO LE MACCHINE

Dettagli

SUONO, RUMORE, SILENZIO

SUONO, RUMORE, SILENZIO SUONO, RUMORE, SILENZIO Andrea m. Andrea m. Mi avete parlato di suono e di rumore ma sono due cose diverse o sono la stessa cosa? Il suono può essere di diverse tonalità, può essere alto o basso, magro

Dettagli

Maria Rosa Zazzano RACCOLTA POESIE

Maria Rosa Zazzano RACCOLTA POESIE Raccolta poesie Maria Rosa Zazzano RACCOLTA POESIE www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Maria Rosa Zazzano Tutti i diritti riservati Vi lascio le poesie non sono d autore le ho scritte io me le ha

Dettagli

Sogno di una speranza

Sogno di una speranza Sogno di una speranza Susanna Nicoletti SOGNO DI UNA SPERANZA poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Susanna Nicoletti Tutti i diritti riservati A volte vorrei cambiare tutto A volte vorrei non

Dettagli

EVITA GRECO Il rumore delle cose che iniziano

EVITA GRECO Il rumore delle cose che iniziano EVITA GRECO Il rumore delle cose che iniziano Proprietà letteraria riservata 2016 Rizzoli / rcs Libri S.p.A., Milano isbn 978-88-17-08765-0 Prima edizione: marzo 2016 Il rumore delle cose che iniziano

Dettagli

VENERDÌ. Abstract. riuscito a farcela. E comunque era improbabile che la Geisha fosse già lì. Entrò nel cortile, i tavolini

VENERDÌ. Abstract. riuscito a farcela. E comunque era improbabile che la Geisha fosse già lì. Entrò nel cortile, i tavolini VENERDÌ Abstract Giò arrivò al bar Necci con cinque minuti di ritardo: poco, pochissimo, ma neanche quella volta era riuscito a farcela. E comunque era improbabile che la Geisha fosse già lì. Entrò nel

Dettagli

IO PER TE... TU PER NOI. Daniela Maria Tortorici

IO PER TE... TU PER NOI. Daniela Maria Tortorici 2 IO PER TE... TU PER NOI Daniela Maria Tortorici 3 A mio marito che ha creduto in me e mi ha convinta a scrivere questo libro. A mia figlia che è la ragione della mia vita. Ai miei genitori che sono dei

Dettagli

SONO DISCALCULICA? NO! Mi piace la matematica.

SONO DISCALCULICA? NO! Mi piace la matematica. SONO DISCALCULICA? Mi piace la matematica. Mi chiamo Emma, ho sei anni e frequento da pochi giorni la classe prima. Sono felice di essere finalmente a scuola per imparare la matematica perché i numeri

Dettagli

Prima della lettura. Non si dimentica il primo amore, dice Ginevra. Sei d accordo con questa affermazione?

Prima della lettura. Non si dimentica il primo amore, dice Ginevra. Sei d accordo con questa affermazione? Prima della lettura Non si dimentica il primo amore, dice Ginevra. Sei d accordo con questa affermazione? Episodio 3 È arrivato il primo piatto: un classico di Milano, il risotto con lo zafferano e come

Dettagli

RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Rizzoli narrativa settembre 2014 ISBN

RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Rizzoli narrativa settembre 2014 ISBN RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Rizzoli narrativa settembre 2014 ISBN 978-88-17-07371-4 A Deneb Presentazioni Ciao, come va? Io sono Lapo e, ve lo dico subito, non sono per niente bravo con le

Dettagli

Canzoniere Centro musicale www.centromusicaletulliobellocco.com Un colpo all anima Intro 4/4 Mi/ Mi/ Mi/ Mi/ note solo intro = fa# fa# sol# sol# la per 4 volte Tutte queste luci tutte queste voci tutti

Dettagli

PUOI TROVARE OGNI COSA AI PIEDI DI GESU. Marco 5

PUOI TROVARE OGNI COSA AI PIEDI DI GESU. Marco 5 PUOI TROVARE OGNI COSA AI PIEDI DI GESU Marco 5 Tre persone Tre storie Tre incontri personali con Gesù Tre miracoli di Gesù v. 1-5 Giunsero all altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. Appena Gesù

