GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SAP 2011
|
|
|
- Silvio Ricci
- 8 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DELLA SAP 2011 PREMESSA La Scheda per l Aggiornamento del PAI (SAP) 2011, rappresenta uno strumento finalizzato alla raccolta standardizzata di informazioni di base e dati sul territorio che sono necessari per avviare la revisione del PAI Calabria. Si segnaleranno dunque tutti gli eventi di frana, inondazione e di erosione costiera/mareggiata che hanno interessato il territorio di competenza dal 2001 fino alla data di compilazione della scheda. Inoltre si rappresenteranno tutti gli interventi progettuali per la messa in sicurezza delle aree in dissesto che sono stati realizzati, che sono in fase di completamento, oppure che sono stati solo programmati sulla base di apposita documentazione progettuale. La SAP 2011 è costituita da 5 sezioni: sezione A) DATI GENERALI; sezione B) RISCHIO FRANA; sezione C) RISCHIO INONDAZIONE; sezione D) RICHIO EROSIONE COSTIERA MAREGGIATE; sezione E) INTERVENTI. Le 3 sezioni B), C), D), relative alla segnalazione degli eventi di dissesto e la sezione E), che riguarda gli interventi progettuali, si compongono di una scheda descrittiva specifica S B1, S C1, S D1 ed S E1, dove sono indicate le informazioni richieste. Ovviamente la sezione D) e la relativa scheda specifica S D1, riguardano esclusivamente i Comuni costieri. È necessario che ogni scheda descrittiva specifica sia accompagnata da uno stralcio cartografico in cui perimetrare le aree vulnerate e/o di intervento. A tal riguardo si puntualizza quanto segue. Per la perimetrazione delle aree vulnerate, SEZIONI B) C) D), e per l identificazione degli interventi progettuali, sezione E), deve essere necessariamente utilizzata la Carta Tecnica Regionale (CTR) 1:5.000 della Regione Calabria (consultabile e/o acquistabile sul sito In caso sia disponibile altra cartografia, utile a meglio rappresentare gli elementi indicati, essa potrà essere ulteriormente allegata alla CTR. Non verrà quindi ritenuto conforme l utilizzo esclusivo di altri supporti cartografici, per cui verrà richiesta opportuna integrazione al fine di considerare esaustivo il documento trasmesso. La documentazione disponibile ritenuta utile a completare il quadro informativo fornito relativamente ad ogni fenomeno e/o intervento progettuale segnalato, andrà possibilmente allegata alla scheda di riferimento, e ne costituirà un appendice. Di seguito si forniscono alcune indicazioni utili alla compilazione delle singole sezioni. SEZIONE A) Le informazioni richieste nella SEZIONE A), riguardano gli strumenti di pianificazione vigenti nel territorio di competenza, compresi i Piani di Protezione Civile, nonché la disponibilità di dati cartografici. A1) Strumenti di pianificazione territoriale in vigore: con riferimento alla data di compilazione della scheda, si chiede di indicare nelle note lo stato di attuazione della pianificazione specificando per ognuno degli strumenti urbanistici la fase in cui si trova nell iter amministrativo. Sempre nelle note inoltre, bisogna indicare se è in corso la redazione di nuovi Piani o se sono previste varianti di quelle esistenti. A2) Piano Comunale di Protezione Civile: disponibilità e stato attuativo del Piano di Protezione Civile con identificazione, nelle note, delle diverse tipologie di rischio rappresentate attraverso apposite carte tematiche, da allegare. A3) Trasposizione delle perimetrazioni PAI sugli strumenti di pianificazione territoriale ed utilizzo dei relativi dati vettoriali ABR: indicare se è avvenuta la trasposizione delle diverse aree a vincolo del PAI sui propri strumenti di pianificazione e se si dispone dei relativi dati vettoriali.
