La certificazione del cippato e del pellet
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- Agostina Colella
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1 La certificazione del cippato e del pellet Matteo Righetto Ecomondo 2013, Rimini, 7 novembre 2013
2 Domanda di legname Crescita dagli anni 70 dei consumi di legname a fini energetici Sviluppo dei consumi I da 3 a 10 volte il consumo attuale II stabilizzazione III ulteriore crescita
3 Ridotta trasportabilità Valore limitato della merce per unità di peso e di volume Biomasse legnose Energia termica Fonti rinnovabili e anche sostenibili?
4 Scopo della certificazione ambientale Garanzia per il consumatore che il prodotto o il servizio offerto o il complesso delle attività di produzione e commercializzazione provengono da aziende che si sono concretamente orientate alla tutela ambientale Gestione delle risorse forestali Produzione e commercializzazione dei prodotti legnosi
5 Certificazione di processo Valutazione del processo produttivo nel senso più ampio del termine, comprensivo non solo di tutte le risorse necessarie a svolgere le varie attività ma anche di tutte le complesse interrelazioni esistenti all interno e all esterno dell azienda. Le norme tecniche della serie EN definiscono le modalità di "Assicurazione della qualità del combustibile" in generale e per le singole filiere di pellet, bricchette, cippato e legna da ardere.
6 Certificazione di prodotto La certificazione di prodotto si basa su disciplinari ovvero su norme di prodotto. modalità con cui un prodotto viene ottenuto le sue caratteristiche Per quanto riguarda i combustibili legnosi le norme che definiscono le caratteristiche qualitative appartengono alla serie EN
7 Apriamo una parentesi Tipi di certificazione 1a parte (autodichiarazione) 2a parte (attestazione di conformità) 3a parte (organismo terzo)
8 La certificazione forestale il processo che porta all emissione, da parte di un organismo terzo e indipendente, di un certificato scritto che attesta che le forme di gestione boschiva in un ben determinato contesto territoriale (e di conseguenza estensibile a tutti prodotti da questo derivanti) rispondono a determinati requisiti di sostenibilità E necessario definire criteri e indicatori della gestione forestale sostenibile, ovvero i parametri qualitativi e quantitativi che, quando periodicamente valutati (misurati o osservati), permettano di valutare le performance ambientali e la sostenibilità dei sistemi di gestione forestale. Strumento di: tutela ambientale e gestione razionale delle foreste marketing per le imprese.
9 Gli schemi di certificazione forestale FSC-SECR Programme for Endorsement of Forest Certification schemes ha 646 certificati di CoC Forest Stewardship Council ha 1692 certificati di CoC
10 Realtà italiane certificate PEFC per la gestione forestale sostenibile Gruppo PEFC Veneto Gruppo PEFC Sudtiroler Bauerbund (BZ) Associazione Regionale Friuli Venezia Giulia Consorzio Forestale dell Amiata (GR)
11 Realtà italiane certificate FSC per la gestione forestale sostenibile Magnifica Comunità di Fiemme (TN) Consorzio Xiloimprese (SV) Riserva Naturale Monte Rufeno (VT) FSC-SECR-0051 ERSAF Ente Regionale per i Servizi all Agricoltura e alla Foreste (MI)
12 Oggetto della Certificazione Forestale 1) GESTIONE FORESTALE - GFS dal bosco all imposto (proprietà forestali) 2) RINTRACCIABILITÀ DI PRODOTTO - CoC (CHAIN-OF-CUSTODY) dall imposto al prodotto finito (industrie del legno, commercianti) LOGO SUL PRODOTTO FINITO (consumatori)
13 Qualità e sostenibilità I sistemi di certificazione riferiti ai combustibili legnosi 1) le caratteristiche del prodotto 2) la sostenibilità del processo di produzione, la commercializzazione e l uso finale
14 DIRETTIVA 2009/28/CE: promozione dell uso dell energia da fonti rinnovabili Produzione sostenibile: PEFC ed FSC Utilizzo del terreno e cambiamenti nella destinazione d uso del terreno Emissioni di gas serra e ciclo di vita (LCA) Efficienza nella conversione energetica
15 Situazione attuale nelle certificazioni della biomassa legnosa Certificazioni di prodotto Obiettivo: garantire agli utilizzatori finali la qualità del prodotto Difficoltà nella nascita dei sistemi di certificazione per i combustibili legnosi è la loro difficile standardizzazione
16 Perché sono importanti le certificazioni di qualità di pellet/cippato? Per poter accedere agli incentivi del Conto Termico (DM 28/12/12) ovvero per la produzione di energia elettrica da rinnovabili (DM «FER elettriche» del 06/07/12) è richiesto che pellet e cippato siano conformi alle norme UNI EN 14961
