DGR. n. 11496 del 17.3.2010



Похожие документы
DGR. n del

DELIBERAZIONE N X / 3612 Seduta del 21/05/2015

********** IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. - VISTA la L. n. 184 del 04/05/83 Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori ;

DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO

VIII. Delibera 7433 del 13 giugno 2008 ROBERTO FORMIGONI

REGOLAMENTO DEI CENTRI DI VACANZA PER MINORI DI CUI ALL ARTICOLO 7, COMMA 2 DELLA LEGGE REGIONALE 3 LUGLIO 2000, N. 13 CAPO I

GIUNTA REGIONALE. Omissis

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI MENSA SCOLASTICA

DECRETO N Del 19/03/2015

Requisiti di accreditamento Ambito territoriale di Tirano Unità D offerta Sociale Per Disabili Centri Socio Educativi

DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E CULTURA

/06/2014 DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO. Identificativo Atto n. 537

DECRETO N Del 07/05/2015

Linee guida per il Volontariato Civico del Comune di Monza

DELIBERAZIONE N X / 2573 Seduta del 31/10/2014

DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO

DECRETO DEL DIRIGENTE DEL SERVIZIO POLITICHE SOCIALI E SPORT N. 144/SPO DEL 14/10/2014

DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 69/ 23 DEL

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 dicembre 2013, n. 2319

ASSESSORATO DELL IGIENE E SANITA E DELL ASSISTENZA SOCIALE

COMUNE DI MEDE GIUNTA COMUNALE VERBALE DI DELIBERAZIONE N. 39. Seduta del 7 MARZO 2011 ore Presidente: GIORGIO GUARDAMAGNA SINDACO

CONVENZIONE PER L ACQUISTO DI POSTI NELLE UNITA D OFFERTA SOCIO-EDUCATIVE PER LA PRIMA INFANZIA

REGOLAMENTO ASSEGNAZIONE FONDI PER PROGETTI DI INTEGRAZIONE RIVOLTI A STUDENTI DISABILI

D.G.R.n del

/12/2008. Identificativo Atto n DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO

COMUNE DI ANCONA REGOLAMENTO TEMPO PER LE FAMIGLIE

DELIBERAZIONE N. DEL. Dipartimento: DIPARTIMENTO PROGRAMMAZ. ECONOMICA E SOCIALE Direzione Regionale: FORMAZIONE E LAVORO Area:

Città di CERNUSCO SUL NAVIGLIO REQUISITI DI ACCREDITAMENTO PER LE UNITA D OFFERTA PER LA PRIMA INFANZIA

PROGRAMMA PROVINCIALE SPERIMENTALE SULLA DISABILITA (L.R. 41/96 ARTT. 5 21) TRIENNIO PIANO DI ATTUAZIONE

Capo I disposizioni comuni. art. 1 contenuti e finalità. art. 2 struttura competente

vista la Legge Regionale del , n. 15 Riforma della Formazione Professionale, pubblicata sul BURP n. 104 del 09/08/2002; PARTE SECONDA

B.U. 13 novembre 1998, n. 45, III Suppl. Straord. d.g.r. 2 novembre 1998, n. VI/ Adeguamento della V.I.A. Regionale alle Direttive Comunitarie

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE LAFFRANCO, BIANCONI

Co.Ge.S.Co. Consorzio per la Gestione di Servizi Comunali

D E T E R M I N A Z I O N E D E L D I R I G E N T E

OGGETTO: Pacchetto famiglia 2014: misure a sostegno delle famiglie del Lazio. LA GIUNTA REGIONALE

CONSIDERATO CONSIDERATO VISTA VISTA VISTA PRESO ATTO VISTA VISTO

D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art.

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 10 febbraio 2010, n. 353

Servizio di trasporto pubblico locale di linea nel territorio comunale

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 5 marzo 2012, n. 394

L. 162/ , , ,

Città di Desio REGOLAMENTO PER L ISCRIZIONE E LA TENUTA ALBO DELLE ASSOCIAZIONI

DECRETO N Del 04/08/2015

Comune di Parma DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N DD DEL 28/03/2014

Delibera n del 15 novembre 2006

Regolamento dei soggiorni residenziali per vacanza rivolti a bambini e ragazzi fino a 18 anni ex art. 11 della LR 14 aprile 1999, n. 22.