2 A4) Disponibilità di rilievi aerofotogrammetrici del territorio di competenza: indicare se, oltre la Cartografia Tecnica Regionale (CTR) in scala 1:5.000, sono disponibili ulteriori strumenti cartografici, derivati da rilievi specifici. SEZIONE B RISCHIO FRANE) In questa sezione si segnaleranno nuovi fenomeni franosi non censiti dal PAI e/o le riattivazioni di frane già censite dal PAI, occorsi dal 2001 ad oggi. Per ciascun evento andrà compilata la relativa scheda specifica S B1, cui si attribuirà un numero progressivo e si indicheranno gli estremi della località. Ogni elaborato che costituisce un allegato alla scheda, dovrà recare una annotazione, facilmente leggibile, in cui si riporterà il numero della scheda cui si riferisce e la località: (Scheda S B 1 n scheda., località...). Nell allegato cartografico i fenomeni franosi andranno perimetrati con una polilinea a tratto continuo. SCHEDA S B1 Lettera a): perimetrare i fenomeni franosi utilizzando necessariamente la CTR regionale in scala 1:5.000; per consentire una più agevole individuazione delle aree in dissesto si possono allegare, in aggiunta alla CTR, altri stralci cartografici di maggior dettaglio. Lettera c): se il fenomeno attivatosi è stato caratterizzato da un unico evento parossistico ben identificabile, ad esempio il cedimento improvviso di una porzione di versante, di una scarpata rocciosa, ecc., se ne indicherà la data di accadimento, con riferimenti orari se disponibili; se l evoluzione complessiva è stata contraddistinta da più eventi parossistici, ma sempre singolarmente ben distinguibili (riattivazioni successive), si indicheranno le date di ogni evento. Se un fenomeno, invece, non ha evidenziato aspetti parossistici ma piuttosto evolve progressivamente nel tempo manifestandosi, ad esempio, unicamente attraverso la formazione continua di deformazioni e fenditure riscontrabili sul suolo e/o sui manufatti, si indicherà come data quella in cui si è avuta evidenza della sua attivazione (fenomeno attivo dal...). Lettera d): indicare se si tratta di un fenomeno franoso riportato del PAI. Lettera e): persone presenti nel momento di accadimento del fenomeno che hanno subito danni diretti. Lettera f): si indicherà il totale complessivo di residenti nell area vulnerata, anche se non hanno subito danni diretti. Lettera g): per ognuna delle tipologie elencate, indicare numero di elementi esposti e, se danneggiati, funzionalità
3 Lettera h): indicare i provvedimenti adottati nella immediatezza dell evento per la salvaguardia di Lettera i): riportare, in allegato alla scheda, ogni utile documentazione specifica disponibile. SEZIONE C RISCHIO INONDAZIONE) In questa sezione si segnaleranno gli eventi di inondazione occorsi dal 2001 ad oggi. Per ciascun evento andrà compilata la relativa scheda specifica S C1, cui si attribuirà un numero progressivo e si indicheranno gli estremi della località. Ogni elaborato che costituisce un allegato alla scheda, dovrà recare una annotazione, facilmente leggibile, in cui si riporterà il numero della scheda cui si riferisce e la località: (Scheda S C 1 n scheda., località...). Le porzioni di territorio vulnerate andranno delimitate con una polilinea a tratto continuo. SCHEDA S C1 Lettera a): perimetrare le aree vulnerate utilizzando necessariamente la CTR regionale in scala 1:5.000; per consentire una più agevole individuazione delle aree si possono allegare, in aggiunta alla CTR, altri stralci cartografici di maggior dettaglio. Lettera c): denominazione del corso d acqua. Lettera d): riportare la data di evento, se possibile con il riferimento orario (inizio fine). Lettera e): indicare se si tratta di un area perimetrata nel PAI. Lettera f): persone presenti nel momento di accadimento del fenomeno che hanno subito danni diretti. Lettera g): si indicherà il totale complessivo di residenti nell area vulnerata, anche se non hanno subito danni diretti. Lettera h): per ognuna delle tipologie elencate, indicare numero di elementi esposti e, se danneggiati, funzionalità Lettera i): indicare i provvedimenti adottati nella immediatezza dell evento per la salvaguardia di Lettera j): riportare, in allegato alla scheda, ogni utile documentazione specifica disponibile.
