INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE



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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04245 -CODURELLI, MOSCA, MARCO CARRA, MARANTELLI, MISIANI, PIZZETTI, DE BIASI, POLLASTRINI, CORSINI, FERRARI, QUARTIANI e FIANO. Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Per sapere - premesso che: - con l'articolo 20 del decreto-legge n. 48 del 2009 - «Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile» - convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 201, il Governo ha inteso rivedere le modalità di presentazione delle domande di accertamento delle minoranze civili, handicap (legge n. 104 del 1992) e disabilità (legge n. 68 del 1999), e delle procedure di valutazione, concessione e ricorso giurisdizionale; - secondo le dichiarazioni del Governo, il provvedimento, attribuendo all'inps nuove competenze, avrebbe dovuto consentire una maggiore rapidità e modalità più chiare per il riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità; - l'articolo 20 non faceva alcun riferimento rispetto ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione; - ad oggi, gli effetti del provvedimento risultano essere, almeno in Lombardia, decisamente controversi; sono state messo in atto procedure di negazione generalizzata dei diritti ai cittadini più deboli. Procedure che si prestano non tanto alla eliminazione di assegnazione di benefici giuridici e monetari a chi non ne ha diritto, cosa che condivideremmo in pieno, quanto a risparmiare, creando disagio a persone realmente malate e con l'aggravio dei costi a carico di Inps e Asl per commissioni mediche doppie o triple; - con le nuove regole previste dal dispositivo di legge - affermano le organizzazioni sociali e i patronati - una pratica per il riconoscimento di invalidità civile, handicap o disabilità deve essere esaminata tre volte: dai medici della Asl, poi da quelli dell'inps e, infine, dalla sovrintendenza medica nazionale a Roma. Una procedura più complessa che fa lievitare i costi ma, soprattutto, i tempi di attesa. Si hanno casi di persone che hanno dovuto attendere fino a sette mesi per una visita e, tra queste, anche un malato oncologico che, per legge, avrebbe dovuto essere convocato entro 15 giorni; - non sono in discussione le iniziative di contrasto alle frodi in materia di invalidità civile né le misure che tendono a ripristinare la legalità violata e a riaffermare i princìpi di un'etica pubblica che queste frodi invece ammorbano e avvizziscono. Tuttavia, se la ricerca e la scoperta dei «falsi invalidi» rappresenta un imperativo dell'etica pubblica

e della legalità, è meno evidente la ratio che presiede alla convocazione dinanzi alle commissioni di tutti gli invalidi, comprese le persone senza arto, tetraplegici, sordumuti, ciechi assoluti, le persone affette da nanismo. Cosa che accade in Lombardia e che pare colpevolizzare tutti gli invalidi, compresi quindi coloro che non falsificano alcunché. Da notizie in possesso dell'interrogante, ritardi anomali, attribuibili alle procedure imposte dalla nuova normativa, si stanno accumulando in provincia di Lecco, compromettendo in tal modo i diritti delle persone disabili -: - se il Ministro abbia notizie circostanziate della situazione in Lombardia e in ogni Provincia della stessa prodottasi a seguito dell'approvazione della nuova disciplina relativamente ai tempi di accertamento e riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità; - se il Ministro non intenda riconsiderare il meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un'insostenibile dilatazione dei tempi; - se il Ministro non intenda intervenire, con opportune iniziative o provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate; - se il Ministro abbia fornito indicazioni relative ad un presunto «contingentamento» a livello provinciale di riconoscimenti di invalidità civile, handicap e disabilità, determinato da obiettivi di contenimento della spesa; - se il Ministro, a fronte di ritardi penalizzanti causati dalla nuova normativa, non intenda provvedere al riconoscimento di un disagio suscettibile di una qualche mitigazione o compensazione.(5-04245) Il sottosegretario Nello MUSUMECI risponde all'interrogazione 5-04245 Codurelli: Ritardi nelle procedure per il riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità e presunto «contingentamento» dei riconoscimenti medesimi. TESTO DELLA RISPOSTA L'interrogazione che passo ad illustrare verte sul nuovo procedimento di riconoscimento dell'invalidità civile adottato ai sensi dell'articolo 20 del decreto-legge n. 78/2009 che ha disciplinato il riordino e la semplificazione complessiva del procedimento di concessione delle prestazioni in favore degli invalidi civili e minorati civili.il nuovo procedimento prevede che il riconoscimento dei benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità avvenga con il diretto coinvolgimento dell'inps, attraverso l'integrazione della Commissione medica delle Aziende sanitarie locali (ASL) con un medico dell'istituto, al fine di realizzare una gestione coordinata delle fasi sanitaria ed