Dettagli

Metàloghi e Minotauri

Metàloghi e Minotauri Metàloghi e Minotauri Metalogo di Giuseppe O. Longo Padre - Ah, stai disegnando... Figlia - Sì... ma non è finito, non dovresti guardare ancora. P - Ormai ho guardato... Un Minotauro!... Be, sei proprio

Dettagli

19 NOVEMBRE 2010 COME FARE UNA MAPPA?

19 NOVEMBRE 2010 COME FARE UNA MAPPA? 19 NOVEMBRE 2010 COME FARE UNA MAPPA? Quando ci siamo incontrati con tutti gli altri bambini, ci siamo presi l incarico di costruire la mappa del futuro BOSCO DELLA COSTITUZIONE. Ma come si costruisce

Dettagli

Dedicato a la mia stella più brillante

Dedicato a la mia stella più brillante Dedicato a la mia stella più brillante Massimiliano Cignitti DEDICATO A LA MIA STELLA PIÙ BRILLANTE Poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Massimiliano Cignitti Tutti i diritti riservati Dedicato

Dettagli

Lasciatemi respirare liberamente

Lasciatemi respirare liberamente Lasciatemi respirare liberamente Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Barbara Bertuzzo LASCIATEMI RESPIRARE LIBERAMENTE

Dettagli

SECRETARY.IT. 29 Maggio 2014

SECRETARY.IT. 29 Maggio 2014 SECRETARY.IT 29 Maggio 2014 Chissà a quale di queste figure mi sento più vicina! Però a pensarci bene, credo proprio di impersonare ognuna di loro per ogni circostanza che si presenta durante la mia giornata

Dettagli

LABORATORIO DI GLOTTODIDATTICA

LABORATORIO DI GLOTTODIDATTICA GAIA PIERACCIONI LABORATORIO DI GLOTTODIDATTICA Cognome e nome Data Classe LA FAVOLA 1 Qui sotto trovi personaggi e ambienti di una favola europea e di una favola africana: segna con una E gli elementi

Dettagli

OLTRE L ORIZZONTE. (Adatt. Da Angelo Libba, Oltre l orizzonte, Fatatrac)

OLTRE L ORIZZONTE. (Adatt. Da Angelo Libba, Oltre l orizzonte, Fatatrac) OLTRE L ORIZZONTE Era una notte di luna piena. Una bambina non riusciva a dormire e così si affacciò alla finestra sul mare. Vide che quella notte la luna era così pallida che le stelle si specchiavano

Dettagli

SINTESI DI UN PENSIERO

SINTESI DI UN PENSIERO Simone Braglia SINTESI DI UN PENSIERO Un anarchia di spezie e cognac 80 Riflessioni poetiche Simone Braglia, Sintesi di un pensiero Copyright 2014 Edizioni del Faro Gruppo Editoriale Tangram Srl Via Verdi,

Dettagli

Orfanella solitaria!!! Sono Elisabeth

Orfanella solitaria!!! Sono Elisabeth (1864-1922) La storia di Nellie Bly inizia in un mattino del 1885, quando sul principale giornale di Pittsburgh esce un articolo dal titolo Per cosa sono buone le ragazze. L autore sostiene che le donne

Dettagli

La Brutta Notizia_. Miss Spelling però scoppiò a ridere e poi strusciò la testa con gioia contro la guancia di Champion.

La Brutta Notizia_. Miss Spelling però scoppiò a ridere e poi strusciò la testa con gioia contro la guancia di Champion. La Brutta Notizia_ (leggi la prima parte) champion Non ebbe il coraggio di avvisare prima l amata e, quando, qualche ora dopo, si incontrarono, lui, orecchie basse e occhi tristi, le raccontò tutto. Chiedendole

Dettagli

Il Bianco, Il Nero e l Arcobaleno

Il Bianco, Il Nero e l Arcobaleno Antonio Simeone Il Bianco, Il Nero e l Arcobaleno e altri racconti d Amore Edizioni www.corebook.net redazione@corebook.net A mia Mamma, a mio Padre, mie prime impronte d amore. Indice Introduzione Il

Dettagli

Le strade dell amore. L amore è nel cuore

Le strade dell amore. L amore è nel cuore Le strade dell amore L amore è nel cuore Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Maria Loreta Gallo LE STRADE DELL AMORE L amore

