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DIOCESI DI VENTIMIGLIA - SAN REMO UFFICIO BENI CULTURALI CHIESE, ORATORI, CAPPELLE: SEGNI DI FEDE NEL PAESAGGIO LIGURE X Convegno Internazionale SIPBC Il paesaggio: bene culturale. Tutela e valorizzazione 1-2 giugno 2006 Villa Nobel, San Remo

La moderna legislazione di tutela del paesaggio, sia esso naturale o antropizzato, impone anche agli enti ecclesiastici di farsi garanti della sopravvivenza di quei segni materiali della nostra fede che così fortemente caratterizzano l'ambiente in cui viviamo. Oltre a rappresentare una testimonianza forte a livello devozionale, gli edifici sacri tramandano il retaggio della cultura materiale e del sapere tecnico propri di un luogo. Sul territorio della nostra Diocesi sorgono circa quattrocento edifici di culto tra chiese parrocchiali, santuari mariani, oratori di confraternita, cappelle campestri, edicole votive, sedi di ordini religiosi, rappresentativi delle tipologie costruttive di un ampio periodo compreso tra Medioevo ed epoca contemporanea. Tratti distintivi del patrimonio architettonico diocesano sono la contiguità fisica degli edifici religiosi (tale da associare sulla medesima piazza - luogo simbolo della comunità chiesa parrocchiale ed oratorio confraternale) e, al tempo stesso, la dispersione o meglio la loro diffusione capillare sul territorio extra urbano; la continuità d'uso (per cui le diverse fasi edilizie si sovrappongono); lo spiccato radicamento a livello territoriale delle modalità costruttive e decorative adottate con aperture, in taluni periodi, ad influenze genovesi, piemontesi e lombarde. Presentiamo di seguito le principali tipologie edilizie che caratterizzano il nostro patrimonio architettonico. Cattedrale, particolare

CHIESE PARROCCHIALI La Diocesi è costituita da novantanove parrocchie, dislocate su un territorio disomogeneo che segue parzialmente la linea di costa da Ventimiglia a San Lorenzo al Mare per estendersi nell'immediato retroterra (da Fanghetto a Boscomare) sino a raggiungere la provincia di Cuneo con le chiese di Upega, Carnino e Piaggia. Di fondazione medioevale sono la cattedrale di N.S. Assunta a Ventimiglia (sec. XI-XIII, ma sono stati rinvenuti resti di una fase più antica) e la concattedrale di San Siro, San Remo (sec. XIII visibile, con fase sottostane precedente) così la primitiva parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Ceriana e la prima fase costruttiva di Sant Antonio Abate di Costarainera. Il frequente riutilizzo dei siti non consente di quantificare dalle strutture oggi visibili l attività edilizia pur rilevante del Quattrocento, nota soprattutto per via documentaria e attraverso apposite campagne di scavo, oltre che dalla datazione dei sopravvissuti lacerti di affresco riferibili appunto al periodo tra la seconda metà del XV secolo e prima metà XVI secolo. Peraltro il costante pericolo di incursioni barbaresche ha in parte ostacolato la ricostruzione e le nuove realizzazioni nel corso del XVI secolo. Solo tra il XVII e XVIII secolo, anche in ossequio ai dettami della Controriforma, si rinnova quasi completamente l'edilizia religiosa, adottando soluzioni in pianta più varie ed una maggior articolazione degli spazi come si ravvede nella parrocchiale di Torre Paponi, realizzata da Giacomo Filippo Marvaldi attorno al 1720-1737, Isolabona Aigovo Bussana Vecchia Montalto Ligure 2

Badalucco Dolceacqua Buggio Apricale architetto la cui famiglia, insieme a Domenico Belmonte diffonde i caratteri innovativi del periodo. Evidente nella chiesa parrocchiale di santi Filippo e Giacomo in Taggia la commistione di epoche differenti tra arredi e dipinti retaggio della fase quattro-cinquecentesca, forme tardobarocche e interventi finali ottocenteschi. Nel corso del XIX secolo sono soprattutto le chiese un tempo succursali e ora create parrocchiali ad essere interessate da un rinnovamento decorativo mentre per gli edifici di nuova costruzione - realizzati prevalentemente nella seconda metà del XIX secolo anche in conseguenza del terremoto del 1877 - si sperimentano soluzioni eclettiche. Citiamo: il Santuario del Sacro Cuore di Gesù a Bussana di San Remo, progettato da Maurizio Dufour nel 1889, ex voto collettivo dei bussanesi sopravvissuti al terribile evento, accoglie gli affreschi di Rodolfo e Luigi Morgari, le sculture del Pogliaghi, gli altari e i dipinti realizzati da artisti accademici italiani di chiara fama; la chiesa di Sant'Agostino di Ventimiglia di origine quattrocentesca viene riedificata in stile neo gotico con gli affreschi di Luigi Morgari; la chiesa di San Nicolò da Bari in Baiardo, travolta dal terremoto, è riedificata; in quegli anni sorge la chiesa nuova di Arma di Taggia. Pochi gli edifici di nuova costruzione nel XX secolo, prevalentemente eretti nel secondo dopoguerra ma con scarsi esiti estetici. Degna di nota, per la compiutezza formale del progetto, la chiesa nuova di San Rocco a Vallecrosia. 3