SISTEMI DI MISURAZIONE DELLA PERFORMANCE

RSA Anziani c 132,32. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 31 marzo 2009, n RSA Disabili c 136,53

PROVINCIA DI PISA Servizio Politiche del lavoro. AVVISO PUBBLICO PER INCENTIVI ALLE IMPRESE PER L OCCUPAZIONE DEI DISABILI L. 68/99 - Fondo Regionale

DISTRETTO SOCIO - SANITARIO N. 45

Finanziamenti a sostegno delle persone con disabilita' e delle loro famiglie. Approvazione criteri di ripartizione e di assegnazione. Anno 2011.

ALBO DELLE ASSOCIAZIONI

DECRETO N Del 11/03/2016

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 13 DELIBERAZIONE 22 marzo 2010, n. 363

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modificazioni;

ORDINE INTERPROVINCIALE DEI CHIMICI DELLA LOMBARDIA

VISTO l articolo 38 della legge regionale 18/2005;

DIREZIONE GENERALE INDUSTRIA, ARTIGIANATO, EDILIZIA E COOPERAZIONE

) NOMI (TN)

Comune di Gradara Provincia di Pesaro e Urbino. Linee guida per il funzionamento del servizio di assistenza educativa domiciliare e scolastica

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE 14 marzo 2013, n. 449

Area Persone Anziane. Servizio di assistenza domiciliare sociale per anziani LIVEAS

Articolo 1 Finalità generali Articolo 2 Risorse finanziarie disponibili ,00 Articolo 3 Destinatari

Avviso Pubblico per l accreditamento ai fini del convenzionamento di Nidi privati autorizzati all apertura ed al funzionamento nel Comune di Formia.

REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 21 giugno 2011, n. 1381

REGOLAMENTO PER PRESTAZIONI DI ASSISTENZA DOMICILIARE, TRASPORTO SOCIALE E TELESOCCORSO

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DEL VOLONTARIATO E DELL ASSOCIAZIONISMO

COMUNE DI MERLINO PROVINCIA DI LODI REGOLAMENTO DEL SERVIZIO COMUNALE DI DIFESA AMBIENTALE

ALLEGATO A) all'avviso LINEE GUIDA DEL PROGETTO EDUCATIVO CRESCERE NEL CENTRO

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: TERRITORIO, URBANISTICA, MOBILITA E RIFIUTI Area: TRASPORTO SU GOMMA

Comune di Capannori Provincia di Lucca

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

CITTÀ DI MOGLIANO VENETO PROVINCIA DI TREVISO

Stato di attuazione: Aspetti critici, positivi ecc. N. soci coinvolti N. e tipologia delle attività realizzate

REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE DIRITTO ALLA SALUTE E POLITICHE DI SOLIDARIETA'

REGIONE VENETO AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO-SANITARIA n. 1 BELLUNO ~~~~~~~~~~~~~~~~

REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL TEMPO EXTRASCOLASTICO PER MINORI DISABILI

COMUNE DI PALERMO REGOLAMENTO RECANTE MODALITA E CRITERI PER L ASSISTENZA SPECIALISTICA AGLI ALUNNI DISABILI

Транскрипт:

DGR. n. 11496 del 17.3.2010 DEFINIZIONE DEI REQUISITI MINIMI DI ESERCIZIO DELL' UNITA' DI OFFERTA SOCIALE "CENTRO RICREATIVO DIURNO PER MINORI". ((PROSECUZIONE DEL PROCEDIMENTO PER DECORRENZA TERMINI PER L ESPRESSIONE DEL PARERE DA PARTE DELLA COMPETENTE COMMISSIONE CONSILIARE, AI SENSI DELL ART. 1, COMMI 24 E 26 DELLA L.R. N. 3/2001)

