n. 273 26 maggio 2014 MAI PIÙ COME PRIMA GP MONA CO La lotta tutta in famiglia tra i piloti Mercedes è quasi sfociata in rissa tra i guard rail di Monte Carlo. Hamilton ha accettato il verdetto della pista a denti stretti, ma la vittoria di Rosberg potrebbe inasprire la rivalità
Registrazione al tribunale Civile di Bologna con il numero 4/06 del 30/04/2003 L editoriale FINTI AMICI VERI NEMICI Massimo Costa Direttore responsabile: Massimo Costa (info@italiaracing.net) Redazione: Stefano Semeraro Marco Minghetti Collaborano: Carlo Baffi Antonio Caruccio Marco Cortesi Alfredo Filippone Dario Lucchese Claudio Pilia Guido Rancati Dario Sala Silvano Taormina Filippo Zanier Tecnica: Paolo D Alessio Produzione: Marco Marelli Ci hanno raccontato che erano amici, forse abusando di tale parola. Abbiamo letto e ascoltato pareri e storie di chi ha vissuto con loro sulle piste quando erano bambini, poi ragazzini, poi adulti. Ne è uscito un quadretto che neanche due gemelli, due fratelli, due veri Amici, con la a maiuscola. Poi, scopriamo che Hamilton racconta la storia di come lui dormisse su un divano nella casetta che condivideva col padre, nella sicuramente triste e cupa cittadina inglese di Stevenage, mentre Nico (il grande amico) se la spassava sugli yacht del padre campione di F.1, viaggiava con aerei privati e quant altro. Una dichiarazione da vero amico... La realtà è che Lewis e Nico sono stati semplicemente due piloti che, come tanti altri, sulle piste trascorrevano qualche ora insieme. Tutto qui. Alcuni hanno voluto dipingerci una storia che non è mai esistita. Lo stesso Rosberg se ne è uscito con Dipende da che valore si vuol dare alla parola amicizia, riferendosi al rapporto con il compagno di squadra. Alla prima vicenda dubbia, ecco che Hamilton ritiene Nico un traditore, un falso, uno che gioca sporco. Un vero amico, sentendosi ferito, avrebbe subito parlato con Rosberg chiedendo cosa fosse mai accaduto al Mirabeau, l altro si sarebbe dato da fare per spiegargli l accaduto. Invece niente, ognuno per la sua strada. Come due veri nemici. Tutti gli articoli e le immagini contenuti nel Magazine Italiaracing sono da intendersi a riproduzione riservata ai sensi dell'art. 7 R.D. 18 maggio 1942 n.1369 Fotografie: Photo4 Actualfoto Photo Pellegrini MorAle Realizzazione: Inpagina srl Via Giambologna, 2 40138 Bologna Tel. 051 6013841 Fax 051 5880321 info@inpagina-bo.it 2
Il graffio di Baffi
FORMULA 1 GP MONACO BRACCI Con il successo di Monaco Nico Rosberg ferma la striscia vincente di Hamilton, si riprende la testa del campionato e lancia un segnale chiaro: non è un numero due, e per vincere è pronto a scatenare una guerra psicologica dagli esiti tutt'altro che scontati 4
DI FERRO 5
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Filippo Zanier "Guidare a Monaco è come andare in bicicletta in salotto", usava dire Nelson Piquet per spiegare in poche parole quanto sia difficile portare al limite una F.1 tra i guardrail di Monte Carlo. Se ti chiami Nico Rosberg e a Monaco vivi fin dalla più tenera età, però, le strade del Principato sono davvero il tuo salotto di casa e allora il discorso cambia. Conosci ogni palmo del tracciato, ogni buca, ogni dosso traditore, e in quel salotto potresti guidare anche una moto di grossa cilindrata senza buttare giù nemmeno un soprammobile. E così capita che, per il secondo anno consecutivo dopo il già bellissimo successo del 2013, ti porti a casa la vittoria nell'appuntamento più prestigioso dell'anno, sfruttando il weekend di casa al massimo per rilanciare pesantemente le tue ambizioni di campionato e rimettere in discussione gli equilibri all'interno del team. ROSBERG CINICO PERFETTO, SPIETATO Eh sì, perché al di là della polemica che ha infuriato dopo la qualifica, di cui vi daremo ampiamente conto tra qualche riga, non c'è nulla da fare se non inchinarsi per il modo in cui Rosberg ha interpretato i momenti chiave del fine settimana. Veloce, cinico e (forse) spietato nella sessione cronometrata del sabato, velocissimo e scevro dal minimo errore nella gara di domenica. Hamilton, che pure era decisissimo a farla pagare al compagno-rivale dopo il supposto sgarbo del giorno precedente, ha provato a pressarlo da vicino per più di metà gara, non permettendo al tedesco di scappare e contenendo il distacco entro il secondo, ma Nico ha risposto con una prestazione monstre, perfetta anche in momenti delicati come le due ripartenze dopo i periodi di safety-car. Migliore di Hamilton, specialmente in uscita di curva, come se avesse un vantaggio in fase di trazione, Rosberg non ha dato al britannico una sola occasione per tentare davvero un attacco, legittimando alla grande la pole ottenuta in qualifica e interrompendo la striscia vincente di Lewis, che dopo il quarto successo di fila ottenuto a Barcellona sembrava lanciato come un treno in corsa. Monte Carlo invece, ha rappresentato per lui una brutta battuta d'arresto, non tanto per i sette punti persi sul compagno di squadra, ma piuttosto per come è riuscito a disperdere in un solo fine settimana l'immagine di forza, quasi strapotere, che lo aveva accompagnato negli ultimi due mesi. Nel bilancio fra la gestione della polemica emersa sabato e la prestazione in gara, Hamilton esce doppiamente sconfitto, sia in pista che nella guerra psicologica ingaggiata con Rosberg. COME È NATA LA POLEMICA Ma da cosa nasce la polemica che ha infiammato gli ultimi due giorni del fine settimana monegasco? Molto semplice: quando manca circa un minuto alla fine della Q3, Rosberg è in pole con un velocissimo 1'15"989, seguito da Hamilton a circa cinque centesimi. A entrambi rimane un giro per tentare di migliorarsi, con il tedesco che a livello di posizionamento in pista è qualche curva davanti al compagno di squadra. Nico commette un errore tra Massenet e il Casinò e a seguito di questo, forse nella foga di recuperare il tempo perso, ritarda eccessivamente la frenata per la destra del Mirabeau e finisce lungo, nella via di fuga. La conseguenza non può che essere una bandiera gialla che costringe Hamilton ad abortire il proprio tentativo, consegnando a Rosberg la pole sul piatto d'argento. Ad evocare i fantasmi della qualifica 2006, quando Michael Schumacher fu giudicato colpevole di aver parcheggiato la sua Ferrari alla Rascasse volontariamente, basta un attimo ed Hamilton quando scende dalla vettura è decisamente furioso. Occhiali scuri, non guarda Rosberg né gli stringe la mano, e in conferenza stampa resta praticamente muto. I dubbi che ha l'inglese sono inizialmente condivisi dalla FIA, ma dopo aver analizzato le immagini e i dati forniti dalla Mercedes la Federazione scagiona Rosberg, per Charlie Whiting si tratta semplicemente di un errore. Peccato che Hamilton non ne sia affatto convinto, e che con la stampa inizi a parlare di vendetta, evocando immagini della lotta Senna-Prost. Immagini in cui lui, ovviamente, si vede nella parte del pilota brasiliano. Ancora non si percepisce appieno, ma è l'inizio di un vero e proprio crollo psicologico. LAUDA SENZA PELI SULLA LINGUA Ma Rosberg l'ha davvero fatto apposta? Solo lui può saperlo. Molti dei suoi colleghi parlano di reazioni coerenti con una frenata ritardata in cui il posteriore si scompone mentre altri, tra cui Felipe Massa è stato l'unico a scoprirsi pubblicamente, parlano di movimenti del volante strani e indecifrabili. Se c'è crimine è il delitto perfetto, riuscito molto meglio di quello che vide protagonista Schumacher otto stagioni fa. In ogni caso, a tagliare la testa al toro ci pensa Niki Lauda nel dopo gara: un uomo non proprio libero da coinvolgimenti nella faccenda, visto che del team Mercedes è Presidente (non esecutivo), Lauda non è interessato alla verità, semplicemente dà la propria benedizione alla manovra di Nico, anche se fosse stata frutto di una furbata volontaria: "Devi essere un bastardo se vuoi vincere in F.1 - ha detto il tre volte iridato - non ci sono dubbi. Non puoi vincere comportandoti da bravo ragazzo. Ditemi una sola 'verginella' tra i piloti della F.1 odierna. Vogliamo iniziare parlando di Alonso?". Una dichiarazione chiara, che in pratica suggerisce ad Hamilton di mettersi alle spalle l'accaduto e tornare a guidare come sa. Anche perché, stando a quando riferisce sempre il buon Niki, Lewis non è senza peccato, anzi: "Nico ha detto di aver frenato troppo tardi e ha chiesto scusa, noi abbiamo accettato la sua spiegazione. Anche Lewis - ha rivelato Lauda alla BBC - ha fatto qualcosa di poco corretto a Barcellona, in quel caso a chiedere scusa è stato lui e le sue scuse sono state accettate. Oggi toccherebbe a lui accettare le spiegazioni altrui". 7
FORMULA 1 GP MONACO 8 HAMILTON HA INIZIATO LA GUERRA A MONTMELÒ C'è voluto poco perché venissero dati contorni precisi all'episodio riferito da Lauda. E così si è scoperto che a Barcellona, negli ultimi giri del duello con Rosberg, Hamilton ha contravvenuto gli ordini che la squadra aveva impartito ai piloti, utilizzando più volte il tasto OT sul volante della propria Mercedes W05. La sigla, che sta per "Overtake", cioè sorpasso, identifica un bottone che quando premuto libera tutta la potenza della power-unit progettata a Brixworth, a costo però di un maggiore stress per le parti meccaniche. Con i motori contingentati prendere un rischio del genere quando i rivali sono lontani anni luce non ha senso, e quindi l'utilizzo di quella modalità per adesso è severamente vietato. Peccato che, in difficoltà di fronte alla pressione del compagno, Hamilton sul Circuit de Catalunya lo abbia fatto ripetutamente. Rosberg lo ha scoperto nel peggiore dei modi, quando nel corso del briefing post gara i tecnici Mercedes rinfacciano l'accaduto a Lewis che dal canto suo, come riferito da Lauda, si scusa come un bambino colto con le mani nella marmellata. Impossibile sapere se tra i due ci siano state altre discussioni a seguito della scorrettezza di Hamilton, ma il retroscena rivelato dall'ex pilota austriaco spiega senza ombra di dubbio che a rompere il rapporto di fiducia tra i due piloti è stato proprio Hamilton, una notizia che mette sotto una luce differente gli avvenimenti di Monaco. Che qualcosa tra i due non andasse, in effetti, lo si era capito già nelle dichiarazioni pre-evento, in cui l'inglese, ancora una volta attaccando briga per primo, aveva riservato dichiarazioni piuttosto caustiche a Rosberg: "A Nico manca la fame - aveva detto Hamilton - perché lui è cresciuto tra jet privati e alberghi di lusso. Io vengo da Stevenage dove dormivo sul divano di mio padre, sono due situazioni molto differenti". Un vero e proprio attacco basato sulle diverse origini dei due, come se dopo aver tradito Rosberg in pista Lewis avesse puntato a destabilizzarlo ulteriormente dal punto di vista psicologico. Purtroppo per lui, con scarsi risultati. LEWIS VITTIMA DEL SUO GIOCO Basta schiacciare il tasto avanti veloce sul registratore della memoria e ripassare al dopo-qualifiche di sabato per vedere come la strategia della tensione alla fine si sia rivoltata contro Hamilton. Infastidito da come la Mercedes abbia immediatamente difeso a spada tratta Rosberg dalle accuse, Lewis è nervoso e con la stampa inglese si lascia andare a confidenze al limite della paranoia: "Di solito facciamo sempre il briefing post qualifica insieme - riferisce a Sky Sport UK - ma questa volta io sono andato in bagno e quando sono tornato Nico aveva già finito il suo. Fortunatamente gli ingegneri avevano preso appunti e quindi siamo stati comunque in grado di condividere dati e impressioni". In gara, poi Hamilton ha continuato a vedere fantasmi: in occasione della seconda safetycar, dopo l'incidente di Sutil, si lamentava per non essere stato richiamato ai box: "Ci saremmo dovuti fermare il giro scorso, ma sapevo che non mi avreste fatto rientrare", è stato l'appunto del britannico al suo muretto, in pratica una teoria del complotto ai suoi danni spiattellata in diretta mondiale. Poi, quando il distacco da Rosberg aumentava per via del pulviscolo che gli è entrato nell'occhio sinistro, Hamilton chiedeva quali sono i distacchi. Il suo ingegnere ha risposto con il vantaggio su Ricciardo, in terza posizione, ma Lewis piccato: "Non mi interessa di Ricciardo, datemi il distacco da Nico". LA SCIABOLATA DI WOLFF A fine gara, sceso dalla vettura, Hamilton ha rincarato la dose, evocando addirittura il suo ex team: "In McLaren avevamo uno stratega a testa. La sua unica priorità era procurare il massimo vantaggio al proprio pilota, disinteressandosi dell'altro. Qui invece lo stratega è uno solo. È bravissimo, ma il suo compito è tutelare il pilota che sta davanti, che ha la priorità. Quindi sapevo che sarebbe andata così". Un paragone infelice, soprattutto in un momento in cui le vetture di Woking mangiano la polvere, ed Hamilton dovrebbe essere felice di guidare una W05 vincente piuttosto che una MP4-29 che boccheggia. Non a caso, la risposta di Toto Wolff è arrivata secca come una sciabolata: "Abbiamo una regola interna al team, che dice che la strategia viene fatta sulla macchina che sta davanti. E in ogni caso, non è il pilota a poter decidere quando fermarsi". Poche parole, anche in questo caso, ma sufficienti a rimettere il campione di Stevenage al suo posto. Se Hamilton davvero voleva dare il via a una guerra psicologica, beh allora esce dalla prima battaglia con una debacle, ed è difficile pensare che le continue lamentele e la ragnatela di sospetti che ha tessuto a Monaco gli abbiano conquistato delle simpatie all'interno del team. ROSBERG UN SIGNORE BRAVA LA MERCEDES A stupire, per certi versi, è stata proprio la tranquillità e l'apertura con cui il team Mercedes ha gestito l'aspetto pubblico di questa diatriba. Sicuramente il vantaggio siderale che il team di Stoccarda ha in questo momento sulla concorrenza (siamo alla quinta doppietta su sei gare) aiuta a prendere le cose con filosofia, ma il modo in cui i boss del team ha sopportato la situazione innescata dai loro piloti merita un plauso. Difendere Rosberg dalle accuse di scorrettezza era un dovere imprescindibile per Toto Wolff e i suoi, mentre l'evidente invito ad Hamilton a lasciare perdere e concentrarsi sulla prossima gara è probabilmente il modo migliore per porre fine alla questione. Certo, prima di lasciare Monaco Lewis non si è fatto scappare un'ultima occasione per far discutere, rinnegando la decennale amicizia con Rosberg: "Non siamo amici, solo colleghi", ha detto. Anche in questo caso, Nico ha fatto una figura decisamente migliore: "Siamo sempre stati amici - ha commentato il tedesco - e saremo sempre amici. Certo, poi dipende da che significato si dà alla parola amici. Noi abbiamo un buon rapporto e lavoriamo bene insieme". In termini calcistici sa tanto di 3-0 e palla al centro, una situazione impensabile solo tre settimane fa a Barcellona e che Hamilton dovrà sbrigarsi a ribaltare con una prestazione delle sue nel GP del Canada. Altrimenti, l'inerzia del campionato potrebbe passare tutta dalla parte di Rosberg e non sarebbe salutare, ora che il tedesco ha dimostrato di essere un avversario più duro del previsto". I risultati del weekend PL1: Hamilton 1 - Rosberg 2 PL2: Hamilton 2 - Rosberg 20 PL3: Hamilton 1 - Rosberg 3 QUA: Rosberg 1 - Hamilton 2 Gara: Rosberg 1 - Hamilton 2
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FORMULA 1 GP MONACO L arrivo di Daniel Ricciardo 10
BILE BLU Ricciardo si conferma unica alternativa alle Mercedes, Vettel sprofonda nella crisi: dopo il quarto titolo sembra tormentato dal malocchio proprio succedeva a Webber in passato. E stavolta se la prende con i tecnici 11