N.S. della Costa SANTUARI MARIANI La devozione mariana è particolarmente avvertita anche in questo lembo di Liguria ove sono dedicati al titolo della Santa Vergine numerosi edifici parrocchiali. La testimonianza più significativa in tal senso è offerta dai santuari eretti a seguito di un particolare evento miracoloso o, comunque, quale espressione corale di una fede mariana viva e attenta tale da rendere continua e assidua la frequentazione, la manutenzione e, talvolta, il rimaneggiamento delle primitive strutture. Tra i più significativi, procedendo dal confine ovest ad est, N. S. dell'aria Aperta a Mortola Superiore, Ventimiglia (XVII-XIX secolo; ospita una collezione di ex voto locali e italiani); N. S. del Passoscio, a Pigna; N. S. della Visitazione a Perinaldo sul meridiano ligure; Madonna 4 Pellegrina a Coldirodi (eretto dopo la fine dell ultimo conflitto sopra un edificio del sec. XVI); Madonna della Costa a Sanremo (arricchito con stucchi e decorazioni del Madonna Pellegrina primo quarto del Settecento, conserva la preziosa tavola del XIV secolo e opere del Maragliano); Madonna della Villa a Ceriana; N. S. di Lampedusa a Castellaro; N.S. della Guardia a Poggio; N.S. della Neve a Badalucco; N.S. di Lourdes a Glori. Sempre caro ai fedeli è il santuario della Madonna Miracolosa eretto nella chiesa parrocchiale di Taggia, a seguito del movimento degli occhi della statua del Cuore Immacolato di Maria. Singolari, perché ricavati all'interno di cavità naturali, i santuari di di N.S. delle Virtù a Ventimiglia, costruito dal XVI al XVII secolo, ricca collezione di ex voto del periodo XIX-XX secolo e N.S. dell'arma, sulla linea di costa di Bussana.

CHIESE CIMITERIALI La gestione delle aree cimiteriali è oggi affidata alla pubblica amministrazione, tuttavia la presenza di edifici religiosi sorti non tanto quali cappelle cimiteriali quanto come vere e proprie sedi parrocchiali invita ad una riflessione sul loro specifico valore cultuale. Di sicuro interesse la chiesa di San Pietro a Camporosso (XI secolo, con prezioso affresco absidale raffigurante Cristo e simboli degli evangelisti con gli Apostoli, databili alla metà del XV secolo); la chiesa di S. Giorgio a Dolceacqua (accoglie le tombe dei nobili Doria, signori dell'omonimo marchesato: notevole il soffitto ligneo dipinto e la struttura a vista della facciata che permette di leggere le varie fasi costruttive); la chiesa di San Bernardo a Pigna (interamente affrescata con il ciclo della Passione da Giovanni Canavesio, nel 1482). Sono in corso i restauri del Santuario di N. S. della Montà con affreschi di Antonio da Monteregale (1435). Nota per i suoi affreschi del XIV-XV secolo è la chiesa di San Giorgio a Montalto. Citiamo ancora le più modeste ma significative chiese di San Biagio, a San Biagio della Cima e Sant'Erasmo, a Santo Stefano al Mare. 5 San Giorgio, Montalto San Pietro, Camporosso N.S. della Montà, interno N.S. della Montà