amministrativa, nella prospettiva di garantire ai cittadini maggiore trasparenza. All'INPS spetta, in ogni caso, il compito di accertare in via definitiva la sussistenza dei requisiti che possono dare luogo ai benefici di legge. Inoltre all'istituto è stata assegnata la funzione di verificare la permanenza dei requisiti sanitari che hanno dato luogo alla concessione dei benefici economici. L'istituto ha reso noto che, nel periodo 1o gennaio/30 settembre 2011 le pensioni liquidate nella regione Lombardia ammontano complessivamente a 30.254, con un tempo medio di trattazione di 271 giorni. La tabella che metto a disposizione della Commissione nell'illustrare i dati della regione Lombardia distinti per singola provincia e per anno di presentazione della domanda, evidenzia, la tendenziale riduzione dei tempi medi di trattazione dal 2009 al 2011, con un evidente miglioramento dal 2010 in poi, anno in cui la nuova procedura è stata introdotta. Per gestire il nuovo flusso procedurale, l'inps ha sviluppato un'apposita applicazione informatica idonea a gestire in via telematica l'intero iter che, a partire dal 1o gennaio 2010, è stata messa a disposizione di tutti i soggetti coinvolti (cittadini, patronati, associazioni di categoria, medici certificatori, ASL, personale sanitario e amministrativo dell'istituto). Il cittadino che intende presentare domanda di accertamento per il riconoscimento dell'invalidità civile deve preliminarmente recarsi presso un medico abilitato alla compilazione e alla trasmissione telematica del certificato introduttivo che attesti le infermità invalidanti. In seguito all'acquisizione del certificato, il sistema genera una ricevuta che il medico provvede a consegnare al cittadino; tale ricevuta riporta il numero del certificato che deve essere indicato sulla domanda di accertamento per l'abbinamento informatico dei due documenti. L'iter procede, quindi, con la presentazione, sempre in via telematica, della domanda di accertamento da parte dell'interessato, direttamente tramite il PIN rilasciato dall'istituto o con l'assistenza dei patronati o delle associazioni di categoria dei disabili. La seconda fase del procedimento che consiste nell'accertamento sanitario da parte della Commissione medica dell'asl integrata da un medico dell'inps prende avvio con la convocazione a visita del cittadino innanzi a tale commissione. A tal proposito, l'istituto ha fatto sapere che la calendarizzazione delle visite è di esclusiva pertinenza delle ASL mentre l'inps gestisce direttamente solo le visite di soggetti con patologie oncologiche per le quali la data viene fissata entro un tempo massimo di 15 giorni, ai sensi dell'articolo 6 del decreto-legge 4/2006. Dopo un primo periodo di applicazione del nuovo procedimento di riconoscimento dell'invalidità, l'inps, alla luce dei risultati conseguiti, ha ritenuto necessario adottare significativi interventi per il miglioramento e la razionalizzazione degli aspetti organizzativi, informatici e medico-legali dell'intera procedura.

In particolare, le difficoltà connesse all'avvio del nuovo processo di riconoscimento dei benefici in materia di invalidità civile, sono per lo più riconducibili all'eterogeneità della materia, delle diverse tipologie assistenziali, delle distinte organizzazioni territoriali delle ASL e del modus operandi delle stesse, nonché all'elevato numero di interlocutori e soggetti esterni coinvolti nel processo. Pur essendo state realizzate nei confronti delle ASL numerose iniziative di sensibilizzazione, di coinvolgimento e di supporto tecnico-informatico permangono sul territorio, anche se in modo disomogeneo, situazioni di difficoltà connesse allo scarso utilizzo da parte delle stesse Aziende sanitarie dell'applicativo gestionale informatico, che governa in modalità integrata l'intero processo. In tale contesto si è evidenziata una situazione di diffusa criticità riferita in particolare allo svolgimento dell'iter procedimentale previsto per la revisione dello stato invalidante, in quanto l'elevato numero di verbali che le ASL continuano a redigere in forma cartacea, impone ai Centri medico legale dell'inps di effettuare manualmente tutti gli adempimenti ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge n. 295/1990, comportando spesso una dilatazione dei tempi di definizione delle pratiche. In particolare mentre è ad oggi pienamente utilizzabile la modalità telematica per la presentazione delle domande e per la definizione amministrativa delle stesse, l'accertamento sanitario presso le Aziende sanitarie locali risulta invece essere sostanzialmente ancora cartaceo. La trasmissione da parte delle ASL di verbali cartacei comporta per l'istituto la necessità di attivare un successivo flusso procedurale di acquisizione degli stessi nella procedura informatica, e ciò al fine di trasformare le informazioni ricevute da cartacee in elettroniche. A tal proposito l'inps e la società Postel s.p.a., a seguito di procedura negoziata, hanno stipulato un contratto, per l'affidamento dei servizi complementari di «mail room-in e archiviazione ottica sostitutiva». L'indisponibilità di un flusso interamente telematico determina, evidentemente, difficoltà nel monitorare e nel definire tempestivamente le diverse sottofasi del procedimento di accertamento dei benefici. L'INPS ha comunicato che le iniziali difficoltà emerse all'avvio delle nuove modalità di accertamento e verifica troveranno adeguata soluzione grazie alla progressiva estensione della procedura telematizzata. In ogni caso, il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento, dalla data di presentazione dell'istanza, è un obiettivo fortemente sentito e perseguito dall'istituto, che ha garantito che verranno poste in essere tutte le opportune iniziative affinché sia effettivamente realizzata una contrazione dei tempi procedurali. In particolare il Direttore generale dell'inps con i messaggi n. 2036 del 28 gennaio 2011 e n. 2886 del 4 febbraio 2011, ha introdotto alcune innovazioni tese a snellire il procedimento di riconoscimento dello stato invalidante senza impoverire i controlli. È utile ricordare che qualora l'inps non si pronunci nel termine di 60 giorni dal ricevimento del verbale trasmesso