4 SEZIONE D RISCHIO EROSIONE COSTIERA/MAREGGIATE) In questa sezione si segnaleranno gli eventi di erosione costiera/mareggiata, occorsi dal 2001 ad oggi. Per ciascun evento andrà compilata la relativa scheda specifica S D1, cui si attribuirà un numero progressivo e si indicheranno gli estremi della località. Ogni elaborato che costituisce un allegato alla scheda, dovrà recare una annotazione, facilmente leggibile, in cui si riporterà il numero della scheda cui si riferisce e la località: (Scheda S D 1 n scheda., località...). Le porzioni di territorio vulnerate andranno delimitate con una polilinea a tratto continuo. SCHEDA S D1 Lettera a): perimetrare le aree vulnerate utilizzando necessariamente la CTR regionale in scala 1:5.000; per consentire una più agevole individuazione delle aree si possono allegare, in aggiunta alla CTR, altri stralci cartografici di maggior dettaglio. Lettera c): indicare se a seguito dell evento si e determinata una evidente modificazione della linea di riva, sia in arretramento che in avanzamento. lettera d): riportare la data di evento, se possibile con riferimento orario (inizio fine). lettera e): indicare se si tratta di un area perimetrata nel PAI. lettera f): persone presenti nel momento di accadimento del fenomeno che hanno subito danni diretti. lettera g): si indicherà il totale complessivo di residenti nell area vulnerata, anche se non hanno subito danni diretti. lettera h): per ognuna delle tipologie elencate, indicare numero di elementi esposti e, se danneggiati, funzionalità Lettera i): indicare i provvedimenti adottati nella immediatezza dell evento per la salvaguardia di Lettera j): riportare, in allegato alla scheda, ogni utile documentazione specifica disponibile. SEZIONE E INTERVENTI) In questa sezione si forniranno i rapporti sugli interventi di messa in sicurezza delle aree a rischio e/o pericolo di frana, di inondazione e di erosione costiera/mareggiate eventualmente realizzati, o programmati, nel periodo 2001/2011. Per ciascun intervento andrà compilata la relativa scheda specifica S E1, cui si attribuirà un numero progressivo e si indicheranno gli estremi della località ed il titolo del progetto. Ogni elaborato che costituisce un allegato alla scheda, dovrà recare una annotazione, facilmente leggibile, in cui si indicherà il numero della scheda cui si riferisce e la località: (Scheda S E 1 n scheda., località..., titolo del progetto...).
5 SCHEDA S E1 Lettera a): indicare l area dell intervento utilizzando necessariamente la CTR regionale in scala 1:5.000; in aggiunta alla CTR, si possono allegare altri stralci cartografici di maggior dettaglio. Lettera b): indicare il canale di finanziamento utilizzato o quello che si prevede di attivare. Lettera c): indicare l importo finanziato o previsto. Lettera d): indicare se il progetto riguarda un area PAI. Lettera e): indicare la data di accadimento del dissesto. Lettera f): indicare la tipologia di dissesto, frana, alluvione, mareggiata/erosione costiera, ovvero se si tratta di tipologia combinata. Se l intervento progettuale riguarda un evento descritto in una delle precedenti schede specifiche (S B1, S C1 o S D1 ), riportare a margine della descrizione, tra parentesi, il numero della relativa scheda. Lettera g): indicare il numero di persone che hanno subito danni diretti a seguito dell evento. Lettera h): indicare quali elementi strutturali e/o infrastrutturali sono stati danneggiati e in che misura. Lettera i): elencare le tipologie di intervento adottate. Lettera j): indicare se trattasi di uno stralcio funzionale che necessita di ulteriori interventi progettuali per eliminare compiutamente le condizioni di pericolo/rischio residue. Lettera k): indicare lo stato di avanzamento dei lavori se l intervento è in fase di realizzazione, ovvero, se è ancora in una fase progettuale, specificarne il livello. Lettera l): riportare, in allegato alla scheda, ogni utile documentazione specifica disponibile.
Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.) (ART.1 D.L. 180/98 CONVERTITO CON MODIFICHE CON LA L.267/98 E SS.MM.II.
REPUBBLICA ITALIANA Regione Siciliana Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AMBIENTE Servizio 3 "ASSETTO DEL TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO (P.A.I.) (ART.1 D.L.
