1.1 Paesaggio e Clima
|
|
|
- Emilia Tucci
- 8 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 1.1 Paesaggio e Clima La prevalente origine vulcanica del territorio della provincia di Viterbo tenderebbe a favorire una certa omogeneità floristico-vegetazionale che è invece arricchita dalla presenza dei due bacini lacustri principali, il lago di Bolsena e il lago di Vico, nonché dai piccoli laghi di Mezzano e Monterosi, non meno significativi sul piano naturalistico (Scoppola 1995). La provincia di Viterbo ha una scarsa densità di abitanti (76 ab/kmq contro i 188 in media dell Italia e 294 del Lazio) ed è scarsamente industrializzata; questa situazione ha favorito la presenza di grandi beni ambientali e storici che è necessario tutelare e valorizzare. Inoltre è di notevole interesse un elemento molto importante per la caratterizzazione del paesaggio, ovvero l integrazione dell ambiente naturale con le attività agricole e forestali praticate nell area. Una delle tipicità del territorio provinciale è costituita dalle forre, elemento caratteristico della morfologia e del paesaggio di questa zona. Le forre della provincia di Viterbo, profonde incisioni scavate nei substrati vulcanici dall erosione delle acque, sono presenti in zone diverse e al loro interno presentano tuttavia delle omogeneità in relazione a determinati parametri che sono: contesto territoriale di uso del suolo; altitudine; esposizione; litologia. Il territorio, sulla base della modalità d uso prevalente, può essere diviso in due ambiti di estensione più o meno equivalente. Il primo comprende l area di Acquapendente e i bacini del Fiora, dell Arrone e del Marta, mentre il secondo comprende gli affluenti del Tevere, la valle del Treja e il bacino del Mignone. Nel primo ambito, più settentrionale, le forre si trovano immerse in un tessuto agricolo ampiamente diffuso tanto che i boschi di latifoglie costituiscono la seconda tipologia di uso del suolo dopo quella agricola. Nel secondo, invece, più meridionale, l estensione dei terreni agricoli è decisamente inferiore. Qui siamo di fronte ad un paesaggio costituito prevalentemente da boschi di latifoglie, oliveti e frutteti, con prevalenza di coltivazioni di nocciolo, presenza quest ultima che rientra in ambito agricolo visto l uso che di tale coltura si fa e che può provocare un inquinamento del suolo da pesticidi e fertilizzanti, laddove si pratichi un trattamento convenzionale. In relazione all altitudine si individuano tre ambiti paesaggistici omogenei che possono o no comprendere le forre: la zona del Monte Cimino e un area costiera sul versante occidentale comprendente i bacini del Fiora, dell Arrone, del Marta e del Mignone, con una quota che va da 0 a 300 metri che non comprendono alcuna forra; un area orientale di cui fanno parte gli affluenti del Tevere e la valle del Treja dove le forre sono ampiamente diffuse; un ambito centrale con una quota che va dai 300 ai 700 metri, che attraversa il territorio provinciale da Nord a Sud e comprende le forre più settentrionali (area di Acquapendente). La classificazione, in base all esposizione, è più complessa e articolata in quanto non è possibile individuare delle aree ben definite, ma piuttosto degli ambiti ampi, dai contorni molto sfumati, con esposizioni prevalenti. Un altra tipicità del territorio Viterbese è evidente nell area di Bagnoregio, dove il paesaggio è modellato nelle caratteristiche forme dei calanchi, ai piedi dei quali i corsi d acqua sono incastonati all interno delle forre. Qui sono evidenti, negli ambiti stratigrafici presenti in affioramento nelle forre, le argille plioceniche, profondamente erose lungo gli impluvi, che scalzano lo sperone tufaceo sovrastante, dando luogo a fenomeni di dissesto. Per tali motivi a Civita di Bagnoregio è stato dato il caratteristico attributo di città che muore anche se essa costituisce un forte richiamo turistico. Il clima dell Alto Lazio presenta notevoli affinità con quello dei territori limitrofi della Toscana meridionale ed è nettamente differenziato rispetto al settore meridionale della regione
