Atelier dei liberi pensieri WELCOME Nel nuovo quartiere trendy di Amburgo, un edificio dalle molte vicissitudini è diventato la casa-laboratorio di Max Wehberg, designer e scenografo Produzione e testo di Kerstin Rose Foto Christian Schaulin D 30 22 FEBBRAIO 2008 Nell atelier, scrivania in truciolare e piano in rovere impiallacciato. Sedia di Charles Eames. Sul cavalletto: ritratto dei nonni di Max Wehberg. Accanto, Max al lavoro. Sopra, immagine dell allestimento teatrale Leonce und Lena (Lucerna). Foto Ingo Hoehn. 22 FEBBRAIO 2008 D 31
La semplicità è intelligente. Come il tavolo in pino lucidato, con il piano e le gambe a incastro che si reggono a vicenda, senza viti Cucina e zona pranzo. Bancone in cemento poroso con piani in formica, a parete. Luci sul bancone: Dirk Danielsen. Luci sul tavolo: Straußeneier. D 32 22 FEBBRAIO 2008 Lo spazio comincia a farsi stretto, nel quartiere amburghese di Ottensen/Altona. Negli ultimi anni, i cittadini si sono trasferiti in massa nella ex zona dei portuali, dove, ai palazzi di fine 800 con i decori a stucco, si alternano rigorosi edifici degli anni 50-60 e ville chic di epoca più recente. I capannoni nei cortili interni sono il regno dei creativi e degli artigiani-artisti. Come Max Wehberg, designer, progettista e scenografo, che ha trasformato uno di questi ex spazi industriali in un loft-atelier. «Quando l ho visto, sembrava una galera». In effetti, durante la Prima guerra mondiale lo spazio era stato adibito proprio a quello scopo. Poi ha ospitato una fabbrica di vele e, da ultimo, è diventato il magazzino di una falegnameria. Rendere vivibile la struttura di quattro piani è costato a Max e a sua moglie Iris, curatrice d arte freelance, soldi ed energia. C erano pareti da abbattere, soffitti da isolare, impianti della luce, ri- 22 FEBBRAIO 2008 D 33
Molti prototipi e qualche oggetto di famiglia: le Thonet da caffè, il pianoforte, la sedia Chippendale con lo schienale impagliato scaldamento e fognario da installare. «La problematica estetica è venuta molto dopo», ride Iris. La coppia ha messo a nudo le travi in legno che reggono il vecchio edificio in mattoni fino al soffitto, poi le ha dipinte di bianco, come le pareti. Per scrostare le assi del pavimento dai residui di mastice e altro, ci sono voluti giorni di duro lavoro, al termine del quale il legno, vecchio di almeno un centinaio d anni, è stato ringiovanito con una cura a base di vernice acrilica color antracite. «L abbinamento tra il bianco delle pareti e il colore scuro dei pavimenti infonde un senso di armonia e serenità», osserva Iris. «In più, non richiede molta cura». Il Libreria in legno di ontano. A destra: stufa industriale di seconda mano e tavolino da caffè in frassino ricavato dalla struttura di un letto, tappeto Gabbeh iraniano. D 34 22 FEBBRAIO 2008 D 35
Durante la Prima guerra mondiale era una prigione. Poi un magazzino per le vele e infine una falegnameria che è senza dubbio un vantaggio se per casa, oltre a due figli, vanno e vengono regolarmente amici, fotografi e troupe di cinema (i Wehberg affittano la casa come set). «Bellezza è sinonimo di semplicità», osserva Max che, per due panche da esterni, ha appena vinto il Red Dot Award, tra i più prestigiosi premi tedeschi per il design. Il suo obiettivo: «Trovare per ciascun oggetto la forma più semplice». Come nel caso del tavolo da pranzo in legno di pino lucidato, lungo 4 metri e mezzo, con il piano e le gambe a incastro che si reggono a vicenda senza bisogno di una sola vite. Quasi tutti i mobili sono stati disegnati dai padroni di casa, dalle scrivanie ai carrelli porta-abiti, dalla sedia a dondolo alla cucina, che è in cemento poroso spatolato e verniciato, tutta integrata a parete. I piani lavoro sono pannelli in formica, facile da lavorare. A questi elementi si alternano cimeli di famiglia, come le sedie da caffè Thonet che corredano il tavolo da pranzo, il pianoforte e la sedia Chippendale, con lo schienale impagliato davanti al camino. Altre immagini della casa, che si trova vicino al porto di Amburgo, dove a palazzi di fine 800 si alternano edifici degli anni 50 e 60 e ville eleganti. 31 OTTOBRE 2009 D 37