RICHIAMATE: la DCR n.871 del 23 dicembre 1987 Piano regionale socio-assistenziale per il triennio 1988-1990 e sue successive modifiche, integrazioni e proroghe; la l.r. n.22 del 23 novembre 2001, "Azioni di sostegno e valorizzazione della funzione sociale ed educativa svolta dalle parrocchie mediante gli oratori". la l.r..n. 34 del 14 dicembre 2004 Politiche regionali per i minori ; il Piano Socio Sanitario 2007-2009, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. VIII/257 del 26 ottobre 2006 la l.r. n. 3 del 12 marzo 2008 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario ed in particolare gli artt. 4, 14 e 15; la DGR n. 7437 del 13 giugno 2008 Determinazione in ordine all individuazione delle unità di offerta sociali ai sensi dell art. 4, comma 2 della l.r. 3/2008; RITENUTO di determinare requisiti minimi di esercizio dell unità d offerta sociale rivolta ai minori Centro Ricreativo Diurno (CRD), che recepiscano le mutate esigenze e fabbisogni verificatesi sul territorio regionale nel corso degli anni; DATO ATTO che la definizione della unità di offerta sociale sopra citata, nonché i requisiti minimi di esercizio sono analiticamente descritti nell allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; RITENUTO che: gli enti gestori dei Centri ricreativi diurni di nuova attivazione dovranno presentare, ai sensi della l.r.3/08, comunicazione preventiva di esercizio al Comune di ubicazione della struttura, in occasione della prima attivazione; gli enti gestori dei Centri ricreativi diurni autorizzati a funzionare ai sensi della già citata DGR n.871 del 23 dicembre 1987 possono continuare l esercizio delle attività senza ulteriore presentazione di comunicazione preventiva al Comune di ubicazione della struttura; tutti gli enti gestori, una volta in esercizio, dovranno comunicare annualmente al Comune di ubicazione della struttura ed alla ASL competente per territorio il periodo di apertura delle attività; le ASL procederanno alla vigilanza secondo quanto previsto dalla Legge regionale n. 3/08 in occasione della presentazione della comunicazione preventiva di esercizio; DATO ATTO che quanto previsto dal presente provvedimento si applica alle parrocchie che svolgono attività di oratorio, la cui funzione sociale ed educativa è già riconosciuta dalla l.r.22/01, solo nel caso in cui le stesse intendano connotarsi come unità d'offerta della rete sociale denominata Centro ricreativo diurno e quindi presentino al Comune di ubicazione della struttura la comunicazione preventiva di esercizio CONSULTATI i Tavoli istituzionali istituiti ai sensi della l.r.3/08 nella seduta del 27 ottobre 2009,i cui verbali sono agli atti della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale; DATO ATTO che la presente deliberazione non comporta impegni di spesa;

RILEVATO che il parere della Commissione Consiliare competente non è stato reso entro il termine di 30 giorni dalla data di assegnazione della richiesta (avvenuta, nel caso di specie, in data 04/02/2010), ai sensi dell art. 1, comma 24, della L.R. n. 3/01 e, pertanto, la Giunta Regionale procede, ai sensi del successivo comma 26, indipendentemente all acquisizione del parere stesso; RITENUTO di dover pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito web della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale; Ad unanimità di voti espressi nelle forme di legge: DELIBERA Per quanto in premessa descritto: 1. di approvare i requisiti minimi di esercizio della unità di offerta sociale per minori Centro Ricreativo Diurno (CRD), così come descritti nell allegato A che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 2. di disporre che: gli enti gestori dei Centri ricreativi diurni di nuova attivazione dovranno presentare, ai sensi della l.r.3/08, comunicazione preventiva di esercizio al Comune di ubicazione della struttura, in occasione della prima attivazione; gli enti gestori dei Centri ricreativi diurni autorizzati a funzionare ai sensi della già citata DGR n.871 del 23 dicembre 1987 possono continuare l esercizio delle attività senza ulteriore presentazione di comunicazione preventiva al Comune di ubicazione della struttura; tutti gli enti gestori, una volta in esercizio, dovranno comunicare annualmente al Comune di ubicazione della struttura ed alla ASL competente per territorio il periodo di apertura delle attività; Le ASL procederanno alla vigilanza secondo quanto previsto dalla Legge regionale n. 3/08 in occasione della presentazione della comunicazione preventiva di esercizio; quanto previsto dal presente provvedimento si applica alle parrocchie che svolgono attività di oratorio, la cui la cui funzione sociale ed educativa è già riconosciuta dalla l.r.22/01, solo nel caso in cui le stesse intendano connotarsi come unità d'offerta della rete sociale denominata Centro ricreativo diurno e quindi presentino al Comune di ubicazione della struttura la comunicazione preventiva di esercizio; 3. di dare atto che il presente provvedimento non comporta impegni di spesa; 4. di disporre la pubblicazione del presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia e sul sito web della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale. IL SEGRETARIO