Dettagli

Cercare le tracce preziose lasciate nelle pagine della nostra letteratura può essere avvincente sin da piccoli. Per questo la collana Incontri di

Cercare le tracce preziose lasciate nelle pagine della nostra letteratura può essere avvincente sin da piccoli. Per questo la collana Incontri di Incontri di carta Cercare le tracce preziose lasciate nelle pagine della nostra letteratura può essere avvincente sin da piccoli. Per questo la collana Incontri di carta si rivolge ai lettori più giovani,

Dettagli

Antonella Cefis SPERANZA E AMORE

Antonella Cefis SPERANZA E AMORE Speranza e amore Antonella Cefis SPERANZA E AMORE poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Antonella Cefis Tutti i diritti riservati Un angelo nella tempesta Dopo giorni di grande festa arriva la

Dettagli

Rosa Labolina SENSAZIONI EMOZIONI

Rosa Labolina SENSAZIONI EMOZIONI Sensazioni Emozioni Rosa Labolina SENSAZIONI EMOZIONI racconto Quando cadi cerca di rialzarti A cosa serve una donna? Ora è troppo presto, non mi puoi rispondere! Domani forse è troppo tardi, non ti

Dettagli

Filastrocche e rime lente

Filastrocche e rime lente Filastrocche e rime lente Marissa Chiodini FILASTROCCHE E RIME LENTE www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Marissa Chiodini Tutti i diritti riservati Per i bambini dell Ancora Lasciate tranquilli quelli

Dettagli

Ognuno di noi ha una SUA CASA. E, soprattutto, una sua idea di casa... La casa è l'ambiente dove cresciamo, dove impariamo, dove stiamo bene...

Ognuno di noi ha una SUA CASA. E, soprattutto, una sua idea di casa... La casa è l'ambiente dove cresciamo, dove impariamo, dove stiamo bene... Ognuno di noi ha una SUA CASA. E, soprattutto, una sua idea di casa... La casa è l'ambiente dove cresciamo, dove impariamo, dove stiamo bene... E lì, tutto parla di noi pochi oggetti, alcune piccole cose,

Dettagli

dallo zio Rosario alla sua Benedetta marzo 2014

dallo zio Rosario alla sua Benedetta marzo 2014 dallo zio Rosario alla sua Benedetta marzo 2014 C era una volta, ma tanto tanto tempo fa, in un luogo tanto tanto lontano, un albero molto molto vecchio che se ne stava tutto il giorno in silenzio ad ascoltare

Dettagli

La storia di Achille: un uomo scampato alla prigionia

La storia di Achille: un uomo scampato alla prigionia La storia di Achille: un uomo scampato alla prigionia Lorenzo Avoni LA STORIA DI ACHILLE: UN UOMO SCAMPATO ALLA PRI- GIONIA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Lorenzo Avoni Tutti i diritti

Dettagli

RAVVEDITI. Non ho trovato compiute le tue opere Davanti a Me Tu dici, o Signore Hai perso il tuo amore di una volta: Ravvediti che presto tornerò

RAVVEDITI. Non ho trovato compiute le tue opere Davanti a Me Tu dici, o Signore Hai perso il tuo amore di una volta: Ravvediti che presto tornerò RAVVEDITI Non ho trovato compiute le tue opere Davanti a Me Tu dici, o Signore Hai perso il tuo amore di una volta: Ravvediti che presto tornerò Hai nome tu di vivere, eppur sei morto, Rafferma ciò che

Dettagli

Jani, Jani, Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. la storia di Malala Yousafzai. la storia di Malala Yousafzai

Jani, Jani, Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. la storia di Malala Yousafzai. la storia di Malala Yousafzai Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo Jani, Jani, la storia di Malala Yousafzai la storia di Malala Yousafzai Erika.Lerma Erika.Lerma Jani, la storia di Malala Yousafzai

Dettagli

Beatrice Masini. Illustrazioni di Sara Not EMME EDIZIONI

Beatrice Masini. Illustrazioni di Sara Not EMME EDIZIONI Beatrice Masini Illustrazioni di Sara Not Progetto grafico della copertina: Sara Not 2012, San Dorligo della Valle (Ts) ISBN 978-88-6079-874-9 www.edizioniel.com EMME EDIZIONI Questa mattina Vittoria detta