2 (Blasi, 1992). Si definisce fitoclima l insieme delle caratteristiche macro e microclimatiche che determinano l aggregazione delle specie vegetali in associazioni. Il Lazio ha condizioni fitoclimatiche molto diverse man mano che ci si allontana dal mare e si va verso l interno e ci si alza di quota e a seconda che i suoli siano di tipo vulcanico o calcareo. Nel territorio provinciale vi sono stazioni che rilevano dati sulla temperatura e sulla piovosità. Un confronto tra le più rappresentative consente di evidenziare le differenze climatiche del territorio provinciale. I dati sono riportati secondo il diagramma di Walter e Lieth. Il diagramma riporta sull'ascissa i mesi dell'anno, sull'ordinata di destra le precipitazioni medie del periodo di riferimento e a sinistra le medie delle temperature. I valori delle temperature sono riportati a scala doppia rispetto a quelli di precipitazioni (1 C = 2 mm). Quando i valori mensili delle precipitazioni superano i 100 mm il periodo piovoso viene rappresentato, oltre questo valore, in nero e a scala dieci volte più piccola di quella precedentemente adottata per le precipitazioni mensili minori di 100 mm. Così elaborato, il diagramma consente il confronto grafico fra il regime termico e quello pluviometrico annuale; quando la curva delle precipitazioni scende sotto quella della temperature medie(p < 2T) il periodo interessato deve considerarsi arido. I dati riguardanti le precipitazioni e le temperature relativi alla stazione termopluviometrica di Viterbo si riferiscono al periodo ; questi evidenziano come la precipitazione media annuale sia pari a 766 mm con un periodo autunnale più piovoso con valori che raggiungono i 115,36 mm a novembre, mentre a luglio si registra la maggiore siccità (20,87mm) (Fig.1.2.1). Le temperature medie annue sono di 13,76 C, con temperature medie minime che si registrano il mese di gennaio (6,05 C) e le massime nel mese di agosto (23,76 C). Le temperature minime assolute sono anch esse in gennaio (- 4 C) e le massime ad agosto (35 C). Vi è una aridità estiva debole a luglio, agosto e sporadicamente a giugno e il freddo è prolungato da ottobre a maggio. Fig :Diagramma di Walter e Lieth
3 Fonte: Carta del Fitoclima del Lazio Carlo Blasi Le correnti umide del mar Tirreno caratterizzano il clima in senso oceanico influenzando in gran parte le tipologie della vegetazione spontanea della provincia. Dalla zona costiera verso l interno si verifica il passaggio dalla regione mediterranea a quella temperata attraversando aspetti di transizione che rientrano sia nella regione mediterranea che in quella temperata (Blasi, 1993). Si passa cioè da una zona più calda e asciutta della fascia costiera ad un clima decisamente più fresco e umido delle aree collinari e montane interne. Nei diagrammi seguenti è possibile osservare la differenza che si riscontra tra Tarquinia, località sul litorale, e Soriano, località pedemontana sul M. Cimino. La prima località, nella Regione Mediterranea, (Fig ) è caratterizzata da precipitazioni scarse (593 mm 811 mm) e da temperature medie di 15,5 C. L aridità è intensa da maggio ad agosto con valori non elevati ad aprile. Andando verso l interno nella zona a ridosso del M. Cimino (Fig ) si ha il passaggio alla zona temperata in cui si hanno precipitazioni abbondanti con aridità assente o molto debole e temperature medie intorno ai 13 C. Durante l inverno c è un forte stress da freddo con temperature basse che si prolungano da ottobre a maggio. Il diagramma riporta le caratteristiche climatiche della località di Soriano al Cimino. Fig :Diagramma di Walter e Lieth Fonte: Carta del Fitoclima del Lazio Carlo Blasi
4 Fig :Diagramma di Walter e Lieth Fonte: Carta del Fitoclima del Lazio Carlo Blasi Nel suo insieme la provincia di Viterbo possiede poche emergenze vegetazionali di tipo mediterraneo a causa della più generale vocazione forestale di tipo mesofilo (umido) che viene ulteriormente accentuata dalle caratteristiche del suolo. La vegetazione che si sviluppa in corrispondenza di tali condizioni è costituita da cerrete, castagneti, querceti misti con cerro (Quercus cerris), roverella (Q. pubescens), rovere (Q. petraea) e farnia (Q. robur). Nei casi in cui l aridità estiva diviene significativa a causa di frequenti venti caldi e del cielo limpido, su substrati
5 idonei fortemente acclivi ed in esposizioni termofile si hanno consociazioni miste di sclerofille (piante con foglie coriacee e sempreverdi, come il leccio o la fillirea) e caducifoglie (piante che perdono le foglie in inverno, come la roverella, l olmo, l acero ecc.). Solo per una ristretta fascia costiera si rinvengono pertanto con una certa continuità specie tipiche dell ambiente mediterraneo, come lentisco (Pistacia lentiscus), corbezzolo (Arbutus unedo L.), fillirea o ilatro comune (Phyllirea latifolia), mirto (Myrtus communis L.), tutte specie che, oltre a dar luogo a fisionomie specifiche, si ritrovano come elementi del sottobosco nei querceti caducifogli presenti lungo il litorale.
