Ferrata Siggioli & Pizzo D Uccello



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Ferrata Siggioli & Pizzo D Uccello Vai alla Fotogallery Cave del Cantonaccio Attacco ferrata Tordini Galligani Foce Siggioli Cresta di Capradossa Pizzo d Uccello Giovetto Poggio Baldozzana Cave del Cantonaccio Data Escursione: 27 giugno 2012 Località: Alpi Apuane Settentrionali Scala delle difficoltà: EEA (escursionisti esperti attrezzati) Lunghezza del percorso: Km 131 Tempi di percorrenza: 7 h 15' Dislivello stimato complessivo: 963 m Mezzi impiegati: propri Punti di appoggio: Ugliancaldo Descrizione del percorso Un bellissimo itinerario ad anello che, dalle cave del Cantonaccio 820 metri s.l.m. ci porterà sul Pizzo d Uccello 1783 metri s.l.m., salendo lungo la ferrata Tordini Galligani che, si sviluppa su uno spettacolare sperone roccioso che, è quasi un piano inclinato che sale regolare fino a Foce Siggioli 1386 metri s.l.m. accanto alla parete nord del Pizzo d Uccello. È questa la più imponente e maestosa tra le più grandi pareti delle Alpi Apuane, si sviluppa per oltre due chilometri con un dislivello superiore ai 700 metri con una inclinazione media di 70 divenendo poi verticale nella parte finale vicina alla vetta. È in virtù di questa parete che, ha portato a definire questa montagna il Cervino delle Apuane. Da Foce Siggioli 1386 metri s.l.m. si sale lungo la Cresta di Capradossa fino ad arrivare all omonimo pianoro superato l intaglio e il boschetto di faggi si accede alla via normale che passa sulla cresta Sud/Sud/Est, ben segnata e che porta alla vetta. Il percorso si svolge tutto in ambiente roccioso ed è molto bello, anche abbastanza facile e non c è mai troppa esposizione, a parte un paio di passaggi in cui è richiesto anche l uso delle mani. La discesa dalla vetta avviene per la stessa via dell andata scendendo poi al valico erboso del Giovetto 1497 metri s.l.m., per tornare a foce Siggioli 1386 metri s.l.m. percorrendo il sentiero C.A.I. n 181. Mantenendosi su questo sentiero che percorre il crinale spartiacque tra il Solco di Equi e la Valle del Serchio di Gramolazzo ci condurrà sulla Costiera della Capradossa 1464 metri s.l.m. e sul Poggio Baldozzana 1338 metri s.l.m., dove seguendo il sentiero C.A.I. n 192 torneremo alle cave del Cantonaccio 820 metri s.l.m. dove si conclude il nostro itinerario.

Dettagli percorso: Cave del Cantonaccio Attacco Ferrata Strada sterrata/sentiero Difficoltà: T/EE Attacco Ferrata Foce Siggioli Ferrata Tordini/Galligani Difficoltà: EEA Foce Siggioli Cresta di Capradossa Tracce di sentiero Difficoltà: EE Cresta di Capradossa Pizzo d Uccello Tracce di santiero Difficoltà: EE Pizzo d Uccello Giovetto Tracce di sentiero Difficoltà: EE Giovetto Poggio Baldozzana Sentiero C.A.I. N 181 Difficoltà: EE Poggio Baldozzana Cave del Cantonaccio Sentiero C.A.I. n 192 Difficoltà: E Come Arrivare Per Raggiungere la valle dell Arnétola per chi: proviene da Firenze percorrere autostrada A11 e uscire al casello autostradale di Altopascio, quindi proseguire seguendo le indicazioni per Castelnuovo di Garfagnana, Piazza al Serchio, Minucciano, Ugliancaldo, arrivati a Ugliancaldo al cartello del paese sulla sinistra c è una fonte superata questa prima di entrare in Ugliancaldo si gira a sinistra e si imbocca una strada sterrata con indicazioni Cave del Cantonaccio, procedere con cautela perché il fondo è in qualche punto abbastanza devastato dai camion di cava adibiti al trasporto dei blocchi di marmo; dopo circa 4 chilometri una sbarra metallica impedisce l accesso alla zona delle cave, si può parcheggiare l autobile in una delle tante piazzole ai lati della strada. proviene da Genova può percorrere l'autostrada A12 direzione Livorno, proseguire per la A15 direzione parma, uscire al casello autostradale di Aulla e proseguire per Fivizzano, seguire le