17 Norme europee UNI EN Biocombustibili Solidi. Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 1: Requisiti generali. Questa Norma europea descrive una metodo per classificare i biocombustibili solidi di varia origine e caratteristiche secondo un approccio qualitativo. La norma si applica ai combustibili prodotti da una ben precisa serie di materie prime che sono: a) prodotti derivanti dall'agricoltura e dalle foreste; b) residui vegetali dell'agricoltura e delle foreste; c) residui legnosi, ad eccezione dei residui legnosi che possono contenere componenti organici alogenati o metalli pesanti risultanti dai trattamenti per la conservazione del legno; tra questi residui non possono essere utilizzati quelli provenienti dal settore edile e delle demolizioni; d) residui fibrosi vegetali derivanti dal pulper di cartiera, solamente se vengono utilizzati direttamente nel luogo di produzione ed il calore generato viene recuperato; e) rifiuti di sughero. spiega come classificare la biomassa usata per scopi energetici ed elenca le principali forme commerciali di biocombustibili solidi, dandone una prima classificazione in base alle modalità di produzione
18 Norme europee UNI EN Biocombustibili Solidi. Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 1: Requisiti generali. Per ciascuna di queste forme commerciali la UNI EN definisce la dimensione tipica e la dimensione media. Sulla base di questa modalità di classificazione, ad esempio, il pellet viene definito come quel biocombustibile solido ottenuto mediante pressatura di segatura in piccoli cilindri aventi un diametro inferiore a 25mm, mentre le bricchette si differenziano essenzialmente per il diametro che è uguale o maggiore di 25mm. Come illustrato in precedenza, anche se apparentemente banali, queste specifiche sono fondamentali per la definizione di un linguaggio comune e condiviso. Tutti gli standard del pacchetto UNI EN definiscono un elenco di grandezze per stabilire la qualità di ciascun biocombustibile e, per ciascuna grandezza, viene definito un set di valori; le grandezze considerate sono: origine del materiale, diametro del pellet e dimensioni medie del cippato, umidità, durabilità meccanica, polvere di legno, ceneri, agenti leganti, potere calorifico, densità dello sfuso pianta intera, cippato, scaglie, tronchetti, fascine polvere, segatura, truciolo bricchette, pellet, balle, piccole o grandi balle in forma di parallelepipedo o cilindriche, agliap e erba triturata, granaglie e semi, noccioli e gusci di frutta, panelli
19 Norme europee UNI EN Biocombustibili solidi. Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 2: Pellet di legno per uso non industriale definisce i principali parametri che dovrebbero essere presi in considerazione per stabilire la qualità del pellet di legna e, per ciascuno di essi, vengono specificati i valori tipici per tre classi di qualità (A1, A2 e B). La classe A1 e la classe A2 identificano il pellet derivante da legna vergine o da residui legnosi non trattati chimicamente. Esse differiscono principalmente per il contenuto di cenere, mentre la classe B consente l'utilizzo anche di residui legnosi trattati chimicamente. E' necessario sottolineare a proposito della Classe B che non tutte le legislazioni dei Paesi EU permettono l'uso di legno trattato: in questo caso, lo standard contiene delle varianti (A deviation) in accordo alla specifica situazione nazionale. Questo è il caso, ad esempio, dell'italia dove la biomassa combustibile è definita dal Decreto Legislativo n. 152/06 "Norme in materia ambientale".
20 Norme europee UNI EN Biocombustibili solidi. Specifiche e classificazione del combustibile. Parte 2: Pellet di legno per uso non industriale
21 Norme europee UNI EN Biocombustibili solidi. Specifiche e classificazione del combustibile Parte 4: Cippato di legno per uso non industriale 4 classi (A1, A2, B1, B2). Le Classi A1 e A2 sono costituite da cippato di legna vergine o residui di legno non trattato chimicamente, in questo caso con differenti contenuti di ceneri e di umidità. La classe B2 estende l'origine della biomassa ai residui legnosi trattati chimicamente vale anche in questo caso il discorso delle varianti nazionali mentre la classe B1 è intermedia.
22 Norme europee UNI EN Biocombustibili solidi. Specifiche e classificazione del combustibile Parte 4: Cippato di legno per uso non industriale
23 Dall unione delle norme tecniche nascono le certificazioni. EN Plus Sistema europeo di certificazione Sostenuto e distribuito da tutte le associazioni europee del pellet Unisce la EN e la Marchio di qualità per l intera catena di fornitura del pellet Ogni attore della filiera deve essere individualmente certificato 3 classi di qualità: A1 A2 B Quota minima di legno certificato PEFC FSC (Sostenibilità) Gestione della qualità Rintracciabilità delle fonti Obbligo di documentare circa i volumi prodotti/commercializzati Controlli da parte di un ente di certificazione
24 Altre Norme DIN Plus Önorm M1735 SN
25 Sostenibilità Sostenibilità della filiera di produzione del combustibile in termini di GHG saving rispetto alle fonti fossili DM FER elettriche del 06/07/2012 ha introdotto (art. 8 comma 9) il futuro obbligo della verifica della sostenibilità delle biomasse solide e gassose Norma di riferimento UNI-TS Criteri di sostenibilità delle filiere di produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffreddamento da biocombustibili solidi e gassosi da biomassa - Calcolo del risparmio di emissione di gas serra
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