CATASTO DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO
COMUNE DI ZIANO PIACENTINO PROVINCIA DI PIACENZA CATASTO DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO Art. 10, comma 2, Legge 21.11.2000 n. 353 Adottato con Delibera di C.C. n. del Pubblicato all Albo Pretorio Comunale
Alcune realtà Regionali: Sicilia. Giovanni Pantaleo (Coordinatore Commissione Urbanistica Ordine Regionale Geologi di Sicilia)
Alcune realtà Regionali: Sicilia Giovanni Pantaleo (Coordinatore Commissione Urbanistica Ordine Regionale Geologi di Sicilia) Riferimenti normativi regionali in tema di pianificazione e gestione del territorio
PIANO DI BACINO STRALCIO SUL RISCHIO IDROGEOLOGICO (ai sensi dell art.1, comma 1, del D.L. 180/1998 convertito in L. 267/1998)
AUTORITÀ DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE CONSIGLIO DELLA PROVINCIA DI SAVONA PIANO DI BACINO STRALCIO SUL RISCHIO IDROGEOLOGICO (ai sensi dell art.1, comma 1, del D.L. 180/1998 convertito in L. 267/1998)
CONSIGLIO REGIONALE DELLA LIGURIA
CONSIGLIO REGIONALE DELLA LIGURIA ESTRATTO del Processo verbale dell adunanza del 18 luglio 2006 Seduta pubblica Sessione II ordinaria Intervenuti Consiglieri N. 33 Presidente Giacomo Ronzitti Consiglieri
Autorità dei bacini regionali del Lazio. Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (versione 2005 a sx e 2012 a dx)
Autorità dei bacini regionali del Lazio Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (versione 2005 a sx e 2012 a dx) Aree a pericolosità e rischio di frana Sulla base delle caratteristiche d intensità dei
LA CONOSCENZA DELLA PERICOLOSITA IDRAULICA PER UNA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE COMPATIBILE CON L ASSETTO IDROGEOLOGICO
I VINCOLI AMBIENTALI, ARCHITETTONICI PAESAGGISTICI ED ARCHEOLOGICI LA CONOSCENZA DELLA PERICOLOSITA IDRAULICA PER UNA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE COMPATIBILE CON L ASSETTO IDROGEOLOGICO RELATORE: Ing.
- Dott.ssa Geol. Paola Maldini - Geom. Rosaria Pizzonia
Alla redazione della Variante di coordinamento tra il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni e i Piani stralcio del bacino idrografico del fiume Reno hanno collaborato: - Dott.ssa Geol. Paola Maldini
Modelli di dati geografici
Modelli di dati geografici Modello Vettoriale Modello Raster I dati in formato grafico, utilizzabili dai G.I.S., si possono dividere in due categorie principali: DATI VETTORIALI DATI RASTER MONDO REALE
Paolo Campedel. Servizio Geologico Provincia Autonoma di Trento. Il Progetto IFFI Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia: metodologia e risultati
Analisi del dissesto nella Provincia Autonoma di Trento e contributo dell Inventario IFFI per la redazione della carta della pericolosità ai fini urbanistici Paolo Campedel Servizio Geologico Provincia
STUDIO ASSOCIATO DI GEOLOGIA SPADA di Spada Mario Orlandi Gian Marco Bianchi Susanna COMUNE DI AGRA. Provincia di Varese
COMUNE DI AGRA Provincia di Varese STUDIO GEOLOGICO, IDROGEOLOGICO E SISMICO DEL TERRITORIO COMUNALE, A SUPPORTO DEL NUOVO P.G.T. AI SENSI DELL ART. 57 DELLA L.R. 12/05 REV02 DEL NOVEMBRE 2009 NOTA TECNICA
Capo I Disposizioni generali Art. 1 Oggetto
Regolamento recante istruzioni tecniche per la redazione degli strumenti della pianificazione provinciale e comunale in materia di cave e torbiere, di recupero di cave dimesse o in abbandono e di riutilizzo
COMUNE DI SCANDICCI Provincia di Firenze
COMUNE DI SCANDICCI Provincia di Firenze PIANO URBANISTICO ATTUATIVO PER LA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO VILLAGGIO TURISTICO-CAMPEGGIO "LA QUERCE" località La Querce INDAGINI GEOLOGICHE INTEGRAZIONI ai sensi
Comune di Ferentillo
Comune di Ferentillo VARIANTE P.R.G. Comune di Ferentillo STUDIO GEOLOGICO RELAZIONE GEOLOGICA Soggetto realizzatore Data Dott. Geol. Luca Latella MARZO 2014 1 PREMESSA Su commissione del Comune di Ferentillo
Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.)