indicazioni per Gassano, fino ad incontrare il bivio a sinistra per Ugliancaldo. Appena superato il paese di Ugliancaldo si imbocca a destra una strada sterrata con indicazioni Cave del Cantonaccio, procedere con cautela perché il fondo è in qualche punto abbastanza devastato dai camion di cava adibiti al trasporto dei blocchi di marmo; dopo circa 4 chilometri una sbarra metallica impedisce l accesso alla zona delle cave:parcheggiare l automobile in una delle tante piazzole ai lati della strada. proviene da Massa può percorrere la SS1 direzione Carrara, proseguire sulla SS446dir per Gragnana,Castelpoggio, fino ad arrivare a Marciaso dove imbocchiamo la SP11 direzione Tenerano, Monzone, Ugliancaldo. Appena superato il paese di Ugliancaldo si imbocca a destra una strada sterrata con indicazioni Cave del Cantonaccio, procedere con cautela perché il fondo è in qualche punto abbastanza devastato dai camion di cava adibiti al trasporto dei blocchi di marmo; dopo circa 4 chilometri una sbarra metallica impedisce l accesso alla zona delle cave:parcheggiare l automobile in una delle tante piazzole ai lati della strada.. proviene da Reggio Emilia può percorrere la SS63 e seguire le indicazioni per Castelnuovo nè Monti, Ligonchio, Passo di Pradarena, Fivizzano,a Fivizzano svoltare a sinistra e imboccare la SRT 445 radd, in località Casciana svoltare a destra per Ugliancaldo. Appena superato il paese di Ugliancaldo si imbocca a destra una strada sterrata con indicazioni Cave del Cantonaccio, procedere con cautela perché il fondo è in qualche punto abbastanza devastato dai camion di cava adibiti al trasporto dei blocchi di marmo; dopo circa 4 chilometri una sbarra metallica impedisce l accesso alla zona delle cave:parcheggiare l automobile in una delle tante piazzole ai lati della strada.

proviene da Modena può seguire le indicazioni per Sassuolo sulla SP467, superato Sassuolo prendere la SP37 direzione Viano, Baito, Carpineto, Castelnuovo Nè Monti, Ligonchio, Passo di Pradarena, Fivizzano,a Fivizzano svoltare a sinistra e imboccare la SRT 445 radd, in località Casciana svoltare a destra per Ugliancaldo. Appena superato il paese di Ugliancaldo si imbocca a destra una strada sterrata con indicazioni Cave del Cantonaccio, procedere con cautela perché il fondo è in qualche punto abbastanza devastato dai camion di cava adibiti al trasporto dei blocchi di marmo; dopo circa 4 chilometri una sbarra metallica impedisce l accesso alla zona delle cave:parcheggiare l automobile in una delle tante piazzole ai lati della strada. L Itinerario Il nostro itinerario, ha inizio alle cave del Cantonaccio, dopo aver parcheggiato l auto in uno slargo vicino alla sbarra metallica che impedisce l accesso alle cave, prima di oltrepassare la sbarra si deve telefonare al numero riportato nel cartello accanto ad essa, questo va fatto per sapere se è possibile transitare a piedi senza correre pericoli lungo la carrabile che conduce alla Casa dei Vecchi Macchinari. Superata la sbarra a quota 820 metri s.l.m., si procede lungo la carrabile che, nel primo tratto scende di qualche metro, ma subito dopo imbocchiamo tenendo la sinistra quella che sale con una serie di tornanti alla Casa dei Vecchi Macchinari siamo a 868 metri s.l.m., posta nella parte alta delle cave del Cantonaccio. Si oltrepassa la casa e si entra nel bosco di faggi dove, un cartello indica il sentiero seguire per giungere all attacco della ferrata. Il sentiero sale nel bosco passando sopra le cave e, dopo aver attraversato alcune placche di roccia giunge in un minuscolo terrazzo alberato, siamo a 1000 metri s.l.m. ai piedi dello sperone roccioso dove si sviluppa la ferrata Tordini/Galligani e, il cavo metallico e un cartello giallo di pericoloso di caduta ne indicano chiaramente l inizio della ferrata. Il primo tratto di questa si sviluppa su delle