CAPPELLE CAMPESTRI San Bernardino, Triora Legato alle necessità imposte dal lavoro nei campi o dai movimenti delle greggi oppure sorto quale forma di ex voto in seguito ad eventi calamitosi, un nutrito gruppo di edifici religiosi è stato edificato in aree extra urbane o a bassa antropizzazione. Le cappelle campestri costituiscono pertanto un sicuro punto di riferimento devozionale oltre che un nodo significativo di una rete territoriale costituita da sentieri, luoghi di riparo ed approvvigionamento oggi in gran parte dismessa a causa dei mutati rapporti socio-ecomici tra le comunità delle vallate e tra queste e la costa. A titolo d esempio citiamo: la chiesa di san Bernardino con affreschi del XV secolo a Triora; la cappella di San Salvatore a Ceriana (edificio del XV secolo con affreschi delle storie di San Bartolomeo del secolo XVI secolo); nei pressi di Taggia, l'eremo della Maddalena (la struttura attuale si data dal XV al XIX secolo, legato alla presenza della compagnia omonima) e la chiesa di San Martino (tardo XI secolo); San Gregorio di Baiardo (XII secolo?); S. Bernardo ad Andagna (con affreschi raffiguranti i Vizi e le Virtù del XV secolo), San Giovanni dei Prati (secolo XV?) posto in posizione strategica alle falde del monte Ceppo, meta di una singolare processione in onore del santo titolare. 6 San Bernardo, Andagna

EDICOLE VOTIVE Cappella votiva, Terzorio Una realtà poco studiata in ragione dell'umiltà delle soluzioni architettoniche e decorative adottate (costruzioni di piccola dimensione in forma di edicola con tetto a capanna, decorate dalla semplice presenza di una croce oppure da statuette, dipinti su intonaco o altro supporto), le edicole votive punteggiano il contesto urbano e soprattutto le aree campestri con un frequente richiamo devozionale ai Santi Rocco, Sebastiano, Cristoforo - retaggio di una cultura agreste che invocava questi santi per ottenere particolari protezioni contro eventi calamitosi ed epidemie e identificano un luogo di passaggio, utile riferimento per viandanti. Talvolta isolate, in molti casi fanno parte di un preciso percorso che conduce ad un santuario. Un tragitto di ascesi e preghiera, dunque, stimolato dalla presenza dei misteri del rosario e delle stazioni della via Crucis: è il caso delle cappellette lungo la strada che conduce al santuario di N.S. di Lampedusa a Castellaro o della via Crucis collocata sul sentiero per la Madonna delle Virtù a Ventimiglia. Né di minor interesse antropologico e religioso sono le edicole votive apposte in luoghi pubblici e su edifici privati: notevole l'esempio offerto dal centro storico di Taggia e dal suo contesto extra urbano. Cappella N. S. delle Virtù, Ventimiglia 7

N. S. dei Dolori Oratorio del S. Cristo Oratorio dei Neri Oratorio di S. Giovanni ORATORI DELLE CONFRATERNITE Gli oratori delle confraternite si presentano oggi nella veste post conciliare: sopravvive la tipologia ad aula unica, tipica della "casaccia" di tradizione genovese, pur con un articolazione più complessa e strutturata, resa aggraziata da una maggiore attenzione alla decorazione pittorica e in materia. Sono presenti in quasi tutte le sedi parrocchiali della Diocesi, talvolta in numero superiore all'unità, in ragione delle diverse confraternite operanti nella stessa città. Eredi di una multiforme attività assistenziale, caritativa e aggregativa proposta dalle diverse matrici di queste associazioni laiche, gli oratori confraternali rappresentano ancora oggi una realtà viva che custodisce un notevole patrimonio culturale ed etnografico. Certificano quanto affermato gli oratori delle confraternite ancora attive sul territorio: quelli dei Bianchi e dei Rossi a Taggia (entrambe sec. XVII), di San Giovanni a Riva Ligure (sec. XVII), di S. Andrea, S. Caterina, S. Marta a Ceriana, dell'annunziata a Cipressa (metà XVIII secolo). Notevoli sotto il profilo architet-tonico anche l'oratorio dei Neri (sec. XVII-XVIII) e l oratorio di S. Giovanni Battista (sec. XVII) a Ventimiglia, quello dell An-nunziata (sec. XVII- XVIII) a Torre Paponi; N. S. dei Dolori a Sanremo. 8

SITI RELIOSI DI INTERESSE ARCHEOLOGICO L'intervento della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria ha posto in luce i resti della chiesa rurale nel sito di Costa Balenae (oggi nei pressi di Riva Ligure) un edificio di piccole dimensioni, a tre navate, con battistero di forma ottagonale, databile agli inizi del VI secolo la cui edificazione è da porre in relazione all'attività di Cattedrale, Battistero cristianizzazione condotta dalla curia albenganese, nella cui giurisdizione ricadeva il luogo. La proprietà demaniale nulla toglie all'importanza documentaria che questo sito riveste nell'ambito della storia della nostra e della confinante diocesi. I monaci benedettini facenti capo al monastero di Montmajur, ad Arles, acquisirono il monastero di Sant'Ampelio a Bordighera, di cui oggi rimane la chiesetta omonima - priva dell'edificio di romitaggio - databile tra XI e XII secolo come testimonia la lettura delle strutture della cripta, visitabile ogni anno in occasione della ricorrenza del santo patrono (14 maggio). 9

