71 ANNIVERSARIO DELL ECCIDIO DELLA DIVISIONE ACQUI Venerdì 19 Settembre le nostre classi III H e III G hanno partecipato, presso i Bastioni, alla Manifestazione in memoria della Divisione Acqui. Ci siamo recati qui per ricordare i caduti della terribile Seconda Guerra Mondiale. A quel tempo gli italiani si trovavano a Cefalonia, un'isola della Grecia, che avevano conquistato. Dopo l'armistizio con gli angloamericani, avvenuto l'8 settembre 1943, i soldati italiani ebbero di fronte tre scelte: combattere, riunirsi ai tedeschi o arrendersi. La Divisione Acqui decise di combattere e quindi di resistere alle forze tedesche, che avevano già predisposto a tradimento l arrivo di ingenti contingenti militari. Il 15 settembre iniziarono i primi scontri con l'arrivo degli stukas, ovvero aerei, che bombardarono i soldati italiani. Sull'isola gli italiani erano più di 11000, ma con la vittoria dei tedeschi 1300 morirono in guerra, 6000 vennero fucilati e 3000 furono le vittime in acqua, a causa delle esplosioni delle navi che avrebbero dovuto portare gli italiani nei campi di concentramento in Germania. La cerimonia è stata molto suggestiva: è iniziata con l afflusso dei reparti delle Forze Armate e dei Carabinieri, che hanno sfilato al suono della banda dei Bersaglieri; in seguito sono sfilate le bandiere e i medaglieri. Fra queste in particolare la bandiera di guerra della Divisione Acqui e la bandiera d Italia, che è stata portata da una nostra compagna.
Durante la cerimonia, accompagnate dalle note dal Silenzio militare, sono state deposte dalle autorità presenti delle corone d alloro in onore dei caduti e si è celebrata una breve messa. E stato bello cantare tutti insieme l inno d Italia.
Alla cerimonia erano presenti alcuni reduci, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, la Presidente dell Associazione Nazionale Divisione Acqui, Graziella Bettini, che durante la cerimonia hanno preso la parola e si sono rivolti espressamente a noi giovani presenti. Flavio Tosi ha ricordato il fatto che Verona fu la città che pagò uno dei prezzi più alti in numero di morti e ha sottolineato l insegnamento, che quei giovani di soli 19 20 anni, ci hanno lasciato: il valore del sacrificio e dell eroismo. Quei giovani infatti scelsero di combattere, anche a costo della morte, pur di non cedere le armi a un nemico tanto infido e crudele. La signora Bettini, figlia del colonnello Elio Bettini che prese la decisione di opporsi allo sbarco tedesco, ha ricordato un recente importante avvenimento: a giugno di quest anno il ministro tedesco ministro degli Esteri tedesco Steinmeier, intervenuto a Civitella Val di Chiana per ricordare l eccidio qui compiuto contro la popolazione italiana, ha ammesso le responsabilità dei propri connazionali per le atrocità da loro commesse in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l 8 settembre. Il sottosegretario Rossi ha preferito non leggere il suo discorso scritto, perché ci ha confidato, si sentiva particolarmente coinvolto ed emozionato; preferiva piuttosto parlarci con il cuore, come con il cuore i nostri soldati italiani presero la decisione di resistere e non arrendersi al nemico. Ci ha
invitato a farci ambasciatori della memoria di quei giovani caduti per la democrazia e la libertà. Un momento della cerimonia molto toccante è stato quando noi giovani abbiamo poi accompagnato i reduci a baciare la bandiera. Alla fine della mattinata abbiamo avuto un bel regalo: tre reduci hanno accettato di fermarsi con noi per raccontarci quello che avevano vissuto e come erano riusciti a salvarsi. Questo incontro ci ha colpito perché a distanza di tanti anni abbiamo avvertito ancora nelle loro parole e nei loro occhi la sofferenza, la tristezza di certi ricordi e la paura che hanno vissuto; uno di loro per esempio si è salvato da una decimazione all ultimo momento. Siamo rimasti commossi dalla forza d animo dimostrata a quei tempi, quando la certezza della morte superava di gran lunga la speranza di sopravvivere. In particolare ci hanno detto di farci coraggio, perché ora siamo noi che dobbiamo lottare per mantenere la pace.
In questa foto, vicino alla presidente nazionale Prof.ssa Graziella Bettini, (la signora con il vestito nero e la medaglia, figlia del Colonnello Elio Bettini medaglia d'oro al V.M. fucilato il 25 settembre194) c'è la nipote del cappellano militare, superstite di Cefalonia, Don Luigi Ghilardini, autore del libro sull'arma Si cade ma non si cede.