FUNGHI CHE COLPISCONO LE PARTI VERDI



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Il Divulgatore n 9-10/2011 PARASSITI DELLE PIANTE ORNAMENTALI FUNGHI CHE COLPISCONO LE PARTI VERDI PATHOGENIC FUNGI Pathogenic fungi damaging the green parts of the plant For the control of leaf spot patho gens, copper-based products are very efficient but they must be used exclusively in particular cases. For the control of the so-called powdery mildew, a disease displaying white powdery spots, which getting larger and denser make the mildew spread up and down the length of the plant, wettable sulphur is used. this product must be used when the first symptoms appear or under favourable weather conditions. AGENTI DI MARCIUME FOGLIARE Si tratta di funghi che si sviluppano esclusivamente sulle parti verdi delle piante colpite. I sintomi, quindi, si osservano su foglie e germogli. Questi patogeni si conservano sulle foglie colpite cadute al suolo oppure sulle piante infette. Particolarmente favorevoli a queste infezioni sono le primavere miti, caratterizzate da piogge frequenti. raramente queste malattie richiedono specifici interventi curativi, in quanto producono un danno esclusivamente estetico e non determinano la morte delle piante colpite. Tuttavia, al verificarsi delle condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo di questi patogeni o alla comparsa dei primi sintomi, è possibile intervenire con trattamenti rameici a intervalli di 8-10 giorni, in funzione del rischio delle infezioni. In commercio sono presenti moltissimi preparati contenenti rame in diverse forme chimiche (idrossido, ossido rameoso, ossicloruro). I composti a base di rame agiscono per contatto; ciò significa che non vengono assorbiti e traslocati attraverso il tessuto vascolare. occorre quindi distribuirli con molta attenzione, coprendo la vegetazione in maniera uniforme. Il rame è un metallo pesante che, accumulandosi nel terreno, può favorire la mortalità della microfauna del suolo e, di conseguenza, ridurre i processi di umificazione. Inoltre, può determinare fenomeni di fitotossicità sulle specie trattate; è bene non effettuare trattamenti rameici durante la fioritura. si consiglia in ogni caso di leggere con attenzione l etichetta prima di effettuare l irrorazione. ANTRACNOSI DELL IPPOCASTANO (Guignardia aesculi) Ospite Ippocastano Sintomi Sulle foglie compaiono macchie dapprima decolorate che poi necrotizzano. In corrispondenza delle macchie sono visibili le punteggiature nerastre del fungo. Il lembo fogliare si accartoccia e cade anticipatamente. Note Spesso questa infezione è associata alla presenza dell arrossamento fogliare (di origine non parassitaria) e alle infestazioni di Cameraria ohridella. ANTRACNOSI DEL PLATANO (Apiognomonia veneta) Ospite Platano Sintomi La malattia si manifesta all inizio della primavera, subito dopo la schiusura delle foglie, sulle quali compaiono macchie brunastre in corrispondenza delle nervature. Sui rametti si osservano tacche depresse che danno origine a cancri. Le parti colpite disseccano. Note Su piante molto colpite, le parti infette possono essere eliminate in occasione della potatura autunnale. CROSTE NERE DELL ACERO (Rhytisma acerinum) Ospite Aceri Sintomi Sulle foglie si manifestano macchie rotondeggianti prima decolorate sulle quali si forma una crosta granulosa dall aspetto bituminoso. Le croste rimangono circondate da un alone giallastro. Note Raramente questa infezione si manifesta in maniera grave.