IL CLIMA MEDITERRANEO MEDITERRANEA
IL CLIMA MEDITERRANEO E LA MACCHIA MEDITERRANEA Il clima mediterraneo, secondo la classificazione climatica è il meno esteso dei climi temperati. È caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva
Tempo e clima. Tempo meteorologico. Clima. condizione momentanea determinata dai vari elementi meteorologici che si verifica in un preciso momento
Tempo e clima Tempo meteorologico condizione momentanea determinata dai vari elementi meteorologici che si verifica in un preciso momento Clima media delle condizioni meteorologiche verificatesi in un
Relazione Agropedologica
Comune di San Lorenzo del Vallo PSC Piano Strutturale Comunale LA PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO AGRARIO E FORESTALE Relazione Agropedologica Rossano (CS) lì, 22 maggio 2008 Roberto Sabatino Dott. Agronomo
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE TEMPERATE CALDE MEDITERRANEE A SICCITA ESTIVA
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE TEMPERATE CALDE MEDITERRANEE A SICCITA ESTIVA Introduzione Continuiamo la trattazione sui climi italiani affrontando l analisi del clima mediterraneo identificato, nella convenzione
La flora dell Appennino dell Emilia-Romagna
La flora dell Appennino dell Emilia-Romagna Alessandro Alessandrini, Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna Bologna I Mercoledì dell Archivio 10 Febbraio 2016 Definizioni: la flora La flora
La classificazione dei climi
La classificazione dei climi Clima: l'insieme delle condizioni meteorologiche che caratterizzano un luogo e determinano lo sviluppo degli organismi animali e vegetali. Climatologia: disciplina che studia
Evoluzione del clima in Veneto nell ultimo cinquantennio
DIPARTIMENTO PER LA SICUREZZA DEL TERRITORIO Centro Meteorologico di Teolo Evoluzione del clima in Veneto nell ultimo cinquantennio Il Veneto si colloca in una zona di transizione confinante a Nord con
lez. 2 Analisi fitoclimatica
Università degli Studi della Tuscia Dip. DAFNE Modulo di Geobotanica Applicata (Dott. Goffredo Filibeck) lez. 2 Analisi fitoclimatica Analisi fitoclimatica Dobbiamo isolare quei fattori che più controllano
Zone fitoclimatiche GLI AR I BUSTI DEL CAS C T AS ANETUM T
Zone fitoclimatiche GLI ARBUSTI DEL CASTANETUM IL TERRITORIO ITALIANO La morfologia e le condizioni climatiche sono così varie che sono presenti numerosi ecosistemi. La vegetazione si è diffusa e affermata
Mese di maggio Andamento meteorologico Sicilia Maggio 2015 Media regionale stazioni SIAS
Bollettino agrometeorologico regionale mensile REGIONE SICILIANA Assessorato Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca mediterranea Servizio VI - Assistenza Tecnica in Agricoltura Programmazione e Sistemi Informativi
PERCEZIONE DEL TERRITORIO
5.2 PERCEZIONE DEL TERRITORIO Di seguito viene proposta l identificazione del comune attraverso visuali di foto aeree, che ne riportano la reale conformazione fisica, e attraverso ricostruzioni tridimensionali
INQUADRAMENTO TERRITORIALE
INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il territorio comunale di Montebello Jonico ha una estensione di 55,67 Kmq ed è posizionato al margine meridionale dello spazio geografico che da secoli viene denominato con
Le precipitazioni sul Veneto - Valori mensili
Le precipitazioni sul Veneto - Valori mensili Adriano Barbi, Federica Checchetto, Irene Delillo, Francesco Rech Servizio Meteorologico Teolo (PD) ARPAV, Dipartimento Regionale Sicurezza del Territorio
Quercus petraea (Mattuschka) Liebl. (rovere)
Quercus petraea (Mattuschka) Liebl. (rovere) ambiente: boschi freschi su suolo generalmente acido e oligotrofico (povero di nutrienti) oppure su suoli ricchi, subacidi. corotipo: Europeo (Subatl.) Distribuzione
Climi e ambienti. Tempo atmosferico e clima
Climi e ambienti Tempo atmosferico e clima Il tempo atmosferico indica le condizioni meteorologiche di un luogo per un periodo di tempo molto breve. Quando in un luogo c è il sole, ad esempio, diciamo
