SICUREZZA NEI SERRAMENTI. In sintesi



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SICUREZZA NEI SERRAMENTI In sintesi 1

CONTENUTI Aspetti pratici relativi alla Sicurezza nei serramenti 2

I serramenti che presentano rischi di incidenti, devono soddisfare determinati requisiti di sicurezza. I rischi devono essere opportunamente valutati tenendo in considerazione la gravità, la probabilità e la possibilità di prevenire. Questa valutazione deve riferirsi ad un uso normale o normalmente prevedibile. La norma di riferimento in materia è la UNI 7697 (guida alla scelta della tipologia più idonea) 3

La norma UNI 7697 è resa cogente dal D.Lgs. N 172 del 21 maggio 2004 Questo D.Lgs stabilisce che, in assenza di specifiche disposizioni comunitarie o di specifiche regolamentazioni nazionali, la sicurezza del prodotto è valutata in base alle norme nazionali non cogenti che recepiscono norme europee. Sono escluse dall ambito di applicazione della norma UNI 7697 i vetri coperti da norme specifiche (auto/navi). 4

Dove si applica: in funzione delle applicazioni, le vetrate possono essere classificate in funzione della posizione, del montaggio e dell accessibilità delle stesse da parte dell utenza. ESTERNE: quando risultano posizionate all esterno oppure quando poste a separazione di un ambiente esterno da uno interno. INTERNE: quando risultano posizionate all interno oppure quando opposte a separazione di due ambienti interni. VERTICALI: se l angolo di montaggio sull orizzontale è maggiore o uguale a 60 ORIZZONTALI: se l angolo di montaggio sull orizzontale è minore a 60 5

Le vetrate possono essere: Accessibili: quando le persone possono venirne a contatto durante l uso previsto. Non accessibili: quando le persone non possono venirne a contatto durante l uso previsto. Protette: quando si sono adottati accorgimenti che eliminano in modo certo il rischio connesso alla eventuale rottura delle lastre. Non protette: quando non si sono adottati gli accorgimenti di cui sopra. 6

Ai fini della sicurezza quello che conta è che i vetri applicati abbiano resistenza all urto certificata ai sensi della norma α: Altezza di caduta sotto cui il prodotto non si rompe (classe 1, 2 e 3) β: rappresenta la modalità di rottura della lastra vetrata (modalità A, B e C) Φ: rappresenta l altezza l di caduta sotto cui il prodotto si rompe oppure si rompe e ma non si verificano tagli o aperture nella lastra 7

Ai fini di scegliere la vetrazione più idonea per lo specifico impiego bisogna analizzare l applicazione (dimensioni, tipologia del manufatto e tipo di montaggio), i danni o i rischi e le azioni/sollecitazioni a cui sono sottoposte le vetrazioni. La prima cosa è quella di individuare se l applicazione presenta un potenziale pericolo. Danni o rischi Quando la rottura del vetro possa causare ferite a persone, animali ali o danni a cose. Quando per la rottura del vetro si possa cadere nel vuoto per una a altezza superiore ad 1 m. Quando la rottura della lastra possa causare danni alla collettivit vità => danni a opere d arte, d accesso ad esplosivi od oggetti pericolosi, carceri ecc. => 8

Ai fini di scegliere la vetrazione più idonea per lo specifico impiego bisogna analizzare l applicazione (dimensioni, tipologia del manufatto e tipo di montaggio), i danni o i rischi e le azioni/sollecitazioni a cui sono sottoposte le vetrazioni. La prima cosa è quella di individuare se l applicazione presenta un potenziale pericolo. Azioni/sollecitazioni Carichi dinamici (vento, folla, traffico pedonale ecc.) Carichi statici (peso proprio, carichi imposti, neve ecc.) Urti da grandine, vibrazioni, torsioni da azionamento, urti da impatto i di una persona ecc. 9

Le applicazioni che non presentano pericolo, sono quelle che la rottura della lastra comporti la sola sostituzione Ad esempio: lastre in vetrate, porte, finestre, porte-finestre interamente intelaiate o fissate con continuità su tutto il perimetro e aperture in facciate continue, strutturali e a fissaggio puntuale, sempre purchè intelaiate in serramenti di ogni tipo e di qualsiasi materiale o fissate con continuità su tutto il perimetro a condizioni che Quando vengono normalmente aperti, non sporgano all esterno dell edificio edificio e purchè il lato inferiore sia ad oltre 100 cm di altezza dal piano di calpestio. In questi casi non è necessario prevedere vetrazioni di sicurezza. 10

Dopo aver identificato tutte le applicazioni, i danni o rischi, le azioni/sollecitazioni, la norma UNI 7697 guida alla scelta della tipologia di vetrazione più idonea. Nell ambito del semplice infortunio, la tabella A, riporta un elenco non esaustivo delle principali applicazioni estrapolato dalla norma UNI 7697. Per indicazioni su altre applicazioni si rimanda al testo normativo. 11