TICCHIOLATURA DELLA ROSA (Marssonina rosae) Ospite Rosa Sintomi La malattia si manifesta sulle foglie con macchie rotondeggianti bruno-nerastre. Le foglie colpite ingialliscono e cadono precocemente. Più di rado i sintomi si osservano sui rami, sui quali compaiono macchie brunastre che possono evolversi in cancri. Note Forti infezioni di ticchiolatura determinano un anticipata caduta delle foglie. Le rose si presentano quasi del tutto spoglie; fioritura e attività vegetativa sono rallentate. OIDIO O MAL BIANCO Con il termine di mal bianco si intende una malattia di origine fungina, molto comune sulle piante ornamentali, arboree e arbustive. I sintomi si manifestano su tutte le parti verdi e consistono in una caratteristica muffa bianca dall aspetto farinoso. Responsabili di questa alterazione sono vari patogeni, specifici delle diverse specie vegetali. Tutti appartengono al gruppo degli ascomiceti e trascorrono l inverno sotto forma di micelio oppure di conidi, sulla vegetazione infetta o sotto i tessuti vegetali (generalmente sotto le scaglie delle gemme). le infezioni primaverili si manifestano con temperature intorno ai 20-25 c e umidità relativa superiore al 75%. Durante l estate, con l aumentare della temperatura, la malattia si blocca per poi riprendere a fine estate - inizio autunno. Per prevenire le infezioni di mal bianco è indispensabile evitare un eccessivo rigoglio vegetativo. Questo vale soprattutto per gli arbusti allevati a siepe (lauroceraso, evonimo): la malattia è favorita dalla vegetazione fitta, poco arieggiata e dalla presenza di umidità. Alla comparsa dei primi sintomi oppure in presenza di condizioni ambientali favorevoli, è opportuno intervenire con irrorazioni della vegetazione a base di zolfo bagnabile. I trattamenti vanno ripetuti ogni 8-10 giorni, fino al perdurare di temperature e umidità favorevoli a questa infezione. Il potere anticrittogamico di questo elemento (e quindi l efficacia del trattamento) varia in funzione di temperatura, umidità relativa e finezza delle particelle. l azione fungicida inizia con temperature di 10-15 c e aumenta progressivamente fino ai 35 c. oltre questa temperatura lo zolfo diventa fitotossico. È consigliabile quindi effettuare i trattamenti nelle ore più fresche della giornata (soprattutto in estate). L efficacia fungicida diminuisce con l innalzarsi dell umidità ambientale. Lo zolfo non possiede proprietà endoterapiche (è un fungicida di contatto) ed è poco persistente sulla vegetazione. ha una bassa tossicità verso i mammiferi e le api; risulta invece tossico per alcuni insetti utili, come gli imenotteri parassitoidi del genere Trichogramma. MAL BIANCO DELLA ROSA (Sphaerotheca pannosa var. rosae) Ospite Rosa Sintomi La malattia colpisce foglie, germogli e bottoni fiorali che si ricoprono di una muffa bianca dall aspetto farinoso. Le foglie colpite si accartocciano, ingialliscono a cadono anticipatamente. Note Le varietà di Rosa rugosa sono resistenti al mal bianco. MAL BIANCO DELL EVONIMO (Oidium evonymi-japonici) Ospite Evonimo Sintomi L oidio si manifesta sulle foglie, con caratteristiche macchie biancastre polverulente. Durante l inverno il fungo sopravvive sulle foglie ammalate. Note Spesso i sintomi dell infezione sono associati alla presenza di cocciniglie. In questo caso le piante sono fortemente debilitate.

MAL BIANCO DEL LAUROCERASO (Sphaerotheca pannosa) Ospite Lauroceraso Sintomi Foglie e germogli presentano la caratteristica muffa biancastra. Successivamente le foglie si accartocciano e appaiono deformate. Note Molto comune sulle siepi di lauroceraso, soprattutto su quelle molto ombreggiate, poco ventilate, poste su terreni umidi e compatti. MAL BIANCO DEL PLATANO (Microsphaera platani) Ospite Platano Sintomi I sintomi si osservano su foglie e rametti non lignificati che si presentano ricoperti da una muffa biancastra. Le foglie si accartocciano, disseccano e cadono anticipatamente. Note La malattia non provoca in genere danni a questa specie arborea. MAL BIANCO DELLA QUERCIA (Microsphaera alphitoides) Ospite Querce Sintomi Il fungo ricopre le foglie con il suo micelio biancastro. A fine stagione i tessuti fogliari invasi dal fungo assumono una tinta rossastra. Note La malattia è dannosa sulle giovani querce, che arrestano il loro sviluppo. FUNGHI CHE COLPISCONO GLI ORGANI LEGNOSI Pathogenic fungi damaging the lignified parts of the plant Canker causes lesions