Dettagli

VIAGGI NELLE STORIE. Frammenti di cinema. per narrare. L incontro. Percorso di italiano L2 per donne straniere

VIAGGI NELLE STORIE. Frammenti di cinema. per narrare. L incontro. Percorso di italiano L2 per donne straniere VIAGGI NELLE STORIE Frammenti di cinema per narrare L incontro Percorso di italiano L2 per donne straniere Claudia Barlassina e Marilena Del Vecchio Aprile Maggio 2009 1 VIAGGI NELLE STORIE I PARTE GUARDA

Dettagli

Donato Panza UNA POESIA PER TE

Donato Panza UNA POESIA PER TE Una poesia per te Donato Panza UNA POESIA PER TE poesie Dedico questo libro alle persone a me più care, alla mia mamma, al mio papà, alla mia amata sorella Maria, e al mio secondo papà Donato. A tutti

Dettagli

Vincent Cuvellier Mamma e papà oggi sposi

Vincent Cuvellier Mamma e papà oggi sposi Vincent Cuvellier Mamma e papà oggi sposi Traduzione di Rita Zaccaria Vive la mariée Rouergue, France, 2006 Prima edizione febbraio 2012 Copyright 2012 biancoenero edizioni srl www.biancoeneroedizioni.com

Dettagli

PAROLE CHE DICONO LA STORIA

PAROLE CHE DICONO LA STORIA PAROLE CHE DICONO LA STORIA Avete voglia di fare un gioco nuovo? Leggiamo sul tabellone le parole veloci, poi le scriviamo sui cartoncini e iniziamo il gioco. Ci devi scrivere anche il segno l accento.

Dettagli

Uomo: - Intendevo naturale acqua minerale, non le sembra naturale che io beva acqua minerale?

Uomo: - Intendevo naturale acqua minerale, non le sembra naturale che io beva acqua minerale? ACQUA MINERALE BREVE ATTO UNICO DI ACHILLE CAMPANILE: LA SCENA RAPPRESENTA UN BAR ALL APERTO, UN TAVOLO AL QUALE SONO SEDUTI L UOMO E LA DONNA, DI FIANCO IL CAMERIERE PRENDE LE ORDINAZIONI. CAMERIERE:

Dettagli

ha tanto da fare qui come ha avuto tanto da fare là, Perché voi lo state facendo nella vostra dimensione,

ha tanto da fare qui come ha avuto tanto da fare là, Perché voi lo state facendo nella vostra dimensione, ha tanto da fare qui come ha avuto tanto da fare là, io dirigo il traffico da qui; non sapete quanto è meraviglioso saper aiutare da qui. Perché voi lo state facendo nella vostra dimensione, dove vivo

Dettagli

RAMIN BAHRAMI NONNO BACH

RAMIN BAHRAMI NONNO BACH RAMIN BAHRAMI NONNO BACH La musica spiegata ai bambini BOMPIANI 2015 Bompiani / RCS Libri S.p.A. Via Angelo Rizzoli 8 20132 Milano ISBN 978-88-452-7989-8 Prima edizione Bompiani settembre 2015 Dedico questo

Dettagli

Bianca Maria Brivio. amici nemici. livello A2

Bianca Maria Brivio. amici nemici. livello A2 Bianca Maria Brivio amici nemici livello A2 Loescher 2017 Prima della lettura Questo è un racconto giallo. Ti piacciono i racconti gialli? Quale genere preferisci: giallo, fantascienza, romantico? Episodio

Dettagli

COME FACCIAMO A PARLARE?

