PRESUPPOSTI DOTTRINALI



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La comunità ecclesiale celebra le proprie Liturgie, ma nello stesso tempo non si dà pace, finché ci saranno fratelli e sorelle nella sofferenza spirituale e materiale" PRESUPPOSTI DOTTRINALI La comunità ecclesiale rappresenta in certo modo la Chiesa visibile stabilita su tutta la terra (S.C. 42): - "E' un popolo radunato nella unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (L.G. 4); - è essenzialmente "segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano" (L.G. 1); - è mistero di comunione e strumento di salvezza nel servizio a Dio e al mondo. Essa è una porzione del popolo di Dio dove si prende coscienza di essere chiamati a salvarsi, salvando. Ne consegue che tutti i membri del popolo di Dio sono corresponsabili della vita parrocchiale: "ogni battezzato deve svolgere la sua specifica missione". Tale corresponsabilità si attua con: - un'identità di fondo nella condizione cristiana, comune a tutti i membri della chiesa in forza del battesimo; - una diversità di ministero secondo l'energia propria... "contribuendo alla crescita del corpo stesso" (ef. 14,16) La Parrocchia Missione Cattolica di Lingua Italiana è autentica comunità ecclesiale, se vive in comunione con il Vescovo, sacerdoti e fedeli. La Parrocchia deve pensare che "la formazione deve essere perfezionata lungo tutta la vita a misura che lo richiedono i nuovi compiti che si assumono". PREMESSE PER IL C.P.M. Il C.P.M. deve essere segno della maturazione della Chiesa dove si vive un esempio di apostolato comunitario, fondendo insieme tutte le differenze umane che si trovano, inserendole nella universalità della Chiesa. La maturità dei cristiani deve esprimersi con chiara volontà di partecipazione nella Chiesa, nella complementarietà dei servizi e per il bene comune. Perché ciò avvenga occorre innanzitutto liberarsi da alcuni atteggiamenti non ecclesiali: - individualismo di gruppo o personale; - clericalismo; - assistenzialismo sociale; - mania delle strutture; - funzionalismo efficentista. Occorre nello stesso tempo impegnarsi seriamente sia singolarmente, che comunitariamente ad una continua formazione alla luce della parola di Dio e delle indicazioni del Consiglio "ad una radicale disponibilità allo Spirito Santo", per scoprire i segni che Egli ha posto nella storia degli uomini come fondamento di una corretta impostazione pastorale. 2

MENTALITA' I Sacerdoti e i laici dovrebbero avere una: - mentalità Cristocentrica: è Cristo il Capo della Chiesa, è Lui che la guida, la fa vivere e la salva; - mentalità comunitaria: nessun individualismo, ma realizzare comunitariamente un progetto pastorale; - mentalità missionaria che non guarda solo alle nostre esigenze, ma all'uomo; - mentalità di non dominio, non imposizione, non comando, ma dono di sé nel servizio a Dio e ai fratelli; - mentalità di dialogo che rispetta la pluralità delle opinioni tendendo alla migliore soluzione possibile; - mentalità di pazienza: rispettare i tempi di Dio e degli uomini, senza improvvisazione dall'alto, senza fretta. Nei Laici, deve esservi una: - mentalità di cooperazione senza rivendicazioni; - mentalità di responsabilità nei fatti fino in fondo, anche con sacrificio, senza scaricare le colpe sul fratello a giustificazione della propria pigrizia ; - mentalità soprannaturale: la chiesa è dono di Dio, popolo in cammino, non è una democrazia nel senso parlamentare del termine. Nei Sacerdoti, deve esservi una: - mentalità di servizio al popolo di Dio; - mentalità del Padre nella famiglia di Dio; - mentalità di collaborazione aperta a fiducia. I sacerdoti, con i collaboratori, devono svolgere la loro missione di insegnare e di governare in modo che i fedeli e le comunità parrocchiali si sentano realmente membri non solo della Diocesi, ma anche della Chiesa Universale. (C.D. 30 1a) 3