localised on the lignified parts of the plant (trunk and branches); such lesions are due to cortical tissue (bark) alteration. to prevent canker it is important to avoid wounds, for example during pruning, as they provide an entry to the pathogens. In the presence of the disease, it is suggested to get rid of all the infected parts of the plant and to make a copper-based treatment. AGENTI DI CANCRI E DISSECCAMENTI DEI RAMI Con il termine di cancri si intendono lesioni localizzate degli organi legnosi (tronco e rami), derivanti all alterazione dei tessuti corticali. I patogeni responsabili di queste alterazioni sono numerosi, alcuni specifici di una o poche specie vegetali (es. cancro del cipresso, cancro della corteccia del castagno), altri che colpiscono diverse piante arboree ed arbustive. Tutti penetrano attraverso ferite o aperture naturali delle piante. Gli agenti di cancri della corteccia e dei rami sono di diversa gravità a seconda della specie considerata. Per prevenire queste malattie è fondamentale evitare di provocare ferite alle piante: occorre quindi prestare molta attenzione durante i più comuni interventi di manutenzione del verde, quali potature e sfalcio dell erba (attenzione alle ferite determinate al colletto con il decespugliatore). In presenza di queste infezioni è molto utile tagliare e allontanare tutte le parti colpite ed effettuare un trattamento disinfettante a base di rame. negli ambienti favorevoli a queste malattie è consigliabile intervenire con 1-2 trattamenti con prodotti rameici in autunno (alla caduta delle foglie) e in primavera (all apertura delle gemme). un discorso a parte merita il cancro del cipresso, il quale difficilmente può essere tenuto sotto controllo con i soli prodotti rameici. per impostare la prevenzione e cura di questa infezione occorre innanzitutto com prendere come si comporta il patogeno. Seiridium cardinale penetra nella pianta preferibilmente attraverso ferite causate dal gelo, derivanti dal taglio di rami oppure conseguenti ad infestazioni di scolitidi. Per prevenire le infezioni è pertanto indispensabile evitare l insorgenza di ferite. sempre in via preventiva, è possibile effettuare un trattamento con rame in autunno e uno in primavera. ai primi sintomi (chiazze disseccate sulla chioma) occorre un controllo tempestivo delle parti colpite per diagnosticare con certezza la malattia. I rami disseccati vanno tagliati e allontanati e le ferite disinfettate con prodotti rameici. Su piante di elevato pregio ambientale e paesaggistico possono essere giustificati trattamenti chimici con formulati a base di tiofanato metile. si tratta di un fungicida sistemico ad azione curativa, presente in commercio con diversi formulati. prima dell impiego controllare che l etichetta riporti la

registrazione nei confronti di questo patogeno; rispettare inoltre le dosi e le precauzioni specificate in etichetta. CANCRO DEL CIPRESSO (Seiridium cardinale) Ospite Cupressus spp., Cupressocyparis leylandii Sintomi La malattia si manifesta su rami e tronco, con zone della corteccia inizialmente depresse, che necrotizzano e si presentano di colore rosso mattone. Da queste zone si formano delle fessurazioni (cancri), dalle quali fuoriesce resina. In corrispondenza dei cancri compaiono i corpi fruttiferi del fungo, sotto forma di pustole nerastre. Le parti della chioma colpite disseccano. Nei casi più gravi si arriva alla morte nel giro di qualche anno. Note Particolarmente gravi, dal punto di vista paesaggistico, le infezioni che colpiscono esemplari adulti o monumentali di Cupressus sempervirens. CANCRO DELLA CORTECCIA DEL CASTAGNO (Cryphonectria parasitica) Ospite Castagno Sintomi Su rami e tronco si manifestano aree della corteccia arrossate. I cancri attivi sono facilmente distinguibili in quanto si osserva il disseccamento delle foglie nella parte sovrastante la zona colpita. Note La malattia si può considerare endemica in tutti i castagneti italiani. La sua pericolosità è ridotta grazie alla diffusione delle forme ipovirulente del fungo. CANCRO CORTICALE DEL CARPINO (Naemospora sp.) Ospite Carpino bianco Sintomi In primavera sui tronchi e sulle branche principali compaiono masse di tipo resinoso di colore rosso brillante e cancri corticali di dimensioni variabili. La vegetazione delle branche e dei rami colpiti dissecca. Se l infezione interessa il tronco si ha la morte della pianta. Note Questa infezione è