COME FACCIAMO A PARLARE? COME FACCIAMO A PARLARE? Caterina Caterina Burcin Vanessa Burcin Vanessa Proviamo tutti a pensare a cosa succede dentro di noi quando parliamo Secondo voi, come facciamo a parlare? Parliamo perché ci sono

Dettagli

seconda stella a destra 6

seconda stella a destra 6 seconda stella a destra 6 copyright 2014 Euno Edizioni 94013 Leonforte - Via Dalmazia 5 Tel. e fax 0935 905877 www.eunoedizioni.it info@eunoedizioni.it ISBN: 978-88-6859-012-3 Copertina di: Mattia Mentastro

Dettagli

17 maggio 2014 ore 19,07. ho paura di dirglielo, dire ai miei del brutto voto che ho preso nell interrogazione d inglese niente di meno che un

17 maggio 2014 ore 19,07. ho paura di dirglielo, dire ai miei del brutto voto che ho preso nell interrogazione d inglese niente di meno che un 17 maggio 2014 ore 19,07 ho paura di dirglielo, dire ai miei del brutto voto che ho preso nell interrogazione d inglese niente di meno che un. Aspetta che ti racconto tutta la faccenda dall inizio. Oggi,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO A. FUSINATO SCHIO SCUOLA DELL INFANZIA A.ROSSI ATTIVITA DI PLESSO SIAMO TUTTI UGUALI SIAMO TUTTI DIVERSI!

ISTITUTO COMPRENSIVO A. FUSINATO SCHIO SCUOLA DELL INFANZIA A.ROSSI ATTIVITA DI PLESSO SIAMO TUTTI UGUALI SIAMO TUTTI DIVERSI! ISTITUTO COMPRENSIVO A. FUSINATO SCHIO SCUOLA DELL INFANZIA A.ROSSI ATTIVITA DI PLESSO SIAMO TUTTI UGUALI SIAMO TUTTI DIVERSI! ANNO SCOLASTICO 2013/2014 GUIZZINO In un angolo lontano del mare, viveva una

Dettagli

Parliamo di foto! Tu ne hai molte di te stesso? Dei tuoi amici? Della tua famiglia? Perché, secondo te, la gente ama fare le foto e conservarle?

Parliamo di foto! Tu ne hai molte di te stesso? Dei tuoi amici? Della tua famiglia? Perché, secondo te, la gente ama fare le foto e conservarle? Parliamo di foto! Tu ne hai molte di te stesso? Dei tuoi amici? Della tua famiglia? Perché, secondo te, la gente ama fare le foto e conservarle? È La foto una mattina d estate: Thomas Roby è arrivato in

Dettagli

Alessia Pongetti PROVA A VOLARE

Alessia Pongetti PROVA A VOLARE Prova a volare Alessia Pongetti PROVA A VOLARE racconto www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Alessia Pongetti Tutti i diritti riservati A chi non crede nel Destino, o crede di poter scrivere il proprio

Dettagli

I NUOVI DEI (WWW- GAZOSA) E COSI ORA SAI, E POI MEGLIO LO VEDRAI NEL TUO VIAGGIO SCOPRIRAI QUANTI BIMBI SON NEI GUAI CHE PROFITTO, DROGA E GUERRA, SONO DEI QUI SULLA TERRA. MI SPIACE SAI, NON MI CREDI?

Dettagli

10 Non provo più interesse o piacere in qualche attività che prima mi piaceva fare (se ti succede, specifica nel diario quali attività)

10 Non provo più interesse o piacere in qualche attività che prima mi piaceva fare (se ti succede, specifica nel diario quali attività) Modulo 2.1 - QUESTIONARIO SULLE CARATTERISTICHE DELLA DEPRESSIONE Per favore, scrivi le tue iniziali e la data e fai un segno sul riquadro vicino a ciascun problema e a ciascun sintomo che hai avuto negli

Dettagli

Si precisa che i testi con accordi sono da intendersi esclusivamente a uso di studio, di ricerca e di divulgazione delle opere di Francesco De

Si precisa che i testi con accordi sono da intendersi esclusivamente a uso di studio, di ricerca e di divulgazione delle opere di Francesco De La donna cannone (1983) www.iltitanic.com - pag. 1 LA NNA CANNONE 7+/SI Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno giuro che lo farò -6/SIb e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò

Dettagli

Caruso ... Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento

Caruso ... Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento Caruso Qui dove il mare luccica e tira forte il vento su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto poi si schiarisce la voce e ricomincia il