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Stefano Semeraro Essere (come) Mark Webber. Per una a gara, per un weekend, anzi già per qualcosa di più. Svegliarsi nei panni dello jellato dopo quattro anni corsi con gli abiti dell imperatore non è bello per Sebastian Vettel, il re in crisi. E il parallelo con le vicende capitate in passato alla Red Bull fra lui e un altro australiano diventa ancora più stringente e inquietante dopo Monte Carlo visto che Daniel Ricciardo continua a proporsi come la vera punta di diamante dei bibitari nella frenetica rincorsa alla Mercedes. «Siamo un team, non voglio accusare nessuno», ha digrignato Seb dopo la panne al turbo della sua Red Bull, che già in qualifica aveva sofferti di problemi all Ers, che lo ha costretto al ritiro e in diretta radio gli aveva estratto parole di rabbia verso i tecnici («andiamo ragazzi, facciamo qualcosa!»). Però la bile è lì, tendente allo scuro. «Stiamo cercando di risolvere dei problemi - ha aggiunto il tedesco - il momento è difficile e di recente ci sono capitate cose negative. Ma non c è nulla che possiamo fare. Come posso venirne fuori? Be, non ho una barca, ma spero di andarmene a casa prima possibile». Nervosetto, eh? Va capito, per lui la gara stata un calvario: rientro ai box dopo appena quattro giri, lunghissimo pit-stop condito da analisi al software, rientro in gara da ventesimo, ritiro definitivo dopo altre quattro tornate. Le power unit Renault sono drammaticamente in crisi - e gli stop di Vergne, Kvyat e Maldonado stanno lì a dimostrarlo - ma il mal comune non si tramuta in mezzo gaudio per il principino. «Presto la fortuna tornerà a baciarlo», ha commentato con un sorrisino stringato Chris Horner. Chi giubila è invece Ricciardo. Partito lento si è ritrovato quinto alla prima chicane, poi ha approfittato dei ritiri di Vettel e di Raikkonen e ha chiuso mettendo un po ansia ad Hamilton, che gli stava avanti di dieci secondi e se l è ritrovato addosso. Per lui si tratta del secondo podio consecutivo, da giungere ad altri quattro posti. Le ambizioni vanno oltre. «Ho visto un po come andavano le cose, anche se non ero partito per accontentarmi del terzo posto», ha azzardato. «Alla fine chiaramente è stato così, ma se ci fosse stato il tempo e lo spazio per provare un sorpasso, be, ci avrei provato». Ora fra lui e il duo Mercedes in classifica c è solo Alonso. «All inizio della stagione non sapevo bene cosa aspettarmi, ora sento che sto migliorando molto, il team è con me e quindi ho una nuova opportunità, quella di giocarmela con Sebastian. In generale abbiamo fatto progressi, anche se non credo che siano ancora sufficienti per raggiungere le Mercedes in Canada. Ma stiamo colmando la lacuna. Dobbiamo solo continuare così e avere calma». Quella dei nuovi forti. I risultati del weekend PL1: Ricciardo 3 Vettel 5 PL2: Vettel 3 Ricciardo 9 PL3: Ricciardo 2 Vettel 4 QUA: Ricciardo 3 Vettel 4 Gara: Ricciardo 3 Vettel Rit 13
FORMULA 1 GP MONACO OSSE 14
SSIONE ROSSA Quarto posto per uno scialo Alonso, lampi e delusione per Raikkonen, solo 12esimo alla fine dopo una gara sfortunata. E mentre a Maranello si lavora su due tavoli, puntando soprattutto al 2015, Mattiacci tenta di diradare i tanti fumi che turbano Maranello 15
FORMULA 1 GP MONACO 16 Stefano Semeraro La buona notizia per la Ferrari a Montecarlo, oltre al contentino del quarto posto di Fernando Alonso che peraltro ha dato l impressione di guidare con il muso lungo di un tassista milanese irritato dall arrivo di Uber, è stata la prima battuta di Marco Mattiacci, sfoderata per commentare il suo avvento al reparto corse al posto di Stefano Domenicali: «Non sono stato calato dall alto: diciamo che sono sbucato da sotto». L ironia è sempre un alleato prezioso quando si tratta di recuperare situazioni difficili e quindi avanti così, anche perché poche settimane non possono bastare a nessuno per cambiare tutto (come aveva sottolineato con qualche malizia Alonso). Il resto va meno bene. A partire dalla gara di Kimi Raikkonen, che è tornato a ruggire a modo suo, scattando allo start (nonostante un attacco di nausea pre-gara) e saltando Alonso anche grazie all impasse di Daniel Ricciardo, si è trovato terzo dopo il ritiro di Sebastian Vettel fin dopo la sosta al box al 27esimo giro, ma si è visto la gara sfregiata dal contatto con Max Chilton, doppiato, che gli ha squarciato la gomma costringendolo a tornare ai box. A quel punto, fuori dai giochi importanti, si è ributtato nella mischia con il coltello fra i denti tentando di disboscare le Caterham, ma ha esagerato infilandosi in un pertugio inadatto a fianco di Kevin Magnussen. Risultato finale: dodicesimo posto e commento molto sintetico, molto Raikkonenstyle: «Uno schifo». Per una volta però, almeno Kimi è sembrato uscire dal torpore che lo aveva colto in questo avvio di stagione, sicuramente è stato più veloce e battagliero del compagno di squadra, rimasto lì a galleggiare fra i primi tre inarrivabili e gli inseguitori impotenti a fare di più. Le polemiche agitate dal Nando alla vigilia («mi apprezzano più nelle
altre squadre che alla Ferrari»), quando si è fantasticato anche di un suo tentativo di mollare la Ferrari, hanno lasciato tossine non facili da smaltire. La Rossa, che a Montecarlo toppa da 13 anni (ultima vittoria di Schumi), e non vince nel Mondiale da 20 gare (Alonso l anno scorso a Barcellona, il più lungo digiuno dal 1994) ha bisogno urgente di reagire, e in Canada sono previsti sviluppi che toccheranno carburanti, il software e le parti elettriche della powerunit che si possono modificare per regolamento, ma sui curvoni veloci di Montreal le Mercedes rischiano di restare un lampo argento al parabrezza, come direbbe Paolo Conte. «Avremo novità interessanti e non vedo l ora di provarle», ha detto Alonso, aggiungendo una punta di veleno, «spero solo gli avversari non progrediscano più di noi». Del resto è già chiaro da tempo che la corsa di Maranello è già stata spostata in grossa percentuale sul campionato 2015. E su quel progetto che sta lavorando James Allison - indispettito pare dalle voci sul possibile arrivo di Newey poi smentite (ma senza convincere tutti) da Mattiacci -, il boss tecnico che nei giorni scorsi aveva criticato il telaio della F14T negando che tutti i problemi della vettura siano da imputare al propulsore. «La macchina sta migliorando, ci lavoriamo 24 ore al giorno tutti i giorni - ha aggiunto il team principal Ferrari Monte Carlo non dice mai la verità sul livello di competitività. E vero che non siamo dove vogliamo essere e che ci sono settori dove possiamo fare molti passi in avanti, ma non scendo in particolari. Dico solo che sui tempi di reazione vogliamo essere ossessivi e spietati». Anche le ossessioni migliori, però, bisogna sempre saperle temperare con un filo d ironia. I risultati del weekend PL1: Alonso 4 - Raikkonen 6 PL2: Alonso 1 - Raikkonen 22 PL3: Alonso 5 - Raikkonen 6 QUA: Alonso 5 - Raikkonen 6 Gara: Alonso 4 - Raikkonen 12 17
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MEZZO SORRISO PER LA FORCE INDIA Il quinto posto di Hulkenberg, ma a 1 giro dal vincitore, non lascia pienamente soddisfatta la squadra di Vijay Mallya che ha perso nella prima tornata Perez, colpito da Button. Il messicano era sempre stato più rapido del compagno tedesco nelle prove Jenson Button 19
FORMULA 1 GP MONACO Antonio Caruccio Un colpo al cerchio ed un colpo alla botte è l espressione che riassume il mezzo sorriso che c è in Force India al termine del GP di Monaco. Un colpo lo ha preso per davvero, ed anche forte, Sergio Perez, che ha concluso il suo Gran Premio di Monaco dopo essere stato colpito al posteriore della sua VJM07 e spedito in testacoda dall ex-compagno di squadra in McLaren, Jenson Button, nel corso del primo giro all uscita del Mirabeau. Un vero peccato che il messicano sia uscito così presto dalla partita, perché vedendo quanto raccolto da Nico Hulkenberg, la Force India avrebbe forse potuto impensierire la Ferrari di Fernando Alonso. Il tedesco ha infatti concluso al quinto posto, eguagliando la miglior prestazione della squadra di sempre nel Principato di Monaco. E dire che Perez aveva sempre tenuto testa a Hulkenberg nel corso delle libere di giovedì, come anche in qualifica, dove il tedesco non aveva passato il taglio del Q2 per accedere alla fase finale delle prove. Un vero peccato, insomma. Abbandonato prematuramente Perez, il box Force India si è così dovuto concentrare solo su Hulkenberg, che è stato comunque autore di uno buono scatto al via, dove aveva sopravanzato la vettura gemella, oltre che mettere a segno un bel sorpasso ai danni di Kevin Magnussen al trentaduesimo passaggio. Il danese della McLaren, complice anche la poca esperienza in Formula 1, nel cedere la posizione alla Toro Rosso di Jean Eric Vergne che aveva passato in regime di safety-car, ha lasciato uno spiraglio anche ad Hulkenberg, che non ha esitato a buttarvisi dentro ed arpionare altri punti. Una mano è arrivata anche dalla foratura di Kimi Raikkonen, che occupava la terza posizione, facendo così salire Hulkenberg al quinto posto, alle spalle di Alonso. Nico però, è comunque stato il primo dei piloti doppiati in classifica, vittima di una superiorità da parte della Mercedes davvero incredibile nel corso della gara, se si considerano anche le due safety-car entrate per neutralizzare la corsa in occasione degli incidenti di Sutil e Perez. Con i dieci punti ottenuti ad ogni modo Hulkenberg sopravanza Sebastian Vettel in classifica di campionato, divenendo quinto, consolidando anche la quarta piazza nel mondiale costruttori della Force India. I risultati del weekend PL1: Perez 8 - Hulkenberg 10 PL2: Perez 6 - Hulkenberg 7 PL3: Perez 7 - Hulkenberg 8 QUA: Perez 10 - Hulkenberg 11 Gara: Hulkenberg 5 - Perez Rit È durato solo qualche centinaio di metri il Gp di Sergio Perez 20
FORMULA 1 GP MONACO BUTTON SALVA Massimo Costa Sakhir, Shanghai, Montmelò. Tre circuiti che per la McLaren hanno rappresentato una sorta di incubo, fuori dalla zona punti, la sensazione di rivivere la drammatica stagione sportiva 2013. La MP4-29 della nuova era Ron Dennis non sembra aver modificato di troppo la situazione dell epoca Martin Whitmarsh. Ma forse Monte Carlo, circuito dal quale Jenson Button è spesso riuscito a strappare qualche risultato importante, poteva rappresentare il segnale di una svolta. Per non parlare di Kevin Magnussen, il talentuoso rookie che su un tracciato che esalta le qualità dei piloti poteva fare la differenza. Al di là delle magagne della monoposto di Woking. Ebbene, alla fine nella hollywoodiana hospitality della McLaren qualche sorriso è ricomparso domenica verso le ore 17. Il sesto posto di Button è stato infatti un toccasana, una aspirina per togliere quel mal di testa che aveva colto tutti quanti. E poteva scapparci un risultato interessante anche per Magnussen se prima la power unit, poi Kimi Raikkonen non avessero buttato in decima posizione il biondo danese. Button ha corso alla sua maniera. Con attenzione agli pneumatici, a quel che lo circondava. Sapendo che Monte Carlo riserva sempre strane sorprese. E difatti è stato il GP con il più alto numero di ritiri. Tra errori di guida e cedimenti meccanici. E così con circospezione è arrivato a prendersi la sesta posizione. Magnussen era invece in piena bagarre per la quinta piazza con la Force India-Mercedes di Nico Hulkenberg e veleggiava davanti a Button. Poteva giocarsela e magari sfuggire al doppiaggio delle Mercedes, ma qualcosa non ha funzionato nella power unit della Casa di Stoccarda. Poi ci ha pensato Raikkonen a mettere fine alle speranze del piccolo Kevin. Che l ha presa con filosofia affermando che si è trattato di incidente di gara, uno di quelli che anche lui ha causato venendo subito additato. Magnussen ha dunque offerto una piccola lezione di stile, chissà se qualcuno l ha afferrata. Resta ora da vedere se questa McLaren, che sui tracciati come Melbourne e Monte Carlo ha strappato qualche risultato importante, anche sui circuiti dove non solo contano le qualità dei piloti potrà elevarsi al livello di Red Bull o Ferrari. Al momento, onestamente, sembra piuttosto difficile. I risultati del weekend PL1: Magnussen 9 - Button 11 PL2: Button 8 - Magnussen 10 PL3: Magnussen 11 - Button 12 QUA: Magnussen 8 - Button 12 Gara: Button 6 - Magnussen 10 22
DENNIS La McLaren ringrazia l inglese per il sesto posto finale mentre Magnussen, che era davanti al compagno di squadra, è stato rallentato nel finale dalla power unit mal funzionante e infine da una manovra errata di Raikkonen 23
FORMULA 1 GP MONACO WILLIAMS A PUNTI MA CHE SFORTUNA La dea bendata ha voltato le spalle al team inglese sia in qualifica sia in gara, ma grazie a una strategia capolavoro, Massa ha comunque portato a casa qualche punto. Ritirato invece Bottas per il cedimento della power unit Mercedes Filippo Zanier Se il fine settimana di Barcellona aveva rappresentato per il team Williams la conferma di un'ottima crescita ottenuta grazie a un pacchetto di estese modifiche aerodinamiche, la gara nel Principato di Monaco ha visto il team di patron Frank raccogliere meno di quanto avrebbe meritato, e non per proprie colpe. La malasorte ha infatti colpito il team inglese sia in qualifica sia in gara, andando ad abbattersi in fasi diverse su entrambi i piloti. In qualifica vedersi voltare le spalle dalla dea bendata è stato Felipe Massa, proprio quello che fra i due alfieri del team sembrava il più in palla. Impegnato in un giro di rallentamento prima di lanciarsi per un giro veloce, il pilota brasiliano è stato infatti investito al Mirabeau da Marcus Ericsson, entrato in curva a velocità assurda e finito poi a muro insieme al brasiliano. Qualifica finita già in Q2 per lui e di conseguenza sedicesimo posto in griglia, un piazzamento che su un circuito come Monaco sembrava già una condanna. Solo una strategia alternativa a quella del gruppo poteva regalare a Massa qualche speranza e il team l'ha puntualmente messa in atto mandandolo in pista con le gomme Supersoft a inizio gara, scelta decisamente in controtendenza, ma utile a permettergli una prima fase di gara molto aggressiva. Il vero capolavoro, però, il muretto guidato da Rob Smedley l'ha fatto quando in occasione della seconda safety-car ha deciso di tentare l'impresa e approfittare del basso degrado degli pneumatici che si registra a Monaco per allungare al massimo lo stint sulle gomme più morbide. Felipe è così rimasto in pista mentre gli avversari rientravano a cambiare gli pneumatici durante la neutralizzazione, guadagnando posizioni che nessuno è poi stato in grado di togliergli su un tracciato tortuoso come quello del Principato. Massa dal canto suo ha fatto un ottimo lavoro nella gestione degli pneumatici riuscendo ad allungare la propria prima fase di gara fino al 45 giro, un record assoluto sulle Supersoft. Quando è rientrato in pista dopo il cambio gomme si è ritrovato undicesimo, a un passo dalla zona punti e ben cinque posizioni più avanti rispetto alla partenza. Il resto, forse per pareggiare la sfortuna delle qualifiche, l'hanno fatto le uscite di scena a ripetizione degli avversari, che hanno permesso al brasiliano di passare sotto la bandiera a scacchi con un insperato settimo posto. Peggio è andata a Valtteri Bottas, che dopo difficoltà a mandare in temperatura le gomme in qualifica (solo tredicesimo posto per lui), nel GP ha poi dovuto mandare giù il ritiro a causa di un rarissimo cedimento della power-unit Mercedes che equipaggiava la sua FW36. Peccato, perché il finlandese aveva dato nuovamente prova del proprio talento e con una bella performance si era portato in fretta sul limitare della zona punti. 24