placche di roccia ripide ma senza esposizione, dove bisogna salire prevalentemente in aderenza col minimo sforzo a parte in alcuni passaggi più impegnativi per superare dei risalti sulla roccia, che immettono in un tratto alberato dove si sale senza troppe difficoltà, unica insidia lo sfasciume e stare attenti a non smuovere sassi. Alla fine di questo tratto si raggiunge la cresta dello sperone, che seguiremo sempre fino a Foce Siggioli, tranne in un paio di casi in cui bisogna spostarsi lateralmente per superare qualche risalto strapiombante. La pendenza è pressoché costante, molto caratteristico è il passaggio su un lastrone di marmo bianco e rosa lungo alcuni metri che malgrado tutto è forse più facile di quanto uno possa immaginare a prima vista offrendo buona aderenza e numerosi appigli. In questa ultima parte la ferrata è aerea e molto esposta, ed è grandiosa la vista sulla parete nord del Pizzo d Uccello, dopo qualche risalto si giunge al passaggio tecnico più impegnativo denominato Naso nell affrontare il quale bisogna spostarsi lateralmente per superarlo, qui l esposizione è massima, superato il Naso un altro tratto verticale ci porta al Belvedere superato questo inizia un lungo tratto di cresta affilata ma con una pendenza decisamente minore che ci porta all uscita sulla Costiera di Capradossa subito sopra Foce Sggioli a 1400 metri s.l.m., con una splendida vista sulla Val Serenaia contornata dal Monte Pisdanino, dal Monte Cavallo e dal Monte Contrario e dal Monte Grodilice con la Cresta Garnerone. Dall uscita della ferrata tenendo la destra si scende in pochi passi a Foce Siggioli 1390 metri s.l.m., si segue per qualche metro il sentiero che scende nel bosco, per poi abbandonarlo salendo tenendo la destra verso la Cresta di Capradossa. Si sale un ripido costone ma raramente serve l ausilio delle mani, fino ad arrivare sul filo di cresta che, seguiamo fino ad arrivare sopra i Cantoni di Neve Vecchia 1590 metri s.l.m., dove abbandoniamo il filo di cresta e tenendo la sinistra iniziamo a spostarci lateralmente lungo il fianco della Cresta di Capradossa. Seguendo un esile traccia di sentiero che nel primo tratto è molto stretta, si procede tenendosi con

le mani mantenendo il corpo in aderenza alla parete. Superato questo tratto, il sentiero diventa più agevole tagliando trasversalmente la parete, fino che questa non si compatta in un unico liscio lastrone di marmo da superare largo circa una decina di metri dove bisogna scegliere con cura gli appigli dove mettere i piedi. Superato il lastrone la traccia si fa più marcata e facile da seguire, e in poco tempo conduce 1590 metri s.l.m. sul Pianoro di Capradossa. Da dove possiamo ammirare da vicino la maestosità del Pizzo d Uccello, dopo aver superato l intaglio entriamo nel boschetto di faggi costeggiando l antecima Sud/Est del Pizzo d Uccello fino ad incontrare il sentiero ben segnato che sale dal Giovetto 1497 metri s.l.m. con indicazione Pizzo d Uccello per esperti tenendo la destra iniziamo a salire tra le rocce affrontando difficoltà continue ma mai eccessive, si mantiene sempre intorno al I grado con un paio di passaggi di II grado, la roccia è buona e con molti appigli, ma come sempre sulle Apuane ci sono abbondanti detriti che, bisogna assolutamente evitare di muovere. Arriviamo così all antecima e percorrendo l ultimo tratto di cresta alla vetta 1783 metri s.l.m. abbastanza ampia con al centro un ometto di pietra ai cui piedi contenuto in una scatola d acciaio c è il libro di vetta. La discesa dalla vetta avviene per la stessa via dell andata scendendo poi al valico erboso del Giovetto 1497 metri s.l.m., dove tenendo la sinistra imbocchiamo il sentiero C.A.I. n 181 e in pochi minuti di leggera discesa si raggiunge il bosco di faggi, si esce dal bosco e si affronta un tratto roccioso abbastanza esposto