REPUBBLICA ITALIANA Regione Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente DIPARTIMENTO REGIONALE DELL AMBIENTE Servizio 3 "ASSETTO DEL TERRITORIO E DIFESA DEL SUOLO (P.A.I.) (Art. 67 del D.lgs.
VERONA. Roverè Veronese. Frana in più comuni. ex Cod. PAI. Nome. Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige -Aree in dissesto da versante- VARIANTE
- 238 - Nome Cod. IFFI ex Cod. PAI P1 P2 P3 P4 Frana in più comuni VERONA Roverè Veronese Pissarotta 230073500 Nuova La Bettola 230073600 7.620 Autorità di bacino nazionale del Fiume Adige -Aree in dissesto
Autorità di Bacino dei Fiumi Liri - Garigliano e Volturno
DELIBERA N. 4 IL COMITATO ISTITUZIONALE (seduta del 3 luglio 2014) Oggetto: Adozione Progetto di Variante al Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico Rischio di frana comuni di Bagnoli Irpino (AV), Baia
Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per la Difesa del Suolo
Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per la Difesa del Suolo Fornitura di Dati, Sistemi e Servizi per la Realizzazione del Sistema Informativo del Piano Straordinario
ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura
ART A Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura Specifiche Tecniche Poligonazione base Catastale Disposizioni Tecniche per i servizi di creazione poligoni Ver.01 Aggiornato al 1 luglio
Comune di Zibido San Giacomo. DOMANDA DI PIANO ATTUATIVO Ai sensi degli artt. 12,13,14,46 e 47 della Legge Regionale 16/03/2005, n.
Comune di Zibido San Giacomo Provincia di Milano N.P.G. Settore Tecnico Piazza Roma, 1 C.A.P. 20080 Tel. 02 90020241 Fax 02 90020221 DOMANDA DI PIANO ATTUATIVO Ai sensi degli artt. 12,13,14,46 e 47 della
SCHEMA DI NORMATIVA TIPO DI UN PIANO DI BACINO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO
AUTORITÀ DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE COMITATO TECNICO REGIONALE CRITERI PER L ELABORAZIONE DEI PIANI DI BACINO SCHEMA DI NORMATIVA TIPO DI UN PIANO DI BACINO STRALCIO PER L ASSETTO IDROGEOLOGICO RACCOMANDAZIONE
Comune di Petacciato (CB) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE GENERALE RAPPORTO AMBIENTALE
Comune di Petacciato (CB) VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PIANO REGOLATORE GENERALE VARIANTE GENERALE RAPPORTO AMBIENTALE RELAZIONE CONCLUSIVA E CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI Il Geologo : Dott. Vito
Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI)
Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) (Legge 18 Maggio 1989, n. 183, art.17 comma 6-ter) Direttiva "Attuazione del PAI nel settore urbanistico e aggiornamento dell Atlante dei rischi idraulici
CONTENUTO DELLA RELAZIONE TECNICA E CRITERI DI VALUTAZIONE
CONTENUTO DELLA RELAZIONE TECNICA E CRITERI DI VALUTAZIONE Nella predisposizione della Relazione tecnica di cui all art. 13, lettera B) del Disciplinare, ciascun concorrente è invitato a seguire lo schema
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE E LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI CONCESSIONE CON PROCEDURA ORDINARIA
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE E LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI CONCESSIONE CON PROCEDURA ORDINARIA La domanda va presentata in una copia originale con marca da bollo di 16,00 e due copie. Nel caso
La Previsione delle Frane in Emilia-Romagna a breve e lungo termine
La Previsione delle Frane in Emilia-Romagna a breve e lungo termine Marco Pizziolo, Giampiero Gozza Regione Emilia-Romagna - Servizio Geologico, sismico e dei Suoli Alcuni dati riassuntivi: 70.000 frane
Le iniziative del Ministero dell Ambiente in materia di difesa delle coste dal 2006 e gli obiettivi di indirizzo generali
Le iniziative del Ministero dell Ambiente in materia di difesa delle coste dal 2006 e gli obiettivi di indirizzo generali Leonardo Di Maggio Consulente Sogesid presso la Direzione Generale per la Salvaguardia
S.AMBROGIO DI VALPOLICELLA
AUTORITA' DI BACINO NAZIONALE DEL FIUME ADIGE PIANO STRALCIO PER LA TUTELA DAL RISCHIO IDROGEOLOGICO - BACINO DELL' ADIGE- REGIONE DEL VENETO AREE IN DISSESTO DA VERSANTE -VARIANTE- S.AMBROGIO DI VALPOLICELLA
L.R. n. 56/77 e successive modificazioni. Comune di VIGUZZOLO (AL). Variante Generale al Piano Regolatore Generale Comunale vigente. Approvazione.