stata segnalata da alcuni anni in Lombardia e in Emilia Romagna. CANCRO DEL PINO (Sphaeropsis sapinea) Ospite Pini Sintomi Sulla chioma si osserva un disseccamento degli aghi e degli apici dei germogli, con arrossamento di ampie porzioni della chioma. Questi sintomi possono essere determinati anche da altri parassiti. Occorre quindi un analisi di laboratorio per la diagnosi certa della malattia. Note Questo fungo è considerato un patogeno di debolezza che si può manifestare vistosamente su piante deperite per cause ambientali e in presenza di inoculo. Organismi da quarantena Cancro colorato del platano, solo potature autorizzate L agente causale di questa malattia è Ceratocystis fimbriata f.sp. platani, un fungo compreso nell elenco degli organismi nocivi da quarantena e, come tale, regolamentato dalla normativa fitosanitaria. Pur non essendo un agente di cancri in senso stretto (in quanto si diffonde attraverso il sistema vascolare della pianta), manifesta i sintomi caratteristici sul tronco, sotto forma di anomale colorazioni bluastre della corteccia. Se si asporta la c orteccia, il legno al di sotto di questa colorazione appare imbrunito e si distingue nettamente il confine tra la parte sana e quella malata. Questi sintomi sono più

facilmente riconoscibili su piante di Platanus occidentalis, caratterizzato da corteccia chiara, liscia, sottile. I platani infetti da cancro colorato presentano la chioma parzialmente o completamente disseccata e sono destinati a morire. La malattia si trasmette per contatto tra le radici, quindi è particolarmente pericolosa lungo le alberate stradali. Il decreto 17 aprile 1998 Disposizioni sulla lotta contro il cancro colorato del platano stabilisce che i platani infetti e quelli ad essi adiacenti devono essere obbligatoriamente abbattuti. Stabilisce inoltre che tutte le potature e le operazioni che determinano ferite agli alberi devono essere preventivamente autorizzate dal Servizio fitosanitario regionale. Ceratocystis fimbriata, infatti, penetra nel platano esclusivamente attraverso ferita: occorre quindi eseguire con particolare cautela la potatura di questa specie arborea. AVVERSITÀ A RISCHIO D INTRODUZIONE Allerta per la moria della quercia Phytophthora ramorum è un fungo patogeno delle querce negli Stati Uniti, particolarmente in California e Oregon, responsabile della malattia conosciuta come Sudden oak death o moria della quercia. A partire dal 2001 questa infezione è stata segnalata in Europa, soprattutto su rododendro, viburno e azalea in vivaio e di recente su numerose altre piante ornamentali, sempre in vivaio. In Italia, dopo due sporadiche intercettazioni nel 2002, l infezione non è più stata segnalata. Gli alberi di quercia e altre specie arboree colpiti da questa infezione mostrano un iniziale avvizzimento della chioma seguito da un rapido imbrunimento fogliare. Le foglie disseccate rimangono attaccate al ramo e la pianta muore rapidamente. La manifestazione più tipica della malattia consiste nella comparsa di cancri corticali di colore bruno-nero solitamente sulla parte più bassa del tronco, ma talvolta anche a diversi metri di altezza, dai quali, durante la stagione umida, fuoriescono gocce di linfa di colore rosso scuro. Tale fenomeno prende il nome di sanguinamento e in genere diminuisce o si arresta durante l estate. I cancri sono delimitati da un margine rosso scuro e rimuovendo la corteccia in corrispondenza delle lesioni si possono osservare chiazze di tessuto necrotico sottostante circondato da linee nere. Il sintomo caratteristico su rododendro è rappresentato da necrosi dei rami e macchie fogliari; raramente le piante colpite muoiono. Sull apice o sulle porzioni intermedie dei rami compare un imbrunimento che tende ad estendersi verso il basso, interessando le foglie che necrotizzano a partire dalla loro inserzione sul picciolo. Sezionando il ramo longitudinalmente si può osservare l imbrunimento dei tessuti interni. Le foglie possono essere infettate anche senza che si verifichi l infezione ai rami e in questo caso mostrano macchie bruno scuro sparse sul lembo fogliare. Su viburno, infine, l infezione progredisce solitamente dalla base del fusto verso l alto, causando un rapido avvizzimento delle piante fino alla morte. Il tessuto cambiale viene totalmente invaso dal micelio del fungo e sotto la corteccia si può osservare una decolorazione del legno. Le radici appaiono comunque