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO PASTORALE DELLA PARROCCHIA MISSIONE CATTOLICA di LINGUA ITALIANA SAN FRANCESCO - WINTERTHUR Introduzione Oggi, molto difficilmente, il pastore d'anime può soddisfare tutti i desideri dei fedeli. Pertanto è opportuno che i laici, in forza del loro mandato del battesimo assumano, nella Chiesa, alcuni compiti in vista di un lavoro proficuo della Missione. La ripartizione dei compiti fra missionari e laici può arricchire il lavoro pastorale. I laici devono assumersi le loro responsabilità affinché il missionario abbia maggior tempo per i compiti pastorali specifici. Si abituino i laici ad agire nella parrocchia in intima unione con i loro sacerdoti, apportino alla comunità della Chiesa i propri problemi e quelli del mondo, le questioni rispettanti la salvezza degli uomini perché siano esaminati e risolti con l aiuto di tutti, diano secondo le proprie possibilità il loro contributo ad ogni iniziativa missionaria, inventando modi, strutture di comunione e di partecipazione e di azione. 1. Scopo e compito: a b II Consiglio Pastorale della Missione - CPM - é a servizio della pastorale. È organo di studio, di coordinamento, di programmazione di tutta la pastorale parrocchiale. E' responsabile, assieme al missionario, della cura d anime dei fedeli. E' in stretto legame con gli Operatori Pastorali Sacerdoti, suore o laici - e agisce in comunione, sostenendo il lavoro della Missione. Esso è costituito a norma del Codice di Diritto Canonico (can 536). Deve essere segno di comunione ed esprimere la responsabile partecipazione nell opera di evangelizzazione e di promozione umana della Chiesa. Ha lo scopo di elaborare e attuare il piano pastorale, adeguato alle esigenze di evangelizzazione della comunità. Il CPM deve coordinare l'apostolato nelle varie fasce, proporre, incoraggiare, revisionare il lavoro, sollecitare proposte, riportare desideri dei fedeli e curare l adempimento delle decisioni. I programmi del CPM sono complementari e non sostitutivi a quelli dei gruppi. 2. Competenze: II Consiglio Pastorale è a servizio della Missione. Aiuta il missionario nella ricerca di soluzioni appropriate. Qualora il missionario non condividesse una decisione del Consiglio Pastorale, dovrà motivare la sua presa di posizione. Se missionario e Consiglio non trovano un accordo, si deve ricorrere alla mediazione del Delegato Nazionale, quando questi esiste. Se anche l intervento del Delegato Nazionale non porta ad una soluzione (e anche quando non esiste un Delegato Nazionale), la questione va sottoposta al Delegato della Conferenza Episcopale. La sua decisione é impegnativa per le due parti. Compiti specifici del Consiglio Pastorale: A Liturgia: Preparazione delle celebrazioni eucaristiche e azioni liturgiche B Formazione - degli adulti: organizzazione di corsi a carattere religioso, corsi Prematrimoniali - dei Ragazzi, Adolescenti, Giovani: organizzazione e conduzione di gruppi per la formazione umana e cristiana. - Cura le attività ricreativo-formative. Organizzando manifestazioni che concernono tutti i fedeli. 4