attrezzato con un cavo metallico. Dopo aver superato un tratto di bosco si scende in un ripido canale in parte roccioso attrezzato con corda metallica, ma bisogna fare attenzione perché non vi sono ancoraggi intermedi per tutta la sua lunghezza e se caricato lateralmente si rischia di sbandierare. Alla fine del canale si rientra nel bosco e in alcuni punti bisogna stare attenti perché il sentiero è molto stretto e in breve tempo torna deciso a salire verso Foce a Siggioli 1390 metri s.l.m., superata questa continua a salire percorrendo fedelmente il filo del crinale della Costiera di Capradossa 1464 metri s.l.m. esposto e molto aereo da ambedue i lati, superata questa scende rapidamente nel bosco raggiungendo in breve tempo la cima erbosa del Poggi Baldazzana 1338 metri s.l.m. scendendo poi deciso tra i prati fino ad incontrare sulla sinistra il sentiero C.A.I. n 192, che seguiremo. Va Prestata attenzione perché l erba alta ne nasconde le traccia ed è molto facile perderle, superato il tratto erboso il sentiero entra nel bosco che, scende ripidamente guadagnando la marmifera pochi passi prima della sbarra delle cave del Cantonaccio 820 metri s.lm. in prossimità dello slargo dove avevamo parcheggiato l auto chiudendo così il nostro anello. Tempi di percorrenza Cave del Cantonaccio Attacco Ferrata Strada sterrata/sentiero Diff.: T/EE Percorrenza: 1h 00' Dislivello in salita: 180 m Dislivello in discesa:0,0 m Attacco Ferrata Foce Siggioli Ferrata Tordini/Galligani Difficoltà: EEA Percorrenza: 1 h 10' Dislivello in salita: 400 m Dislivello in discesa: 0,0 m Foce Siggioli Cresta di Capradossa tracce di sentiero Difficoltà: EE Percorrenza: 0 h 45' Dislivello in salita 200,0 m Dislivello in discesa: 0,0 m Cresta di capradossa Pizzo d Uccello Tracce di sentiero Difficoltà: EE Percorrenza: 0 h 55' Dislivello in salita: 187,0 m Dislivello in discesa: 0,0m

Pizzo d Uccello Giovetto Tracce di sentiero Difficoltà: EE Percorrenza: 0 h 40' Dislivello in salita: 0,0 m Dislivello in discesa: 286,0 m Giovetto Poggio Baldozzana Sentiero C.A.I. n 181 Difficoltà: EE Percorrenza: 1 h 15' Dislivello in salita: 100,0 m Dislivello in discesa: 160,0 m Poggio Baldozzana Cave del Cantonaccio Sentiero C.A.I. n 192 Difficoltà:E Percorrenza: 1 h 30' Dislivello in salita: 0,0 m Dislivello in discesa: 518,0 m Note: La via ferrata è stata realizzata nel 1971 dal C.A.I. di Pisa e fu dedicata alla memoria degli alpinisti pisani Brunello Tordini e Pierluigi Galligani. La via ferrata è considerata poco difficile anche se ci sono alcuni passaggi tecnici e atletici che richiedono un certo impegno fisico. Lo sperone dove si sviluppa è di roccia buona, solo verso la fine presenta qualche tratto di roccia friabile, mentre nel tratto iniziale si deve stare attenti a non smuovere sassi che, rotolerebbero lungo il percorso di salita. Nei punti dove la roccia è più liscia sono state scavate appigli per facilitare la progressione. Il cavo copre l intero sviluppo 550 metri con un dislivello di 400 metri, è ben teso e nei punti con meno pendenza è tenuto distante di circa 70 cm dalla roccia da tondini metallici muniti di anello. Pur essendo ad una quota relativamente bassa in inverno essendo esposta interamente a nord in una valle profonda non si presta ad essere percorso in inverno. Avvertenze La presente pagina non vuole in alcun modo essere una guida escursionistica od alpinistica, ma un semplice racconto di una giornata e la una segnalazione di una bellezza naturale e culturale. Quindi, la presente pagina non sostituisce ma presuppone la consultazione delle guide e della cartografia in commercio. In alcun modo l'autore e il sito si assumono alcuna responsabilità di qualsiasi ordine giuridico e legale per eventuali danni o incidenti. L'uso delle informazioni della presente pagina sarà sempre a proprio rischio e pericolo.