Tabella A (1) Sicurezza APPLICAZIONI VETRARIE Azioni e/o sollecitazioni considerate Danni e/o rischi considerati LASTRE DA IMPIEGARE Temprata Stratificata Armata Classe prestazione minima Serramenti esterni vetrati in genere(finestre, porte, portefinestre interamente intelaiate facciate continue strutturali. Con lato inferiore a meno di 100 cm dal piano di calpestio persona o oggetti Danni a persone/animali e /o cose Caduta nel vuoto 1 (B) secondo Sporgenti quando aperti verso l esterno*, carichi dinamici, false manovre sulle parti apribili Danni a persone/animali e /o cose per caduta nel vuoto di spezzoni di vetro In ambienti aperti al pubblico e/o adibiti ad attività sportive e/o ricreative, anche oltre i 100 cm dal piano di calpestio Specifici della particolare vetrazione, esclusa la caduta nel vuoto Caduta nel vuoto 1 (B) secondo Asili, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, ambienti condominiali di edifici residenziali, anche oltre i 100 cm dal piani di calpestio 1 (B)1 1 (C)1 secondo *Nel caso di impiego di vetrate isolanti in serramenti a sporgere verso l esterno, l entrambi i vetri componenti devono essere di sicurezza 12

Tabella A (2) Sicurezza APPLICAZIONI VETRARIE Azioni e/o sollecitazioni considerate Danni e/o rischi considerati LASTRE DA IMPIEGARE Temprata Stratificata Armata Classe prestazione minima Vetrine interne ed esterne Con la base a meno di 100 cm dal piano di calpestio e superficie inferiore a 6mq Specifici della particolare vetrazione, esclusa la caduta nel vuoto 1(B)1 1(C)1 secondo Con la base a meno di 100 cm dal piano di calpestio e superficie superiore a 6mq Specifici della particolare vetrazione, esclusa la caduta nel vuoto 1 (B) secondo Applicazioni di superficie superiore a 6 mq in luoghi aperti al pubblico Danni a persone/animali e/o cose 1 (B)1 1(C)1 secondo Lastre di vetro di balaustre, parapetti, partizioni interne, paratie, divisori ecc. Caduta nel vuoto 1 (B) secondo Partizioni interne in vetro, paratie, divisori ecc. Danni a persone/animali e/o cose 2(B)2 1(C)2 secondo Lastre di vetro di lucernari, tettoie plafoniere, controsoffitti Urto di grandine, carico di neve, fatica Danni a persone/animali e/o cose 13

Tabella A (2) Sicurezza APPLICAZIONI VETRARIE Azioni e/o sollecitazioni considerate Danni e/o rischi considerati LASTRE DA IMPIEGARE Temprata Stratificata Armata Classe prestazione minima Pareti di ripari vetrati per fermate di autobus, metropolitane ecc Danni a persone/animali e/o cose 1(B)1 1(C)1 secondo Porte di vetro senza telaio o parzialmente intelaiate Carichi dinamici, torsioni da azionamenti di parti apribili, urto dovuto all impatto di una Danni a persone/animali e/o cose 2(B)2 1(C)2 secondo Vetri interni per asili, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, centri ricreativi, palestre, palazzi dello sport, cinema, supermercati, compresi i vetri di serramenti interni. 1(B)2 secondo UNI EN 12600 Applicazioni in vetrate a fissaggio puntuale Tutte Specifici della particolare vetrazione *** *** Quando in corrispondenza di una applicazione sono indicate piùp tipologie di vetrazione diversa, tale indicazione si deve considerare un alternativa, ovvero può essere impiegata indifferentemente una delle tipologie e di vetrazioni di sicurezza segnalate. n.b. Data la complessità delle problematiche connesse a queste applicazioni, non vengono fornite indicazioni circa il livello prestazionale minimo richiesto; tuttavia nel caso di utilizzo di vetri stratificati, questi dovranno essere realizzati esclusivamente con lastre trattate termicamente; in ogni caso in fase progettuale si raccomanda di considerare tolleranze più restrittive rispetto a quelle richieste dalle norme specifiche applicabili. Analoga attenzione deve essere prestata nella scelta e nel dimensionamento dei singoli componenti. 14

FONTI NORMATIVE UNI 7697 : Vetri piani Vetrazioni in edilizia Criteri di sicurezza : Vetro per l edilizia l Prova del pendolo Metodo della prova di impatto e classificazione per il vetro piano UNI EN 13049 : Finestre Urto da copro molle Metodo di prova, requisiti di sicurezza e classificazione UNI EN 14019 : Facciate continue Resistenza all urto Requisiti prestazionali D.M. 14 giugno 1989, n 236n : Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l accessibilitl accessibilità,, l adattabilitl adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento delle barriere architettoniche DPR 24 luglio 1996, n 503n : Regolamento recante norme per l eliminazione l delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici D.Lgs. 19 settembre 1994, n 626n : Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro D.Lgs. 19 marzo 1996, n 242n : Modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 19 settembre 1996 n 626, n recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro Decreto Ministero Infrastrutture e dei Trasporti 14 settembre 2005 05 : Testo unitario delle Norme Tecniche delle Costruzioni Il presente documento non vuole essere sostitutivo ai riferimenti i sopra elencati, ma ha l obiettivo l di facilitare la comprensione dei temi relativi alla sicurezza nelle e vetrazioni. 15