REGIONE PIEMONTE BU20 16/05/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 6 maggio 2013, n. 15-5752 L.R. n. 56/77 e successive modificazioni. Comune di VIGUZZOLO (AL). Variante Generale al Piano Regolatore
PROGETTO STRADALE PROGETTO PRELIMINARE PROGETTO DEFINITIVO PROGETTO ESECUTIVO
PROGETTO STRADALE PROGETTO PRELIMINARE PROGETTO DEFINITIVO PROGETTO ESECUTIVO PROGETTO PRELIMINARE Deve consentire l individuazione a scala territoriale della più opportuna soluzione viaria in grado di
UNIONE DEI COMUNI DEL SARRABUS Provincia CA
UNIONE DEI COMUNI DEL SARRABUS Provincia CA LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE LOCALI EX OFFICINA ERSAT LOC. CASTIADAS CENTRO DEL COMUNE DI CASTIADAS Committente UNIONE DEI COMUNI DEL SARRABUS
PIANO ASSETTO IDROGEOLOGICO SAP 2011. Comune di/ente: Provincia di: Compilazione a cura di: Ruolo. Tel Fax e-mail. Esecutivo. In fase di redazione
Schede raccolta dati per l Aggiornamento del PAI SEZIONE A) A1) Strumenti di pianificazione territoriale in vigore. PSC PSA POT PAU Strumenti di Pianificazione Negoziata* *art. 32 L.R. n. 19/2002 e ss.mm.ii.
COMUNE DI CAPRINO VERONESE
AUTORITA' DI BACINO NAZIONALE DEL FIUME ADIGE PIANO STRALCIO PER LA TUTELA DAL RISCHIO IDROGEOLOGICO - BACINO DELL' ADIGE- REGIONE DEL VENETO AREE IN DISSESTO DA VERSANTE -VARIANTE- COMUNE DI CAPRINO VERONESE
Allegato. 4. La relazione di accompagnamento è strutturata nelle seguenti sezioni:
Allegato. 4 Format per la redazione della relazione di accompagnamento alla richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria di cui all articolo 7 del decreto legge 22 ottobre 2016, n.
COMUNE DI ROCCAPIEMONTE
COMUNE DI ROCCAPIEMONTE Provincia di Salerno Piazza Zanardelli, n. 3 84086 ROCCAPIEMONTE P. IVA: 00281590653 TEL. 081-936352 - FAX 081-5144488 www.comune.roccapiemonte.sa.it PIANO URBANISTICO COMUNALE
ATTIVITÀ DI AGGIORNAMENTO DEL CATASTO FRANE E DELLE OPERE DI DIFESA DELLA REGIONE FVG ATTRAVERSO LA PIATTAFORMA INFORMATICA SIDS CAPITOLATO TECNICO
ATTIVITÀ DI AGGIORNAMENTO DEL CATASTO FRANE E DELLE OPERE DI DIFESA DELLA REGIONE FVG ATTRAVERSO LA PIATTAFORMA INFORMATICA SIDS CAPITOLATO TECNICO 1.0 PREMESSA L attività definita dal presente capitolato
A relazione del Vicepresidente Cavallera:
REGIONE PIEMONTE BU11 14/03/2013 Deliberazione della Giunta Regionale 4 marzo 2013, n. 14-5460 L.R. 5.12.1977 n. 56 e successive modificazioni. Comune di VILLAFALLETTO (CN). Variante Generale al Piano
(marca da bollo da 14,62 ) RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA
DATA ARRIVO (marca da bollo da 14,62 ) RIF. PRATICA Spett.le Parco Monte Barro Via Bertarelli,11 23851 Galbiate (LC) RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA OPERE IL CUI IMPATTO PAESAGGISTICO E' VALUTATO
COMUNE DI CASNIGO RELAZIONE
COMUNE DI CASNIGO RELAZIONE DI VARIANTE AL P.G.T. PER AMPLIAMENTO INSEDIAMENTO PRODUTTIVO IN VIA PREDA N. 9 PER CONTO DELLA DITTA CILAS ALPINA S.R.L. CON PROCEDURA DI CUI ALL ART. 8 DEL D.P.R. 16072010
COMUNE DI FIRENZE SERVIZIO PROGRAMMAZIONE MOBILITÀ E PISTE CICLABILI
DIREZIONE NUOVE INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ Servizio Programmazione mobilità e piste ciclabili COMUNE DI FIRENZE DIREZIONE NUOVE INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ SERVIZIO PROGRAMMAZIONE MOBILITÀ E PISTE CICLABILI