I risultati del weekend PL1: Bottas 7 - Massa 16 PL2: Bottas 5 - Massa 11 PL3: Bottas 13 - Massa 14 QUA: Bottas 13 - Massa 16 Gara: Massa 7 - Bottas Rit 25
FORMULA 1 GP MONACO SOFFERENZA CONTINUA Su un tracciato dove Grosjean e Maldonado potevano fare la differenza, la E22 non ha permesso loro di viaggiare al massimo in qualifica. Alla fine, il franco-svizzero ha conquistato l ottava posizione grazie alla penalità subìta dalla Marussia di Bianchi mentre il venezuelano non è neanche partito Massimo Costa Con Romain Grosjean e Pastor Maldonado, due mangia asfalto, in squadra si pensava che la Lotus-Renault potesse dimenticare per qualche giorno la propria triste situazione di team in affanno. La bella qualifica del franco-svizzero a Montmelò (quinto) lasciava ben sperare perché nel Principato di Monaco Maldonado è sempre stato sopra le righe e Grosjean ha il talento per sopperire alle carenze di una vettura nata male. Ma la realtà è stata ben diversa e tutti e due i piloti di Gerald Lopez sono rimasti fuori dal Q3 del sabato. Si sono dovuti arrendere a una cronica mancanza di velocità, ad una power unit Renault che fa dannare. Niente da fare insomma. Maldonado poi, il Gran Premio lo ha visto da qualche barca perché la sua E22 ha pensato bene di non partire neanche per noie alla pompa benzina. Una ulteriore botta al morale del venezuelano che nei giorni scorsi ha anche dovuto sentire il Ministro dello Sport del suo Paese affermare che il Governo non avrebbe più stanziato soldi per il motorsport. Ovvio immaginare che l azienda di stato Pdvsa tagliasse i fondi al suo primo sportivo in formato mondiale, ma Maldonado ha voluto precisare che le cose saranno diverse per altri, non per lui. Glielo auguriamo, ma intanto questa continua moria di prestazioni, non farà certo felice chi sborsa decine di milioni di euro o dollari e da almeno due anni non raccoglie la benché minima soddisfazione. Alla Lotus dunque, non è rimasto che Grosjean il quale ha fatto la sua gara onesta concludendola in una non certo onorevole ottava posizione con un pitstop non previsto al primo giro causa foratura dovuta a un contatto con Adrian Sutil. Anzi, a dire la verità ha chiuso nono sotto la bandiera a scacchi, venendo promosso ottavo per la penalità alla Marussia di Jules Bianchi. Già, la Marussia Grosjean ha quindi usato la testa, pensando più a portare punti al team che ad esagerare nei sorpassi o nel resistere agli avversari più veloci. I risultati del weekend PL1: Maldonado 8 - Grosjean 17 PL2: Grosjean 9 - Maldonado 17 PL3: Grosjean 5 - Maldonado 9 Qua: Grosjean 5 - Maldonado 21 Gara: Grosjean 8 - Maldonado 15 26
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FORMULA 1 GP MONACO BIANCHI FA GRAN 28
Nel Principato, Booth ha potuto festeggiare i primi punti della storia del team grazie alla grande prova del pilota francese e ai ritiri altrui. Da dimenticare invece, il weekend di Chilton, protagonista in negativo DE LA MARUSSIA 29
FORMULA 1 GP MONACO Antonio Caruccio Non poteva esserci miglior risultato per la Marussia nel Gran Premio di Monaco. Per la squadra di John Booth sono arrivati i primi punti iridati, un traguardo storico per il team nato nel 2010, e che in questa stagione ha fatto notevoli passi in avanti. Jules Bianchi, dopo un inizio di campionato altalenante, ha ottenuto un nono posto che riscatta la sua annata e lo lancia verso una parte centrale del 2014 in cui potrebbe entrare al centro di importanti trattative di mercato. Bianchi, che già partiva con una penalità di cinque posizioni per la sostituzione del cambio, è stato bravo perché si è tenuto lontano dai guai, ha spinto forte per tutta la gara tenendo dietro Caterham e Sauber, ma anche la Lotus di Romain Grosjean. Bianchi era giunto ottavo sotto la bandiera a scacchi, ma un errore strategico della squadra gli è costato cinque secondi, che gli hanno fatto perdere il posto ai danni del connazionale. In griglia di partenza la sua vettura non era posizionata in maniera corretta, motivo per cui gli era stato dato uno stop and go di cinque secondi, che avrebbe potuto scontare nel corso del pit-stop. Peccato però che la sosta sia avvenuta in regime di safety-car, situazione di gara in cui non è permesso da regolamento scontare sanzioni sportive. Questo non toglie comunque valore alla prestazione di Bianchi, che 30
dopo la sua prima stagione in Formula 1 lo scorso anno si è ora messo in luce con questo importante risultato, che regala alla squadra una fondamentale risorsa in termini di diritti televisivi e di budget per il futuro. Decisamente meno incoraggiante la gara di Max Chilton. L inglese aveva iniziato il weekend in salita girandosi nei primi minuti del turno libero di giovedì mattina, vanificando così la possibilità da parte della squadra di provare delle novità introdotte dopo i test di Barcellona. Nel corso del Gran Premio è sempre stato lontano dalle prestazioni di Bianchi, e durante la safety-car, mentre era già stato doppiato, ha tamponato Kimi Raikkonen che occupava la terza posizione con la possibilità di ottenere il primo podio dell anno. Tra Chilton e Bianchi, certo entrambi doppiati dalle Mercedes, c erano due giri di differenza, un divario troppo ampio in un circuito corto come quello del Principato. I risultati del weekend PL1: Bianchi 19 - Chilton 22 PL2: Bianchi 18 - Chilton 19 PL3: Bianchi 17 - Chilton 21 QUA: Bianchi 19 - Chilton 20 Gara: Bianchi 9 - Chilton 14 31
FORMULA 1 GP MONACO NEL TUNNE 32
La Caterham sembra avere grosse difficoltà nel trovare la direzione giusta, ed il GP di Spagna ha portato la squadra inglese a perdere terreno anche dalla Marussia. Quale futuro? Marco Cortesi La Caterham esce da Monte Carlo a pezzi. La squadra inglese ha ricevuto da Tony Fernandes un unica missione, pena la chiusura. Restare davanti alla Marussia. Ora che gli anglo-russi hanno raccolto due punti (quanti la Caterham ha raccolto mai) tutto è in discussione. Solo un colpo di fortuna sembra ora poter essere in grado di risollevare le sorti della stagione. Kamui Kobayashi è ancora stato eccezionale, riuscendo costantemente a stare davanti a Jules Bianchi. Solo un contatto ricevuto dal francese è riuscito a metterlo in difficoltà. Forse, c è ancora del buono che deve arrivare dal capace piede del giapponese, anche considerando le buone prestazioni in qualifica. Se per Kobayashi si può parlare di un lumicino ancora acceso, Marcus Ericsson avrà bisogno di un mezzo miracolo, dato che come Max Chilton sembra gravitare in un mondo a parte, più grande di lui. Dopo le speranze di inizio anno, quando la Caterham era quasi la migliore delle squadre Renault, la spietata realtà delle corse ha colpito prima con lo scatto in avanti degli altri, poi con il contatto che, nel duello per la vita con i rivali diretti, è costato carissimo. I risultati del weekend PL1: Ericsson 20 - Kobayashi 21 PL2: Kobayashi 17 - Ericsson 21 PL3: Kobayashi 20 - Ericsson 22 QUA: Kobayashi 21 - Ericsson 22 Gara: Ericsson 11 - Kobayashi 13 CATERHAM L DELLA CRISI 33
FORMULA 1 GP MONACO OCCAS 34
IONE SPRECATA Prima Sutil poi Gutierrez hanno vanificato con due errori la possibilità di poter entrare in zona punti portando ossigeno alla Sauber, una delle squadre maggiormente in crisi del mondiale Antonio Caruccio Un bagno di sangue. La Sauber esce da Monte-Carlo con le ossa rotte, in quella che sino ad ora era sembrata la prima vera occasione della squadra svizzera di archiviare qualche punto per il mondiale. Operazione riuscita persino alla Marussia, ma non ad un colosso (forse meglio dire ex) come quello creato da Peter Sauber e ora passato nelle mani di Monisha Kaltenborn. Nel corso del primo giro a compromettere ogni possibilità di arrivare in zona punti è stato Adrian Sutil, che ha tamponato una vettura che davanti a sé aveva rallentato per non impattare contro la Force India di Sergio Perez, volata in aria per un contatto con Jenson Button. Il tedesco è così dovuto rientrare ai box per sostituire l ala anteriore e cambiare strategia, rientrando però in coda a tutti. La ciliegina sulla torta ce l ha messa lui stesso più tardi, dopo una bella serie di sorprassi, commettendo un errore in frenata all uscita del tunnel (sul bump che aveva già fatto una vittima in qualifica, Daniil Kvyat) ed andando a sbattere contro i guard-rail. Per recuperare la sua vettura e ripulire la pista è stato così necessario mandare in pista la seconda safety-car, dopo quella entrata per Perez, che ha riaccodato il gruppo. Non è andata meglio ad Esteban Gutierrez. Il messicano si era trovato a lottare per le zone basse della top-10, con la possibilità di fare qualche punto. Dopo aver gestito bene la pressione di Kimi Raikkonen per qualche giro, Esteban ha commesso un errore alla Rascasse, colpendo il muretto interno e finendo in testacoda. Nessuna della due Sauber ha tagliato il sessantesimo giro di gara, ed ora il riscatto è atteso per la gara del Canada, tra due settimane. I risultati del weekend PL1: Gutierrez 12 - Sutil 17 PL2: Sutil 13 - Gutierrez 15 PL3: Sutil 15 - Gutierrez 19 QUA: Gutierrez 17 - Sutil 18 Gara: Gutierrez Rit Sutil Rit Il ritiro di Sutil 35
FORMULA 1 GP MONACO QUEL SOTTILE F La Toro Rosso ha accusato due ritiri pesanti che hanno fermato Kvyat e un arrabbiatissimo Vergne. Purtroppo l altalenanza delle prestazioni è il punto debole in questo avvio di stagione del team satellite della Red Bull Marco Cortesi Due DNF, sigla che pesa perfino di più di ritiri in lingua italiana, il bottino della Toro Rosso a Monte Carlo. La scuderia italiana sembra sempre camminare su un sottilissimo filo che passa da buoni piazzamenti a tempeste oscure e problematiche tecniche. Forse era anche questo che voleva la FIA quando ha creato i nuovi regolamenti, ma sta di fatto che la Toro Rosso sembra essere stata quasi la compagine più tramortita. Stavolta sono stati gli scarichi a tradire Daniil Kvyat e Jean-Eric Vergne. Entrambi avevano la possibilità di puntare ai punti, per migliorare una classifica che vede Franz Tost e i suoi a pari punti con la Lotus ovvero con l altra compagine dall inizio disastroso. E forse questo paragone permette di mettere a fuoco la stagione della Toro Rosso, che pur realizzando belle prove, naviga lontana dalle posizioni che contano. Dieter Mateschitz aveva detto di voler vedere la Toro Rosso al quinto posto del campionato costruttori nel 2015 ma, per quello che si vede ora, se non si migliora subito si potrebbe andare piuttosto lunghi. I risultati del weekend PL1: Vergne 15 - Kvyat 18 PL2: Vergne 4 - Kvyat 12 PL3: Vergne 9 - Kvyat 10 QUA: Vergne 7 - Kvyat 9 Gara: Vergne Rit Kvyat Rit 36
ILO... 37
FORMULA 1 GP MONACO L'ORDINE DI ARRIVO DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 - Nico Rosberg (Mercedes W05) 78 giri 1:49'27"661 2 - Lewis Hamilton (Mercedes W05) - 9"210 3 - Daniel Ricciardo (Red Bull RB10-Renault) - 9"614 4 - Fernando Alonso (Ferrari F14-T) - 32"452 5 - Nico Hulkenberg (Force India VJM07-Mercedes) 1 giro 6 - Jenson Button (McLaren MP4/29-Mercedes) 1 giro 7 - Felipe Massa (Williams FW36-Mercedes) 1 giro 8 - Romain Grosjean (Lotus E22-Renault) 1 giro 9 - Jules Bianchi (Marussia MR03-Ferrari) 1 giro 10 - Kevin Magnussen (McLaren MP4/29-Mercedes) 1 giro 11 - Marcus Ericsson (Caterham CT05-Renault) 1 giro 12 - Kimi Raikkonen (Ferrari F14-T) 1 giro 13 - Kamui Kobayashi (Caterham CT05-Renault) 2 giri 15 - Max Chilton (Marussia MR03-Ferrari) 3 giri Giro veloce: Kimi Raikkonen 1'18"479 Ritirati 59 giro - Esteban Gutierrez 55 giro - Valtteri Bottas 50 giro - Jean-Eric Vergne 23 giro Adrian Sutil 10 giro - Daniil Kvyat 5 giro - Sebastian Vettel 0 giri - Pastor Maldonado 0 giri - Sergio Perez IL RIEPILOGO DELLA STAGIONE 2014 Australia 16/03/2014 Nico Rosberg (Mercedes W05) 57 giri in 1.32'58"710 Malesia 30/03/2014 Lewis Hamilton (Mercedes W05) 56 giri in 1.40'25"974 Bahrain 30/03/2014 Lewis Hamilton (Mercedes W05) 57 giri in 1.39'42"743 Cina 20/04/2014 Lewis Hamilton (Mercedes W05) 54 giri in 1.33'28"336 Spagna 11/05/2014 Lewis Hamilton (Mercedes W05) 66 giri in 1.41 05 155 38
CLASSIFICA PILOTI 1 Nico Rosberg Mercedes 122 2 Lewis Hamilton Mercedes 118 3 Fernando Alonso Ferrari 61 4 Daniel Ricciardo RBR-Renault 54 5 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 47 6 Sebastian Vettel RBR-Renault 45 7 Valtteri Bottas Williams-Mercedes 34 8 Jenson Button McLaren-Mercedes 31 9 Kevin Magnussen McLaren-Mercedes 21 10 Sergio Perez Force India-Mercedes 20 11 Felipe Massa Williams-Mercedes 18 12 Kimi Raikkonen Ferrari 17 13 Romain Grosjean Lotus-Renault 8 14 Jean-Eric Vergne Toro Rosso-Ferrari 4 15 Daniil Kvyat Toro Rosso-Ferrari 4 16 Jules Bianchi Marussia-Ferrari 0 17 Marcus Ericsson Caterham-Renault 0 18 Adrian Sutil Sauber-Ferrari 0 19 Esteban Gutierrez Sauber-Ferrari 0 20 Max Chilton Marussia-Ferrari 0 21 Kamui Kobayashi Caterham-Ren ault 0 22 Pastor Maldonado Lotus-Renault 0 CLASSIFICA COSTRUTTORI 1 Mercedes 240 2 Red Bull Racing-Renault 99 3 Ferrari 78 4 Force India-Mercedes 67 5 McLaren-Mercedes 52 6 Williams-Mercedes 52 7 Lotus-Renault 8 8 Scuderia Toro Rosso-Renault 8 9 Marussia-Ferrari 2 10 Sauber-Ferrari 0 11 Caterham-Renault 0 39
INDYCAR 500 MIGLIA DI IN INDIANAPOLIS L americano che aveva perso la 500 Miglia 2013 per un soffio, si è rifatto con gli interessi al termine di una battaglia mozzafiato con Castroneves negli ultimissimi giri. Terzo un redivivo Andretti, crollo del team Ganassi, a centro classifica Villeneuve LO SPIETATO HUNTER-REAY L arrivo in volata che ha premiato Hunter-Reay nei confronti di Castroneves 40
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INDYCAR 500 MIGLIA DI IN INDIANAPOLIS Marco Cortesi Un anno fa era stato beffato da Tony Kanaan quando la 500 Miglia sembrava ormai sua. Quest anno invece Ryan Hunter-Reay ha conquistato il proprio primo successo nella maratona dell Indiana con una grinta da far paura. Il duello con Helio Castroneves e Marco Andretti è stato entusiasmante, ma alla fine il piano del campione statunitense è stato ben calcolato e imbattibile. Hunter-Reay sapeva che la leadership sarebbe cambiata spesso negli ultimi sei giri e ha calcolato la strategia perfettamente. Il suo penultimo sorpasso sul brasiliano è stato incredibile, realizzato con un aggressività inaudita sul filo del prato. E a quel punto, il gioco delle parti è stato spietato perché Castroneves, tornato in testa e ripassato al penultimo giro, non ha avuto il tempo necessario per rispondere. La quarta vittoria dovrà aspettare ancora. Marco Andretti È finita così la 500 Miglia di Scott Dixon 42
Montoya in lotta con Castroneves QUATTRO AUTO NEI PRIMI SEI PER IL TEAM ANDRETTI Oltre al successo di Hunter-Reay va sottolineata la prestazione strepitosa di tutto il team Andretti. La squadra del due volte campione CART è stata, come lo scorso anno, quella con le vetture meglio preparate e più veloci, piazzando quattro piloti nei primi sei. Alle spalle di Castroneves è arrivato Marco Andretti, che ha mancato solo di un pizzico di performance in termini di scia. Un elemento che Hunter-Reay aveva compreso, parlando per radio di un piccolo vantaggio a suo favore che si è rivelato decisivo. Dietro al trio di testa, Carlos Munoz ha completato un altra ottima gara, recuperando dalle retrovie su un circuito con cui ha un incredibile affinità. BUSCH STUPISCE, POWER E MONTOYA PENALIZZATI Nulla da fare per Juan Pablo Montoya. Il colombiano ha puntato molto sulla strategia, risparmiando carburante e riuscendo a fare stint molto più lunghi rispetto agli avversari. Purtroppo, un drive-through per eccesso di velocità ai box e l abbondanza di caution nella fase finale gli hanno impedito di trarne vantaggio. Stessa penalità anche per Will Power che, pur avendo agguantato la top-10, ha visto scappare anche in campionato Hunter-Reay grazie ai doppi punti in vigore per le gare da 500 Miglia. Tornando alla classifica, il sesto posto di Kurt Busch ha sorpreso molti, anche se il talento e l esperienza del fuorilegge erano e sono indiscutibili. Pulito, preciso e assolutamente determinato, potrebbe in futuro essere perfino un candidato alla vittoria. Peccato per la Charlotte 600 della NASCAR, in cui è stato fermato dalla rottura del motore. Tony Stewart rimane l unico ad aver completato tutte le 1100 miglia delle due gare nello stesso giorno. 43