I Boschi siciliani. Ecosistemi complessi
I Boschi siciliani Ecosistemi complessi Boschi sempreverdi di Leccio Sono boschi sclerofilli e sempreverdi, in genere piuttosto fitti e densi, caratterizzati dalla dominanza, nello strato arboreo, del
1.3.1 LA PRECIPITAZIONE
Allegato 13 1.3.1 LA PRECIPITAZIONE Precipitazioni annuali La precipitazione media annua (Figura 1.3), considerando i dati del periodo 1961-90, varia dagli 800 mm riscontrabili nella parte più meridionale
climaticamente questa vasta area ed eventualmente verificare se sono stati registrati cambiamenti significativi degli stessi
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE TEMPERATE UMIDE CON ESTATE CALDA Introduzione Con questo articolo inauguriamo una rassegna sui climi italiani iniziando da quelli identificati, nella convenzione internazionale,
I grandi biomi terrestri
I grandi biomi terrestri BIOMA: complesso di ecosistemi di un area geografica caratterizzato dalla vegetazione dominate. Si distinguono per alcune caratteristiche delle piante quali struttura (le forme
Introduzione. Distinguiamo tra. Clima. Tempo atmosferico
Il Clima Introduzione Distinguiamo tra Tempo atmosferico Clima Il complesso delle condizioni meteorologiche (temperatura, pressione, umidità ) che sono responsabili dei venti, della copertura nuvolosa
ANALISI CLIMATICA DELLA PRIMAVERA 2015
Provincia Autonoma di Trento METEOTRENTINO REPORT ANALISI CLIMATICA DELLA PRIMAVERA 15 Agosto 15 Dipartimento Protezione Civile Servizio Prevenzione Rischi Ufficio Previsioni e Pianificazione Via Vannetti,
La vocazionalità territoriale per l olivo
La vocazionalità territoriale per l olivo in provincia di Piacenza Dr. Alessandro Ferrarini Università di Parma [email protected] Dr. Alessandro Ferrarini 1 Obiettivi del lavoro svolto 1 definire il profilo
Latitudine e precipitazioni
Macroclima (clima regionale) il tipo di clima che si manifesta a livello territoriale in relazione con la geografia (long, lat, orografia, altitudine, ecc.) Mesoclima la variazione del macroclima, in relazione
DESCRIZIONE GEOSITO 15: MONTE CASOLI
DESCRIZIONE GEOSITO 15: MONTE CASOLI A) DESCRIZIONE GEOLOGICA, NATURALISTICA E PAESAGGISTICA DEL GEOSITO Il geosito è situato nel territorio comunale di Bomarzo, a nord-ovest del centro abitato, in località
LA CLASSIFICAZIONE DEI CLIMI
LA CLASSIFICAZIONE DEI CLIMI Wladimir Köppen ha studiato il problema della classificazione dei climi per quasi cinquant'anni, e cioè fin dal 1884. Dopo un primo tentativo di classificazione, basato essenzialmente
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE MEDITERRANEE SECCHE TENDENTI ALLO STEPPICO
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE MEDITERRANEE SECCHE TENDENTI ALLO STEPPICO Introduzione Terminiamo la trattazione sui climi italiani affrontando l analisi delle aree caratterizzate da clima mediterraneo tendente
Elaborazione ERSAL CREMA ( )
. INQUADRAMENTO CLIMATICO In generale, l area oggetto di studio è caratterizzata da un regime di tipo continentale sublitoraneo, tipico della Pianura Padana, con inverni rigidi ed estati relativamente
La carta dei paesaggi italiani Colora la cartina dei grandi paesaggi italiani, seguendo le indicazioni della legenda.
La carta dei paesaggi italiani Colora la cartina dei grandi paesaggi italiani, seguendo le indicazioni della legenda. paesaggio alpino = verde paesaggio appenninico = rosso paesaggio padano = giallo paesaggio
Bollettino agrometeorologico regionale mensile. Mese di dicembre 2010
REGIONE SICILIANA Assessorato Risorse Agricole e Alimentari Servizio VI - Assistenza Tecnica in Agricoltura, Programmazione e Sistemi Informativi Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano Bollettino
IL CLIMA. 1. Hai mai visto un immagine come questa in televisione o sul. giornale? Cosa indicano questi simboli? Inserisci il nome vicino al. simbolo.