AREE NON IDONEE IMPIANTI A BIOMASSA - FILIERA LIGNO-CELLULOSICA CARATTERISTICHE DELL'IMPIANTO
AREE NON IDONEE IMPIANTI A BIOMASSA - FILIERA LIGNO-CELLULOSICA AMBITI DI INTERESSE SITI inseriti nel patrimonio mondiale dell UNESCO e relative ZONE TAMPONE Siti UNESCO - candidature in atto Core zone
COMUNE DI ZIBELLO Provincia di Parma
COMUNE DI ZIBELLO Provincia di Parma Numero di posizione Protocollo generale Via Matteotti n.10 43010 Zibello (PR) Telefono 024/ 939717 / 024/939724 Fax 024/939742 [email protected] [email protected]
Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Tronto Il Segretario Generale
Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Tronto Il Segretario Generale DECRETO DEL SEGRETARIO GENERALE DELL AUTORITA DI BACINO INTERREGIONALE DEL FIUME TRONTO N. 11 del 30.07.2009 OGGETTO: Piano stralcio
Il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna: strumenti geografici digitali per la gestione e il monitoraggio del territorio
Il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna: strumenti geografici digitali per la gestione e il monitoraggio del territorio XX^ Conferenza Nazionale ASITA - Cagliari, 8-10 novembre 2016 Direzione generale
Desenzano del Garda ELENCO ELABORATI
Desenzano del Garda ELENCO ELABORATI L elenco degli elaborati di seguito riportato costituisce quadro di riferimento generale e completo del redigendo Piano di Governo del Territorio. Gli elaborati riportati
COMUNE DI LONDA. (provincia di Firenze )
COMUNE DI LONDA (provincia di Firenze ) VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO COMUNALE PER RICONFERMA DEL Comparto AT1- Via degli Imberta 1- RELAZIONE TECNICA ARCH. ALESSANDRA BOCCHERINI Via Brunelleschi
AGGREGATI EDILIZI E PIANIFICAZIONE
AGGREGATI EDILIZI E PIANIFICAZIONE INTERVENTI SU EDIFICI IN AGGREGATO DISSESTI IDROGEOLOGICI PIANIFICAZIONE URBANISTICA TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA Teramo, 9 giugno 2017 UFFICIO SPECIALE RICOSTRUZIONE
VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO
AREA R6 DI CASANOVA VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO RELAZIONE GEOLOGICA DI FATTIBILITA Dott. geol. Ferruccio Capecchi Pistoia 22 marzo 2011 Largo San Biagio 149 51100 PISTOIA Tel./fax 0573 24355 e-mail:[email protected]
Il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e l aggiornamento PAI, Rischio Idraulico Regione Calabria
26 Nov 2014 Autorità di Bacino Regione Calabria Il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e l aggiornamento PAI, Rischio Idraulico Regione Calabria Segretario Generale ABR Ing. Salvatore SIVIGLIA PIANO
A relazione dell'assessore Valmaggia:
REGIONE PIEMONTE BU20 18/05/2017 Deliberazione della Giunta Regionale 8 maggio 2017, n. 61-5025 L.R. n. 56/77 e successive modificazioni. Comune di Pietra Marazzi (AL). Approvazione della Variante strutturale
PRIME INDICAZIONI E DISPOSIZIONI PER LA STESURA DEI PIANI DI SICUREZZA
Città di Partinico Provincia di Palermo Affidamento in concessione del servizio di pubblica illuminazione e segnalazione semaforica, della manutenzione e gestione degli impianti e della progettazione ed
COMUNE DI VILLORBA SCUOLA PRIMARIA G. PASCOLI SAN SISTO DI VILLORBA LAVORI DI ADEGUAMENTO SISMICO E SOSTITUZIONE CALDAIA FASCICOLO TECNICO