INDYCAR 500 MIGLIA DI IN INDIANAPOLIS UNA LUNGHISSIMA BANDIERA VERDE E I GUAI IN CASA GANASSI Incredibile a dirsi considerando la storia di Indy, i primi 149 giri non hanno visto nemmeno una fase di caution. Poi, però, sono arrivate sonore delusioni per molti dei protagonisti. Charlie Kimball, finito in testacoda non senza un clamoroso salvataggio a marcia indietro, è stato il primo a portare in pista la safety-car. Il periodo negativo per il team Ganassi, iniziato poco prima con un problema allo starter per Tony Kanaan, è continuato col botto di Scott Dixon. Il neozelandese si era trovato ad inseguire e, in un tentativo di trovare più velocità, si era fatto ridurre l incidenza dell ala posteriore. Unico dei quattro compagni a vedere il traguardo è stato Ryan Briscoe. Partito molto indietro e coinvolto in una scaramuccia all inizio della corsa, ha recuperato fino alla top- 10 prima di terminare 18. HINCHCLIFFE, BELL E CARPENTER A SECCO Procedendo col conto dei caduti, altro botto è arrivato al 176 giro quando James Hinchcliffe e Townsend Bell hanno tentato di passare Ed Carpenter in curva 1. Peccato che in tre non ci si stesse: Hinchcliffe, il cui attacco è stato forse un po imprudente, si è toccato con Carpenter mettendo fine alla gara del polesitter: proprio nel momento in cui quest ultimo sembrava aver risolto un problema di blistering ed era pronto a lottare per la vittoria. Bell, miracolosamente scampato all incidente, non è durato molto. Proprio mentre la direzione gara esponeva una bandiera gialla per detriti (un flap perso da Saavedra in un duello), l americano è andato violentemente a muro, spargendo pezzi di carbonio per tutta la pista. Da qui l ultimo stint, decisivo e spettacolare. A conquistare la top-10 in classifica anche Sebastien Bourdais, il debuttante Sage Karam (che per correre aveva saltato il ballo delle superiori, un istituzione negli USA) e JR Hildebrand. Quattordicesimo Jacques Villeneuve, che come i compagni in casa Schmidt non è stato molto incisivo. Simon Pagenaud ha terminato solo due posizioni più avanti, dodicesimo, mentre Mikhail Aleshin ha chiuso ventunesimo, dietro a Jack Hawksworth. Nessuna fortuna per Graham Rahal, subito fermato da un guaio elettrico, Josef Newgarden e Buddy Lazier, tristemente parcheggiati ai box. 44
L'ORDINE DI ARRIVO DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) Andretti - 200 giri 2 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) Penske - 0"0600 3 - Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) Andretti - 0"3171 4 - Carlos Munoz (Dallara DW12-Honda) Andretti - 0"7795 5 - Juan Pablo Montoya (Dallara DW12-Chevy) Penske - 1"3233 6 - Kurt Busch (Dallara DW12-Honda) Andretti - 2"2666 7 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) KV - 2"6576 8 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) Penske - 2"8507 9 - Sage Karam (Dallara DW12-Chevy) Ganassi - 3"2848 10 - JR Hildebrand (Dallara DW12-Chevy) Carpenter - 3"4704 11 - Oriol Servia (Dallara DW12-Honda) Rahal - 4"1077 12 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) Schmidt - 4"5677 13 - Alex Tagliani (Dallara DW12-Honda) Fisher - 7"6179 14 - Jacques Villeneuve (Dallara DW12-Honda) Schmidt - 8"1770 15 - Sebastian Saavedra (Dallara DW12-Chevy) KV - 8"5936 16 - James Davison (Dallara DW12-Chevy) KV - 9"1043 17 - Carlos Huertas (Dallara DW12-Honda) Coyne - 12"1541 18 - Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) Ganassi - 13"3143 19 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) Foyt - 13"7950 20 - Jack Hawksworth (Dallara DW12-Chevy) Herta - 13"8391 21 - Mikhail Aleshin (Dallara DW12-Honda) Schmidt - 2 giri 22 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) Coyne - 2 giri 23 - Martin Plowman (Dallara DW12-Honda) Foyt - 4 giri 24 - Pippa Mann (Dallara DW12-Honda) Coyne - 7 giri Ritirati 191 giro - Townsend Bell 178 giro - Tony Kanaan 176 giro - Ed Carpenter 176 giro - James Hinchcliffe 168 giro - Scott Dixon 157 giro - Josef Newgarde 150 giro - Charlie Kimball 88 giro - Buddy Lazier 45 giro - Graham Rahal Il sandwich letale con Hinchcliffe che ha messo fuorigioco il poleman Carpenter 45
LA MATURITÀ DI PA L inglese della Dams ha vinto la main race ed aumenta ulteriormente il proprio vantaggio in classifica sugli avversari, capitanati da Nasr. Prima vittoria per Richelmi che si è imposto nella prova Sprint. Ancora a zero punti Marciello GP2 GARE A MONTE-CARLO 46
LMER Palmer sempre più leader della categoria 47
GP2 GARE A MONTE-CARLO Massimo Costa Foto: Photo 4 Doveva essere il campionato dei rookie, e da come si era partiti, con la squillante vittoria di Stoffel Vandoorne a Sakhir, pareva proprio che la GP2 dovesse prendere questa piega. Ma dapprima le due gare in Spagna, poi l appuntamento monegasco hanno fatto riemergere i grandi vecchi della categoria. Johnny Cecotto e Felipe Nasr a Montmelò, Jolyon Palmer e Stephane Richelmi a Monte-Carlo sono gli ultimi quattro piloti vincenti della GP2. A Monaco, Palmer ha corso una impegnativa gara 1, fermata con bandiera rossa (fatto che sta divenendo una preoccupante abitudine in GP2) per un blocco al tornante ex Loews, con grande maturità. Battuto al via da Mitch Evans, l inglese del team Dams che aveva siglato la pole, ha aspettato che il neozelandese andasse in crisi con le gomme morbide, poi ha attaccato. E successivamente, ha vinto bene la tensione della pausa, la pressione dello stesso Evans e di Nasr, subito lì dietro. Palmer è al quarto anno nella serie e lo ha sapientemente fatto vedere in questo avvio di campionato. Terzo, primo, secondo, primo, primo, settimo, questo il suo ruolino di marcia che ricorda tanto l inizio di stagione 2013 di Stefano Coletti. Sarà interessante vedere se Palmer e la Dams sapranno proseguire su questi indiavolati ritmi fino alla fine dei giochi. Intanto guarda tutti dall alto, molto in alto, dei suoi 103 punti considerando che Nasr, secondo, ne ha 57 RICHELMI EROE PER UN GIORNO Nasr e secondo nella classifica generale L altro vincitore a Monaco è un cittadino del Principato, Richelmi. Che è riuscito a coronare un lungo sogno, quello di passare sotto la bandiera a scacchi per primo nelle strade della sua città. Stephane ha così consegnato alla Dams una magica doppietta. D accordo, Richelmi ha firmato il successo nella corsa Sprint, quella certo meno importante in quanto dalla posizione del poleman parte l ottavo classificato di gara 1. Ma tant è, Richelmi ha sfruttato appieno il regolamento e si è regalato un giorno di gloria. E infatti la sua prima vittoria assoluta in GP2 al suo terzo anno di partecipazione. E lo ripaga della delusione patita a Montmelò quando dopo aver ottenuto una brillante pole, aveva stallato. 48 Ancora zero punti per Marciello
La delusione di Leal dopo l'uscita in gara 1 Binder ha finito così dopo aver centrato prima Negrao poi Markelov 49
GP2 GARE A MONTE-CARLO LA RIVINCITA DELLA TRIDENT Nasr ha svolto un buon lavoro in gara 1 riuscendo a salire sul terzo gradino del podio, ma nella Sprint si è dovuto arrendere subito per un colpo ricevuto. Evans è stata la bella ventata di gioventù. Al secondo anno, il protetto di Mark Webber ha festeggiato il secondo e il sesto posto. Cecotto, stratega in Catalogna, ha nuovamente impressionato con la Trident cogliendo per due volte la quarta posizione. Su questo tracciato aveva vinto lo scorso anno, ma per ora va bene così. Il campionato per lui è decisamente interessante e la Trident si sta togliendo delle gran belle soddisfazioni dopo un 2013 difficile e dopo aver sperato di poter schierare Raffaele Marciello. Grande soddisfazione poi per il secondo posto in gara 2 di Sergio Canamasas, al suo migliore risultato in GP2. MARCIELLO DELUDE COLETTI PECCATO Marciello è purtroppo la grande delusione delle prime tre prove 2013, ancora a zero punti. Soltanto nono in qualifica, questa volta ha perso tempo al pit-stop perché quando è arrivato in corisa box la Racing Engineering stava cambiando le gomme al compagno Stefano Coletti. E quindi arrivato dodicesimo quando sperava di chiudere settimo o ottavo, piazzamenti che gli avrebbero permesso di partire dalla prima fila in gara 2. Ma sinceramente, non dovrebbero essere questi gli obiettivi in gara 1 del pilota della FDA. In gara 2 invece, ha spinto fuori Daniel De Jong ed è arrivata la penalità. A proposito di Coletti, la sua corsa del venerdì è stata audace, con tre sorpassi mozzafiato a Noghes, ma l ultimo su Simon Trummer non si è concluso bene Lo svizzero non lo ha visto, contatto ed entrambi contro le barriere. Coletti stava recuperando forte con le supersoft e aveva Palmer nel mirino. Per quanto riguarda Vandoorne, di cui facevamo cenno all inizio, poteva concludere nei primi cinque o addirittura a podio se la ART non si fosse dimenticata di chiamarlo al pitstop nel momento decisivo. Un errore alla Nuova Chicane ha eliminato Julian Leal, ora terzo in campionato. Coraggiosa la gara di Coletti, ma è finita male Cecotto tiene in alto se stesso e la Trident 50
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1 VENERDÌ 23 MAGGIO 2014 1 - Jolyon Palmer - Dams - 40 giri 1.38'31"193 2 - Mitch Evans - Russian Time - 0"427 3 - Felipe Nasr - Carlin - 0"653 4 - Johnny Cecotto - Trident - 2"175 5 - Sergio Canamasas - Trident - 2"884 6 - Arthur Pic - Campos - 6"187 7 - Rio Haryanto - Caterham - 8"718 8 - Stephane Richelmi - Dams - 9"594 9 - Adrian Quaife Hobbs - Rapax - 9"785 10 - Tio Ellinas - MP - 10"187 11 - Daniel De Jong - MP - 10"689 12 - Raffaele Marciello - Racing Engineering - 11"727 13 - Conor Daly - Lazarus - 12"291 14 - Stoffel Vandoorne - ART - 12"705 15 - Kimiya Sato - Campos - 26"761 16 - Alexander Rossi - Caterham - 29"166 17 - Nathanael Berthon - Lazarus - 56"107 Giro più veloce: Jolyon Palmer 1'23"008 Ritirati 35 giro - Artem Markelov 35 giro - René Binder 31 giro - Simon Trummer 31 giro - Stefano Coletti 31 giro - Takuya Izawa 24 giro - Julian Leal 11 giro - Andre Negrao 9 giro - Daniel Abt 0 giri - Facundo Regalia L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2 SABATO 24 MAGGIO 2014 1 - Stephane Richelmi - Dams - 30 giri 43'17"087 2 - Sergio Canamasas - Trident - 2"179 3 - Rio Haryanto - Caterham - 8"295 4 - Johnny Cecotto - Trident - 25"320 5 - Arthur Pic - Campos - 25"753 6 - Mitch Evans - Russian Time - 25"973 7 - Jolyon Palmer - Dams - 26"587 8 - Adrian Quaife Hobbs - Rapax - 26"956 9 - Stefano Coletti - Racing Engineering - 28"473 10 - Conor Daly - Lazarus - 28"721 11 - Alexander Rossi - Caterham - 29"987 12 - Nathanael Berthon - Lazarus - 30"105 13 - Stoffel Vandoorne - ART - 30"604 14 - Kimiya Sato - Campos - 31"228 15 - Andre Negrao - Arden - 31"657 16 - Julian Leal - Carlin - 32"085 17 - Daniel Abt - Hilmer - 32"582 18 - Simon Trummer - Rapax - 33"458 19 - Raffaele Marciello - Racing Engineering - 34"328 20 - Rene Binder - Arden - 35"417 21 - Facundo Regalia - Campos - 36"078 22 - Tio Ellinas - MP - 1 giro Giro più veloce: Tio Ellinas 1'22"807 Ritirati 12 giro - Artem Markelov 11 giro - Takuya Izawa 2 giro - Daniel De Jong 0 giri - Felipe Nasr Prima vittoria in GP2 di Richelmi Il campionato 1.Palmer 103; 2.Nasr 57; 3.Cecotto 49; 4.Leal 48; 5.Pic 40; 6.Richelmi 32; 7.Haryanto 26; 8.Vandoorne 25; 9.Evans 24; 10.Canamasas 22; 11.Trummer 18; 12.Coletti 15; 13.Dillmann 14; 14.Quaife-Hobbs 10; 15.Izawa 8.. 51
RENAULT 3.5 GARE A MONTE-CARLO Il francese della Dams ha tagliato per primo il traguardo inaspettatamente battendo Sorensen e Jaafar. Giù dal podio Sainz che però rimane al comando del campionato NATO PER SORPRENDER 52
E 53
RENAULT 3.5 GARE A MONTE-CARLO Massimo Costa Diciamo la verità: che Norman Nato vincesse nel Principato di Monaco nessuno lo poteva immaginare, prevedere, anche solo sognare. E invece, il simpatico francese di Cannes non solo si è portato via la coppa del primo classificato, ma ha anche firmato la pole, che da queste parti vale quasi di più che tagliare il traguardo per primo la domenica. Nato si era affacciato in World Series Renault lo scorso anno provenendo dalla Renault 2.0 nella quale era risultato vice campione della serie ALPS, battuto da Daniil Kvyat. Ma rispetto ad altri suoi colleghi che avevano tentato questo non facile salto di categoria, aveva deluso. Solo due quinti posti i migliori piazzamenti 2013 e con una vettura come quella Dams che dominava con Kevin Magnussen. Rimasto nel team francese, al fianco di un altro pezzo da novanta quale è Carlos Sainz, Nato ha tentennato a Monza ed Alcaniz (solo una decima posizione). Poi, l exploit incredibile di Monte Carlo. Niente da dire, se lo è proprio meritato, ora però dovrà confermarsi su questi livelli per non lasciare questa perla monegasca nel vuoto del suo palmares. Terzo posto per Jaafar 54
Sorensen ottimo secondo Ghiotto e il suo ingegnere attendono l'ingresso in pista SORENSEN E JAAFAR SI RIPETONO A PODIO Nato passa per primo alla Sainte Devote dopo il via Se Nato ha sorpreso, Marco Sorensen ha ritrovato se stesso confermando il piazzamento del 2013, quando però correva per Lotus Charouz. Ora si è ripetuto con Tech 1. Non è facile andare sul podio del Principato con due team diversi. Ci è riuscito anche Jazeman Jaafar, terzo dodici mesi fa con Carlin, terzo domenica con ISR. Entrambi erano attesi a un 2014 più consistente, magari ora si rilanciano per le prossime tappe. Sorensen in particolare sembrava in difficoltà con la vettura della squadra francese, chissà che il feeling trovato per le stradine in riva al mare non sia quello giusto. Jaafar era atteso al salto di qualità dopo ottimi test pre campionato. Nel clima delle gare si è un po perso. Li attendiamo entrambi a Spa già questo fine settimana per rivederli là in alto. 55
RENAULT 3.5 GARE A MONTE-CARLO Rowland primo dei rookie SAINZ SENZA PODIO ROWLAND 1 DEI ROOKIE Chi invece puntava alla vittoria e invece non è neanche salito sul podio è stato Carlos Sainz. Si era preso la prima fila, più veloce del proprio Gruppo A, poi la pole è finita al compagno in Dams, Nato, primo del Gruppo B, più rapido grazie alla pista gommata dai piloti scesi precedentemente in pista. Sainz pregustava un duello col vicino di box e invece è arrivata una penalità per blocco a Pierre Gasly in qualifica e così il madrileno si è ritrovato quarto in griglia. Ha spinto forte tentando ripetutamente di trovare un varco per infilare Jaafar, ma il malese si è difeso bene e così Sainz ha chiuso quarto. Poco male perché rimane pur sempre leader del campionato con un buon margine. Oliver Rowland, secondo in classifica, ha concluso quinto e primo dei rookie ed ora è a 15 lunghezze da Sainz. AMBERG CONCRETO STEVENS DELUDE Buon weekend per Zoel Amberg di AVF, concreto in qualifica e in gara. Lo svizzero ha chiuso davanti a Pierre Gasly, cui va il beneficio della prima volta a Monte Carlo e a Will Stevens, decisamente deludente con la Dallara Strakka. Punti anche per Roberto Merhi della Zeta, al debutto monegasco e per un ottimo Meindert Van Buuren che ha fatto felice il team Pons. Gara da dimenticare per Sergey Sirotkin. Puntava al titolo, ma anche a Monte Carlo non ha preso punti per una noia elettronica che lo ha fatto stallare. Luca Ghiotto ha picchiato nel turno libero e questo ha rovinato la sua qualifica. Peccato perché in gara si è difeso bene. Ha debuttato in WSR Andrea Roda. Non conosceva la Dallara e il circuito, ha fatto il possibile. 56