ALLEGATO A REQUISITI PER L ESERCIZIO DELL UNITA D OFFERTA SOCIALE CENTRO RICREATIVO DIURNO PER MINORI

DEFINIZIONE Il Centro ricreativo diurno (CRD) per minori è una Unità d Offerta sociale, pubblica o privata anche realizzata presso luoghi di lavoro che, attraverso una puntuale progettazione svolge, nell'ambito delle funzioni educative rivolte ai minori, attività ricreative, di tempo libero e di socializzazione per minori che nel periodo di chiusura delle attività scolastiche permangono nel proprio luogo di residenza. FINALITA La finalità dell Unità d offerta sociale CRD è sostenere il ruolo educativo della famiglia e consentirne la conciliazione tra impegni lavorativi e impegni di accudimento dei figli in età scolare nel periodo di chiusura delle attività scolastiche; offrire ai minori un luogo protetto di educazione, di socializzazione anche al fine di prevenire situazioni di emarginazione e disagio sociale. DESTINATARI Minori dai 3 ai 16 anni. Per l accoglienza di minori tra i 3 e 5 anni devono essere previsti moduli distinti. Eventuali disabilità non possono costituire motivo di esclusione. OBIETTIVI Fornire un luogo comunitario di svago e socializzazione a bambini e ragazzi in età scolare Educare il minore alla vita di comunità favorendo lo sviluppo delle sue capacità creative e sociali Integrare il ruolo della famiglia nelle sue funzioni di cura e di educazione REQUISITI ORGANIZZATIVI GENERALI Rapporti con l utenza: Carta dei Servizi in cui siano illustrati gli interventi offerti, il personale impiegato per la realizzazione del programma e la eventuale disponibilità di prestazioni offerte da volontari, le modalità di accesso, l organizzazione di servizi/prestazioni erogati, l ammontare della retta e del costo delle eventuali attività aggiuntive a quelle ricomprese nella retta. Progetto educativo : l Unità d offerta deve dotarsi di un progetto/programma educativo generale con aggiornamenti annuali nel quale vengano esplicitati gli obiettivi del servizio e le attività previste. In presenza di disabili al fine di consentire una continuità educativa e di socializzazione dei

minori con gli interventi già messi in campo dalle altre istituzioni in cui il disabile è inserito, dovrà essere altresì presente un progetto educativo, ricreativo e di socializzazione, redatto anche in collaborazione con i professionisti che lo hanno in carico, che evidenzi oltre alle specifiche attività previste anche le necessità di assistenza del minore. REQUISITI STRUTTURALI La struttura deve rispondere ai requisiti prescritti dal regolamento tipo regionale di igiene; alle norme sulla sicurezza ed inoltre, in relazione al numero di minori accolti contemporaneamente: disporre di un numero adeguato di servizi igienici disporre di ambienti comuni per soggiorno/socializzazione/gioco disporre dell utilizzo di spazi aperti disporre di uno spazio mensa qualora sia garantita la somministrazione dei pasti. Gli arredi e le attrezzature nonché i giochi, in relazione all età dei minori accolti, devono avere caratteristiche antinfortunistiche, in particolare devono essere adottati accorgimenti idonei ad evitare situazioni di pericolo.

REQUISITI GESTIONALI ORGANIZZATIVI 1 operatore con laurea ( anche triennale) in scienze dell'educazione/formazione/psicologiche/sociologiche/ pedagogiche e servizio sociale, o con titolo regionale di educatore professionale o un operatore con funzioni socio educative con esperienza quinquennale in servizi per l'infanzia e l'adolescenza che assume anche la funzione di coordinamento delle attività. PERSONALE Presenza di operatori/volontari con funzioni socio educative, nel rapporto 1 a 20. Per i minori tra i 3 e 5 anni deve essere presente un operatore socio educativo anche volontario ogni 15 bambini. Se sono presenti bambini disabili, in relazione alla loro presenza numerica ed alla tipologia di disabilità, sono eventualmente richiesti operatori con funzioni sociali e/o educative in aggiunta allo standard sopra riportato, a seguito di una valutazione effettuata dalla competente UONPIA, o dai professionisti che lo/li hanno in carico. ORGANIZZAZIONE Le attività sono realizzate nel periodo di chiusura delle attività scolastiche. Il servizio può essere articolato anche per turni settimanali, con frequenza giornaliera o pomeridiana. Può inoltre essere erogato un servizio di mensa per la consumazione del pranzo: in tal caso sarà cura del gestore garantire che la fornitura dei pasti sia conforme alle norme vigenti in materia. Le attività possono essere organizzate per moduli attraverso la formazione di piccoli gruppi omogenei per fasce di età.