- provvede affinché i membri della comunità che lo desiderano, frequentino corsi di formazione religiosa, partecipino a convegni. - Informa e procura ai fedeli indicazioni e informazioni sull attività del Consiglio Pastorale della Missione C. Annuncio Preoccuparsi dell annuncio del Vangelo, saluto ai nuovi arrivati, aiuti a livello sociale-caritativo e umano, D. Diaconia visita ai malati, agli anziani, alle persone sole, ecc.. Collaborazione con i consigli pastorali delle MCI e i consigli pastorali parrocchiali E. Economia L aspetto economico viene portato avanti dal Consiglio Affari Economici 3. Costituzione del C.P.M. L iniziativa per la costituzione di un Consiglio Pastorale deve partire o dal missionario o da un gruppo di laici, che provvedono alla nomina dei membri del Consiglio. I membri possono essere contattati dal Missionario o dagli operatori pastorali o direttamente dai laici, su richiesta personale, dichiarando la disponibilità alla collaborazione. Si farà attenzione che ogni zona sia rappresentata proporzionalmente al numero dei fedeli. 4. Composizione - durata del mandato e rinnovo del Consiglio Pastorale della Missione a) Membri: Il CPM si compone di membri di diritto e membri designati Il missionario, chi opera con missio da parte del Vescovo, le persone consacrate che lavorano sul territorio a servizio della comunità Italiana e il segretario della Missione sono membri di diritto b) I laici presentati dal missionario, i laici nominati dal Consiglio, ma presentati dal missionario, i rappresentati delle parrocchie locali, sono membri designati. Per i compiti specifici si possono costituire gruppi di lavoro. c) il mandato del Consiglio Pastorale dura 4 anni e può essere rinnovato. 5. Organismi: b. Presidenza: il Consiglio Pastorale elegge un presidente che, d intesa con il missionario, assume il suo compito. Per la seduta costitutiva funge da presidente il membro più anziano del Consiglio; egli guida l elezione del presidente. Spetta al presidente: a. convocare il Consiglio b. stabilire l elenco delle trattande in collaborazione della segreteria c. guidare le riunioni del Consiglio pastorale. c. Segretario del CPM: a. tenere aggiornato l elenco dei membri del CPM b. trasmettere l avviso di convocazione 3. Verbalista c. redige i verbali delle sedute da inviare ad ogni membro del Consiglio Pastorale 5

4. Altre cariche: A norma dello statuto locale si possono costituire altre cariche, come un sostituto per le singole cariche che assume le veci del membro assente. 6. Metodo di lavoro: A) Riunioni: Il Presidente, convoca il Consiglio Pastorale almeno una volta al trimestre. L invito viene fatto per iscritto con allegata la lista delle trattande, almeno 15 giorni prima della data della seduta. Le proposte per le varie, devono pervenire per iscritto al Presidente 10 giorni prima della seduta. Un terzo dei membri del Consiglio Pastorale può richiedere la convocazione di una seduta. B) Commissione: A seconda della vastità del Consiglio Pastorale, é opportuno formare una o più commissioni di lavoro. In essa entrano a far parte almeno uno degli operatori pastorali; La Commissione ha lo scopo di alleggerire il lavoro del CPM, - concretizzare il lavoro da svolgere incarnando nel gruppo il tema pastorale seconda la propria specificità, - preparare un budget, - proporre idee per l ordine del giorno, C) Gruppi di lavoro: Nei gruppi di lavoro possono far parte anche persone non appartenenti al Consiglio. I membri del Consiglio partecipano in qualità di delegati. Per compiti specifici si possono delegare organizzazioni o associazioni esistenti o formare comitati adatti. D) Segreteria allargata: Fanno parte di questo organismo i responsabili delle Commissioni. Essa si riunisce ogni due mesi E) Votazioni: Nel Consiglio Pastorale della Missione le votazioni vengono svolte di solito a scrutinio aperto. Su proposta ratificata da un terzo dei presenti si deve procedere allo scrutinio segreto. A parità di voti decide il voto del Presidente. F) Informazioni: I fedeli della Missione vengono informati sul lavoro del Consiglio pastorale mediante il bollettino o circolari. Nel contempo vengono informate le parrocchie in cui opera la Missione. Il CPM funziona nella misura in cui ognuno ci crede e pertanto responsabilmente lo fa funzionare con la sua presenza costante, sistematica, con la sua partecipazione attiva e fattiva con la sua umiltà e la fiducia nel Signore. "Quello che noi vogliamo non è indovinare il futuro probabile, ma preparare il futuro desiderabile, andando probabilmente oltre, e cioè: cercare di rendere possibile il futuro desiderabile" (Gaston Berger) 6