L'ORDINE DI ARRIVO DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 - Norman Nato - Dams - 30 giri 2 - Marco Sorensen - Tech 1-0"790 3 - Jazeman Jaafar - ISR - 12"228 4 - Carlos Sainz - Dams - 13"268 5 - Oliver Rowland - Fortec - 13"960 6 - Zoel Amberg - AVF - 20"962 7 - Pierre Gasly - Arden - 21"395 8 - Will Stevens - Strakka - 31"911 9 - Roberto Merhi - Zeta - 38"853 10 - Meindert Van Buuren - Pons - 50"019 11 - Marlon Stockinger - Lotus Charouz - 55"954 12 - Oliver Webb - Pons - 1'00"594 13 - Matias Laine - Strakka - 1'00"803 14 - Luca Ghiotto - Draco - 1'00"874 15 - Pietro Fantin - Draco - 1'03"676 16 - William Buller - Arden - 1'04"448 17 - Beitske Visser - AVF - 1'14"137 18 - Andrea Roda - Comtec - 1 giro 19 - Roman Mavlanov - Zeta - 1 giro Giro più veloce: Norman Nato 1'23"601 Ritirati 6 giro - Sergey Sirotkin 1 giro - Matthieu Vaxiviere Il campionato 1.Sainz 74; 2.Rowland 59; 3.Gasly 51; 4.Stevens 44; 5.Merhi 38; 6.Martsenko 36; 7.Amberg 32; 8.Stockinger 30; 9.Nato 26; 10.Sirotkin 25; 11.Sorensen 24; 12.Jaafar 23; 13.Buller, Ghiotto 12; 15.Vaxiviere 10; 16.Fantin 5; 17.Van Buuren 3; 18.Laine. Settimo posto per Gasly Amberg davanti a Gasly e Stevens 57
F.RENAULT ALPS GARE A SPIELBERG BABY BOOM CO 16 anni compiuti neanche un mese fa eppure già dominatore. Il russo della JD Motorsport ha confermato che è un ragazzo dotato di grande talento vincendo le due corse austriache e mettendo in crisi il leader di campionato De Vries, due volte terzo e battuto dai rookie Russell e Rovera, sul podio Matevos Isaakyan, già al top alla quinta e sesta gara in Renault 2.0 58
ISAAKYAN 59
F.RENAULT ALPS GARE A SPIELBERG Dario Sala Il fine settimana austriaco della Formula Renault 2.0 ALPS ha ribadito il ruolo importantissimo che la categoria svolge nel panorama internazionale. Essendo una categoria propedeutica, ci si aspetta che a vincere siano i giovani. In Austria però, chi ha sbancato e interrotto il dominio di Nyck De Vries è un giovanissimo, un pilota che ha compiuto 16 anni da poco più di un mese. Lo scorso 17 aprile ha varcato questa soglia e sempre per la medesima ragione ha dovuto saltare la gara di apertura di Imola perché il regolamento FIA vuole solo sedicenni di fatto. Formula 4 a parte. Matevos Isaakyan è risultato il più giovane vincitore della Formula Renault 2.0 e lo ha fatto solamente quattro gare in monoposto. Già a Pau aveva fatto intravedere il suo potenziale con un secondo posto in una pista considerata da tutti come una università dei motori e nella Eurocup di Alcaniz si era subito messo in evidenza. Al Red Bull Ring invece, il giovane russo della JD Motorsport ha dato l'affondo decisivo conquistando due vittorie perentorie. Non solo ha fermato il cammino di De Vries facendo tirare un sospiro di sollievo a tutto il paddock, ma si è anche posto all'attenzione dello stesso come uno dei rivali più accreditati per la lotta al titolo. Bagarre nelle retrovie tra Evstigneev. Armand e Vivacqua Qualche problema per Martin Kodric... Due bei quarti posti per Leclerc 60
LE INCERTEZZE DI DE VRIES Rovera ha confermato le belle cose mostrate a Pau in qualifica centrando il podio in gara a Spielberg In entrambe le gare il moscovita è partito dalla pole. E' scattato bene, ha costruito un vantaggio e poi ha controllato il ritorno degli avversari. Solo nella prima frazione ha avuto un'incertezza che ha permesso a De Vries di farsi sotto. L'olandese però, non è stato così deciso e Isaakyan è andato a vincere la sua prima gara. Stessa storia in gara due, ma con maggiore tranquillità. Insomma, un fine settimana perfetto per un ragazzino che sembra disporre di un bel talento. Un giovanissimo tutto da plasmare. Compito quest'ultimo che toccherà alla JD Motorsport, squadra che in passato ha già cresciuto tanti campioni. De Vries quindi ha interrotto il suo cammino vittorioso. Se ne torna a casa con due terzi posti che lo mantengono comodamente al comando del campionato. In Austria però, l'olandese è apparso un po' sottotono rispetto a quanto ci abituato. In prova non ha fatto la pole e non è stato impeccabile neppure nelle partenze. Nella bagarre ha alternato buoni sorpassi a momenti di indecisione che in gara uno gli sono costati la vittoria. Ovviamente criticarlo per due piazzamenti a podio sarebbe ingeneroso, ma quando uno vince quattro gare di fila, se non mantiene questi standard appare quanto meno strano. 61
F.RENAULT ALPS GARE A SPIELBERG Gran recupero di Gachet in gara 2 ROVERA SUL PODIO POSITIVO RUSSELL L'Austria ha poi messo in evidenza un buon Alessio Rovera. Il pilota della Cram ha coronato il weekend con un bel secondo posto in gara due. Frutto di una buona partenza nella quale ha tirato fuori una bella grinta. Ha passato De Vries e non si è fatto intimorire. Una volta trovato il ritmo è stato anche più veloce di Isaakyan, ma ormai il russo era lontano. Rovera ha comunque dimostrato una crescita nell'apprendimento di questa vettura e ormai sembra davvero pronto a qualcosa di più del secondo posto. Ottimo anche il fine settimana di George Russell. Anche lui è un sedicenne di un paio di mesi più vecchio di Isaakyan. In entrambe le gare ha messo sale sulla coda di De Vries e nella bagarre non è andato male. Gli è mancato lo spunto per fare meglio di un secondo e quarto posto, ma il suo fine settimana è risultato molto positivo. Anche per lui il futuro sembra roseo ed atteso a Spa in veste di protagonista. Largo ai giovani dunque, anzi ai giovanissimi. Due volte in zona punti Dario Capitano della BVM. Il romano ha portato a casa due ottavi posti. Notevole la rimonta di Simon Gachet, che praticamente da ultimo in gara 2 ha recuperato fino alla settima posizione. 62
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1 SABATO 24 MAGGIO 2014 1 Matevos Isaakyan JD 16 giri 25'57 031 2 George Russell Koiranen 2 253 3 Nyck De Vries Koiranen 2 911 4 Charles Leclerc Fortec 3 731 5 Luke Chudleigh Tech 1 7 742 6 Alessio Rovera Cram 8 852 7 Ignazio D'Agosto Koiranen 9 531 8 Dario Capitanio BVM 10 074 9 Alex Bosak Prema 15 550 10 James Allen Arta 16 098 11 Simon Gachet Arta 16 488 12 Marek Boeckmann Jenzer 19 743 13 Semen Evstigneev BVM - 20 458 14 Patric Armand Tech 1 23 230 15 Daniele Cazzaniga GSK 24 011 16 Matteo Gonfiantini Ts 24 656 17 Thiago Vivacqua Fortec - 25 323 18 Dennis Anoschin Jenzer 33 278 19 Hugo De Sadeleer Tech 1 34 795 20 Pietro Peccenini Ts 51 555 21 Akash Nandy Tech 1 52 586 Giro più veloce: Nyck de Vries 1'31 485 Ritirati 1 giro Kodric 2 giro Korneev Primo podio per Russell L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2 DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 Matevos Isaakyan JD 18 giri 27'44 629 2 Alessio Rovera Cram - 0 569 3 Nyck De Vries Koiranen - 4 029 4 Charles Leclerc Fortec - 5 597 5 George Russell Koiranen - 5 974 6 Alex Bosak Prema - 11 365 7 Simon Gachet Arta - 12 113 8 Dario Capitanio BVM - 12 761 9 Luke Chudleigh Tech1 13 976 10 Martin Kodric Fortec - 16 673 11 Denis Korneev Jenzer - 20 426 12 Akash Nandy Tech 1-24 503 13 Dennis Anoschin Jenzer - 25 129 14 Thiago Vivacqua Fortec- 33 212 15 Danylo Pronenko AS - 33 928 16 Marek Boeckmann Jenzer - 34 887 17 Hugo De Sadeleer Tech1-44 568 18 Matteo Gonfiantini TS - 47 558 19 James Allen Arta - 47 720 20 Pietro Peccenini TS - 1'08 805 21 Semen Evstigneev BVM - 1'22 231 Giro più veloce: Semen Evstigneev 1'31 414 Ritirati 0 giri Patric Armand 11 giro Daniele Cazzaniga 15 giro Ignazio D'Agosto Il campionato 1.De Vries 130; 2.Isaakyan 68; 3.Russell 65; 4.Gachet 62; 5.Leclerc 50; 6.Rovera 26; 7.Bosak, Tang 24; 9.Capitanio, Morris 23. Con due terzi posti De Vries tiene il comando del campionato 63
ANTEPRIMA LE MANS FEDERICO LEO UNA GARA CHE V UNA STAGIONE Il milanese, costretto a un anno con poche corse per via delle categorie in cui la FIA ha diviso i piloti in base ai meriti, si è subito messo in mostra nel GT Open ed è stato chiamato dal team RAM per partecipare per la prima volta alla mitica 24 Ore francese 64
ALE 65
ANTEPRIMA LE MANS FEDERICO LEO Filippo Zanier Ci sono gare che da sole possono cambiare faccia a una stagione. Gare che valgono un campionato, perché in caso di vittoria garantiscono l'ingresso nel gruppo ristretto di coloro che delle corse hanno fatto la storia, un club per pochi in cui si entra solo per merito. Non sono molte, a voler essere davvero selettivi soltanto tre: Il GP di Monaco, la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans. Proprio in quest'ultima, è notizia dei giorni scorsi, la pattuglia italiana si arricchirà di un nuovo esponente, debuttante assoluto nella classica della Sarthe: si tratta di Federico Leo, che è stato scelto dal team inglese Ram Racing per affiancare Alvaro Parente e Matt Griffin nell'attacco al successo di Classe GTE Pro. Una notizia che arriva come una boccata d'aria fresca per il pilota di Varese, che in quest'inizio 2014 ha dovuto incassare la delusione di un programma ridotto nonostante venga da due titoli nelle ultime tre stagioni (Fia Gt3 nel 2011 e GT Open nel 2012). La 24 Ore di Le Mans gli dà l'occasione di trasformare quella che sembrava avviata ad essere un'annata di transizione in una da ricordare, anche se la sfida è tra le più difficili al mondo. Ecco come Leo si sta preparando ad affrontarla. Allora Federico, come è nato questo sodalizio con il team Ram? "Pochi lo sanno, ma l'anno scorso, prima di firmare l'accordo con AF Corse per la European Le Mans Series, feci un test anche con Ram, con il pieno accordo di Amato Ferrari. Ne uscii con un'ottima impressione del team e a quanto mi risulta l'entusiasmo fu reciproco. Poi, come da programmi, firmai con AF Corse, ma da allora i rapporti con la squadra inglese sono rimasti buoni, in particolare con il loro pilota Matt Griffin. Con Matt ci siamo incontrati al Nürburgring in occasione della prima gara del GT Open, e vedendo la mia prestazione e sapendo che al team mancava un pilota per completare l'equipaggio è stato lui ad avere l'idea di ricreare il contatto. Da lì all'accordo, anche con l'aiuto di Amato Ferrari che mi segue sempre, il passo è stato breve". Le Mans va ad arricchire una stagione che rischiava di vederti completare davvero pochi chilometri, qual è la situazione allo stato attuale delle cose? "La situazione si spiega abbastanza rapida- 66
Federico Leo con Claudio Sdanewitsch mente. Avevo un accordo praticamente fatto per disputare il WEC, ma è saltato quando la FIA mi ha passato di categoria, da Silver a Gold. A quel punto non ero più una scelta possibile per l'equipaggio che si stava formando, e sono rimasto senza un programma vero e proprio. Alla fine ho stretto un accordo per affiancare Claudio Sdanewitsch nelle gare in cui Michele Rugolo avrà la concomitanza con il Mondiale Endurance, e oltre a questo sono quasi certo di correre a Baku nell'appuntamento della Blancpain Sprint Series. Sarebbe stato un peccato girare così poco proprio adesso, in un momento in cui mi sento in gran forma, preparato e perfettamente a mio agio sulla 458. Fortunatamente la presenza a Le Mans mi dà un'occasione importante per mettermi alla prova e dimostrare una volta di più il mio valore. Tra l'altro sono davvero contento di poter correre in un equipaggio completamente PRO, dove si cercherà la prestazione senza compromessi". Stando a quanto ci hai appena detto, in pratica hai perso un sedile a causa della categorizzazione dei piloti FIA. Sono molti i tuoi colleghi che non apprezzano il sistema, tu che ne pensi? "Ne capisco la logica, ma credo che come tutte le cose vada fatto bene, e non è facile perché la qualità dei piloti non è sempre quantificabile con facilità, specialmente se parliamo di nomi nuovi e meno conosciuti, che poi magari scopriamo molto più veloci di quanto ci si attendesse. Io non ho problemi con il mio passaggio alla categoria 'Gold', ma vorrei più uniformità di giudizio. Invece, vedo che ci sono piloti che ritengo più o meno al mio livello che sono rimasti 'Silver' ed è una disparità che non mi piace perché apre loro tante porte in più". In Classe GTE Pro sarete l'unico team non "Factory", e tu e Parente non avete mai gareggiato a Le Mans. Non temi che nel complesso questi fattori vi facciano partire in svantaggio? "Sinceramente non penso. Non essere parte di un team ufficiale non è un handicap, lavoro con vetture Ferrari preparate da Michelotto da anni e ho visto con i miei occhi che a tutte le squadre viene messo a disposizione lo stesso materiale, per di più estremamente competitivo. Poi sta ad ogni team sfruttarlo al meglio, ma anche da questo punto di vista con Ram mi sento tranquillo. Hanno tutto quello che serve in ogni singolo settore, e l'anno scorso lo hanno dimostrato ampiamente vincendo il titolo dell'elms, da rivale diretto ho potuto saggiare con mano la loro preparazione. Dal punto di vista del pilotaggio, abbiamo in squadra Griffin che la 24 Ore l'ha già fatta, e potrò chiedere consiglio a Gimmi Bruni che per me oltre ad essere un ex compagno di vettura è anche un carissimo amico. E poi ci stiamo preparando con attenzione: proprio venerdì scorso sia io sia Alvaro (Parente, ndr) siamo andati a completare la sessione obbligatoria sul simulatore ACO a Parigi, e abbiamo intenzione di farne altre da qui a giugno. In conclusione, credo che avremo tutto per giocarcela alla pari sia come equipaggio che come pacchetto tecnico". Le Mans per molti è un mito, un obiettivo cui aspirare fin dall'inizio della carriera nell'automobilismo. È stato così anche per te? "Onestamente non lo è stato dall'inizio della carriera, perché a quei tempi ero concentrato sulle monoposto e come tutti i giovani formulisti sognavo la F.1. Il mito di Le Mans ho iniziato a sentirlo nel 2011, quando sono entrato in contatto per la prima volta con il mondo GT e mi sono reso conto di quanto sia alto il livello della sfida. Oggi nel Gran Turismo convergono i migliori esponenti di tantissime discipline diverse dell'automobilismo, e questo alla fine dà vita a un parco partenti competitivo al massimo. Basta guardare l'elenco iscritti della GTE PRO a Le Mans per rendersene conto, oltre a noi ci sono otto vetture ufficiali con equipaggi composti dal meglio della categoria. Lottare alla pari con loro per 24 Ore filate è una delle prove più difficili che un pilota possa affrontare in carriera". C'è un momento del fine settimana della 24 Ore che aspetti con particolare trepidazione? "Sinceramente faccio fatica a dividere quel weekend in momenti. Credo che a partire dalle qualifiche sarà una settimana durissima, in cui su di me ci sarà una grande pressione che cercherò di gestire al meglio. Nelle ultime edizioni si è visto benissimo che l'endurance in cui si poteva puntare a vincere puntando un passo costante, ma non estremo appartiene al passato, ormai Le Mans è una gara sprint che dura 24 Ore, e non a caso anche fisicamente mi sto preparando al meglio perché so che potrei trovarmi a dover affrontare tripli turni di guida tirati allo spasimo. Da parte mia ho un obiettivo molto semplice: lasciare Le Mans cosciente di avere dato il cento per cento e di avere ridotto al minimo gli errori. Se basterà per vincere è impossibile saperlo, ma di sicuro non lasceremo niente di intentato". 67