La cripta della cattedrale di Ventimiglia ed il suo battistero, grazie all'attività di scavo condotta dall'istituto Internazionale di Studi Liguri, hanno restituito interessanti plutei decorati di epoca longobarda analoghi ad alcuni frammenti rinvenuti nella cripta del battistero di San Giovanni, adiacente la concattedrale di Siro a San Remo. Due pietre miliari un tempo collocate lungo il percorso della Via Iulia Augusta accolgono il visitatore all'ingresso della chiesa di San Michele nel centro storico di Ventimiglia. Di interesse il sito della Madonna del Canneto di Taggia (sec. XII - XIII) e, nel territorio circostante, quello di Campomarzio con i resti della chiesa di San Giorgio. Nella chiesa-fortezza di San Pietro in Lingueglietta (XIII secolo) sono stati effettuati scavi che, fra le altre cose, hanno riportato alla luce sepolture databili entro il X - XI secolo. In ultimo la grotta dell Arma, tra Bussana e Arma di Taggia, è uno dei siti di archeologici di maggior rilievo della nostra zona. Sant Ampelio, Cripta San Pietro, Lingueglietta San Michele, Cripta Sant Ampelio, esterno 10

CHIESE E COMPLESSI CONVENTUALI Cappuccini, Taggia Domenicani, Taggia Sant Agostino, chiostro Canonichesse Lateranensi La presenza monastica nel ponente ligure è piuttosto forte come dimostrano i numerosi complessi conventuali ancora oggi visibili nelle città di Ventimiglia, Sanremo e Taggia. A partire dal tardo XV secolo, la città di confine accoglie nuove strutture destinate a sodalizi maschili: sorgono in quel periodo i conventi dei padri Agostiniani in via Cavour resta solo parte del chiostro, mentre l annessa chiesa di Sant Agostino, nelle sue forme attuali, risale ad interventi condotti tra XIX e XX secolo - e dei frati Minori Osservanti - quest ultimo complesso, degli inizi del XVI secolo, è stato demolito e al suo posto edificato il Forte dell Annunziata. Nel corso del XVII-XIX secolo viene modificata la struttura del convento Francescano nel centro storico di Ventimiglia: la chiesa oggi è proprietà comunale adibita a sala polivalente mentre il complesso conventuale ospita le scuole medie. Sempre a Ventimiglia si costruisce nel XVII secolo la chiesa di sant'antonio Abate annessa al complesso conventuale delle Canonichesse Lateranensi, edificata nel 1677 su progetto di Pietro Antonio Corradi: attualmente ospita un asilo ed un centro per anziani gestito dalle Suore dell Orto. A San Remo sono ancora utilizzati i complessi dei 11

padri Gesuiti (lungo via Palazzo, con la chiesa di S. Stefano del sec. XVII); dei padri Cappuccini (sec. XVII, collocato accanto all area attualmente occupata dal Casino ); delle suore della Visitazione (che occupano un complesso ottocentesco in corso Inglesi a risarcimento della perdita del settecentesco convento che sorgeva nell'attuale piazza Colombo); le Turchine Annunziate Celesti (presenti dalla prima metà del XVII secolo, con ampio convento del terzo quarto del XVII secolo) e, ancora, i Padri della Missione (in città dalla fine del XVII secolo). Di recente costruzione è il monastero del Carmelo di Sant Elia, abitato dalle suore Carmelitane Scalze. Dalle linee moderne e razionali, è stato edificato nel 1958 su progetto del noto architetto Gio Ponti. A Taggia i padri Domenicani, a partire dal 1460, costruiscono il convento cui è annessa la chiesa della Madonna di Misericordia consacrata nel 1490; sono presenti anche i padri Cappuccini (inizi del XVII secolo), le suore Carmelitane (complesso di S. Teresa, fine XVII-XVIII secolo, oggi in fase di restauro) le suore Domenicane (complesso di Santa Caterina, sec. XVIII, adiacente l Oratorio dei Rossi). 12 San Domenico, Taggia

Ufficio Beni Culturali Curia Vescovile di Ventimiglia - San Remo Via Porta Nuova, 1-18039 Ventimiglia (IM) tel. 0184 351019 artesacra@ventimiglia.chiesacattolica.it Si ringraziano gli Enti e gli Istituti Culturali che collaborano con la Diocesi alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico: Conferenza Episcopale Italiana, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Liguria, Provincia di Imperia, Fondazione CA.RI.GE., Compagnia di San Paolo, Istituto Internazionale di Studi Liguri.