dall'asl competente, tale verbale acquista carattere definitivo relativamente all'esito dell'accertamento in esso contenuto (ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge n. 295 del 1990). Va precisato che da settembre 2010, la verifica finale dei verbali è affidata alla Commissione Medica Superiore dell'inps, la quale interviene per assicurare uniforme applicazione dei principi valutativi e omogeneità ai giudizi medico-legali applicati sul territorio. Tale Commissione a partire da giugno 2010 interviene, inoltre, nella convalida definitiva dei verbali relativi alle verifiche straordinarie di invalidità civile. In seguito alla conferma da parte della citata Commissione, il verbale diviene definitivo ed è trasmesso al cittadino, al patronato o alla associazione all'uopo delegati. L'Istituto ha altresì previsto, ad ulteriore tutela del cittadino, che la Commissione medica superiore debba espletare le proprie attività di verifica entro il termine di 15 giorni. Le gravi patologie indicate nel decreto ministeriale 2 agosto 2007 e richiamate nelle cosiddette «Linee Guida» emanate dell'istituto (in particolare: minori con patologie concernenti la sfera psichica o con patologie di tipo genetico malformativo; persone inserite in strutture di lungodegenza o in residenze protette; soggetti interdetti; soggetti di interesse geriatria) con perdita dell'autonomia personale adeguatamente documentata) possono, invece, essere escluse dalla visita diretta al fine di evitare inutili controlli. Inoltre, per i cittadini affetti da patologia oncologica, ai sensi del decreto-legge 4/2006, è previsto il rilascio immediato di verbali con piena, ancorché provvisoria, efficacia. Per quanto invece attiene al presunto contingentamento a livello provinciale dei riconoscimenti di invalidità civile, posso certamente escludere che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali abbia mai fornito indicazioni in tal senso, essendo - come è noto - obiettivo primario delle disposizioni recentemente introdotte quello di garantire la trasparenza delle procedure e l'effettivo possesso dei requisiti sanitari richiesti. L'INPS ha comunicato, inoltre, che i piani straordinari di verifiche nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile, previsti dall'articolo 80 del decreto-legge n. 112 del 2008 e dall'articolo 20, comma 2, del decreto-legge n. 78 del 2009, non hanno causato ritardi nell'espletamento delle verifiche ordinarie, ed anzi hanno consentito, in alcuni casi, di garantire la continuità nell'erogazione delle prestazioni poiché si è proceduto ad accertare, in sede di verifica straordinaria, la permanenza dei requisiti sanitari anticipatamente rispetto alla data di scadenza delle prestazioni soggette a revisione (come può evincersi dal messaggio del Direttore generale dell'inps n. 6763 del 16 marzo 2011). Da ultimo vale la pena evidenziare che l'articolo 18, comma 22, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 111 del 2011, con l'obiettivo di assicurare maggiore omogeneità e snellezza a tutto il procedimento, ha introdotto la

possibilità per le Regioni di stipulare, anche in deroga alla normativa vigente, specifiche convenzioni con l'inps per l'affidamento delle funzioni relative all'accertamento dei requisiti sanitari. In conclusione, fermo restando che in qualità di autorità vigilante il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha agito e agirà nei confronti dell'inps per migliorare le performances del sistema informativo, devo sottolineare che molte delle difficoltà operative lamentate discendono dalla struttura dei sistemi informativi delle ASL e delle autonomie locali, sui cui assetti organizzativi il Governo non può esercitare alcun potere di intervento, bensì una mera moral suasion, nell'ottica della leale collaborazione istituzionale.