VIA DALL ITALIA RUGGERO APRILETTI NEL DTM GRANDE COMPETITIVITÀ Filippo Zanier Nell'Italia in crisi la cosiddetta "fuga dei cervelli" è tema che tiene banco da diversi anni. Nel mercato dei tecnici del motorsport, però, il fenomeno esiste da sempre, e indipendentemente dalla situazione economica del nostro Paese. Per un ingegnere italiano uscire dallo Stivale riflette quasi sempre un'opportunità di carriera importante, che permette di far parte di strutture al top e cimentarsi nei campionati più impegnativi del mondo. Una realtà che Italiaracing ha deciso di fotografare incontrando alcuni dei tecnici italiani che si fanno valere all'estero, in un viaggio che inizia dalla Germania, dal DTM e da Ruggero Apriletti, giovane ingegnere di pista in forze al team Bmw RBM Ruggero, raccontaci brevemente il percorso professionale che ti ha portato fino al DTM. "Tralasciando le esperienze precedenti la mia prima promozione a "Race Engineer", quello che noi chiamiamo ingegnere di pista e che ha completa responsabilità su una vettura, è arrivata nel 2005, in World Series by Renault con Avelon Formula. Essendo nato nel dicembre del 1980 avevo appena 24 anni. Allora era il record di precocità del campionato, e credo che lo sia ancora oggi. Sono seguite altre esperienze, ancora in World Series e F.3 Euro Series con la RC Motorsport, dove ho avuto due grandi maestri come Checco Ravera e Roberto Ciura, e poi in GP2 con Coloni e ancora in World Series con Zeta Corse. Poi è arrivato il DTM". Come sei arrivato nella serie tedesca? "Il contatto lo ha creato Alex Zoechling, ingegnere con cui avevo lavorato ai tempi della Coloni. Mi chiamò perché lo raggiungessi per lavorare sulle Mercedes del team Persson a fine 2011, come Performance Engineer. Le cose andarono bene e così l'anno dopo mi trovai a fare da ingegnere di pista a Roberto Merhi. Fu un anno stimolante, ma alla fine della stagione la Mercedes decise di ridurre l'impegno nel campionato tagliando proprio Persson, e così mi trovai senza lavoro. Fu una situazione strana, perché per iniziare l'avventura nel DTM avevo rifiutato molte offerte che a inizio 2012 avevo ricevuto dal mondo delle monoposto, una scelta che alla fine sembrava non aver pagato. Deciso a non mollare a fine dicembre mandai il mio curriculum vitae in Bmw, dove sapevo che stavano cercando personale, e dopo qualche tempo a chiamarmi fu proprio Bart Mampaey, il Team Principal della RBM. Evidentemente avevo passato la prima scrematura, a cui seguirono diversi colloqui, fortunatamente con esito per me positivo". 68
Ruggero Apriletti con l americano Joey Hand 69
VIA DALL ITALIA RUGGERO APRILETTI Si dice che tra le vetture Turismo, le DTM siano le più simili alle monoposto. Credi che la tua esperienza nelle Formule possa aver fatto la differenza nella scelta del team? "Non saprei dirlo. Credo che quando si arriva alla selezione finale in un contesto così competitivo, le professionalità in gioco siano tutte di altissimo livello, e che quindi siano anche considerazioni extra-tecniche a fare la differenza. Se in questo anno e mezzo di lavoro insieme ho imparato a conoscere Bart e la squadra che ha creato, credo che nella sua scelta un grosso peso lo abbia avuto una valutazione di come la persona selezionata si sarebbe integrata nella struttura, anche a livello caratteriale, di come sarebbe andata a influire sul gruppo di lavoro". Impossibile a questo punto non chiederti com'è l'atmosfera nel team durante gli weekend di gara... "È serena come non avevo mai visto altrove. Credetemi, si lavora duro, si hanno momenti buoni come altri più difficili, ma anche quando si incappa in errori non esiste il concetto di sfuriata, e non ci sono discussioni che non siano impostate in modo pacato e costruttivo. Credo che in questo abbia molto peso quanto ho appena detto. Quando Mampaey seleziona gli uomini, lo fa prestando molta attenzione anche al lato caratteriale. Non a caso, in squadra c'è un'altra cosa che non avevo mai visto altrove: una collaborazione totale tra gli staff delle due vetture. L'interazione è continua, la condivisione dei dati assoluta, e credo che alla fine sia anche grazie a questo che l'anno scorso abbiamo chiuso al secondo posto nella classifica team". Passiamo a questioni più pratiche. Arrivando da GP2 e WSR, qual è stato il tuo impatto con il mondo DTM? Cosa ti ha colpito di più? "Senza dubbio la competitività. È il campionato più difficile in cui abbia mai lavorato, e a mio avviso uno dei più difficili al mondo per un ingegnere. Nelle monoposto ero abituato a distacchi di decimi tra le prime file, e a volte anche di un paio di secondi tra la prima e l'ultima vettura in griglia. Qua in Q1 l'intero gruppo, 23 vetture, può essere compresso in sei decimi, la differenza tra entrare in Q2 o restare fuori può essere di appena qualche millesimo. E questo sempre, un fine settimana dopo l'altro. Per noi significa che per fare la differenza bisogna lavorare su ogni minimo dettaglio, molto più che altrove". Eri abituato a interpretare il feedback di piloti che scendevano da monoposto ad alte prestazioni. È stato difficile adattarsi ai resoconti dei piloti DTM? "No, non particolarmente, le differenze le ho avute molto chiare fin da subito. Se le monoposto tendono sempre ad assecondare di più il pilota, premiando in generale una guida molto istintiva, una vettura DTM è invece molto più tecnica. Molti le paragonano a formule a ruote coperte, ma io credo non sia corretto. Hanno meno carico aerodinamico e molto peso in più, quindi credo che come stile di guida si avvicinino di più a un prototipo LMP. Questo significa che per farle andare forte, vanno necessariamente guidate in un certo modo, e il pilota deve tenerne conto". Questo significa che rispetto ad altre categorie il tempo che l'ingegnere passa insieme al pilota è maggiore? "Per quanto mi riguarda assolutamente sì. Lavorare col pilota sulle singole curve per massimizzare la performance è un lavoro che si fa in qualunque campionato, ma qui è maniacale. Si spezzetta ogni curva nelle sue diverse fasi, e per ognuna di esse si cerca di trovare l'approccio più redditizio. E lo si fa con una differenza fondamentale rispetto a GP2 e WSR: là i piloti sono paganti, quindi c'è un limite a ciò che si può chiedere loro, perché alla fine si tratta di clienti che vanno trattati come tali, in certi casi assecondandoli anche quando è controproducente per le prestazioni. Nel DTM invece i piloti sono professionisti pagati per correre, quindi le esigenze del team hanno la precedenza: se una certa scelta di assetto o l'approccio a una tal curva sono vantaggiosi in termini di tempo, il pilota deve accettarli anche se vanno contro a quello che sarebbe il suo approccio istintivo. Questo non significa che siano 'alla nostra mercé', perché in realtà si cerca sempre di andare incontro al proprio pilota. Ogni ingegnere conosce i punti forti così come i limiti del proprio 70
uomo, non tenerne conto sarebbe stupido e controproducente". L'anno scorso lavoravi sulla M3, quest'anno è arrivata la M4. Ci sono grandi differenze tra le due vetture, o l'uso della monoscocca uguale per tutti le limita? "Qui posso dirvi davvero poco, ma quel che è sicuro è che se anche si parte da una base comune come la monoscocca e da molte altre parti che restano comuni o congelate per regolamento, si fa tutto il possibile per migliorare. Oltre a questo, ovviamente, una macchina al debutto ha più margini di sviluppo di una che ha già gareggiato per due intere stagioni. Dal punto di vista delle performance siamo soddisfatti, perché il livello del campionato si è ulteriormente alzato ma noi non ci siamo fatti cogliere impreparati. Audi sembra avere fatto un grosso passo in avanti ma con loro ce la stiamo giocando alla pari, mentre sulla performance pura Mercedes sembra un po' indietro. Va anche sottolineato che finora abbiamo disputato solo due gare, quindi è presto per guidicare. Dopo il quarto round, quello del Norisring, probabilmente avremo un quadro più preciso". Per il 2014 sono arrivati dei cambiamenti regolamentari, con l'eliminazione di un pit-stop e un cambiamento nelle norme di utilizzo delle gomme option. Come è cambiato il vostro lavoro? "Dal punto di vista del pubblico aver tolto un pit-stop ha reso le gare più comprensibili, ma a noi ingegneri è stato tolto uno strumento strategico importante. L'anno scorso proprio grazie a scelte strategiche corrette in un'occasione siamo riusciti a risalire dal 17 al 7 posto, oggi con la sosta singola non sarebbe più possibile. Questo significa che rispetto al 2013 quest'anno la qualifica è più importante, e che quindi in fase di studio dell'assetto, si tende a privilegiarla un po' rispetto alla gara. Anche il limite all'utilizzo delle gomme Option, che oggi non si possono calzare per oltre il 50 per cento della corsa, ha cambiato non poco le cose. L'anno scorso tentare di controllare il proprio passo per far durare le morbide il più possibile era una strategia valida, con cui un pilota come Ekström ad esempio ha ottenuto risultati importanti. Quest'anno una scelta del genere non avrebbe senso, quindi quello che si cerca di fare è semplicemente sfruttare al massimo le maggiori prestazioni delle gomme Option, spremendole al 100% per il limitato numero di giri concessi dal regolamento". Nel tuo ruolo di ingegnere di pista, lavori con Joey Hand. Il fatto che il DTM porti a lavorare a contatto più stretto con il pilota rispetto ad altre realtà favorisce la creazione di rapporti umani più forti? "Senza dubbio. In un weekend di gara sono moltissime le ore che io e Joey dobbiamo passare insieme, che in genere vengono ritagliate tra le sessioni in pista e quelli che sono i suoi imprescindibili impegni con i media. Questo con il passare dei mesi ha favorito il crearsi di un rapporto strettissimo, basato su fiducia e stima reciproca. Non so se a livello di affiatamento possiamo dire di essere la coppia migliore del DTM, ma ci proviamo senza lasciare nulla al caso. Tra una gara e l'altra lui torna negli USA, ma ci sentiamo via Skype con frequenza quasi quotidiana, e io tento di aggiornarlo con la massima precisione riguardo il lavoro di sviluppo che facciamo in officina a Mechelen. Lavoriamo senza sosta anche per migliorare anche il modo in cui comunichiamo fra noi: con solo 90 minuti di Prove Libere che ci devono bastare per preparare la macchina sia per la qualifica che per la gara, sia per le Option che per le gomme Prime, non possiamo permetterci di perdere tempo prezioso per un'incomprensione". Nel 2013 vi siete tolti qualche bella soddisfazione come il quinto posto di Brands Hatch, finendo spesso nella top ten. Quest'anno nelle prime due gare c'è stata qualche difficoltà in più, come interpreti la situazione? "Abbiamo commesso qualche errore, che però credo di aver identificato. Già a Budapest si dovrebbero vedere dei passi avanti. E poi, come detto, il livello del campionato è altissimo. Se piloti ex-f.1 come Hakkinen, Alesi e Coulthard in passato, o Di Resta oggi, fanno fatica ad affermarsi, un motivo c'è... Comunque, per me e Joey quest'anno l'obiettivo minimo è la top ten in campionato, che l'anno scorso abbiamo mancato per poco anche a causa di un po' di sfortuna. Per il team, invece, dopo il secondo posto dell'anno scorso sia nella classifica piloti con Farfus che in quella a squadre, credo che sia più che legittimo puntare a entrambe le corone". Un ultimo cenno al pubblico: venendo dalla GP2 ci si abitua in fretta agli spalti vuoti, com'è il primo impatto con il pubblico del DTM? "Il pubblico è una presenza importante alle gare, non solo in tribuna ma anche nel paddock dove si entra semplicemente acquistando un biglietto. La disponibilità dei piloti verso i tifosi è totale, e questo fa sì che la gente si riversi in massa nel paddock. La gente è talmente tanta che a volte anche raggiungere l'hospitality dal box per il pranzo richiederebbe troppo tempo, e quindi decidiamo di saltare il pasto. C'è un'immagine che è ancora molto viva nella mia mente, e che risale all ultima gara nel 2012, la finale di Hockenheim: c'era in palio il titolo, e il circuito era strapieno. Prima di entrare in pista, il DTM faceva la pre-griglia nell'area del Motodrome: stare sotto quelle tribune che traboccavano di tifosi e bandiere, è qualcosa che difficilmente dimenticherò". 71
72 GT ENDURANCE GARA A SILVERSTONE
Colpo vincente della Bentley curata dagli uomini della M-Sport di Malcolm Wilson TAXI BENTLEY Più che una vettura da corsa ricorda un Cab britannico, ma la Continental nella corsa di casa è stata maledettamente veloce con Smith-Meyrick-Kane prendendosi il lusso di battere Audi e McLaren 73
GT ENDURANCE GARA A SILVERSTONE Claudio Pilia Non è mai facile imporsi nel proprio round di casa, dove la pressione spesso gioca un fattore importante nell andamento del weekend. È ancora meno facile se non ti chiami McLaren o Audi, protagoniste annunciate del 2014. Però, stando a com è andata a finire sul circuito britannico di Silverstone, il team M-Sport e l equipaggio formato da Guy Smith, Andy Meyrick e Steven Kane non pare abbia sentito più di tanto questa pressione. È stata infatti la Bentley Continental la vettura vincitrice del secondo appuntamento della Blancpain Endurance Series, che ha fatto rotta Oltremanica dopo l apertura monzese, in cui si impose la McLaren del team ART. Vittoria per certi versi sorprendente, visto che, in avvio, la Bentley con il numero 7 sulle fiancate si era beccata un drive through di penalità con Smith per non aver alzato il piede in regime di bandiere gialle, perdendo successivamente altro tempo con un parziale stallo di Kane in ripartenza dopo la sua sosta. E invece no: è stato proprio Kane a regalare alla squadra di Malcolm Wilson l importante successo - con l aiuto di una safety-car a 42 minuti dalla fine, entrata a causa dell incidente dell Aston Martin di Schulz nell hangar straight approfittando del compattamento per mettere in pista un grande carattere, culminato con il sorpasso su Soucek, operato davanti ai vecchi box a 20 minuti dalla bandiera a scacchi. Vittoria per la Bentley sulla McLaren, quindi, con l Audi che invece si è dovuta accontentare appena del terzo gradino del podio, peraltro deciso all ultimo giro con un bel forcing finale di Vanthoor su Guilvert. Nella categoria Pro-Am, niente vittoria per l Aston Martin del team MP Motorsport, con Osborne grande protagonista nella fase centrale della gara, poi superato dalla Nissan numero 80 del team RJN, che ha preso definitivamente il comando nell ultimo stint e il primo successo dell anno. Il terzo posto parla italiano, con l equipaggio Cerruti-Amos-Comandini che hanno portato la BMW del team Roal, già vincente a Monza, sul podio. Podio tricolore che ha agguantato anche AF Corse nel Gentlemen Trophy, con Mann-Barreiros-Guedes che hanno conquistato il secondo posto di categoria dietro alla vettura gemella del GT Corse by Rinaldi, vincitrice seppur rallentata da due drive through. Bel podio per la BMW Roal Soucek-Estre-Korjus terzi con la McLaren 74