Dettagli

Argento vivo. Cerca il coraggio di cambiare, cerca e troverai

Argento vivo. Cerca il coraggio di cambiare, cerca e troverai Alza il volume Conto gli anni passati, scivolati e rubati Quante luci già spente quanti, quanti sogni già infranti E sto qui a inseguire la notte e mi perdo per strada più volte, grido la mia rabbia, lotto

Dettagli

Lectio divina. Alla scuola di un Amore fuori misura. A cura di Vito Cassone Anno II/7 26 dicembre 2010 FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA

Lectio divina. Alla scuola di un Amore fuori misura. A cura di Vito Cassone Anno II/7 26 dicembre 2010 FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA Lectio divina Alla scuola di un Amore fuori misura A cura di Vito Cassone Anno II/7 26 dicembre 2010 FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA Lectio Divina DOMENICA FRA L'OTTAVA DI NATALE SANTA FAMIGLIA DI GESÙ MARIA

Dettagli

Vasco Rossi - Brava. La Canzone. 2. I seguenti titoli di giornale si riferiscono ad un cantante. Sapete dire di chi si tratta?

Vasco Rossi - Brava. La Canzone. 2. I seguenti titoli di giornale si riferiscono ad un cantante. Sapete dire di chi si tratta? Vasco Rossi - Brava La Canzone 1. Quali cantanti italiani conoscete? 2. I seguenti titoli di giornale si riferiscono ad un cantante. Sapete dire di chi si tratta? Grande talento, ironico, con i suoi contrasti

Dettagli

PARTE SECONDA CAPITOLO 1 ZORBA RIMANE ACCANTO ALL UOVO PER MOLTI GIORNI CON IL CALORE DEL SUO CORPO. E DOPO VENTI GIORNI VEDE USCIRE DAL

PARTE SECONDA CAPITOLO 1 ZORBA RIMANE ACCANTO ALL UOVO PER MOLTI GIORNI CON IL CALORE DEL SUO CORPO. E DOPO VENTI GIORNI VEDE USCIRE DAL CAPITOLO 1 ZORBA RIMANE ACCANTO ALL UOVO PER MOLTI GIORNI COVANDOLO CON IL CALORE DEL SUO CORPO. E DOPO VENTI GIORNI VEDE USCIRE DAL GUSCIO UN BECCO GIALLO. IL PULCINO ESCE DAL GUSCIO E QUANDO VEDE ZORBA

Dettagli

Un avventura straordinaria

Un avventura straordinaria IL VOLO Un avventura straordinaria La nostra storia Proprietà letteraria riservata 2015 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-08348-5 Prima edizione: ottobre 2015 Un avventura straordinaria Parte I Prima

Dettagli

rita la Santa delle api Marta Gadaleta Illustrazioni di Eleonora Moretti PDF processed with CutePDF evaluation edition

rita la Santa delle api Marta Gadaleta Illustrazioni di Eleonora Moretti PDF processed with CutePDF evaluation edition rita la Santa delle api Marta Gadaleta Illustrazioni di Eleonora Moretti PDF processed with CutePDF evaluation edition www.cutepdf.com Rita La Santa delle api 2 Quello che sto per scrivere è tutto vero,

Dettagli

Per te L incontro che ha cambiato la mia vita

Per te L incontro che ha cambiato la mia vita Per te L incontro che ha cambiato la mia vita Lucia Pasculli PER TE L INCONTRO CHE HA CAMBIATO LA MIA VITA Testimonianza www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Lucia Pasculli Tutti i diritti riservati

Dettagli

Bella di giulio mozzi

Bella di giulio mozzi Bella di giulio mozzi io mi chiamo Dalia e sono molto bella ho ventiquattro anni e ho la pelle bianca quando prendo il sole la mia pelle poi diventa come un albicocca queste sono le parole che mi suggerisce

Dettagli

I D E V D LA PRIMA VOLTA IN BIBLIOTECA ANNO SCOLASTICO 2012/ 13

I D E V D LA PRIMA VOLTA IN BIBLIOTECA ANNO SCOLASTICO 2012/ 13 I D E V D LA PRIMA VOLTA IN BIBLIOTECA ANNO SCOLASTICO 2012/ 13 SIMONE Mi è piaciuto molto accompagnarli in biblioteca, il mio bambino sembrava un cricetino che ti saltella intorno, be, oltretutto è solo

Dettagli

L angioletto pasticcione. di Luisa Casiraghi

L angioletto pasticcione. di Luisa Casiraghi L angioletto pasticcione di Luisa Casiraghi 1 Agosto 2008 2 Alla mia CICI 3 Tra le nuvole, dove abitano gli angeli custodi, viveva un angioletto bellissimo, dai riccioli biondi e dal viso paffuto e gioviale.

