La farfalla sul cuore
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.
Maria Badragan LA FARFALLA SUL CUORE Racconto
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Dedico il libro a mia mamma, Alexandra.
1 Sono forte, ho coraggio, ho superato anche questa prova sto ripetendo da un po di tempo. È mi sento giusto un po più forte. Poi mi alzo dal letto, mi preparo un bel caffè latte. Sono sola a casa. I miei sono tutti al lavoro. Marta, la mia sorella più piccola, e ancora a scuola. Mi squilla il cellulare. È Dora. «Ciao, bella. È mezz ora che ti chiamo. Che fai? Sei a casa?» «Si, dove devo essere?! Ero un po a letto.» «Scusami, allora. Ci vediamo più tardi?» «Certo, prima di andare in palestra. Vieni anche te stasera?» «Sì, non mi posso perdere più una lezione. Poi il nuovo prof è super, da quanto ho sentito!» «Allora passa da me, si parte insieme.» «Ok, a dopo.» 7
Ai miei 16 anni mi sento una ragazza in ottimo stato: sono tra le più alte in classe, vigorosa e in piena forma. I capelli neri leggermente mossi mi arrivano a metà spalle. I miei occhi, di color miele, così dolci quando sono tranquilla, mandano luci di fuoco se sono arrabbiata. Almeno così dicono le mie amiche. A scuola sono abbastanza brava, non so se seguirò l università, mi attira l economia un po. Però quello che mi fa veramente felice da due anni sono le lezioni di danza che seguo in una scuola privata tre volte alla settimana. Mi hanno cambiato veramente la vita. Da timida e introversa, sono diventata socievole e combattente per le mie idee. Anche molto più organizzata. La mia mamma è contentissima. È anche se i voti non sono troppo alti, me la cavo a scuola. Tutto è cominciato quando due ragazze di un altra scuola mi hanno messo in mano un volantino con scritto Grande scuola di danza apre le porte a nuovi iscritti! E così, io e la mia amica del cuore Dora, ci siamo presentate all iscrizione. C erano un sacco di ragazze e ragazzi. Quando è arrivato il mio turno mi tremava la voce. «Ciao, sono Stella, ho 14 anni. Frequento il primo anno di liceo. Non ho mai fatto danza prima.» 8
«Sì, va bene. Entri nel gruppo di junior. Dopodomani avete il primo allenamento. Alle 18.30. Ok?» «Sì, perfetto!» Mi sono messa da parte ad aspettare Dora. Anche lei alle prime armi, se lasciamo da parte due mesi di classica a 5 anni. Avendo la mia stessa età, sarà in gruppo con me. Siamo felicissime. Tornando a casa ci facciamo mille domande, come sarà, come ci vestiremo, le scarpe, sportive naturalmente, poi i capelli legati sulla nuca in coda. 9
2 «Mi presti i tuoi pantaloni sportivi rossi?» mi chiede Dora. «Certo. E poi dobbiamo cambiarci i vestiti di palestra con i blu jeans. Io porto lo zaino blu e una maglietta di cambio.» «Hai ragione. È ancora caldo ora, è Settembre. Sicuramente dopo due ore saremo un po sudate. Anche se io non sudo mai.» «Allora domani mattina vieni a prendermi per andare a scuola?» «Sì, passo da te. Ciao, per ora.» «A domani!» Sono molto eccitata. Entro in casa, accarezzo la mia sorellina e vado verso mamma. «Ciao, Mammi. Sai, oggi mi sono iscritta a un corso di danza moderna. È vicino il centro commerciale Le Palme. Viene anche Dora.» «Brava, sono contenta. Ma avrai tempo per studiare?» 11
«Sì, certo, è solo due volte alla settimana. Il lunedì e il venerdì.» «Allora va bene. Ti preparo i vestiti. Devo lavare qualcosa?» «Forse i pantaloni rossi e quelli blu. Sai, quelli rossi li presto a Dora.» «Ah, ok. Maglietta?» «Metterò quella bianca con il disegno.» «Ok. Domani per la scuola hai tutto pronto?» «Sì, Mammi. Solo da sistemare la cartella. Ho fame. Che mangiamo stasera a cena?» «Risotto con zucchine.» «Buonissimo! Vado a cambiarmi.» «Sì. Aiuta un po Marta a finire i compiti.» «D accordo.» Poi vado in camera che divido con mia sorella di 9 anni. È una stanza a due letti uniti tra loro, con armadi e biblioteca. Tutto color viola chiaro. Abbastanza ordinata, se non teniamo conto delle casette di bambola di Marta e delle bamboline pinypon che occupano uno spazio abbastanza importante. Poi c è la scrivania che dividiamo a turno per farci i compiti. Ora lei è seduta lì, con la testolina nelle manine e guarda nel quaderno. «Che studi? Che materia?» «Ah, ciao, Stella. Non ti ho vista entrare. Sto facendo il compito di italiano. Devo comporre 12