L'ORDINE DI ARRIVO (PRIMI 20) DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 - Smith-Meyrick-Kane (Bentley Continental) - M Sport - 84 giri 3.01'31"895 2 - Soucek-Estre-Korjus (McLaren MP4-12C) - ART - 1"274 3 - Basseng-Ramos-Vanthoor (Audi R8 LMS) - WRT - 28"649 4 - Ortelli-Sandstrom-Guilvert (Audi R8 LMS) - Sainteloc - 29"487 5 - Wolf-Afanasiev-Dusseldorp (Mercedes SLS) - HTP - 45"974 6 - Primat-Verdonck-Schneider (Mercedes SLS) - HTP - 47"901 7 - Premat-Demoustier-Parente (McLaren MP12/C) - ART - 1'02"468 8 - McMillen-Strauss-Buncombe (Nissan GT-R) - RJN - 1'41"571 9 - Nash-Stippler-Mies (Audi R8 LMS) - WRT - 1 giro 10 - Jelley-Al Harthy-Caine (Aston Martin Vantage) - Oman - 1 giro 11 - Abra-Poole-Osborne (Aston Martin Vantage) - MP - 1 giro 12 - Cerruti-Amos-Comandini (BMW Z4) - ROAL - 1 giro 13 - Clement-Lariche-Armindo (BMW Z4) - TDS - 1 giro 14 - Rizzoli-Gai-Castellacci (Ferrari 458) - Kessel - 1 giro 15 - Leclerc-D'Ambrosio-Tappy (Bentley Continental) - M Sport - 1 giro 16 - Broniszewski/Bonacini/Petrobelli (Ferrari 458) - Kessel - 1 giro 17 - Howard-MacDowall-Lioyd (Aston Martin Vantage) - AMR - 1 giro 18 - Smith-McCaig-Bryant (BMW Z4) - Ecosse - 1 giro 19 - Tandy-Fannin-Appleby (Bentley Continental) - Bentley Racing - 1 giro 20 - Aksenov-Faisca-Chiyo (Nissan GT) - RJN - 1 giro Giro più veloce: Alvaro Parente in 2'01"799 Ritirati 57 giro - Bailey-Schulz 36 giro - Blanchemain-Weerts-Hirschi 13 giro - Gosselin-Lagniez-Sourd 12 giro - Frey-Barth-Gardel 7 giro - Mowle-Johnston-Ratcliffe Terzo gradino del podio per l'audi di Basseng-Ramos-Vanthoor Ortelli-Sandstrom-Guilvert quarti con l'audi CERRUTI SUL PODIO NELLA SUA PRIMA 2014 Grandi soddisfazioni per Michela Cerruti nel Regno Unito. Al ritorno nella Blancpain Endurance Series, la pilotessa milanese ha ripreso da dove aveva lasciato, centrando il terzo gradino del podio Pro-Am con il team Roal Motorsport. Si tratta dello stesso risultato che aveva ottenuto alla sua ultima apparizione nel 2013 al Nurburgring. Michela, che divideva la BMW Z4 GT3 ufficiale del team di Roberto Ravaglia con Stefano Comandini ed Eugenio Amos, ha condotto la vettura nello stint centrale mostrando velocità e costanza di rendimento. Dopo una prima ora, in cui Comandini aveva ottimamente recuperato dopo un contatto, e dopo la prova di classe della Cerruti, un problema nel fissaggio di una delle ruote aveva messo seriamente a rischio il podio. Nel finale tuttavia, Eugenio Amos ha completato il lavoro dei compagni, recuperando una posizione e riuscendo nel contempo a difendersi dal ritorno di un altro avversario. Dopo la bella soddisfazione nel Northamptonshire, Michela tornerà "in casa" per la prossima gara dell'auto GP 2014 in programma il prossimo weekend a Monza. E andata veramente molto bene. Questo podio ce lo siamo sudato ed è stato bello tornare nel campionato col team Roal e conquistare un altro podio dopo quello dello scorso anno al Nurburgring. Nonostante le difficoltà incontrate durante le prove, quando a causa della pioggia abbondante non avevamo potuto provare l assetto della macchina, in qualifica ci siamo tenuti nella top-10 in Pro-Am, un piazzamento forse migliorabile ma che evidenzia dei buoni progressi. In gara abbiamo lavorato bene. Il mio stint è stato abbastanza regolare: mi sono tenuta sui tempi dei piloti di vertice riportando la vettura ai box nelle zone alte della classifica. Nonostante i secondi persi in occasione dell'ultima sosta, Amos ha fatto un ottimo lavoro, completando al meglio la prova della squadra. 75
WTCC GARE AL SALZBURGRING LOPEZ FREGA TUTTI L argentino guida la classifica generale ed è sempre più la sorpresa del campionato, capace di battere i suoi compagni di squadra Muller e Loeb, francesi e mostri sacri delle ruote coperte 76
Lopez si conferma leader del campionato 77
WTCC GARE AL SALZBURGRING Claudio Pilia Dire che la Citroen non abbia fatto la scelta giusta, puntando su José Maria Lopez, sarebbe una grande falsità. Proprio così, perché l argentino, dopo l apparizione-spot nella gara di casa dello scorso anno, ha messo in mostra tutte le sue potenzialità e la sua voglia di rivalsa dopo una carriera piena e corposa con le monoposto, ma non troppo fortunata nel momento decisivo, ovvero il passo verso la F.1. Una voglia che, quest anno, sta venendo fuori e che si è vista ancora una volta nel round austriaco del WTCC, al Salzburgring, il weekend appena passato. Un terzo posto in gara 1, ma soprattutto la vittoria di rimonta in gara 2 sono un bilancio che lo porta ampiamente in vetta al campionato, da solo a 179 punti, contro i 138 (41 in meno!) agguantati da un Yvan Muller vincitore della prima corsa - che, partito come leader della squadra alla vigilia del campionato, è già finito due volte a secco di risultati. Riscontri decisamente inaspettati, così come il passo della Citroen, che anche nel velocissimo tracciato ad est di Salisburgo si è confermata l auto da battere, proprio con Lopez e Muller. RML LAVORA BENE HONDA POCA VELOCITÀ Ma questa volta la Chevrolet si si è fatta vedere nelle posizioni di vertice. Sia in qualifica (con la pole position conquistata sul campo, poi cancellata per una bandiera gialla nel Q1, da Gianni Morbidelli) sia in gara, con le ottime prove di Tom Coronel. Tutto sommato, pur senza più il supporto ufficiale della Casa, i fatti confermano come in casa RML si sia lavorato bene in inverno, dando alla nuova Cruze TC1 un motore prestazionale e un interessante telaistica. Qualche timido segnale di ripresa, seppur con affanno come sottolineato candidamente dai piloti - l ha mostrato anche la Honda, la quale, pur con limiti evidenti sulla velocità di punta (i tanti sorpassi subiti, con una facilità disarmante, ne sono la prova), ha saputo trovare degli ottimi piazzamenti, soprattutto in gara 2, dove ha piazzato ben tre Civic tra il secondo e il quarto posto. Chi non mostra miglioramenti, invece, è la Lada, fanalino di coda tra le Case impegnate nel Mondiale Turismo; dispiace solo che piloti come Rob Huff e James Thompson non possano esprimersi al massimo delle loro capacità. Bel weekend per Coronel 78
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1 DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 - Yvan Muller Citroen C-Elysée Citroen 15 giri in 20'56"737 2 - Tom Coronel Chevrolet Cruze Roal 3"840 3 - José Maria Lopez Citroen C-Elysée Citroen 4"276 4 - Sébastien Loeb Citroen C-Elysée Citroen 5"427 5 - Tiago Monteiro Honda Civic Honda Jas - 12"403 6 - Tom Chilton Chevrolet Cruze Roal 12"945 7 - Mehdi Bennani Honda Civic Proteam 13"566 8 - Gabriele Tarquini Honda Civic Honda Jas 14"868 9 - Norbert Michelisz Honda Civic Zengo 15"672 10 - Gianni Morbidelli Chevrolet Cruze Munnich - 16"184 11 - René Munnich Chevrolet Cruze Munnich 25"974 12 - Rob Huff Lada Granta Lada 27"778 13 - James Thompson Lada Granta Lada 31"278 14 - Mikhail Kovlovskiy Lada Granta Lada 41"924 15 - Fran Engstler BMW 320 TC Engstler 1'20"251 16 - John Filippi Seat Leon Campos 1 giro 17 - Pasquale Di Sabatino BMW 320 TC Engstler 1 giro Giro più veloce: José Maria Lopez in 1'22"571 Ritirati 5 giro - Dusan Borkovic 4 giro - Hugo Valente Morbidelli in lotta con Lopez L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2 DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 - José Maria Lopez Citroen C-Elysée Citroen 17 giri 51'59"898 2 - Gabriele Tarquini Honda Civic Honda Jas 1"683 3 - Tiago Monteiro Honda Civic Honda Jas - 2"554 4 - Norbert Michelisz Honda Civic Zengo 3"651 5 - Tom Coronel Chevrolet Cruze Roal 3"908 6 - Gianni Morbidelli Chevrolet Cruze Munnich - 4"466 7 - Sébastien Loeb Citroen C-Elysée Citroen 4"758 8 - Mehdi Bennani Honda Civic Proteam 5"418 9 - René Munnich Chevrolet Cruze Munnich 10"074 10 - Mikhail Kovlovskiy Lada Granta Lada 15"288 11 - Fran Engstler BMW 320 TC Engstler 27"754 12 - John Filippi Seat Leon Campos 34"568 13 - Pasquale Di Sabatino BMW 320 TC Engstler 35"070 Giro più veloce: José Maria Lopez in 1'23"864 Ritirati 6 giro - Hugo Valente 1 giro - Yvan Muller 1 giro - Tom Chilton 1 giro - Dusan Borkovic 1 giro - James Thompson 1 giro - Rob Huff Muller ha vinto gara 1 Il campionato 1.Lopez 179 punti; 2.Muller 138; 3.Loeb 134; 4.Monteiro 96; 5.Tarquini 74; 6.Morbidelli 60; 7.Coronel 58; 8.Chilton, Michelisz 54; 10.Valente 47. Tarquini secondo in gara 2 79
CLIO CUP GARE A SPIELBERG Iacone vincitore di gara 2 e leader del campionato IACONE RECITA DA Il pilota della Essecorse dopo una prima corsa condizionata da un problema tecnico, si è rifatto nella seconda e mantiene la testa del campionato. Ma dovrà guardarsi da Nogues, brillante vincitore della prima frazione e secondo in classifica generale Dario Sala Il secondo appuntamento della Clio Cup italia al Red Bull Ring, oltre ad aver regalato due gare spettacolari, ha cominciato a delineare le gerarchie della serie 2014. Simone Iacone se ne torna a casa dall'austria mantenendo la leadership del campionato grazie alla vittoria in gara due. Per il pilota della Essercorse il risultato avrebbe potuto essere più tondo se nella prima frazione non avesse patito un problema al differenziale che lo ha tolto dalla lotta per la vittoria e relegato in sesta posizione. Ad approfittarne è stato così uno splendido Oscar Nogues che ha vinto in maniera perentoria confermando il suo ruolo di favorito della vigilia. Nogues ha preceduto sul traguardo Lorenzo Nicoli e Massimo Ferrari entrambi bravi a districarsi dalla bagarre che ha infiammato la gara nelle prime fasi. In gara due, lo spagnolo della Rangoni Corse è poi arrivato terzo dopo aver rimediato un drive-through per aver tamponato Melatini, lasciando via libera a Iacone. Sembra chiaro che il ruolo dello sfidante tocchi a lui e nelle prossime gare c'è da giurare che i due torneranno a vedersi da molto vicino e regalare altri accesi duelli. Altri protagonisti sono però attesi visto al sui saliscendi della Stiria si sono messi in luce anche Massimo Ferraro e Lorenzo Nicoli molto bravi a portare a casa punti. E' chiaro però che piloti del calibro di Christian Ricciarini, rientrato nella serie con Composit, o Michele Puccetti sono attesi nei ruoli di protagonisti. Entrambi hanno mostrato un potenziale che li porterà a lottare per il primato. Il campionato si infiamma. 80
Terzo e secondo, ottimo weekend per Ferraro LEADER Nicoli secondo in gara 1 L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1 DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 Oscar Nogues Rangoni 14 giri 25'29 108 2 Lorenzo Nicoli Rangoni 5 448 3 Massimo Ferraro Melatini/Veregra 9 447 4 Ivan Pulic Lema 10 903 5 Simone Iacone Essercorse 18 762 6 Michele Puccetti Rangoni 22 603 7 Simone Melatini Melatini/Veregra 23 188 8 Enrico Bettera MC 34 603 9 Christian Ricciarini Composit 24 908 10 Zeljko Cumurdzic Lema 43 419 11 Daniele Pasquali Composit 43 533 12 Lorenzo Pegoraro Oregon 51 027 Giro più veloce: Oscar Nogues 1'48 094 Ritirati 1 giro Luciano Gioia L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2 DOMENICA 25 MAGGIO 2014 1 Simone Iacone - Essercorse 14 giri 2 Massimo Ferraro Melatini/Veregra - 7 083 3 Oscar Nogues Rangoni - 12 777 4 Enrico Bettera MC - 16 106 5 Daniele Pasquali Composit - 16 569 6 Michele Puccetti Rangoni - 17 562 7 Luciano Gioia Composit 18 542 8 Chrstian Ricciarini Composit 21 167 9 Lorenzo Nicoli Rangoni 24 845 10 Lorenzo Pegoraro Oregon 51 489 Giro più veloce: Oscar Nogues 1'48 373 Ritirati 1 giro Melatini 1 giro Cumurdzic Il campionato 1.Iacone 79; 2.Nogues 65; 3.Puccetti 53; 4.Ferraro 43; 5.Nicoli 40; 6.Pulic 30; 7.Melatini 25; 8.Gioia 22; 9.Bettera 16; 10.Pasquali 13. Nogues in piena bagarre 81
82 L INTERVISTA ROBERT KUBICA
IL MIO PROBLEMA SONO LE CURVE LENTE Con la solita franchezza il pilota polacco analizza con lucidità le difficoltà affrontate nei primi cinque mesi del Mondiale Rally 83
IL PERSONAGGIO ROBERT KUBICA Quando arrivo in una curva da affrontare a bassa velocità cerco di evitare di controsterzare, perché dicono sia una perdita di tempo. Ma sulla terra è necessario avere più spazio ed è proprio su questo che debbo concentrarmi. Io guido troppo pulito e arrivo in queste curve senza nessun margine d'errore Con solo sette gare del Mondiale disputate nel 2013 e con tutti gli occhi puntati addosso, Robert Kubica si è trovato quest'anno ad affrontare una stagione completa nella massima serie di corse su strada. Lo ha fatto alla sua maniera, ponendosi obiettivi ben precisi, ma che inevitabilmente lo hanno portato spesso e volentieri all'errore. In questa intervista rilasciata a Wrc.Com il campione polacco esamina lucidamente questi primi mesi di gare e in maniera molto intelligente ammette di aver fatto un passo indietro per poter progredire ancora. «Quello che voglio prima di tutto ricordare è che io arrivo dalla categoria regina dei circuiti dove ero protagonista. Competitivo come lo sono stato in tutte le altre categorie in cui ho corso. E quindi disputare dei rally solo per essere al traguardo non è divertente per me, non mi piace affatto». Ragazzo molto intelligente, Robert comunque è capace di analizzare molto bene la situazione in cui si è venuto a trovare in questo primo anno di WRC, soprattutto tenendo anche contro delle proble- matiche inerenti la stesura delle note. «Quello che trovo davvero difficile è far capire alle persone che certi errori possono dipendere dall'obiettivo iniziale che ci si è posti. Se qualcuno gareggia per puro piacere personale o per andare a spasso ok, ma questo non è il mio caso. Io voglio puntare al livello più alto possibile, e viaggiare a due secondi al chilometro dai migliori non mi porterebbe da nessuna parte. Data la mia esperienza limitata ho cercato soprattutto di migliorare nella velocità e nella stesura delle note. Ma forse l'ho fatto troppo presto, quindi ora cercherò maggiormente di concentrarmi su certi errori da non ripetere. Devo capire che per il momento è più importante e produttivo guidare più lentamente, cambiando anche il modo di dettare le note". All'esordio nel WRC al Rally di Portogallo del 2013, Kubica si è trovato a dover affrontare la differenza tra l'attuale Fiesta WRC e la DS3 RRC dell'anno scorso, ma quello che sembra aver influito di più è la differenza tra asfalto e sterrato. «Io scrivo note utilizzando il raggio di sterzata. Ho sviluppato il mio sistema su asfalto e devo dire che funziona bene perché sulle strade catramate ho sempre avuto un buon ritmo, anche su prove speciali del tutto nuove. Il problema arriva sulla terra a cominciare dalle vibrazioni e dai dislivelli. In un rally, in particolare sulla terra, il fatto di essere in salita o in discesa ha effetti diversi particolarmente in frenata. E durante le ricognizioni ci sono un sacco di cose nuove che tendo a trascurare. Situazioni che parrebbe semplice ricordare, ma che sono difficili da mettere a fuoco quando si deve rimanere dodici ore in macchina con solo venti minuti di pausa. Ma la cosa buffa è che il novanta per cento dei miei errori li ho commessi in curve lente. E questo il mio grosso problema, perché per oltre vent'anni sono stato abituato a guidare monoposto molto veloci, e invece sulla terra la guida è molto lenta per il mio stile. Quando arrivo in una curva da affrontare a bassa velocità cerco di evitare di controsterzare, perché dicono sia una perdita di tempo. Ma sulla terra è necessario avere più spazio ed è proprio su questo che debbo concentrarmi. Io guido 84
troppo pulito e arrivo in queste curve senza nessun margine d'errore. Devo pensare a così tante cose che ho al tendenza a dimenticarmi di questo problema». Il polacco non ha comunque paura delle sfide a cui è atteso: «sapevo che quest'anno sarebbe stato difficile per me, soprattutto all'inizio. Speravo di non soffrire troppi incidenti,ed ho fatto troppi errori nella prima parte di stagione, ma contrariamente a quello che può pensare la gente, gli incidenti non mi spaventano. Sapevo che la maggior parte dei guai che ho affrontato sarebbero arrivati, il problema è che sono arrivai tutti in una volta. Non è come nel tennis o nel calcio dove si può giocare tutti i giorni, io gareggio nei rally e quando commetto un errore lo sanno tutti. E questo l'ho pagato caro». Kubica infine ammette di aver pensato di gareggiare un altro anno ancora nel WRC2. «Ho parlato con due o tre piloti di questo, che mi hanno spiegato che comunque nel WRC tutto sarebbe stato diverso, e così mi son chiesto che interesse avrei avuto a rimanere ancora nel WRC2». 85