Dettagli

Completa la frase che si riferisce all ambiente della tua storia. Completa la frase e disegna il o la protagonista della tua storia.

Completa la frase che si riferisce all ambiente della tua storia. Completa la frase e disegna il o la protagonista della tua storia. Per scrivere una storia... Leggi e osserva l immagine. Esiste una ricetta per scrivere le storie? Una sola no, ce ne sono tante. La storie, per esempio, nascono anche da un immagine a cui puoi aggiungere

Dettagli

Un uccello beccò il cielo

Un uccello beccò il cielo Un uccello beccò il cielo Leon Marchi UN UCCELLO BECCÒ IL CIELO romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Leon Marchi Tutti i diritti riservati A papa Francesco I suoi sguardi tristi, come ali

Dettagli

VERIFICA SOMMATIVA. Il bicchiere infrangibile

VERIFICA SOMMATIVA. Il bicchiere infrangibile VERIFICA SOMMATIVA Il bicchiere infrangibile Achille Campanile Io e Teresa, voi lo sapete, siamo due tipi economi. Non avari, no, questo no. Ma ci piace non sperperare. Invece Marcello è tutt altro tipo

Dettagli

La Santa Sede INIZIATIVA "IL TRENO DEI BAMBINI" PROMOSSA DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

La Santa Sede INIZIATIVA IL TRENO DEI BAMBINI PROMOSSA DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO La Santa Sede INIZIATIVA "IL TRENO DEI BAMBINI" PROMOSSA DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO Atrio dell'aula Paolo VI Sabato, 3 giugno 2017 [Multimedia] Ragazzi e ragazze,

Dettagli

La Pentecoste Atti 2, 1-47

La Pentecoste Atti 2, 1-47 La Pentecoste Atti 2, 1-47 Introduzione: Gesù, durante la sua vita, è stato seguito dagli apostoli e da tante altre persone. Maria, sua madre, fin dall inizio gli è stata vicina e non l ha abbandonato

Dettagli

NOME.. CLASSE. DATA LISA E IL DINOSAURO

NOME.. CLASSE. DATA LISA E IL DINOSAURO NOME.. CLASSE. DATA LISA E IL DINOSAURO Lisa ha sette anni e adora i dinosauri. A dire il vero, le piacciono anche i cavolfiori impanati. E andare a giro a piedi nudi sotto la pioggia. E ascoltare la musica

Dettagli

La mia vita (se così si può dire)

La mia vita (se così si può dire) La mia vita (se così si può dire) Vanda Maggi LA MIA VITA (SE COSÌ SI PUÒ DIRE) Racconto di una storia vera www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Vanda Maggi Tutti i diritti riservati Dedicato a mio

Dettagli

01 - Partenza Nessun Testo

01 - Partenza Nessun Testo 01 - Partenza Nessun Testo 02 - Foschie Estive Foschie estive ci avvolgono gia' dal risveglio Fuggire le persone e' cosi' facile Foschie estive ci avvolgono gia' dal risveglio Perdere il controllo di noi

Dettagli

YUICHI KIMURA IN UNA NOTTE DI TEMPORALE SALANI EDITORE, FIRENZE, 2007

YUICHI KIMURA IN UNA NOTTE DI TEMPORALE SALANI EDITORE, FIRENZE, 2007 YUICHI KIMURA IN UNA NOTTE DI TEMPORALE SALANI EDITORE, FIRENZE, 2007 In una notte di temporale La capra non aveva ancora capito che il suo compagno era un lupo. Anch io, se fossi capitato in questa capanna

Dettagli

La Gatta testo bucato

La Gatta testo bucato Canzoni italiane Gino Paoli ( La gatta testo bucato ) Gino Paoli ( La gatta ) Gino Paoli ( Sapore di sale ) Gino Paoli ( Il cielo in una stanza ) Roberto Vecchioni ( Samarcanda ) Gian Maria Testa ( L emigrante