IL CLIMA 1. Hai mai visto un immagine come questa in televisione o sul giornale? Cosa indicano questi simboli? Inserisci il nome vicino al simbolo........ 1 Vento Pioggia Neve Variabile 1 In televisione
Elaborazione dati della qualità dell aria Provincia di Ravenna - Rapporto S.S.A. Sistema Complesso Qualità dell Aria, Rumore, CEM Pag.
2 - LE CONDIZIONI METEOROLOGICHE NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI RAVENNA (Elaborazioni grafiche a cura di Michele Stortini e Marco Deserti ARPA - S M R) 2.1 - Gli indicatori meteorologici per lo studio
PRINCIPI DI STRATIGRAFIA
PRINCIPI DI STRATIGRAFIA STRATIGRAFIA: parte della Geologia che studia la successione delle rocce sedimentarie secondo l ordine di deposizione e cerca di ricostruire gli originari ambienti di sedimentazione.
Settembre Il Clima in Piemonte. Arpa Piemonte Sistemi Previsionali
Il Clima in Piemonte Settembre 2014 In Piemonte il mese di Settembre 2014 è stato caratterizzato da temperature superiori alla norma e precipitazioni inferiori alla climatologia del periodo 1971-2000.
RILIEVO DEL VERDE ESISTENTE
RILIEVO DEL VERDE ESISTENTE L area in questione ricade, nell ambito della classificazione vegetazionale-forestale delle tipologie fitoclimatiche, nel Querco-Carpinetum boreoitalicum (Pignatti, 1953) con
8.8 Area Sardegna. Di seguito si riporta la lista degli interventi previsti nell Area Sardegna per i quali sono state sviluppate le schede intervento:
8.8 Area Sardegna Di seguito si riporta la lista degli interventi previsti nell Area Sardegna per i quali sono state sviluppate le schede intervento: - Rete AT provincia Carbonia-Iglesias. Sezione I -
Bollettino agrometeorologico regionale mensile Mese di aprile 2003
REGIONE SICILIANA Assessorato Agricoltura e Foreste Servizio IX - Assistenza Tecnica, Sperimentazione, Ricerca Applicata e Divulgazione Unità Operativa 5 SIAS - Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano
Parte VII 1 La componente geologica, idrogeologica e sismica
1 1 Inquadramento climatico 1.1 Il clima del territorio di Giussano Parte VII 1 La componente geologica, idrogeologica e sismica Il territorio del Comune di Giussano, ricade nel cosiddetto mesoclima padano,
COMUNE DI MONTALCINO
COMUNE DI MONTALCINO SIENA DPR. 160/10 - Pratica SUAP n. 323/16 ed PROCEDIMENTO DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA A VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE Relazione tecnica al fine di stabilire il reale limite
Servizio Agrometeorologico Regionale. Analisi climatica della Regione Toscana. Anno 2005
A.R.S.I.A. Agenzia Regionale Sviluppo e Innovazione nel Settore Agricolo-Forestale Servizio Agrometeorologico Regionale Analisi climatica della Regione Toscana Anno Maggio 6 Analisi climatica del territorio
Stazione di Padova Inquadramento territoriale Fitoclima Copertura del suolo Localizzazione stazione di monitoraggio aeropollinico
Stazione di Padova Inquadramento territoriale Dal punto di vista geografico la zona della città di Padova è collocata all'estremità orientale della Pianura Padana circa 1 km a nord dei Colli Euganei e
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE INTERCOMUNALE. Cantalupo Ligure. Carrega Ligure. COM 13 - Comuni della Val Borbera
[ ] Comunità Montana Agenzia di sviluppo TERRE DEL G I A R O L O Regione Piemonte Provincia di Alessandria PIANO DI PROTEZIONE CIVILE INTERCOMUNALE Albera Ligure Borghetto Borbera Cabella Ligure Cantalupo
MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA LE FORNACI (VITERBO)
MODELLI DI VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL'ARIA IMPIANTO DISCARICA LE FORNACI (VITERBO) 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E METEOROLOGICO La discarica Le Fornaci si trova nei pressi della città di Viterbo popolata