KARTING EUROPEO A LA CONCA Un duello che rappresenta la metafora attuale del nostro karting. Il russo Mazepin lotta ai ferri corti con Alessio Lorandi. Saprà, il talento di Lorandi, fronteggiare l avanzata dei piloti dell est, spinti dalle inesauribili risorse garantite loro dal gas? Foto FormulaK LOR 86
L apertura dell'europeo per le categorie KF e KFJ, andata di scena sull'impianto di Muro Leccese, è stata la prima gara titolata CIK-FIA dell anno ed ha confermato alcune nostre convinzioni. La cronaca dell'evento ci ha consegnato due inglesi, Illot (KF) ed Ahmed (KFJ), vincitori, e tanti ragazzi provenienti da Russia e Asia. Gli italiani sono bravi, ma pochi, anzi, pochissismi ANDI & LORANDI CONTRO TUTTI 87
KARTING EUROPEO A LA CONCA KFJ - AHMED GUIDA IL PLOTONE DEL COMMONWEALTH Enaan Ahmed, giovane pilota con chiare origini indiane, ha fatto sua la KF Junior davanti ad un plotone di connazionali (composto da Fewtrell, Martin, Ticktum e Tillet), un paio di ottimi tedeschi (Beckmann e Mick Jr), un'emergente duo texano (Sargent e De Francesco), le oramai immancabili promesse russe (Vartanyan e Petrov) ed un solo, isolato ed indomito, italiano, Leonardo Lorandi, giunto quinto in finale. Lorandi è certamente veloce e promettente, ma è l'unico talento tricolore che si sta facendo valere in campo internazionale e che farà sentire il suo peso anche nelle prossime gare. Proseguendo nell'analisi della situazione, non possiamo fare altro che continuare a leggere, un po' sconsolati, la classifica della prima gara CIK. Inglesi, tedeschi, un finlandese, un altro americano, un indiano e... al quattordicesimo posto scorgiamo la seconda bandierina tricolore. Facciamo scivolare il dito e scorgiamo il nome di Lorenzo Travisanutto. Quest'ultimo è all'ultimo anno in KFJ, come Leonardo Lorandi, e da lui ci attendevamo, francamente, qualcosa in più, viste le premesse, ed in virtù di quanto mostrato nei due anni trascorsi. La stagione è appena iniziata e Travisanutto avrà modo di mettersi in mostra e far vedere quanto vale. Lorenzo ha il piede per stare nelle prime posizioni e, per questo, siamo così intransigenti con lui, attendendoci che tinga di tricololre italico il vertice della classifica, dando manforte all isolatissimo Lorandi. KF - LORANDI AL TOP PULCINI TRA F.4 E KART Anche la categoria dei più maturi piloti della KF annovera uno stuolo di sudditi della regina Elisabetta che stanno crescendo magnificamente. Callum Illiot è uscito vincitore dalla prima dell Europeo e per questo deve essere citato, ma il vero astro è Lando Norris, arrivato dalla KFJ e subito volato al vertice delle classifiche. Inglese è anche il Campione del Mondo in carica Joyner, ma lui è pilota professionista a tutti gli effetti, vista l età. In KF di italiani di valore ce ne sono, ad iniziare dal primo che troviamo nella classifica dell Euro, Felice Tiene, quinto. Ma anche per il bravo campano, trattasi di pilota esperto, da considerare un professionista e non un giovane in rampa di lancio. Pronto a volare è Alessio Lorandi, Campione del Mondo di KFJ ed al primo anno in KF, il bresciano si sta facendo valere. Lorandi è partito forte nella Winter Cup ed ancora meglio aveva fatto nella prima della WSK Champions, al momento ha fatto registrare una leggera flessione, ma il suo rendimento è ben sopra il sette (tanto per dare un voto). Difficile da giudicare è il kartista Italiaracing 2013, Leonardo Pulcini, frenato da un infortunio ad inizio anno, rientrato nella bagarre con un nuovo team a stagione iniziata ed ora pronto a debuttare nelle monoposto con la F.4. Il resto delle valutazioni sulla KF, sono molto simili a quelle fatte precedentemente per la KFJ. Ci sono tanti inglesi, pochi italiani, alcuni ottimi russi ed un buon numero di nord europei. Consoliamoci registrando una esigua presenza di piloti francesi di rilievo. Escludendo l ancora acerbo Aubry, l FFSSA (Federazione Francese) ha da lavorare per trovare un altro Boccolacci. Enaam Ahmed (GBR), vincitore della prima gara 2014 CIK-FIA European KF-Junior Championship, La Conca/ITA, 11/05/2014. Photo CIK/KSP Alessio Lorandi sul podio, da vincitore, della prima gara della WSK Champions di KF a La Conca, dominata dall iridato di KFJ lo scorso marzo. Al suo fianco il polacco Basz (sinistra) ed il danese Nielsen (destra) La partenza della pre-finale del Campionato Europeo di KF- Junior Final. In prima fila ci sono I due americani De Farncesco (N.223) e De Paw (n.260). Alle loro spalle si distingue Leonardo Lorandi (n.206), circondato da Mick Jr, Anaam (n.202), Pull (n.219) e Martinez (n.238) Photo CIK/KSP CLASSIFICA CAMPIONATO EUROPEO KFJ (prime cinque posizioni). Dopo la prima gara. Callum Illiot (GBR) punti 34 Lando Norris (GBR) punti 26 Niko Kari (FIN) punti 20 Pedro Hiltbrand (SPA) punti 19 Felice Tiene (ITA) punti 18 88
Il podio del campionato Europeo KF CIK-FIA. Da sinsitra Niko Kari (FIN), Callum ILott (GBR) & Lando Norris (GBR) Photo CIK/KSP CAMPIONATI CSAI SENZA CONTENUTI TECNICI Sin dall'inizio della stagione abbiamo visto giovanissimi quali Ahmed, Fewtrell, Vartanyan, Mick Jr, Sargent, De Francesco, Ticktum e Lorandi. Tutti ragazzini che hanno mangiato la polvere nelle stagioni passate, sgomitando dietro Lorandi (Alessio), Norris, Daruvala, Mazepin e Pulcini, oggi protagonisti della KF. Questi ragazzi sono già tre stagioni che battono le piste internazionali, correndo in WSK, gare CIK ed eventi spot, senza sosta e con grande costanza. Hanno alle spalle gruppi importanti e famiglie dalle risorse poderose, come è il caso dei petrolieri De Francesco, Norris, o del magante russo Mazepin (papà). Tutti questi piloti non hanno, però, un talento superiore ai nostri. Pertanto è legittimo chiedersi dove e come i nostri possono essere aiutati e guidati in modo serio e disinteressato (parola desueta), nel confronto con avversari dai budget mastodontici? Lorandi è l'unico che ha, sulla carta, un roseo futuro automobilistico, grazie al piede, alla sfrontatezza e al budget. A poco serve un Campionato Italiano CSAI che lancia qualche ottimo nome nella Mini, come Nicola Abrusci, ma che non ha i contenuti tecnici per dare sostegno alla carriera di un giovane. Così una piccola speranza per vedere qualche kartista itliano presto alla ribalta la riponiamo nei monomarca, in primis Rok, Easy Kart e Rotax. Non mancheremo di buttare uno sguardo a questi campionati. CLASSIFICA CAMPIONATO EUROPEO KFJ (prime sei posizioni). Dopo la prima gara Enaam Ahmed (GBR) punti 31 Devlin De Francxesco (USA) punti 26 Logan Sargeant (USA) punti 20 Mick Junior (GER) punti 18 Alexander Vartanyan (RUS) punti 17 Leonardo Lorandi (ITA) punti 11 Max Fewtrell (GBR) punti 11 89
I CALENDARI 2014 DOMENICA PER DOMENICA Test FIA F.3 7-8 ottobre a Imola Test World Series Renault 21-22 ottobre a Jerez 3-4-5 novembre ad Alcaniz... 1 giugno Moto GP al Mugello Indycar a Detroit (2) USCC a Detroit World Series Renault 3.5 a Spa Eurocup Renault 2.0 a Spa F.Renault NEC Junior a Spa FIA F.3 European a Budapest DTM a Budapest Super GT ad Autopolis Nascar a Dover Stock Car Brazil a Ribeirao Preto Auto GP a Monza GT Italia a Monza CIP a Monza Italiano WRC Salento CIVM Trofeo Scarfiotti 8 giugno F.1 a Montreal Mondiale Rally in Sardegna Indycar a Fort Worth WTCC a Mosca GT Open a Portimao F.3 Open a Portimao Formel 3 a Spielberg Adac GT a Spielberg F.Renault ALPS a Spa F.4 Italia ad Adria F.Junior ad Adria Nascar a Pocono Nascar Euro Series a Brands Hatch Italiano Rally Sardegna Trofeo Rally Terra Sardegna 15 giugno Moto GP a Montmelò WEC - 24 Ore di Le Mans Formel 3 a Hockenheim F.Renault NEC a Hockenheim Nascar a Michigan Clio Cup ad Adria Coppa Italia ad Adria RS Cup ad Adria Targa Tricolore Porsche ad Adria 2000 Light ad Adria CIVM Passo dello Spino 22 giugno F.1 a Spielberg GP2 a Spielberg GP3 a Spielberg FIA F.3 European a Spa WTCC a Spa GT Open a Jerez F.3 Open a Jerez British F.3 Snetterton Euro V8 Series a Brno EuroGTSprint a Brno Nascar a Sonoma V8 Supercars a Hidden Valley Europeo Rally in Belgio Italiano WRC Marca Trevigiana 29 giugno Mondiale Rally in Polonia Moto GP ad Assen Indycar a Houston (2) USCC a Watkins Glen World Series Renault 3.5 a Mosca Eurocup Renault 2.0 a Mosca FIA F.3 European al Norisring DTM al Norisring Blancpain Endurance Le Castellet Trofeo Lamborghini a Le Castellet Nascar a Kentucky Auto GP a Imola F.4 Italia a Imola CITE a Imola CIP a Imola CIVM Coppa Teodori 6 luglio F.1 a Silverstone GP2 a Silverstone GP3 a Silverstone Indycar a Pocono Indy Lights a Pocono F.3 Masters a Zandvoort Blancpain GT Sprint a Zandvoort GT Open a Budapest F.3 Open a Budapest F.Renault ALPS a Monza Clio Cup a Monza Coppa Italia a Monza Targa Tricolore Porsche a Monza RS Cup a Monza Nascar a Daytona 90
Nascar Euro Series a Tours V8 Supercars a Townsville Italiano Rally San Marino Trofeo Rally Terra San Marino CIVM Trento-Bondone 13 luglio Moto GP al Sachsenring Indycar a Iowa USCC a Mosport World Series Renault 3.5 al Nurburgring Eurocup Renault 2.0 al Nurburgring F.Renault NEC Junior al Nurburgring Super Formula al Fuji FIA F.3 European a Mosca DTM a Mosca Nascar a Loudon GT Italia al Mugello CITE al Mugello CIP al Mugello F.4 Italia al Mugello F.Renault 1.6 Nordic a Falkenberg 20 luglio F.1 a Hockenheim GP2 a Hockenheim GP3 a Hockenheim Indycar a Toronto (2) Indy Lights a Toronto Auto GP a Spielberg ELMS a Spielberg Super GT a Sugo GT Open a Silverstone F.3 Open a Silverstone Coppa Italia a Magione RS Cup a Magione 2000 Light a TBA Nascar Euro Series al Nurburgring Europeo Rally in Estonia CIVM Coppa Selva di Fasano 27 luglio F.1 a Budapest GP2 a Budapest GP3 a Budapest British F.3 a Spa F.Renault NEC a Spa Blancpain Endurance Spa (24 Ore) Trofeo Lamborghini a Spa USCC a Indianapolis Nascar a Indianapolis CIP a Magione 3 agosto Mondiale Rally in Finlandia Indycar a Lexington Indy Lights a Lexington FIA F.3 European a Spielberg DTM a Spielberg F.Renault NEC Junior ad Assen F.4 Italia a Magione WTCC a Rio Hondo Nascar a Pocono V8 Supercars a Ipswich Stock Car Brazil a San Paolo CIVM Cronoscalata del Reventino 10 agosto Moto GP a Indianapolis USCC a Elkhart Lake Super GT al Fuji Adac GT al Slovakia Ring F.Renault 1.6 Nordic a Parnu Nascar a Watkins Glen 17 agosto Moto GP a Brno Indycar a Milwaukee Indy Lights a Milwaukee Auto GP al Nurburgring FIA F.3 al Nurburgring DTM al Nurburgring Nascar a Michigan Stock Car Brazil a Cascavel 24 agosto F.1 a Spa GP2 a Spa GP3 a Spa Mondiale Rally in Germania Indycar a Sonoma Indy Lights a Sonoma Super Formula a Motegi USCC a Danville Blancpain GT Sprint al Slovakia Ring Nascar a Bristol V8 Supercars a Ipswich F.Renault 1.6 Nordic a Knutstorp CIVM Trofeo Fagioli 91
I CALENDARI 2014 DOMENICA PER DOMENICA 92 31 agosto Moto GP a Silverstone Indycar a Fontana Super GT a Suzuka Formel 3 al Nurburgring Adac GT al Nurburgring British F.3 a Brands Hatch F.Renault NEC a Most F.Renault NEC Junior a Zolder Nascar ad Atlanta Stock Car Brazil a Curitiba GT Italia a Le Castellet Europeo Rally in Repubblica Ceca Italiano Rally Friuli 7 settembre F.1 a Monza GP2 a Monza GP3 a Monza Blancpain GT Sprint a Portimao GT Open a Spa F.3 Open a Spa EuroGTSprint a Magny-Cours F.Renault ALPS al Mugello Clio Cup al Mugello Coppa Italia al Mugello Targa Tricolore Porsche al Mugello RS Cup al Mugello F.Renault 1.6 Nordic a Solvalla CIP a Varano F.Junior a Varano Nascar a Richmond Trofeo Rally Terra Costa Smeralda CIVM Coppa Carotti 14 settembre Mondiale Rally in Australia Moto GP a Misano World Series Renault 3.5 a Budapest Eurocup Renault 2.0 a Budapest Super Formula ad Autopolis ELMS a Le Castellet DTM al Lausitzring Formel 3 al Lausitzring WTCC a Sonoma Formula E a Pechino British F.3 a Donington Nascar a Chicago V8 Supercars a Victoria Stock Car Brazil a Nova Santa Rita F.4 Italia a Vallelunga GT Italia a Vallelunga CITE a Vallelunga Italiano WRC San Martino di Castrozza 21 settembre F.1 a Marina Bay Formel 3 al Sachsenring Adac GT al Sachsenring Euro V8 Series al Sachsenring Blancpain Endurance al Nurburgring (1000 Km) Trofeo Lamborghini al Nurburgring F.Renault NEC al Nurburgring WEC ad Austin USCC ad Austin Nascar a Loudon Europeo Rally a Cipro Italiano Rally Adriatico CIVM Pedavena Croce 28 settembre Moto GP ad Alcaniz World Series Renault 3.5 a Le Castellet Eurocup Renault 2.0 a Le Castellet Super Formula a Sugo DTM a Guangzhou GT Open a Monza F.3 Open a Monza F.4 Italia a Monza 2000 Light a Monza F.Renault 1.6 Nordic a Mantorp Park CITE a Pergusa Nascar a Dover Stock Car Brazil a Salvador
5 ottobre F.1 a Suzuka Mondiale Rally in Francia USCC a Braselton Super GT a Buriram Formel 3 a Hockenheim Adac GT a Hockenheim Euro V8 Series a Hockenheim F.Renault ALPS a Jerez F.Renault NEC Junior a Spa Nascar a Kansas City Coppa Italia a Imola Targa Tricolore Porsche a Imola 12 ottobre F.1 a Sochi GP2 a Sochi GP3 a Sochi Moto GP a Motegi WEC al Fuji Blancpain GT Sprint a Zolder FIA F.3 European a Imola GT Italia a Imola CIP a Imola EuroGTSprint a Imola WTCC a Shanghai Nascar a Charlotte Nascar Euro Series a Le Mans V8 Supercars a Bathurst Stock Car Brazil a Curitiba Europeo Rally in Romania Italiano Rally Due Valli 19 ottobre Moto GP a Phillip Island World Series Renault 3.5 a Jerez Eurocup Renault 2.0 a Jerez FIA F.3 European a Hockenheim DTM a Hockenheim Blancpain GT Sprint a Zolder Auto GP a Estoril ELMS a Estoril GT Open a Montmelò F.3 Open a Montmelò F.4 Italia a Montmelò F.Renault NEC Junior a Zandvoort Formula E a Putrajava Nascar a Talladega Italiano WRC Como 26 ottobre Mondiale Rally in Spagna Moto GP a Sepang WTCC a Suzuka Nascar a Martinsville V8 Supercars a Surfers Paradise GT Italia a Monza CITE a Monza Clio Cup a Vallelunga Coppa Italia a Vallelunga RS Cup a Vallelunga F.Junior a Franciacorta Europeo Rally in Svizzera 2 novembre F.1 ad Austin WEC a Shanghai Blancpain GT Sprint a Baku Nascar a Fort Worth Stock Car Brazil a Taruma 9 novembre F.1 a San Paolo Super Formula a Suzuka Moto GP a Valencia Nascar a Phoenix F.Junior a Varano Europeo Rally in Corsica 16 novembre Mondiale Rally in Gran Bretagna WEC ad Al Sakhir Super GT a Motegi WTCC a Macao F.3 a Macao Nascar a Miami V8 Supercars a Phillip Island Stock Car Brazil a Brasilia 23 novembre F.1 a Yas Marina GP2 a Yas Marina GP3 a Yas Marina Finali Mondiali Trofeo Lambo a Sepang 30 novembre WEC a San Paolo 7 dicembre V8 Supercars a Sidney 13 dicembre Formula E a Punta del Este 10 gennaio 2015 Formula E a Buenos Aires 93
Una nuova avventura ci aspetta! Per tutto lo scorso anno Cuore nelle Corse, la nostra rubrica di cultura e passione sportiva curata in collaborazione da Italiaracing e dall ing Andrea Toso della Dallara, ci ha tenuto compagnia esplorando l articolatissimo e affascinante mondo del motorsport in tutti i suoi aspetti. Da questo numero Cuore nelle Corse torna sotto forma di appuntamento per tutti coloro che hanno una curiosità, un dubbio, un ricordo, una proposta da sottoporre e condividere all ingegner Toso e alla comunità dei lettori di Italiaracing. Con questo nuovo formato ci proponiamo di essere multimediali e interattivi, sterzando con agilità fra le pagine del nostro Magazine e la rete di internet e dei social network, e vi invitiamo quindi a visitare i nostri account Twitter e Facebook CUORE NELLE CORSE e ad inviare le vostre domande e le vostre proposte all indirizzo mail cuoredellecorse@gmail.com