sane. Il patogeno può causare anche infezioni fogliari bruno-nere, in particolare nelle specie di viburno sempreverdi e può anche colpire i fiori determinando il loro disseccamento. P. ramorum non è compresa tra gli organismi da quarantena, ma è stata inserita nella lista di allerta dell Eppo. In considerazione della pericolosità di questo patogeno sono state adottate temporanee misure fitosanitarie d emergenza: la Decisione della Commissione del 19 settembre 2002 e il Decreto Ministeriale 28 novembre 2002. La presenza di piante con sintomi sospetti nei parchi e nei giardini deve essere tempestivamente segnalata al Servizio fitosanitario. FUNGHI CHE COLPISCONO IL COLLETTO E LA RADICE Pathogenic fungi damaging the collar and the root The collar rot and the root rot are extremely dangerous infections due to saprophytic pathogens commonly found in the soil. Such saprophytic pathogens may damage both shrubs and trees. to prevent such infections, some small precautions, such as keeping plants in good vegetative conditions and ventilating the soil to improve drainage,might be of help. MARCIUMI BASALI E RADICALI I marciumi del colletto e dell apparato radicale sono infezioni particolarmente pericolose, che possono colpire sia piante arboree sia arbustive. Queste alterazioni sono determinate da funghi normalmente presenti nel terreno allo stato saprofitario, che diventano patogeni in presenza di condizioni ambientali predisponenti: elevata umidità del substrato, ristagni di acqua, alternanza di periodi siccitosi e periodi molto umidi, terreni eccessivamente compatti. I sintomi a carico della chioma sono aspecifici: ingiallimenti, arresto dello sviluppo, disseccamento e caduta anticipata delle foglie; spesso si ha la morte delle piante colpite.

Per effettuare la diagnosi certa di marciumi del colletto e della radice occorre quindi ispezionare la parte basale della pianta, scoprendo il colletto e l apparato radicale. I funghi patogeni agenti di marciumi del colletto appartengono al genere Phythophthora, mentre il più comune agente di marciume radicale è Armillaria mellea. Mantenere le piante in buone condizioni vegetative, favorire l arieggiamento del terreno ed evitare i ristagni d acqua: sono questi gli accorgimenti indispensabili per prevenire la comparsa di marciumi del colletto e marciumi radicali. di fatto se si insediano queste infezioni è molto difficile effettuare degli interventi curativi. Le piante maggiormente compromesse vanno prontamente estirpate e allontanate. In presenza di infezioni da Armillaria mellea occorre eliminare dal terreno il maggior numero possibile di radici, in quanto sono responsabili della diffusione della malattia. le buche che si originano dalle piante estirpate vanno mantenute aperte e cosparse di calce viva. non è consigliabile mettere a dimora nuove piante arboree nel medesimo sito lasciato da quelle infette. Armillaria è anche responsabile di carie del legno, un alterazione che compromette la stabilità degli alberi colpiti. Si insedia prevalentemente sulle latifoglie, soprattutto il pioppo, ma può attaccare anche le conifere e le specie da frutto. In ogni caso si comporta come agente di carie bianca del duramen (il legno più vecchio in cui non scorre più la linfa) delle radici principali, provocando la loro decomposizione. Il fungo può avanzare rapidamente all interno delle radici di sostegno e non viene efficacemente compartimentato dalla pianta. Qualora la degradazione interessi l apparato radicale nel suo complesso, l albero è seriamente a rischio di schianto. MARCIUME DEL COLLETTO (Phythophthora spp.) Ospite: Varie specie arboree e arbustive Sintomi: I sintomi caratteristici dell infezione si osservano a livello del colletto, con un imbrunimento dei tessuti corticali e sottocorticali. Le piante colpite manifestano evidenti sintomi di deperimento. Note: Queste infezioni si diffondono facilmente da una pianta all altra attraverso l acqua e le lavorazioni del terreno. MARCIUME RADICALE (Armillaria mellea) Ospite: Pioppi, aceri, frassini, querce sintomi: La zona colpita (colletto e radici) viene invasa da un feltro miceliale di colore bianco disposto a ventaglio. Spesso in autunno vicino al tronco delle piante infette, compaiono i carpofori del fungo (chiodini). Note: Il fungo si conserva nel terreno sui residui radicali di piante già morte, sui quali sopravvive sotto forma di cordoni miceliali (rizomorfe).