Dettagli

ANNA MARCHESINI È arrivato l arrotino

ANNA MARCHESINI È arrivato l arrotino ANNA MARCHESINI È arrivato l arrotino Proprietà letteraria riservata 2016 Rizzoli / Rizzoli Libri S.p.A. ISBN 978-88-17-08911-1 Prima edizione: ottobre 2016 È arrivato l arrotino Nota dell editore Anna

Dettagli

Scongiurare un pericolo

Scongiurare un pericolo http://italianosemplicemente.com/ Impara a comunicare in Italiano. Semplicemente Scongiurare un pericolo Buongiorno amici. Buona giornata a tutti gli amici di Italiano Semplicemente. Oggi per la sezione

Dettagli

Flavia Santoianni I NOVE DESIDERI

Flavia Santoianni I NOVE DESIDERI I nove desideri Flavia Santoianni I NOVE DESIDERI www.booksprintedizioni.it Nel sito http://pedagogiadidattica.wordpress.com/ vi è una sezione relativa al volume per una possibile lettura guidata del

Dettagli

LEGGO ANCH'IO! La zuppa di chiodo

LEGGO ANCH'IO! La zuppa di chiodo LEGGO ANCH'IO! La zuppa di chiodo fiaba popolare In una notte buia e tempestosa un mendicante bussò alla porta di una casa e chiese rifugio. Una vecchia rispose che se voleva poteva entrare, ma non doveva

Dettagli

Ti racconto una storia

Ti racconto una storia Asilo Ferrario Mezzago 1913-2013 Ti racconto una storia Testi di Elisa Asnaghi Illustrazioni di Serena Liistro Parrocchia l Assunta Mezzago Scuola dell Infanzia e Nido Ferrario 1913-2013 Asilo Ferrario

Dettagli

PROCEDIMENTO NR. 8/08 CORTE D ASSISE E NR. 9066/2007 R.G.N.R. ELENCO DELLA DIFESA DI AMANDA KNOX TRASCRIZIONI INTERCETTAZIONI TELEF.

PROCEDIMENTO NR. 8/08 CORTE D ASSISE E NR. 9066/2007 R.G.N.R. ELENCO DELLA DIFESA DI AMANDA KNOX TRASCRIZIONI INTERCETTAZIONI TELEF. PROCEDIMENTO NR. 8/08 CORTE D ASSISE E NR. 9066/2007 R.G.N.R. ELENCO DELLA DIFESA DI AMANDA KNOX TRASCRIZIONI INTERCETTAZIONI TELEF. Nr. 27 Data. 05.11.2007 Ora inizio 18:00:12 Ora fine 18:06:49 Intercettazioni

Dettagli

LA STORIA DEI COLORI leggenda messicana

LA STORIA DEI COLORI leggenda messicana LA STORIA DEI COLORI leggenda messicana http://www.didaweb.net/risorse/visita.php?url=http://fc.retecivica.milano.it/rcmweb/ tesoro/suk/colores/index.htm Mucho, mucho tiempo atrás, la Guacamaya era fea

Dettagli

Il mio universo, mia mamma

Il mio universo, mia mamma Il mio universo, mia mamma Anna Orsola D Avino IL MIO UNIVERSO, MIA MAMMA romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Anna Orsola D Avino Tutti i diritti riservati Dedicato alla donna stupenda che

Dettagli

A.1 Osserva l'immagine: a cosa ti fa pensare? Parlane con un compagno.

A.1 Osserva l'immagine: a cosa ti fa pensare? Parlane con un compagno. A.1 Osserva l'immagine: a cosa ti fa pensare? Parlane con un compagno. A.2 Ora ascolterai una canzone che si intitola Io sono Francesco. Secondo te di cosa parla? Parlane con un compagno. B.1 Ora ascolta

Dettagli

Anna Cherubini. L amore vero. Rizzoli

Anna Cherubini. L amore vero. Rizzoli Anna Cherubini L amore vero Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2016 Rizzoli/RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-08349-2 Prima edizione: marzo 2016 p. 139 Linea d ombra (Lorenzo Cherubini Michele

Dettagli