prot. DC500-15-0092 COMUNE DI VILLORBA SCUOLA PRIMARIA G. PASCOLI SAN SISTO DI VILLORBA LAVORI DI ADEGUAMENTO SISMICO E SOSTITUZIONE CALDAIA Il committente Il Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione
AUTORITÀ DI BACINO REGIONALE COMITATO ISTITUZIONALE DELIBERAZIONE N. 13 DEL 07 MAGGIO 2014
COMITATO ISTITUZIONALE DELIBERAZIONE N. 13 DEL 07 MAGGIO 2014 Oggetto: Comune di Cagliari Studio di compatibilità idraulica, geologica e geotecnica ai sensi dell art. 8 comma 2 delle Norme di Attuazione
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti UNITÀ DI GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE PER LA NAVIGAZIONE ED IL DEMANIO MARITTIMO S.I.D. SISTEMA INFORMATIVO DEMANIO MARITTIMO GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL
MUDE Piemonte. Modalità operative relative al modello Permesso di Costruire
MUDE Piemonte Modalità operative relative al modello Permesso di Costruire STATO DELLE VARIAZIONI Versione Paragrafo o Pagina Descrizione della variazione V01 Tutto il documento Versione iniziale del documento
REGIONE SICILIA COMUNE DI MONREALE
REGIONE SICILIA COMUNE DI MONREALE Provincia di Palermo LAVORI DI Manutenzione straordinaria Immobili Comunali: Scuola Elementare di Grisì (Fraz. di Monreale). PROGETTO PRELIMINARE PRIME INDICAZIONI SULLA
COMUNE PERANO. (Provincia di Chieti) GESTIONE INTEGRATA IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE SUL TERRITORIO COMUNALE
COMUNE PERANO (Provincia di Chieti) Committente: Amministrazione Comunale di Perano Oggetto: GESTIONE INTEGRATA IMPIANTI DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE SUL TERRITORIO COMUNALE PRIME INDICAZIONI E MISURE FINALIZZATE
CATASTO INCENDI BOSCHIVI ELENCO PARTICELLE PERCORSE DAL FUOCO EVENTI ANNO Arch. Cinzia FRIGIO Dott.ssa Simona CARINI. Geom.
CATASTO INCENDI BOHIVI ELENCO PARTICELLE PERCORSE DAL FUOCO EVENTI ANNO 2007 Arch. Cinzia FRIGIO Dott.ssa Simona CARINI Geom. Enrico BRANCHINI Data: Gennaio 2008 NORMATIVA DI RIFERIMENTO...2 METODOLOGIA
L analisi della Condizione Limite per l Emergenza L esperimento della CLE di Faenza
convegno Commissione Tecnica di supporto e monitoraggio della Microzonazione Sismica titolo presentazione L analisi della Condizione Limite per l Emergenza L esperimento della CLE di Faenza autori Fabrizio
MODIFICHE PERIMETRO P.L.I.S Parco del basso corso del Fiume Brembo.
Comune di Madone Provincia di Bergamo MODIFICHE PERIMETRO P.L.I.S Parco del basso corso del Fiume Brembo. D.G.R. n. 8/6148 del 12/12/2007 Criteri per l'esercizio da parte delle Provincie della delega di
Rivisitazione del Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino Idrografico del Fiume Sele
AUTORITA DI BACINO REGIONALE CAMPANIA SUD ED INTERREGIONALE PER IL BACINO IDROGRAFICO DEL FIUME SELE Rivisitazione del Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico del Bacino Idrografico del Fiume Sele Elaborato
Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione relativa allo stato di fatto delle opere di captazione principali ed accessorie:
Elenco allegati richiesta rinnovo di derivazione da acque sorgive (da presentare in forma cartacea e su supporto informatico possibilmente firmati digitalmente) Alla domanda deve essere allegata la seguente