Il clima sulla Terra. e i diversi ambienti
Il clima sulla Terra e i diversi ambienti L'uomo ha tracciato idealmente altre linee per potersi meglio orientare sulla terra: queste linee si chiamano paralleli e meridiani. Meridiani e paralleli formano
FACOLTA DI ARCHITETTURA
CORSO DI LAUREA IN ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO Laboratorio di Pianificazione del Paesaggio Insegnamento Paesaggio Docente: SISTEMI DI CLASSIFICAZIONE DEL PAESAGGIO SOMMARIO 1) Basi teoriche: l ecologia
ANALISI CLIMATICA DELL AUTUNNO 2016
Provincia Autonoma di Trento METEOTRENTINO REPORT ANALISI CLIMATICA DELL AUTUNNO 216 Dipartimento Protezione Civile Servizio Prevenzione Rischi Ufficio Previsioni e Pianificazione Via Vannetti, 41-381
ATMOSFERA, CARATTERIZZAZIONE METEOCLIMATICA
1 / 20 ST-001 ALLEGATO I ATMOSFERA, CARATTERIZZAZIONE METEOCLIMATICA 2 / 20 ST-001 DESCRIZIONE DELLE CONDIZIONI METEOCLIMATICHE Gli impianti di trattamento e di compressione gas della Concessione Stoccaggio
ECOLOGIA DELLE PIANTE DI TASSO DELL ISOLA D ELBA. Dott.ssa Francesca Anselmi
ECOLOGIA DELLE PIANTE DI TASSO DELL ISOLA D ELBA Dott.ssa Francesca Anselmi Portoferraio, 08 ottobre 2009 Perché lo studio del tasso Taxus baccata L.: pianta estremamente antica, con complessa biologia;
LE PRECIPITAZIONI ALLUVIONALI DEL 30 GENNAIO - 4 FEBBRAIO 2014 IN VENETO.
METEO E CLIMA LE PRECIPITAZIONI ALLUVIONALI DEL 30 GENNAIO - 4 FEBBRAIO 2014 IN VENETO. Si riporta una breve sintesi della situazione meteorologica registrata con alcuni dati più significativi e confronti
La Valle d Aosta. il... (4 476 m). Il capoluogo di regione è...
La Valle d Aosta La Valle d Aosta confina a nord con la......, a est e a sud con il..., a ovest con la... È una regione completamente...... Le sue cime principali sono: il...... (4 810 m), il...... (4
L analisi fitoclimatica nella progettazione e pianificazione naturalistica:
Università degli Studi della Tuscia Dip. DAFNE Corso di Geobotanica Applicata 2014-2015 (Dott. Goffredo Filibeck) Università degli Studi della Tuscia L analisi fitoclimatica nella progettazione e pianificazione
Quercus trojana Webb (Quercia di Macedonia)
Quercus trojana Webb (Quercia di Macedonia) ambiente: boschi termofili su substrati prevalentemente calcarei. corotipo: N Medit. orientale Distribuzione italiana: E presente esclusivamente nella Murgia
LEZIONE N. 4 SCIENZE MISURA DELLA CIRCONFERENZA TERRESTRE
Date: 13 e 27 ottobre 2015 Docente: Claudio Lancini LEZIONE N. 4 SCIENZE MISURA DELLA CIRCONFERENZA TERRESTRE Già al tempo degli antichi Egizi, molti scienziati avevano capito che la Terra non era piatta
Unità 8 - Il clima e le sue variazioni
1 1. I climi del pianeta: le fasce climatiche Nella Terra si distinguono in base alla latitudine: 5 GRANDI FASCE CLIMATICHE delimitate da isoterme 1 FASCIA CALDA TROPICALE 2 FASCE TEMPERATE 2 FASCE FREDDE
Influenza del cambiamento climatico sulla biodiversità e sugli ecosistemi delle aree Protette
Perché si parla di cambiamenti climatici? Queste sono alcune delle variazioni finora riscontrate (i fatti): Negli ultimi 150 anni la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di circa 0.74
- Censimento degli alberi monumentali - Uso del suolo
Dott. Marco Bagnoli - Censimento degli alberi monumentali - Uso del suolo ALBERI MONUMENTALI Quadro normativo: - la legge n. 60 del 1998 della Regione Toscana definisce alberi monumentali di alto pregio
INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI COMPONENTE FORESTALE
REGIONE BASILICATA Dipartimento Ambiente, Territorio, Politiche della Sostenibilità Nome del Sito Codice SIC Serra di Calvello IT9210240 RETE NATURA 2000 Rilevatori / data Falconeri Giuseppe, Ferraro Luciano
